Vedere gli animali in Scozia è sempre un’emozione e ogni volta sembra quasi la prima. Viaggiando on the road ti capiterà spesso di incontrare pecore che sonnecchiano sul ciglio della strada, qualche Highland cow che bruca tranquilla nei prati o foche distese sugli scogli a prendere il sole. Altre volte serviranno più pazienza, un binocolo e anche un pizzico di fortuna.
Che animali ci sono in Scozia? La biodiversità di questa terra è enorme: si contano circa 90.000 specie tra animali, piante e microrganismi. Tra quelle che potresti incontrare durante un viaggio ci sono cervi, foche, delfini, balene, orche, lontre, puffin, scoiattoli rossi, lepri, aquile, sule e molti altri animali che popolano montagne, foreste, isole e coste scozzesi
In questa guida trovi gli animali che puoi vedere in Scozia, i luoghi dove è più facile cercarli e, quando la stagionalità è importante, il periodo migliore dell’anno per avvistarli. Per alcune specie troverai anche i collegamenti ai nostri approfondimenti dedicati, con luoghi di avvistamento, esperienze e informazioni utili per organizzare il viaggio.
Ed è proprio viaggiando che spesso arrivano gli incontri più belli. Basta allontanarsi dalle mete più frequentate, percorrere una strada secondaria o fermarsi davanti a una baia apparentemente deserta per scoprire una Scozia diversa, dove la natura continua a essere una delle grandi protagoniste del viaggio.
Passa a trovarci anche su Instagram, durante i nostri viaggi pubblichiamo storie, luoghi, incontri e curiosità dalla Scozia.
E naturalmente in una terra così legata a miti e leggende non potevano mancare anche gli animali fantastici. L’ unicorno è uno dei simboli più conosciuti della Scozia, mentre il folklore si è divertito a inventare creature decisamente meno reali, come il curioso Wild Haggis.



Highland cows – le mucche
Tra gli animali da vedere in Scozia ci sono sicuramente le Highland cows, le inconfondibili mucche dal pelo lungo che vengono affettuosamente chiamate anche Highland coos o Hairy Coos, le nostre “mucche capellone”. Sono originarie della Scozia occidentale e delle isole e sono state anche tra i primi animali che abbiamo incontrato durante i nostri viaggi.
A renderle immediatamente riconoscibili è soprattutto il lungo mantello, perfettamente adattato al clima freddo, umido e ventoso delle Highlands. La caratteristica frangia che ricade sugli occhi viene spesso chiamata dossan: oltre a renderle irresistibilmente fotogeniche, aiuta a proteggere gli occhi dal vento, dalla pioggia e dagli insetti.
Anche se nell’immaginario collettivo la Highland cow è quasi sempre rossa o color zenzero, il mantello può avere diverse tonalità. Lo standard della razza comprende infatti esemplari rossi, neri, gialli, bianchi, brindle e dun, una tonalità che può andare dal beige al grigio-bruno. Il nero, secondo la Highland Cattle Society, era addirittura il colore originario della razza.
A questo proposito c’è anche una curiosità legata alla regina Victoria. Si racconta che durante uno dei suoi viaggi nelle Highlands abbia espresso una preferenza per gli esemplari rossi e che gli allevatori, per assecondare il gusto reale, abbiano iniziato a selezionare maggiormente quel colore.
Le Highland cows sono conosciute per il loro temperamento generalmente tranquillo e docile. A noi è capitato più volte di poterle fotografare abbastanza da vicino senza vederle quasi muovere un muscolo, ma questo non significa che vadano avvicinate o accarezzate. Restano bovini di grandi dimensioni, con corna importanti: è sempre bene mantenere una distanza di sicurezza, non dare loro da mangiare e prestare ancora più attenzione quando ci sono dei vitelli, perché le madri possono diventare molto protettive.
Anche le corna aiutano spesso a distinguere maschi e femmine. Nei maschi tendono a essere più robuste e a svilupparsi più orizzontalmente, inclinandosi leggermente in avanti e verso l’alto; nelle femmine sono generalmente più lunghe, sottili e tendono a sollevarsi maggiormente, anche se esistono diverse conformazioni.
Le origini della razza sono molto antiche, ma qui farei attenzione a non trasformare una curiosità tramandata in un dato storico certo. Le fonti divulgative fanno risalire la convivenza tra questi bovini e l’uomo addirittura all’età del Bronzo e raccontano che un tempo il bestiame venisse fatto entrare nelle abitazioni durante l’inverno, contribuendo anche a riscaldarle.
La Highland Cattle Society, però, documenta con certezza la razza attraverso testimonianze scritte a partire dal XVIII secolo, mentre il primo Highland Cattle Herd Book venne pubblicato nel 1885
Quello che invece non lascia dubbi è la loro straordinaria capacità di adattamento. Le Highland cows riescono a vivere all’aperto anche in condizioni difficili, sfruttando pascoli poveri e resistendo bene a freddo, pioggia e vento. Il loro lungo mantello e la loro rusticità hanno permesso alla razza di prosperare proprio negli ambienti duri delle Highlands e delle Ebridi.
Si nutrono soprattutto di erba e foraggio e sono capaci di sfruttare anche vegetazione piuttosto povera e terreni che altre razze bovine utilizzerebbero con maggiore difficoltà. Negli allevamenti la dieta può naturalmente essere integrata, soprattutto durante l’inverno, con fieno, insilati o altri alimenti a seconda delle condizioni e del tipo di gestione
Oggi vengono allevate non soltanto in Scozia, ma in molti Paesi del mondo. Sono apprezzate per la loro rusticità, longevità e capacità di vivere in sistemi di allevamento estensivi, oltre che per una carne magra e relativamente povera di grassi, caratteristiche che hanno contribuito alla diffusione della razza ben oltre le Highlands.

Dove vedere le Highland Cows in Scozia
Le prime testimonianze delle Highland cows risalgono al VI secolo e la loro terra d’origine è la Scozia occidentale, tra Highlands e isole. Ancora oggi sono uno degli animali più iconici del Paese e puoi incontrarle in molte zone, anche se non è affatto scontato trovarsele davanti durante un viaggio
Le possibilità aumentano soprattutto nella Scozia del Nord, lungo alcuni tratti della North Coast 500, nell’Aberdeenshire e nelle Highlands occidentali. Ma le mucche capellone si incontrano anche più a sud, tra Dundee e Angus, Fife, Argyll, Perthshire, Loch Lomond, Stirling e Forth valley oltre che nei dintorni di Edimburgo e dei Lothians
Non mancano naturalmente sulle isole. A Skye, per esempio, può capitare di vederle pascolare vicino alle strade non recintate, soprattutto nella zona di Elgol, mentre sono presenti anche su Mull, Islay, Arran, Barra e persino alle Orcadi.
Uno dei luoghi più scenografici dove cercarle resta la penisola di Applecross. La celebre Bealach Na Bà, il cui nome gaelico significa proprio “passo del bestiame”, segue un’antica via utilizzata dai mandriani per spostare il bestiame attraverso le Highlands. Lungo il percorso tra Applecross e la costa settentrionale della penisola non è raro incontrare Highland cows al pascolo, quindi guida con prudenza: qui gli animali possono trovarsi anche molto vicino alla carreggiata.
Un altro posto dove abbiamo buone possibilità di incontrarle è il Cairngorms National Park, così come diverse tenute e fattorie aperte ai visitatori.
Anche i terreni intorno al castello di Glamis ospitano Highland cattle: la tenuta possiede una propria mandria e alcuni esemplari pascolano nei campi ai lati del viale che conduce al castello. Puoi incontrarle anche allo Scone Palace nei cui terreni vengono ospitate Highland cows e vengono organizzate anche esperienze dedicate a questi animali.
Nonostante siano così legate all’immaginario della Scozia, non è detto che riuscirai a vederle per caso. Alcuni iscritti al nostro gruppo Facebook ci hanno raccontato di aver attraversato buona parte del Paese senza incontrarne nemmeno una! Se per te le Highland cows sono una tappa irrinunciabile, quindi, inserisci nell’itinerario almeno uno dei luoghi in cui sai che vive una mandria invece di affidarti soltanto alla fortuna.
E una curiosità per chiudere: anche il leggendario Rob Roy MacGregor aveva a che fare con il bestiame. Prima di diventare uno dei più famosi fuorilegge della storia scozzese, fu infatti cattle drover, mandriano e commerciante di bovini.



Cerbiatti e Cervi – red deer
Tra gli animali che puoi incontrare in Scozia ci sono cervi e caprioli, liberi tra boschi, brughiere e vallate. Il Red Deer (Cervus elaphus) e il Roe Deer (Capreolus capreolus) sono le due specie native, mentre daini e cervi sika sono stati introdotti successivamente e oggi hanno popolazioni stabilmente presenti nel Paese.
Ogni volta che ne abbiamo visto uno, l’emozione è stata incredibile: hanno qualcosa di elegante e selvatico allo stesso tempo, con quello sguardo curioso che ti fa venire voglia di restare lì a osservarli in silenzio. Il cervo rosso è il più grande mammifero terrestre selvatico della Scozia ed è uno degli animali più iconici delle Highlands.
Uno dei momenti più spettacolari per osservarlo è l’autunno, durante il rut, la stagione degli amori. Il periodo va indicativamente dalla fine di settembre a novembre, con il picco generalmente in ottobre. È allora che i maschi iniziano a emettere i potenti bramiti che riecheggiano nei glen e a confrontarsi per il controllo delle femmine.
Per gran parte dell’anno Stags e hinds, ovvero maschi e femmine, vivono in gruppi separati, ma durante il rut si riuniscono. I maschi dominanti cercano di mantenere intorno a sé un gruppo di femmine, allontanando i rivali con bramiti, dimostrazioni di forza e, quando nessuno dei due cede, veri scontri con i palchi.
Le cerve sono fertili solo per un periodo molto breve, quindi durante la stagione degli amori la competizione tra i maschi è altissima. I nuovi arrivati possono sfidare il cervo dominante e gli scontri, accompagnati da bramiti potenti che si sentono anche a distanza, possono diventare molto intensi.
Le cerve sono solo fertili per un giorno all’anno, quindi la competizione tra i compagni è incredibilmente alta. Durante il rut, i nuovi arrivati sfidano il cervo dominante per il controllo con scontri elaborati e rumorosi ruggiti che si odono da una certa distanza.
Se ti capita di assistere al rut, mantieni sempre una buona distanza e non cercare di avvicinarti per scattare una fotografia: in questo periodo i maschi sono particolarmente agitati e possono diventare aggressivi.
Durante la stagione degli amori i cervi dedicano gran parte delle energie alla competizione e all’accoppiamento, mangiando molto meno e arrivando a perdere fino al 20% del loro peso. I maschi dominanti possono accoppiarsi con numerose femmine e i piccoli nasceranno tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, soprattutto nel mese di giugno.
Ogni volta che ne abbiamo visto uno, l’emozione è stata incredibile e mi fanno una tenerezza unica con quel musetto dolce e lo sguardo furbetto. Il cervo è il re indiscusso dei glen e il più grande mammifero terrestre selvatico della Gran Bretagna.

Dove vedere i cervi in Scozia
I red deer sono diffusi in gran parte della Scozia, ma è soprattutto nelle Highlands, tra glen, montagne, brughiere e grandi aree forestali, che hai maggiori possibilità di incontrarli in libertà. Ricordo bene la prima volta che ne abbiamo avvistato uno: ci siamo fermati e accostati in silenzio per guardarli da lontano.
Uno dei luoghi più conosciuti è la valle del Glencoe, insieme al vicino Glen Etive. Qui può capitare di vedere i cervi scendere dai versanti e avvicinarsi alle zone più basse della valle, soprattutto nei mesi più freddi.
Anche il Cairngorms National Park è uno dei grandi territori del cervo rosso scozzese, così come numerose aree forestali delle Highlands. Un’altra zona interessante è la Queen Elizabeth Forest Park, tra Loch Lomond e i Trossachs, dove vivono sia cervi rossi sia caprioli.
Nel sud-ovest della Scozia, il Galloway Forest Park ospita anche un’area dedicata all’osservazione dei cervi rossi, il Red Deer Range, dove è possibile avere ottime probabilità di vederli senza doverli cercare per ore tra montagne e vallate.
Noi li abbiamo incontrati anche nel parco del meraviglioso castello di Culzean che ospita ancora oggi un piccolo branco di red deer. Vederli comparire tra gli alberi e i grandi spazi verdi della tenuta è stata una delle tante sorprese della nostra visita.
Se però c’è un luogo che associamo immediatamente ai cervi è l’Isola di Jura. Qui i red deer sono più numerosi degli abitanti e fanno parte del paesaggio dell’isola quasi quanto le montagne, il mare e le distillerie. Se ne incontrano moltissimi, spesso anche vicino alla strada.
Anche Arran ospita una popolazione importante di cervi rossi, soprattutto nella parte settentrionale dell’isola e nella zona di Lochranza, dove non è raro vederli nei prati e sulle pendici delle montagne.
Alle Orcadi e alle Shetland, invece, non esistono popolazioni selvatiche stabili di cervi, quindi se il tuo itinerario si concentra sulle isole dell’estremo nord dovrai cercare altri protagonisti della fauna locale.
Se vuoi aumentare le possibilità di vederli senza affidarti soltanto alla fortuna, nel Perthshire puoi visitare anche l’Highland safaris red deer center, vicino ad Aberfeldy, dove vengono organizzate esperienze dedicate alla conoscenza e all’osservazione dei cervi. Per vedere i cervi in sicurezza nella stagione dell’accoppiamento puoi farti accompagnare dai rangers nelle riserve naturali di Beinn Eighe e Creag Meagaidh nel Wester Ross e Laglog.
Il momento migliore per vedere i cervi dipende anche dal tipo di esperienza che stai cercando. L’autunno è particolarmente suggestivo per assistere al rut, mentre in inverno i cervi tendono a scendere verso quote più basse alla ricerca di cibo e riparo. Durante l’estate, invece, possono rimanere più a lungo sulle colline e nei glen più remoti.
La mattina presto e il tardo pomeriggio sono generalmente i momenti migliori per cercarli, quando sono più attivi e si spostano per alimentarsi. I cervi rossi mangiano soprattutto erbe, erica, germogli, arbusti, bacche, licheni e altra vegetazione, adattando la dieta alle stagioni e all’ambiente in cui vivono.

Renne
Tra le esperienze più particolari per vedere gli animali in Scozia c’è anche quella di incontrare le renne. Sulle montagne dei Cairngorms vive infatti il Cairngorm Reindeer Herd, l’unica mandria di renne allo stato semibrado del Regno Unito.
Oggi conta circa 150 esemplari, che vivono per la maggior parte sulle montagne dei Cairngorms, mentre una parte della mandria si trova nella Glenlivet Estate, una trentina di miglia più a nord.
Le renne non sono però una presenza recente nella storia della Scozia. Un tempo vivevano allo stato selvatico in Gran Bretagna e l’ultima testimonianza della loro presenza risale a circa 800 anni fa. Sono tornate sui Cairngorms soltanto nel 1952, grazie a Mikel Utsi, allevatore di renne originario della Lapponia svedese, e a sua moglie, l’antropologa Ethel Lindgren.
Durante un viaggio nelle Highlands nel 1947, Utsi rimase colpito dall’ambiente dei Cairngorms, che gli ricordava i pascoli della Lapponia per il clima, la vegetazione e l’abbondanza di licheni. Qualche anno dopo decise di verificare se le renne potessero nuovamente vivere in Scozia e il 12 aprile 1952 arrivarono dalla Svezia i primi sette animali: due maschi e cinque femmine.
L’esperimento funzionò e la mandria iniziò a crescere. Oggi le renne possono pascolare su migliaia di acri di terreno montano, vivendo per buona parte dell’anno libere sulle montagne e adattandosi perfettamente alle condizioni spesso difficili dei Cairngorms.
Una delle caratteristiche più curiose delle renne riguarda gli occhi. Essendo posizionati lateralmente, garantiscono un campo visivo molto ampio, utile per individuare eventuali pericoli. Hanno però una piccola zona cieca proprio davanti al muso, quindi i fai attenzione a non metterti proprio davanti quando ti avvicini, perché potrebbero non vederti. Ancora più sorprendente è il fatto che i loro occhi riescano ad adattarsi alle enormi variazioni di luce delle regioni artiche e subartiche.
E poi ci sono le corna. Le renne sono particolari perché anche le femmine sviluppano normalmente i palchi, cosa insolita tra i cervidi. I maschi adulti tendono a perderli dopo la stagione degli amori, mentre le femmine li conservano durante l’inverno e generalmente li perdono più tardi, in primavera. Questo dà loro un vantaggio nella competizione per il cibo proprio durante i mesi in cui molte sono gravide.
Se passi il Natale in Scozia potresti persino incontrare alcune renne lontano dalle montagne. Nei mesi di novembre e dicembre alcuni esemplari del Cairngorm Reindeer Herd partecipano infatti a eventi e parate natalizie in diverse località.
Se stai organizzando un viaggio in questo periodo, ne parlo anche nell’articolo dedicato al Natale nelle altre città della Scozia.

Dove vedere le renne in Scozia
Il posto da raggiungere è il Cairngorm Reindeer Centre, nel villaggio di Glenmore, a circa 6 miglia da Aviemore.
Dopo aver visto le renne in Svezia non vedevo l’ora di riprovare l’esperienza in Scozia ma, purtroppo, a causa della neve il nostro tour sui Cairngorms è stato annullato. La fortuna vuole che un nostro amico scozzese sia stato più fortunato di noi e ci abbia mandato questa fotografia.
Il modo più bello per incontrare la mandria è partecipare a una Hill Trip, un’escursione guidata che permette di raggiungere le renne direttamente sulla montagna. I tour vengono organizzati per buona parte dell’anno, ma frequenza e condizioni cambiano in base alla stagione e al meteo.
A differenza di qualche anno fa, oggi le Hill Trips si possono prenotare online e conviene farlo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. I biglietti vengono messi in vendita 30 giorni prima della data della visita.
L’esperienza dura generalmente tra un’ora e mezza e due ore. Dopo esserti registrato al Reindeer Centre dovrai raggiungere con il tuo mezzo il punto da cui parte la camminata; da qui si prosegue a piedi per circa 20-40 minuti, a seconda del periodo dell’anno e della posizione della mandria.
Una volta raggiunte le renne ti ritroverai praticamente in mezzo al branco, accompagnato dagli allevatori che raccontano la loro storia, il comportamento e le caratteristiche di ogni animale. È prevista anche una breve esperienza di alimentazione, mentre non è consentito accarezzarle: anche se sono abituate alla presenza umana, viene rispettato il loro spazio.
Nel 2026 il biglietto standard per la Hill Trip costa £28 per gli adulti e £21 per i bambini dai 3 ai 16 anni. Dal 25 giugno al 1° settembre vengono applicate tariffe estive ridotte. I bambini fino a 2 anni partecipano gratuitamente. Prezzi e calendario possono naturalmente cambiare, quindi controlla sempre il sito ufficiale prima della visita.
Non sottovalutare il percorso. Si cammina su terreno montano irregolare, che può essere fangoso, bagnato, innevato o ghiacciato. Sono indispensabili scarponi da trekking o stivali adatti, una giacca impermeabile e abbigliamento caldo. Se l’equipaggiamento non è considerato sufficientemente sicuro, non viene consentita la partecipazione all’escursione.
Arriva al centro almeno 20 minuti prima dell’orario indicato, perché dopo il check-in dovrai ancora spostarti verso il punto di partenza. Chi non dispone di un’auto, da maggio a dicembre può raggiungerlo anche a piedi, ma si tratta di circa 1,6 miglia in salita e bisogna prevedere almeno 45 minuti in più. Tra febbraio e aprile, invece, il punto di incontro può cambiare e non è possibile raggiungerlo a piedi.
In caso di condizioni meteorologiche estreme la Hill Trip può essere modificata o annullata. Nei mesi invernali il clima sui Cairngorms può cambiare molto rapidamente, quindi controlla sempre le indicazioni del centro prima di partire.
Se non puoi affrontare la camminata in montagna c’è anche un’alternativa molto più semplice: i Paddocks del Reindeer Centre, dove a rotazione vengono ospitate alcune renne della mandria. L’area è accessibile anche a persone con mobilità ridotta e famiglie con passeggini e comprende una piccola esposizione dedicata alle renne. Nel 2026 il biglietto standard parte da £6,50 per gli adulti.
Infine, una piccola informazione pratica: al Reindeer Centre non ci sono servizi igienici pubblici. I più vicini si trovano nel villaggio di Glenmore, accanto alla fermata dell’autobus, a circa 200 metri dal centro.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!



Pecore
Vedere gli animali in Scozia è quasi sempre gratis e ogni incontro regala un’emozione diversa! Viaggiando on the road ti capiterà spesso di trovare qualche pecora che sonnecchia sul ciglio della strada o che ti guarda con aria curiosa mentre bruca tranquilla in mezzo a un prato.
Fai sempre attenzione quando guidi, soprattutto nelle zone più rurali e sulle isole: non è affatto raro trovare pecore libere vicino alla carreggiata o addirittura in mezzo alla strada. Rallenta e lascia loro tutto il tempo di spostarsi.
In Scozia ci sono davvero più pecore che persone: gli ultimi dati disponibili parlano di oltre 6,5 milioni di pecore, a fronte di una popolazione di circa 5,5 milioni di abitanti. Un po’ come sull’Isola di Jura, dove sono invece i cervi a superare di gran lunga gli abitanti.
Durante il viaggio incontrerai razze molto diverse. Una delle più caratteristiche è la Scottish Blackface, immediatamente riconoscibile per il muso nero o bianco e nero, le corna e il folto vello bianco. È una razza particolarmente resistente e perfettamente adattata ai pascoli più duri delle Highlands.
Poi ci sono le Cheviot, dal muso e dalle zampe bianche e dal folto mantello candido, originarie delle colline al confine tra Scozia e Inghilterra, e le bellissime Hebridean Sheep, più piccole, dal vello nero che può assumere sfumature marroni con il sole e spesso caratterizzate da due, quattro o persino più corna.
Sai perché sulle pecore si vedono spesso delle chiazze colorate? Una delle ragioni più curiose riguarda la stagione degli amori. Il montone può indossare sul petto un dispositivo colorato chiamato raddle: quando si accoppia lascia una macchia sul dorso della femmina. Cambiando il colore utilizzato nel corso delle settimane, l’allevatore può capire quando ciascuna pecora è stata coperta e avere così un’indicazione sul periodo in cui nasceranno gli agnellini.
Non tutte le macchie che vedrai, però, hanno necessariamente questo significato: gli allevatori possono utilizzare colori e segni differenti anche per riconoscere gli animali o gestire il gregge.
Che posso dire, io le trovo assolutamente bellissime e starei per ore a osservarle mentre brucano, corrono nei prati o ti fissano immobili con quell’aria curiosa che solo loro riescono ad avere.



Dove vedere le pecore in Scozia:
Praticamente ovunque! Se vuoi vedere gli animali in Scozia senza dover organizzare escursioni particolari, le pecore saranno quasi certamente tra gli incontri più frequenti del tuo viaggio.
Sono diffuse in tutto il Paese, ma è soprattutto attraversando le zone rurali, le Highlands e le isole che sembrano diventare parte integrante del paesaggio. Ne abbiamo incontrate tantissime lungo la North Coast 500, dove pascolavano tra il mare e i prati verdi, vicino alle spiagge, ai castelli o in luoghi apparentemente sperduti.
Anche Scottish Borders, Dumfries and Galloway, Highlands e isole sono territori fortemente legati all’allevamento ovino. Alle Ebridi, alle Orcadi e alle Shetland può capitare continuamente di vedere pecore nei campi, sulle scogliere o a pochi passi dalla strada.
Se viaggi in primavera potresti avere una delle sorprese più belle. La lambing season, la stagione delle nascite, varia in base alla zona, all’altitudine e al tipo di allevamento: può iniziare già tra marzo e aprile nelle aree più basse, mentre nelle zone collinari e montane spesso prosegue tra metà aprile e metà maggio.
In questo periodo i prati si riempiono di agnellini appena nati. A noi è capitato di vederli correre dietro alle madri, giocare nei prati oppure sonnecchiare uno accanto all’altro vicino a qualche albero. Sono davvero tenerissimi e ogni volta finiamo inevitabilmente per fermarci a guardarli.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!


Puffin – pulcinella di mare
Chiunque desideri vedere gli animali in Scozia, prima o poi sogna di imbattersi in un puffin, la simpatica pulcinella di mare che ogni primavera torna sulle scogliere scozzesi per riprodursi.
Nonostante le piccole dimensioni, questi uccelli sono incredibilmente resistenti e trascorrono gran parte dell’anno in mare aperto, tornando sulla terraferma soltanto durante la stagione riproduttiva.
I primi puffin iniziano generalmente a raggiungere le colonie scozzesi tra la fine di marzo e aprile e vi rimangono fino all’estate. Il periodo migliore per vederli è soprattutto tra maggio e luglio, anche se in alcune colonie gli ultimi esemplari possono restare fino ai primi giorni di agosto.
Ogni coppia depone un solo uovo a stagione, generalmente all’interno di una tana scavata nel terreno o nascosta tra le rocce. Maschio e femmina si alternano nella cova, che dura circa 40 giorni, e continuano poi entrambi a occuparsi del piccolo fino al momento in cui sarà pronto a lasciare il nido e raggiungere il mare.
I puffin si riconoscono subito per il piumaggio bianco e nero, le zampe arancioni e soprattutto per il grande becco colorato, che durante il periodo riproduttivo assume le caratteristiche tonalità arancio, gialle e grigie. Sono proprio il loro aspetto e quell’espressione quasi buffa ad avergli regalato il soprannome di “clown del mare”.
In Scozia hanno anche diversi nomi tradizionali. Alle Orcadi e alle Shetland sentirai spesso chiamarli Tammie Norries o Tammy Nories, mentre in gaelico scozzese compaiono nomi come buthaid, Peata-ruadh e Seumas Ruadh, quest’ultimo traducibile più o meno come “James il rosso”.
E se vuoi continuare con le curiosità, anche un gruppo di puffin può essere chiamato in diversi modi. Il termine normale resta naturalmente colonia, ma in inglese si incontrano anche nomi molto più fantasiosi come circus, burrow, puffinry e persino improbability of puffins. Direi che per un animale soprannominato “clown del mare” non poteva essere altrimenti.

Dove avvistare i puffin in Scozia
Per vedere i puffin in Scozia bisogna prima di tutto scegliere il periodo giusto. Fuori dalla stagione riproduttiva trascorrono gran parte del tempo in mare e diventa molto più difficile riuscire a osservarli dalla terraferma.
Tra i luoghi più conosciuti ci sono:
- Isola di May – una delle più importanti colonie di puffin della Scozia;
- Staffa, nelle Ebridi Interne;
- Isola di Handa – lungo la costa nord-occidentale;
- Lunga – la più grande delle Treshnish Isles, dove durante l’estate si può raggiungere a piedi una grande colonia;
- le Isole Orcadi, dove uno dei posti migliori è il Castle o’ Burrian sull’Isola di Westray;
- le Isole Shetland, con alcune delle colonie più spettacolari dell’intera Scozia; il faro di Sumburgh Head, uno dei posti più semplici da raggiungere per osservarli;
- Riserva di Hermenss sull’isola di Unst, dove i puffin condividono le enormi scogliere con sule e migliaia di altri uccelli marini.
Alle Ebridi Esterne puoi cercarli anche durante escursioni verso St Kilda e Mingulay, mentre lungo il Mainland scozzese esistono alcune colonie più piccole e punti di osservazione come Bullers of Buchan, Dunnet Head e Fowlsheugh, poco distante dal Dunnottar Castle.
Puoi vedere i puffin anche sulle Ebridi Esterne facendo escursioni verso St Kilda, Rona e Mingulay, mentre nel Mainland scozzese esistono alcune colonie più piccole e punti di osservazione come Troup Head, Bullers of Buchan, RSPB Scotland Dunnet Head e lo Scottish Seabird Centre.
A differenza di quanto si potrebbe pensare vedendoli così tranquilli vicino ai sentieri, i puffin non vanno avvicinati né disturbati. Le loro tane possono trovarsi proprio sotto il terreno erboso vicino alle scogliere, quindi resta sui percorsi indicati, non bloccare l’ingresso delle tane e lascia sempre agli animali lo spazio necessario per raggiungere il nido.
Se vuoi saperne di più su queste graziose e buffe creature leggi la nostra guida completa su dove vedere i puffin in Scozia.



Foche e delfini
Vedere gli animali in Scozia significa anche incontrare alcune delle creature marine più affascinanti delle sue coste. Foche e delfini popolano queste acque fredde e ricche di pesce e, con un po’ di fortuna, puoi avvistarli anche direttamente dalla terraferma.
Le foche sono tra gli animali che amo di più: buffe, curiose e con quel musetto che sembra osservarti mentre riposano sugli scogli o fanno capolino dall’acqua. In Scozia vivono due specie: la foca comune e la foca grigia.
Le foche comuni (harbour seals) sono le più piccole. Gli adulti misurano circa un metro e mezzo e possono pesare tra gli 80 e i 100 kg, mentre la testa arrotondata e il muso corto ricordano quasi quelli di un cane. Possono vivere fino a 20-30 anni e sono particolarmente diffuse lungo la costa occidentale della Scozia, nelle Ebridi e nelle isole settentrionali.
La Scozia è particolarmente importante per questa specie: nelle sue acque vive una parte consistente della popolazione europea di harbour seals. Le femmine partoriscono generalmente tra giugno e luglio e i piccoli nascono già con un mantello adatto all’acqua, tanto da essere capaci di nuotare poche ore dopo la nascita.
L’altra specie è la foca grigia (grey seal), decisamente più grande. I maschi adulti possono raggiungere circa 2 metri di lunghezza e pesare diverse centinaia di chili. Rispetto alla foca comune ha una testa più allungata e un profilo del muso più pronunciato.
Anche il periodo delle nascite è diverso. Le foche grigie partoriscono soprattutto in autunno e i cuccioli nascono ricoperti da un soffice mantello bianco. Rimangono sulla terraferma durante le prime settimane di vita e solo dopo aver perso questo primo pelo inizieranno a trascorrere più tempo in mare.
Se incontri una colonia o un cucciolo sulla spiaggia, mantieni sempre le distanze. Una foca apparentemente sola non è necessariamente abbandonata e avvicinarsi troppo può spaventare l’animale o impedire alla madre di tornare.
E poi ci sono i delfini. Nelle acque scozzesi si possono incontrare diverse specie di cetacei, ma uno dei protagonisti assoluti è il tursiope (bottlenose dolphin), lo stesso delfino dalla corporatura robusta e dal caratteristico muso corto che probabilmente tutti immaginiamo quando pensiamo a questi animali.
La costa orientale della Scozia ospita una popolazione residente di tursiopi che viene studiata da decenni. Il suo territorio comprende soprattutto il Moray Firth, ma gli stessi animali possono spostarsi molto più a sud, attraverso il Firth of Tay e il Firth of Forth e lungo buona parte della costa orientale.
I delfini del Moray Firth sono presenti durante tutto l’anno, anche se nei mesi più favorevoli è più facile trovarsi nel posto giusto proprio mentre si avvicinano alla costa per alimentarsi. E non è sempre necessario salire su una barca: in alcuni punti possono essere osservati direttamente dalla terraferma.
Oltre ai tursiopi, nelle acque scozzesi possono comparire anche delfini comuni, delfini dai fianchi bianchi, delfini di Risso e focene, anche se distribuzione e frequenza degli incontri cambiano molto a seconda della zona.

Dove avvistare foche e delfini in Scozia
Se vuoi vedere foche e delfini in Scozia, le possibilità sono numerose e non sempre è necessario partecipare a un’escursione in barca.
Per i delfini uno dei luoghi più famosi è il Moray Firth, dove vive una popolazione residente di tursiopi. Tra i punti più conosciuti ci sono Chanonry Point, Spey Bay, il Cromarty Firth e i Sutors, dove i delfini possono essere avvistati anche direttamente dalla costa.
Il periodo estivo offre generalmente maggiori possibilità di osservare l’attività dei delfini nel Moray Firth, ma questi animali sono presenti lungo la costa orientale durante tutto l’anno e possono spostarsi su distanze considerevoli.
Per le foche, invece, hai possibilità praticamente lungo tutta la costa scozzese. Tra le aree più interessanti ci sono l’Isola di May, il Moray Firth, il Firth of Tay, le Ebridi, Skye, le Orcadi e le Shetland.
Alle Isole Orcadi le abbiamo incontrate diverse volte e puoi cercarle sia sul Mainland sia sulle isole minori come Westray.
.Anche l’Isola di Skye offre diverse possibilità. Dal Castello di Dunvegan partono piccole escursioni sul loch per raggiungere le colonie di foche che vivono nelle sue acque, mentre da Elgol puoi partire con Bella Jane Boat Trips verso Loch Coruisk, dove è possibile incontrare sia foche comuni sia foche grigie.
Dalla costa occidentale e dalle isole partono inoltre numerosi wildlife tour dedicati all’osservazione dei mammiferi marini. Oban, Mull, Skye, le Ebridi e il Moray Firth sono alcune delle aree da tenere in considerazione se vuoi inserire un’escursione di questo tipo nel viaggio.
In questa guida, però, ci fermiamo alla panoramica. Nell’articolo Animali fantastici e dove trovarli: foche, delfini e balene in Scozia trovi nel dettaglio dove vedere foche e delfini in Scozia, insieme ai punti di osservazione dalla costa, ai wildlife tour e alle zone dove cercare anche balene e orche.
Noi, nonostante tutte le traversate e le ore trascorse a guardare il mare, con i delfini non abbiamo ancora avuto fortuna. Con le foche, invece, ci siamo rifatti abbondantemente!
Se passi da North Queensferry, c’è anche il Deep Sea World, l’acquario nazionale scozzese. Non si tratta naturalmente di un avvistamento in libertà, ma può essere un’alternativa soprattutto per chi viaggia con bambini: ospita anche foche e il suo tunnel subacqueo, lungo 112 metri, è dotato della più lunga passerella mobile subacquea d’Europa.
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Scoiattoli – Red Squirrels
Tra gli animali da vedere in Scozia ci sono sicuramente gli scoiattoli rossi. Veloci, curiosi e agilissimi, trascorrono gran parte della loro vita tra gli alberi e non è sempre facile riuscire a fotografarli prima che scompaiano tra i rami.
Lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) è l’unica specie di scoiattolo nativa del Regno Unito e oggi la Scozia rappresenta la sua principale roccaforte britannica: qui vive oltre il 75% della popolazione rimasta nel Regno Unito.
Non lasciarti ingannare dal nome, perché il suo mantello non è sempre rosso acceso. Può variare dal color zenzero al marrone scuro e durante l’inverno assumere anche sfumature più grigiastre. In questa stagione diventano inoltre particolarmente evidenti i caratteristici ciuffetti di pelo sulle orecchie.
La grande coda folta non serve soltanto a renderli ancora più belli: li aiuta a mantenere l’equilibrio mentre saltano da un ramo all’altro, viene utilizzata nella comunicazione e può avvolgere il corpo come una sorta di coperta durante le giornate più fredde.
E hanno anche un olfatto sorprendente. Uno scoiattolo può capire che una noce è marcia senza aprirla e riesce a ritrovare parte delle scorte che nasconde nel terreno per i periodi in cui il cibo scarseggia. Può anche scuotere una noce per capire se il frutto all’interno è ormai rinsecchito e quindi non vale la pena aprirla.
Gli scoiattoli rossi mangiano soprattutto semi e frutti degli alberi, tra cui nocciole e semi di pino, abete rosso e larice, ma la loro dieta cambia nel corso dell’anno e comprende anche funghi, bacche, germogli, corteccia e altra vegetazione.
Purtroppo la loro presenza nel Regno Unito si è drasticamente ridotta dopo l’introduzione dello scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) dal Nord America. Più grande e competitivo, riesce a sfruttare alcune risorse alimentari meglio dello scoiattolo rosso e può progressivamente sostituirlo negli stessi habitat.
C’è poi il problema dello squirrelpox, un virus che gli scoiattoli grigi possono trasportare senza ammalarsi ma che può essere letale per quelli rossi. La malattia rappresenta ancora oggi una delle minacce più serie per le popolazioni scozzesi. Per saperne di più su come salvare i Red Squirrels, visita questo sito.
I loro nidi sono chiamati dreys e sembrano grandi palle di ramoscelli costruite in alto tra i rami, spesso vicino al tronco. All’interno vengono rivestiti con materiali più morbidi come muschio, foglie, erba, corteccia e aghi di conifere, in modo da creare un rifugio caldo e asciutto.
E uno scoiattolo non utilizza necessariamente un solo nido: può avere diversi dreys contemporaneamente e spostarsi dall’uno all’altro se uno viene danneggiato, diventa troppo umido o viene disturbato dai predatori.
Se guardi con attenzione tra le biforcazioni degli alberi potresti scorgerne uno, soprattutto quando in inverno le chiome sono meno fitte. Ma individuare il nido non significa necessariamente vedere il suo proprietario: gli scoiattoli rossi sono rapidissimi e spesso ti accorgi della loro presenza solo quando li vedi già sfrecciare lungo un tronco.

Dove vedere gli scoiattoli in Scozia
Puoi vedere gli scoiattoli rossi tutto l’anno, perché non vanno in letargo. Sono animali diurni e trascorrono gran parte del tempo tra gli alberi, anche se nelle giornate di maltempo tendono a essere meno attivi.
Se vuoi aumentare le possibilità di incontrarli, cerca soprattutto nei boschi di conifere e nelle foreste miste. Le popolazioni più importanti si trovano nelle Highlands, nel nord e nord-est della Scozia, nel Perthshire, nell’Argyll, a Dumfries and Galloway e in alcune zone della Scozia centrale.
Tra i luoghi migliori ci sono il Glenmore Forest Park, nel Cairngorms National Park, e le antiche foreste di Glen Affric, dove i red squirrels si muovono tra pini e conifere alla ricerca soprattutto di semi. Anche Glen Righ, vicino a Fort William, dispone di un punto di osservazione dedicato agli scoiattoli rossi.
Più a sud puoi provare alla Queen Elizabeth Forest Park, vicino a Loch Lomond e ai Trossachs, dove il The Lodge Forest Visitor Centre dispone anche di un hide per l’osservazione degli scoiattoli. Un altro ottimo punto è Kirroughtree, nel Dumfries and Galloway, con un capanno accessibile dedicato proprio alla fauna del bosco.
Anche l’Isola di Arran è una vera roccaforte dello scoiattolo rosso. In particolare le foreste della parte meridionale dell’isola, tra cui quella di Glenashdale, offrono un habitat ideale e buone possibilità di avvistamento. Un altro posto interessante è la Devilla Forest, nel Fife, dove esiste addirittura un Red Squirrel Trail che attraversa una foresta di pini particolarmente adatta alla specie.
Quando cammini in un bosco, non guardare soltanto tra i rami. A volte potresti sentire prima ancora di vedere lo scoiattolo: il rumore degli artigli sulla corteccia, un piccolo movimento tra le chiome o i resti delle pigne rosicchiate possono tradire la sua presenza.
Gli scoiattoli rossi sono particolarmente vivaci durante la stagione degli amori. La prima fase riproduttiva può iniziare già tra gennaio e marzo, mentre una seconda può verificarsi tra giugno e luglio se le condizioni alimentari sono favorevoli. In questi periodi può capitare di vedere i maschi inseguire velocemente le femmine tra tronchi e rami.
E sì, sono davvero degli acrobati: possono compiere salti di circa due metri tra un ramo e l’altro, aiutandosi con la lunga coda per mantenere l’equilibrio.
Se vuoi capire dove sono stati segnalati più recentemente, puoi consultare la mappa degli avvistamenti di Saving Scotland’s Red Squirrels, che raccoglie le segnalazioni di scoiattoli rossi e grigi in tutta la Scozia. È più utile della vecchia mappa generica perché permette di vedere la distribuzione aggiornata degli avvistamenti.


Conigli e Lepri di montagna
Tra gli animali da vedere in Scozia ci sono anche conigli e lepri, che spesso compaiono quando meno te lo aspetti. Come dimenticare la mia passeggiata serale nei pressi del Doune Castle, quando a farmi compagnia c’erano soltanto dei piccoli conigli? Mi ero allontanata nel silenzio dalla fattoria che ci ospitava per godermi un po’ della bellezza intorno e alla fine mi sono fatta tanti nuovi amici.
Conigli e lepri possono sembrare simili, ma hanno comportamenti molto diversi. I conigli vivono spesso in gruppi e scavano veri sistemi di tane sotterranee dove possono rifugiarsi dai predatori. Non sono una specie originaria della Scozia, ma sono presenti da secoli e oggi sono diffusi in molte zone del Paese.
La lepre di montagna (Lepus timidus), invece, è l’unico membro della famiglia di conigli e lepri realmente nativo della Gran Bretagna e in Scozia trova il suo habitat principale.
È uno degli animali più affascinanti delle Highlands, soprattutto per la capacità di cambiare aspetto con le stagioni. Durante l’estate il suo mantello è grigio-bruno, perfetto per confondersi tra rocce ed erica, mentre con l’arrivo dell’inverno diventa progressivamente bianco, adattandosi ai paesaggi innevati delle montagne. Le punte delle orecchie rimangono invece scure.
Non vive in grandi sistemi di tane come il coniglio. Quando ha bisogno di ripararsi può utilizzare piccoli avvallamenti nel terreno o nella vegetazione, chiamati forms, sfruttando il mimetismo e soprattutto la velocità per sfuggire ai predatori.
La lepre di montagna vive soprattutto nelle brughiere e nelle zone montane, generalmente al di sopra dei 300-400 metri, anche se nel nord della Scozia può essere incontrata ad altitudini molto inferiori. È particolarmente associata ai paesaggi di erica, ma può vivere anche tra torbiere, pendii rocciosi, pascoli montani e margini delle foreste.
Le popolazioni più importanti si concentrano soprattutto nelle Highlands centrali e orientali, comprese le montagne dei Cairngorms, ma la specie è presente anche in altre parti della Scozia e su alcune isole.
Puoi incontrarla anche alle Shetland, ma qui c’è una curiosità: le lepri di montagna non sono originarie dell’arcipelago. Furono introdotte dal Mainland scozzese all’inizio del Novecento e oggi si sono adattate così bene alle brughiere delle isole che in inverno, quando diventano bianche, possono essere molto più semplici da individuare sul terreno scuro.
Sull’Isola di Westray abbiamo invece incontrato tantissimi conigli. Comparivano improvvisamente tra l’erba vicino alle scogliere e sparivano altrettanto velocemente dentro le loro tane. In alcuni tratti bisogna persino fare attenzione a dove si mettono i piedi, perché le buche scavate dai conigli possono essere nascoste dall’erba.
Se vuoi cercare le lepri di montagna, uno dei territori migliori rimane il Cairngorms National Park, insieme alle brughiere delle Highlands centrali e orientali. Sono animali attivi durante tutto l’anno, ma l’inverno offre forse l’esperienza più particolare: vedere una lepre completamente bianca muoversi sulla neve è uno degli incontri più belli che puoi fare nella natura scozzese.
E dal 1° marzo 2021 le lepri di montagna sono completamente protette in Scozia, quindi non possono essere uccise, ferite o catturate senza una specifica licenza.

Balene e orche – vedere gli animali in Scozia
È possibile vedere una balena in Scozia? Assolutamente sì, anche se noi purtroppo non siamo ancora riusciti ad avere questa fortuna! Nelle acque scozzesi sono state osservate più di venti specie di cetacei e alcune possono essere avvistate persino direttamente dalla costa.
La balena che hai maggiori probabilità di incontrare è la balenottera minore o minke whale (Balaenoptera acutorostrata), la specie di balena con fanoni più comune intorno alla Scozia. Ha un corpo slanciato, il dorso grigio scuro tendente al nero, il ventre più chiaro e una caratteristica fascia bianca sulle pinne pettorali. Gli adulti raggiungono generalmente 7-10 metri di lunghezza.
Le minke whale possono comparire nelle acque scozzesi indicativamente da maggio a ottobre, ma il periodo in cui vengono avvistate più frequentemente è soprattutto tra luglio e settembre. Come sempre quando si parla di fauna selvatica, però, non esistono garanzie: mare calmo, pazienza e un buon binocolo possono fare la differenza.
Oltre alle minke, nelle acque della Scozia possono comparire anche megattere, balenottere comuni, globicefali e altre specie di cetacei, alcune molto più rare e generalmente legate alle acque profonde e all’oceano aperto.

Dove vedere le balene in Scozia
Uno dei territori più interessanti per cercare balene e altri mammiferi marini è la costa occidentale, soprattutto tra le Ebridi Interne ed Esterne. Le acque delle Ebridi sono eccezionalmente ricche di biodiversità: qui sono state registrate 23 specie di balene, delfini e focene, più di un quarto delle specie di cetacei conosciute al mondo.
Uno dei punti che abbiamo già citato parlando dell’Isola di Skye è Neist Point. È uno dei luoghi migliori dell’isola per osservare il mare dalla costa e cercare minke whale, delfini, focene e squali elefante. Tra giugno e luglio, nelle condizioni giuste, gli avvistamenti delle balenottere minori possono diventare quasi quotidiani e talvolta gli animali si avvicinano sorprendentemente alla costa.
Molto interessante è anche il Moray Firth, soprattutto per delfini e focene ma con la possibilità di avvistare anche minke whale, mentre lungo la costa occidentale meritano attenzione Mull, Ardnamurchan, Skye, le Ebridi Esterne e le acque intorno a St Kilda.
Per chi vuole cercarle direttamente dalla terraferma esiste anche l’Hebridean Whale Trail, una rete di punti di osservazione distribuiti lungo la costa occidentale e nelle Ebridi. Spiagge, promontori, fari e scogliere permettono di scrutare il mare alla ricerca di balene, delfini, focene, foche e squali elefante senza necessariamente partecipare a un’escursione in barca.
Uno dei vantaggi è proprio questo: per vedere gli animali in Scozia non è sempre indispensabile prenotare un wildlife tour. In alcuni dei luoghi migliori basta scegliere una giornata con il mare calmo, trovare un buon punto panoramico e aspettare.

Dove avvistare le orche
E poi ci sono loro: le orche (Orcinus orca). Nonostante vengano spesso chiamate “killer whales”, dal punto di vista zoologico sono in realtà i membri più grandi della famiglia dei delfini.
Con il loro inconfondibile corpo bianco e nero e la grande pinna dorsale, sono tra gli incontri più spettacolari che si possano fare nelle acque scozzesi.
Le possibilità maggiori si concentrano soprattutto nelle isole settentrionali e lungo la costa occidentale della Scozia. Le Isole Shetland sono uno dei luoghi più interessanti del Regno Unito per cercarle: qui le orche vengono avvistate durante tutto l’anno e possono seguire la costa così da vicino da essere osservate direttamente dalla terraferma.
Anche le Isole Orcadi, il Pentland Firth e la costa dell’estremo nord tra Dunnet Head e Duncansby Head, nei pressi di John O’Groats, sono zone in cui vengono segnalate regolarmente. Altri avvistamenti avvengono lungo la costa occidentale, nelle Ebridi e intorno ad Ardnamurchan.
Non esiste però una vera “stagione delle orche” valida per tutta la Scozia. Alle Shetland vengono viste in ogni periodo dell’anno; primavera ed estate offrono spesso buone opportunità e condizioni del mare più favorevoli all’osservazione, ma non mancano avvistamenti anche durante l’autunno e l’inverno.
Se balene e orche sono tra gli animali che speri maggiormente di incontrare, nell’articolo Animali fantastici e dove trovarli: foche, delfini e balene in Scozia trovi il nostro approfondimento con i punti di osservazione dalla costa, le aree migliori e i wildlife tour tra Moray Firth, Skye, Orcadi, Shetland, Mull e costa occidentale.
Spero tu abbia maggiore fortuna di noi, perchè pur essendo stati più di una volta in questi luoghi, non siamo mai riusciti ad emozionarci davanti a questo spettacolo della natura.

Sule
Tra gli uccelli più spettacolari da incontrare se vuoi vedere gli animali in Scozia ci sono sicuramente le sule settentrionali (Northern gannets, Morus bassanus), grandi uccelli marini dal corpo affusolato e dalle lunghe ali appuntite.
Gli adulti sono facilmente riconoscibili per il piumaggio quasi completamente bianco, le punte delle ali nere, il lungo becco appuntito e le sfumature giallo-crema sulla testa. Con un’apertura alare che può arrivare a circa due metri, sono tra gli uccelli marini più grandi che puoi osservare lungo le coste scozzesi. Il loro corpo è così slanciato e aerodinamico che viene spesso descritto come simile a un siluro.
La cosa più spettacolare, però, è vederle pescare. Le sule individuano i banchi di pesce dall’alto, chiudono le ali lungo il corpo e si lanciano in picchiata verso il mare. Possono tuffarsi da altezze di diverse decine di metri e raggiungere velocità vicine ai 100 km/h prima di colpire la superficie dell’acqua.
Il loro corpo è perfettamente adattato a sopportare questi impatti. Le narici non sono aperte all’esterno del becco come in molti altri uccelli e possiedono sacche d’aria che aiutano ad attutire il colpo quando entrano in acqua. Una volta sotto la superficie continuano a inseguire i pesci, soprattutto aringhe, sgombri e altre specie che vivono in grandi banchi.
Le sule nidificano in grandi colonie molto affollate, spesso sulle pareti delle scogliere e sugli isolotti rocciosi. Ogni coppia depone normalmente un solo uovo, covato da entrambi i genitori per circa sei settimane.
Alla nascita il pulcino è scuro e quasi privo di piume, ma nel giro di poche settimane si ricopre di un fitto piumino bianco. I genitori continuano a nutrirlo per circa tre mesi, fino a quando raggiunge quasi le dimensioni di un adulto e sviluppa il caratteristico piumaggio giovanile scuro e maculato. Il periodo che trascorre nel nido prima di involarsi dura generalmente tra 12 e 14 settimane
Quando finalmente lascia la colonia, il giovane si getta verso il mare e inizia una vita che per gran parte dell’anno si svolgerà lontano dalla terraferma.

Dove vedere le sule in Scozia
Uno dei luoghi più famosi per vedere le sule è sicuramente Bass Rock, l’enorme sperone vulcanico che emerge dal Firth of Forth davanti a North Berwick.
Per anni Bass Rock è stato considerato la più grande colonia di sule settentrionali del mondo. L’epidemia di influenza aviaria del 2022 ha però colpito duramente la colonia e gli ultimi censimenti hanno cambiato la classifica: oggi il primato appartiene a St Kilda, mentre Bass Rock rimane una delle più grandi e impressionanti colonie di sule del pianeta.
Da North Berwick puoi osservarle partecipando a una delle escursioni organizzate dallo Scottish Seabird Centre. I wildlife tour navigano intorno a Bass Rock e alle altre isole del Firth of Forth e, oltre alle sule, durante la traversata potresti incontrare anche foche, delfini, puffin e altri uccelli marini.
Ma oggi il vero primato mondiale è nelle Ebridi Esterne. L’arcipelago di St Kilda, in particolare l’isola di Boreray e gli spettacolari faraglioni di Stac Lì e Stac an Armin, ospita attualmente la più grande colonia di sule settentrionali conosciuta al mondo. È uno dei grandi spettacoli naturalistici della Scozia, anche se raggiungerlo richiede naturalmente un’escursione in mare molto più impegnativa rispetto a Bass Rock.
Un altro luogo particolarmente importante è Riserva Naturale di Troup Head , nell’Aberdeenshire. Qui si trova la più grande colonia di sule della Scozia continentale e puoi osservarle direttamente dalle alte scogliere insieme a urie, gazze marine, gabbiani tridattili e altri uccelli marini. Con un po’ di fortuna, guardando verso il mare possono comparire anche focene, delfini e balenottere minori.
Anche l’isola di Ailsa Craig, al largo della costa dell’Ayrshire, ospita una grande colonia di sule ed è uno dei luoghi più caratteristici della Scozia meridionale per osservare questi uccelli.
E poi ci sono le Shetland, dove le colonie di sule fanno parte di alcuni dei paesaggi più spettacolari dell’arcipelago. Uno dei luoghi migliori è la Riserva Naturale di Hermaness. sull’isola di Unst. Dopo aver attraversato la brughiera si raggiungono altissime scogliere occupate da migliaia di uccelli marini, con le sule che volteggiano davanti alle pareti rocciose e si lanciano verso l’Atlantico. A Hermaness la stagione riproduttiva può protrarsi fino a settembre, anche quando molti altri uccelli marini hanno già lasciato le scogliere.
Sempre alle Shetland merita attenzione anche Noss, vicino a Bressay, un’altra grande colonia che può essere osservata sia dalla terraferma sia partecipando alle escursioni in barca in partenza da Lerwick.
Le sule iniziano a tornare verso le colonie tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre il periodo migliore per assistere allo spettacolo delle scogliere affollate è soprattutto tra primavera ed estate. In alcuni siti, come Hermaness e Bass Rock, molti esemplari restano fino a settembre o addirittura ottobre.

Lontre – Otters
Non si può negare che le lontre siano adorabili, con le loro piccole orecchie, il folto mantello e i lunghi baffi. E se vuoi vedere gli animali in Scozia, sono sicuramente tra gli incontri più emozionanti, anche se riuscire a scorgerle richiede molta più pazienza rispetto a foche, cervi o pecore.
In Scozia vive la lontra eurasiatica (Lutra lutra), l’unica specie di lontra presente nelle Isole Britanniche. Appartiene alla famiglia dei Mustelidi, la stessa di tassi, martore, visoni, donnole e furetti.
La Scozia è una delle sue grandi roccaforti europee e si stima che nel Paese vivano circa 8.000 lontre. Una particolarità della popolazione scozzese è che moltissimi esemplari vivono lungo le coste e trovano gran parte del loro cibo direttamente in mare.
In gaelico la lontra viene chiamata dòbhran, ma tra i nomi tradizionali compare anche béist-dhubh, letteralmente “bestia nera”. Un appellativo decisamente poco tenero per un animale che, almeno a guardarlo, sembra tutto fuorché minaccioso!
Le lontre sono animali semiacquatici e si nutrono soprattutto di pesci, ma la loro dieta comprende anche crostacei, anfibi e, occasionalmente, uccelli e piccoli mammiferi.
Una curiosità riguarda proprio le lontre che vivono lungo le coste. Anche se trascorrono molto tempo a pescare in mare, hanno bisogno di acqua dolce per lavare il sale dal mantello: solo mantenendo la pelliccia perfettamente pulita riescono a conservarne le proprietà isolanti.
Per riposare e allevare i piccoli utilizzano rifugi chiamati holts. Possono essere tane scavate nel terreno, cavità tra le rocce, spazi tra le radici degli alberi o persino strutture create dall’uomo.
Le femmine partoriscono generalmente due o tre cuccioli, che vengono allevati dalla madre. I piccoli iniziano a uscire dal rifugio dopo alcune settimane, imparano progressivamente a nuotare e pescare e rimangono dipendenti dalla madre per oltre un anno prima di iniziare una vita indipendente.
E c’è un’altra curiosità decisamente particolare. Le lontre marcano il territorio con i loro escrementi, chiamati spraints, che vengono lasciati in punti ben visibili lungo rive, rocce e sentieri. E sì, nonostante si tratti pur sempre di escrementi, il loro odore viene spesso descritto come sorprendentemente dolce, tanto da ricordare il tè al gelsomino.

Dove vedere le lontre in Scozia
Le lontre sono diffuse in gran parte della Scozia e puoi incontrarle durante tutto l’anno, ma trovarle non è semplice. Sono animali schivi e spesso ti accorgi della loro presenza attraverso le tracce prima ancora di riuscire a vederle.
Guarda quindi con attenzione il fango e la sabbia lungo le rive: impronte, sentieri nell’erba, scivoli utilizzati per entrare in acqua e spraints possono indicare che una lontra frequenta la zona.
La costa occidentale, le Highlands e le isole sono particolarmente interessanti. Puoi cercarle sull’Isola di Jura, ma anche a Mull, Skye, nelle Ebridi e lungo la penisola di Knapdale.
Sull’Isola di Skye, uno dei luoghi più conosciuti è il Kylerhea Otter Haven, sulla costa orientale dell’isola, dove un percorso conduce a un punto di osservazione affacciato sullo stretto tra Skye e il Mainland.
Anche Loch Lomond, Loch Fleet, il Moray Firth e numerosi fiumi e loch scozzesi offrono la possibilità di incontrarle, anche se negli ambienti d’acqua dolce le lontre tendono a essere più attive soprattutto di notte e nelle ore crepuscolari.
Una delle destinazioni migliori in assoluto sono però le Isole Shetland. Nell’arcipelago vivono circa 1.000 lontre e la loro densità è tra le più alte d’Europa. Qui trascorrono gran parte del tempo lungo la costa e possono essere viste mentre pescano tra le alghe, attraversano una spiaggia o si spostano tra il mare e i piccoli corsi d’acqua dolce.
Alle Shetland non è nemmeno così insolito scorgerle nei pressi dei terminal dei traghetti: le massicciate di roccia offrono rifugi perfetti e alcune lontre utilizzano proprio questi spazi come holts. Tuttaiva abbiamo girato le Shetland in lungo e in largo per 15 giorni, senza vedere neppure l’ombra di una simpatica otter.
Per le lontre costiere l’orario della giornata conta meno di quanto si potrebbe pensare. A differenza di quelle che vivono lungo fiumi e laghi, infatti, possono essere molto attive anche durante il giorno e i loro spostamenti sono spesso legati soprattutto alle maree e alla disponibilità di prede.
Se vuoi provare ad avvistarle, scegli una zona tranquilla, resta in silenzio e osserva l’acqua da lontano con un binocolo. Se ne individui una, non seguirla e non cercare di avvicinarti al suo rifugio: le lontre sono una specie protetta e il modo migliore per osservarle è lasciare che continuino indisturbate le loro attività.

Gatto Selvatico
Vedere gli animali in Scozia non è sempre così semplice: molto dipende da quale specie stai cercando. E il gatto selvatico scozzese è sicuramente uno degli incontri più difficili da fare.
Il Scottish wildcat (Felis silvestris) è la popolazione scozzese del gatto selvatico europeo ed è uno degli animali più rari e minacciati della Gran Bretagna. Solitario, schivo e prevalentemente attivo quando intorno c’è poca presenza umana, tende a evitare le persone e proprio per questo è estremamente difficile riuscire a osservarlo in natura.
A prima vista può ricordare un grosso gatto domestico tigrato, ma presenta alcune caratteristiche tipiche: ha un mantello grigio-bruno attraversato da strisce scure e soprattutto una coda folta e piuttosto tozza, con anelli neri ben distinti e una punta scura e smussata.
Riconoscere con certezza un vero wildcat, però, non è affatto semplice. Per molti anni i gatti selvatici si sono incrociati con gatti domestici e inselvatichiti, creando numerosi ibridi che possono avere un aspetto molto simile. Per questo motivo oggi, quando è possibile, l’identificazione viene effettuata anche attraverso analisi genetiche, oltre che osservando le caratteristiche del mantello.
Proprio l’ibridazione con i gatti domestici è stata una delle principali minacce per questa specie, insieme alla perdita e frammentazione dell’habitat, alle malattie e agli incidenti stradali. La situazione è diventata così grave che nel 2019 il gatto selvatico è stato considerato funzionalmente estinto in Gran Bretagna, perché non esisteva più una popolazione selvatica sufficientemente numerosa e geneticamente integra da poter sopravvivere senza interventi.
Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. Il progetto Saving Wildcats, guidato dalla Royal Zoological Society of Scotland insieme a NatureScot e ad altri partner, ha avviato un programma di allevamento e reintroduzione proprio per riportare il gatto selvatico nelle Highlands.
Dal 2023 decine di wildcat sono stati rilasciati nel Cairngorms National Park e alcuni degli esemplari reintrodotti hanno già avuto cuccioli in natura. Nel 2026 sono state confermate nuove nascite per il terzo anno consecutivo, un segnale importante per il futuro di questo animale così legato alle Highlands.

Dove vedere il wild cat in Scozia
In natura le possibilità di incontrarlo restano estremamente basse. La nuova popolazione si sta formando soprattutto nei Cairngorms, nell’area di Badenoch e Strathspey, dove gli animali reintrodotti vengono monitorati attraverso radiocollari GPS e fototrappole.
Non è però una specie da andare a cercare inseguendo punti di avvistamento precisi: gli animali hanno bisogno di tranquillità e il progetto di reintroduzione punta proprio a permettere loro di stabilirsi e riprodursi senza disturbo.
Se vuoi avere molte più possibilità di vedere da vicino uno Scottish wildcat, puoi visitare l’Highland Wildlife Park, a Kincraig, vicino ad Aviemore. Nel Wildcat Wood vivono alcuni esemplari visibili al pubblico, mentre una parte del parco ospita anche il centro di allevamento del progetto Saving Wildcats, dove vengono preparati gli animali destinati alla reintroduzione.
Nel parco puoi vedere anche molte altre specie, tra cui martore, cervi, linci eurasiatiche, lupi, tigri dell’Amur, panda rossi, macachi giapponesi, cammelli battriani, cavalli di Przewalski e orsi polari.
L’Highland Wildlife Park non è quindi soltanto un luogo dove osservare animali che sarebbe quasi impossibile incontrare in libertà, ma è anche uno dei centri da cui sta partendo il tentativo concreto di riportare il gatto selvatico nelle Highlands scozzesi.

Pony delle Shetland
Tra le razze di pony originarie della Scozia ci sono Highland Pony, Eriskay Pony e Shetland Pony, probabilmente il più conosciuto dei tre.
Piccoli, robusti e incredibilmente resistenti, i pony delle Shetland vivono nell’arcipelago da millenni. Resti archeologici testimoniano la presenza di piccoli pony sulle isole già nell’Età del Bronzo e, nel corso dei secoli, questi animali si sono adattati perfettamente a un ambiente dominato da vento, pioggia, inverni lunghi e vegetazione povera.
Le Isole Shetland hanno un clima oceanico e il vento è una presenza quasi costante. Proprio queste condizioni hanno contribuito a selezionare animali piccoli ma estremamente resistenti, capaci di vivere all’aperto anche durante gli inverni più difficili e di sfruttare pascoli poco ricchi.
Il loro mantello è uno degli adattamenti più evidenti. In inverno sviluppano un doppio strato di pelo molto fitto, con peli esterni che respingono la pioggia e un sottopelo morbido che li protegge dal freddo. In estate il mantello diventa invece molto più corto e leggero, mentre criniera e coda rimangono lunghe e folte.
Per secoli sono stati indispensabili nella vita quotidiana degli abitanti delle isole. Venivano utilizzati per lavorare la terra, trasportare la torba dalle colline, portare alghe da utilizzare nei campi e spostare persone e materiali. Dal XIX secolo molti Shetland pony furono portati anche nelle miniere di carbone britanniche, dove le loro piccole dimensioni permettevano di muoversi nei tunnel e la loro forza consentiva di trainare carichi molto pesanti.
Ed è proprio la forza una delle loro caratteristiche più sorprendenti: in proporzione alle dimensioni, lo Shetland pony è considerato una delle razze equine più forti al mondo. Il corpo è piccolo ma compatto e muscoloso, con dorso forte, torace ampio e zampe corte e robuste. Secondo lo standard ufficiale, uno Shetland pony registrato non può superare i 107 centimetri al garrese.
Non esiste invece un unico colore caratteristico: possono essere neri, bai, grigi, sauro, dun e presentarsi in molte altre colorazioni ammesse dallo standard della razza.
Sono animali intelligenti, coraggiosi e con una forte personalità. Proprio la loro intelligenza può renderli anche piuttosto determinati e testardi, ma il temperamento generalmente docile ha contribuito a renderli molto apprezzati anche come pony da monta per i bambini e per l’attacco.

Dove vedere i pony delle Shetland
Il posto più bello per vedere questi animali in Scozia rimane naturalmente il loro arcipelago d’origine.
Alle Shetland può capitare di incontrarli mentre pascolano vicino alla strada, sulle colline ricoperte di erica e persino vicino alle spiagge. Anche se a volte sembrano completamente selvatici, i pony che vedi sulle isole appartengono agli allevatori locali e vengono regolarmente controllati e accuditi.
Tra le zone dove è più facile incontrarli ci sono il West Mainland, Scalloway, Tingwall, Dunrossness e l’Isola di Unst. La prima volta che ne abbiamo incontrati alcuni, però, eravamo sulla selvaggia e solitaria Isola di Yell. Vederli pascolare in mezzo a quel paesaggio battuto dal vento è uno di quei momenti in cui sembrano appartenere completamente al luogo che li ha plasmati.
Tra agosto e l’inizio di settembre vengono inoltre organizzati i tradizionali agricultural shows delle Shetland. Località come Voe, Walls, Cunningsburgh, Unst e Yell ospitano manifestazioni dedicate alla vita rurale dell’arcipelago, con classi riservate anche agli Shetland pony: adulti, puledri, giovani esemplari, pony montati e da attacco.
Se li incontri durante il viaggio, ricorda però che non sono animali selvatici né attrazioni da avvicinare liberamente. Non entrare nei campi senza permesso e soprattutto non dare loro da mangiare: oltre a essere proprietà degli allevatori, possono avere esigenze alimentari precise.
Qui abbiamo fatto solo una panoramica. Se vuoi conoscere la loro storia, scoprire come sono sopravvissuti per secoli in un ambiente così difficile e sapere dove incontrarli durante un viaggio nell’arcipelago, leggi il nostro approfondimento dedicato ai pony delle Shetland.

Martora – Pine Marten
Tra gli animali più difficili da incontrare c’è anche la martora (Martes martes), o pine marten: un piccolo predatore agile e velocissimo, appartenente alla stessa famiglia di lontre, tassi, visoni e donnole.
Ha più o meno le dimensioni di un gatto, con un corpo lungo e snello ricoperto da un folto mantello marrone cioccolato, zampe relativamente corte e una grande coda pelosa. Una delle sue caratteristiche più riconoscibili è la macchia color crema o giallo chiaro sulla gola e sul petto, chiamata bib. E c’è una curiosità: la forma di questa macchia è diversa in ogni individuo e può essere utilizzata quasi come un’impronta digitale per riconoscere una martora dall’altra.
È un’arrampicatrice eccezionale. Le zampe e gli artigli le permettono di muoversi agilmente sui tronchi e tra i rami, anche se trascorre molto tempo anche sul terreno alla ricerca di cibo.
La martora è classificata come carnivora, ma in realtà ha una dieta molto varia e opportunista. Si nutre soprattutto di piccoli mammiferi come arvicole e topi, ma può mangiare anche scoiattoli, uccelli e uova, insetti, anfibi, carogne, bacche, frutta, noci e persino funghi, adattando il menù a quello che trova nelle diverse stagioni.
Predilige soprattutto boschi maturi e foreste con una vegetazione fitta, ma può vivere anche nelle piantagioni di conifere, nelle aree di macchia e tra le colline rocciose. Per riposare e allevare i piccoli utilizza cavità negli alberi, fessure tra le rocce, vecchi nidi di uccelli e persino i dreys abbandonati dagli scoiattoli.
Le femmine possono partorire fino a cinque piccoli, generalmente in primavera, e durante i primi mesi i cuccioli rimangono nel rifugio prima di iniziare a esplorare il territorio insieme alla madre.
Anche se oggi la situazione è molto migliorata, non è sempre stato così. Un tempo le martore erano diffuse in tutta la Gran Bretagna, ma durante il XIX secolo la persecuzione da parte dell’uomo, la caccia e la perdita dei boschi provocarono un crollo drastico della popolazione. In Scozia riuscirono a sopravvivere soprattutto nelle zone più remote delle Highlands nord-occidentali.
Dal Novecento hanno iniziato lentamente a riconquistare parte del territorio perduto e la loro espansione è diventata più evidente dopo il 1988, quando la specie ha ottenuto una protezione legale completa. Oggi la popolazione scozzese viene stimata in circa 3.700 esemplari adulti e continua gradualmente ad allargare il proprio areale.
Curiosamente, il ritorno della martora potrebbe avere anche un effetto positivo sugli scoiattoli rossi di cui abbiamo parlato poco fa. Le martore predano infatti anche gli scoiattoli, ma quelli grigi, più grandi e meno agili, sembrano essere più vulnerabili alla predazione. In alcune aree la presenza della martora può quindi contribuire a ridurre la pressione degli scoiattoli grigi, favorendo indirettamente quelli rossi.

Dove vedere la martora in Scozia
Vedere una martora in libertà non è semplice perché è schiva, solitaria e prevalentemente notturna. È attiva durante tutto l’anno, ma spesso le tracce della sua presenza sono molto più facili da trovare dell’animale stesso.
La specie è ormai nuovamente diffusa in buona parte della Scozia a nord della Central Belt. Le Highlands rimangono la sua principale roccaforte, ma negli ultimi decenni la martora si è espansa verso est e verso sud raggiungendo anche Aberdeenshire, Perthshire, Argyll, Stirlingshire, Angus e alcune zone del Fife.
Una delle aree più interessanti è Strathspey, nel territorio dei Cairngorms, dove studi recenti hanno rilevato segni della sua presenza in numerose foreste. Anche Glen Affric, Glengarry e le grandi aree boscate delle Highlands offrono habitat particolarmente adatti.
Puoi incontrarla anche nelle foreste del Perthshire. Nel Tay Forest Park, per esempio, vengono regolarmente trovati gli spraints, gli escrementi che le martore utilizzano anche per marcare il territorio, soprattutto lungo sentieri e piste forestali. Anche Argyll, Skye e Mull rientrano oggi nel suo areale, mentre nella Scozia meridionale la situazione è più frammentata.
A Dumfries and Galloway, però, esiste una piccola popolazione reintrodotta che oggi riesce a riprodursi autonomamente. Un posto particolarmente interessante è Kirroughtree, nel Galloway Forest Park, dove è stato creato il Wild Watch Trail: lungo il percorso sono presenti strutture dedicate all’osservazione della fauna e pannelli che raccontano proprio il ritorno della martora.
Un altro luogo dove puoi provare a cercarla è Carie Forest, sulle rive di Loch Rannoch, dove tra i boschi vivono anche cervi e scoiattoli rossi.
Se vuoi avere qualche possibilità in più di incontrarla, cerca soprattutto nelle foreste tranquille, nelle prime ore del mattino o verso sera, e presta attenzione ai segnali lasciati lungo i sentieri. Come per molti altri animali selvatici scozzesi, però, serve soprattutto una buona dose di fortuna.
Le martore possono anche avvicinarsi alle abitazioni, soprattutto nelle zone rurali, e occasionalmente utilizzare sottotetti o altri spazi riparati come rifugio. Se succede, però, non bisogna cercare di catturarle o bloccare autonomamente l’accesso: la martora è una specie protetta in Scozia.

Salmoni
Tra gli spettacoli più sorprendenti per chi vuole vedere gli animali in Scozia c’è anche la risalita dei salmoni atlantici selvatici (Salmo salar), capaci di affrontare correnti, rapide e cascate pur di raggiungere i luoghi dove deporranno le uova.
La loro vita è un viaggio straordinario. I salmoni nascono nei fiumi, trascorrono i primi anni in acqua dolce e poi raggiungono il mare, dove continuano a crescere. Dopo uno o più anni nell’oceano tornano verso la Scozia e riescono a ritrovare il fiume in cui sono nati e spesso persino lo stesso tratto di corso d’acqua, guidati anche da un olfatto eccezionalmente sviluppato.
È proprio durante questa risalita che puoi vederli compiere gli spettacolari salti controcorrente, cercando di superare rapide e cascate. Non tutti riescono al primo tentativo: alcuni vengono respinti dalla forza dell’acqua e riprovano più volte prima di oltrepassare l’ostacolo.
La deposizione delle uova avviene generalmente tra novembre e dicembre, anche se in alcuni fiumi può iniziare già in ottobre e continuare fino all’inverno inoltrato. Questo non significa però che bisogna aspettare novembre per vedere i salmoni: gli adulti possono risalire i fiumi molto prima e la fine dell’estate e l’autunno sono tra i periodi migliori per osservarli saltare.
Le possibilità aumentano spesso dopo un periodo di pioggia, quando il livello dei fiumi cresce e i salmoni riescono a superare più facilmente alcuni degli ostacoli lungo il percorso. Anche la mattina presto e il tardo pomeriggio possono essere buoni momenti per provare ad avvistarli.
Noi siamo stati fortunati e siamo riusciti a vederli a metà agosto alle Rogie Falls, vicino a Inverness. Vederli prendere la rincorsa e lanciarsi contro la cascata è uno spettacolo che può tenerti fermo davanti all’acqua molto più a lungo di quanto avevi programmato.



Dove vedere i salmoni in Scozia
Le Rogie Falls, sono uno dei luoghi più conosciuti per vedere i salmoni in Scozia. Si trovano sul Black Water, vicino a Contin, e un ponte sospeso permette di osservare la cascata proprio nel punto in cui gli adulti tentano di superarla durante la risalita.
Un altro luogo famoso sono le Falls of Shin, nel Sutherland. Anche qui il fiume si restringe e forma rapide e cascate che costringono i salmoni a spettacolari salti per continuare il viaggio verso le aree di riproduzione.
Nel Perthshire puoi provare anche al The Hermitage, vicino a Dunkeld. In autunno, alle Black Linn Falls sul River Braan, è possibile vedere i salmoni tentare di risalire la cascata mentre attraversano uno dei boschi più belli della zona.
Sempre nel Perthshire ci sono Buchanty Spout, sul River Almond vicino a Crieff, dove i salmoni affrontano una serie di salti naturali, e Linn of Tummel, vicino a Pitlochry. Qui è presente anche una fish ladder costruita nel 1910 per aiutare i salmoni a superare l’ostacolo e proseguire la loro migrazione.
Negli Scottish Borders, vicino a Selkirk, puoi visitare il Philiphaugh Salmon Viewing Centre, sulle rive del River Ettrick. Il centro racconta il ciclo vitale del salmone e permette di seguire attraverso immagini subacquee gli animali che attraversano il passaggio realizzato lungo il fiume.
Un altro luogo molto conosciuto è Pitlochry Dam, sul River Tummel. Quando la diga venne costruita fu realizzata una speciale fish ladder composta da 34 vasche successive, che permette ai salmoni di superare il dislivello e raggiungere le zone di riproduzione a monte.
Attenzione però a un’informazione che si trova ancora in molte vecchie guide: la storica camera subacquea da cui si vedevano passare i salmoni è chiusa dal 2019. Oggi il Pitlochry Dam Visitor Centre permette comunque di conoscere il funzionamento della scala di risalita, seguire il conteggio dei pesci e osservare attraverso i sistemi video il loro passaggio.
Anche il Galloway Forest Park è attraversato da fiumi frequentati dai salmoni e offre altre possibilità per cercarli in un ambiente molto più selvaggio.
Se vuoi provare a vedere questo spettacolo, quindi, non concentrarti soltanto sul periodo della deposizione delle uova: tra la fine dell’estate e l’autunno, soprattutto dopo le piogge, hai ottime possibilità di sorprendere i salmoni proprio nel momento più spettacolare della loro risalita.

Osprey – il falco pescatore
Cosa fare per vedere gli animali in Scozia? A volte basta semplicemente alzare gli occhi al cielo. Tra i rapaci più spettacolari che puoi incontrare c’è il falco pescatore, o osprey (Pandion haliaetus), facilmente riconoscibile per il ventre chiaro, il dorso marrone e la caratteristica striscia scura che attraversa gli occhi.
È un rapace specializzato quasi esclusivamente nella cattura dei pesci. Sorvola loch, fiumi ed estuari scrutando l’acqua dall’alto e, quando individua una preda, si lancia verso la superficie con le zampe protese in avanti. Gli artigli e le zampe sono adattati per trattenere anche i pesci più scivolosi e, una volta catturata la preda, il falco pescatore tende a orientarla con la testa in avanti per ridurre la resistenza dell’aria durante il volo.
Con un’apertura alare che può raggiungere circa un metro e mezzo, vederlo tuffarsi in un loch per afferrare un pesce è uno degli spettacoli più belli che puoi incontrare nella natura scozzese.
Eppure questa specie ha rischiato seriamente di scomparire. La persecuzione da parte dell’uomo e la raccolta delle uova portarono il falco pescatore all’estinzione come specie nidificante nel Regno Unito all’inizio del XX secolo.
La svolta arrivò nel 1954, quando una coppia proveniente dalla Scandinavia tornò spontaneamente a nidificare nei pressi di Loch Garten, nella foresta di Abernethy. Da quella coppia iniziò lentamente la ricolonizzazione della Scozia e, nel corso dei decenni, la popolazione ha continuato ad aumentare.
Oggi in Scozia si stimano circa 250-300 coppie riproduttive, concentrate soprattutto nelle Highlands ma ormai presenti anche in Argyll, nella Scozia meridionale e in altre aree del Paese.
Il falco pescatore rimane comunque una specie particolarmente protetta. Nidi, uova e pulcini sono tutelati dalla legge e i siti riproduttivi non devono essere disturbati, soprattutto durante la nidificazione.
Gli osprey che nidificano in Scozia sono migratori. La maggior parte trascorre l’inverno nell’Africa occidentale, anche se alcuni individui si fermano più a nord, tra Spagna e Portogallo. I primi adulti iniziano generalmente a tornare tra la fine di marzo e l’inizio di aprile e rimangono fino ad agosto o settembre, quando adulti e giovani ripartono verso sud.

Dove vedere i falchi pescatori in Scozia
Uno dei luoghi simbolo rimane Loch Garten, nel Cairngorms National Park. È proprio qui che nel 1954 tornò a nidificare la coppia che diede inizio alla ricolonizzazione della specie in Scozia.
Oggi la riserva RSPB di Loch Garten, nella foresta di Abernethy, continua a essere uno dei luoghi migliori per conoscere questi rapaci e cercare di osservarli durante la stagione riproduttiva. Anche quando non sono visibili direttamente dal centro, puoi seguire quello che accade al nido attraverso le telecamere installate nell’area.
Un altro luogo storico è Loch of the Lowes, vicino a Dunkeld nel Perthshire. I falchi pescatori nidificano nella riserva da decenni e dagli hide affacciati sul loch puoi cercare di vederli mentre sorvolano l’acqua o pescano.
Il Visitor Centre dispone inoltre di una telecamera puntata sul nido, così puoi seguire in diretta la vita della coppia e, durante la stagione riproduttiva, assistere alla deposizione delle uova, alla cova e alla crescita dei piccoli.
Molto interessante è anche la Tweed Valley, negli Scottish Borders. Qui il Tweed Valley Osprey Project è nato alla fine degli anni Novanta, quando nella zona non risultavano nidi conosciuti; oggi la valle ospita numerosi siti riproduttivi. Al Wildlife Hub di Glentress puoi ottenere informazioni sugli avvistamenti e, durante la stagione, seguire le immagini provenienti dai nidi.
I falchi pescatori si possono incontrare anche nello Speyside, nel resto del Cairngorms National Park, nel Perthshire, nell’Argyll e intorno a diversi loch, fiumi ed estuari delle Highlands.
Il periodo migliore per provare a vederli va generalmente da aprile ad agosto, quando gli adulti sono impegnati nella nidificazione e nell’allevamento dei piccoli. Tra giugno e agosto aumenta anche la possibilità di osservare frequenti voli di pesca, perché gli adulti devono procurare cibo ai giovani.
Se ti trovi vicino a un loch, quindi, guarda il cielo ma anche la superficie dell’acqua: potresti vedere un grande rapace fermarsi quasi sospeso per qualche istante e poi precipitare improvvisamente verso il basso.
E se vuoi osservarli anche da casa, puoi collegarti alla webcam di Loch of the Lowes, che permette di seguire in diretta i falchi pescatori selvatici che utilizzano il nido della riserva.

Golden Eagle e altre aquile
Tra gli incontri più emozionanti per chi vuole vedere gli animali in Scozia c’è sicuramente quello con un’aquila che volteggia sopra montagne, brughiere e vallate.
L’aquila dorata, Golden Eagle in inglese (Aquila chrysaetos), è uno dei grandi predatori dei cieli scozzesi e uno dei simboli della natura selvaggia delle Highlands. È un uccello enorme, con un’apertura alare che può superare i due metri, e gli adulti hanno un piumaggio prevalentemente marrone con caratteristiche sfumature dorate sulla testa e sul collo.
Vive soprattutto tra montagne, brughiere, glen e grandi spazi aperti, dove può sfruttare le correnti d’aria per planare per lunghi tratti alla ricerca di una preda.
Si nutre soprattutto di lepri, conigli, grouse e altri uccelli e mammiferi di medie dimensioni. Può occasionalmente catturare giovani cervi, mentre durante l’inverno integra la dieta anche con carcasse di cervi e altri animali.
La vista è uno dei suoi strumenti più straordinari: mentre plana molto in alto riesce a individuare piccoli animali sul terreno a grande distanza, prima di scendere rapidamente verso la preda.
Le aquile reali sono residenti in Scozia durante tutto l’anno. Le coppie adulte occupano territori che possono utilizzare per molti anni e costruiscono grandi nidi, chiamati eyries, soprattutto sulle pareti rocciose più remote e inaccessibili, anche se talvolta possono nidificare sugli alberi.
Per secoli sono state perseguitate dall’uomo e ancora oggi l’uccisione illegale dei rapaci rappresenta un problema in alcune zone del Paese. L’aquila reale è completamente protetta e i suoi nidi non devono essere disturbati.
Ma guardando il cielo scozzese potresti incontrare anche un’altra aquila ancora più grande: la White-tailed Eagle (Haliaeetus albicilla), l’aquila di mare dalla coda bianca.
È il più grande rapace del Regno Unito, con un’apertura alare che può raggiungere circa 2,4 metri. Gli adulti hanno corpo marrone, testa più chiara, una grande coda bianca e ali enormi e larghe che, quando l’animale plana, possono sembrare quasi rettangolari.
Come suggerisce il nome, l’aquila di mare frequenta soprattutto coste, isole, loch e grandi specchi d’acqua. Si nutre di pesci, uccelli acquatici, conigli, lepri e altre prede, ma è anche un’abile opportunista e non disdegna le carcasse.
La sua storia in Scozia è particolare. Dopo secoli di persecuzioni, la specie scomparve completamente e l’ultima aquila di mare scozzese conosciuta venne uccisa nel 1918. Il ritorno iniziò nel 1975, grazie a un programma di reintroduzione che riportò alcuni esemplari nelle Ebridi. Oggi la popolazione si riproduce autonomamente ed è tornata soprattutto lungo la costa occidentale e sulle isole.
Se le vedi in volo puoi provare a distinguerle anche dalla silhouette: la Golden Eagle appare generalmente più slanciata, con una lunga coda e le ali leggermente sollevate durante la planata; la White-tailed Eagle è più massiccia, con ali molto larghe e una coda decisamente più corta.

Dove vedere le aquile in Scozia
Vedere un’aquila in libertà non è mai garantito, ma alcune zone della Scozia offrono possibilità decisamente maggiori. Per l’aquila reale, le Highlands e le isole occidentali rappresentano le principali roccaforti. Puoi cercarla nel Cairngorms National Park, nelle Highlands nord-occidentali e nelle grandi vallate e brughiere della costa occidentale.
Un luogo particolarmente interessante è Corrimony, non lontano da Loch Ness, dove le montagne e le brughiere circostanti sono territorio di Golden Eagles.
Anche l’Isola di Islay offre ottime possibilità. Nella riserva RSPB di The Oa, nella parte meridionale dell’isola, le aquile reali vengono osservate durante tutto l’anno mentre sorvolano le scogliere e le brughiere. Tra febbraio e l’inizio della primavera possono essere particolarmente attive durante i voli territoriali e il corteggiamento.
Le Ebridi Esterne rappresentano un’altra delle grandi roccaforti della specie. Lewis e Harris ospitano numerose coppie e gli enormi spazi aperti, le montagne e la scarsissima urbanizzazione rendono queste isole uno dei territori più affascinanti per cercare le aquile.
Se invece speri di vedere una White-tailed Eagle, guarda soprattutto verso la costa occidentale. Mull è probabilmente una delle isole più conosciute per l’osservazione delle aquile e ospita sia Golden Eagles sia White-tailed Eagles.
Anche Skye, le Ebridi Esterne e la costa dell’Argyll sono aree importanti per l’aquila di mare. A volte può essere osservata mentre plana sopra il mare o un loch e, viste le dimensioni, quando compare nel cielo è difficile confonderla con un rapace più piccolo.
Entrambe le specie possono essere viste durante tutto l’anno, quindi non esiste una stagione obbligatoria per cercarle. Una giornata limpida e ventosa può però aiutare: le aquile sfruttano le correnti ascendenti e possono trascorrere molto tempo in volo sopra montagne e vallate.
Se vuoi conoscere meglio la specie, le sue caratteristiche, le curiosità e i luoghi dove cercarla, trovi tutto nel nostro approfondimento dedicato all’aquila reale scozzese – Golden Eagle.


Leoni, tirgi, panda, orsi e altri animali
Finora abbiamo parlato soprattutto di animali da vedere in Scozia nel loro ambiente naturale, ma il Paese ospita anche zoo, parchi faunistici, acquari e centri dedicati alla conservazione dove puoi incontrare specie provenienti da molte altre parti del mondo.
Allo Zoo di Edimburgo per esempio, vivono oltre 2.500 animali. Tra i più spettacolari ci sono leoni asiatici, tigri di Sumatra, giraffe, rinoceronti, zebre, koala, panda rossi, fenicotteri e numerose specie di primati. Una parte importante della storia dello zoo è legata anche ai pinguini.
Qui vivono pinguini Papua, pinguini reali e pinguini saltarocce settentrionali e proprio Edinburgh Zoo fu il primo zoo al mondo a riuscire a riprodurre con successo il pinguino reale, nel 1919. Tra loro c’è anche un personaggio decisamente particolare: Sir Nils Olav, il celebre pinguino reale mascotte della Guardia Reale Norvegese, che nel corso degli anni ha ricevuto diversi gradi militari fino a diventare Major General.
Se hai letto vecchie guide di viaggio, potresti trovare ancora scritto che Edinburgh Zoo ospita gli unici panda giganti del Regno Unito. Non è più così: Yang Guang e Tian Tian sono tornati in Cina il 4 dicembre 2023, dopo dodici anni trascorsi nella capitale scozzese. Oggi allo zoo puoi però vedere i panda rossi, che nonostante il nome non sono strettamente imparentati con i panda giganti.
Un altro luogo interessante è lo Scottish Owl center nel Polkemmet Country Park, tra Edimburgo e Glasgow. È specializzato esclusivamente in gufi e civette e ospita oltre 140 esemplari appartenenti a circa 50 specie provenienti da tutto il mondo, dai minuscoli assioli ai grandi gufi reali. Durante la giornata vengono organizzate anche dimostrazioni di volo.
Se invece vuoi vedere grandi mammiferi e specie adattate ai climi freddi, uno dei luoghi più interessanti è l’Highland Wildlife Park, vicino a Kincraig, nel Cairngorms National Park.
Il parco ospita orsi polari, tigri dell’Amur, leopardi delle nevi, lupi europei, linci eurasiatiche, bisonti europei, panda rossi, macachi giapponesi, cavalli di Przewalski e cammelli battriani, insieme anche ad alcune specie che abbiamo già incontrato in questo articolo, come gatti selvatici scozzesi, martore, cervi e scoiattoli rossi.
Gli orsi polari sono stati per anni tra gli animali più famosi del parco. Victoria, arrivata in Scozia nel 2015, è stata la madre di Hamish, nato nel 2017 e primo cucciolo di orso polare nato nel Regno Unito dopo 25 anni, e successivamente di Brodie. Victoria è morta nel maggio 2025, all’età di 28 anni.
Nel 2026 al parco puoi vedere Arktos e Walker, mentre Brodie appartiene ancora all’Highland Wildlife Park ma è stato temporaneamente trasferito allo Yorkshire Wildlife Park durante i lavori di rinnovamento del suo habitat.
Se ami invece il mondo marino, al SEA LIFE Loch Lomond Aquarium, sulle rive del Loch Lomond, puoi vedere squali, razze, cavallucci marini, una lontra asiatica dalle piccole unghie, pesci tropicali e tartarughe marine. Il grande tunnel oceanico permette di passare sotto squali pinna nera e razze, mentre l’acquario ospita anche le uniche cownose rays presenti in Scozia.
Questi luoghi offrono naturalmente un’esperienza molto diversa rispetto a vedere gli animali in Scozia in libertà, ma possono essere interessanti soprattutto per conoscere specie difficili o impossibili da incontrare allo stato selvatico nel Paese e per approfondire i progetti di conservazione a cui partecipano alcune di queste strutture.

Orkney Vole – Arvicola delle Orcadi
Come ben sai adoro le Isole Orcadi per il ritmo lento della vita, gli incredibili siti archeologici e quei paesaggi selvaggi che sembrano non finire mai. Ma tra gli animali da vedere in Scozia ce n’è uno piccolissimo e molto particolare che vive proprio qui: l’Orkney vole, l’arvicola delle Orcadi.
A me ricorda un po’ un criceto, con il corpo tondeggiante, le orecchie piccolissime, il musetto corto e una coda decisamente più breve rispetto al corpo. Il suo nome scientifico è Microtus arvalis orcadensis ed è una particolare forma insulare dell’arvicola comune europea.
Misura indicativamente tra 10 e 13 centimetri, esclusa la coda, e può pesare circa 20-70 grammi. Rispetto alle popolazioni continentali della stessa specie, le arvicole delle Orcadi hanno sviluppato dimensioni maggiori nel corso dei millenni di isolamento sulle isole.
Vivono soprattutto tra prati, brughiere di erica, margini dei terreni agricoli, fossati e aree erbose, dove costruiscono una fitta rete di piccoli sentieri e tunnel tra la vegetazione e appena sotto la superficie del terreno. Si nutrono quasi esclusivamente di vegetali: foglie, steli, radici ed erbe, con una particolare predilezione per l’erica.
A differenza di molti piccoli roditori, le Orkney voles sono attive anche durante il giorno, caratteristica che le rende particolarmente importanti nell’ecosistema delle isole. Sono infatti una delle principali fonti di cibo per rapaci come albanella reale, gufo di palude e gheppio, oltre che per altri predatori.
Sono attive durante tutto l’anno, ma in estate è più facile riuscire a vederle, anche grazie alle lunghissime ore di luce delle Orcadi. Durante l’inverno trascorrono invece molto più tempo all’interno delle loro reti di tunnel, diventando decisamente meno appariscenti.
Un piccolo animale arrivato alle Orcadi più di 5.000 anni fa
La storia dell’Orkney vole è ancora più sorprendente del suo aspetto. L’arvicola comune non vive naturalmente nel resto della Gran Bretagna e quindi questo minuscolo roditore non può essere arrivato alle Orcadi da solo. Gli studi sul DNA e sui resti archeologici indicano che fu trasportato dall’uomo nell’arcipelago almeno 5.100 anni fa, durante il Neolitico.
Le analisi genetiche collegano le arvicole delle Orcadi alle popolazioni dell’Europa occidentale e indicano come possibile area d’origine soprattutto la costa del Belgio e del nord della Francia.
Come abbiano compiuto un viaggio così lungo rimane invece un piccolo mistero. Una delle ipotesi è che siano arrivate accidentalmente nascoste nel foraggio, nella paglia o nella lettiera utilizzata per gli animali trasportati dai coloni neolitici. Non si può però escludere completamente che siano state portate sulle isole intenzionalmente.
Quello che sappiamo è che alle Orcadi erano già presenti migliaia di anni fa. Numerosi resti di arvicole sono stati trovati anche nel villaggio neolitico di Skara Brae insieme ad altri resti legati alla vita quotidiana dei suoi abitanti.
Ed è qui che la storia diventa ancora più curiosa: alcune ossa presentano tracce di combustione e per anni gli archeologi hanno ipotizzato che gli abitanti del villaggio potessero addirittura mangiare le arvicole. Studi successivi hanno però mostrato una situazione più complessa: molti resti potrebbero essere stati accumulati da gufi e altri predatori, mentre altri sono stati rinvenuti persino all’interno di coproliti di cani. Insomma, sappiamo che questi piccoli roditori vivevano fianco a fianco con gli abitanti di Skara Brae, ma non possiamo dire con certezza che facessero regolarmente parte del loro menù.
Dopo migliaia di anni di isolamento, le popolazioni delle diverse isole hanno sviluppato caratteristiche proprie e oggi l’Orkney vole viene considerata una forma endemica delle Orcadi. Localmente viene chiamata soprattutto Cuttick, ma esistono anche altri nomi tradizionali e varianti dialettali come volo o voloo.
L’Orkney vole vive esclusivamente nell’arcipelago delle Orcadi e si trova sul Mainland e su diverse altre isole, tra cui Westray, Sanday, Rousay, South Ronaldsay, Burray, Stronsay ed Eday. Proprio a Eday la sua presenza è molto più recente: le arvicole furono introdotte da Westray nel 1987.
Puoi provare ad avvistarle soprattutto tra prati, brughiere, fossati e margini dei campi, dove si muovono velocemente tra l’erba. Non è un incontro facile, ma riuscire a scorgerne una è particolarmente curioso perché questo piccolo roditore, arrivato alle Orcadi più di 5.000 anni fa, non vive naturalmente in nessun’altra parte delle Isole Britanniche.

Caipecaille e Gallo cedrone
Il Caipercaillie, o gallo cedrone (Tetrao urogallus), è il più grande rappresentante della famiglia dei tetraonidi al mondo ed è anche uno degli uccelli più rari che puoi incontrare se vuoi vedere gli animali in Scozia.
Il maschio è davvero imponente: può pesare circa 4 kg, più o meno quanto un tacchino, e ha un bellissimo piumaggio scuro con riflessi verdastri sul petto, ali bruno-rossastre e una vistosa macchia rossa sopra gli occhi. Durante il corteggiamento apre la grande coda a ventaglio, abbassa le ali e assume una postura quasi teatrale.
Le femmine sono molto più piccole, arrivano a circa 2 kg e hanno un piumaggio completamente diverso, screziato di marrone, nero e crema, con una caratteristica zona color ruggine sul petto. Questi colori permettono loro di mimetizzarsi molto meglio mentre covano a terra.
Anche il suo nome ha una storia curiosa. Capercaillie deriva dal gaelico capall-coille, che significa “cavallo della foresta”. Secondo una delle interpretazioni tradizionali, il nome potrebbe essere legato anche agli strani suoni prodotti dal maschio durante il corteggiamento, una sequenza di schiocchi, gorgoglii e suoni che ricordano quasi un tappo che salta.
Durante la primavera i maschi si riuniscono in particolari aree chiamate leks, dove si esibiscono per attirare le femmine. Aprono la coda, sollevano la testa e si sfidano attraverso richiami e parate; quando due maschi non cedono, possono verificarsi anche combattimenti.
La storia del gallo cedrone in Scozia è piuttosto tormentata. La popolazione originaria britannica si estinse alla fine del XVIII secolo, probabilmente intorno al 1785, a causa soprattutto della perdita delle foreste e della caccia. La specie venne poi reintrodotta dalla Scandinavia nel XIX secolo, con esemplari provenienti dalla Svezia.
L’ultima grande stima nazionale, realizzata nel 2021-2022, ha calcolato appena 532 adulti, rendendo il capercaillie una delle specie di uccelli più minacciate della Scozia. I galli cedroni vivono principalmente nelle antiche pinete caledoniane.
In estate gli adulti si nutrono soprattutto a terra di foglie, germogli, fiori e bacche come mirtilli e crowberries, mentre durante l’inverno trascorrono molto più tempo sugli alberi e mangiano soprattutto aghi di conifere, in particolare di pino silvestre. I pulcini, invece, nelle prime settimane hanno bisogno soprattutto di insetti e ragni, ricchi di proteine.
Le femmine costruiscono il nido direttamente a terra, nascosto nella vegetazione, e depongono generalmente da 5 a 12 uova. È la femmina da sola a occuparsi della cova e dei piccoli.

Dove vedere il gallo cedrone in Scozia
Oggi il gallo cedrone sopravvive soltanto in alcune foreste della Scozia settentrionale. Circa l’80% della popolazione vive tra Badenoch e Strathspey, nel Cairngorms National Park, mentre nuclei molto più piccoli rimangono nel Deeside, nel Nairnshire e nell’Easter Ross.
La RSPB Abernethy Nature Reserve, che comprende la grande foresta intorno a Loch Garten, è una delle aree più importanti per la sua conservazione. Qui nel 2025 sono stati contati 30 maschi nei lek, il 50% in più rispetto al 2020: una piccola nota positiva in una situazione nazionale che rimane estremamente delicata. Ma c’è una cosa importante da sapere: non bisogna andare appositamente alla ricerca dei capercaillie.
La RSPB sconsiglia oggi di cercarli attivamente e tra marzo e maggio i lek non devono essere avvicinati. Nidi, femmine e piccoli rimangono particolarmente vulnerabili al disturbo anche durante i mesi successivi.
Se percorri i sentieri delle foreste dei Cairngorms, quindi, resta sui percorsi segnati, tieni il cane al guinzaglio dove richiesto e, se per puro caso ne incontri uno, fermati e lascialo allontanare senza seguirlo. È meglio anche non condividere online il punto preciso dell’avvistamento.
Puoi comunque visitare il Loch Garten Nature Centre, nella riserva di Abernethy, per conoscere la foresta caledoniana e i progetti dedicati alla sua fauna. Il centro oggi non viene però presentato dalla RSPB come un osservatorio dove andare appositamente a vedere i galli cedroni.
Io, almeno fino ad ora, non credo di averne mai visto uno dal vivo. E considerando quanto sono diventati rari, probabilmente è uno di quegli incontri che, se mai dovesse capitare per caso durante un viaggio, difficilmente dimenticherei.
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Black Angus
Probabilmente avrai già sentito parlare del Black Angus a tavola, magari ordinando una Angus steak. Ma durante un viaggio puoi anche incontrare questi bovini nei pascoli scozzesi e, ogni volta che ne vediamo uno, è difficile non fermarsi a guardare quel musetto curioso che sembra osservarci da lontano.
L’Aberdeen Angus, chiamato comunemente anche Angus, è una razza bovina da carne originaria del nord-est della Scozia, sviluppata soprattutto nelle contee di Angus e Aberdeenshire. Oggi è una delle razze bovine più conosciute e diffuse al mondo.
La sua storia moderna comincia all’inizio del XIX secolo, partendo da bovini locali naturalmente privi di corna, prevalentemente neri, che nell’area erano conosciuti con nomi come doddies e hummlies.
L’Aberdeen Angus ha un corpo compatto e muscoloso e un mantello corto e uniforme. Il colore più conosciuto è il nero, da cui deriva il nome Black Angus, ma esistono anche esemplari rossi, chiamati comunemente Red Angus. Entrambi appartengono alla stessa razza e lo standard ufficiale dell’Aberdeen Angus ammette sia il mantello nero sia quello rosso.
Una delle caratteristiche più evidenti è l’assenza delle corna: l’Aberdeen Angus è infatti una razza geneticamente polled, cioè naturalmente priva di corna.
Non è difficile incontrare degli Aberdeen Angus durante un viaggio on the road: pascolano in molte zone della Scozia, ma naturalmente Angus, Aberdeenshire e il nord-est del Paese rimangono i territori più strettamente legati alla storia della razza.
Anche nello Speyside puoi incontrarli e proprio a Ballindalloch Castle continua ancora oggi la storica mandria legata alla famiglia Macpherson-Grant.
Noi ne abbiamo incontrati diverse volte lungo le strade scozzesi e ogni volta è meraviglioso fermarsi qualche minuto a guardarli, mentre loro ci osservano con quell’aria curiosa dall’altra parte del recinto.

La storia dell’Aberdeen Angus
La storia della razza è strettamente legata a tre allevatori scozzesi che, nel corso dell’Ottocento, contribuirono in modo decisivo a selezionarla e a farla conoscere ben oltre i confini della Scozia.
Il primo fu Hugh Watson, che nel 1808 divenne affittuario della fattoria di Keillor, nell’Angus. Watson selezionò con particolare attenzione bovini neri e privi di corna, producendo animali che divennero fondamentali per lo sviluppo della futura Aberdeen Angus.
Tra i suoi preferiti c’era Old Jock, nato nel 1842 e figlio di Grey-Breasted Jock. Quando nel 1862 venne pubblicato il primo Scottish Herd Book, a Old Jock fu assegnato il numero 1, diventando il primo animale registrato nel libro genealogico.
Un’altra protagonista della mandria di Watson fu Old Granny, nata nel 1824. Si racconta che abbia vissuto fino a 35 anni e partorito ben 29 vitelli. L’importanza di questi due animali fu enorme: gran parte delle linee genealogiche dell’Aberdeen Angus moderno può essere ricondotta proprio a Old Jock o Old Granny.
Il secondo grande nome è quello di William McCombie, proveniente da una famiglia di allevatori. Nel 1824 prese in gestione la fattoria di Tillyfour, nell’Aberdeenshire, e sviluppò una mandria utilizzando soprattutto linee provenienti da Keillor.
McCombie selezionò attentamente i suoi animali e iniziò a presentarli nelle grandi esposizioni agricole, prima in Gran Bretagna e poi anche in Francia. I numerosi premi conquistati contribuirono enormemente alla reputazione dell’Aberdeen Angus come razza bovina di grande qualità.
Il terzo protagonista fu Sir George Macpherson-Grant, che nel XIX secolo sviluppò e perfezionò la storica mandria di Ballindalloch, sulle rive del River Spey. Attraverso una rigorosa selezione contribuì a definire alcune delle linee genealogiche più importanti della razza.
La mandria di Ballindalloch ha attraversato generazioni e oggi è considerata la più antica mandria Aberdeen Angus ancora allevata continuativamente al mondo.
Curiosamente, l’allevamento non fu l’unica attività che accomunò McCombie e Macpherson-Grant: entrambi entrarono anche in Parlamento. William McCombie venne eletto nel 1868 e fu il primo tenant farmer scozzese a diventare membro del Parlamento, mentre Sir George Macpherson-Grant rappresentò Elginshire e Nairnshire dal 1879.
Il primo Herd Book dell’Aberdeen Angus venne pubblicato nel 1862, mentre l’Aberdeen-Angus Cattle Society fu fondata nel 1879. Nel 2026 la Society ha celebrato addirittura la pubblicazione del 150° Herd Book, scegliendo proprio Ballindalloch Castle per l’evento.
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