Cosa vedere in 3 giorni alle Isole Orcadi? In questo itinerario ti portiamo alla scoperta di alcune delle attrazioni più belle dell’arcipelago, tra villaggi affacciati sul mare, antichi siti neolitici, scogliere spettacolari e paesaggi battuti dal vento che rendono uniche queste isole della Scozia.
Le Orcadi ci hanno colpiti dritti al cuore. Se potessi chiudere gli occhi e teletrasportarmi da qualche parte, è proprio qui che vorrei essere.
Quando penso alle Isole Orcadi mi vengono in mente spazi sterminati, cerchi di pietra immersi nel verde, barche ormeggiate nei porti, siti archeologici vecchi di migliaia di anni e mare a perdita d’occhio. Lo sguardo si perde all’orizzonte tra croft, muri a secco, pale eoliche e relitti che dormono sotto il sole. L’ospitalità è quella di un tempo e, se ti fermerai a parlare con qualche isolano, sarà felice di raccontarti storie di mare, di tempeste e del passato vichingo di queste isole.
Chi ci segue da un po’ sa che torniamo sempre volentieri alle Orcadi e che negli anni abbiamo dedicato molti articoli a questo arcipelago. Se desideri approfondire singole isole, siti archeologici e attrazioni, trovi tutti i nostri contenuti nella sezione dedicata alle Isole Orcadi.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!

L’arcipelago delle Isole Orcadi
Le Isole Orcadi sono un arcipelago della Scozia composto da circa 70 isole, di cui una ventina ancora abitate. Situate a nord della costa del Caithness, custodiscono alcuni dei siti neolitici più importanti d’Europa, villaggi affacciati sul mare, scogliere spettacolari e paesaggi modellati dal vento e dall’oceano.
Se hai già visitato l’Isola di Skye, scoprirai che le Orcadi hanno un carattere completamente diverso. Qui troverai meno montagne e più scenari drammatici, più storia, più archeologia e un rapporto con il mare che si percepisce in ogni angolo dell’arcipelago.
Quello che ci ha catturato è il diverso scorrere del tempo, la pace, la natura selvaggia e il fascino del mare che abbraccia queste isole e ne ha disegnato le coste. In questa terra i raggi del sole illuminano antichi menhir che sembrano riprendere vita e creano paesaggi quasi surreali. Nei villaggi e nei pub aleggia ancora l’eredità del lungo passato norreno e non è raro sentire risuonare la musica tradizionale scozzese.
Nonostante la breve distanza dalla terraferma, le Orcadi hanno sviluppato nei secoli una forte identità propria. Le acque del Pentland Firth che le separano dalla Scozia continentale possono essere imprevedibili e custodiscono numerosi relitti che contribuiscono ad alimentare il fascino e il mistero di queste isole spesso avvolte dalla nebbia.
Arrivando in traghetto, a mano a mano che gli occhi si abitueranno alle viste sul mare aperto, inizierai a distinguere le prime scogliere e forse qualche delfino. La bellezza di questi luoghi, rimasti in gran parte autentici e lontani dal turismo di massa, ti catturerà al primo sguardo.


Bastano 3 giorni per scoprire le Isole Orcadi?
Le Orcadi sono vaste, selvagge e composte da decine di isole che richiedono tempo per essere esplorate. Ci siamo tornati più di una volta e durante il nostro ultimo viaggio ci siamo fermati per 8 giorni, eppure ci sono ancora luoghi e isole che non abbiamo visto.
Tre giorni sono sufficienti per una prima esplorazione dell’arcipelago e per visitare alcune delle attrazioni più famose. Oggi però, dopo diversi viaggi su queste isole, considero questo il tempo minimo indispensabile. Solo per esplorare con calma il Mainland delle Orcadi consiglio almeno 5 giorni, mentre per scoprire Hoy, Westray, Papa Westray e le altre isole minori potrebbero servire facilmente 10-15 giorni.
Spesso, però, quando si viaggia il tempo a disposizione è limitato e bisogna trovare il giusto compromesso. Se parti dal nord della Scozia puoi raggiungere le Orcadi in meno di un’ora di traghetto, ottimizzando al massimo il tempo disponibile. Se invece ti imbarchi da porti più lontani, considera che le traversate sono più lunghe e vale la pena fermarsi qualche giorno in più. In questo articolo trovi maggiori informazioni su dove si trovano le isole Orcadi e come raggiungerle.
Se ami le camminate e il trekking, tieni presente che molte delle attrazioni più spettacolari dell’arcipelago richiedono diverse ore di escursione. Per preparare il tuo viaggio può esserti utile anche la guida Orkney: Orkney 40 coast and country walk, ricca di percorsi e informazioni pratiche.
Idealmente ti consiglierei di dedicare alle Orcadi almeno una settimana, ma ogni viaggiatore deve fare i conti con budget, giorni di ferie e tempo a disposizione. Se hai soltanto tre giorni, questo itinerario ti permetterà comunque di scoprire alcuni dei luoghi più belli e iconici dell’arcipelago.

Itinerario di 3 giorni alle Isole Orcadi: primo giorno
Questa prima giornata è piuttosto intensa e richiede di partire al mattino presto se vuoi cercare di incastrare bene tutto.
Considera questo itinerario come una traccia da personalizzare. Se ami trekking, fotografia e natura selvaggia, probabilmente vorrai fermarti più a lungo a Yesnaby e lungo i sentieri costieri.
Se invece preferisci visitare siti archeologici, musei, distillerie o concederti una passeggiata rilassata tra le vie di Kirkwall e Stromness, valuta di ridurre alcune soste e adattare l’itinerario ai tuoi interessi. Le Orcadi si prestano bene ad essere esplorate seguendo il proprio ritmo.


Kirkwall, il cuore del Mainland
La tappa successiva del nostro itinerario è Kirkwall, il principale centro abitato e il cuore amministrativo delle Isole Orcadi.
Ci siamo divertiti a passeggiare tra i caratteristici wynds, gli stretti vicoli che si aprono all’improvviso su scorci pittoreschi, piccoli negozi indipendenti e antichi edifici in pietra. Dopo aver esplorato il centro storico ci siamo concessi una pausa nella piazza principale per bere un caffè e gustare uno dei deliziosi scone che si trovano facilmente da queste parti.
Kirkwall è una cittadina vivace e accogliente, profondamente legata alle sue origini norrene. Tra palazzi storici, l’antica cattedrale, musei, pub tradizionali e il vivace porto, è uno di quei luoghi in cui ci si sente subito a casa.
Se vuoi approfondire la visita, abbiamo dedicato un articolo completo a Kirkwall con tutte le attrazioni da non perdere, i consigli pratici e i luoghi che ci sono piaciuti di più.


La Cattedrale di St. Magnus
Una tappa imperdibile a Kirkwall è la Cattedrale di St Magnus, costruita a partire dal 1137 e conosciuta come “The Light in the North“. Dedicata a San Magnus, patrono delle Orcadi, custodisce ancora oggi le sue reliquie ed è considerata uno degli edifici più importanti dell’intero arcipelago.
Realizzata con caratteristici blocchi di arenaria rossa e gialla, è uno dei migliori esempi di architettura normanna della Scozia. Gli interni sono suggestivi e raccontano oltre otto secoli di storia, mentre all’esterno la cattedrale domina il centro di Kirkwall con la sua inconfondibile sagoma.
St Magnus Cathedral è profondamente legata al passato delle Orcadi e continua a essere il cuore religioso e culturale dell’arcipelago. Se vuoi approfondire la sua storia, le leggende e le curiosità legate a questo straordinario edificio, ti consiglio di leggere il nostro articolo dedicato a St Magnus Cathedral, la più antica della Scozia.


Earl’s e Bishop’s Palace
A pochi passi dalla Cattedrale di St Magnus si trovano l’Earl’s Palace e il Bishop’s Palace, due edifici storici che raccontano alcune delle pagine più importanti del passato delle Orcadi.
L’Earl’s Palace fu costruito tra il 1601 e il 1607 per volere di Patrick Stewart, Conte delle Orcadi, ed è considerato uno dei migliori esempi di architettura rinascimentale francese in Scozia. Dietro la sua elegante facciata si nasconde però una storia controversa: il dominio degli Stewart è ricordato dagli isolani come un periodo segnato da soprusi e pesanti tasse.
Il palazzo era parte di un progetto ambizioso, noto come “Palace of the Yards”, che avrebbe dovuto integrare anche il più antico Bishop’s Palace. Il progetto però non venne mai completato.
ll Bishop’s Palace è molto più antico: risale al XII secolo e nacque come residenza dei vescovi delle Orcadi, accanto alla vicina Cattedrale di St Magnus. Nel tempo venne modificato più volte e Patrick Stewart tentò di inglobarlo nel suo nuovo complesso residenziale.
Oggi i due palazzi restano uno dei complessi storici più interessanti di Kirkwall e meritano una breve visita anche solo per ammirarne le rovine.
Se ami il whisky e hai più tempo, Kirkwall è anche un’ottima base per visitare due delle distillerie più famose delle Orcadi: Highland Park Distillery e Scapa Distillery, entrambe legate a una tradizione che continua a rappresentare una parte importante dell’economia e dell’identità dell’arcipelago.


Le scogliere di Yesnaby
Durante il primo giorno alle Orcadi ti consiglio di ritagliare un po’ di tempo anche per Yesnaby uno dei tratti di costa più spettacolari dell’intero arcipelago. Si trova sulla costa occidentale delle Orcadi, poco a sud rispetto al villaggio neolitico Skara brae. Qui il vento, il mare e l’erosione hanno modellato nei secoli un paesaggio selvaggio fatto di alte scogliere, faraglioni e profonde insenature.
L’attrazione più famosa è Yesnaby Castle, un suggestivo faraglione di arenaria che emerge dall’oceano e che rappresenta una delle immagini più iconiche delle Orcadi. Nelle giornate limpide il panorama è semplicemente straordinario e non è raro avvistare uccelli marini lungo le pareti rocciose.
Se visiti Yesnaby in tarda primavera o in estate, tieni gli occhi aperti: da queste parti cresce la rara Primula Scotica, una pianta endemica delle Orcadi e del nord della Scozia. Con un po’ di fortuna potresti anche avvistare qualche puffin.
I sentieri costieri regalano panorami magnifici, ma richiedono attenzione, soprattutto nelle giornate ventose o dopo la pioggia. Le scogliere sono molto alte e in alcuni punti il terreno può essere irregolare.
Per maggiori informazioni sui percorsi, i punti panoramici più belli e le formazioni rocciose da non perdere, ti consigliamo di leggere il nostro articolo completo dedicato a Yesnaby Cliffs.
Andando verso nord dal parcheggio si raggiunge Brough of Borwick, un’antica struttura che ha più di 2000 anni e la vista si apre verso Marwick Head e il Brough of Birsay.
Quando penso alle Isole Orcadi la mia mente corre tra spiagge selvagge, vento e rumore di onde che si infrangono su scogliere vertiginose. Rivedo luoghi che custodiscono 2000 anni di storia come Brough of Borwick, i paesaggi che mozzafiato di Marwick Head e isole di marea come Brough of Birsay.
Questo arcipelago racchiude così tanta bellezza che ti accorgerai presto di una cosa: 3 giorni alle isole Orcadi bastano appena per iniziare a scoprirle. Probabilmente tornerai a casa con una sola certezza, quella di voler tornare per scoprirle ancora di più.

Skara Brae, l’insediamento neolitico
Skara Brae è uno dei luoghi più straordinari delle Orcadi ed è considerato il villaggio neolitico meglio conservato dell’Europa settentrionale. Affacciato sulla baia di Skaill, lungo la costa occidentale del Mainland, fa parte del sito UNESCO conosciuto come Cuore delle Orcadi Neolitiche.
Sommerso da sedimenti che lo celavano all’occhio umano per oltre 4.000 anni questo antico insediamento rimase nascosto sotto dune e sedimenti, fino a quando una violenta tempesta nel 1850 riportò alla luce case, passaggi e oggetti della vita quotidiana di una comunità vissuta qui oltre 5.000 anni fa.
Passeggiare tra le sue abitazioni in pietra perfettamente conservate è un’esperienza affascinante e permette di immaginare come vivevano gli abitanti delle Orcadi nel Neolitico. Ancora oggi Skara Brae continua a stupire archeologi e visitatori provenienti da tutto il mondo.
Se vuoi approfondire la sua storia, le curiosità e scoprire cosa vedere durante la visita, ti consigliamo di leggere il nostro articolo completo dedicato a Skara Brae.

Skaill House e i suoi fantasmi
Prima di lasciare Skara Brae ti consiglio di visitare anche Skaill House, una splendida dimora storica del XVII secolo che si trova proprio accanto al sito archeologico. È una delle case storiche più interessanti delle Orcadi e permette di scoprire un volto completamente diverso dell’arcipelago rispetto ai monumenti neolitici.
Il biglietto di Skara Brae include anche l’accesso a Skaill House e la visita è compresa nell’Explorer Pass. Se partecipi a un tour organizzato, controlla bene i tempi a disposizione perché non sempre sono sufficienti per visitare entrambi i siti con calma.
Come molte antiche dimore scozzesi, anche Skaill House è circondata da storie e leggende. Si racconta che tra le sue stanze si aggirino misteriose presenze e che alcuni visitatori abbiano vissuto esperienze piuttosto insolite.
Se vuoi scoprire la storia della casa, le sue curiosità e le leggende legate ai suoi presunti fantasmi, ti consigliamo di leggere il nostro articolo dedicato a Skaill House.

Itinerario di 3 giorni alle Isole Orcadi: secondo giorno
Maeshowe e i suoi misteri
La prima tappa del secondo giorno è Maeshowe, uno dei monumenti preistorici più importanti delle Orcadi. Questo grande tumulo funerario fu costruito oltre 5.000 anni fa e rappresenta uno dei migliori esempi di architettura neolitica d’Europa.
La struttura è famosa per il lungo corridoio che conduce alla camera centrale e per il suo preciso allineamento con il sole del solstizio d’inverno. Per alcuni giorni all’anno, infatti, gli ultimi raggi del sole penetrano all’interno del tumulo illuminando la camera funeraria, un fenomeno che continua ad affascinare archeologi e visitatori.
Maeshowe è noto anche per le numerose incisioni runiche lasciate dai Vichinghi nel XII secolo. Si tratta della più grande collezione di rune norrene rinvenuta in un unico luogo al di fuori della Scandinavia e testimonia il profondo legame tra le Orcadi e il mondo nordico.
Purtroppo durante il nostro viaggio non siamo riusciti a partecipare alla visita guidata dell’interno e ci siamo dovuti accontentare di ammirarlo dall’esterno. È uno di quei luoghi che ci ha lasciato la sensazione di dover tornare alle Orcadi prima o poi.
Se desideri visitarlo, ti consiglio di prenotare con anticipo soprattutto durante l’alta stagione, perché gli accessi giornalieri sono limitati e le visite guidate spesso si esauriscono rapidamente.

The Ring of Brodgar
Lungo la strada che attraversa il cuore del Mainland delle Orcadi si incontra uno dei luoghi più suggestivi dell’intero arcipelago: il Ring of Brodgar. Questo grande cerchio di pietre si trova su uno stretto istmo di terra tra il Loch of Stenness e il Loch of Harray, in uno dei paesaggi più affascinanti delle Orcadi.
Costruito oltre 4.500 anni fa, il Ring of Brodgar è uno dei più grandi cerchi di pietra delle Isole Britanniche e fa parte del sito UNESCO conosciuto come Cuore delle Orcadi Neolitiche. Ancora oggi gli archeologi non conoscono con certezza quale fosse la sua funzione: luogo cerimoniale, centro rituale, osservatorio astronomico o punto d’incontro per le comunità neolitiche sono solo alcune delle teorie proposte nel corso degli anni.
Passeggiare tra questi antichi megaliti, levigati dal vento e dalla pioggia, è un’esperienza difficile da descrivere. Il silenzio, il canto degli uccelli, il profumo dell’erica e la luce che si riflette sui laghi circostanti contribuiscono a creare un’atmosfera quasi fuori dal tempo.
Se vuoi approfondire la storia, le leggende e i misteri che circondano questo straordinario monumento, ti consigliamo di leggere il nostro articolo completo dedicato al Ring of Brodgar.



Stromness e gli scorci sul mare
Stromness è una delle più pittoresche cittadine Britanniche e una tappa che non dovrebbe mai mancare durante una prima visita all’arcipelago. Le sue strette viuzze hanno cambiato poco il loro aspetto dal XVIII secolo e conservano ancora oggi un’atmosfera autentica e fuori dal tempo.
Gli scorci sul mare, le barche ormeggiate davanti alle case e i caratteristici cottage in pietra catturano immediatamente lo sguardo. Passeggiare per Stromness significa rallentare e lasciarsi guidare dalla curiosità tra piccoli vicoli, dettagli inaspettati e panorami che sembrano usciti da un dipinto.
Situata sulla costa occidentale del Mainland e affacciata sulla baia di Hamnavoe, Stromness è uno dei principali porti delle Orcadi. Il suo nome deriva dall’antico norreno Straumsnes e significa “promontorio nella corrente o nella marea”, un richiamo al profondo legame che questa cittadina ha sempre avuto con il mare.
Dietro ogni angolo si nascondono storie, colori e scorci suggestivi che rendono Stromness uno dei luoghi più caratteristici dell’arcipelago. Non sorprende che abbia ispirato scrittori, artisti e fotografi, tra cui Amy Liptrot nel suo celebre libro Outrun.
Se vuoi scoprire i vicoli più suggestivi, i luoghi da non perdere e le curiosità legate a questo affascinante villaggio sul mare, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa dedicata a Stromness.


Le Churchill Barriers
Uno dei luoghi che ti consiglio di visitare sono le Churchill Barriers, quattro sbarramenti artificiali costruiti durante la Seconda Guerra Mondiale per proteggere Scapa Flow, uno dei porti naturali più grandi e importanti al mondo. Oggi collegano tra loro il Mainland delle Orcadi, Lamb Holm, Glimps Holm, Burray e South Ronaldsay, permettendo di spostarsi facilmente tra queste isole.
Percorrere le Churchill Barriers è un’esperienza suggestiva. Da un lato si apre il mare delle Orcadi, dall’altro si intravedono i resti di vecchie navi e relitti che raccontano il lungo legame di queste isole con la storia navale britannica. Sembrano dei giganti marini assopiti e immobili che ti osservano da una dimensione senza tempo.
Le acque di Scapa Flow sono famose in tutto il mondo tra gli appassionati di immersioni. Qui, durante le guerre colarono a picco e s’inabissarono 55 navi, mentre altre rimasero incagliate nelle acque basse. Molte furono recuperate, mentre altre giacciono ancora sui fondali.
Nel 1919 gran parte della flotta tedesca della Prima Guerra Mondiale, tenuta sotto controllo dagli Alleati nelle acque di Scapa Flow, venne autoaffondata dagli stessi equipaggi tedeschi per impedirne la confisca.
Se vuoi fare un’immersione sotto i freddi mari delle Isole Orcadi contatta Diving cellar o Scapa Scuba perchè sono i migliori della zona! Se invece vuoi solo avvicinarti ai relitti, diverse compagnie locali organizzano escursioni in barca che permettono di osservare da vicino questo straordinario patrimonio storico e marittimo.
Poco dopo aver attraversato le Churchill Barriers raggiungerai Lamb Holm, dove si trova la celebre Cappella Italiana una delle attrazioni più emozionanti delle Orcadi.

The Italian Chapel – la Cappella Italiana
Questa piccola e romantica chiesa si trova sull’isola di Lamb Holm, raggiungibile attraversando le Churchill Barriers. È una delle attrazioni più emozionanti delle Orcadi e una tappa che non dovrebbe mai mancare durante una prima visita dell’arcipelago.
La Cappella Italiana è tutto ciò che resta del Campo 60, dove durante la Seconda Guerra Mondiale furono internati numerosi prigionieri italiani impiegati nella costruzione delle Churchill Barriers. Ancora oggi il luogo trasmette un’atmosfera speciale e ogni volta che ci ripenso mi vengono i brividi.
Nel loro tempo libero, alcuni prigionieri trasformarono due semplici baracche Nissen in una vera chiesa utilizzando materiali di recupero e una straordinaria dose di ingegno. Le opere principali si devono a Domenico Chiocchetti e Giovanni Palumbi, che riuscirono a creare uno dei simboli più amati delle Orcadi.
Terminata la guerra, Domenico Chiocchetti rimase per completare i lavori e tornò anni dopo per contribuire al restauro della cappella, ormai deteriorata dal tempo. Il legame che nacque tra lui, gli abitanti delle Orcadi e questo luogo è ancora oggi parte integrante della sua storia.
La Cappella Italiana è diventata un simbolo di speranza, pace e riconciliazione tra popoli. Per conoscere la sua storia completa e scoprire il significato del misterioso cuore inciso sul pavimento, ti consigliamo di leggere il nostro articolo dedicato a The Italian Chapel.

Itinerario di 3 giorni alle Isole Orcadi: ultimo giorno
Restando tre giorni alle Isole Orcadi puoi ipotizzare di esplorare una delle altre isole dell’arcipelago. Le alternative non mancano, ma se hai poco tempo ti consiglio di scegliere Hoy, facilmente raggiungibile dal Mainland e ricca di paesaggi spettacolari.
Hoy è la seconda isola più grande delle Orcadi e non si visita davvero in un giorno, ma questo itinerario permette di scoprirne alcuni dei luoghi più iconici.
Il suo nome deriva dall’antico norreno Háey, “isola alta”, un riferimento alle sue colline e alle sue imponenti scogliere che la rendono molto diversa dalle altre isole. Qui il paesaggio cambia completamente: brughiere, vallate selvagge, alte falesie di arenaria rossa e una natura che sembra dominare ogni cosa.
Se hai intenzione di raggiungere l’Old Man of Hoy, ti consiglio di prendere uno dei primi traghetti del mattino. Il trekking richiede diverse ore e rappresenta l’attività principale della giornata. Le altre tappe possono essere aggiunte in base al tempo a disposizione e agli orari dell’ultimo traghetto di rientro.
Hoy è uno di quei luoghi che si lasciano scoprire lentamente. Anche se avrai a disposizione soltanto una giornata, basterà poco per capire perché molti viaggiatori si innamorano di quest’isola e decidono di tornare alle Orcadi una seconda volta.
Come raggiungere l’isola di Hoy
Hoy è facilmente raggiungibile dal Mainland delle Orcadi grazie ai traghetti gestiti da Orkney Ferries. Se possibile ti consiglio di portare l’auto: l’isola è piuttosto grande e molte delle sue attrazioni più belle si trovano in zone remote difficili da raggiungere con i mezzi pubblici.
Se puoi restare solo un giorno, l’auto sarà indispensabile per raggiungere i luoghi in tempi brevi e ottimizzare i tempi.
La soluzione più pratica è il traghetto che collega Houton a Lyness, mentre chi ama il trekking può valutare il collegamento passeggeri da Stromness e proseguire a piedi verso Rackwick attraverso il suggestivo Rackwick Glen Path (trekking non consigliato se hai poco tempo).
Per informazioni dettagliate sui traghetti, gli orari, i percorsi e i consigli per organizzare la visita, ti rimandiamo alla nostra guida completa dedicata all’isola di Hoy e all’articolo su come raggiungere le Isole Orcadi.

Rackwick Bay
Anche se non hai intenzione di affrontare il trekking verso l’Old Man of Hoy, ti consiglio comunque di raggiungere Rackwick Bay. Questa splendida baia è considerata uno dei luoghi più suggestivi delle Orcadi e racchiude tutta l’anima selvaggia dell’isola di Hoy.
Circondata da alte scogliere di arenaria rossa, colline ricoperte di erica e antichi muretti a secco, Rackwick sembra un luogo rimasto sospeso nel tempo. La spiaggia è formata da ciottoli levigati dal mare e offre panorami che cambiano continuamente con la luce e le condizioni atmosferiche.
Lungo la strada incontrerai piccoli cottage in pietra, antichi croft e il celebre Rackwick Bothy, uno dei rifugi più conosciuti delle Orcadi. È un angolo remoto e silenzioso dove la natura domina ancora il paesaggio.
Noi ce ne siamo innamorati al primo sguardo. Se hai tempo a disposizione fermati qualche minuto in più, siediti ad ascoltare il rumore delle onde e lasciati conquistare dall’atmosfera di questo luogo straordinario.

Old Man of Hoy
Il simbolo indiscusso dell’isola di Hoy è l’Old Man of Hoy, un gigantesco faraglione di arenaria rossa alto 137 metri che emerge dall’oceano come una sentinella solitaria. È una delle immagini più iconiche delle Orcadi e uno dei paesaggi più iconici che puoi vedere durante un viaggio in Scozia.
Raggiungerlo richiede un trekking di circa 5 km (10 km tra andata e ritorno) lungo sentieri costieri che regalano panorami incantevoli su scogliere, brughiere e mare aperto. La camminata richiede un po’ di impegno, ma la vista finale ripaga ampiamente ogni passo.
L’Old Man of Hoy si è formato milioni di anni fa a causa dell’erosione del mare e del vento. Oggi una grande frattura attraversa la sua sommità e molti geologi ritengono che, prima o poi, il faraglione finirà per collassare nell’oceano. Un motivo in più per non rimandare troppo la visita.
Se soffri di vertigini tieni presente che alcuni tratti del percorso si sviluppano in prossimità delle alte scogliere di Hoy. Nulla di particolarmente tecnico, ma è sempre bene procedere con prudenza e prestare attenzione alle condizioni del terreno.
Per informazioni dettagliate sul percorso, i tempi di percorrenza, i punti panoramici e i consigli pratici per affrontare il trekking, ti consigliamo di leggere il nostro articolo completo dedicato all’Old Man of Hoy.

Scapa Flow Visitor Centre & Museum
Prima di lasciare Hoy ti consiglio una sosta allo Scapa Flow Visitor Centre & Museum di Lyness. Questo piccolo ma interessante museo racconta il ruolo strategico che le Orcadi ebbero durante le due guerre mondiali, quando il porto naturale di Scapa Flow divenne una delle principali basi della Royal Navy.
L’ingresso del museo è libero e la visita permette di comprendere meglio la storia dei relitti che ancora oggi giacciono sui fondali della baia e di scoprire come la presenza della marina militare abbia influenzato profondamente la vita degli abitanti delle Orcadi.
Non lasciarti ingannare dalle dimensioni contenute del museo: al suo interno troverai fotografie, testimonianze e reperti che aiutano a comprendere uno dei capitoli più importanti della storia dell’arcipelago.
Se hai deciso di visitare Hoy in giornata, tieni sempre d’occhio l’orario del traghetto per il rientro verso il Mainland. Le corse non sono moltissime e perdere l’ultima partenza potrebbe complicare non poco i tuoi piani.

Cantick Head lighthouse
Se hai ancora un pò di tempo a disposizione sull’isola di South Walls, collegata a Hoy dalla strada sopraelevata B9047, si trova Cantick Head lighthouse, un elegante faro costruito nel 1856 che domina il mare dall’alto delle scogliere meridionali dell’arcipelago.
La visita richiede poco tempo, ma il panorama merita assolutamente una sosta. Da qui la vista spazia sul Pentland Firth e, nelle giornate più limpide, fino alla costa del Caithness sulla Scozia continentale.
L’antica casa dei guardiani è stata trasformata in una struttura ricettiva e oggi è possibile pernottare accanto al faro, immersi in uno degli angoli più remoti e suggestivi delle Orcadi.
È una tappa veloce ma molto scenografica, perfetta per concludere una giornata alla scoperta dell’isola di Hoy.

Dove dormire alle Isole Orcadi
Le possibilità di alloggio alle Orcadi sono numerose e spaziano dagli ostelli economici ai cottage vista mare, fino a strutture più particolari immerse nella natura.
Se viaggi con un budget contenuto, puoi valutare soluzioni come Eastbank House – Hostel o lo Youth hostel, entrambe comode per esplorare il Mainland delle Orcadi. Il primo non ha recensioni sempre positive, mentre il secondo è più confortevole.
Durante il nostro primo viaggio abbiamo soggiornato al Castaway Guesthouse di Kirkwall, mentre più recentemente abbiamo scelto Glenduron by sea:, un cottage affacciato sul mare dove abbiamo trascorso alcuni giorni meravigliosi.
Se invece decidi di fermarti una notte sull’isola di Hoy, ti consigliamo di valutare lo Stromabank Hotel oppure una delle strutture ricavate negli edifici storici dei fari dell’isola. Dormire qui permette di visitare Hoy con ritmi molto più rilassati e di godersi appieno la sua atmosfera selvaggia.
Per verificare disponibilità, prezzi aggiornati e trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, puoi consultare il nostro motore di ricerca dedicato agli alloggi delle Orcadi.


Dove mangiare alle Isole Orcadi
Le Orcadi ci hanno sorpreso anche a tavola. Negli ultimi anni l’offerta gastronomica è cresciuta molto e oggi è possibile trovare ottimi ristoranti, caffetterie accoglienti e locali dove assaggiare alcuni dei migliori prodotti dell’arcipelago.
A Kirkwall puoi andare da Helgis, affacciato sul porto e perfetto per una cena tranquilla, mentre per una pausa caffè difficilmente rinunciamo a Pomona Café, diventato rapidamente uno dei posti preferiti di Ivan durante i nostri viaggi alle Orcad
Se ami i dolci e le sale da tè in stile britannico, meritano una sosta anche The Tea Room a Stromness e Judith Glue & The Real Food Café a Kirkwall. Per una cena speciale, invece, The Foverant resta una delle nostre scelte preferite nel Mainland delle Orcadi.
Questi sono soltanto alcuni dei locali che abbiamo provato nel corso degli anni. Per scoprire altri ristoranti, pub, sale da tè e specialità tipiche dell’arcipelago, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa su dove mangiare alle Orcadi.
NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e Ivan Balducci 2017-2026 o concesse in uso dai legittimi proprietari. Vietato ogni uso.
Un grazie speciale al nostro amico e fotografo Glenn McNaughton che viaggia spesso alle Orcadi e ci ha regalato alcuni suoi scatti.
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2 comments
L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.
Grazie ??