Yell è una delle “tre isole del Nord” delle Shetland insieme a Unst e Fetlar ed è la seconda isola più grande di tutto l’arcipelago. Ospita un’enorme varietà di paesaggi costieri, spiagge bellissime, brughiere selvagge – note come wilds of Yell -, piccoli insediamenti e un miriade di uccelli marini, foche e fiori selvatici.
Yell è un’isola solo apparentemente brulla e selvaggia, ma pur essendo persa nell’estremo nord, ha un cuore caldo che saprà sorprenderti. Molti si limitano ad attraversarla per raggiungere l’imbarco traghetti a Gutcher, che porta sull’isola di Unst, ma vale la pena fermarsi almeno una notte per assaporare la sua atmosfera senza tempo, scoprirne la storia, che si perde nel tempo e lasciarsi incantare dalla sua bellezza che non è immediata, ma va scoperta.
Come su tutte le isole Shetland, anche il clima di Yell è imprevedibile: qui la natura non chiede il permesso e domina indisturbata il ciclo di ogni cosa. Il vento sferza sempre con una certa insistenza, le nubi invadono il cielo improvvisamente e la pioggia scende incessante. Tuttavia, quando il sole torna a splendere, i colori si accendono intensamente.
Il cuore delle Northern Isles delle Shetland è vichingo. Qui tutto è selvaggio e ogni cosa va conquistata passo dopo passo, ma una volta che ti saranno entrate nel cuore, lì resteranno per sempre. L’isola di Yell si attraversa da sud a nord in circa 25 minuti, ma per scoprire tutto quello che nasconde occorre più tempo, voglia di esplorare e un pizzico di spirito di adattamento.
Per me Yell sarà per sempre l’isola dei pony delle Shetland. Li ho visti poco dopo essere sbarcata a Ulsta: brucavano sul bordo di una scogliera affacciata sull’oceano, docili e tranquilli. Si stavano facendo cullare dal vento e avvicinandomi lentamente, sono riuscita ad accarezzarli.
Yell è quite, pace, silenzio, rumore delle onde, scogliere, torbiere infinite, pecore al pascolo ed è avvolta da una calda solitudine che avvolge come una coperta. Ti abbiamo fatto venire voglia di scoprirla insieme a noi?


Cosa troverai in questo articolo
Accenni alla storia di Yell
Alcuni sostengono che il nome “Yell” derivi dai Pitti o dalla parola norrena “Jala” o “Jela”, il cui significato sarebbe “isola bianca” in riferimento alle sue spiagge. Altri ritengono, invece, che derivi dall’antico norvegese “Gjall”, che significa “sterile”, forse perché Yell è l’isola meno coltivata di tutto l’arcipelago.
Qui vivono una manciata di persone, circa 900 anime e il senso di comunità è molto forte e sentito. E’ conosciuta come la capitale delle lontre della Gran Bretagna, ma avvistarne una non è affatto semplice.
Yell è un’isola in gran parte ricoperta da brughiere torbose e pecore al pascolo, che spesso vagano libere lungo le strade, quindi fai attenzione quando guidi, perché sono loro le regine della strada!
La brughiera è intervallata da piccole comunità e la più grande è quella di Mid Yell dove si trovano una scuola, un centro ricreativo, un bar, un negozio, la chiesa di San John e una piccola spiaggia. L’isola di Yell è abitata sin dal Neolitico e ci sono i resti di ben 12 broch. I Vichinghi si stabilirono qui nel periodo norreno e alcuni toponimi ne portano ancora le tracce come Dalsetter e Gossawater.
Nel XVII secolo Burravoe divenne un importante centro commerciale e l’industria della pesca costituì una parte dell’economia dell’isola fino agli anni ’50. Nel 2014, l’isola di Yell è diventata il sito del primo generatore di energia dalle maree del mondo, di proprietà della comunità a Bluemull Sound, nel nord dell’isola.

Visitare Yell: suggerimenti e cosa non perdere
Yell e Unst sono le due isole più settentrionali delle Shetland. Si trovano quasi a metà strada tra la Scozia continentale e la Norvegia, esposte al selvaggio Mare del Nord e all’Oceano. È la natura selvaggia che attira le persone alle Shetland: onde ghiacciate che si infrangono ai piedi di imponenti scogliere, una fauna selvatica più simile all’Artico che alla terraferma scozzese e la sensazione di essere davvero nel posto più remoto possibile della Scozia.
Fermati a Yell almeno per un paio di giorni, lascia il tempo a quest’isola di farsi conoscere perché il suo ritmo lento, la pace, il suo dolce isolamento, ti conquisteranno. Lontano da tutto a stretto contatto con la natura.
Quasi tutti attraversano Yell passando per la strada principale che collega Ulsta e Gutcher (A968). Tuttavia passare per le strade secondarie di Yell, single track e panoramiche, ti farà scoprire un altro volto dell’isola. La B9081 conduce a ovest da Ulsta a Burravoe, portando verso la parte sud-orientale dell’isola e poi fino a Otterswick.
La strada poi risale verso nord, attraversando una serie di piccoli insediamenti costieri, fino al villaggio di Mid Yell, il più grande dell’isola. Da qui puoi riprendere la strada principale per Gutcher e l’imbarco traghetti per Unst. La B9082 prosegue invece, verso nord per Cullivoe e Gloup.
Siamo stati davvero fortunati con il meteo a Yell, un pò meno a Unst, ma ci siamo innamorati di questi paesaggi così autentici e selvaggi.
Tutte le strade di Yell sono in buone condizioni e solitamente molto tranquille. L’unica cosa a cui fare attenzione sono le pecore, che qui girano del tutto indisturbate. Le strade secondarie sono per lo più single track road non recintate con passing place. Qui trovi maggiori informazioni sulla guida in Scozia.
Se ti abbiamo incuriosito, ti invitiamo a continuare a leggere per scoprire insieme a noi cosa fare e cosa vedere sull’isola di Yell.
Il doppio tombolo di Ness of Sound
Yell ha diversi tomboli simili a quello di St Ninian isle (nel Mainland delle Shetland) anche se meno conosciuti e frequentati, come il doppio tombolo di Ness of Sound, che incontrerai poco dopo aver lasciato il terminal dei traghetti a Gutcher, dirigendoti verso nord lungo la A968.
Se a St Ninian’s isle in certe giornate la spiaggia brulica di persone (circa una manciata in verità), qui è molto probabile che sarai solo a goderti il panorama. La solitudine di Yell si farà conoscere sin da subito e inizierà pian piano a farti assaporare uno strano senso di perdita dei confini del tempo.
Prima di arrivare eravamo molto preoccupati, pensavamo di non trovare nulla per mangiare, di non poter fare rifornimento e, invece, una volta scesi dal traghetto tutti i nostri dubbi si sono dissolti. Yell è un’isola remota, differente dai luoghi turistici e sovraffollati, il ritmo scorre lento, basta solamente sapersi adattare e partire informati e adeguatamente preparati.
Si può fare un pò di spesa nel Mainland delle Shetland, oppure approfittare dello shop che c’è sull’isola per acquistare il necessario.

Passeggia lungo le spiagge più belle di Yell: Breckon sands
La magia di Yell la scoprirai camminando tra spiagge meravigliose e paesaggi costieri mozzafiato. Non a caso, Yell vanta alcune delle spiagge più belle delle Shetland, come Sands of Breckon e West Sandwick. Ma vale la pena di visitare anche le spiagge di Gossabrough, Vatsetter e Hamnavoe.
Situata tra il villaggio di Cullivoe e il Fishermen’s Memorial a Gloup, Breckon sand ha una poesia tutta sua. Incorniciata dallo scenario roccioso di North Yell, la spiaggia sabbiosa di Breckon è imperdibile quando si visita l’isola.
Anche se la baia è aperta sull’Oceano Atlantico, la spiaggia è riparata dal vento e le dune che la incorniciano sono meravigliose. Non a caso Breckon sand detiene il premio “Seaside award” di Keep Scotland Beautiful. La sabbia è un miscuglio di particelle di roccia e conchiglie e quando il sole la colpisce, luccica e rilascia una moltitudine di riflessi!
Breckon sand è stata una scoperta meravigliosa e da sola vale un viaggio nella selvaggia e brulla isola di Yell. Se ti piace camminare, le scogliere nelle vicinanze offrono viste splendide.
L’area è ricca di piante e i resti archeologici suggeriscono che la zona è stata colonizzata per almeno 4.000 anni. Ci sono prove di un insediamento vichingo e dell’età del ferro, oltre un certo numero di interessanti reperti come: ceramiche, pettini vichinghi, fatti con ossa e monete romane.
Sand of Breckon è un posto molto speciale: può sembrare caraibico sotto i colori del sole o un luogo desertico e minaccioso quando le nuovole si affacciano all’orizzonte. Con la bassa marea puoi visitare “The Magic Cave”, come la chiamano i locali.



Accenni al passato di Breckon Sand
Durante l’era glaciale i ghiacciai hanno spazzato il paesaggio delle Shetland, creando una miscela di fango, sabbia e pietre. Il mare in aumento da quando il ghiaccio si è sciolto, ha lavorato questi sedimenti e così si sono formate spiagge e sabbie intorno alle isole.
In alcuni luoghi i resti delle conchiglie schiacciate dalla forza del mare e del vento, si sono mescolati ai sedimenti per formare una sabbia fatta di gusci. Breckon sand è l’area più grande nelle Shetland, fatta di gusci soffiati e sabbia.
Dietro le dune che proteggono la spiaggia c’è un machair, una prateria con molti fiori selvatici che beneficiano del calcio presente nella sabbia. Dune e machair sono sistemi fragili: se le piante che legano insieme il sottile strato di terreno dovessero morire, la sabbia verrebbe spazzata via dal vento.
Breckon ha subito una grave erosione nei secoli che ha spogliato la sabbia, fino a formare un substrato roccioso in alcuni punti. Puoi vedere grandi pezzi di substrato roccioso nella sabbia, che sono stati alterati da calore e pressione tra 900 e 420 milioni di anni fa.


Trekking da Breckon sand fino a Gloup
Una volta fatto il pieno di bellezza in spiaggia, torna al cancello sul sentiero segnalato per Breckon Sands. La passeggiata inizia dal villaggio di Breckon, dove c’è un piccolo parcheggio. Inizia passando il cancello che si trova sulla distesa erbosa di Breckon Sands. Vedrai una panchina che si guarda verso la baia, ma invece che girare per la spiaggia, vai avanti sul percorso segnato da pietre bianche, fino ad attraversare un’altra recinzione.
Un piccolo sentiero erboso conduce a nord attraverso dune erbose per riavvicinarsi alla costa. Svolta a sinistra, attraversa il cancello e dirigiti lungo il sentiero di Ness of Houlland. Il percorso lungo questo promontorio più settentrionale di Yell si interrompe prima di raggiungere Mid Ness da un varco roccioso.
Qui trovi maggiori dettagli su questa corroborante passeggiata da Breckon a Gloup Ness



West Sandwick – spiagge imperdibili di Yell
Le isole Shetland sono famose per la loro bellezza selvaggia e le spiagge mozzafiato e West Sandwick sull’isola di Yell non fa eccezione. Spesso trascurata, questa spiaggia è un piccolo incanto e regala graziose viste sul mare roccioso e Yell Sound verso il Northmavine.
Un sentiero porta dal parcheggio, con panche da picnic, alla spiaggia. West Sandwick è perfetta per ammirare il tramonto perchè guarda a Ovest. Perdersi tra i piccoli sentieri che attraversano le dune e l’erba, fino ad arrivare all’ampia distesa di sabbia bianca, è quasi poetico.
Al loro ingresso, diverse spiagge hanno un guest book, tenuto all’interno di cassettine di legno protette dalle intemperie. Fermati a lasciare un’offerta per aiutare a mantenere inalterati questi luogh, e lascia una traccia della tua presenza, sarà un bel ricordo da portare a casa.
Approfitta per fare una passeggiata, cerca qualche bella conchiglia e fai il pieno di bellezza. Se ami camminare, qui trovi maggiori informazioni sulla passeggiata costiera che collega Sandwick beach a Framgord.




Ammira la commovente White Wife of Otterswick
Sul lato orientale dell’isola di Yell, a Ness of Queyon, vicino Otterswick, c’è uno spettacolo solenne da ammirare: The White wife of Otterswick, una statua bianca di una donna che guarda oltre la baia, con una Bibbia stretta al petto.
La storia della statua, conosciuta come “The White Wife” o “Wooden Wife” è davvero triste. Si tratta della polena ricostruita della “Bohus”, una nave a vela tedesca che affondò durante una tempesta a Ness of Queyon nel 1924, con un equipaggio di 39 persone, molti dei quali erano giovani cadetti. In quattro persero la vita.
Bohus era un brigantino tedesco originariamente chiamato Bertha, costruito nel 1892. Prende il nome dalla figlia maggiore del proprietario Joh. H. Soost, una ragazza scozzese nata a Grangemouth da genitori tedeschi, rappresentata nella polena.
Bertha passò di mano più volte nel corso degli anni, fino al 23 aprile del 1924, quando salpò con un equipaggio di 38 uomini da Goteborg diretta a Taltal in Cile. Sfortunatamente, il capitano Hugo Ferdinand Blume, commise un errore di navigazione che lo portò fuori rotta di 60 miglia.
Scambiò la luce di Out Skerries per quella del faro di Fair Isle e fu sorpreso da una terribile tempesta al largo di Otterswick. La nave fu scaraventata su uno sperone roccioso chiamato “The Point of the Hatt”. Quelli dell’equipaggio che sapevano nuotare faticarono ma raggiunsero la riva, mentre altri rimasero sulla nave ormai alla deriva.
Willie Thomson of Wirliegarth, ex marinaio di navi a vela, lanciò una lenza pesante nella tempesta che atterrò a bordo della Bohus e questo permise agli uomini di Yell di portare a terra molti membri dell’equipaggio. Anche il cadetto Josef Anton Eberth, riuscì a salvare quattro dei suoi compagni prima di essere spazzato via dalla tempesta.
I membri dell’equipaggio sopravvissuti furono portati nelle case di Aywick e Otterswick. I quattro uomini che morirono, Josef Anton Eberth, Reddig, Doring,e Droger, furono sepolti nel cimitero di Mid Yell dove c’è una lastra di marmo nero incastonata nella pietra per commemorarli.
Nel settembre di quell’anno, la polena della nave emerse a una certa distanza dal relitto ed era in condizioni straordinariamente buone nonostante tutto. Venne recuperata ed eretta sulla riva, sopra il luogo del naufragio in memoria dei caduti del Bohus. Nel corso degli anni gli abitanti di East Yell la dipinse regolarmente e divenne nota come The white wife.
E’ stata restaurata nel 1986, dopo anni di esposizione alle intemperie e svelata nel 1989. Per l’occasione venne intervistato anche l’ultimo marinaio sopravvissuto del Bohus. I resti della nave sopravvivono nelle acque di Ness of Queyon, mentre Il legno recuperato dalla nave è stato utilizzato nelle case intorno a Yell.
La campana del Bohus, il cartello con il nome e gli oblò si trovano allo Shetland Museum di Lerwick e nell’eccellente Old Haa Museum.



Come raggiungere la White Wife
Per raggiungere la White Wife, devi arrivare a Queyon, dove troverai un piccolo parcheggio per tre o quattro auto. Una breve passeggiata tra i campi cosparsi di pecore ti condurrà verso la riva. La polena si trova sopra ad alcune basse scogliere, affacciata su un paesaggio meraviglioso.
Questo è un buon posto anche per vedere foche e occasionalmente le lontre. Nella baia potresti vedere le focene che inseguono banchi di pesci.
Puoi arrivare alla White Wife in auto, percorrendo solo un breve tratto a piedi, oppure fare una passeggiata costiera a anello da Ness of Queyron.


Cerca i fantasmi alla Windhouse
Windhouse, non solo è la casa più infestata delle isole Shetland, ma probabilmente di tutte le isole britanniche. Questa solitaria casa in rovina si trova su una collina, all’ingresso di Mid Yell e la sua sagoma inquietante domina tutto l’orizzonte.
Da appassionati di luoghi infestati non potevamo lasciarci scappare l’occasione di scoprirla. Immersa nel mistero e nella leggenda, a Windhouse si aggirano un maggiordomo, una donna che indossa abiti di seta e un cane. Ma le presenze e i fatti macabri, non finiscono certamente qui.
Il sito è stato occupato per migliaia di anni fino al 1920. A Windhouse pare si aggiri anche un troll, ucciso da un coraggioso marinaio sopravvissuto a naufragato.
Il sito dove sorge Windhouse un tempo era il luogo di una chiesa medievale, di un cimitero e di un broch dell’età del ferro. Trovarono anche degli scheletri risalenti al XIII o XIV secolo. Sotto la casa c’è anche un tumulo funerario neolitico! In un luogo così non mancano di certo presenze, spettri e storie: ti racconto di più in: Windhouse, la casa più infestata di Yell


Esplora North Yell
Pochi posti nel Regno Unito possono essere considerati così incontaminati. Le torbiere ondulate di North Yell sono pascolate da pecore autoctone e le coste sono la case a lontre e altri animali selvatici. Ogni anno nidificano sulle scogliere intorno all’isola uccelli marini come pulcinelle di mare e sule, mentre a largo della costa si possono vedere foche, focene e persino balene.
Confesso che era un mio sogno nel cassetto vedere almeno una lontra e una balena, ma purtroppo anche avendo perlustrato ogni angolo, non ho avuto la fortuna di vedere nemmeno uno di questi animali meravigliosi.
Oltre ad essere un paradiso per la fauna selvatica, North Yell ha una storia affascinante, fatta di resti di broch dell’età del ferro in attesa di essere esplorati e un passato vichingo, riflesso in molti toponimi dell’isola. Come la maggior parte delle zone delle Shetland, la pesca ha svolto un ruolo importante nella cultura e nella storia di North Yell.
Purtroppo, North Yell visse la sua stessa tragedia, quando 58 pescatori furono uccisi nel disastro del Gloup.



Rendi omaggio ai caduti: The gloup and the Fisherman’s Memorial
Gloup è un piccolo villaggio che si trova sulla costa nord di Yell, poco distante da Cullivoe. E’ conosciuto soprattutto per il tragico disastro di pesca avvenuto nel 1881, ricordato dal memoriale eretto per il centenario del disastro: The fisherman’s memorial dedicato agli uomini scomparsi dalla comunità.
58 uomini persero la vita il 20 luglio 1881, quando un’improvvisa tempesta da nord colpì la flotta di pescherecci che si trovavano a 40 miglia dalla costa delle Shetland. Gli uomini si trovavano a bordo di barche scoperte, conosciute come sixareens, in mare aperto.
Tra gli annegati c’erano sei uomini con il cognome ‘Moar’, uno di loro era David Moar, marito di May Moar, che nel 1858 era diventato famoso per aver salvato l’equipaggio di una barca da pesca.
Fu una delle più grandi tragedie della pesca delle Shetland, che lasciò dietro di sé 34 vedove e 85 orfani. Trovarsi qui è stato davvero molto toccante e il tempo minaccioso e cupo che abbiamo trovato ha reso questa esperienza ancora più forte e intensa emotivamente.



I vecchi sixareens del disastro del Gloup
I sixareens erano impegnati nella pesca Haaf (o d’altura). Agli inizi del 1800, quasi 500 sixareens e 3000 uomini lavoravano nella pesca the Haaf. Gli equipaggi pescavano in acque profonde, spesso lontani dalla terraferma, utilizzando 5/7 miglia di lenza per agganciare merluzzi e altri pesci.
La navigazione si basava solo sulle capacità dello skipper che per tornare a casa si aiutavano usando punti di riferimento come: le cime delle colline, le guglie dei Kirk, le aperture tra gli isolotti. Era impossibile prevedere il tempo e così ci si affidava all’esperienza, ma inevitabilmente si verificavano dei disastri. Nonostante ciò, the Haaf forniva lavoro, perché c’erano poche alternative.
Gloup un tempo era la seconda stazione the Haaf più grande delle Shetland. Nella stazione il pesce veniva salato ed essiccato e molti vi lavoravano. Le barche facevano due viaggi a settimana e gli uomini alloggiavano in delle capanne di pietra e tornavano a casa solo nel fine settimana.
I disastri furono devastanti per queste piccole comunità, specie in un’epoca in cui si faticava ad arrivare a fine mese. Il disastro di the Gloup è stata l’ultima tragedia dei sixareens. Da quel momento in poi usarono barche più grandi e sicure.
L’equipaggio era composto da sei uomini che maneggiavano un solo remo, da cui il nome “sixareen”. Queste barche avevano anche una vela quadra che veniva utilizzata se il vento soffiava nella giusta direzione. Erano costruiti usando una tecnica norvegese che prevedeva la sovrapposizione dei bordi delle assi dello scafo.
La barca era divisa in sei spazi che contenevano: l’attrezzatura, le provviste per il viaggio, le pietre per la zavorra e il pesce. Uno spazio era tenuto vuoto per il salvataggio e poi c’era il posto per il timone dove sedeva lo skipper. Puoi vedere la riproduzione di una sixreen, Vaila Mae, in mostra allo Shetland Museum.
Queste barche duravano solo 5 o 6 anni. Una volta terminata la loro vita come pescherecci, alcuni erano utilizzati per spostare bestiame, la torba e altri beni tra le isole o dalla nave alla riva. Altri potrebbero essere stati usati come tetti.
Dopo aver visitato The Gloup, proseguendo verso sud ti aspetta una corroborante passeggiata costiera.


La comunità di Hamnavoe e St Magnus’ Kirk
Proseguendo lungo la B9081, prima di raggiungere Old Haa Museum, passerai per le lande semi deserte e i paesaggi quasi surreali che portano verso Hamnavoe. Lungo la strada si apre il pittoresco Ness of Galtaghart, che regala uno scorcio bucolico dell’isola di Yell, specie se splende il sole.
Prima di raggiungerlo, vedrai la chiesa di St Magnus’ ristrutturata nel 2009, fu costruita nel 1838 sul sito di una ex chiesa ed è tutt’oggi circondata dal suo cimitero.
Il cimitero ospita un memoriale dedicato ai caduti nello schianto del Catalina del 1942. Vedi anche l’arazzo tessuto dalla signora Mary Goolden, vedova del pilota.



Visita Old Haa Museum
Il piccolo museo Old Haa, si trova nell’edificio più antico di Yell a Burravoe e documenta la storia dell’isola, compresi gli anni della caccia alle balene e i naufragi. La storia di questo antico edificio, conosciuto localmente come “Da Haa o’Brough” risale al 1772 quando venne costruito da Robert Tyrie, proprietario e commerciante di pesce.
All’esterno puoi vedere una delle eliche dell’aereo “The Catalina” precipitato durante la II guerra mondiale. Per vedere i resti del velivolo, da Burravoe devi percorre circa 8 Km e seguire il cartello che indica il Catalina Memorial.
Il museo è composto da tre sale espositive che ti faranno scoprire la storia della vita della popolazione, la geologia di Yell e la sua storia naturale. Old Haa Museum ha anche una sezione speciale dedicata alla meravigliosa collezione di fotografie di animali selvatici, scattate da Bobby Tulloch e di cimeli del famoso narratore Brucie of Arisdale.
Uno dei pezzi forte dell’esposizione è l’enorme mascella di un capodoglio maschio portato a riva nel 1994 qui a Yell. Poco distante da qui, al molo infondo alla strada, spesso si possono avvistare le lontre: facci un salto se hai tempo, magari sarai più fortunato di noi.
Il museo è aperto dal 7 Aprile al 6 Ottobre e l’ingresso è libero. Ti racconti di più su Old Haa Museum in questo articolo dedicato a questo piccolo gioiellino da non perdere a Yell.
Visita The Shetland Gallery
Cosa fare a Yell se il meteo non è dei migliori? Oltre. visitare Old Haa, puoi fare una vista alla Shetland Gallery, che si trova appena fuori dalla strada principale di Sellafirth, a nord dell’isola. È la galleria più a nord del Regno Unito e espone opere degli artisti più talentuosi delle Shetland. Solitamente è aperta da Pasqua fino a fine settembre, escluso il lunedì e negli altri orari su appuntamento.


Burravoe e la chiesa di St Colman
Burravoe si trova all’angolo sud-est di Yell. In pochi la visitano, il che è un peccato, perché Burravoe è un insediamenti tra i più pittoreschi di Yell. Si affaccia sull’insenatura riparata di Burra Voe e il porto è in uso sin dal 1500, il che spiega le sue origini.
Un tempo la strada che va verso la costa passava attraverso delle porte su entrambi i lati del cortile dell’Old Haa. Quando la strada venne sistemata, i portali originari vennero lasciati inalterati.
Nel centro del villaggio si trova la chiesa di St Coleman, costruita nel 1900, un bellissimo edificio che contribuisce all’aspetto e all’atmosfera del villaggio. St Coleman è una delle due chiese episcopali delle isole Shetland, l’altra si trova a Lerwick. E’ la chiesa episcopale più a nord del Regno Unito e ospita funzioni ancora oggi.
Verso il centro del villaggio si trova Manor House, costruita nel 1800 e che trasmette più l’idea dell’Inghilterra meridionale che delle Shetland settentrionali. Particolarmente sorprendente è anche il cottage dal tetto in metallo dipinto di bianco e rosso, apparentemente costruito in un muro ai margini del villaggio.

Cullivoe e i suoi scorci pittoreschi
Vale la pena prendersi del tempo per viaggiare verso nord da Gutcher lungo la costa orientale di Yell (B9082) per arrivare fino al villaggio di Cullivoe, affacciato su Bluemull Sound e da tempo al centro dell’industria dell’aringa.
Per molti anni Cullivoe è stata il capolinea principale del traghetto passeggeri che collegava Yell con Unst, in seguito spostato a Gutcher. Lungo la strada anche la piccola e quanto mai insolita St Olaf’s Kirk costruita nel 1830.

Scova le lontre e la fauna selvatica
Ci sono riserve naturali di importanza nazionale come la RSPB di Lumbister, le isole di Yell Sound e l’isola di Hascosay. Ma l’intera zona pullula di fauna selvatica, soprattutto durante l’estate, quindi c’è sempre qualcosa per deliziare gli amanti del birdwatching, escursionisti o camminatori occasionali.
Con un po’ di fortuna e un binocolo a disposizione potresti avvistare focene, delfini e orche, in particolare a Bluemull Sound e Yell Sound. Yell era la casa di un famoso naturalista, musicista e autore delle Shetland, Bobby Tulloch.
Yell è il luogo ideale per avvistare le lontre, perché c’è molta costa bassa e torbosa dove possono scavare tane e ci sono buone riserve di acqua dolce. Nelle Shetland chiamano le lontre “Dratsies” e puoi vederle lungo la costa nelle acque basse, basta non fare rumore e muoversi lentamente.
E’ più facile avvistarle durante le prime ore dopo l’alba quando sono più attive. Purtroppo non abbiamo avuto fortuna con le lontre e non siamo riusciti a scovarne nessuna!

Perditi tra le torbiere di Yell
La torba è una vegetazione condensata che si è decomposta nel corso di migliaia di anni, formando una fitta brughiera ricoperta da un manto di erica che quando fiorisce tinge tutto di viola. La torba si rigenera molto lentamente, circa 1 millimetro ogni anno, il che significa che le torbiere che ricoprono quasi il 50% delle Isole Shetland hanno impiegato migliaia di anni per formarsi.
In primavera i banchi di torba vengono estratti, scoprendo lo strato sottostante color marrone. Vengono creati come dei piccoli mattoni rettangolari, formando come dei piccoli muri distanti gli uni dagli altri, per lasciar passare il vento e farla essiccare.
Il paesaggio senza alberi delle Shetland implica che i tronchi degli alberi debbano essere importati, così molti utilizzano ancora la torba come fonte supplementare per scaldarsi durante l’inverno. L’arte del taglio della torba fa parte dalla tradizione delle Shetland, senza di essa probabilmente la vita non avrebbe potuto svilupparsi in queste zone così remote.

Esplora i resti in rovina di Burra Ness broch
Le isole Shetland ospitano oltre 120 broch, di cui la maggior parte oggi è in rovina e solo alcune parti della struttura originale sono ancora visibili. The Burraness broch walks è un camminata lunga 3 miglia e arriva fino alla punta di Burra Ness, dove ti aspettano i resti di un broch dell’età del ferro, risalente a 2.000 anni fa.
Situato molto a sud di Gutcher, questo broch si trova su un promontorio che guarda verso le isole di Hascosay, Uyea e Linga. Le strade terminano prima di Burra Ness, quindi per raggiungere il broch dovresti prendere la strada che da Sellafirth arriva a Cunnister, parcheggiare alla fine della strada e fare il resto a piedi.
Burra Ness broch risale all’età del ferro ed è uno dei broch meglio conservati delle isole Shetland. E’ alto più di 4 metri, con pareti spesse 4,5 metri e un diametro di 18 metri. Tra le mura del broch nidifica lo Storm Petrel e nasconde molti altri segreti al suo interno!
Peccato non aver avuto il tempo di vederlo con i nostri occhi, ma eravamo orami prossimi alla partenza per l’isola di Unst. Qui trovi maggiori dettagli sulla camminata che porta fino a Burra Ness broch.



Dove mangiare sull’Isola di Yell
Inutile dirlo, ma come ci si aspetta da un luogo remoto come questo, non ci sono molti ristoranti sull’isola di Yell e quei pochi che ci sono, non sempre sono aperti. Tuttavia non rischierai di morire di fame, tranquillo. Basta solamente avere un pizzico di spirito di adattamento.
A Mid Yell c’è una honesty box dove puoi trovare alcuni viveri di prima necessità e LJ’s Diner che fa anche la pizza, ma quest’estate era chiuso per problemi di personale.
A Yell ci sono quattro negozi che vendono alimentari: Aywick Shop, The Hillshop, RH Henderson e Brough Store. Noi abbiamo deciso di andare all’Aywick Shop, perchè era proprio a due passi dal nostro B&B. In questo supermercato si trova praticamente di tutto dagli alimentari, ai prodotti per l’igiene, dagli attrezzi alla ferramenta. Non mancano soprammobili, souvenirs, idee regalo, vestiti, articoli per bambini, qualche surgelato e farmaci di prima necessità.
Non dimenticare questo posto se come noi decidete di venire sull’isola in auto, perché hanno anche la pompa di benzina per fare rifornimento.
Dove dormire sull’isola di Yell: Seaview Bed and Breakfast
Non è molta la scelta di alloggio sull’isola di Yell, quindi ti suggerisco di muoverti per tempo, sopratutto se viaggi in alta stagione. Noi abbiamo soggiornato al Seaview Bed and Breakfast, dove abbiamo lasciato un pezzo di cuore.
Se ne sta solitario in cima ad una collina, a due passi dell’Aywick Shop e immerso nella pace. Le viste sul mare sono incantevoli e tutto intorno si respira un’atmosfera super rilassante.
Rachel e Andy, i due gestori, sono due persone molto discrete, sorridenti ed estremamente disponibili. Nei giorni in cui eravamo ospiti avevano con loro anche il cagnolino della figlia, che era andata l festival di musica a Lerwick: una piccola macchietta bianca.
Poche stanze, calde, silenziose, accoglienti e arredate con gusto. Ogni stanza ha il suo bagno provato e gli ospiti hanno a disposizione una salotto con vista dove ammirare le stelle e con un pizzico di fortuna anche l’aurora boreale. Noi abbiamo fatto un pò di spesa e ci siamo goduti una cenetta con vista nel salotto immersi in un pace davvero impagabile.
Quella notte mi sono fatta una delle dormite più belle di tutta la mia vita. Il silenzio che abbraccia quest’isola è stato come il canto di una sirena, che è riuscito ad ipnotizzarmi in un batter d’occhio. Non un rumore, se non quello del vento e un cielo così limpido che difficilmente dimenticherò.
La colazione è servita calda la mattina e qualche giorno prima, abbiamo ricevuto una mail in cui ci hanno chiesto le nostre preferenze. Siamo stati davvero bene e tutta quella pace la portiamo ancora dentro i nostri cuori. Rachel e Andy sono stati molto disponibili e ci hanno messo a disposizione tutto quello che abbiamo chiesto, non potevamo trovare alloggio migliore.
Altre opzioni per dormire sull’isola di Yell sono:
- Peerie Bugarth self-catering nella zona di Mid Yell
- Varda self-catering, una vecchia chiesa rinnovata a Herra a 5 minuti di auto dal negozio e dal pub di Mid Yell
- Coel Na Mara sempre nella zona di Mid Yell
- Quam B&B a Westsandwick
- The Old Post Office at Gutcher, proprio vicino all’imbarco traghetti
- Quam Flat Self Catering
- Overby House
- Westerbrake self catering a Cullivoe
- Lower Brunthill Self Catering



Come raggiungere l’isola di Yell
Arrivare a Yell è facile, basta una breve traversata sul traghetto attraverso Yell Sound. Il tragitto dura circa 15 minuti e puoi salire sul ponte superiore e goderti la vista sullo stretto, oltrepassando le isole disabitate di Bigga e Samphrey lungo il percorso.
Partono traghetti giornalieri da Toft nel nord del Mainland delle isole Shetland, fino a Ulsta su Yell. Puoi anche prendere il traghetto per auto da Yell a Unst e/o Fetlar. Maggiori informazioni le trovi nell’articolo: Isole Shetland dove sono e come raggiungerle.
La tariffa di andata e ritorno è di £ 2,80 per adulto e di £ 16,50 per trasportare l’auto. Il pagamento si fa a bordo, ma ti suggerisco di prenotare online il posto, specie se viaggi in alta stagione. Il biglietto copre un viaggio di andata e ritorno nello stesso giorno per Unst o Fetlar, quindi non buttare il biglietto.
Un servizio di autobus collega Ulsta nel sud di Yell e Cullivoe nel nord di Yell. Ci sono anche altri servizi di autobus, meno frequenti, in tutta l’iola di Yell e anche da/per Lerwick. Consulta il sito web ZetTrans e Robertson attiva dal 1947 per gli orari più aggiornati.
Non abbiamo visto molti autobus girare per le strade di Yell, quindi, a nostro avviso, il modo più comodo per visitare l’isola di Yell è quello di noleggiare una macchina, che ti permetterà di muoverti in completa autonomia e anche di raggiungere le zone più remote senza intoppi o perdite di tempo. Ti ricordo che abbiamo un codice sconto del 10% sul noleggio auto: inserisci 50SFUMATUREDIVIAGGIO al momento della richiesta e goditi il viaggio.















