Yell è una delle tre North Isles delle Shetland insieme a Unst e Fetlar ed è la seconda isola più grande dell’arcipelago. Ospita una straordinaria varietà di paesaggi: spiagge bellissime, coste frastagliate, brughiere selvaggie note come Wilds of Yell, piccoli insediamenti rurali e una miriade di uccelli marini, foche, lontre e fiori selvatici.
Solo apparentemente l’isola di Yell è brulla e selvaggia. In realtà quest’isola del nord ha un cuore caldo che saprà sorprenderti. Molti viaggiatori si limitano ad attraversarla per raggiungere Gutcher e imbarcarsi verso l’isola di Unst, ma vale la pena fermarsi almeno una notte per assaporare la sua atmosfera senza tempo, conoscere la sua affascinante storia e il suo profondo passato norreno. Lasciarti incantare da una bellezza che non è immediata, ma va scoperta.
Come in tutto l’arcipelago, anche a Yell il meteo cambia continuamente: qui la natura non chiede il permesso e domina indisturbata il ciclo di ogni cosa. Il vento sferza con insistenza, le nubi invadono il cielo improvvisamente e la pioggia scende incessante. Poi, all’improvviso, il sole torna a splendere e illumina il paesaggio con colori intensi e sorprendenti.
Il cuore delle North Isles delle Shetland è vichingo. Qui tutto è selvaggio e ogni cosa va conquistata passo dopo passo: le distanze, i paesaggi, le storie e perfino le emozioni. L’isola di Yell si attraversa da nord a sud in circa 25 minuti, ma per scoprire tutto quello che nasconde occorre più tempo, voglia di esplorare e un pizzico di spirito di adattamento.
Per me Yell sarà sempre l’isola dei pony delle Shetland. Li ho visti poco dopo essere sbarcata a Ulsta: pascolavano tranquilli sul bordo di una scogliera affacciata sull’oceano, incuranti del vento. Avvicinandomi lentamente sono riuscita persino ad accarezzarli. È uno dei ricordi che custodisco con più affetto di questo viaggio.
Yell è pace e silenzio, è rumore delle onde che si infrangono sulle coste, vento che attraversa le torbiere, pecore al pascolo e strade quasi deserte che conducono ai confini del mondo. È un’isola che ti avvolge con una calda solitudine, come una coperta, capace di entrare nel cuore senza fare rumore.
Ti abbiamo fatto venire voglia di scoprirla insieme a noi?


Accenni alla storia di Yell
L’origine del nome Yell non è del tutto certa. Alcuni studiosi ritengono che derivi dalla parola norrena Jala o Jela, che significherebbe “isola bianca”, forse in riferimento alle sue spiagge sabbiose. Altri sostengono invece che abbia origine dall’antico norvegese Gjall, ovvero “sterile”, un possibile richiamo al paesaggio brullo e al fatto che Yell sia una delle isole meno coltivate dell’arcipelago.
Oggi sull’isola vivono circa 900 persone distribuite in piccoli villaggi e comunità rurali. La più grande è Mid Yell, dove si trovano una scuola, un centro ricreativo, un negozio, un bar, la chiesa di St John’s e una piccola spiaggia. Nonostante le dimensioni ridotte, il senso di comunità qui è ancora molto forte.
Yell ospita più lontre di qualsiasi altra zona della Gran Bretagna ma avvistarne una richiede pazienza, fortuna e un occhio allenato. Noi purtroppo, anche visitando luoghi molti remoti, non ne abbiamo incontrata nessuna.
L’isola è abitata fin dal Neolitico e conserva importanti testimonianze del suo passato. Sono stati individuati almeno dodici broch, le tipiche torri in pietra dell’Età del Ferro diffuse nelle Shetland. Durante il periodo norreno, i Vichinghi si stabilirono qui lasciando tracce evidenti ancora oggi nei nomi dei luoghi, come Dalsetter e Gossawater.
Per secoli la pesca ha rappresentato una delle principali risorse economiche dell’isola. Nel XVII secolo Burravoe divenne un importante centro commerciale e l’industria della pesca continuò a sostenere la popolazione locale fino alla metà del Novecento.
Pur essendo profondamente legata alle proprie tradizioni, Yell guarda anche al futuro. Nel 2014 a Bluemull Sound, nel nord dell’isola, è stato installato il primo generatore di energia dalle maree del mondo, di proprietà della comunità locale, un progetto che ha reso Yell un punto di riferimento internazionale nel campo delle energie rinnovabili.
Oggi gran parte dell’isola è occupata da brughiere torbose, pascoli e paesaggi aperti dove le pecore vagano spesso libere lungo le strade. Quando guidi da queste parti ricordati che sono loro le vere regine di Yell.

Consigli per visitare l’isola di Yell
Yell è una delle tre isole del Nord delle Shetland e si trova lungo la rotta che conduce a Unst, l’isola più settentrionale del Regno Unito. Queste isole si trovano quasi a metà strada tra la Scozia continentale e la Norvegia, esposte ai venti del Mare del Nord e dell’Atlantico settentrionale.
È la natura selvaggia che attira le persone alle Shetland: onde ghiacciate che si infrangono ai piedi di imponenti scogliere, una fauna selvatica più simile all’Artico che alla terraferma scozzese e la sensazione di essere davvero nel posto più remoto possibile della Scozia.
Fermati a Yell almeno per un paio di giorni e lascia a quest’isola il tempo di farsi conoscere. Il suo ritmo lento, la pace e il dolce senso di isolamento che la caratterizza sapranno conquistarti, lontano da tutto e a stretto contatto con la natura.
Quasi tutti attraversano Yell passando per la strada principale che collega Ulsta e Gutcher (A968). Tuttavia passare per le strade secondarie di Yell, single track e panoramiche, ti farà scoprire un altro volto dell’isola. La B9081 conduce a ovest da Ulsta a Burravoe, portando verso la parte sud-orientale dell’isola e poi fino a Otterswick.
Da Otterswick la strada prosegue verso nord, attraversando una serie di piccoli insediamenti costieri, fino al villaggio di Mid Yell, il più grande dell’isola. Da qui puoi riprendere la strada principale per Gutcher e l’imbarco traghetti per Unst. La B9082 prosegue invece, verso nord per Cullivoe e Gloup.
Siamo stati davvero fortunati con il meteo a Yell, un po’ meno a Unst, ma ci siamo innamorati di questi paesaggi così autentici e selvaggi.
Tutte le strade di Yell sono in buone condizioni e solitamente molto tranquille. L’unica cosa a cui fare attenzione sono le pecore, che qui girano del tutto indisturbate. Le strade secondarie sono per lo più single track road non recintate con passing place. Se stai organizzando il tuo viaggio qui trovi i nostri consigli per guida in Scozia senza problemi.
Se ti abbiamo incuriosito, continua a leggere: ti porteremo alla scoperta delle spiagge più belle, dei luoghi più affascinanti e delle storie più sorprendenti dell’isola di Yell.




Scopri le spiagge più belle di Yell
Il doppio tombolo di Ness of Sound
Yell custodisce diversi tomboli naturali simili a quello di St Ninian’s isle nel Mainland delle Shetland, anche se decisamente meno conosciuti e frequentati. Uno dei più suggestivi è il doppio tombolo di Ness of Sound, che incontrerai poco dopo aver lasciato il terminal dei traghetti di Gutcher, proseguendo verso nord lungo la A968.
Questo sottile lembo di terra collega la costa a un piccolo promontorio e crea uno scenario particolarmente affascinante, modellato dal vento, dalle maree e dalla forza costante del mare.
Se a St Ninian’s isle puoi trovare una manciata di persone quando splende il sole, qui è molto probabile che sarai solo tu a goderti il panorama. La solitudine di Yell si farà conoscere fin dai primi chilometri percorsi e inizierà a creare quella sensazione unica di perdita dei confini del tempo.
Ricordo ancora il nostro arrivo a Yell. Prima di partire temevamo di trovare un’isola troppo isolata, con pochi servizi e poche possibilità di fare rifornimento o acquistare qualcosa da mangiare. In realtà, una volta sbarcati, tutti questi timori si sono dissolti rapidamente.
Yell è certamente un’isola remota, differente dai luoghi turistici e sovraffollati, il ritmo scorre lento. Basta arrivare preparati, sapere cosa aspettarsi e adattarsi ai ritmi lenti della vita isolana. È proprio questa semplicità che, poco alla volta, finisce per conquistare.
Puoi anche fare la spesa nel Mainland delle Shetland, oppure approfittare dei negozi presenti sull’isola per acquistare tutto il necessario durante il soggiorno.

Breckon Sands
La magia di Yell si scopre camminando tra spiagge meravigliose e paesaggi costieri mozzafiato. Non a caso l’isola ospita alcune delle spiagge più belle delle Shetland, come Breckon Sands e West Sandwick, ma meritano una visita anche le baie di Gossabrough, Vatsetter e Hamnavoe.
Situata tra il villaggio di Cullivoe e il Fishermen’s Memorial di Gloup, Breckon Sands ha una poesia tutta sua. Incorniciata dai paesaggi selvaggi di North Yell, questa splendida spiaggia è una tappa imperdibile durante un viaggio sull’isola.
Nonostante la baia sia aperta verso l’Atlantico, la spiaggia risulta riparata dl vento e le dune che la circondano contribuiscono a creare uno scenario particolarmente suggestivo. Non sorprende quindi che Breckon Sands abbia ricevuto il riconoscimento Seaside Award assegnato da Keep Scotland Beautiful.
La sabbia è composta da minuscoli frammenti di rocce e conchiglie e, quando viene illuminata dal sole, si riempie di riflessi scintillanti. A seconda della luce e del meteo, il paesaggio cambia completamente volto: nelle giornate serene assume colori quasi caraibici, mentre con l’arrivo delle nuvole può trasformarsi in un luogo remoto, selvaggio e quasi minaccioso.
Per noi Breckon Sands è stata una delle scoperte più belle di Yell e da sola vale il viaggio fino a quest’isola remota. Se ami camminare, le scogliere circostanti offrono splendidi punti panoramici sulla costa.
L’area custodisce inoltre una storia molto antica. I resti archeologici rinvenuti nei dintorni suggeriscono che questa parte dell’isola sia stata abitata per almeno 4.000 anni. Sono state trovate testimonianze dell’Età del Ferro e del periodo vichingo, oltre a reperti come ceramiche, pettini realizzati in osso e persino monete romane.
Sand of Breckon è un posto molto speciale: può sembrare caraibico sotto i colori del sole o un luogo desertico e minaccioso quando le nuovole si affacciano all’orizzonte. Con la bassa marea è possibile raggiungere anche la cosiddetta “Magic Cave”, una grotta marina conosciuta e amata dagli abitanti del luogo.



Accenni al passato di Breckon Sands
L’aspetto che oggi ammiri a Breckon Sands è il risultato di una storia iniziata migliaia di anni fa. Durante l’ultima era glaciale, enormi ghiacciai hanno modellato il paesaggio delle Shetland, lasciando dietro di sé una miscela di fango, sabbia e pietre. Con lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento del livello del mare, onde e correnti hanno lentamente ridistribuito questi sedimenti, contribuendo alla formazione delle spiagge che caratterizzano l’arcipelago.
A Breckon Sands, i frammenti di conchiglie triturati dalla forza del mare e del vento si sono mescolati alla sabbia, dando origine a uno dei più vasti sistemi dunali delle Shetland composti da sabbia ricca di gusci frantumati.
Alle spalle della spiaggia, dietro le dune, si estende un machair, una particolare prateria costiera ricca di fiori selvatici che prosperano grazie al calcio rilasciato dalle conchiglie presenti nella sabbia. Dune e machair formano un ecosistema estremamente delicato: senza la vegetazione che trattiene il terreno, il vento potrebbe facilmente disperdere la sabbia e modificare profondamente il paesaggio.
Nel corso dei secoli Breckon Sands ha subito una forte erosione che in alcuni punti ha riportato alla luce il substrato roccioso sottostante. Osservando attentamente la spiaggia è possibile notare affioramenti di rocce antichissime, modellate dal calore e dalla pressione tra circa 900 e 420 milioni di anni fa, una testimonianza della lunga e complessa storia geologica delle Shetland.


Trekking da Breckon Sands fino a Gloup
Dopo aver trascorso un po’ di tempo sulla spiaggia, vale la pena proseguire l’esplorazione lungo uno dei sentieri costieri più belli di Yell. Il percorso parte nei pressi del villaggio di Breckon e attraversa dune erbose, brughiere battute dal vento e spettacolari promontori affacciati sull’Atlantico.
Seguendo il sentiero segnalato si raggiunge il promontorio di Ness of Houlland, una delle zone più selvagge dell’isola. Da qui il panorama si apre sulle scogliere, sul mare e sulle coste frastagliate di North Yell, regalando alcuni degli scorci più suggestivi dell’intera isola.
Il sentiero attraversa un paesaggio remoto e quasi privo di tracce umane, dove il vento, il rumore delle onde diventano gli unici compagni di viaggio.
Il percorso parte dal piccolo parcheggio del villaggio di Breckon. Supera il cancello che si apre sulla distesa erbosa alle spalle della spiaggia. Noterai una panchina affacciata sulla baia, perfetta per una sosta panoramica, ma invece di dirigerti verso la spiaggia continua lungo il sentiero segnalato dalle pietre bianche fino a raggiungere una seconda recinzione.
Da qui un piccolo sentiero erboso attraversa le dune e conduce nuovamente verso la costa. Superato un altro cancello, svolta a sinistra e prosegui lungo il promontorio di Ness of Houlland, una delle zone più spettacolari e remote di tutta l’isola.
Il sentiero si snoda tra prati battuti dal vento, scogliere e viste aperte sull’Atlantico. Man mano che si procede verso nord il paesaggio diventa sempre più selvaggio e il senso di isolamento che caratterizza Yell si fa ancora più intenso.
Il percorso lungo Ness of Houlland termina poco prima di raggiungere Mid Ness, dove una profonda spaccatura rocciosa interrompe la continuità del promontorio e segna uno dei punti più suggestivi della passeggiata.
Se ami i trekking panoramici e i luoghi poco frequentati, questa è una delle escursioni più belle che puoi fare a Yell. Qui trovi maggiori dettagli, mappa e informazioni pratiche sulla passeggiata da Breckon a Gloup Ness.



West Sandwick
Le isole Shetland sono famose per la loro bellezza selvaggia e per le spiagge spettacolari, e West Sandwick non fa eccezione. Spesso trascurata dai visitatori, questa splendida baia regala viste incantevoli sul mare, su Yell Sound e sulle coste di Northmavine, nel Mainland delle Shetland.
Dal piccolo parcheggio, attrezzato con alcune panchine da picnic, un breve sentiero conduce alla spiaggia attraversando dune erbose e paesaggi aperti. West Sandwick è particolarmente bella al tramonto grazie alla sua esposizione verso ovest. Passeggiare tra i sentieri che si snodano tra l’erba e le dune, fino a raggiungere l’ampia distesa di sabbia chiara, ha qualcosa di poetico.
Una delle curiosità che più ci hanno colpito alle Shetland è la presenza, in alcune spiagge e sentieri, di piccoli guest book custoditi all’interno di cassette di legno protette dalle intemperie. Anche a West Sandwick puoi lasciare una dedica, un pensiero o semplicemente il ricordo del tuo passaggio. Se lo desideri, puoi anche fare una piccola offerta per contribuire alla manutenzione di questi luoghi così speciali.
Prenditi il tempo per passeggiare lungo la costa, osservare il paesaggio, cercare qualche conchiglia e semplicemente goderti il silenzio. Se ami camminare, trovi maggiori informazioni sulla passeggiata costiera che collega Sandwick beach a Framgord.


Cosa vedere a Yell: luoghi da non perdere
Ammira la commovente White Wife of Otterswick
Sul lato orientale dell’isola di Yell, a Ness of Queyon, nei pressi di Otterswick, si trova uno dei monumenti più toccanti delle Shetland: la White Wife of Otterswick, la statua bianca di una donna che osserva silenziosamente la baia con una Bibbia stretta al petto.
Dietro questa figura apparentemente semplice si nasconde una delle storie più commoventi dell’isola. La statua, conosciuta anche come The White Wife o Wooden Wife, è la polena ricostruita del Bohus, un veliero tedesco che naufragò durante una violenta tempesta al largo di Ness of Queyon nel 1924. A bordo si trovavano 39 persone, molte delle quali giovani cadetti. Quattro di loro persero la vita.
Il Bohus era un brigantino tedesco originariamente chiamato Bertha, costruito nel 1892. La nave prendeva il nome dalla figlia maggiore del proprietario, Joh. H. Soost, una ragazza scozzese nata a Grangemouth da genitori tedeschi, la cui figura venne scolpita nella polena.
Nel corso degli anni la nave cambiò più volte proprietario, fino al 23 aprile 1924, quando salpò da Göteborg diretta a Taltal, in Cile. Durante il viaggio, il capitano Hugo Ferdinand Blume commise però un errore di navigazione che portò l’imbarcazione fuori rotta di circa 60 miglia.
Scambiò la luce di Out Skerries per quella del faro di Fair Isle e si ritrovò nel pieno di una violenta tempesta al largo di Otterswick. Il Bohus fu scaraventato contro uno sperone roccioso conosciuto come The Point of the Hatt. Alcuni membri dell’equipaggio riuscirono a raggiungere la riva a nuoto, mentre altri rimasero intrappolati sulla nave ormai in balia delle onde.
Tra i protagonisti del salvataggio ci fu Willie Thomson di Wirliegarth, un ex marinaio che riuscì a lanciare una pesante lenza verso il veliero nel mezzo della tempesta. Grazie a quel gesto coraggioso, gli abitanti di Yell riuscirono a portare in salvo molti uomini dell’equipaggio.
Anche il giovane cadetto Josef Anton Eberth dimostrò uno straordinario coraggio. Prima di essere spazzato via dalla tempesta riuscì infatti a salvare quattro dei suoi compagni.


I sopravvissuti furono accolti e ospitati nelle case di Aywick e Otterswick. I quattro uomini che persero la vita — Josef Anton Eberth, Reddig, Doring e Droger — vennero invece sepolti nel cimitero di Mid Yell, dove ancora oggi una lastra di marmo nero ricorda la tragedia.
Alcuni mesi dopo il naufragio, nel settembre del 1924, la polena del Bohus riemerse a una certa distanza dal relitto. Nonostante la violenza della tempesta e i mesi trascorsi in mare, era in condizioni sorprendentemente buone. Gli abitanti la recuperarono e la collocarono sulla costa sopra il luogo del naufragio come memoriale per i marinai che avevano perso la vita.
Nel corso degli anni la figura venne regolarmente dipinta dagli abitanti di East Yell e divenne conosciuta da tutti come The White Wife.
Dopo decenni di esposizione al vento, alla pioggia e alla salsedine, la statua venne restaurata nel 1986 e nuovamente inaugurata nel 1989. Per l’occasione fu intervistato anche l’ultimo marinaio superstite del Bohus.
Ancora oggi i resti del veliero giacciono nelle acque di Ness of Queyon, mentre parte del legname recuperato dal relitto venne riutilizzato nelle abitazioni dell’isola. La campana della nave, il cartello con il suo nome e alcuni oblò sono conservati allo Shetland Museum di Lerwick e all’eccellente Old Haa Museum di Yell.
La White Wife continua invece a vegliare sulla costa, ricordando ai visitatori la tragedia del Bohus e i marinai che non fecero mai ritorno a casa.



Come raggiungere la White Wife
Per raggiungere la White Wife devi dirigerti verso Queyon, dove troverai un piccolo parcheggio con spazio per tre o quattro auto. Da qui una breve passeggiata tra i prati, spesso popolati da pecore al pascolo, conduce fino alla costa.
La polena si trova sopra alcune basse scogliere e guarda silenziosamente la baia e il luogo del naufragio del Bohus. Oltre alla storia che custodisce, questo luogo della memoria regala viste incantevoli sul mare e sul paesaggio costiero di East Yell.
Questa è anche una zona eccellente per l’osservazione della fauna selvatica. Con un po’ di fortuna potresti avvistare foche lungo la costa, lontre in cerca di cibo tra gli scogli o persino qualche focena che insegue i banchi di pesce nella baia.
Puoi raggiungere la White Wife con una breve passeggiata dal parcheggio oppure inserirla in una più ampia passeggiata costiera ad anello che esplora il promontorio di Ness of Queyon e i suoi spettacolari paesaggi marini.


Cerca i fantasmi alla Windhouse
Windhouse non è soltanto considerata la casa più infestata delle Shetland, ma da molti viene descritta come una delle dimore più inquietanti di tutte le isole britanniche. Questa solitaria casa in rovina sorge su una collina all’ingresso di Mid Yell e la sua sagoma scura e decadente domina il paesaggio circostante.
Da appassionati di uoghi infestati e storie di fantasmi, non potevamo certo lasciarci sfuggire l’occasione di visitarla. Avvolta da leggende, racconti popolari e presunte apparizioni, Windhouse sarebbe abitata dal fantasma di un maggiordomo, da una donna vestita di seta e persino da un cane. Ma le storie inquietanti legate a questo luogo non finiscono certo qui.
Il sito è stato occupato per migliaia di anni e la casa rimase abitata fino al 1920. Secondo alcune leggende locali, nei dintorni si aggirerebbe perfino lo spirito di un troll, ucciso da un marinaio sopravvissuto a un naufragio.
La storia di Windhouse è resa ancora più affascinante dal luogo in cui sorge. Prima della costruzione della casa qui si trovavano una chiesa medievale, un cimitero e un broch dell’Età del Ferro. Durante alcuni scavi furono rinvenuti anche resti umani risalenti al XIII e XIV secolo. Come se non bastasse, sotto la collina si trova persino un tumulo funerario neolitico.
In un luogo con una storia così lunga e stratificata non sorprende che siano nate tante leggende su fantasmi, presenze e fenomeni inspiegabili. Se vuoi scoprire tutti i misteri di questa inquietante dimora, ti racconto di più nel nostro approfondimento dedicato a Windhouse, la casa più infestata di Yell.


Esplora North Yell
Pochi luoghi nel Regno Unito possono essere considerati così incontaminati. Le vaste torbiere ondulate di North Yell sono pascolate da pecore autoctone, mentre le coste frastagliate offrono rifugio a lontre, foche e numerose altre specie selvatiche. Ogni anno le scogliere dell’isola ospitano colonie di uccelli marini come pulcinelle di mare, sule e fulmari, mentre al largo non è raro avvistare focene e, con un po’ di fortuna, persino balene e orche.
Confesso che uno dei miei sogni era riuscire a vedere almeno una lontra e una balena nel loro ambiente naturale. Abbiamo perlustrato baie, spiagge e promontori con grande pazienza, ma purtroppo la fortuna non è stata dalla nostra parte. Sarà una buona scusa per tornare.
Oltre a essere un paradiso per gli amanti della fauna selvatica, North Yell custodisce una storia affascinante. Tra brughiere e pascoli si nascondono resti di broch dell’Età del Ferro, antichi insediamenti e testimonianze del periodo vichingo ancora visibili nei nomi di molti luoghi dell’isola.
Come nel resto delle Shetland, anche qui la pesca ha rappresentato per secoli una delle principali attività economiche e ha contribuito a plasmare la cultura e l’identità delle comunità locali.
Purtroppo North Yell è ricordata anche per una delle tragedie più dolorose della storia delle Shetland: il disastro del Gloup, nel quale persero la vita 58 pescatori. Ancora oggi questo evento occupa un posto importante nella memoria collettiva dell’isola.



Rendi omaggio ai caduti: The gloup and the Fisherman’s Memorial
Gloup è un piccolo villaggio affacciato sulla costa settentrionale di Yell, poco distante da Cullivoe. Oggi è conosciuto soprattutto per una delle più grandi tragedie della storia delle Shetland, ricordata dal Fisherman’s Memorial, il monumento eretto per commemorare gli uomini della comunità che persero la vita in mare.
Il 20 luglio 1881 una violenta tempesta proveniente da nord sorprese una flotta di pescherecci che si trovava a circa 40 miglia dalle coste delle Shetland. I pescatori erano a bordo delle tradizionali sixareens, imbarcazioni aperte utilizzate per la pesca d’altura, particolarmente vulnerabili quando il mare diventava improvvisamente ostile.
Quella notte morirono 58 uomini, travolti dalla forza della tempesta e delle onde.
Tra le vittime c’erano ben sei uomini appartenenti alla famiglia Moar. Uno di loro era David Moar, marito di May Moar, diventato famoso in tutte le Shetland per aver contribuito al salvataggio dell’equipaggio di un peschereccio durante un naufragio.
Il disastro del Gloup fu una delle più grandi tragedie della pesca avvenuto alle Shetland e lasciò dietro di sé 34 vedove e 85 orfani, segnando profondamente la comunità locale e l’intera storia delle Shetland.
Trovarsi qui è stato davvero molto toccante. Il cielo cupo, il vento insistente e il mare agitato che abbiamo trovato sembravano raccontare ancora oggi il dolore di quella tragedia. È uno di quei luoghi che invitano a fermarsi in silenzio, osservare l’orizzonte e ricordare quanto dura e imprevedibile fosse la vita dei pescatori delle isole del Nord.



I vecchi sixareens del disastro del Gloup
I sixareens erano le tradizionali imbarcazioni utilizzate per la pesca haaf, la pesca d’altura che per secoli rappresentò una delle principali attività economiche delle Shetland. All’inizio dell’Ottocento quasi 500 sixareens e circa 3.000 uomini erano impegnati in questo duro lavoro.
Gli equipaggi pescavano in mare aperto, spesso molto lontano dalla costa, utilizzando fino a 5-7 miglia di lenze per catturare merluzzi e altre specie pregiate. La navigazione si basava quasi esclusivamente sull’esperienza dello skipper, che si orientava osservando punti di riferimento sulla terraferma come le cime delle colline, le guglie delle chiese o gli stretti passaggi tra le isole.
Prevedere il tempo era praticamente impossibile e, nonostante l’abilità dei marinai, gli incidenti erano frequenti. Eppure la pesca haaf garantiva lavoro e sostentamento a molte famiglie in un periodo in cui le alternative erano davvero poche.
Gloup era le seconda più grande stazione della pesca da haaf delle Shetland. Qui il pesce veniva lavorato, salato ed essiccato prima di essere commercializzato. Le barche effettuavano normalmente due viaggi a settimana e gli uomini vivevano in semplici capanne di pietra, tornando a casa soltanto nei fine settimana.
Le tragedie che colpivano queste comunità avevano conseguenze devastanti. La perdita di decine di uomini significava lasciare senza sostegno intere famiglie che già vivevano in condizioni difficili. Il disastro del Gloup del 1881 fu l’ultima grande tragedia legata ai sixareens e segnò l’inizio di un cambiamento. Negli anni successivi queste imbarcazioni vennero progressivamente sostituite da barche più grandi e sicure.

Il nome sixareen deriva dal fatto che l’equipaggio era composto da sei uomini che maneggiavano ciascuno un solo remo, da cui il nome. Le imbarcazioni erano inoltre dotate di una vela quadra utilizzata quando il vento era favorevole. Venivano costruite secondo la tradizionale tecnica nordica clinker, con le assi dello scafo sovrapposte tra loro per rendere la struttura più resistente e flessibile.
Lo spazio a bordo era organizzato con grande attenzione: trovavano posto le attrezzature da pesca, le provviste per il viaggio, la zavorra in pietra, il pesce pescato e uno scomparto lasciato libero per eventuali emergenze. A poppa si trovava invece il posto dello skipper al timone.
Puoi ammirare una replica di una sixareen, la Vaila Mae, allo Shetland Museum di Lerwick (vedi foto qui sopra).
Queste imbarcazioni avevano una vita relativamente breve, generalmente non superiore a cinque o sei anni. Una volta terminata la loro carriera come pescherecci, venivano spesso riutilizzate per il trasporto di bestiame, torba e merci tra le isole o tra le navi e la costa. In alcuni casi il legname veniva persino recuperato e impiegato come materiale da costruzione.
Dopo aver visitato The Gloup e il Fisherman’s Memorial, puoi proseguire verso sud lungo una splendida passeggiata costiera che regala viste spettacolari sul mare e sulle scogliere di North Yell.


La comunità di Hamnavoe e St Magnus’ Kirk
Proseguendo lungo la B9081 verso l’Old Haa Museum attraverserai alcune delle zone più aperte e selvagge di Yell. Brughiere, pascoli e paesaggi quasi surreali accompagnano il viaggio verso la piccola comunità di Hamnavoe.
Lungo la strada si apre il pittoresco Ness of Galtagarth, che nelle giornate di sole regala uno degli scorci più suggestivi dell’isola.
Poco prima di raggiungerlo incontrerai St Magnus’ Kirk, una graziosa chiesa costruita nel 1838 sul sito di un precedente luogo di culto e restaurata nel 2009. Ancora oggi è circondata dal suo storico cimitero, immerso nella quiete della campagna di Yell.
Il cimitero ospita un memoriale dedicato all’equipaggio del Catalina FP193, precipitato nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale. All’interno della chiesa è conservato anche un commovente arazzo realizzato da Mary Goulden, vedova del pilota, come tributo alla memoria degli uomini che persero la vita nel disastro.
È una piccola tappa spesso trascurata, ma racchiude una parte importante della storia e della memoria dell’isola.


Visita Old Haa Museum
Il piccolo Old Haa Museum si trova a Burravoe, all’interno dell’edificio più antico di Yell, e racconta la storia dell’isola attraverso i secoli, compresi gli anni della caccia alle balene, della pesca e dei numerosi naufragi che hanno segnato queste coste.
La storia di questo antico edificio, conosciuto localmente come Da Haa o’ Brough, inizia nel 1672 quando venne costruito da Robert Tyrie, commerciante di pesce e proprietario terriero locale.
All’esterno del museo puoi osservare una delle eliche del Catalina FP193, l’idrovolante precipitato a Yell durante la Seconda Guerra Mondiale. Se desideri raggiungere il luogo dell’incidente, da Burravoe dovrai percorrere circa 8 chilometri seguendo le indicazioni per il Catalina Memorial.
Il museo è composto da tre sale espositive che raccontano la vita quotidiana degli abitanti dell’isola, la geologia di Yell e la sua storia naturale. Una sezione particolarmente interessante è dedicata alla straordinaria collezione di fotografie naturalistiche realizzate da Bobby Tulloch, insieme ai cimeli del celebre narratore locale Brucie of Arisdale.
Uno dei pezzi forti dell’esposizione è l’enorme mascella di un capodoglio maschio spiaggiato a Yell nel 1994.
Poco distante dal museo, lungo il molo in fondo alla strada, non è raro avvistare le lontre. Noi non siamo stati abbastanza fortunati da incontrarle, ma vale sicuramente la pena fare un tentativo.
L’ingresso al museo è gratuito. Generalmente l’Old Haa Museum è aperto da inizio aprile a inizio ottobre, dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 16:00 e la domenica dalle 14:00 alle 17:00. Ti consigliamo comunque di verificare eventuali aggiornamenti e variazioni stagionali sul sito ufficiale del museo prima della visita.
Se ti affascinano le storie delle isole del Nord, i naufragi, il folklore e la vita delle comunità delle Shetland, ti raccontiamo di più sull’Old Haa Museum in questo approfondimento dedicato al museo più interessante di Yell.

Visita The Shetland Gallery
Cosa fare a Yell se il meteo non è dei migliori? Oltre a visitare l’Old Haa Museum, puoi fare una sosta alla Shetland Gallery, che si trova poco fuori dalla strada principale a Sellafirth, nel nord dell’isola. È considerata la galleria d’arte più a nord del Regno Unito ed espone opere di alcuni tra gli artisti e artigiani più talentuosi delle Shetland.
Qui puoi ammirare dipinti, fotografie naturalistiche, ceramiche, tessuti, gioielli e creazioni artigianali che raccontano il paesaggio, la luce e l’identità delle isole del Nord. La mostra cambia continuamente grazie alle opere di artisti locali.
Solitamente la galleria è aperta da Pasqua fino alla fine di settembre, dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 17:00 e la domenica dalle 14:00 alle 17:00. Negli altri periodi è possibile visitarla su appuntamento, ma ti consiglio comunque di verificare orari e aperture aggiornate sul sito ufficiale prima della visita.
Se hai tempo e la trovi aperta, vale sicuramente la pena fermarsi: è uno di quei luoghi che permettono di conoscere un lato diverso di Yell, più creativo e autentico, portando magari a casa un ricordo realizzato da chi vive e ama queste isole ogni giorno.


Burravoe e la chiesa di St Colman’s
Burravoe si trova nell’angolo sud-orientale di Yell ed è uno degli insediamenti più pittoreschi dell’isola. Pochi visitatori si fermano qui, ed è un vero peccato, perché il villaggio conserva ancora oggi un’atmosfera autentica e profondamente legata alla storia marittima delle Shetland.
Le case si affacciano sulla tranquilla insenatura di Burra Voe, un porto naturale utilizzato fin dal XVI secolo, che contribuì alla nascita e allo sviluppo della comunità locale.
Un tempo la strada che conduceva verso la costa attraversava due portali posti ai lati del cortile dell’Old Haa. Quando la viabilità venne modificata e la strada ampliata, gli antichi ingressi furono lasciati al loro posto e sono ancora visibili oggi.
Nel cuore del villaggio sorge St Colman’s Church, costruita nel 1900. Questo elegante edificio contribuisce in modo significativo al carattere e all’atmosfera di Burravoe. Si tratta di una delle sole due chiese episcopali presenti nelle Shetland, insieme a quella di Lerwick, ed è considerata la chiesa episcopale più settentrionale del Regno Unito. Ancora oggi ospita regolarmente funzioni religiose.
Poco distante si trova anche Manor House, una residenza costruita nel XIX secolo che, con la sua architettura, ricorda più le campagne dell’Inghilterra meridionale che i paesaggi ventosi delle Shetland.
Tra gli edifici più curiosi del villaggio spicca inoltre un piccolo cottage dal tetto in metallo dipinto di bianco e rosso, costruito apparentemente all’interno di un muro di cinta ai margini dell’abitato. È uno di quei dettagli insoliti che rendono Burravoe un luogo piacevole da esplorare senza fretta.

Esplora i resti in rovina di Burra Ness broch
Le isole Shetland ospitano oltre 120 broch, antiche torri fortificate dell’Età del Ferro. La maggior parte oggi è in rovina e solo in alcuni casi sono ancora visibili porzioni delle strutture originarie.
Una delle passeggiate più interessanti di Yell conduce fino al Burra Ness Broch, attraverso un percorso costiero di circa 3 miglia che raggiunge l’estremità meridionale del promontorio di Burra Ness, dove ti aspettano i resti di una torre risalente a circa 2.000 anni fa.
Situato molto a sud di Gutcher, il broch si trova su un promontorio che affacciata sulle isole di Hascosay, Uyea e Linga. La strada asfaltata termina prima di raggiungere Burra Ness, quindi dovrai lasciare l’auto alla fine della carreggiata e proseguire a piedi tra pascoli, brughiere e splendidi paesaggi costieri fino ai resti dell’antica torre.
Burra Ness Broch è considerato uno dei broch meglio conservati di Yell (secondo alcuni di tutte le Shetland). Ancora oggi raggiunge un’altezza superiore ai 4 metri, con mura spesse circa 4,5 metri e un diametro di quasi 18 metri.
Tra le sue antiche pietre nidificano gli storm petrel (uccelli delle tempeste) e il sito continua ad affascinare archeologi e visitatori grazie ai numerosi interrogativi ancora aperti sulla vita delle comunità che abitavano queste remote isole durante l’Età del Ferro.
Peccato non essere riusciti a raggiungerlo durante il nostro viaggio – i tempi tra i vari traghetti del ritorno non ce lo ha permesso. Se stai programmando una visita, qui trovi maggiori dettagli sulla passeggiata che conduce fino al Burra Ness broch.

Cullivoe e i suoi scorci pittoreschi
Vale la pena prendersi del tempo per percorrere la B9082 verso nord, lungo la costa orientale di Yell, fino a raggiungere il villaggio di Cullivoe, affacciato sul Bluemull Sound. Oggi è una tranquilla comunità di pescatori, ma per lungo tempo fu uno dei centri più importanti dell’industria dell’aringa nelle Shetland.
Per molti anni Cullivoe fu anche il principale punto di collegamento marittimo tra Yell e Unst. Solo successivamente il terminal dei traghetti venne spostato a Gutcher, che ancora oggi rappresenta il principale punto d’imbarco per le North Isles.
Il villaggio è piacevole da esplorare senza fretta. Le case affacciate sul mare, le piccole imbarcazioni ormeggiate nel porto e le viste aperte verso Unst e Fetlar raccontano perfettamente il carattere autentico delle Shetland più settentrionali.
Lungo la strada che conduce a Cullivoe incontrerai anche la piccola e insolita St Olaf’s Kirk, costruita nel 1830. Questa semplice chiesa bianca, isolata nel paesaggio aperto di Yell, è uno dei tanti dettagli che rendono speciale un viaggio in auto alla scoperta dell’isola.

Fauna selvatica e natura a Yell
Scova le lontre e la fauna selvatica
Yell è un vero paradiso per gli amanti della natura e della fauna selvatica. Qui si trovano aree protette di grande importanza naturalistica, come la riserva RSPB di Lumbister, le isole dello Yell Sound e la vicina Hascosay, ma in realtà tutta l’isola offre straordinarie opportunità di osservazione della fauna.
Durante l’estate le coste, le torbiere e le scogliere si animano di uccelli marini, mentre il mare che circonda l’isola ospita una sorprendente varietà di mammiferi marini. Con un po’ di fortuna e un binocolo a portata di mano potresti avvistare focene, delfini e persino orche, soprattutto nelle acque del Bluemull Sound e dello Yell Sound.
Yell fu anche la casa di Bobby Tulloch, celebre naturalista, fotografo, musicista e autore shetlandese, che dedicò gran parte della sua vita allo studio e alla divulgazione della natura di queste isole.
L’animale simbolo di Yell resta però la lontra. Le coste basse e torbose, la presenza di numerosi corsi d’acqua dolce e la relativa tranquillità dell’isola creano infatti l’habitat ideale per questi affascinanti mammiferi. Nelle Shetland le lontre sono conosciute con il nome di “dratsies” e possono essere osservate lungo la costa mentre pescano nelle acque basse o si spostano tra gli scogli.
Le prime ore del mattino e quelle che precedono il tramonto sono generalmente i momenti migliori per avvistarle. Muoviti lentamente, evita rumori improvvisi e porta con te un binocolo: la pazienza è spesso la chiave del successo.
Purtroppo noi non siamo stati altrettanto fortunati. Abbiamo perlustrato baie, spiagge e promontori in lungo e in largo, ma non siamo riusciti a incontrarne nemmeno una. Sarà una buona scusa per tornare a Yell.

Perditi tra le torbiere di Yell
Uno degli elementi che caratterizza maggiormente il paesaggio di Yell sono le immense torbiere che si estendono a perdita d’occhio tra colline, pascoli e brughiere ricoperte da un manto di erica che quando fiorisce tinge tutto di viola.
La torba è costituita da materiale vegetale che si è accumulato e decomposto lentamente in ambienti umidi e poveri di ossigeno. La sua crescita è estremamente lenta, in media circa un millimetro all’anno. Questo significa che le vaste torbiere che ricoprono più del 50% delle isole Shetland hanno impiegato migliaia di anni per formarsi.
Tra la primavera e l’inizio dell’estate la torba viene ancora tagliata in alcune aree dell’arcipelago. Dopo l’estrazione, i blocchi vengono disposti in piccoli mucchi o file ordinate per permettere al vento di asciugarli lentamente. Viaggiando tra Yell e le altre isole delle Shetland noterai spesso queste caratteristiche cataste rettangolari sparse nella brughiera.
L’assenza quasi totale di alberi nelle Shetland ha reso per secoli il legname una risorsa preziosa e difficile da reperire. Per questo motivo la torba è stata utilizzata come combustibile per riscaldare le case e cucinare, diventando una parte fondamentale della vita quotidiana delle comunità locali.
Ancora oggi il taglio della torba rappresenta una tradizione profondamente legata all’identità delle Shetland e contribuisce a raccontare il rapporto stretto tra gli abitanti e questo paesaggio remoto, modellato dal vento, dall’acqua e dal tempo. Senza di essa probabilmente la vita non avrebbe potuto svilupparsi in queste zone così remote.



Dove mangiare sull’Isola di Yell
Inutile negarlo: come ci si aspetta da un luogo remoto come Yell, le possibilità per mangiare fuori non sono molte e gli orari possono variare in base alla stagione. Tuttavia non rischierai certo di morire di fame. Basta arrivare preparati e con un pizzico di spirito di adattamento.
A Mid Yell si trova una piccola honesty box dove acquistare alcuni prodotti di prima necessità e il LJ’s Diner, che serve piatti caldi e anche pizza. Durante la nostra visita era chiuso per problemi di personale, ma di norma lo trovi aperto.
Sull’isola sono presenti anche quattro negozi di alimentari: Aywick Shop, The Hillshop, RH Henderson e Brough Store. Noi abbiamo fatto la spesa all’Aywick Shop, che si trovava a pochi minuti dal nostro B&B.
Non lasciarti ingannare dalle dimensioni: qui si trova praticamente di tutto. Dagli alimentari ai prodotti per l’igiene personale, dagli articoli di ferramenta ai piccoli souvenir. Non mancano vestiti, giochi per bambini, qualche prodotto surgelato e persino alcuni farmaci di prima necessità.
Se viaggi in auto, ricorda che l’Aywick Shop dispone anche di una pompa di benzina. In una zona così remota è una comodità da non sottovalutare e può tornarti utile per fare rifornimento prima di proseguire verso Unst o esplorare gli angoli più isolati dell’isola.
Dove dormire sull’isola di Yell: Seaview Bed and Breakfast
Le opzioni di alloggio sull’isola di Yell non sono moltissime, quindi ti consiglio di prenotare con un certo anticipo, soprattutto se viaggi durante l’estate. Noi abbiamo soggiornato al Seaview Bed and Breakfast e qui abbiamo lasciato un pezzetto di cuore.
La struttura se ne sta solitaria in cima a una collina, a pochi minuti dall’Aywick Shop e immersa nella quiete più assoluta. Le viste sul mare sono splendide e tutto intorno si respira un’atmosfera rilassata che invita a rallentare e godersi il silenzio.
Rachel e Andy, i proprietari, sono due persone sorridenti, discrete e incredibilmente disponibili. Nei giorni in cui siamo stati loro ospiti avevano con sé anche il cagnolino della figlia, partita per un festival musicale a Lerwick: una simpatica nuvoletta bianca che rendeva l’atmosfera ancora più familiare.
Le camere sono poche, accoglienti, silenziose e arredate con gusto. Ognuna dispone di bagno privato e gli ospiti hanno a disposizione un salotto panoramico con vista sul mare, perfetto per rilassarsi, osservare le stelle e, con un po’ di fortuna, persino l’aurora boreale.
Noi abbiamo fatto un po’ di spesa all’Aywick Shop e una sera ci siamo goduti una cenetta con vista nel salotto comune. Fuori c’era soltanto il vento e tutto intorno una pace quasi irreale.
Quella notte ho dormito come raramente mi è capitato in vita mia. Il silenzio che avvolge Yell è qualcosa di difficile da spiegare: nessun rumore, nessuna luce artificiale, soltanto il vento e un cielo limpido che ancora oggi faccio fatica a dimenticare.
La colazione viene servita calda ogni mattina e qualche giorno prima del nostro arrivo abbiamo ricevuto una mail con la richiesta delle nostre preferenze alimentari. Un’attenzione semplice, ma molto apprezzata.
Siamo stati davvero bene e portiamo ancora nel cuore la tranquillità che abbiamo trovato qui. Rachel e Andy si sono dimostrati estremamente disponibili durante tutto il soggiorno e, sinceramente, non avremmo potuto scegliere un posto migliore dove fermarci a Yell.
Altre opzioni per dormire sull’isola di Yell sono:
- Peerie Bugarth self-catering nella zona di Mid Yell
- Varda self-catering, una vecchia chiesa restaurata nella zona di Herra, a pochi minuti da Mid Yell
- Coel Na Mara sempre nella zona di Mid Yell
- Quam B&B a Westsandwick
- The Old Post Office at Gutcher, vicino all’imbarco dei traghetti per Unst
- Quam Flat Self Catering
- Overby House
- Westerbrake self catering a Cullivoe
- Lower Brunthill Self Catering
Puoi verificare disponibilità, prezzi e altre sistemazioni sull’isola di Yell tramite questo link.



Come raggiungere l’isola di Yell
Raggiungere Yell è semplice. Basta una breve traversata in traghetto attraverso lo stretto di Yell Sound. La navigazione dura circa 15 minuti e, se il meteo lo permette, ti consiglio di salire sul ponte esterno per ammirare il panorama e osservare le piccole isole disabitate di Bigga e Samphrey che punteggiano queste acque.
I traghetti giornalieri partono regolarmente da Toft, nel nord del Mainland delle isole Shetland, e arrivano a Ulsta, nel sud dell’isola di Yell. Da qui puoi proseguire verso nord e raggiungere Gutcher, da dove partono i collegamenti per Unst e Fetlar.
Trovi maggiori informazioni sui traghetti, sui collegamenti interni e sull’organizzazione del viaggio nel nostro approfondimento dedicato a dove si trovano le isole Sheltand e come raggiungerle.
I traghetti consentono l’imbarco sia dei passeggeri sia delle auto. Al momento della nostra ricerca la tariffa era di circa £2,80 per un passeggero adulto e £16,50 per un’auto fino a 5,5 metri, conducente incluso. Le tariffe possono variare nel tempo, quindi ti consiglio di verificare sempre prezzi e condizioni aggiornate prima della partenza.
Il biglietto copre un viaggio di andata e ritorno nello stesso giorno per Unst o Fetlar, quindi se hai intenzione proseguire e visitarle, non buttare il biglietto, potrebbe farti comodo. Se viaggi durante l’estate o nei periodi di maggiore affluenza, è consigliabile prenotare in anticipo il posto per il veicolo.
Un servizio di autobus collega Ulsta, Mid Yell e Cullivoe, mentre altre linee permettono di raggiungere Lerwick e alcune delle principali località dell’arcipelago. Le corse non sono particolarmente frequenti, quindi prima della partenza è sempre bene verificare orari e coincidenze sui siti di ZetTrans e Robertson attiva del 1947.
Durante il nostro soggiorno abbiamo visto pochissimi autobus circolare sull’isola e, sinceramente, riteniamo che il modo migliore per visitare Yell sia noleggiare una macchina. Ti permetterà di esplorare l’isola in completa autonomia, fermarti nei punti panoramici che incontrerai lungo la strada e raggiungere senza difficoltà anche le zone più remote.
Se stai programmando un viaggio alle Shetland, ricordati che abbiamo a disposizione un codice sconto del 10% sul noleggio auto. Ti basta inserire 50SFUMATUREDIVIAGGIO al momento della richiesta per ottenere lo sconto e partire all’avventura.
FAQ – Isola di Yell
Vale la pena visitare Yell nelle Shetland?
Sì, Yell è una delle isole più autentiche e selvagge dell’arcipelago delle Shetland. Pur essendo spesso considerata solo una tappa di passaggio verso Unst, offre spiagge spettacolari, fauna selvatica, siti storici, paesaggi remoti e un’atmosfera tranquilla che conquista chi ama la natura e i luoghi poco turistici.
Quanti giorni servono per visitare Yell?
Per visitare le principali attrazioni di Yell è consigliabile dedicare almeno un giorno pieno e fermarsi almeno una notte. Chi ama trekking, birdwatching o desidera esplorare l’isola con calma potrebbe fermarsi anche più di due giorni.
Quali sono le spiagge più belle di Yell?
Tra le spiagge più belle di Yell ci sono Breckon Sands, West Sandwick e Ness of Sound. Breckon Sands è considerata da molti una delle spiagge più spettacolari di tutte le Shetland grazie alla sua sabbia chiara, alle dune e al paesaggio selvaggio che la circonda.
Dove vedere le lontre a Yell?
Yell è considerata uno dei luoghi migliori delle Shetland per osservare le lontre. Le coste basse e torbose dell’isola offrono l’habitat ideale per questi animali. Le ore migliori per avvistarle sono generalmente quelle subito dopo l’alba e prima del tramonto.
Come raggiungere l’isola di Yell?
Yell si raggiunge con il traghetto che collega Toft, nel Mainland delle Shetland, a Ulsta. La traversata dura circa 15 minuti ed è possibile imbarcare sia passeggeri sia veicoli.
Conviene dormire a Yell o a Unst?
Dipende dall’itinerario. Yell è una buona base per esplorare sia il nord delle Shetland sia le vicine isole di Unst e Fetlar ma ha senso fermarsi per la notte se si desidera esplorare Yell e viversi la sue atmosfere. Se invece vuoi visitare Unst e fare trekking è più comodo pernottare direttamente lì almeno due notti.











