Le isole Shetland sono considerate una delle migliori destinazioni al mondo per vedere i puffin e Sumburgh Head, con il suo iconico faro, è uno dei luoghi più famosi della Scozia per osservarli da vicino.
Salire fino in cima a Sumburgh Head non significa solo godere di viste spettacolari sull’oceano: è un viaggio attraverso strati di roccia, vento e memoria. Dal faro lo sguardo si perde verso l’infinito, ma se abbassi gli occhi, scoprirai che sotto i tuoi piedi si nasconde un mondo antichissimo, scolpito ben prima che le Shetland diventassero isole.
La Riserva Naturale di Sumburgh, che oggi ospita uccelli marini, sentieri costieri e uno dei fari più famosi delle Shetland, un tempo era parte di una catena montuosa equatoriale, lambita da deserti roventi. Da queste parti il paesaggio racconta milioni di anni di storia e emoziona, toccando corde così profonde dell’anima che pensavi di non avere. Sumburgh Head è un paradiso di natura, bellezza e animali in libertà.
Il nome Sumburgh deriva dall’unione delle parole sunn (“sud”) e burgh (“luogo fortificato”), e può quindi essere tradotto come “fortificazione meridionale”. In epoca norrena, però, il promontorio era conosciuto come Dunrøstar høfdi, un nome evocativo che significa “la punta verso il fragore tonante”.
Un nome ispirato al rombo incessante che si leva da quel tratto di mare, noto come Sumburgh Roost, dove due potenti correnti di marea si scontrano con violenza tra Mainland Shetland e l’isola di Fair Isle.
Questi due nomi, uno geografico e l’altro evocativo, raccontano l’importanza di Sumburgh nel corso della storia. La sua posizione strategica fece sì che il promontorio venisse utilizzato come punto di difesa già oltre 2.000 anni fa.
Fu infatti uno dei primi approdi alle Shetland durante la preistoria e, proprio per questo, l’estremità meridionale dell’arcipelago era densamente popolata e accuratamente difesa. Dell’antico Forte di Swenburgh e degli edifici dell’Età del Ferro restano oggi soltanto gli argini.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!



Come raggiungere Sumburgh Head
Sumburgh Head è un imponente promontorio roccioso che segna il punto più meridionale del Mainland delle Shetland. Si trova a circa 40 km da Lerwick e a meno di 2 km dall’aeroporto di Sumburgh. Se stai organizzando il viaggio, trovi maggiori informazioni nella nostra guida dedicata a dove sono e come raggiungere le isole Shetland.
Il modo più semplice per raggiungere Sumburgh Head Lighthouse e la riserva naturale è noleggiare un’auto, soluzione che ti permetterà di esplorare liberamente anche le altre attrazioni del South Mainland. Se stai cercando un’auto a noleggio, puoi utilizzare il nostro codice sconto del 10%: 50SFUMATUREDIVIAGGIO.
Il parcheggio di Sumburgh Head è gratuito e si trova a circa 500 metri dal centro visitatori. Il percorso richiede meno di 10 minuti a piedi e offre già splendidi punti panoramici da cui osservare il mare. Con un po’ di fortuna potresti avvistare puffin, foche, balene, orche o altri uccelli marini.
Se viaggi con i mezzi pubblici, la fermata più vicina è Sumburgh Hotel Gate, situata a circa 3 km dal centro visitatori. Da Lerwick puoi utilizzare il bus numero 6 (South Mainland Service), che collega regolarmente il capoluogo a Sumburgh. Prima della partenza ti consigliamo comunque di verificare orari e frequenze aggiornate, soprattutto nei fine settimana e durante la bassa stagione. A questo link il calendario attuale del servizio bus.



Dove vedere i puffin a Sumburgh Head
Sumburgh Head è considerato uno dei luoghi migliori delle Shetland per osservare i puffin. Ogni anno questi simpatici uccelli marini tornano a nidificare sulle scogliere del promontorio, attirando fotografi e appassionati di birdwatching da tutto il mondo.
Il periodo migliore per vederli va generalmente da inizio maggio a fine luglio, quando le colonie sono più numerose e attive. Durante questi mesi è facile osservarli mentre entrano ed escono dalle tane, trasportano piccoli pesci nel becco o sorvolano le scogliere battute dal vento.
Incredibilmente, durante il nostro ultimo viaggio alle Shetland siamo riusciti a vedere una colonia di puffin anche a metà agosto. Probabilmente le temperature particolarmente miti di quell’anno avevano ritardato la migrazione, regalandoci un incontro del tutto inaspettato.
Siamo arrivati a Lerwick l’11 agosto e una delle prime cose che abbiamo fatto è stata raggiungere Sumburgh Head, sperando di riuscire ancora a vedere i puffin. Quando li abbiamo trovati sulle scogliere davanti a noi, abbiamo capito che il nostro sogno si era avverati.
Uno dei vantaggi di Sumburgh Head è la facilità di osservazione. I sentieri che circondano il faro permettono di avvicinarsi molto aree di nidificazione senza disturbare gli animali. Alcuni dei punti migliori si trovano lungo le scogliere vicino al centro visitatori e lungo il percorso che conduce alla torre della sirena da nebbia.
Se ami la fotografia naturalistica, porta con te un teleobiettivo ma non stupirti se in alcuni momenti i puffin si avvicineranno molto più del previsto. Le ore migliori per fotografarli sono generalmente quelle del mattino presto e del tardo pomeriggio, quando la luce è più morbida e valorizza i colori del paesaggio.
Se i puffin sono uno dei motivi che ti spingono a visitare la Scozia, ti consigliamo di leggere anche il nostro approfondimento dedicato a dove vedere i puffin in Scozia, con altri luoghi spettacolari dove osservarli in libertà.


Sumburgh Head Lighthouse
Il faro di Sumburgh Head è il più antico delle Shetland e fu costruito dalla famiglia Stevenson, celebre per aver progettato alcuni dei più importanti fari della Scozia. La sua luce venne accesa per la prima volta il 15 gennaio 1821 e da allora non ha mai smesso di guidare i naviganti lungo queste coste. Ancora oggi è gestito dal Northern Lighthouse Board.
In origine il faro era alimentato da una luce fissa a olio, sostituita dalla paraffina nel 1868. L’arrivo dell’elettricità, nel 1976, rese il funzionamento dell’impianto più sicuro ed efficiente.
La luce della torre del faro di Sumburgh ruota senza mai fermarsi. Il sistema ottico che caratterizza il faro fu installato nel 1914, quando venne definita la sua particolare sequenza luminosa. Ogni faro possiede infatti un segnale distintivo che permette ai marinai di riconoscerlo anche a grande distanza.
La lanterna di Sumburgh Head emette tre lampi bianchi ogni 30 secondi, mentre il meccanismo ruota continuamente su un bagno di mercurio di circa 200 kg, proiettando la luce fino a 37 km al largo. L’automazione arrivò nel 1991, anno in cui gli ultimi guardiani del faro lasciarono definitivamente il promontorio.
Visitando la sala macchine potrai scoprire l’evoluzione della tecnologia utilizzata nel corso dei decenni e capire come questo faro abbia contribuito alla sicurezza della navigazione attorno a Sumburgh Head per oltre due secoli.
C’è davvero molto da vedere su questo spettacolare promontorio delle Shetland. Ti consiglio di dedicare almeno mezza giornata alla visita, così da esplorare il faro, i sentieri panoramici e la riserva naturale con calma, magari fermandoti ad ammirare il tramonto o il volo dei puffin sopra le scogliere.
Se stai organizzando il tuo viaggio potrebbe interessarti anche la nostra guida su cosa vedere a Mainland Shetland: l’isola più grande dell’arcipelago.


Accenni alla storia di Sumburgh Head Lighthouse
Il faro di Sumburgh Head fu progettato da Robert Stevenson, celebre ingegnere scozzese e nonno dello scrittore Robert Louis Stevenson. Nel 1814 Stevenson visitò le Shetland insieme a Sir Walter Scott e si ritiene che quel viaggio abbia ispirato il romanzo The Pirate, ambientato nelle vicine aree di Jarlshof e Fitful Head.
Quando venne inaugurato nel 1821, Sumburgh Head divenne il primo faro delle Shetland e l’ottavo realizzato da Stevenson, che aveva già firmato opere celebri come il faro di Bell Rock. La costruzione fu affidata a John Reid di Peterhead e comprendeva non solo la torre, ma anche le abitazioni dei guardiani e delle loro famiglie, oltre alla storica fucina (The Smiddy).
Per resistere alle dure condizioni atmosferiche di questo tratto di costa, gli edifici furono realizzati con muri a doppio spessore, progettati per limitare l’ingresso dell’umidità. Situata a 91 metri sul livello del mare, la luce del faro era visibile fino a 23 miglia nautiche (circa 43 km) grazie a un sistema composto da 26 riflettori.
L’automazione arrivò nel 1991. Da quel momento il Northern Lighthouse Board mantenne la proprietà della torre e del faro, mentre gli altri edifici passarono a soggetti privati. Nel 1994 l’area entrò a far parte della riserva naturale della RSPB e, nel 2002, lo Shetland Amenity Trust acquistò il complesso avviando il progetto Shetland Lighthouse Holidays, che ancora oggi permette di soggiornare negli alloggi dei guardiani.
Il faro venne automatizzato nel 1991 e la proprietà degli edifici passò a dei privati mentre il faro e la torre rimangono ancora di proprietà del Northern Lighthouse Board. Nel 1994 l’area divenne una riserva naturale RSPB.
Nel 2002 lo Shetland Amenity Trust acquistò gli edifici del faro e iniziò a offrire un servizio di alloggio nell’ambito del programma Shetland Lighthouse Holidays. Ti piacerebbe dormire a Sumburgh Head Lighthouse? Verifica qui prezzi e disponibilità aggiornata.




Cosa vedere a Sumburgh Head
La sala macchine (The Engine Room)
Una volta acquistato il biglietto d’ingresso, il viaggio alla scoperta di Sumburgh Head inizia proprio dalla sala macchine. The Engine Room è stata accuratamente restaurata per ricreare l’atmosfera di una tipica sala macchine di un faro scozzese e permettere ai visitatori di immergersi nella vita quotidiana dei suoi guardiani.
I tre grandi motori diesel Kelvin, restaurati dall’ex tecnico del faro Brian Johnson, fornivano l’energia necessaria al funzionamento della sirena da nebbia (foghorn). Installati nel 1952, sostituirono i più vecchi motori Crossley alimentati a paraffina, segnando un importante passo avanti nell’evoluzione tecnologica del faro.
All’interno della sala si possono osservare anche i grandi serbatoi utilizzati per immagazzinare l’aria compressa necessaria ad azionare la sirena da nebbia. I pannelli informativi raccontano non solo il funzionamento delle apparecchiature, ma anche i pericoli che per secoli hanno reso queste acque tra le più impegnative da navigare delle Shetland.
Ancora oggi, nonostante radar, GPS e moderne tecnologie di navigazione, il tratto di mare attorno a Sumburgh Head continua a essere influenzato da forti correnti e condizioni meteorologiche spesso imprevedibili.




Il corno da nebbia – The Foghorn
La sirena da nebbia di Sumburgh Head è uno degli elementi più iconici del promontorio. La caratteristica tromba rossa rivolta verso il mare domina ancora oggi il paesaggio, proprio come faceva quando venne installata nel 1905. Sebbene sia stata utilizzata per l’ultima volta nel 1987, il Foghorn viene ancora messo in funzione in occasione di eventi speciali.
La sirena di Sumburgh Head Lighthouse era alimentata da aria compressa a bassa pressione, prodotta dai motori e dai compressori presenti nella sala macchine. Un particolare sistema regolava il flusso dell’aria, creando il caratteristico segnale acustico di Sumburgh Head: un potente suono della durata di sette secondi emesso ogni novanta secondi.
Prima dell’installazione del Foghorn, per segnalare i pericoli ai naviganti veniva utilizzata una semplice campana. L’arrivo della sirena rappresentò un enorme passo avanti per la sicurezza marittima, poiché il suo richiamo poteva essere udito fino a 20 miglia nautiche di distanza (circa 37 km) anche nelle condizioni di visibilità più difficili.
Oggi una scala a chiocciola permette ai visitatori di raggiungere facilmente la torre e osservare da vicino la storica tromba rossa. Gli ex guardiani del faro descrivevano il suo richiamo come un “terribile frastuono“, sicuramente apprezzato da chi si trovava in mare avvolto dalla nebbia e aveva bisogno di orientarsi tra la nebbia.
Sulla sommità della torre sono ancora visibili le guide utilizzate un tempo per orientare la sirena verso i banchi di nebbia più fitti. L’idea era quella di indirizzare il suono verso le aree dove sarebbe stato maggiormente utile ai naviganti. Questa pratica, tuttavia, creava spesso confusione, poiché i marinai non riuscivano a capire con precisione da quale direzione provenisse il segnale e non potevano valutare correttamente le distanze.
Per questo motivo il Northern Lighthouse Board stabilì che tutte le sirene da nebbia dovessero essere fissate in posizione permanente. Ecco perché il Foghorn di Sumburgh Head appare ancora oggi leggermente decentrato.
Se sali in cima alla torre in una giornata limpida, potrai godere di una vista spettacolare sull’oceano e, nelle condizioni migliori, riuscire persino a scorgere Fair Isle all’orizzonte.

The Observatory: drink con viste mozzafiato
L’Observatory è uno dei luoghi più belli dove abbia mai sorseggiato un tè accompagnato da una fetta di torta. Le viste dalla grande vetrata sono semplicemente spettacolari: davanti a te si aprono le scogliere di Sumburgh Head che precipitano nell’oceano e ci si perde tra natura selvaggia e voli di animali.
Questo piccolo osservatorio funziona come una sorta di caffè sociale. Puoi servirti da solo, scegliere ciò che desideri e lasciare una donazione. Ti invito a farlo, perché contribuirai a sostenere un luogo davvero speciale. Troverai tè, caffè, succhi di frutta, biscotti, torte fatte in casa e qualche snack.
L’Observatory è anche il posto migliore dove informarsi sugli ultimi avvistamenti di fauna selvatica e chiedere consigli al personale su cosa vedere a Sumburgh Head e nei dintorni. È stata proprio una ragazza dello staff a indicarci il punto esatto dove cercare i puffin e grazie ai suoi suggerimenti siamo riusciti a osservare una piccola colonia a meno di un metro di distanza da noi.
All’interno del caffè troverai inoltre un grande pannello aggiornato con tutti gli avvistamenti di uccelli marini, mammiferi e altre specie osservate durante la stagione. Vale la pena fermarsi qualche minuto a consultarlo prima di iniziare l’esplorazione del promontorio.



Stazione Radio a Sumburgh Head Lighthouse
Passeggiando tra gli edifici di Sumburgh Head Lighthouse scoprirai anche il ruolo strategico che questo luogo ebbe durante la Seconda Guerra Mondiale. Grazie alla loro posizione all’estremità settentrionale della Gran Bretagna, le isole Shetland rappresentavano un punto di osservazione fondamentale per il controllo delle rotte navali e dei cieli del Mare del Nord.
Per evitare il pericoloso passaggio attraverso lo Stretto di Dover, molte navi e i sottomarini tedeschi utilizzavano il Mare del Nord come via di accesso all’Atlantico settentrionale. Per questo motivo le Shetland divennero una base strategica per la Royal Navy e la Royal Air Force, che pattugliavano costantemente queste acque e monitoravano i movimenti nemici attraverso una rete di stazioni radar.
Una di queste venne costruita proprio a Sumburgh Head nel 1939. Il suo contributo fu determinante durante la guerra: la sera dell’8 aprile 1940 gli operatori radar individuarono un’importante minaccia diretta alla Home Fleet britannica ancorata a Scapa Flow, nelle isole Orcadi. L’allarme tempestivo consentì di preparare le difese ed evitare conseguenze potenzialmente devastanti per la marina britannica.
La stazione radar, denominata Admiralty Experimental Station Number 1 (AES1), entrò in funzione il 27 dicembre 1939. Il suo compito principale era individuare gli U-Boot emersi che tentavano di raggiungere l’Atlantico settentrionale dal Mare del Nord, ma il sistema era anche in grado di rilevare gli aerei attraverso la trasmissione e la ricezione di onde radio.
Alla fine degli anni Trenta, il viceammiraglio Sir James Somerville promosse la creazione di una rete di stazioni radar per sorvegliare le acque strategicamente più importanti del nord della Scozia. Oltre a Sumburgh Head, il sistema comprendeva installazioni a Dunnet Head, South Ronaldsay nelle Orcadi, Fair Isle, Saxa Vord sull’isola di Unst e persino lungo la costa nord-occidentale dell’Islanda.
La costruzione della stazione iniziò nell’ottobre del 1939. Le prime strutture erano realizzate in legno, ma furono rapidamente sostituite da edifici in cemento armato. Ancora oggi è possibile visitare la capanna del trasmettitore e quella del ricevitore, restaurate per mostrare ai visitatori come appariva il sito nel 1940.



Sumburgh Head Lighthouse al tempo di guerra
William Groat era il guardiano del faro di Sumburgh Head durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e si ritrovò ben presto a convivere con le conseguenze del conflitto. Le direttive dell’Ammiragliato modificarono profondamente il lavoro dei lightkeepers, aumentando responsabilità e carico operativo.
Per motivi di sicurezza, la sirena da nebbia non veniva più utilizzata e la potente lente del faro veniva schermata con un pannello nero che lasciava filtrare solo una minima parte della luce. Anche le finestre rivolte verso il mare vennero oscurate per evitare che i riflessi potessero rivelare la posizione del sito alle forze nemiche.
Già nel febbraio del 1940 Groat espresse le proprie preoccupazioni al Northern Lighthouse Board. In una lettera segnalò come la vicinanza tra il faro e la nuova stazione radar rendesse l’area un potenziale bersaglio militare, senza che esistessero adeguate protezioni per i guardiani, le loro famiglie e gli edifici del complesso.
Il tempo gli avrebbe dato ragione. Nei due anni successivi la vicina Fair Isle South fu colpita da due attacchi aerei che causarono vittime e danni.
L’episodio più celebre legato all’Admiralty Experimental Station Number 1 avvenne però la notte dell’8 aprile 1940, alla vigilia dell’invasione tedesca di Norvegia e Danimarca. Circa sessanta bombardieri della Luftwaffe decollarono dalla Germania con l’obiettivo di colpire la Home Fleet britannica ancorata a Scapa Flow e distruggerla.
Di servizio quella notte c’era il sottotenente George Clifford Evans, responsabile della stazione radar. Evans individuò gli aerei quando si trovavano ancora a circa 160 chilometri da Sumburgh Head e riuscì a trasmettere un allarme con circa 25 minuti di anticipo al comando di Lyness, sull’isola di Hoy.
Quel prezioso preavviso consentì di preparare la risposta difensiva e contribuì a evitare conseguenze potenzialmente devastanti per la flotta britannica. Il fragore del contrattacco si udì fino a Lewick e evitò un disastro.


La fucina – The Smiddy
Un tempo la fucina era uno dei luoghi più importanti di Sumburgh Head. Qui i guardiani del faro riparavano e costruivano gli attrezzi necessari al funzionamento della stazione, oltre a realizzare i ferri di cavallo per gli animali che trainavano i carri carichi di provviste lungo la ripida salita verso il promontorio.
Entrando nello Smiddy sembra quasi di percepire ancora il calore del focolare, il rumore del martello sul metallo e l’attività quotidiana degli uomini che lavoravano in questo piccolo laboratorio. Sebbene oggi non sia più utilizzata, la fucina racconta la vita dei guardiani e delle loro famiglie, che per generazioni hanno vissuto a Sumburgh Head contribuendo alla sicurezza dei marinai.
Al centro della stanza troverai una sorta di grande “album di famiglia“, ricco di fotografie e testimonianze dedicate ai numerosi guardiani che hanno lavorato al faro nel corso degli anni. Insieme, queste persone hanno contribuito a costruire la storia e l’identità di Sumburgh Head. Tutti loro formano ancora oggi, la grande famiglia di Sumburgh Head.
La fucina e il grande soffietto che puoi osservare ancora oggi sono gli apparecchi originali installati nel 1822. Il focolare, realizzato in un unico pezzo di fusione, si è conservato eccezionalmente bene nel corso di oltre due secoli di storia.


I guardiani del faro
Fin dalla fondazione del Northern Lighthouse Board nel 1786, i guardiani dei fari scozzesi avevano una responsabilità enorme: garantire che le luci rimanessero sempre accese e funzionanti, contribuendo alla sicurezza dei marinai lungo alcune delle coste più difficili da navigare della Scozia.
Prima dell’automazione, il lavoro richiedeva una presenza costante. Il meccanismo di rotazione della lanterna doveva essere caricato manualmente e i guardiani erano tenuti a sorvegliare il faro giorno e notte. Addormentarsi durante il turno di guardia era considerata una delle infrazioni più gravi e poteva costare il posto di lavoro.
Tra il 1850 e il 1900 furono registrati quindici casi di guardiani sorpresi ad addormentarsi durante il servizio. Uno di questi avvenne proprio a Sumburgh Head e si concluse con il licenziamento sia del Guardiano Principale sia del suo Vice, dopo che entrambi decisero di non denunciarsi a vicenda.
Le ricerche condotte durante il restauro del complesso hanno permesso di identificare almeno 120 guardiani che prestarono servizio a Sumburgh Head tra il 1833 e il 1991, anno in cui il faro venne automatizzato.
La vita sul promontorio di Sumburgh Head non doveva essere semplice. Nei primi decenni non esistevano elettricità né acqua corrente e tutte le provviste venivano trasportate dal molo fino al faro con cavalli e carri. L’isolamento, il vento e le frequenti tempeste facevano parte della quotidianità.
Non mancavano però anche i momenti felici. A Sumburgh Head nacquero diversi bambini, le famiglie dei guardiani allevavano galline e pecore e coltivavano ortaggi per il proprio sostentamento o per ottenere un piccolo reddito aggiuntivo. Il Northern Lighthouse Board forniva inoltre carbone e paraffina per il riscaldamento, garantendo alle famiglie i comfort essenziali per affrontare la vita in un luogo tanto remoto quanto affascinante.



Punti panoramici a Sumburgh Head
Scogliere vicino al parcheggio auto
Ci sono molti punti panoramici a Sumburgh Head e, grazie alla sua posizione a oltre 90 metri sul livello del mare, il promontorio regala viste spettacolari sull’oceano e sulle scogliere circostanti.
Il primo punto che ti consiglio di raggiungere si trova vicino al parcheggio, lungo la strada che conduce al centro visitatori e al faro. Questo è probabilmente il luogo migliore per tentare l’avvistamento di balene, delfini e orche, anche se in questo caso serviranno una buona dose di fortuna e molta pazienza.
Gli uccelli marini, invece, sono decisamente più facili da osservare. Già da qui potresti vedere sule, fulmari, urie e i grandi skua che sorvolano le scogliere o sfruttano le correnti ascensionali provenienti dall’oceano.
Proseguendo lungo il sentiero raggiungerai un altro magnifico punto panoramico affacciato sulle pareti rocciose dove nidificano numerose specie di uccelli marini. È uno dei luoghi migliori per fermarsi qualche minuto ad osservare il continuo andirivieni degli animali tra il mare e le scogliere.
È proprio da questo punto che abbiamo avuto uno dei nostri primi incontri ravvicinati con la fauna di Sumburgh Head.
Anche la vegetazione merita attenzione. Grazie ai nutrienti trasportati dagli spruzzi salini, il terreno si ricopre di fiori che attirano le pecore al pascolo fino ai bordi delle scogliere. In primavera e in estate potrai osservare la scilla primaverile (Spring Squill) e l’armeria marittima (Pink Thrift), conosciuta anche come rosa marina.


I muri a secco e le rocce circostanti
I tradizionali muri a secco delle Shetland, chiamati dykes, offrono un rifugio ideale a numerose specie di piccoli uccelli canori.
Salendo verso il promontorio potresti notare il Sumburgh wren, una sottospecie dello scricciolo distinta da quella presente nel resto del Mainland delle Shetland. È un uccello leggermente più grande e il suo canto, più profondo e meno acuto, risuona tra le scogliere battute dal vento.
Quando siamo arrivati, però, il vento soffiava così forte da sembrare una vera tempesta e non siamo riusciti a sentire alcun canto. Fortunatamente il tempo è migliorato nelle ore successive e il sole è tornato a illuminare il promontorio.
Tra la primavera e l’estate, quest’area è uno dei luoghi migliori per osservare puffin, fulmari, urie e gazze marine. Mentre scruti le scogliere in cerca di uccelli, però, non dimenticare di abbassare lo sguardo. Tra le rocce e i muri a secco crescono infatti minuscoli licheni dai colori vivaci, un segnale della straordinaria qualità dell’aria delle Shetland, tra le più pulite d’Europa.
Poco prima della salita che conduce all’ingresso di Sumburgh Head Lighthouse, guarda verso il grande faraglione che emerge dal mare. Tra maggio e giugno la sua superficie è letteralmente ricoperta da centinaia di urie in nidificazione, uno spettacolo affascinante da osservare anche a distanza.
Avvicinandoti alla sommità delle scogliere aumentano invece le possibilità di incontrare i puffin. Questi simpatici uccelli marini scavano le loro tane nel terreno erboso e, con un po’ di fortuna, possono essere osservati da molto vicino. È proprio qui che abbiamo visto la nostra prima coppia di puffin alle Shetland: un’emozione difficile da descrivere a parole.
Sumburgh Head è considerato uno dei luoghi migliori delle Shetland per osservare i puffin e, nelle giornate più fortunate, potresti vedere interi pendii animarsi del continuo andirivieni di queste straordinarie pulcinella di mare!


La torre della sirena della nebbia
Dalla torre della sirena da nebbia la vista spazia in ogni direzione sull’immensità dell’oceano. È uno dei punti panoramici più spettacolari di Sumburgh Head e uno dei luoghi migliori dove fermarsi ad ammirare il paesaggio.
Una volta arrivato fin quassù, prova a immaginare questo stesso panorama 400 milioni di anni fa. Al posto del mare che oggi circonda le Shetland, ti saresti trovato ai margini di una vasta catena montuosa in erosione, affacciato su un ambiente desertico attraversato da fiumi e laghi.
In quell’epoca le Shetland si trovavano infatti vicino all’equatore e le rocce di Old Red Sandstone che caratterizzano Sumburgh Head si formarono proprio all’interno di questo antico paesaggio.
Nelle giornate più limpide, guardando verso sud-est, è possibile scorgere anche Fair Isle. Questa piccola isola è considerata uno dei più importanti punti di osservazione per gli uccelli migratori in Europa. Qui si trova infatti un osservatorio ornitologico attivo dal 1948 e, nel corso degli anni, sono state registrate oltre 380 specie di uccelli: un numero sorprendente per un territorio così piccolo e isolato.




Marine Life Center
Il Marine Life Center accompagna i visitatori alla scoperta dell’ecosistema che rende Sumburgh Head un luogo così straordinario. Attraverso luci, suoni, immagini e installazioni interattive, il centro racconta il delicato equilibrio che lega oceano, fauna marina e vita sulle scogliere.
La visita inizia dalla luce, elemento fondamentale sia per la vita marina sia per la sicurezza della navigazione lungo queste coste. Da qui il percorso prosegue approfondendo il ruolo delle correnti marine, del plancton e della complessa rete alimentare che sostiene l’intero ecosistema delle Shetland.
Una sezione è dedicata anche all’impatto dannoso delle attività umane sull’ambiente e alle strategie adottate dalle Shetland per proteggere il proprio patrimonio naturale, uno dei più importanti del Regno Unito.
Tra le installazioni più interessanti c’è un display touchscreen che permette di approfondire la vita degli uccelli marini di Sumburgh Head e di ascoltare i richiami delle diverse specie. Il centro offre inoltre numerose informazioni su balene, foche, puffin e sugli altri animali che popolano queste acque.
Fotografie, pannelli esplicativi e suggestive registrazioni sonore accompagnano il visitatore lungo tutto il percorso, contribuendo a creare un’esperienza coinvolgente e adatta sia agli adulti sia ai bambini.


Informazioni per visitare il faro di Sumburgh Head e Centro visitatori
Sumburgh Head Lighthouse e il Visitor Centre sono generalmente aperti da metà aprile a metà settembre. L’accesso agli spazi interni è a pagamento e il biglietto acquistato consente di tornare a visitare il sito per tutta la stagione senza costi aggiuntivi.
Vuoi dormire in un faro? Come ti accennavo, gli edifici che circondano la torre sono oggi adibiti ad alloggi turistici. Prenotando con anticipo potrai trascorrere la notte proprio accanto al faro e svegliarti circondato dalle scogliere e dall’oceano. Qui trovi maggiori informazioni e disponibilità aggiornate.
Ti consiglio di dedicare almeno mezza giornata alla visita. Sali sulla torre della sirena da nebbia, lasciati avvolgere dal vento che arriva dall’oceano e scopri le storie custodite nella vecchia stazione radar e negli edifici storici del promontorio.
Sumburgh Head è uno di quei luoghi che restano dentro. Ti accoglie con la furia del vento, il volo silenzioso dei puffin e il canto del mare che si infrange contro le scogliere. Qui il tempo sembra rallentare e, mentre percorri i sentieri che attraversano il promontorio, hai la sensazione di entrare in contatto con qualcosa di antico e autentico. È una terra di confine dove la natura domina e racconta storie.
Visitare Sumburgh Head non significa soltanto vedere un faro o osservare una colonia di uccelli marini. Significa immergersi nell’anima più profonda delle Shetland, in un luogo dove natura, storia e oceano convivono da secoli.
Se stai organizzando un viaggio nell’arcipelago, ti consiglio di continuare a esplorare le altre guide dedicate alle Shetland presenti sul blog: troverai itinerari, consigli pratici e tante idee per scoprire alcune delle isole più affascinanti della Scozia.

FAQ Sumburgh Head
Quando si possono vedere i puffin a Sumburgh Head?
I puffin arrivano generalmente alle Shetland tra la primavera e la fine dell’estate. I mesi migliori per osservarli a Sumburgh Head sono da maggio a fine luglio, quando le colonie nidificano sulle scogliere vicino al faro. Incredibilmente durante il nostro viaggio abbiamo visto una piccola colonia anche a metà agosto che non aveva ancora migrato.
Dove si trova Sumburgh Head?
Sumburgh Head si trova all’estremità meridionale del Mainland delle Isole Shetland, in Scozia, a pochi chilometri dall’aeroporto di Sumburgh.
Vale la pena visitare Sumburgh Head anche se non si osservano i puffin?
Sì. Oltre alla colonia di puffin, Sumburgh Head offre spettacolari panorami sulle scogliere, un interessante centro visitatori e uno dei fari più affascinanti delle Shetland. Per non parlare del caffé solidale con viste spettacolari sulle scogliere
Quanto tempo serve per visitare Sumburgh Head?
Per visitare il faro, il centro visitatori e godersi i punti panoramici è consigliabile dedicare almeno mezza giornata. Così avrai il tempo per osservare la fauna selvatica e goderti il panorama.
Sumburgh Head è uno dei migliori luoghi per vedere i puffin alle Shetland?
Sì, è considerato uno dei luoghi più accessibili delle Shetland per osservare i puffin da vicino, grazie ai sentieri che costeggiano le scogliere dove nidificano questi uccelli marini.
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