Le Standing Stones of Stenness sono uno dei monumenti preistorici più antichi e affascinanti delle Isole Orcadi. Queste imponenti pietre erette, parte del sito UNESCO Heart of Neolithic Orkney, furono innalzate oltre 5.000 anni fa e precedono di molti secoli monumenti celebri come Stonehenge.
Ancora oggi le loro sagome dominano il paesaggio tra il Loch of Stenness e il Loch of Harray, regalando una delle immagini più iconiche delle Orcadi. Passeggiare tra questi enormi megaliti erosi dal tempo significa compiere un viaggio nel tempo fino alle prime comunità agricole che abitavano l’arcipelago.
Delle dodici pietre originarie ne sopravvivono soltanto quattro, ma le loro dimensioni continuano a stupire. In passato il monumento era circondato da un ampio fossato scavato nella roccia di cui oggi non vi è più traccia, caratteristica che ha portato molti studiosi a considerarlo uno dei più antichi henge monument delle isole britanniche.
Le Standing Stones of Stenness fanno parte dello straordinario complesso archeologico delle Orcadi neolitiche insieme a Maeshowe, Skara Brae e al vicino Ring of Brodgar. Tra storia, leggende e misteri legati alla celebre Pietra di Odino, rappresentano una tappa imperdibile durante un viaggio nel Mainland delle Orcadi.


Come raggiungere The Standing Stones of Stenness + mappa
Le Standing Stones of Stenness si trovano a circa 10 km da Stromness e si raggiungono facilmente percorrendo la B9055. Il sito è aperto tutto l’anno, l’ingresso è gratuito ed è disponibile un piccolo parcheggio nelle immediate vicinanze.
Le pietre erette sorgono su un promontorio affacciato sullo stretto passaggio d’acqua che collega il Loch of Stenness, influenzato dal mare, al Loch of Harray, il più grande lago d’acqua dolce delle Orcadi. Il nome Stenness, pronunciato localmente “Stane-is“, deriva dall’antico norreno e significa proprio “promontorio delle pietre”.
Oggi il collegamento tra le due sponde avviene tramite un ponte, ma in passato qui esisteva una strada rialzata che attraversava l’istmo. Percorrendola passerai accanto alla celebre Watch Stone, una pietra isolata che rappresenta il primo assaggio dell’atmosfera misteriosa che caratterizza quest’area delle Orcadi.
Le Standing Stones of Stenness occupano una posizione privilegiata nel cuore del sito UNESCO Heart of Neolithic Orkney. Nel raggio di pochi chilometri si concentrano alcuni dei più importanti monumenti preistorici d’Europa: il Ring of Brodgar si trova a circa 1,2 km a nord, mentre la spettacolare tomba a corridoio di Maeshowe dista circa 1,2 km verso est.
Proprio questa straordinaria concentrazione di siti archeologici suggerisce che l’area avesse un’importanza speciale per le comunità neolitiche che abitavano le Orcadi oltre 5.000 anni fa.
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Standing Stones of Stenness: il monumento che non fu mai completato
Le pietre che compongono le Standing Stones of Stenness sono spesse circa 30 centimetri e terminano con caratteristiche punte angolate. Le quattro sopravvissute raggiungono ancora oggi i sei metri di altezza e dominano il paesaggio delle Orcadi con una presenza impressionante.
In origine il monumento era probabilmente composto da dodici pietre disposte lungo un’ellisse di circa 32 metri di diametro. Alcuni studi recenti suggeriscono però che il progetto non sia mai stato completato e che le ultime due pietre non siano state erette
Al centro del sito si trova un grande focolare in pietra, simile a quelli rinvenuti a Skara Brae e in altri insediamenti neolitici delle Orcadi. Costituito da quattro grandi lastre, conteneva resti di cenere, ossa bruciate, carbone e frammenti di ceramica, elementi che suggeriscono un importante utilizzo rituale del luogo.
Nelle vicinanze si trovano inoltre due grandi lastre affiancate e una pietra distesa, interpretate da alcuni studiosi come i possibili resti di una struttura simile a un dolmen ricostruita agli inizi del XX secolo.
L’analisi geologica ha individuato almeno cinque differenti tipologie di pietra utilizzate per il monumento. Come nel vicino Ring of Brodgar, i materiali furono trasportati da varie zone delle Orcadi, a testimonianza dell’importanza che questo sito rivestiva per le comunità neolitiche.
Un elemento particolarmente interessante è il rapporto con l’acqua. In passato il monumento era circondato da specchi d’acqua e da un grande fossato scavato nella roccia. Alcuni archeologi ritengono che questa separazione fisica potesse avere anche un significato simbolico, creando una sorta di confine tra il mondo quotidiano e lo spazio sacro dedicato ai rituali.
L’acqua, infatti, ha rappresentato per molte società una porta d’accesso al mondo degli spiriti e non c’è ragione di pensare che fosse diverso nel Neolitico.
L’ingresso del sito guarda verso l’antico villaggio neolitico di Barnhouse, situato nei pressi del Loch of Harray. Questo collegamento rafforza l’idea che le Standing Stones of Stenness fossero parte di un più ampio paesaggio cerimoniale che comprendeva anche Maeshowe, Ness of Brodgar e il vicino Ring of Brodgar.


La distruzione della Pietra di Odino e la storia delle Standing Stones
La funzione delle Standing Stones of Stenness rimane ancora oggi un mistero. Gli archeologi ritengono che il sito fosse utilizzato per attività rituali e cerimoniali, forse pagane, ma non conosciamo con certezza il significato che aveva per le comunità che lo costruirono.
Le analisi al radiocarbonio suggeriscono che il monumento sia stato eretto tra il 3100 e il 2900 a.C., rendendolo uno dei più antichi complessi megalitici delle isole britanniche.
Per molti secoli le pietre continuarono a essere circondate da leggende e tradizioni popolari. Ancora nel XVIII secolo il sito era associato a rituali e credenze legate agli antichi dei norreni. Nel 1814 venne visitato anche da Sir Walter Scott che, nel romanzo The Pirate, descrisse erroneamente la lastra centrale come un altare destinato ai sacrifici umani.
Pochi mesi dopo la visita dello scrittore, il sito rischiò però di subire danni irreparabili.
Nel dicembre del 1814 il capitano W. Mackay, proprietario di alcuni terreni agricoli nelle vicinanze, decise di distruggere parte del monumento perché numerosi abitanti continuavano ad attraversare la sua proprietà per compiere rituali e cerimonie tradizionali.
La prima vittima fu la celebre Pietra di Odino, uno dei simboli più importanti delle Orcadi. Mackay proseguì poi abbattendo altre pietre prima che l’indignazione della popolazione locale lo costringesse a fermarsi. La protesta fu così accesa che si racconta come la sua abitazione rischiasse addirittura di essere incendiata.
Oltre alle quattro pietre principali ancora visibili oggi, nelle vicinanze si trovano anche la Watch Stone, alta oltre sei metri, e la Barnhouse Stone. Secondo alcuni studiosi potrebbero aver fatto parte dello stesso complesso monumentale insieme alla perduta Pietra di Odino, di cui parleremo nel prossimo paragrafo.


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La leggenda della pietra di Odino
La celebre Pietra di Odino (Odin Stone) era una grande lastra di pietra attraversata da un foro circolare. Per secoli fu uno dei simboli più importanti delle Orcadi e venne associata a riti, leggende e antiche tradizioni popolari.
Secondo la tradizione, le coppie che desideravano promettersi amore eterno si tenevano per mano attraverso il foro della pietra pronunciando quella che veniva chiamata la “Promessa di Odino“. Si riteneva che questo patto fosse sacro e che non potesse essere infranto con leggerezza.
Chi desiderava sciogliere il vincolo doveva compiere uno specifico rituale davanti al pulpito della vecchia chiesa di Stenness (Stenness Kirk). La leggenda racconta addirittura che nemmeno la morte fosse sufficiente a spezzare la promessa: se uno dei due innamorati moriva, il superstite doveva toccare ancora una volta la mano del defunto per liberarsi definitivamente dal giuramento.
La Pietra di Odino era associata anche ad altre cerimonie popolari e molti abitanti delle Orcadi le attribuivano proprietà magiche. Si credeva infatti che il contatto con la pietra potesse favorire la guarigione di alcune malattie e portare fortuna a chi ne rispettava i rituali.
Purtroppo questo straordinario monumento non esiste più: nel 1814 venne distrutto dal capitano W. Mackay insieme ad altre pietre del complesso di Stenness, privando per sempre le Orcadi di uno dei simboli più importanti della loro tradizione popolare.

Il tempio della luna e The Watch Stone – leggende sulle Standing Stones of Stenness
Nel XVIII secolo alcuni autori descrivevano le Standing Stones of Stenness come il “Tempio della Luna“, mentre il vicino Ring of Brodgar veniva chiamato il “Tempio del Sole“. Si trattava di un’antica tradizione locale o di una suggestiva interpretazione romantica? Oggi nessuno può dirlo con certezza.
Gli archeologi ritengono improbabile che questi nomi riflettano la reale funzione dei monumenti neolitici. È più probabile che il soprannome “Tempio della Luna” fosse legato alla particolare forma a mezzaluna del terreno e del fossato visibili attorno al sito, piuttosto che a un effettivo culto lunare.
Poco distante dalle Standing Stones si trova la Watch Stone, una delle pietre più celebri delle Orcadi e protagonista di una curiosa leggenda legata a Hogmanay, il tradizionale Capodanno scozzese.
Secondo il folklore locale, allo scoccare della mezzanotte la pietra abbandonerebbe la sua posizione per andare a bere un bicchierino prima di tornare al proprio posto. Prima dell’alba, però, dovrebbe immergere la testa nelle acque del Loch of Stenness.
La leggenda aggiunge che nessuno può assistere a questo evento. Chiunque tenti di osservare la pietra durante il suo misterioso viaggio verrà inevitabilmente distratto o ostacolato da qualcosa di straordinario.
Si racconta infatti di un uomo trasferitosi alle Orcadi che, incuriosito dalla storia, decise di verificare personalmente la leggenda. Come prevedibile, accadde qualcosa che gli impedì di vedere ciò che stava cercando di osservare.

Le Standing Stones of Stenness nella musica
Il fascino delle Standing Stones of Stenness non ha ispirato soltanto leggende e racconti popolari, ma anche numerosi artisti contemporanei.
Una fotografia delle pietre compare sulla copertina dell’album The Philosopher’s Stone di Van Morrison, mentre la leggendaria Pietra di Odino è raffigurata nell’album Discover Odin di Julian Cope.
Le Standing Stones sono state inoltre fonte d’ispirazione per la cantautrice canadese Loreena McKennitt, che ha dedicato loro il brano Standing Stones contenuto nell’album Parallel Dreams. La canzone riprende alcune delle tradizioni e delle leggende delle Orcadi, raccontando una storia d’amore ambientata tra questi antichi megaliti.
In one of these lonely Orkney Isles
There dwelled a maiden fair
Her cheeks were red, her eyes were blue
She had yellow, curling hair
Which caught the eye and then the heart
Of one who could never be
A lover of so true a mind
Of fair a form as sheEstratto del brano Standing Stones di Loreena McKennitt
Ancora oggi le pietre di Stenness continuano ad affascinare visitatori, scrittori e musicisti provenienti da tutto il mondo, confermando il ruolo speciale che questo luogo occupa nell’immaginario collettivo delle Orcadi.
fonti consultate: Orkneyjar – Ness of Brodgar
