Eshaness, o Esha Ness, si trova all’estremità nord-occidentale del Mainland Shetland e ospita alcune delle scogliere più spettacolari dell’intero arcipelago. Quando le onde dell’Oceano Atlantico infuriano contro le nere scogliere, danno vita a uno spettacolo indimenticabile.
Pare che il suo nome derivi da “ashy headland“, ovvero “promontorio di cenere“, un riferimento alle sue antiche origini vulcaniche. Le scogliere di Eshaness conservano infatti le tracce di eruzioni avvenute circa 400 milioni di anni fa, durante il periodo dell’Old Red Sandstone, quando le Shetland si trovavano vicino all’equatore.
Eshaness fa parte del Volcano Trail delle Shetland ed è uno dei luoghi più affascinanti dell’arcipelago per chi ama il trekking tra le scogliere e la natura selvaggia. Qui sentieri costieri, scogliere battute dal vento e panorami sconfinati si susseguono senza sosta, regalando scorci che sembrano appartenere a un altro mondo.
Quando siamo arrivati, non avrei mai immaginato di trovare una giornata così bella. Il sole illuminava le scogliere nere, l’oceano brillava all’orizzonte e ogni passo lungo il sentiero rendeva questo paesaggio ancora più spettacolare.
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Come arrivare a Eshaness + mappa
Eshaness si trova nella penisola di Northmavine, all’estremità nord-occidentale del Mainland delle Shetland. Raggiungerlo richiede un po’ di tempo, ma il viaggio fa parte dell’esperienza.
Da Hillswick dovrai percorrere la B9078, una suggestiva single track road che si snoda verso ovest tra paesaggi sempre più selvaggi. Lungo il percorso inizierai a intravedere piloni marini, archi naturali e spettacolari formazioni rocciose modellate dall’Oceano Atlantico.
La strada principale termina a Stenness, un piccolo insediamento affacciato su Isle of Stenness e sullo Skerry of Eshaness. Circa mezzo miglio prima di raggiungere il villaggio troverai però una strada secondaria che conduce verso il faro di Eshaness e al parcheggio da cui partono i principali sentieri escursionistici della zona.
Se parti da Lerwick, considera almeno un’ora di viaggio per raggiungere Eshaness.
Prima di arrivare ti consiglio una breve sosta al Tangwick Haa Museum. Questa elegante dimora appartenne un tempo al Laird locale e dal 1987 ospita un interessante museo dedicato alla storia, alla cultura e alla vita quotidiana del Northmavine.


Eshaness Circular Walk: trekking sul bordo di un vulcano spento
L’escursione più famosa di Eshaness è la Eshaness Circular Walk, un trekking costiero che segue il bordo di un antico vulcano e attraversa alcune delle scogliere più spettacolari delle Shetland.
Il percorso più popolare si sviluppa verso nord in direzione di Grind of the Navir e misura circa 6 km complessivi tra andata e ritorno. Esiste anche una piacevole variante che conduce verso sud fino a Stenness Beach, ma è il tratto settentrionale quello che regala i panorami più spettacolari. Se il meteo è dalla tua parte, ti consiglio di percorrerne almeno una parte.
La camminata lungo il fianco del vulcano inizia dal parcheggio situato accanto a Eshaness Lighthouse. Qui troverai un pannello informativo dedicato alla geologia dell’area, alle sue origini vulcaniche e ai principali punti di interesse che incontrerai lungo il sentiero.
Fin dai primi minuti di cammino ti troverai immerso in un paesaggio straordinario fatto di scogliere nere, faraglioni scolpiti dall’oceano, archi naturali e onde che si infrangono con forza contro la costa. È facile capire perché questa sia considerata una delle passeggiate più belle delle Shetland.
Occorre però prestare molta attenzione in prossimità dei bordi delle scogliere. In alcuni punti il terreno può essere irregolare, inclinato o particolarmente scivoloso e non sempre è facile distinguere dove termina la superficie stabile. Mantieniti sempre a distanza di sicurezza dai margini (almeno 1 metro) e, nelle giornate ventose, ricorda che questa costa è completamente esposta alla forza dell’Atlantico.
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Eshaness Lighthouse
Eshaness Lighthouse è uno dei fari più fotografati delle Shetland e sorge in una posizione spettacolare sulla costa nord-occidentale del Mainland. Fu costruito tra il 1925 e il 1929 da David e Charles Stevenson, membri della celebre famiglia di ingegneri scozzesi che progettò alcuni dei fari più famosi del Paese.
La torre è alta appena 12 metri, ma la sua posizione su una scogliera vulcanica a 61 metri sul livello del mare le consente di dominare l’oceano. A differenza di molti fari scozzesi, presenta una caratteristica struttura a pianta quadrata invece della più tradizionale torre cilindrica. Il faro venne automatizzato nel 1974.
La vita a Eshaness non doveva essere semplice. Qui era presente un solo lightkeeper che, durante le ore notturne, aveva il compito di sorvegliare il corretto funzionamento della luce in uno dei tratti di costa più esposti delle Shetland.
Oggi il faro non è visitabile, ma gli edifici dei guardiani sono stati trasformati in alloggi turistici. Se sogni di dormire in un faro scozzese affacciato sull’Atlantico, questo è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi dell’arcipelago. Per ammirare il panorama in tempo reale puoi anche collegarti alla webcam live di Eshaness.


Calder’s Geo: la gola scavata dall’oceano
Poco sotto il faro si osservano già alcune delle formazioni geologiche che rendono celebre Eshaness. Qui affiorano rocce vulcaniche e frammenti proiettati dalle antiche eruzioni che hanno modellato questa costa milioni di anni fa. Si ritiene che questa zona corrisponda a una bocca laterale dell’antico vulcano.
Da Eshaness lighthouse parte un sentiero che conduce fino al bordo delle scogliere. Le viste da quassù sono straordinarie e permettono di osservare da vicino le rocce vulcaniche che hanno modellato questo tratto di costa. L’erosione ha lasciato visibili strati di lava sovrapposti e altre formazioni vulcaniche che accompagnano il cammino verso nord.
Da milioni di anni l’oceano continua a sfruttare le fratture create dal raffreddamento della lava, scavando profonde gole e spettacolari insenature. Tra le più suggestive c’è Calder’s Geo, comparsa anche in uno degli episodi della celebre serie televisiva Shetland.
Affacciandoti sul bordo della scogliera vedrai una stretta insenatura che penetra nell’entroterra seguendo antiche linee di frattura della roccia vulcanica. Le pareti nere e stratificate raccontano ancora oggi la storia delle violente eruzioni che hanno dato origine a Eshaness circa 400 milioni di anni fa.
Ma la vera sorpresa si nasconde sotto la superficie. Sul lato settentrionale della gola si apre una gigantesca grotta marina, accessibile solo dal mare in condizioni favorevoli. Alcuni studi suggeriscono che potrebbe contenere la più grande camera marina naturale della Gran Bretagna.
Quando l’Atlantico è agitato, il fragore delle onde che si incanalano nella gola e si infrangono contro le pareti rocciose crea uno spettacolo impressionante e fa capire meglio di qualsiasi spiegazione la forza che continua ancora oggi a modellare questa costa.





Loch of Houlland e gli Hols o’ Scraada: la leggenda del diavolo
Prima di raggiungere Grind of the Navir, ti consiglio di fare una deviazione verso l’interno in direzione di Loch of Houlland. Avvicinati all’acqua e osserva i riflessi rossastri delle rocce che circondano il lago. Probabilmente sono dovuti alle rocce vulcaniche e ai sedimenti rossastri dell’Old Red Sandstone che caratterizzano il paesaggio di Eshaness.
Il contrasto tra la furia dell’Oceano Atlantico che si infrange poco distante e la pace assoluta che si respira attorno al lago è surreale. Non sarà difficile incontrare anche qualche pecora al pascolo che ti osserverà incuriosita da lontano.
Lungo il percorso noterai un piccolo edificio in pietra e un sentiero che conduce verso il lago. Seguendolo raggiungerai gli Hols o’ Scraada, ma fai attenzione: poco prima si apre una profonda fenditura nel terreno, non protetta e difficile da individuare da lontano.
Le viste migliori sugli Hols o’ Scraada si hanno dalla sponda opposta. Prosegui quindi fino al piccolo ruscello che si getta nel lago e fermati ad ammirare questo luogo particolare. Si tratta di una grotta marina parzialmente crollata che termina con una piccola spiaggia nascosta alla fine di un tunnel che si estende per circa 120 metri nell’entroterra.
Senza quasi accorgertene, avrai già attraversato ciò che un tempo era un ponte naturale di terra. In passato qui esistevano due grandi aperture collegate tra loro e proprio da questa caratteristica deriva il nome plurale Hols. Una leggenda locale racconta che un uomo, inseguito dal diavolo, attraversò il ponte a cavallo nel cuore della notte. Subito dopo il suo passaggio, il ponte crollò e il diavolo precipitò nel vuoto.
Seguendo il corso del piccolo ruscello noterai anche i resti di antichi mulini ad acqua utilizzati dalla comunità locale per macinare il grano. Su un promontorio affacciato sul Loch of Houlland si trovano inoltre i resti di un broch di circa 2.000 anni fa e un breve sentiero permette di raggiungere una piccola isola situata al centro del lago.





La strada verso Grind of the Navir: l’anfiteatro scolpito dall’oceano
Nelle giornate calme come quella che abbiamo avuto la fortuna di trovare, il paesaggio di Eshaness sembra quasi irreale. Le praterie sono punteggiate da piccole pozze d’acqua, nell’aria si sente il profumo dei fiori selvatici e sopra le scogliere volteggiano numerosi uccelli marini. In lontananza, però, continua a sentirsi il rombo costante dell’Oceano Atlantico che si infrange contro le pareti rocciose.
Superati gli Hols o’ Scraada si raggiunge Grind of the Navir, uno dei luoghi più spettacolari delle Shetland. Si tratta di un enorme anfiteatro naturale scavato dalla forza dell’oceano nelle antiche rocce vulcaniche che compongono questa costa. Qui affiorano spettacolari strati di rocce dai colori rossastri e rosati che raccontano il passato vulcanico di Eshaness.
Per entrare nell’anfiteatro di Grind of the Navir dovrai arrampicarti su alcuni grandi massi sparsi lungo il percorso. La maggior parte è stabile, ma alcuni possono muoversi leggermente sotto il peso del corpo, quindi è bene prestare attenzione. Nelle giornate tranquille è possibile avvicinarsi e osservare il paesaggio da vicino, ma quando il mare è in tempesta ti consiglio di mantenere le distanze: la forza delle onde è tale da scaraventare nell’entroterra massi che possono pesare anche oltre 100 kg.
Arrivato fin quassù vedrai ancora meglio la piccola isola a forma di cono chiamata Muckle Ossa. Gli studiosi ritengono che possa rappresentare il canale di alimentazione principale dell’antico vulcano di Eshaness, rimasto in piedi mentre il resto della montagna è stato progressivamente modellato dall’erosione.
Quando il vulcano era attivo, probabilmente dominava il paesaggio con una classica forma conica. Nel corso di milioni di anni il vento, il mare e gli agenti atmosferici hanno trasformato quel vulcano in una delle coste più spettacolari delle Shetland, creando scogliere, gole e formazioni rocciose che oggi attirano escursionisti da tutto il mondo.
Quello di Eshaness è indubbimente uno dei trekking più belli da fare alle isole Shetland e per quanto ci riguarda porteremo quell’energia con noi per sempre.

Accenni al passato vulcanico di Esha Ness
Per capire davvero Eshaness bisogna fare un salto indietro nel tempo di centinaia di milioni di anni. Tra 480 e 390 milioni di anni fa, l’antico Oceano Giapeto iniziò a chiudersi. La collisione tra i continenti provocò la formazione della grande catena montuosa della Caledonia, una delle più imponenti mai esistite nell’area che oggi comprende Scozia, Norvegia e Groenlandia.
L’enorme pressione e il calore generati da questo scontro produssero grandi quantità di magma all’interno della crosta terrestre. In alcune zone, tra cui quella di Eshaness, la crosta era sufficientemente sottile da permettere al magma di raggiungere la superficie dando origine a violente eruzioni vulcaniche.
Nel corso del tempo, strati successivi di lava, ceneri e altri materiali vulcanici si accumularono attorno al centro eruttivo formando un grande vulcano a cono. Questo tipo di vulcano viene chiamato stratocono ed è molto simile, nella struttura, a vulcani ancora attivi in altre parti del mondo.
Il cono vulcanico originale di Eshaness è scomparso da milioni di anni. L’erosione provocata dal vento, dalla pioggia e soprattutto dall’Oceano Atlantico ha progressivamente modellato il paesaggio, lasciando visibili le strutture interne del vulcano. È proprio grazie a questa erosione che oggi possiamo osservare lungo Eshaness Cliffs gli strati di lava e cenere vulcanica che raccontano la storia geologica di questo luogo straordinario.
