Se ami la natura, i paesaggi selvaggi, le scogliere e gli animali, questo trekking nella Riserva Naturale di Hermaness, sull’isola di Unst nelle Shetland, sarà un’esperienza difficile da dimenticare.
Camminerai attraverso una vasta brughiera aperta, passando accanto a costoni di rocce vertiginose fino a raggiungere Muckle Flugga, il faro più a nord del Regno Unito. Ti sembrerà di perderti nel nulla eppure, raramente ti sentirai così connesso a ciò che ti circonda.
Le viste dalla Riserva Naturale di Hermaness si estendono sul Nord Atlantico e lo sguardo si perde all’orizzonte. Questa camminata toglie letteralmente il respiro, te lo assicuro.
Abbiamo voluto fortemente intraprendere questo trekking, tanto che ci siamo ritrovati a camminare per ore sotto una pioggia battente, completamente zuppi nonostante i vestiti impermeabili. Ne è valsa la pena? Senza dubbio!
Non abbiamo pensato neppure per un istante di tornare indietro. E poi, quando il sole ha fatto capolino nel cielo, il paesaggio si è trasformato in qualcosa di indescrivibile. Non lo dimenticheremo mai.
In questo articolo trovi una guida completa al trekking più sensazionale che offre Unts, con consigli pratici su come organizzarlo, corredati da curiosità, storia e stop imperdibili.



Dove si trova la Riserva Naturale di Hermaness (Unst, Isole Shetland)
Fra i tanti trekking da fare alle Shetland, quello che porta alla Riserva Naturale di Hermaness su Unst è uno dei più memorabili. Un luogo solitario, selvaggio e struggente, capace di graffiare l’anima. Non a caso Unst è l’isola abitata più a nord di tutto il Regno Unito.
Hermaness è il promontorio più settentrionale dell’isola di Unst e ospita una delle più importanti colonie di uccelli marini delle Shetland, tutelata da NatureScot.
Avvicinandosi a queste magnifiche scogliere attraverso la brughiera scura, nulla ti lascerà intuire quello che ti attende: nessun rumore di onde che si infrangono, nessuna vista sul mare, fino a quando non raggiungerai il precipizio e rimarrai senza fiato quando il panorama si apre all’improvviso.
Di fronte a Hermaness si staglia un gruppo di faraglioni conosciuti come Da Waithing Skerries. Il più celebre è Muckle Flugga, con il suo iconico faro bianco arroccato sulla cima della roccia: un miraggio vederlo apparire dopo il lungo trekking che conduce fino a questo remoto angolo delle Shetland.

Fauna e biodiversità di Hermaness
Le scogliere, esposte e frastagliate, si innalzano fino a 170 metri sul livello del mare e pullulano di vita: sule, fulmari, urie, gazze marine e tridattili sono solo alcune delle specie presenti. Qui nidificano oltre 100.000 uccelli marini, tra i più grandi e spettacolari d’Europa, comprese circa 30.000 coppie di sule (gannets), oltre a gabbiani e, nel periodo giusto, anche i celebri puffin.
Le scogliere, esposte e frastagliate, si innalzano fino a 170 metri sul livello del mare e pullulano di vita: sule, fulmari, urie, gazze marine e tridattili sono solo alcune delle specie presenti. Qui nidificano oltre 100.000 uccelli marini, tra i più grandi e spettacolari d’Europa, comprese circa 30.000 coppie di sule (gannets), e poi anche gabbiani e, nel periodo giusto, i puffin.
Tra maggio e fine luglio, la Riserva Naturale di Hermaness è infatti uno dei luoghi più conosciuti delle Shetland per osservare i pulcinella di mare nel loro habitat naturale. Con un po’ di fortuna è possibile vederli posati tra le scogliere o intenti a rientrare ai nidi con il caratteristico becco carico di pesci.
La maggior parte degli uccelli arriva verso la fine di aprile e resta fino ai primi di agosto. Nella riserva nidificano anche 750 coppie di grandi stercorari (great skuas, chiamati in loco bonxie), noti come “pirati del cielo” perché difendono aggressivamente i loro nidi e attaccano chiunque si avvicini troppo.
Se sei un appassionato di questi simpatici clown del mare e hai in mente di visitare anche altri luoghi, ti potrebbe interessare la nostra guida su dove vedere i puffin in Scozia.




I percorsi della Riserva Naturale di Hermaness: mappa e opzioni
Il parcheggio di Burrafirth è l’unico punto della riserva dotato di servizi igienici, quindi approfittane prima di partire. Da qui inizia il sentiero che attraversa la brughiera in direzione nord, tra distese fiorite e cespugli d’erica che, ad agosto, tingono il paesaggio di rosa e viola.
La brughiera di Hermaness è un vero mosaico di biodiversità: oltre all’erica, ospita camemoro nero, mirtillo di palude, cotton grass, muschi ed erbe tipiche delle torbiere delle Shetland.
Esistono due principali opzioni di percorso alla Riserva Naturale di Hermaness. Il The Saito Trail, di difficoltà moderata, conduce alle spettacolari scogliere occidentali e alla colonia di sule. Il più lungo Muckle Flugga Trail segue invece la costa settentrionale fino ai punti panoramici affacciati sul celebre faro, per poi rientrare passando da Hermaness Hill (pendenze più ripide, percorso più impegnativo).
Una volta raggiunte le scogliere, svolta a destra se vuoi cercare i puffin e a sinistra se desideri osservare le grandi colonie di sule (gannet). Quando vedrai questi enormi uccelli planare sull’Atlantico e tuffarsi in mare a velocità impressionante, capirai perché Hermaness è considerata una delle riserve naturali più spettacolari delle Shetland.
I percorsi della Riserva Naturale di Hermaness attraversano brughiera, torbiere, scogliere e alcuni dei panorami più selvaggi dell’intero arcipelago. Il trekking completo misura circa 12 km e richiede mediamente tra le 4 e le 5 ore. È consigliata una discreta preparazione fisica, poiché non mancano salite, discese e tratti esposti al vento.
Lungo il percorso incontrerai anche alcuni dei punti più iconici della riserva. Tra questi spicca The Neap, una spettacolare parete verticale alta circa 170 metri sul livello del mare, situata lungo il percorso verso Saito Point. Hermaness Hill è il punto più alto della riserva, con i suoi 200 metri sul livello del mare.
Il lato orientale della penisola è più basso e riparato: le scogliere arrivano fino a 100 metri a nord e a soli 20 metri verso la testa di Burrafirth, dove si apre una splendida spiaggia di sabbia.

Trekking Riserva di Hermaness in sintesi:
- 📍 Punto di partenza: parcheggio di Burrafirth (Unst)
- 🥾 Percorsi principali: The Saito Trail e Muckle Flugga Trail
- 📏 Lunghezza: 8 km (percorso breve) oppure 12 km (circuito completo)
- ⏱️ Durata: da 3 a 5 ore (considera più tempo in base a quante volte ti fermerai e al tuo livello di allenamento fisico)
- 📈 Difficoltà: moderata/impegnativa
- 🌊 Punto panoramico principale: Muckle Flugga Lighthouse e Out Stack
- 🦅 Fauna: puffin (in stagione), sule, bonxie, urie, fulmari e gazze marine
- 🚻 Servizi: toilette disponibili al parcheggio di Burrafirth
- 🅿️ Parcheggio: gratuito
- 💰 Accesso alla riserva: gratuito
- 📅 Periodo migliore: maggio-luglio per l’osservazione degli uccelli marini
- 🌦️ Da sapere: il meteo cambia rapidamente e il vento può essere molto forte


Consigli pratici: cosa portare per il trekking a Hermaness
Prima di partire per il trekking alla Riserva Naturale di Hermaness ti consigliamo di portare con te acqua e qualche snack, indossare scarponi da trekking con una buona aderenza e scegliere un abbigliamento impermeabile. Fotografare il pannello informativo all’inizio del sentiero può rivelarsi utile durante l’escursione, soprattutto se il meteo peggiora o la visibilità diminuisce.
Ti consigliamo inoltre di scaricare una mappa offline sullo smartphone utilizzando applicazioni come AllTrails, Maps.me o Google Maps. In alcune zone della riserva il segnale telefonico può essere debole o assente. In alternativa munisciti di una mappa cartacea.
Il meteo a Hermaness è estremamente variabile e può cambiare nel giro di pochi minuti. Controlla sempre le previsioni prima di partire e preparati a condizioni diverse da quelle previste.
Noi abbiamo preso così tanta pioggia all’inizio del trekking che, quando il sole è apparso all’improvviso, non riuscivamo a credere ai nostri occhi. I vestiti impermeabili si sono rivelati fondamentali, anche se dopo più di un’ora sotto l’acqua battente eravamo comunque completamente fradici.
Cosa mettere nello zaino e comportamento responsabile (checklist pratica)
- 🥾 Scarponi impermeabili con buona aderenza
- 🧥 Abbigliamento a strati, antivento e antipioggia
- 🧤 Cappello e guanti anche in estate, in caso di vento forte
- 🗺️ Mappa offline scaricata sul telefono
- 💧 Acqua e snack per il trekking
- 📷 Binocolo o teleobiettivo per osservare la fauna
- 🚶 Rimani sempre sui sentieri segnalati per proteggere la brughiera
- 🦅 Mantieni le distanze dai nidi e dagli uccelli marini
- 🚯 Porta via tutti i tuoi rifiuti
- ⚠️ Non avvicinarti ai bordi delle scogliere, soprattutto in presenza di vento forte

Guida completa al trekking nella Riserva Naturale di Hermaness
Hermaness Boardwalk Trail e il richiamo dei bonxie
L’inizio del trekking nella Riserva Naturale di Hermaness ti porterà tra brughiere e torbiere dove riecheggia il continuo richiamo degli uccelli marini. È qui che si entra davvero nel cuore più selvaggio di Unst tra paesaggi surreali fatti di silenziosi e fragore allo stesso tempo.
Lasciato il parcheggio, prosegui verso nord fino a raggiungere la passerella di Winnaswarta Dale. Negli ultimi anni NatureScot ha realizzato un lungo tratto di passerella in legno, noto come Hermaness Boardwalk Trail, che attraversa le torbiere per circa 2 chilometri.
Questa struttura permette agli escursionisti di attraversare un ambiente particolarmente fragile senza danneggiarne l’ecosistema delle torbiere. Inoltre rende il percorso più agevole nei periodi di pioggia, quando il terreno può trasformarsi rapidamente in una distesa di fango e acqua.
Lungo questo tratto inizierai anche a notare la presenza dei celebri bonxie, i grandi stercorari che hanno reso famosa Hermaness. La riserva infatti ospita la terza colonia più grande al mondo di Bonxie e, durante il periodo di nidificazione, non è raro vederli effettuare voli radenti sopra la testa degli escursionisti. Sono molto territoriali quando si tratta di difendere i nidi.
L’Hermaness Boardwalk Trail rappresenta uno degli interventi più riusciti per la tutela delle torbiere e degli habitat di nidificazione della riserva, contribuendo a ridurre l’erosione e l’impatto del passaggio umano.


Ti sembrerà di camminare nel mezzo del nulla, tra scenari quasi lunari e un manto erboso che si estende a perdita d’occhio. I fili d’erba danzano al vento e le sfumature della brughiera cambiano continuamente con il passare delle nuvole.
Chissà se, mentre attraversi queste distese di erica, qualche Trow sbucherà dal terreno? Folklore locale a parte, segui sempre il sentiero segnalato e rispetta la meraviglia naturale che ti circonda.
Durante la camminata fermati anche solo per un momento ad ascoltare il vento e i richiami dei bonxie: è qui che inizia la parte più autentica del trekking.
Dopo aver percorso chilometri nell’immensa brughiera inizierai a scorgere Hermaness in tutta la sua magnificenza: uno spettacolo che toglie il fiato e che spesso probabilmente sarà solo per te e una manciata di escursionisti che faranno capolino, apparendo quasi dal nulla.
Il paesaggio cambia completamente quando raggiungi il bordo delle imponenti scogliere. Fai attenzione: il terreno è irregolare e ti troverai a circa 150 metri sopra l’Oceano Atlantico.
La maggior parte dei puffin si concentra nella parte più settentrionale della riserva, dove nidifica in tane scavate nel terreno o in vecchie tane di coniglio. Tra aprile e inizio agosto circa 25.000 pulcinella di mare arrivano a Hermaness per riprodursi. Noi siamo arrivati tardi e purtroppo erano già migrati verso il mare aperto. In compenso abbiamo potuto osservare sule e bonxie in abbondanza.






Stop fotografico a Salto Viewpoint – Riserva Naturale di Hermaness
Il sentiero raggiunge la sommità delle scogliere nei pressi di Toolie, regalando le prime viste spettacolari sulla costa frastagliata di Hermaness e sull’immensità dell’Oceano Atlantico. Prima di proseguire verso Muckle Flugga, ti consigliamo però una deviazione verso il Salto Viewpoint, uno dei punti panoramici più impressionanti dell’intera riserva che si trova poco più a sud.
Lungo la costa occidentale di Hermaness si trova una delle più grandi colonie di sule delle Shetland. Il luogo migliore per osservarle è The Neap, una parete verticale che si incontra lungo il Saito Trail.
Dal parcheggio occorrono circa due ore di cammino per raggiungere l’area di Salto Viewpoint, talvolta indicato anche come “Saito Viewpoint” o “Saito Trail”.
Probabilmente sentirai l’odore e i richiami delle sule molto prima di vederle. Il guano ricopre le scogliere di bianco e l’aria è attraversata da un continuo concerto di versi e battiti d’ali. Poi, superato un piccolo promontorio, il panorama si apre all’improvviso: migliaia di sule affollano le pareti rocciose e il cielo sopra l’oceano.
Osservare questi uccelli marini tuffarsi in mare è uno spettacolo incredibile. Durante la caccia possono raggiungere velocità superiori ai 90 km/h e il loro cranio è in grado di assorbire l’impatto con l’acqua grazie a speciali adattamenti evolutivi.
Gli abitanti di Unst raccontano che, nelle notti ventose, il rumore delle sule delle Shetland sembra quasi come un coro di sirene che cantano e ammaliano.



La camminata lungo il bordo delle scogliere di Hermaness
Il trekking alla Riserva Naturale di Hermaness prosegue lungo le scogliere con l’Atlantico sempre alla tua sinistra. Il paesaggio lunare non farà altro che enfatizzare la sensazione di essere persi nel nulla. In alcuni tratti il sentiero diventa appena accennato e sono i paletti di legno a indicare la direzione, aumentando la sensazione di trovarsi in uno degli angoli più remoti delle Shetland.
Svoltando verso nord nei pressi di Toolie, il percorso scende ripidamente verso Sothers Dale, passando accanto a un antico recinto in pietra per le pecore conosciuto come “Setter House”. Le salite e le discese si susseguono senza tregua, ma la bellezza del paesaggio ti farà quasi dimenticare lo sforzo: scogliere imponenti, prati mossi dal vento, pecore al pascolo e, nel periodo giusto, migliaia di puffin.
Qui è possibile osservare le pulcinelle di mare da molto vicino mentre entrano ed escono dalle tane scavate nel terreno. Noi siamo arrivati a metà agosto e purtroppo erano già migrati verso il mare aperto, ma abbiamo potuto ammirare in abbondanza sule e bonxie.
Fai attenzione a non avvicinarti troppo al bordo delle scogliere, soprattutto nelle giornate ventose. In alcuni punti il terreno può essere instabile e il dislivello verso l’oceano supera i 150 metri.
La Riserva Naturale di Hermaness è uno di quei luoghi che da soli valgono il viaggio fino alla remota isola di Unst. Ti resta dentro molto tempo dopo aver lasciato le Shetland, lasciando un’impronta indelebile fatta di vento, oceano, nostalgia e silenzio.
Le scogliere raccontano anche una storia geologica affascinante. La roccia dominante è lo gneiss, una roccia metamorfica formata sotto enormi pressioni e temperature, attraversata da caratteristiche vene di granito rosa – sono tra le rocce più antiche d’Europa. Nel corso di milioni di anni, la forza dell’Atlantico ha modellato queste antiche rocce creando faraglioni, archi naturali, grotte marine e profonde fenditure costiere conosciute nelle Shetland come geos.


Muckle Flugga Lighthouse e Out Stack: l’ultima parte del trekking a Hermaness
Nel frattempo la pioggia aveva iniziato a rallentare, concedendoci finalmente un po’ di tregua. Esausti ma felici, abbiamo affrontato l’ultima salita e, dopo un lungo respiro, ci siamo fermati in silenzio a contemplare Muckle Flugga e il suo iconico faro bianco arroccato sulla roccia scura.
Chiunque arrivi fin qui sogna di vederlo comparire all’orizzonte. Il Muckle Flugga Lighthouse è il faro più a nord del Regno Unito e sorge su uno scoglio alto 60 metri battuto dalle tempeste, a circa 1,6 km dalla costa di Unst. Non a caso viene spesso definito il faro ai confini della Gran Bretagna. Nelle giornate limpide è possibile osservarlo perfettamente dalla costa di Hermaness, al termine del sentiero.
Poco oltre Muckle Flugga si distingue Out Stack, conosciuto localmente anche come Da Shuggi o The End of Britain, il punto più settentrionale della Scozia, del Regno Unito e delle Isole Britanniche. Da qui l’Atlantico sembra non avere fine e l’orizzonte si perde verso il remoto nord dell’oceano.
Raggiungere questo punto con lo sguardo dopo ore di cammino tra vento, pioggia e brughiere è una delle emozioni più intense che abbiamo vissuto durante il nostro viaggio alle Shetland. È uno di quei momenti che restano impressi nella memoria molto tempo dopo il ritorno a casa.
Pensa che durante le tempeste invernali gli spruzzi delle onde possono raggiungere la sommità del faro, ricordando a chi lo osserva quanto questo angolo remoto del Regno Unito sia estremo, selvaggio e affascinante.



Hermaness Hill e il ritorno al punto di partenza
Per il ritorno verso il parcheggio di Burrafirth puoi scegliere tra due opzioni: completare l’anello passando per Hermaness Hill oppure tornare sui tuoi passi lungo il sentiero dell’andata.
Se decidi di chiudere il circuito, il percorso sale dolcemente oltre il Taing of Looswick, dove una sottile fascia di rocce lascia spazio a prati verdissimi punteggiati di fiori selvatici. La brughiera e le torbiere che caratterizzano gran parte della riserva qui lasciano il posto a distese erbose e piccole vallate modellate dal vento e dalla pioggia.
Tra Boelie e Wilna Geo si trova il punto raggiungibile a piedi più a nord della Gran Bretagna, un piccolo promontorio affacciato su Muckle Flugga e sull’isolotto di Out Stack. Solo poche persone si sono spinte oltre questo punto: tra loro Lady Jane Franklin, che raggiunse queste scogliere nel 1849 per avvicinarsi simbolicamente al marito scomparso, Sir John Franklin, impegnato nella ricerca del Passaggio a Nord-Ovest.
In passato una serie di pali segnava il lungo e solitario cammino verso la stazione di segnalazione, aiutando le persone a orientarsi in caso di nebbia, pioggia o neve. In seguito, i tralicci dei trasmettitori radio garantirono le comunicazioni. Prima dell’avvento della radio, i contatti con il faro avvenivano tramite segnali semaforici inviati dalla stazione situata su Hermaness Hill, di cui oggi restano soltanto alcune strutture in ferro e una base in pietra.
Noi abbiamo scelto di tornare indietro lungo lo stesso sentiero dell’andata. Il cielo stava nuovamente cambiando e non volevamo rischiare un altro acquazzone improvviso. C’è ancora qualche salita da affrontare, ma superato il tratto più impegnativo il cammino scorre tranquillo fino al parcheggio della Riserva Naturale di Hermaness.
Ogni passo nel silenzio della brughiera sembrava un piccolo addio. Ricordiamo ancora il vento che fischiava tra l’erica, le nuvole che correvano sull’Atlantico e le sule e i bonxie che continuavano a planare sopra le scogliere.
La Riserva Naturale di Hermaness ci è rimasta dentro molto più di quanto avessimo immaginato. È uno di quei luoghi estremi che lasciano una traccia profonda nella memoria, un trekking capace di graffiare l’anima e regalare emozioni che difficilmente si dimenticano.

La storia del faro di Muckle Flugga
Muckle Flugga Lighthouse è uno dei fari più iconici e remoti della Scozia. Costruito dai celebri ingegneri scozzesi Thomas Stevenson e David Stevenson per la Northern Lighthouse Board, domina da oltre un secolo e mezzo uno degli angoli più esposti alle tempeste dell’Atlantico del nord.
Il nome della famiglia Stevenson è legato indissolubilmente alla storia dei fari scozzesi: nel corso di diverse generazioni progettò oltre novanta fari lungo le coste della Scozia. Thomas e David lavorarono insieme a numerose opere ingegneristiche e Muckle Flugga rappresenta una delle loro realizzazioni più affascinanti per la posizione estrema e le difficoltà costruttive che comportò.
Secondo alcuni biografi, i viaggi compiuti dal giovane Robert Louis Stevenson insieme al padre contribuirono a plasmare l’immaginario che avrebbe poi caratterizzato opere come L’Isola del Tesoro. Osservando il faro emergere dalle onde e dalle scogliere battute dal vento, non è difficile comprendere perché questa teoria continui ad affascinare visitatori e appassionati.
Il nome “Muckle Flugga” deriva probabilmente dall’antico norreno Mikla Flugey, interpretabile come “grande isola dai fianchi ripidi”, una descrizione che appare perfetta osservando il profilo dello scoglio dal promontorio di Hermaness.
Fino a quando il faro non venne automatizzato nel 1995, la minuscola isola di Muckle Flugga, era l’isola abitata più a nord della Gran Bretagna. Per decenni, infatti, il faro fu abitato dai guardiani che vivevano in uno degli avamposti più isolati delle Isole Britanniche.
Negli anni Trenta era presente un sistema di cavi e argani che permetteva di trasportare materiali e provviste dalle imbarcazioni fino alla sommità dello scoglio che altrimenti si raggiungeva solo percorrendo oltre 250 gradini che si inerpicavano su per la roccia. Non è incredibile pensare che qualcuno abbia davvero vissuto in questo luogo così remoto?
Usando il teleobiettivo della nostra reflex siamo riusciti a distinguere perfettamente la ripida scalinata che conduce all’ingresso del faro, un luogo remoto che per più di un secolo è stato casa e rifugio di uomini che vivevano ai confini del mondo.
Il faro è legato anche a una curiosa leggenda locale. Si racconta che alcuni guardiani faticassero a dormire durante le notti di tempesta a causa del fragore incessante delle onde che si infrangevano contro le rocce di Muckle Flugga.

La Guerra di Crimea e la costruzione del faro
La nascita del Muckle Flugga Lighthouse è strettamente legata alla Guerra di Crimea (1853-1856). In quegli anni la Royal Navy aveva bisogno di una luce di riferimento per guidare le navi britanniche dirette verso il Baltico e le acque settentrionali.
Per questo motivo, nel 1854 venne installata una prima luce provvisoria sullo scoglio, allora conosciuto come North Unst Lighthouse. Solo nel 1964 il faro assunse ufficialmente il nome di Muckle Flugga Lighthouse.
Le condizioni meteorologiche dell’area si rivelarono però molto più dure del previsto. Durante uno degli inverni successivi, una violenta tempesta con venti che superarono i 190 km/h danneggiò gravemente la struttura temporanea del faro, dimostrando la necessità di costruire qualcosa di più solido e duraturo.
Fu così che Thomas e David Stevenson progettarono una torre permanente in pietra. I lavori iniziarono nel 1857 e il nuovo faro entrò in funzione il 1° gennaio 1858. Alta circa 20 metri, la struttura venne progettata per resistere alle condizioni estreme del Nord Atlantico e continua ancora oggi a svolgere il proprio compito.
La costruzione rappresentò una vera impresa ingegneristica. Tutti i materiali, gli attrezzi e gli operai dovevano essere trasportati via mare fino a uno scoglio isolato, esposto alle onde e alle tempeste. Ancora oggi, osservando il faro dalla costa di Hermaness, è difficile immaginare come sia stato possibile realizzare un’opera del genere in un luogo tanto remoto.
Prima dell’automatizzazione, avvenuta nel 1995, il faro era presidiato da tre guardiani che si alternavano nei turni. Solitamente trascorrevano un mese sullo scoglio e un mese a terra con le proprie famiglie presso la Shore Station di Burrafirth.
Gli edifici che ospitavano i guardiani sull’isoletta sono oggi disabitati, mentre quelli della Shore Station a Burrafirth sono ancora visibili e testimoniano la vita quotidiana delle famiglie che vivevano al servizio di uno dei fari più isolati della Scozia.
Ancora oggi il Muckle Flugga Lighthouse è operativo sotto la gestione della Northern Lighthouse Board ed è considerato il faro più a nord del Regno Unito.


Come arrivare alla Riserva Naturale di Hermaness
Itinerario da Lerwick e collegamenti via traghetto
Da Lerwick, per raggiungere la Riserva Naturale di Hermaness sull’isola di Unst, segui la A970 in direzione nord fino a Voe, poi svolta sulla A968 per Toft. Da Toft, un primo traghetto attraversa lo Yell Sound e raggiunge l’isola di Yell in circa 20 minuti di traversata.
Arrivato a Yell prosegui lungo la A968 fino a Gutcher dove un secondo traghetto ti porterà a Belmont Ferry Terminal sull’isola di Unst in circa 10 minuti.
Serve prenotare i traghetti interni? Se viaggi in alta stagione è consigliabile prenotare sopratutto per riservare il posto auto, che spesso è limitato. Per maggiori dettagli, ti inviato a leggere la nostra guida su dove sono le Isole Shetland e come muoversi tra le varie isole dell’arcipelago.
A questo link puoi consultare gli orari dei traghetti per pianificare al meglio la tua visita. Considera che da Lerwick al parcheggio di Burrafirth impiegherai circa 3 ore (salvo imprevisti), traghetti inclusi.


Come raggiungere il punto di partenza del trekking a Burrafirth
Per raggiungere la Riserva Naturale di Hermaness, attraverserai Baltasound e poi percorrerai la single track road che, partendo dal villaggio di Haroldswick, si snoda tra le brughiere del nord-ovest di Unst, regalando già un assaggio dei paesaggi che ti attendono.
Lungo la strada (B9086) noterai anche gli edifici della Burrafirth Shore Station, che in passato fungeva da stazione di supporto per i guardiani del faro di Muckle Flugga. Alla fine della strada troverai un piccolo parcheggio con servizi igienici e pannelli informativi: è qui che inizia ufficialmente il sentiero verso Hermaness e le sue spettacolari scogliere.


Quando visitare la Riserva Naturale di Hermaness
La Riserva Naturale di Hermaness offre scenari diversi in ogni stagione. Tra la fine di aprile e l’inizio di agosto, le scogliere ospitano migliaia di uccelli marini, tra cui sule, urie, gazze marine e puffin. In autunno la brughiera si tinge di sfumature rosse e dorate, mentre l’inverno regala paesaggi austeri, cieli drammatici e un silenzio quasi surreale.
Se vuoi vivere Hermaness Nature Reserve nel suo momento più spettacolare, il periodo migliore è compreso tra maggio e luglio, quando le lunghe giornate estive delle Shetland illuminano le scogliere popolate dai puffin fino a tarda sera.
Noi abbiamo visitato la riserva ad agosto e, nonostante il meteo piuttosto inclemente, non ci è certo mancata l’avventura. Ci siamo immersi in scenari selvaggi e affascinanti, con migliaia di uccelli marini ancora presenti sulle scogliere. Peccato soltanto che i puffin fossero già migrati verso il mare aperto.

Dove dormire e cosa vedere nei dintorni di Hermaness
Dopo il trekking nella Riserva Naturale di Hermaness, ti consigliamo di dedicare almeno un’altra giornata alla scoperta di Unst, l’isola abitata più a nord delle Shetland e del Regno Unito.
Tra le tappe da non perdere c’è Baltasound, il principale villaggio dell’isola e una comoda base per esplorare questa remota parte dell’arcipelago.
A Haroldswick puoi visitare la suggestiva Replica Longhouse, una fedele ricostruzione di una casa vichinga, e l’interessante Unst Heritage Centre & Boat Haven, che racconta la storia, la cultura e le tradizioni dell’isola.
Se ami i luoghi insoliti, raggiungi SaxaVord, l’ex stazione radar della RAF situata in una delle zone più remote delle Shetland. Da qui si godono splendide viste sull’oceano e sulle scogliere del nord di Unst.
Merita una visita anche Skaw Beach, considerata la spiaggia più a nord del Regno Unito, un luogo selvaggio e poco frequentato dove il paesaggio sembra segnare il confine tra la terra e l’oceano.
Per scoprire di più sulla vita e la cultura dell’isola, puoi visitare Unst Heritage Centre & Boat Haven a Haroldswick. Nostra guida completa su cosa vedere a Unst puoi approfondire tutte le attrazioni dell’isola, gli itinerari, curiosità e informazioni pratiche per organizzare al meglio la visita.

Dove dormire a Unst
Se stai cercando un alloggio speciale, non possiamo che consigliarti Belmont House, una splendida dimora georgiana immersa nella quiete della campagna di Unst. Noi abbiamo trascorso qui alcuni giorni indimenticabili e siamo stati accolti con grande cura da Martin, che gestisce la struttura con passione e attenzione ai dettagli.
Questa dimora solitaria e bellissima, affacciata su un panorama da sogno, è il punto di sosta perfetto per esplorare l’isola: sarai coccolato e accolto con calore e ti sentirai subito a casa. Sicuramente è uno degli alloggi che più portiamo nel cuore.
Se invece preferisci valutare altre soluzioni, puoi verificare disponibilità, prezzi aggiornati e alloggi alternativi sull’isola tramite il link qui sotto.

Leggende della Riserva di Hermaness
La lotta tra i giganti Herman e Saxa
Secondo una delle leggende più affascinanti delle Shetland, il promontorio di Hermaness prende il nome da un gigante chiamato Herman, che viveva nella parte più settentrionale di Unst. Sul lato opposto dell’isola, a Saxa Vord, abitava invece un altro gigante di nome Saxa.
I due si innamorarono della stessa sirena, che decise di metterli alla prova. Promettendo il proprio amore a chi fosse riuscito a seguirla verso il lontano nord, li attirò sempre più al largo. Nessuno dei due, però, sapeva nuotare. Accecati dall’amore e dalla rivalità, si lanciarono comunque in mare e finirono per annegare tra le onde dell’Atlantico.
Secondo la tradizione popolare, le scogliere, gli skerries e gli isolotti che si estendono tra Hermaness, Muckle Flugga e Out Stack sarebbero ciò che resta dell’antica lotta tra i due giganti attraverso il Burra Firth. Ancora oggi, osservando questi paesaggi selvaggi battuti dal vento, non è difficile immaginare enormi massi scagliati da una riva all’altra durante il loro scontro.
Questo è uno dei miti più celebri delle Shetland e rappresenta bene il legame profondo tra il folklore nordico e il paesaggio dell’arcipelago. Per secoli gli abitanti hanno utilizzato racconti di giganti, troll e creature soprannaturali per spiegare la forma delle scogliere, dei faraglioni e dei promontori che caratterizzano queste isole remote. (The Modern Antiquarian: Muckle Flugga e Shetland Winter Stories).
Gli studiosi notano come queste figure di giganti, chiamate nei racconti norreni “trollkona”, “gríla” o “gýgr” infestassero il paesaggio delle Shetland” (Jennings, 2010), un modo per spiegare le formazioni rocciose e i toponimi locali.
Camminando tra le scogliere di Hermaness, è facile immaginare i massi come lanciati dai giganti, e comprendere come la leggenda e la geologia si intreccino nella storia dell’isola (The Giantess as metaphor for Shetland’s Cultural History” – Shima Journal).

La caldaia dei giganti nella Riserva di Hermaness
In un’altra storia raccontata nel XIX secolo, i due giganti Herman e Saxa litigavano non solo per la sirena, ma anche per il diritto di usare un enorme ‘kettle’ di roccia, dove Herman voleva bollire una balena catturata a Burrafirth.
Saxa acconsentì a condizione di ottenere metà della balena, e così Herman si indignò e lanciò un masso che finì in mare, diventando una delle formazioni rocciose visibili oggi (John Spence, Shetland Folk‑Lore, – “Giants of Unst” – Wikisource).

Curiosità sulla Riserva di Hermaness
Hermaness Hill e Muckle Flugga non offrono solo paesaggi spettacolari, ma anche uno sguardo sulla vita e la storia di questa remota area delle Shetland. Salendo fino alla cima di Hermaness Hill, è possibile ammirare i resti della stazione di segnalazione del faro e godere di una vista mozzafiato sulla brughiera circostante. Da qui, si può scegliere se continuare attraverso il sentiero della brughiera fino al parcheggio o tornare indietro seguendo la costa.
Anche se Hermaness non ha mai ospitato insediamenti permanenti, l’area è stata utilizzata per generazioni per il pascolo delle pecore e per la raccolta della torba, utilizzata come combustibile. I Vichinghi arrivarono a Unst oltre 1200 anni fa, sostituendo i Pitti, e nei secoli successivi si svilupparono piccoli croft e insediamenti agricoli.
La leggenda narra che i Pitti di Burrafirth si trasferirono sopra il Loch of Unst e il villaggio abbandonato di Petester porta ancora oggi il loro nome.
Nel XIX secolo, il proprietario terriero locale trasferì il bestiame dei coloni per creare spazio ai pascoli di pecore. Ancora oggi, le pecore Shetland pascolano liberamente sulla riserva e, in alcune stagioni, i crofters locali si riuniscono per il rituale del “caa”, ossia la raccolta delle pecore dal pascolo. Questo momento è essenziale per la gestione del bestiame, dal trasporto al mercato alla cura degli agnelli. Per il resto dell’anno, le pecore sono lasciate libere e il loro numero è attentamente monitorato per proteggere gli habitat naturali.
Tra le curiosità locali, alcune espressioni del dialetto delle Shetland che ricordano la vita dura ma solidale degli abitanti:
- “Be da day ever sae lang, da end comes Evensang” – Dopo una lunga giornata di lavoro, sii grato per il riposo serale.
- “Imbu da fremd” – Offri il meglio di te agli estranei.
- “Da giean haand is aye gittin” – Una persona gentile e generosa è solitamente trattata bene dai vicini.
- “Wir hed a göd caa da day an gotten in maist o da sheep” – Abbiamo fatto una buona raccolta oggi e radunato la maggior parte delle pecore.
- “A day in Voar is a week in Hairst” – Un giorno in primavera vale quanto una settimana in autunno.
Queste storie e tradizioni rendono Hermaness un luogo unico, dove natura, storia e cultura si intrecciano tra le onde del mare e le brughiere ventose delle Shetland.

Perché Hermaness resta dentro
Hermaness non è solo una riserva naturale, ma è un luogo che racchiude l’essenza più autentica delle isole Shetland. Camminare qui significa attraversare paesaggi che sembrano sospesi tra mito e realtà, dove il vento racconta storie antiche di giganti e sirene. Ogni passo, lascia un segno, perché Hermaness si vive e ti resta dentro.
Hermaness è uno dei trekking più belli delle Shetland, perché pochi luoghi al mondo uniscono in modo così potente natura, isolamento e suggestione. Il trekking di Hermaness regala panorami che cambiano con la luce, un silenzio profondo rotto solo dal richiamo degli uccelli e la sensazione di essere ai confini del mondo. Chi ama il trekking e i luoghi selvaggi troverà qui uno dei percorsi più spettacolari delle Shetland, forse di tutta la Scozia.
Ci sono viaggi che finiscono quando torni a casa, e altri che ti restano dentro. Di Hermaness ricorderemo sempre le scogliere battute dal vento, i voli delle sule, il profilo lontano del faro di Muckle Flugga e soprattutto, la sensazione di essere stati — anche solo per un giorno — in un luogo puro, remoto e autentico, dove la natura è ancora sovrana.
Se stai pianificando un viaggio tra le isole, non perderti il nostro articolo dedicato ai più bei trekking delle Shetland, con percorsi panoramici, scogliere e sentieri che ti porteranno a esplorare l’anima più remota di questo arcipelago.
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