Jarlshof Prehistoric and Norse Settlement è un sito archeologico che si trova nel Mainland delle isole Shetland, dove il Mare del Nord incontra l’Oceano Atlantico. Si trova poco distante dall’aeroporto di Sumburgh ed è uno dei luoghi più visitati delle isole.
Si sviluppa in una posizione drammatica, sul promontorio che affaccia su West Voe of Sumburgh e resiste da secoli alla furia del mare e del vento. Se ami camminare, proprio da Jarlshof parte un trekking costiero che conduce fino al pittoresco faro di Sumburgh Head.
Gli uomini abitarono stabilmente Jarlshof per oltre 4000 anni dal 2700 avanti Cristo, fino al 1600 dopo Cristo. Prima di entrare fermati al centro visitatori, dove scoprirai tante informazioni sui materiali utilizzati per costruirlo e imparerai tanto sulla vita preistorica e la storia delle Shetland.
Il sito archeologico di Jarlshof è costituito da strutture di epoche diverse: un insediamento dell’età del bronzo e uno dell’età del ferro, un broch, un villaggio vichingo caratterizzato da classiche longhouse, una fattoria medievale e la casa di un Laird scozzese risalente al 1600.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!



Cosa troverai in questo articolo
Cosa ti aspetta a Jarlshof
L’arcipelago delle Shetland sembra al confine del mondo con le sue coste frastagliate battute dal vento e la natura selvaggia. È difficile credere che vi siano testimonianze di insediamenti umani risalenti al Mesolitico preistorico, eppure sulla punta della lunga isola meridionale c’è Jarlshof, una delle testimonianze più sorprendenti di questa antichissima occupazione umana.
Jarlshof è uno straordinario sito archeologico dove dune ricoperte di muschio hanno protetto le antiche rovine dall’erosione del mare, dal vento e dal tempo. Si respira un’atmosfera molto particolare da queste parti e l’eco del tempo aleggia ancora in modo prepotente.
A Jarlshof si intreccia la storia delle isole Shetland attraverso le epoche. Scoprirai le vestigia di un villaggio dell’età del bronzo, dove marinai e contadini vivevano in case ovali con muri spessi, semisepolti nel terreno per proteggere meglio le fiamme del fuoco che sostenevano il loro modo di vivere.
Nel 2000 a.C., le persone si guadagnavano da vivere pescando, allevando pecore e maiali e adorando idoli sconosciuti. Percorrendo qualche passo, ti ritroverai nell’età del ferro, davanti ai resti di un broch, una torre rotonda con pareti cave, tipica della Scozia settentrionale e occidentale. Ce ne sono più di 500 nel paese del cardo.
Un po’ più lontano vedrai le fondamenta originarie delle abitazioni dei Pitti che si mescolano con quelle di una longhouse di un capo vichingo. Infine, ci sono le imponenti e iconiche rovine della fattoria fortificata di un nobile scozzese risalente all’inizio del XVII secolo.
Accenni alla storia di Jarlshof
Proprio come Skara Brae sulle isole Orcadi, anche il sito preistorico – norrenno di Jarlshof venne alle luce in seguito a delle tempeste che nel 1890 lo svelarono al resto del mondo. Nel corso dei secoli le precedenti case vennero abbandonate e ci costruirono sopra. La sabbia delle dune vicine, soffiata dal vento, sedimentò tutti gli strati tra loro e sigillò il sito, proteggendo i resti di Jarlshof.
Il proprietario terriero, John Bruce of Sumburgh, condusse degli scavi preliminari e riconoscendo l’importanza di quello che scoprì, lo consegnò allo Stato nel 1925 che continuò i lavori per i successivi 50 anni. Gli scavi hanno fatto scoprire molto delle società passate delle Shetland: come vivevano, lavoravano e mangiavano.
Gli archeologi hanno deciso quanto scavare e quanto lasciare inalterato. Probabilmente altri segreti sono sepolti sotto gli strati di Jarlshof, ma per portarli alla luce si rischierebbe di perdere le tracce delle fasi successive dell’occupazione.
Visitando Jarlshof ti accorgerai di quanto è grande, anche se l’innalzamento dei mari e l’erosione ne hanno distrutto una grande parte nel corso degli anni. Puoi seguire il percorso segnalato o allontanarti, rispettando i cartelli e non cercando di attraversare muri che sono fragili.


Perchè tutto si è sviluppato proprio a Jarlshof
Le prime persone a raggiungere le Shetland, probabilmente sono arrivate non troppo lontano da Jarlshof circa 5.000 – 6000 anni fa. Si possono ancora vedere i frammenti delle prime abitazioni risalenti al 2700 avanti Cristo. Eplorando Jarlshof percorrerai una rete di stretti sentieri tortuosi infossati, a cielo aperto.
Jarlshof era un luogo perfetto in cui stabilirsi: a due passi dalla Scozia continentale e dalle Orcadi e vicino alla Norvegia. Si trova in una baia poco profonda con un approdo sicuro per attraccare le barche e sfruttare la costa per pescare i molluschi e procacciarsi il cibo.
L’intera area si trova su un terreno fertile e sabbioso, con sorgenti d’acqua dolce nelle vicinanze. Jarlshof è un luogo unico che avvicina le persone al passato delle Shetland.
Le prime dimore e l’età del bronzo a Jarlshof
I pochi resti neolitici rinvenuti a Jarlshof si trovano vicino all’ingresso e sono resti di edifici e focolari che risalgono a un periodo che va dal 2500 al 1500 avanti Cristo.
I resti dell’insediamento dell’età del bronzo (2000 a.C.) sono molti di più e includono un certo numero di piccole case divise in celle, che si irradiavano da un focolare centrale. L’insediamento era circondato da campi racchiusi da muri di pietra.
Ci sono tre abitazioni sopravvissute dell’età del bronzo, ognuna con un focolare centrale, circondato da camere separate da contrafforti. Il villaggio era autosufficente pur mantenendo legami con tutta l’Europa, condividendo materiali e competenze. All’epoca coltivavano orzo, farro e grano che veniva macinato in grandi macine, in mostra ancora oggi.
Allevavano animali come pecore e bovini e pescavano molluschi lungo la costa. Con le risorse disponibili come pietra, argilla, ossa e pietra ollare costruirono oggetti e ceramiche. Sono stati trovati anche ossa di balena incastonate nel muro di una delle camere e lo scheletro di un cane.
C’era anche una fucina dove un fabbro lavorava il bronzo, che in seguito venne abbandonata.

Il villaggio dell’età del ferro
Dopo un breve periodo arrivarono altri abitanti capaci di lavorare il ferro. Il villaggio dell’età del Ferro è stato, in parte, costruito sul precedente insediamento dell’età del Bronzo. Anche queste case erano rotonde, con cellule costruite attorno a un focolare centrale, ma erano più spaziose all’interno, in quanto non avevano più gli spessi contrafforti di pietra.
La più grande dimora della prima età del Ferro è stata costruita in quattro step. Due case avevano dei passaggi sotterranei allegati, che forse erano usati come magazzini per il grano. I primi abitanti del nuovo villaggio continuarono a sfruttare le risorse del luogo e introdussero anche nuove tecnologie.
La produzione tessile aumentò durante questo periodo, sostituirono le grandi macine a trogolo con nuove macine a sella più piccole e leggere. Non allevavano solo bovini e pecore, ma anche maiali, piccoli pony e cani. Pescavano e cacciavano foche e catturavano anche uccelli per avere cibo e olio.
I sotterranei delle dimore venivano usati come deposito e pensa, che quello più grande aveva un passaggio lungo 6 metri e alto 60, a cui si accedeva tramite una camera.







Il periodo dei broch a Jarlshof
Dopo un periodo di abbandono, durante il quale il villaggio della prima età del Ferro venne ricoperto dalla sabbia, nell’ultimo secolo avanti Cristo arrivarono altri coloni che costruirono una massiccia torre di pietra: un broch.
Oggi il borch è alto circa 2,5 metri ma una volta, era una massiccia torre rotonda con diversi piani sopra, simile a Mousa Broch che misura 13 metri. Intorno al broch sono cresciuti diversi altri edifici tra cui una grande casa rotonda, un muro difensivo e una stalla per il bestiame.
Durante questo periodo iniziarono a costruire abitazioni fortificate e insediamenti chiusi, sia per prestigio che per difesa. Probabilmente il borch venne costruito dal capo locale per mostrare il suo potere e garantire al contempo la sua sicurezza.
Il bello del sito archeologico di Jarlshof, a differenza di Skara Brae, è che puoi letteralmente entrarci dentro, camminare in mezzo a secoli di storia e catapultarti con un semplice passo, indietro nel tempo. Entrare all’interno di queste strutture è qualcosa di unico ed emozionante.
E’ suggestivo percorrere quegli stessi passaggi che secoli prima erano il rifugio di popoli antichi che hanno segnato la vita di queste isole così remote e solitarie.
Seguici sui nostri social: Instagram, Facebook, Pinterest e Trip Advisor – ti aspettiamo con tanti contenuti inediti! Se i nostri articoli ti sono stati utili, offrirci un caffè su Ko-fi e sostieni il nostro lavoro.



The wheelhouses
Nel II e III secolo dopo Cristo, venne introdotta una nuove struttura a Jarlshof: the wheelhouses – una sorta di timoniera, così chiamata per la sua posizione interna e il tetto supportato da pilastri radiali, disposti come i raggi in una ruota. Ne sopravvisono ancora 4 nel sito e varcarne l’ingresso è stato oltremodo emozionante. Sembra realmente di fare un tuffo indietro nel tempo.
Gli abitanti del tempo iniziarono a usare l’ardesia, le macine rotanti vennero sostituite da quelle a sella e le condizione di vita degli abitanti migliorarono nuovamente.
A ovest delle wheelhouses ci sono i resti di due capanne, che erano ancora in uso intorno all’800 dopo Cristo. In una di esse è stata trovata un’incisione con un motivo a croce cristiana, che suggerisce un periodo di occupazione dei Pitti.



L’arrivo dei vichinghi
La prima incursione dei Vichinghi a Jarlshof risale a poco prima dell’800 dopo Cristo. Alla fine del IX secolo una famiglia norrena si era stabilita a Jarlshof e costruì una tradizionale longhouse, i cui resti si vedono ancora chiaramente. L’insediamento vichingo originale consisteva in una fattoria: una casa, una fucina, alloggi per la servitù e una stalla, che crebbe nel corso dei secoli.
La longhouse originale aveva un edificio lungo e basso con una zona giorno e una cucina, pareti costruite in strati di pietra grezza e un nucleo di terra. La zona giorno aveva un focolare con un forno in pietra che usavano per cucinare.
L’espansione del villaggio norrenno avvenne in sette fasi diverse dall’850 dopo Cristo fino al 1275 circa. L’insediamento era vicino al mare e sostanzialmente pacifico, dato che sono stati trovati resti di poche armi. I coloni norreni coltivavano l’orzo e allevavano animali per cibo e vestiti.
Le mucche erano macellate per prendere la carne e le pelli, mentre dalle pecore prendevano lana e latte. Le foche erano usate per produrre olio per lampade e pelli per i vestiti. La pietra ollare estratta a Cunningsburgh venne usata per creare ciotole e piatti; l’argilla per le pentole.



La fattoria medievale
Nel tardo 1200 una fattoria e un fienile furono costruiti a est dell’insediamento norreno. Un nuovo stile di costruizione che rispecchiava gli sviluppi dell’architettura in Norvegia. In questo periodo le Shetland erano ancora governati dai conti norreni e la terra attorno a Jarlshof apparteneva a Domkirk of Bergen. Purtroppo restano poche tracce di quell’epoca.
C’era persino un forno per l’essiccazione del mais, in uso fino al 1400, quando il clima peggiorò e il cibo iniziò a scarseggiare. Le fornaci furono poi usate come magazzino per il grano.




I laird scozzesi
Le isole Shetland vennero annesse al regno di Scozia nel 1469, in seguito al matrimonio di Giacomo III con Margherita di Danimarca e Norvegia. Nel 1581 erano sotto il controllo del conte Robert Stewart, figlio illegittimo di James V. Il figlio di Stewart, Earl Patrick o “Black Patie” costruì the Old House of Sumburgh, che oggi domina il sito.
Black Patie era famigerato per la sua tirannia sul popolo delle Orcadi e delle Shetland, gli isolani lo detestavano per le penose condizioni di vita a cui li aveva costretti a vivere.
La struttura più visibile del il sito è il castello e risale al periodo scozzese, originariamente era una fattoria di pietra, convertita in una casa fortificata nel XVI secolo. La casa del laird, si sovrappone a parte del broch preistorico, infatti presero da li alcune pietre per costruire la casa.
L’abitazione, nel blocco sud, era una semplice casa rettangolare con muri spessi più di un metro. Il piano terra era diviso in due magazzini, mentre dal cortile, una scala esterna conduceva ai due ambienti del primo piano, ciascuno dotato di camino.
Probabilmente nel sottotetto era presente una soffitta, poiché sopravvive una piccola finestra nel frontone nord-ovest. Nonostante i piani superiori siano incompleti e l’edificio è senza tetto, questo è l’isolato meglio conservato del sito.
The old House of Sumburgh ebbe un’esistenza breve e turbolenta. Nel 1600 William Bruce ottene un nuovo contratto di locazione per la casa a Jarlshof, ma Black Patie mantenne i diritti sul terrenno e irruppe nella proprietà di Bruce, causando ingenti danni e arraffando il più possibile.
Alla fine del XVII secolo era già in rovina e nelle vicinanze costruirono una nuova casa, di cui non rimane più alcuna traccia. Col tempo venne sostituita da un’edificio del XIX secolo che oggi è il Sumburgh Hotel, progettato nel 1866 da David Rhind come un palazzo baronale.

Curiosità
Manor House o “Stewart maison” era la casa del Laird. Sir Water Scott ambientò parte del suo romanzo, The Pirate del 1821, nella Old House of Sumburgh che chiamò fantasiosamente Jarlshof.
ll nome “Jarlshof” sta per “Earl’s Mansion” ed è stato coniato proprio da Sir Walter Scott, che visitò il sito nel 1814 insieme ai fratelli Stevenson, che stavano costruendo il faro di Sumburgh Head. Il vero nome della casa era “Old House of Sumburgh”, ma il poeta ha saputo giocare bene con le parole.
Ci sono delle tombe nel cortile, che secondo la tradizione locale sarebbero di alcuni marinai morti durante un naufragio. Tuttavia, il sito di Jarlshof potrebbe essere stato utilizzato come cimitero temporaneo quando nel 1700, la vicina chiesa di Quendale fu travolta da una grande ondata di sabbia.

Informazioni per visitare Jarlshof
Jarlshof si trova solo a circa 2 Km da Scatness, in cui sono stati scoperti i resti di un altro broch e altre rovine archeologiche. Il prezzo del biglietto per accedere al sito archeologico è di £ 7,50 per adulto – gratis con Explorer Pass.
Historic Scotland gestisce il sito che è aperto tutto l’anno, mentre il Centro visitatori che è aperto solo durante la stagione estiva. Ti suggerisco di prendere l’audio guida, per scoprire tante interessanti informazioni e farti guidare durante la tua visita al sito archeologico di Jarlshof. E’ disponibile solo in lingua inglese, ma molto utile se te la cavi un pò con la lingua.
Il sito archeologico di Jarlshof è aperto tutti i giorni nei seguenti orari:
- 1 Aprile – 30 Settembre dalle 9.30 alle 17.30
- 1 Ottobre – 31 Marzo dalle 10 alle 16
- chiuso dalle 12.30 alle 13.30 per il pranzo
- chiuso 24/25/26 dicembre – 31/1 gennaio
