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Edimburgo e Lothian

Royal Mile di Edimburgo: cosa vedere tra storia, curiosità e angoli nascosti

by Ale Carini 11 Aprile 2026
by Ale Carini Published: 14 Gennaio 2020Updated: 11 Aprile 2026 108 minuti read
4,4K

Una guida completa al Royal Mile di Edimburgo, la strada più famosa della capitale scozzese, che ti porterà a scoprire storia, fascino e mistero in ogni angolo.

Ma cos’è esattamente il Royal Mile? È la principale arteria della Old Town di Edimburgo, che collega il Castello di Edimburgo al Palazzo di Holyroodhouse. Il Royal Mile è in realtà composto da quattro tratti principali: Esplanade e Castlehill, Lawnmarket, High Street e Canongate, fino ad Abbey Strand e Holyrood.

Dozzine di ripidi close conducono fuori dalla strada principale: esplorare queste gemme nascoste è un’esperienza imperdibile per chi visita il Royal Mile di Edimburgo. Percorrendolo, scoprirai un percorso nato da un vulcano spento e modellato dal ritiro di un ghiacciaio oltre 325 milioni di anni fa.

Siamo nel cuore pulsante della Old Town, una delle zone più affascinanti della città, nominata patrimonio UNESCO nel 1995. La Old Town si estende lungo i lati del Royal Mile e raccoglie la maggior parte dei punti di interesse di Edimburgo.

Lo scrittore Daniel Defoe lo descrisse così nel 1724: “La strada più ampia, più lunga e più bella per i suoi edifici e il numero di abitanti, non solo della Gran Bretagna, ma di tutto il mondo“.

royal mile di edimburgo
Royal Mile di Edimburgo percorso a piedi

Cosa troverai in questo articolo

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  • Royal Mile di Edimburgo: guida completa + mappa dei luoghi
  • Quanto tempo ci vuole a percorrere il Royal Mile di Edimburgo
    • Royal Mile: Itinerario in 5 tappe (il miglio reale a piedi) – percorso consigliato
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  • Vale davvero la pena visitare il Royal Mile di Edimburgo?
  • Tour e Biglietti per Edimburgo

Royal Mile di Edimburgo: guida completa + mappa dei luoghi

Qui sotto trovi una mappa interattiva con tutti i luoghi del Royal Mile di Edimburgo trattati in questo articolo, suddivisi per zone e colore, per orientarti al meglio.

Per esplorare il Miglio Reale ci siamo mossi a piedi, camminando molto per scoprire angoli pittoreschi, nuovi ristoranti e storie macabre. Se preferisci usare i mezzi pubblici per scoprire Edimburgo, avrai a disposizione autobus di linea, tram panoramici e taxi. Ricorda però che a Edimburgo non c’è la metropolitana.

Puoi salvare questa guida completa sul Royal Mile di Edimburgo e tenerla aperta come guida interattiva e gratuita mentre cammini lungo la città.

In questa guida trovi cosa vedere sul Royal Mile, mappa, attrazioni e consigli pratici e alla fine dell’articolo anche un approfondimento storico, oltre a informazioni su tour e biglietti per le principali attrazioni di Edimburgo. Usa la legenda qui sotto per accedere direttamente alla sezione che ti interessa di più.

Per organizzare il tuo viaggio nella capitale scozzese, consulta la nostra guida completa di Edimburgo dove trovi tutto quello che ti serve per partire con il piede giusto.

Se stai pianificando un on the road in Scozia, potrebbe interessarti anche il nostro Buono Sconto per il noleggio auto del 10% con Celtic Legend – tutti i dettagli li trovi nell’articolo.

Quanto tempo ci vuole a percorrere il Royal Mile di Edimburgo

Il Royal Mile di Edimburgo è lungo circa 1,8 km, ma sembra molto più lungo grazie ai numerosi musei, pub, chiese, palazzi storici, attrazioni turistiche, scorci pittoreschi e piccoli negozi lungo il percorso.

Lo abbiamo esplorato diverse volte nel corso degli anni, sia in pieno inverno che in primavera/estate e ha sempre un fascino unico che lo rende diverso e accattivante con ogni clima.

Se decidessi di percorrerlo senza fermarti mai, probabilmente impiegheresti 20–30 minuti, ma per goderti veramente tutto ciò che il Royal Mile di Edimburgo offre, ti consiglio di dedicargli almeno un giorno intero perché c’è molto da scoprire.

Il modo più comodo e logico per esplorare il Miglio Reale è partire dall’alto verso il basso, dal Castello di Edimburgo fino al Palazzo di Holyroodhouse, seguendo il naturale dislivello della strada.

Royal Mile: Itinerario in 5 tappe (il miglio reale a piedi) – percorso consigliato

  1. Partenza: Castello di Edimburgo & Esplanade (Storia e Panorami)
  2. Lawnmarket: Gladstone’s Land e i negozi di Tweed
  3. High Street: Cattedrale di St. Giles e il cuore politico della città
  4. Canongate: La parte più autentica e meno turistica
  5. Arrivo: Palazzo di Holyroodhouse e Parlamento Scozzese
  • Distanza totale: 1.8 km (in discesa se parti dal Castello)
  • Difficoltà: Facile, ma indossa scarpe comode (acciottolato!)
  • Visitalo la mattina molto presto se vuoi evitare la folla, specie se viaggi in alta stagione
viste sul castello di edimburgo, Cos'è il Royal Mile
Edinburgh castle coperto dalla neve – Royal Mile di Edimburgo

Cosa vedere nel Royal Mile di Edimburgo: Esplanade e Castlehill

Il centro di Edimburgo sorge sul promontorio di un vulcano spento, con insediamenti che risalgono a oltre 10.000 anni fa. Le minuscole e intricate viuzze del centro storico confluiscono tutte sul Royal Mile di Edimburgo, che nei secoli è stato teatro di fermento, vicissitudini e grandi cambiamenti.

La Old Town di Edimburgo ha visto le guerre d’indipendenza scozzesi ed è diventata sede della corte reale nel 1437.

Scontri e battaglie portarono alla costruzione di una maestosa cinta muraria, la Flodden Wall, che per diversi secoli imprigionò gli abitanti della città, dando vita a condizioni igieniche estremamente precarie. Edimburgo venne così soprannominata Auld Reekie, la “vecchia puzzolente”.

Epidemie, tra cui la peste, segnarono ulteriormente la vita della città. Il Royal Mile di Edimburgo e la sua Old Town non sono sempre stati così affascinanti come li conosciamo oggi.

Iniziamo la nostra esplorazione del Royal Mile di Edimburgo, partendo dalla zona dell’Esplanade, la grande piazza che ospita il Castello di Edimburgo e i suoi dintorni immediati. Proseguiremo poi per Castlehill, il tratto più stretto che scende dal Castello fino a The Hub.

Qui ti consiglio di rallentare: è una delle zone più ricche di dettagli storici e scorci panoramici.

Lungo questa via scoprirai un piccolo mondo tutto da esplorare, passo dopo passo, in tutta la sua bellezza. Sei pronto? Quante volte lo abbiamo percorso insieme su Instagram, ricordi?

Royal Mile di Edimburgo, il castello di Edimburgo, foto di edimburgo - castello di edimburgo immagini
Royal Mile di Edimburgo attrazioni principali: Il castello di Edimburgo

Il Castello di Edimburgo

Non puoi pensare alla Old Town senza immaginare il suo maestoso castello. La nostra passeggiata alla scoperta del Royal Mile di Edimburgo inizia proprio dall’iconico Castello, un mondo a sé dentro la città, che ti consiglio di visitare almeno una volta nella vita.

Il castello di Edimburgo è il cuore pulsante della città e regala viste panoramiche che arrivano fino al mare, davvero mozzafiato. Ogni pietra, ogni angolo e ogni oggetto racconta una storia: dai gioielli della Corona al cimitero degli animali, fino allo sparo del cannone ogni giorno alle 13.00. Non mancano poi leggende e storie di fantasmi che arricchiscono la visita.

Per la nostra esperienza abbiamo scelto il biglietto classico con audio guida in italiano, così da visitare il Castello con calma e ai nostri tempi, senza fretta.

Ti consiglio di considerare almeno 3–4 ore per la visita, perché il Castello di Edimburgo offre moltissimo e il tempo volerà via in un istante. Se scegli di essere lì a cavallo delle 13.00, potrai assistere in diretta allo sparo del cannone dal piazzale.

Il costo del biglietto varia tra £19.50 e £25 a seconda del periodo e dell’acquistato online o in loco. L’ingresso è gratuito se possiedi uno dei pass turistici per visitare la Scozia. Verifica sempre costi e orari sul sito ufficiale, perché possono subire variazioni.

Royal Mile di Edimburgo - castlehill
scoprire il Royal Mile di Edimburgo
il Royal Mile di Edimburgo
Royal Mile di Edimburgo: Esplanade

Esplanade e Castlehill

Cosa vedere lungo il Royal Mile di Edimburgo? Partiamo dall’Esplanade, il campo di parata cerimoniale subito davanti all’ingresso del Castello.

Grazie alla sua posizione elevata, l’Esplanade offre una vista spettacolare sulla città. Durante una soleggiata mattina di dicembre, ci siamo affacciati godendo di cielo azzurro, aria pungente e un leggero manto di neve sulla Old Town: uno spettacolo che lascia davvero senza parole.

Percorrendo l’Esplanade, noterai che ogni anno ad agosto qui si svolge il Military Tattoo, un evento unico che attrae milioni di spettatori in televisione e i cui biglietti vanno sold out in fretta.

Non correre troppo: questa zona nasconde angoli interessanti e scorci pittoreschi. Mentre cammini, ammira le viste su Edimburgo e sulla campagna circostante. Sul lato nord, puoi osservare monumenti storici come la statua di Earl Haig a cavallo e la tomba di Ensign Ewart, eroe della battaglia di Waterloo, facilmente riconoscibili sulla sinistra in fondo alla piazza (sulla sinistra in fondo nella foto).

drinking fountain, Royal Mile di Edimburgo
Drinking fountain memorial

Drinking Fountain Memorial

La Drinking Fountain Memorial fu realizzata nel 1874 grazie ai fondi degli ufficiali del 91° reggimento Highlanders, subito dopo che la figlia della Regina Vittoria, la principessa Louise, divenne colonnello in capo del reggimento.

I soldati del 91° formarono un drappello d’onore al matrimonio della principessa Louise con John Campbell, futuro Duca di Argyll, nel 1871.

L’anno successivo il reggimento prese il suo nome e aggiunse alle insegne la coroncina della principessa, accanto alla testa del cinghiale di Campbell, visibile scolpita sulla fontana.

Sono passata qui davanti molte volte, ma questa è stata la prima volta che mi sono finalmente fermata ad osservare questa antica fontana.

Il piazzale che conduce al Castello di Edimburgo è ricco di dettagli interessanti e nascosti, lo sapevi? Nelle giornate di sole, le viste panoramiche sulla città dall’alto sono davvero incredibili.

Witches Well

All’estremità dell’Esplanade, proprio accanto al muro del Tartan Weaving Mill, si trova la Witches Well, una piccola fontana a muro che segna il luogo in cui più di 300 donne furono bruciate sul rogo, accusate di stregoneria. Durante il XVI secolo, qui furono bruciate più streghe che in qualsiasi altra parte della Scozia.

Nel 1894, il filantropo Sir Patrick Geddes incaricò il suo amico John Duncan di progettare la fontana. La placca in rilievo mostra teste di streghe intrecciate da un serpente: un simbolo di dualismo per rappresentare l’equilibrio tra bene e male, ricordandoci che ogni storia ha due facce.

witches well

Il rilievo contiene anche l’immagine della pianta di Foxglove (digitale), attorno alla quale si avvolge un serpente a spirale che circonda la testa di Esculapius, dio della medicina, e di sua figlia Hygeia, dea della salute. La digitale, pur essendo usata in medicina, può essere velenosa, e il serpente simboleggia sia saggezza che male.

Tra le vittime di questa tragica caccia alle streghe c’era Dame Euphane MacCalzean, accusata di aver tentato di sabotare la nave del re Giacomo VI nel porto a nord di Berwick.

Accenni storici sulla fonte delle streghe

La stregoneria e la sua relazione con il diavolo era una preoccupazione diffusa nel periodo, tanto che persino Shakespeare la cita nel Macbeth.

Re Giacomo VI di Scozia credeva che la stregoneria fosse una forma di satanismo e che chiunque possedesse abilità magiche fosse contaminato dal diavolo.

Chiunque poteva essere accusato di magia nera: spesso semplici erboristi o malati di mente. Le donne sospette venivano legate mani e piedi e gettate nel lago: se affogavano erano considerate innocenti, se sopravvivevano venivano bruciate sul rogo.

Quasi 4.000 persone furono processate in Scozia prima dell’abrogazione dell’atto nel 1736, e un terzo di queste esecuzioni avvennero a Edimburgo. La Fontana delle streghe rende omaggio proprio a queste vittime, ricordando la cupa storia di Castlehill.

ll Royal Mile di Edimburgo
Royal Mile di Edimburgo: castle wynd steps

Castle Wynd North Steps

Arrivando da Grassmarket, la salita di Castle Wynd Steps conduce direttamente alla cima di Castlehill e all’ingresso del Castello di Edimburgo. Con i suoi 187 gradini, divisi a metà da Johnston Terrace, Castle Wynd rappresenta una scorciatoia comoda per raggiungere Grassmarket o lasciare questa zona della città.

Esplorando il Royal Mile di Edimburgo noterai che è pieno di scorciatoie, stradine e close che sbucano in angoli pittoreschi e panoramici. Se hai tempo, prenditi il piacere di scoprire ogni piccolo vicolo: ogni passo regala scorci unici e dettagli sorprendenti. L’atmosfera di Edimburgo è speciale e il Royal Mile è una vera miniera di bellezza da vivere con calma.


Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!

Cannonball House, royal mile di edimburgo

Cannonball House

La Cannonball House, lungo Castlehill nel cuore del Royal Mile di Edimburgo, prende il nome dalla palla di cannone incastonata nel muro sopra la finestra del primo piano. Ci avevi mai fatto caso? Si trova proprio sulla facciata della casa che guarda verso il Castello di Edimburgo.

Esistono due spiegazioni diverse per la presenza di questa palla di cannone. Alcuni sostengono che nel 1745, durante la ribellione giacobita, le truppe governative nel castello spararono questo proiettile verso Holyrood Palace, dove si trovava il Bonnie Prince Charlie.

Un’altra versione, forse più plausibile, racconta che nel 1676 gli ingegneri del tempo posizionarono la palla di cannone per indicare l’altezza del primo rifornimento idrico, che convogliava l’acqua verso il serbatoio di Castlehill.

Ramsay garden, Royal Mile di Edimburgo
Ramsay garden – Royal Mile di Edimburgo
ramsay garden
Ramsey garden e Goospie House (foto di Glenn McNaughton)

Ramsay Garden e Goosepie House

Tappa imperdibile lungo il Royal Mile di Edimburgo è Ramsay Garden. Queste case con il tetto rosso e le pareti bianche in stile baronale furono progettate nel 1893 dall’architetto Sir Patrick Geddes. Inizialmente destinate a ospitare studenti, oggi sono tra gli indirizzi più desiderabili della città.

Ogni volta che passeggio per le vie della città e alzo gli occhi al cielo, mi sembra di stare dentro un regno incantato: l’architettura, i colori, gli spazi verdi, gli ampi cortili nascosti, la musica per le strade e secoli di tradizione.

Goosepie House, costruita intorno al 1740 dal poeta Allan Ramsay, deve il suo nome alla forma a otto lati che ricorda una tortiera. Le case circostanti, chiamate collettivamente Ramsay Garden in onore del poeta, conservano questo fascino storico. Goosepie House si trova nella parte anteriore, di fronte ai Princes Street Gardens, e si può ammirare scendendo lungo Ramsay Lane.

The Tartan Weaving Mill
The Tartan Weaving Mill, Royal Mile di Edimburgo
Royal Mile di Edimburgo – cosa vedere

The Tartan Weaving Mill

Di fronte a Cannonball House, proseguendo lungo il Royal Mile di Edimburgo, si trova il Tartan Weaving Mill. L’acqua di Comiston Springs fu convogliata per la prima volta a Edimburgo nel 1676, e oggi l’edificio ospita il Mulino, dove un tempo si trovava il serbatoio.

All’interno del Mulino puoi visitare una mostra gratuita che illustra tutto il processo di produzione del tartan, dalla tosatura delle pecore fino al kilt finito. Adoro questo posto e ogni volta che sono a Edimburgo trovo sempre qualche souvenir da portare a casa: è una tappa che non manca mai nella mia passeggiata lungo il Royal Mile.

Se vuoi approfondire, leggi anche i nostri articoli sul kilt, sull’abito nazionale scozzese e sui Clan della Scozia e il tartan.

Camra obscura, il royal mile di Edimburgo
la cupola della Camera Obscura e Cannonball house sulla destra

Camera Obscura e Outlook Tower

A pochi passi dal Tartan Weaving Mill, lungo il Royal Mile di Edimburgo, si trova la Camera Obscura, una delle attrazioni più antiche e amate della città. Originariamente nota come Short’s Observatory, la Camera Obscura si trova nella Outlook Tower ed è stata fondata nel 1850 dall’ottico Maria Theresa Short.

All’interno, una serie di specchi riflette immagini delle stanze circostanti su uno schermo rotondo che si trova all’interno di in una piccola sala di proiezione, creando effetti visivi sorprendenti. Oggi questa attrazione è abbinata al World of Illusion, perfetta se viaggi in Scozia con i bambini: l’esperienza li divertirà e stupirà. Puoi prenotare il biglietto direttamente da casa tramite questo link.

Se vuoi scoprire di più sulla storia della Camera Obscura e sul perché oggi si trova lungo il Royal Mile di Edimburgo, dai un’occhiata all’articolo dedicato a Calton Hill, l’acropoli di Edimburgo.

Royal Mile di Edimburgo - old town edimburgo
Scotch Whisky Heritage Centre, royal mile di edimburgo
Scopri il Royal Mile di Edimburgo

Scotch Whisky Heritage Centre

Il whisky è uno dei simboli della Scozia, esportato e apprezzato in tutto il mondo. Scotch Whisky Experience, lungo il Royal Mile di Edimburgo, è un’attrazione interattiva che racconta oltre 300 anni di storia della produzione del whisky scozzese.

Il percorso combina elementi visivi, sonori e sensoriali, permettendo di scoprire le diverse fasi della produzione e le caratteristiche delle varie regioni del whisky. Al termine della visita è prevista una degustazione, che varia in base al tipo di tour scelto.

Ho iniziato ad apprezzare il whisky durante il mio primo viaggio in Scozia, nel 2008, visitando la Oban Distillery. Non avevo idea che potesse piacermi e invece ho scoperto un mondo affascinante che negli anni ho approfondito sempre di più.

Se sei appassionato di whisky scozzese potrebbe interessarti anche 20 distillerie da vedere in Scozia.

Royal Mile di Edimburgo
Targa vicino Boswell’s court – Royal Mile di Edimburgo
boswell court e semples close, royal mile di edimburgo
royal mile di edimburgo

The Witchery by the Castle e Boswell Court

Accanto allo Scotch Whisky Experience, in un edificio del XVI secolo, si trova il suggestivo ristorante The Witchery by the Castle. Si accede passando per la pittoresca Boswell’s Court, che prende il nome dal dottor Boswell che visse qui alla fine del XVIII secolo.

Il nipote, James Boswell, noto biografo del dottor Samuel Johnson, frequentò questo luogo insieme a lui: una targa all’ingresso ricorda il loro passaggio.

Il ristornate The Witchery è sinonimo di buon cibo e negli anni ha ospitato molte celebrità, dato anche il suo ambiente ricercato e le luci soffuse. Resterà per sempre uno dei nostro posti del cuore lungo il Royal Mile di Edimburgo e se vuoi concederti un pranzo o una cena indimenticabile questo è il posto giusto.

royal mile di edimburgo
the witchery by the castle
alloggi speciali lungo il Royal Mile di Edimburgo: The Witchery

Semple’s Close

The Witchery dispone anche di alcune suite esclusive situate sul lato opposto della strada, nascoste all’interno di Semple’s Close. Passano facilmente inosservate mentre si percorre il Royal Mile di Edimburgo, ma rappresentano una delle soluzioni più particolari e lussuose dove soggiornare in città.

Semple’s Close prende il nome da Lady Semple, vedova di Francis, 8° Lord Semple, per la quale fu costruita una residenza nel 1638. Più di un secolo dopo, Lord Hugh Semple acquistò proprietà vicine per ampliare la dimora.

Se cerchi un alloggio particolare nel centro storico di Edimburgo, questa è una delle opzioni più caratteristiche. Leggi il racconto della notte che abbiamo trascorso al The Witchery by the Castle.

old town di edimburgo, close della vecchia edimburgo
the hub, guida completa royal mile di edimburgo
Gli angolini pittoreschi del Royal Mile di Edimburgo

Jollie’s close

Jollie’s Close è uno dei vicoli storici che si diramano dal Royal Mile di Edimburgo. Il nome deriva dalla famiglia Jollie (Patrick Jollie e poi lo scrittore Alexander Jollie), proprietaria di case e terreni in quest’area durante il XVII secolo.

Oggi, il close conserva ancora le tipiche caratteristiche medievali: pavimentazione in pietra, passaggi stretti e facciate antiche che testimoniano la vita cittadina dell’epoca. Passeggiare qui regala un’impressione di “ritorno nel tempo”, lontano dal caos della via principale.

Il close è stato recentemente restaurato dal proprietario del The Witchery, James Thomson e la maggior parte degli edifici qui intorno oggi ospitano alcune delle suite del suo boutique hotel.

Confesso che dormire al The Wichery è stata una delle esperienze più belle che abbiamo fatto a Edimburgo: ideale per un fine settimana romantico o un’occasione speciale. Si trova in pieno centro storico, a pochi passi dal castello, immerso in un’atmosfera senza tempo.

Tolbooth Kirk – The Hub

Tolboth Kirk è una delle costruzioni più scenografiche del Royal Mile di Edimburgo, visibile già da lontano grazie al suo campanile gotico, il più alto di tutte le chiese di Edimburgo (73 metri).

Fu costruito intorno al 1845 per ospitare l’Assemblea Generale della Chiesa di Scozia e in seguito divenne noto come Victoria Hall. Nel 1995 fu acquistato e divenne la sede del Festival internazionale di Edimburgo. Ora questo spettacolare edificio è noto come The Hub ed è aperto tutto l’anno dal 1999.

La facciata imponente e le vetrate colorate catturano immediatamente lo sguardo. È anche uno dei punti più fotografati del Royal Mile: perfetto per chi vuole immortalare l’architettura storica in chiave fotografica.

Se stai organizzando il tuo viaggio nella capitale scozzese potrebbe interessarti la nostra guida completa di Edimburgo per conoscere tutti i suoi segreti e non perdere nessun particolare.

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visitare il Royal Mile di Edimburgo – St Columba’s Free Church of Scotland

St Columba’s Free Church of Scotland

Giunto alla fine di Castlehill, dal lato opposto della strada sulla tua destra, vedrai questa chiesa nota anche come St Columba’s by the Castle: dagli un’occhiata prima di proseguire lungo il Royal Mile di Edimburgo!

La chiesa fu costruita nel 1846 in stile gotico inglese su progetto dell’architetto John Henderson. La pietra per l’edificio fu portata dal palazzo di Mary de Guise, regina reggente della Scozia nel XVI secolo. La sua disposizione è stata ispirata dalle riforme del culto anglicano derivanti dal movimento di Oxford.

Non so tu, ma a prescindere dal credo religioso personale di ognuno di noi, trovo sempre affascinante visitare le chiese. Adoro ammirare la loro architettura, approfondirne la storia, soffermarmi a osservare tutte le decorazioni.

Royal Mile di Edimburgo: lawnmarket
visitare il Royal Mile di Edimburgo

Cosa vedere nel Royal Mile di Edimburgo: Lawnmarket

Lasciata la ramificazione di Castlehill, proseguendo lungo il Royal Mile di Edimburgo, arriveremo a Lawnmarket che è la parte più antica della Old Town. L’insediamento originale si sviluppò all’ombra e sotto la protezione del Castello.

Il nome Lawnmarket deriva da “land market” che sta per “terra del marcato” nel passato, infatti, qui vendevano i prodotti provenienti della campagna circostante. Questo vivace e colorato mercato ha continuato a prosperare fino alla fine del 1700.

Oggi quest’area conserva ancora il suo vecchio fascino: negozi di souvenir, gallerie d’arte e locali storici si alternano lungo la strada lastricata. Qui puoi sentire l’atmosfera autentica della città vecchia, con uno sguardo alle architetture che hanno visto secoli di storia.

Lawnmarket vanta anche alcuni dei close meglio conservati della città.

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Ensign Ewart è proprio accanto al The Hub

Ensign Ewart pub

Ensign Ewart è il pub più vicino al Castello di Edimburgo. Prende il nome da Charles Ewart, un membro degli Scots Grey che nel 1815 combatté a Waterloo e catturò da solo lo stendardo dell’aquila reale francese. Dopo aver lasciato l’esercito si trasferì a Salford, per vivere con la moglie. Dopo la sua morte avvenuta nel 1846 venne sepolto qui, lungo il Royal Mile.

Ti racconto la sua storia nell’articolo Pub antichi di Edimburgo. Questo è uno dei tanti pub che popolano il Royal Mile di Edimburgo e la Old Town e sono uno più bello dell’altro, spesso ricchi di storia e anche di qualche fantasma. Tienilo a mente se cerchi un posto per mangiare mentre visiti questa zona della città.

Ogni volta che trovo un locale caratteristico, anche se non ho appetito, cerco sempre di entrare per dare uno sguardo fugace, magari con la scusa di acquistare qualcosa o prendere qualcosa da bere. Sono così belli i pub scozzesi che non mi stanco mai di scoprirli!

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Milne’s Court, royal mile di edimburgo
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Mylne’s Court

Da Lawnmarket, Mylne’s Court è nascosta agli occhi dei passanti, e gli unici indizi per trovarla sono un piccolo cartello sopra l’ingresso e la data 1690 scolpita nella pietra.

Attraversando il cortile di Mylne’s Court ti sembrerà di fare un salto indietro di secoli, ritrovandoti davanti a un edificio del XVII secolo che domina lo spazio circostante. Ai suoi tempi rappresentava il meglio della vita sontuosa della Old Town, abitata soprattutto da professionisti della classe media.

Come molte case storiche della città, nel XIX secolo perse i suoi residenti facoltosi a causa delle condizioni di vita difficili. Nel 1960 la parte nord dell’edificio fu dichiarata pericolosa e destinata alla demolizione. Originariamente ricostruita da Robert Mylne nel 1690, oggi l’edificio è stato ristrutturato dall’Università di Edimburgo e ospita alloggi per studenti, mantenendo intatto il fascino storico del Royal Mile di Edimburgo.

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Jamess Court

James Court

Da non perdere lungo il Royal Mile di Edimburgo è James’s Court, costruita tra il 1723 e il 1727 da James Brownhill. Questa corte occupa un posto speciale nella storia della città, collegandosi a molte delle figure più importanti del passato.

Brownhill volle creare appartamenti esclusivi e per farlo demolì alcune vecchie stradine e close, dando vita a un cortile quadrato con un alto palazzo al centro. Subito James’s Court divenne uno degli indirizzi più alla moda della Old Town. Non sorprende quindi che, nel 1762, il filosofo David Hume si trasferì in un appartamento qui. Tuttavia, con la nascita della New Town nel 1770, Hume decise di lasciare la Old Town per una casa più moderna.

Il nuovo inquilino fu il letterato James Boswell, che intrattenne qui il dottor Samuel Johnson durante la sua visita a Edimburgo, prima del loro celebre viaggio verso le isole occidentali – te ne parlo in 10 libri sulla Scozia.

La corte ha tre accessi principali: est, ovest e un passaggio centrale, e il grazioso pub Jolly Judge si trova proprio nelle vicinanze.

Come gran parte della Old Town, anche James’s Court subì un periodo di declino durante il periodo vittoriano. Tutto cambiò nel 1886, quando l’urbanista Patrick Geddes e la sua famiglia si trasferirono qui. Geddes iniziò un’opera di riqualificazione che ha contribuito a preservare gran parte del fascino storico della zona.

Oggi James’s Court appare molto diversa rispetto al passato: un incendio del 1857 distrusse molti edifici, ricostruiti poi nel 1890. Durante i recenti lavori di ristrutturazione sono state scoperte tracce di una scala interna in pietra, probabilmente parte dell’appartamento di Boswell, nascosto per oltre 200 anni.

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Royal Mile di Edimburgo – Lady Stair’s Close e The Writer Museum

Lady Stair’s Close

Questo è uno dei nostri luoghi preferiti in città e per quanto ci riguarda una tappa imperdibile lungo il Royal Mile di Edimburgo. Lady Stair’s House, appena fuori da Lawnmarket, è un angolo pittoresco della Vecchia Edimburgo.

Forse la sua popolarità deriva dall’aspetto fiabesco, ma l’edificio ha quasi 400 anni: qui puoi respirare a pieni polmoni il fascino della Old Town e immergerti nella storia della città.

Sir William Gray di Pittendrum, mercante di successo, costruì la casa nel 1622. A quel tempo era comune che i ricchi vivessero nascosti in uno dei tanti passaggi stretti, conosciuti come close, lontano dal trambusto della strada principale.

Durante la guerra civile nel 1640, le fortune di Gray cambiarono drasticamente: fu multato e imprigionato nel Castello di Edimburgo per i suoi legami con i realisti e perse la figlia nel 1645 a causa della peste.

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Da Lady Gray a Lady Stair’s Close

Sir William morì nel 1648, ma sua moglie continuò a vivere qui per molti anni. In suo onore, lo stretto close che conduceva alla casa divenne noto come Lady Gray’s Close, nome mantenuto fino al 1719 circa, quando Elisabetta, Dowager Countess of Stair, acquistò l’edificio. Da quel momento la casa e il close presero il suo nome.

La sala principale al primo piano ospita un imponente camino del XVII secolo e sopra l’ingresso si nota un architrave in pietra scolpita con la data del 1622 e le iniziali di Sir William Gray e sua moglie Geida Smith.

Il poeta Robert Burns visse nella pensione del Dr Blacklock quando arrivò a Edimburgo. Il close dove abitava realmente, Baxter’s Close, fu distrutto con la costruzione di George IV Bridge. Una targa sopra Lady Stair’s Close lo ricorda ancora oggi.

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Makar’s Court – Foto di Michael Docherty
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Writer’s Museum e Makar’s Court

Attualmente questa secentesca dimora ospita lo stupendo Writers’ Museum dedicato al lavoro di tre dei più famosi scrittori scozzesi: Robert Burns, Robert Louis Stevenson e Sir Walter Scott. Non è molto grande, ma vale indubbiamente la pena vederlo.

Se ti stai chiedendo cosa fare gratis, sappi che l’ingresso a questo piccolo museo è gratuito ed è uno stop imperdibile se vuoi scoperire il Royl Mile di Edimburgo e tutti i suoi segreti.

Il cortile su cui affaccia il Writer’s Museum è Makars’ Court, in memoria degli scrittori scozzesi; Makar in scozzese significa scrittore/autore. Guarda in basso mente cammini, perché sulle lastre in cemento che compongono la pavimentazione sono incise diverse citazioni e scritte.

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luoghi da non perdere lungo il Royal Mile di Edimburgo

Gladstone’s Land

Lungo il Royal Mile di Edimburgo resiste al passare del tempo un edificio vecchio di 500 anni. Un tempo era di proprietà del commerciante Thomas Gladstone, che nel 1620 lo ha ampliato e ristrutturato per creare appartamenti sfarzosi.

Gladstone attirò ricchi inquilini tra cui William Struther, ministro della Cattedrale di St Giles, Lord Crichton e il droghiere John Riddoch, che commerciava dal pianterreno. “Gled” significa falco, ecco perché l’insegna posta sopra l’ingresso rappresenta un falco in rame dorato e con le ali spiegate.

Verso la metà del 1800 solo il più povero degli abitanti della città rimase nella Old Town e questo appartamento un tempo lussuoso, cadde in rovina. Gladstone’s Land fu uno dei primi edifici che il National Trust for Scotland acquistò, salvandolo dalla demolizione nel 1934.

Oggi mostra come i ricchi vivevano le loro vite in un momento in cui Lawnmarket era al centro di una delle città più influenti al mondo. Visitandolo avrai un’idea di come erano le case della classe borghese del XVII secolo.

Puoi visitare Gladston land da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 17.00 e domenica fino alle 14.00 al costo di £ 11, gratis per i soci del National Trust. Scopri tutto sui pass per attrazioni turistiche in Scozia, nella nostra mini guida.

Royal Mile di Edimburgo: wardrop's court

Wardrop’s Court

Camminando lungo il Royal Mile di Edimburgo arriverai davanti all’ingresso di Wardrop’s Court, abbellito da due draghi scolpiti da Arthur Geddes che risalgono al 1890. A quel tempo, Patrick Geddes stava ristrutturando la Old Town e incoraggiando gli studenti universitari e i tutor a vivere nella comunità.

Wardrop’s court conduce a Makar’s Court, un luogo pacifico vicino al Writer’s Museum. Goditi la tranquillità di questo posto mentre ammiri le lastre di pietra con citazioni di scrittori scozzesi dal XIV secolo ai giorni nostri.

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Riddle’s Close e Riddle’s Court

Prosegui lungo il Royal Mile di Edimburgo fino ad arrivare a questo splendido close fortificato costruito nel 1590 da Bailie John McMorran, insegnante alla High School di Edimburgo. McMorran chiese al consiglio di demolire un edificio rovinato e costruire una nuova dimora per se stesso.

Guardando attraverso lo stretto close, puoi scorgere il doppio cortile dove nel 1593 Giacomo VI e sua moglie Anna di Danimarca, tennero un grande banchetto reale nel 1598.

Nel 1726 George Riddell, un ricco commerciante, ricostruì parti dell’edificio e la proprietà divenne nota come Riddells Court, oggi Riddle’s close. Qui che visse anche il filosofo David Hume nel 1751.

Riddle’s close è una pittoresca casa aristocratica del XVI secolo, tipica di questo periodo, che ha una scala in legno all’esterno. Ospita soffitti dipinti e intonacati, caminetti funzionanti e stanze rivestite di pannelli. È stata accuratamente restaurata negli anni, senza compromettere l’integrità dell’edificio originale.

L’edificio è legato a Patrick Geddes, filantropo, educatore e urbanista. Il suo principio di “chirurgia conservativa” mirava a preservare le parti più significative degli edifici della Old Town, demolendo quelle più fatiscenti, adattandole meglio alle esigenze di vita del 1890.

Lo scudo in gesso, sopra l’ingresso è una replica di quello che Geddes avrebbe commissionato quando creò la University Hall alla Riddle court nel 1890. Il motto “Vivendo Discimus” è attribuita allo stesso Geddes.

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Brodie’s Close – il ladro che viveva nel Royal Mile

Uno dei residenti più noti della Old Town è certamente Deacon Brodie, rispettabile cittadino durante il giorno, che di notte si trasformava in un giocatore d’azzardo, un ladro e una persona dedita i vizi.

Per sostenere il suo stile di vita sontuoso, Brodie copiava le chiavi dei suoi ricchi clienti che andava a derubare di notte. Una volta scoperto fuggì ad Amsterdam, ma venne catturato e rispedito in Scozia.

il 1° ottobre 1788, davanti a una folla di oltre 25.000, fu impiccato sulla nuova forca della città al Tolbooth, che si dice avesse aiutato a progettare. Originariamente Brodie’s close era una scorciatoia per passare da Lawnmarket a Cowgate.

Nel 1570 William Little, costruì ai piedi del close un palazzo dove si trasferì il giudice Cullen e poi anche la famiglia Brodie, una delle più antiche della Scozia, i cui antenati forse arrivano fino a Macbeth.

Del close originale e della dimora dei Brodie, non rimane nulla, perché l’edificio originale fu demolito nel 1835 e coperto da Victoria Terrace. Resta il nome all’ingresso, la fama di Brodie e un grazioso caffè.

Ma Brodie è davvero morto? Se vuoi saperne di più sulla sua storia, leggi il nostro articolo su Deacon Brodie’s Tavern, che si trova poco distante da Bordie’s close, all’angolo tra Lawnmarket e Bank Street. Qui Brodie aveva la sua bottega ereditata dal padre.

castello di Edimburgo
il castello di Edimburgo (Foto di Glenn McNaughton)

Cosa vedere nel Royal Mile di Edimburgo: High strett e Parliament Square

Proseguendo alla scoperta del Royal Mile di Edimburgo si raggiunge High Street, una zona che ospita diversi edifici storici come la Corte suprema di Scozia, l’ex Parlamento, la cattedrale di St Giles e molti scorci pittoreschi sulla Old Town di Edimburgo.

Questo tratto del Royal Mile di Edimburgo sembra davvero non finire mai: è denso e ricco di angoli tutti da scoprire e ogni volta ne troviamo qualcuno che la volta prima ci era sfuggito. Anche questa zona è ricchissima di stretti close, wynd e court, che nascondono mille storie interessanti. Sei pronto a scoprirli?

High street arriva fino a St. Mary Street, dove un tempo sorgeva Netherbow Port, un porta che separava la Old Town dal borgo di Canongate. Te ne parlo nell’articolo dedicato ad uno dei pub più famosi di Edimburgo: The world’s end, dove il mondo che conosciamo finisce.

Durante il Fringe Festival, la maggior parte degli spettacoli degli artisti si svolge da queste parti, ma vale sempre la pena arrivare fin qui e scoprire un pò della magia della capitale scozzese con o senza il festival.

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la Cattedrale di St Giles e la statua di Duke of Buccleuch

St Giles Cathedral – Royal Mile di Edimburgo

St Giles, patrono degli storpi, dei lebbrosi e delle madri che allattano, è anche il santo patrono di Edimburgo. La guglia incoronata della chiesa la rende immediatamente riconoscibile nello skyline di Edimburgo.

All’interno di questa cattedrale puoi ammirare splendide vetrate, una varietà di monumenti, statue e la Cappella dell’Ordine del Cardo, il più famoso ordine cavalleresco scozzese, istituito da Giacomo VI nel 1687.

L’atmosfera che si respira qui è davvero magica: non a caso è una delle attrazioni più visitate di Edimburgo. Se vuoi approfondire leggi il nostro articolo, interamente dedicato alla scoperta della cattedrale di St Giles a Edimburgo.

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Il predicatore John Knox

Spesso considerata la chiesa madre del presbiterianesimo, St Giles fu teatro di molti sermoni infuocati del grande predicatore della riforma, John Knox.

La sua statua si trova all’interno della chiesa e la tomba nell’antico sagrato (ora pavimentato e asfaltato) sul retro dell’edificio.

La statua del Duca di Buccleuch

Appena fuori dalla facciata ovest della cattedrale di St Giles, si trova la statua di Walter Francis Montagu Douglas Scott, V duca di Buccleuch e VII duca di Queensbury K.G., inaugurata il 7 febbraio 1888 in Parliament square.

Il bronzo regale raffigura una figura eretta che indossa abiti dell’Ordine della Giarrettiera – Order of the Garter robes.

Vari altri artisti realizzarono i pannelli che illustrano gli episodi della vita e della storia della famiglia del Duca. Le scene di battaglia sono particolarmente grafiche.

Il monumento fu eretto nel 1887, ma la statua era troppo grande per il piedistallo che doveva ospitarla, perciò vennero rimosse alcune decorazioni per fare spazio alle gambe, dando così l’idea che il duca stia per muoversi da un momento all’altro.

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Royal Mile di Edimburgo

Parliament Square

Un tempo descritta come “l’angolo più frequentato e popoloso della Old Town”, Parliament Square era il cuore politico e istituzionale di Edimburgo. Prima della sua realizzazione, gli affari del governo venivano gestiti in condizioni piuttosto anguste nel Vecchio Tolbooth e successivamente all’interno della St Giles’ Cathedral.

Nel 1639 il Parlamento scozzese si trasferì dalla Great Hall del Castello di Edimburgo alla nuova Parliament House, costruita appositamente per ospitare l’assemblea. L’edificio era stato commissionato da Carlo I d’Inghilterra nel 1632.

Parliament House fu sede del Parlamento di Scozia fino al 1707, anno in cui, con l’Act of Union 1707, i rappresentanti scozzesi furono trasferiti al Palazzo di Westminster, segnando la nascita del Regno di Gran Bretagna.

Oggi questi edifici rappresentano una delle testimonianze più importanti del passato politico scozzese, precedente all’unione con l’Inghilterra.

Heart of Midlothian - Royal Mile di Edimburgo
cosa vedere lungo il Royal Mile di Edimburgo

Heart of Midlothian

Lungo High Street, proprio accanto all’ingresso ovest della St Giles’ Cathedral e vicino alla statua del Duca di Buccleuch, si trova questo mosaico a forma di cuore incastonato nel selciato.

Il Heart of Midlothian segna il punto in cui sorgeva il vecchio Tolbooth, costruito intorno all’inizio del XV secolo e demolito nel 1817. Questo edificio fungeva da prigione, tribunale e sede amministrativa della città. Qui venivano rinchiusi piccoli criminali, assassini e debitori, in condizioni spesso durissime, tanto da rendere il Tolbooth uno dei luoghi più temuti della città.

Lo stato della prigione era così ripugnante, che intervenne Maria, regina degli scozzesi, per far costruire un nuovo Tolbooth. Come le anime intrappolate all’interno delle sue mura mortali, questo luogo sparì nel 1817 dopo anni di eventi orribili.

Nel corso degli anni furono eseguite numerose condanne capitali, tra cui quella di William Brodie, ed è anche il luogo legato al famoso Porteous Riots. Il sito è inoltre reso celebre dal romanzo The Heart of Midlothian di Sir Walter Scott, pubblicato nel 1818 che per sempre ne racchiude le storie.

Ancora oggi esiste una curiosa tradizione: molti abitanti di Edimburgo sputano sul cuore come gesto di disprezzo verso la vecchia prigione. In tempi più recenti ha iniziato a circolare anche un’altra spiegazione: lo sputo sarebbe un gesto di buona fortuna.

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Mercat Cross

La Mercat Cross prende il nome dalla parola scozzese “mercat”, che significa mercato, e indicava il luogo ufficiale dove si svolgevano gli scambi commerciali autorizzati dal monarca. Si trova sul lato est della St Giles’ Cathedral ed è sormontata da un unicorno, simbolo della Scozia.

Quella visibile oggi non è l’originale, ma una ricostruzione realizzata nel XIX secolo, basata su modelli storici precedenti. Il sito originale della croce è contrassegnato a terra poco più in basso lungo High Street: un dettaglio che spesso passa inosservato, ma che racconta ancora una volta quanto sia stratificata la storia del Royal Mile.

La Mercat Cross era un punto centrale della vita cittadina: qui si tenevano mercati, si radunavano i cittadini e venivano proclamati editti ufficiali. Era anche utilizzata come luogo per esecuzioni pubbliche.

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foto di Glenn McNaughton‎

Old Fishmarket Close

Il Royal Mile di Edimburgo nasconde tanti close ricchi di storia e di mistero. Old fishmarket close, risale al 1592 e una volta era “un ripido, stretto burrone puzzolente” dove si commerciava pollame e pesce ed è proprio da questo che prende il nome.

In precedenza aveva due ingressi: uno su High Street e l’altro da Cowgate. Era la sede anche del boia più famoso della città, noto come City Hangman o “Doomster“, l’ultimo dei quali fu John High morto nel 1817.

High Street era la parte più popolata di Edimburgo, con palazzi alti fino a 11 piani. Il 15 novembre 1824 un palazzo sulla High Street West prese fuoco e fu l’inizio del peggior incendio nella storia di Edimburgo. L’incendio si propagò dal palazzo in Assembly Close fino agli edifici in Old Fishmarket Close, giù fino a Tron Kirk e il lato a sud di Cowgate.

L’incendio durò 12 ore e fu spento solo il mattino seguente, ma un altro incendio divampò quella stessa sera, distruggendo ciò che era rimasto sul lato sud di High Street. Tutto bruciò tranne la cattedrale di St Giles e gli edifici del Parlamento e più di quattrocento famiglie rimasero senza casa.

L’inizio di Old Fisherman’s close per molti anni è stato una specie di stazione per un’autopompa antincendio, che veniva trascinata fuori in caso di emergenza.

Barrier’s Close

Questo close lungo il Royal Mile di Edimburgo ha avuto molti nomi nel corso del tempo e il suo aspetto è cambiato in seguito ai grandi incendi del 1700 e soprattutto a quello devastante del 1824.

Era conosciuto come St Monan’s Wynd, perché ospitava una cappella, come Hangman’s Close, dal nome del boia che viveva qui, e anche come Steil’s Close, quando il mercante Patrick Steil vi risiedeva. In seguito divenne noto come New Bank Close, Barry’s Close e Back of Parliament Close.

All’inizio di Barrie’s Close si trova la statua dedicata a James Braidwood, capo dei vigili del fuoco e figura fondamentale nella storia moderna della lotta agli incendi, morto durante un incendio a Londra nel 1861.

Un tempo Edimburgo era costruita in gran parte in legno e nel 1824 un enorme incendio devastò il cuore della città, proprio nell’area tra High Street e Cowgate. Oltre 400 persone persero tutto e un’intera serie di edifici venne distrutta dalle fiamme.

Braidwood fu tra i primi a sostenere che né la città né gli uomini fossero preparati ad affrontare incendi di tale portata e contribuì a definire metodi e organizzazione dei vigili del fuoco moderni, influenzando ancora oggi le tecniche antincendio.

Non è incredibile quanta storia nascondono questi close? Ogni volta ne resto sempre più affascinata: è davvero come fare un viaggio nel lato più nascosto della città.

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la statua di re Carlo II

La statua di King Carles II

Eretta nel 1685 e attribuita a James Smith, questa statua di Carlo II d’Inghilterra, raffigurato come un imperatore romano a cavallo, è la più antica statua equestre in piombo della Gran Bretagna.

All’epoca erano stati proposti anche progetti per erigere una statua di Oliver Cromwell in questa zona, ma non furono mai realizzati.

Più scopro Edimburgo e più mi rendo conto che quasi ogni pietra, via o scorcio nasconde un significato: il Royal Mile è davvero un concentrato incredibile di storia e curiosità, e probabilmente nemmeno un mese basterebbe per scoprirlo tutto.

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Edinburgh City Chambers

Le Edinburgh City Chambers si trovano lungo il Royal Mile, di fronte alla Mercat Cross. Risalgono al 1760 e furono originariamente progettate come Royal Exchange, centro commerciale e punto di riferimento per i mercanti della città.

Il Consiglio Comunale si trasferì qui all’inizio del XIX secolo, dopo la demolizione del vecchio Tolbooth. L’edificio principale è arretrato rispetto a High Street ed è nascosto dietro un cortile interno, al cui centro si trova una statua in bronzo di Alessandro Magno con il suo cavallo Bucefalo.

Questo luogo è legato anche alla tradizione letteraria della città: vicino all’arco d’ingresso da High Street si trovano le impronte di numerosi scrittori di Edimburgo, tra cui J. K. Rowling. Se vuoi approfondire leggi a passeggio per Edimburgo con Harry Potter.

L’attuale complesso fu costruito inglobando diverse piccole strade, i cosiddetti “close”, che attraversavano l’area da nord a sud, modificando profondamente la struttura originaria di questa parte della Old Town.

Curiosità: le City Chambers sono state utilizzate come location per alcune riprese del film Braveheart. Leggi anche film girati in Scozia per scoprire tante altre curiosità.

la statua del generale Mackzek

Il Generale Stanislaw Wadyslaw Maczek

Il generale Stanisław Władysław Maczek nacque nel 1892 a Leopoli allora parte dell’Impero austro-ungarico (oggi Lviv, in Ucraina). Durante la sua vita combatté nella Prima guerra mondiale con l’esercito austro-ungarico e, durante la Seconda guerra mondiale, comandò la 1ª Divisione corazzata polacca, soprannominata “Divisione Nera”, formata nel 1942 a Duns, in Scozia.

Maczek e il suo esercito, composto da circa 16.000 uomini, furono addestrati per oltre due anni in Scozia prima di partecipare allo sbarco in Normandia nel 1944. La divisione si distinse in modo decisivo nelle campagne di Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania, contribuendo in particolare alla liberazione della città di Breda, che ancora oggi lo onora profondamente.

Nonostante il suo ruolo fondamentale nella guerra, al termine del conflitto gli fu revocata la cittadinanza polacca dal regime comunista e si ritrovò in esilio nel Regno Unito. A Edimburgo lavorò anche come barista, in un netto contrasto con il suo passato da comandante militare.

Nel 1985 fu invitato a Breda per l’anniversario della liberazione della città, dove ricevette un’accoglienza da eroe. Alla sua morte, nel 1994 all’età di 102 anni, fu sepolto nel cimitero militare polacco di Breda, come da suo desiderio.

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Craig’s Close e Covenant Close

L’accesso a Craig’s Close da High Street fu chiuso nel 1932, quando vennero costruiti gli uffici del consiglio comunale. In passato, il close ospitava la taverna Isle of Man Arms, principale luogo di ritrovo dell’Edinburgh Cape Club, un circolo culturale e sociale molto attivo nella città del XVIII secolo.

Il close prende il nome da John Craig, terzo marito di Ann Hamilton, proprietaria delle terre su cui sorgeva. Questo luogo è legato anche alla figura del poeta Robert Fergusson, considerato una figura chiave della letteratura scozzese, tanto che una targa ricorda il Cape Club come sua “casa spirituale”.

Craig’s Close è inoltre associato alla nascita della stampa scozzese: qui venne pubblicato uno dei primi quotidiani del paese intorno alla metà del XIX secolo, contribuendo allo sviluppo culturale e informativo della città.

Covenant Close, poco distante, deve probabilmente il suo nome al National Covenant del 1638, un documento fondamentale nella storia religiosa scozzese. Il testo, redatto per opporsi alle riforme religiose imposte da Carlo I d’Inghilterra, fu diffuso tra la popolazione per raccogliere firme.

Si ritiene che una copia del Covenant fosse esposta in una delle case del close e che proprio qui venissero raccolte le adesioni dei cittadini, rendendo questo luogo un piccolo ma significativo punto della storia religiosa e politica di Edimburgo.

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Anchor Close – la strada da tanti nomi

Anchor Close prende il suo nome finale da una taverna che si trovava al suo ingresso: The Anchor Tavern in Fuller Close.

Negli anni fu il luogo d’incontro dei Crochallan Fencibles: un club composto da alcuni degli uomini più illustri della città, fondato da William Smellie, che aveva tra i suoi membri anche Robert Burns. Smellie, fu il tipografo che fondò l’Enciclopedia Britannica e stampò la prima edizione a Edimburgo delle opere di Burns nel 1787.

Anchor close ha una storia antica, che risale al 1521 quando era noto come Fowler o Foular’s Close. Il nome deriva da William Fowler, mercante di hamburger che commerciava qui. Il close divenne poi Fordyce’s Close, per James Fordyce, descritto come scrittore religioso.

Nel 1723 era conosciuto come Brown’s Close, per Thomas Brown e poi ancora Dickson’s Close, per Thomas Dickson (da Harris, “Place Names of Edinburgh“). Anche i genitori di Sir Walter Scott risiedettero qui fino al 1771.

Edimburgo nasconde davvero mille angoli tutti da scoprire, pieni di fascino e di mistero! Un città dai mille volti, che non smette di stupire. Da Anchor Close, puoi raggiungere la pittoresca Cockburn Street.

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Mary King’s Close

Tappa imperdibile lungo il Royal Mile di Edimburgo è Mary King’s Close, nella Old Town, riscoperto dopo centinaia di anni sotto l’edificio delle City Chambers.

Questo close sotterraneo chiuso al pubblico per molti anni, ha riaperto i battenti come attrazione turistica, che negli anni è diventata sempre più famosa, perché permette di esplorare i sotterranei nascosti sotto uno degli edifici più famosi della città.

Alcuni sostengono che gli abitanti della città siano stati murati vivi al fine di prevenire la diffusione della peste. Verità o fantasia questo ha dato origine a molte leggende sui fantasmi, te ne parlo anche in luoghi più infestati di Edimburgo.

Se ti interessa visitarlo, puoi prenotare il tuo tour qui.

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Warriston’s Close

Warriston’s Close è uno dei vicoli storici della Old Town lungo il Royal Mile, inserito nel fitto sistema di passaggi e cortili che caratterizza il centro medievale di Edimburgo. Qui la stratificazione urbana è evidente, con edifici costruiti e ricostruiti nel tempo che si sovrappongono a livelli precedenti della città.

Dal punto di vista storico, il close è legato a figure di rilievo della vita giuridica e culturale scozzese. Tra queste spicca Sir Thomas Craig of Riccarton, importante giurista del periodo tra XVI e XVII secolo. Nel XIX secolo l’area fu inoltre frequentata dai fratelli William Chambers e Robert Chambers, editori e imprenditori culturali che contribuirono allo sviluppo della stampa e della divulgazione scientifica a Edimburgo.

Il nome “Warriston” è generalmente collegato alla zona omonima e alla famiglia Johnston, in particolare alla figura di Archibald Johnston, Lord Warriston, protagonista della politica scozzese del XVII secolo. Tuttavia, il legame diretto con questo specifico close non è documentato in modo definitivo e rientra più in una tradizione toponomastica locale.

Alcune ricostruzioni turistiche riportano che il close fosse precedentemente noto come “Bruce’s Close”, ma questa attribuzione non è supportata da prove storiche univoche e deve essere considerata una tradizione locale.

Infine, il collegamento con The Real Mary King’s Close riflette la particolare struttura sotterranea della Old Town: oggi esiste una connessione musealizzata e narrativa tra i diversi livelli del sottosuolo, ma la continuità come passaggio storico unico è in parte il risultato di ricostruzioni successive e valorizzazioni turistiche.

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Burnet’s Close

Burnet’s Close prende il nome da Samuel Burnet, birraio attivo a Edimburgo tra XVI e XVII secolo, che possedeva un appartamento lungo High Street, nella parte superiore del vicolo. Burnet risulta tra i diciannove borghesi che contribuirono alla creazione della cosiddetta “The Society” nel 1598, una forma di organizzazione cittadina legata alla vita economica e amministrativa dell’epoca.

L’architettura del close conserva elementi tipici della Old Town, con passaggi stretti e sovrastrutture che riflettono la stratificazione verticale degli edifici medievali e moderni.

Sull’architrave dell’arco è visibile la scritta “Mary’s Chapel”, riferimento a una delle sedi storiche più importanti della tradizione massonica scozzese. Questo luogo è spesso associato alla loggia conosciuta come Mary’s Chapel Lodge, che rappresenta una delle più antiche istituzioni operative della massoneria a Edimburgo. La Grand Lodge della Scozia che è stata fondata nel 1736 la sua presenza risalente a molto prima, intorno al XVI secolo. 

La tradizione locale collega l’area alla formazione delle corporazioni artigiane cittadine, in particolare l’Incorporation of Wrights and Masons, documentata dal 1475. Questi gruppi regolavano mestieri come la carpenteria e la muratura, contribuendo alla nascita di strutture associative che, nel tempo, confluirono nello sviluppo della massoneria speculativa scozzese.

A Edimburgo ci sono circa 36 logge massoniche, chiaramente marcate e riconoscibili tra cui quella di questo Close. La Loggia di Edimburgo – Mary’s Chapel – fu originariamente fondata nella Città Vecchia nel 1598, ma si trasferì nella New Town durante i miglioramenti di Edimburgo alla fine del XIX secolo.

Oggi la tradizione è legata alla sede della Grand Lodge of Scotland, situata nella zona di George Street, all’interno della Freemasons’ Hall di Edimburgo, edificio riconoscibile per i simboli massonici scolpiti e decorativi che richiamano strumenti come squadra e compasso, elementi ricorrenti nell’iconografia dell’ordine.

Un dettaglio spesso citato riguarda proprio la continuità simbolica: alcuni elementi decorativi e insegne storiche installate tra fine Ottocento e inizio Novecento hanno contribuito a mantenere visibile la presenza della tradizione massonica nel tessuto urbano della città, anche dopo gli spostamenti delle logge dalla Old Town alla New Town.

High Street Wellhead

Lungo High Street si trovano ancora oggi alcune delle antiche “wellheads”, le strutture in pietra che fino all’inizio del XIX secolo rappresentavano l’unica fonte di approvvigionamento idrico per gli abitanti della Old Town.

L’acqua veniva raccolta tramite contenitori a collo stretto, chiamati stoups, e questi punti diventavano inevitabilmente luoghi di incontro quotidiano. Oltre alla funzione pratica, avevano anche un forte valore sociale: qui si formavano code, si scambiavano informazioni e spesso nascevano discussioni e tensioni, soprattutto nei periodi di scarsità.

La gestione dell’acqua era regolata dal consiglio cittadino. Nei momenti di maggiore penuria, soprattutto durante l’estate, l’accesso veniva limitato a fasce orarie notturne, con aperture tra mezzanotte e le prime ore del mattino. Questa organizzazione rigidamente controllata rifletteva le difficili condizioni igieniche e infrastrutturali della città prima dell’arrivo dei moderni acquedotti. I residenti locali potevano usare i pozzi solo tra mezzanotte e le tre del mattino e le code e le risse erano all’ordine del giorno.

Un cambiamento decisivo avvenne nel XIX secolo con la realizzazione di sistemi di approvvigionamento più efficienti, che ridussero progressivamente l’uso delle wellheads. L’acqua iniziò a essere convogliata da bacini situati nelle Pentland Hills, garantendo una fornitura più stabile e continua per la città in espansione.

Sostituirono la fonte di questa cisterna, Castlehill Resevoir, con un nuovo sistema. La capacità di 1,7 milioni di galloni era alimentata da sorgenti provenienti dalle Pentland Hills. Smantellarono il Resevoir nel 1992 e lo trasformarono in un mulino per il tartan.

Nel corso del tempo, molte strutture legate al vecchio sistema idrico furono rimosse o inglobate nel tessuto urbano, ma alcune testimonianze restano ancora visibili lungo il Royal Mile come traccia della vita quotidiana dell’Edimburgo pre-industriale.

Royal Mile di Edimburgo, statua di Hume - old town

La statua di David Hume

Proseguendo lungo High Street, poco prima dell’area della High Court, si incontra la statua di uno dei filosofi scozzesi più influenti: David Hume.

L’opera è dello scultore Alexander Stoddart e risale alla fine del XX secolo. Hume è rappresentato in stile classico, seduto e con un atteggiamento riflessivo, in linea con la sua fama di pensatore razionalista e scettico. La statua si trova accanto alla sede della High Court of Justiciary, uno dei principali tribunali della Scozia, in un punto di passaggio molto frequentato tra il Royal Mile e la zona di Parliament Square.

Hume, filosofo, economista e storico empirista scozzese, visse a lungo a Edimburgo, in particolare a James Court, dove risiedette durante il periodo in cui lavorava alla sua opera più importante, A Treatise of Human Nature (1739–1740). Successivamente abitò anche nella New Town, in un contesto urbano più moderno rispetto alla Old Town medievale.

La sua filosofia empirista sostiene che la conoscenza derivi principalmente dall’esperienza sensibile e non da principi innati. Questa impostazione ebbe un impatto profondo sulla filosofia moderna e influenzò direttamente Immanuel Kant, che riconobbe come le idee di Hume lo avessero “risvegliato dal sonno dogmatico”.

Un dettaglio curioso riguarda la statua: il piede del filosofo è oggi leggermente lucido perché molti visitatori lo toccano come portafortuna durante il passaggio, una tradizione nata spontaneamente nel tempo e diventata parte dell’esperienza turistica del Royal Mile. Tuttavia limitati a fotografarlo e aiuta a mantenere e preservare questo monumento.

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Byre’s Close

Byre’s Close è uno dei vicoli storici della Old Town, con origini documentate almeno dall’inizio del XVI secolo. In una fase precedente era conosciuto con nomi diversi, tra cui Malcolme’s Close e Lauder’s Close, a testimonianza dei frequenti cambi di proprietà tipici della Edimburgo medievale.

Il nome attuale deriva da John Byres, ricco mercante e figura influente della città tra XVI e XVII secolo. Ricoprì incarichi pubblici di rilievo, tra cui quello di tesoriere cittadino e membro del consiglio comunale. Alla sua morte, le proprietà passarono al figlio Sir John Byres of Coates, mantenendo il legame della famiglia con l’area.

Uno degli elementi storicamente più rilevanti del close è la presenza della casa associata ad Adam Bothwell, vescovo delle Orcadi e figura politica di rilievo nella Scozia del XVI secolo. Bothwell officiò il matrimonio tra Maria Stuarda e James Hepburn, conte di Bothwell, un evento che ebbe conseguenze decisive nella crisi politica che portò all’abdicazione della regina nel 1567, in favore di suo figlio Giacomo VI. L’edificio è oggi visibile solo da passaggi interni collegati a Advocate’s Close, uno dei vicoli più caratteristici della zona.

Nel XVII secolo il close fu anche associato a Sir William Dick of Braid, uno dei mercanti più ricchi della Scozia e più volte Lord Provost di Edimburgo. La sua vicenda personale è legata alla forte instabilità finanziaria dell’epoca: nonostante la grande ricchezza iniziale, subì un grave tracollo economico negli ultimi anni della sua vita.

Come molti closes del Royal Mile, anche Byre’s Close riflette la stratificazione sociale dell’Old Town, dove residenze di mercanti, amministratori e figure ecclesiastiche convivevano in uno spazio urbano estremamente denso e verticale.

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Borthwick’s Close

Borthwick’s Close, lungo il Royal Mile di Edimburgo, originariamente era noto come Lord Borthwick’s Close. Il nome deriva da William Borthwick, che fece costruire una casa qui intorno al 1450 per essere vicino all’edificio del Parlamento scozzese. Borthwick era un influente avvocato e membro del Parlamento, ben inserito nella vita politica della città.

Il potente clan Borthwick era legato alla nobiltà europea e intratteneva rapporti con le corti reali di Scozia e Inghilterra. Attraverso alleanze matrimoniali, la famiglia ebbe legami indiretti anche con la corte di Enrico VIII d’Inghilterra, consolidando ulteriormente il proprio prestigio.

Il close prende il nome da questa importante famiglia, che nel corso dei secoli mantenne un ruolo rilevante nella storia scozzese, sia dal punto di vista politico che militare.

Se il nome ti suona familiare, è perché i Borthwick erano associati anche al celebre Borthwick Castle, una delle fortezze meglio conservate della Scozia, situata a pochi chilometri da Edimburgo. Il castello, costruito nel XV secolo, fu utilizzato come residenza nobiliare e rifugio sicuro: si racconta che anche Maria Stuarda vi trovò riparo nel 1567 durante uno dei momenti più turbolenti della sua vita.

Oggi Borthwick’s Close è uno dei tanti passaggi storici che si diramano dal Royal Mile, ma conserva ancora il legame con un passato fatto di potere, politica e intrighi tra le grandi famiglie scozzesi.

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Advocate’s Close

Questo stretto e ripido close lungo il Royal Mile di Edimburgo risale probabilmente al 1544 ed è uno dei più antichi della città. Offre una vista molto suggestiva su Princes Street e sullo Scott Monument.

John Scougall, ritrattista di Guglielmo III d’Inghilterra e della regina Maria, fu uno dei primi residenti, così come il vescovo Bothwell (abate di Holyrood House nel 1570). Advocate’s Close prende il nome da Sir James Stewart of Goodtrees, Lord Advocate di Scozia durante un periodo cruciale tra Rivoluzione, Riforma e Unione.

A metà del close si trova una porta datata 1882: sull’architrave in pietra è scolpita la scritta W & R Chambers, a ricordare il sito degli uffici di William Chambers e Robert Chambers, tra i più importanti editori del XIX secolo. È probabile che questo edificio fosse un’estensione dei loro uffici di stampa.

Ti parlo di Advocate’s Close anche nell’articolo dedicato ai luoghi più infestati di Edimburgo: lì trovi la storia inquietante di Johnny da un braccio solo. Da Advocate’s Close puoi scendere direttamente verso la pittoresca Cockburn Street.

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Royal Mile di Edimburgo – cosa vedere

Fleshmarket Close

Un tempo in questo luogo angusto del Royal Mile c’era il mercato della carne ed è proprio da questa attività che il close prese il suo nome. Il mercato conduceva a un macello situato nei pressi del Nor’ Loch e il sangue degli animali sgocciolava lungo la ripida discesa della stretta via. Non oso immaginare l’odore che poteva esserci!

Questa zona era una delle più trafficate della città medievale, dove si concentravano commerci e attività legate alla vendita di generi alimentari, rendendo Fleshmarket Close un punto fondamentale per la vita quotidiana degli abitanti di Edimburgo.

Sembra che William Brodie, il celebre Deacon Brodie, frequentasse una bisca che si trovava proprio da queste parti, aggiungendo un ulteriore elemento oscuro e affascinante alla storia del close. Anche il famoso scrittore scozzese Ian Rankin ha pubblicato un bestseller intitolato “Fleshmarket Close”, uno dei romanzi della serie dell’ispettore Rebus, ambientato proprio a Edimburgo. Lo sapevi? Ti racconto di autori e libri ambientati in Scozia nell’articolo 10 libri sulla Scozia.

Se prosegui la tua camminata lungo il Royal Mile di Edimburgo, arriverai a Market Street passando per la pittoresca Cockburn Street, che taglia a metà questo close dal XIX secolo e collega la Old Town alla zona della stazione Waverley.

Ci piace molto passeggiare lungo Cockburn Street, proprio per la sua struttura così particolare: stretta, sinuosa e acciottolata, con scorci davvero suggestivi. Spesso dormiamo proprio nelle vicinanze e, se stai organizzando il tuo soggiorno in città, ti potrebbe interessare l’articolo dove dormire a Edimburgo.

stevenlaw's close, royal mile di edimburgo
stevenlaws close, royal mile di edimburgo

Stevenlaw’s Close

Il nome di questo close lungo il Royal Mile viene da Steven Law, un sostenitore di Maria Stuarda durante la guerra civile del 1571. Persino il principe Carlo Edoardo Stuart pregò nella cappella cattolica romana che si trovava qui, durante la sua permanenza a Edimburgo nel 1745.

Il close nel corso degli anni è stato conosciuto anche come Telfer’s Close (scritto in molti modi diversi), probabilmente derivato dal termine francese “taillefer”, che significa “tagliatore di ferro”, suggerendo un possibile legame con attività artigianali o metallurgiche presenti in questa zona della città.

Un atto del 1710 fa riferimento a un certo Laurence Telfer o Taillyefer, borghese e tesoriere della città nel 1485, uomo dai grandi interessi commerciali che prese in affitto i mulini cittadini e il pollaio.

Come molti altri close del Royal Mile, anche Stevenlaw’s Close ha cambiato più volte nome nel corso dei secoli, riflettendo i proprietari, le attività e le trasformazioni della zona, un aspetto tipico della Old Town di Edimburgo dove ogni vicolo racconta una storia diversa.

Non è un close molto conosciuto da chi percorre il Royal Mile, ma conserva ancora quel fascino nascosto che rende questa strada così affascinante: basta fermarsi un attimo e guardarsi intorno per immaginare la vita quotidiana della Edimburgo del passato.

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Tron Kirk

La guglia di questo Kirk non passa certo inosservata mentre si percorre il Royal Mile di Edimburgo! Prende il nome da “Tron Beam”, un sistema di pesatura utilizzato durante il Medioevo, una sorta di bilancia pubblica. Un tempo questo luogo era un importante punto di raccolta, dove si pesavano le merci e venivano puniti i piccoli criminali.

Questo Kirk risale al XVII secolo, durante il periodo delle cosiddette Guerre dei Vescovi, quando Carlo I d’Inghilterra tentò di imporre una struttura episcopale sulla Chiesa scozzese, trasformando l’High Kirk nella Cattedrale di St Giles e rendendola sede del vescovo di Edimburgo.

Per questo motivo, la congregazione commissionò la costruzione di una nuova chiesa proprio lungo il Royal Mile. I lavori iniziarono nel 1636 e si conclusero nel 1647, rendendo Tron Kirk una delle principali chiese parrocchiali della città.

Sotto di essa si trovano ancora i resti archeologici di Marlin’s Wynd, considerata la prima strada lastricata di Edimburgo, oggi visitabile durante alcune esposizioni temporanee all’interno dell’edificio.

Nel 1829 la guglia originale in legno fu sostituita dopo essere stata distrutta da un incendio, mentre all’interno sono ancora visibili elementi della struttura originaria. Nel corso del tempo, le dimensioni della chiesa furono ridotte e molti edifici circostanti vennero demoliti per fare spazio alla costruzione di North Bridge e South Bridge, cambiando completamente l’assetto della zona.

Tron Kirk fu anche sede dell’Assemblea Generale della Chiesa di Scozia per circa dieci anni, fino al 1840, ma non svolge più funzioni religiose dal 1952. Oggi è utilizzata come spazio espositivo e punto informativo, spesso dedicato proprio alla storia del Royal Mile.

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James Gillespie

Cerca la sua targa esposta fuori dall’Italian restaurant, nei pressi del North Foulis’ Close. James Gillespie (morto nel 1797) era un ricco produttore di tabacco che, pur vivendo una vita molto frugale, lasciò una considerevole somma per la costruzione di un ospedale e di una scuola che portano ancora oggi il suo nome.

Quello che colpisce davvero della sua storia è il contrasto tra il suo stile di vita estremamente parsimonioso e l’enorme eredità che destinò alla comunità: Gillespie non si sposò mai, non ebbe figli e accumulò una fortuna considerevole che decise di utilizzare per scopi benefici.

Alla sua morte, lasciò fondi per la creazione della James Gillespie’s Hospital School, un’istituzione educativa pensata per aiutare i bambini poveri della città, che ancora oggi esiste (anche se trasformata nel tempo in una scuola moderna). Questo lo rende uno dei primi esempi concreti di filantropia legata all’istruzione nella città di Edimburgo.

Un dettaglio curioso è che, nonostante la sua ricchezza, era noto per essere estremamente attento alle spese quotidiane, quasi al limite dell’avarizia: un aspetto che rende ancora più sorprendente la sua scelta finale di destinare tutto alla beneficenza.

Passeggiando lungo il Royal Mile, è facile passare accanto a questa targa senza notarla… ma dietro quel nome si nasconde una storia che ha avuto un impatto reale sulla città e sui suoi abitanti. Non è incredibilmente magico passeggiare lungo il miglio reale?

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Old Stamp Office Close

Camminando lungo High Street vedrai l’ingresso di questo close, che fino al 1821 ospitava il Government Stamp Office. Il suo nome deriva proprio da questo. Anche la Royal Bank si trovava qui dal 1727 al 1753.

Old Stamp Office Close conteneva la casa della contessa di Eglinton e delle sue sette bellissime figlie, a cui il poeta Allan Ramsay ha dedicato “The Gentle Shepherd”. La contessa Susanna Kennedy era considerata una delle donne più affascinanti del suo tempo e contribuì a rendere questo luogo un punto di riferimento per la vita mondana della Edimburgo del XVIII secolo.

Il close ha ospitato anche una taverna chiamata “Fortune’s Tavern” e un tempo “Ship’s Tavern”. Nel XVIII secolo Fortune’s Tavern era uno dei luoghi più frequentati della città: qui si riunivano cittadini, intellettuali e membri dell’élite locale. Proprio in questa taverna si tenevano anche i ricevimenti ufficiali del Lord High Commissioner all’Assemblea Generale della Chiesa di Scozia, rendendo questo close un importante punto di incontro politico e sociale.

Curiosità: Flora McDonald, che aiutò Bonnie Prince Charlie a lasciare la Scozia dopo la sconfitta di Culloden, frequentava un collegio che si trovava proprio qui.

Nel corso dei secoli il close ha cambiato più volte nome, tra cui Newbank Close, Ship Tavern Close e Fortune’s Close, riflettendo le attività e gli edifici presenti nel tempo.

Un’altra curiosità: Old Stamp Office Close fu anche punto di ritrovo del “Poker Club”, un circolo frequentato da intellettuali e personaggi influenti della città, che contribuì a promuovere riforme politiche nella Scozia del XVIII secolo.

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Jackson’s Close e Lyon’s Close

Jackson’s Close prende il nome dai membri della famiglia Jackson, ma da quanto abbiamo capito non ha una storia particolarmente significativa, sebbene anche lo studioso William Nichols visse qui dal 1744 al 1794.

Jackson’s Close conduce a Cockburn Street, una pittoresca strada della Old Town di Edimburgo, creata come collegamento a serpentina dal Royal Mile alla stazione Waverley nel 1856. Prende il nome dall’avvocato, giudice e letterato scozzese Henry, Lord Cockburn, figura molto importante per lo sviluppo urbanistico della città.

Lyon’s Close, che si trova tra Old Stamp Office Close e Jackson’s Close, molto probabilmente rappresenta l’ingresso all’ospizio legato alla figura di Elsie Inglis. Elsie, nata in India nel 1864, si trasferì a Edimburgo con la famiglia nel 1878 e si diplomò al Physicians and Surgeons College di Edimburgo e Glasgow nel 1892.

Nel 1904 il piccolo ospedale aperto dalla famiglia Inglis si trasferì al numero 219 di High Street e fu ribattezzato The Hospice. L’anno successivo Inglis fu nominata consulente del Bruntsfield Hospital, che si unì all’hospice nel 1911.

Elsie Inglis morì nel 1917 e riposa al Dean Cemetery di Edimburgo. Con i fondi raccolti negli anni precedenti, nel 1925 fu istituito l’ospedale di maternità a lei dedicato, che divenne parte della Royal Infirmary e porta ancora oggi il suo nome.

royal mile di edimburgo, new Assembly Close
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Old Assembly Close e New Assembly Close

Nel 1580 questo close lungo il Royal Mile di Edimburgo era noto come Little’s Close, in memoria degli avvocati Clement e William Little, il cui lascito di libri contribuì alla creazione della biblioteca universitaria.

Fu anche chiamato Durie’s Close o Lord Durie’s Close, in onore del giurista Sir Alexander Gibson. Le sue pratiche giuridiche contribuirono allo sviluppo e alla raccolta del diritto scozzese. Gibson viveva in una dimora sul lato ovest del close ed è registrato come proprietario nel 1635 con il titolo giudiziario di Lord Durie, assunto nel 1621.

Tuttavia furono le assemblee danzanti, tenutesi nel cortile tra il 1720 e il 1766, a dare al close il nome attuale. Le assemblee continuarono sul sito originale fino al 1736, per poi essere trasferite al numero 142 di High Street, nell’attuale New Assembly Close. Da quel momento, il sito originario iniziò a essere chiamato Old Assembly Close.

Il close fu anche noto come Steil’s Close o Patrick Steil Close, in onore di Patrick Steil, proprietario della taverna Crosskeys alla fine del XVII secolo. Il suo entusiasmo per la musica portò, secondo alcune fonti, alla nascita di un club musicale e alla fondazione della Musical Society of Edinburgh nel 1728.

Old Assembly Close fu inoltre teatro del più disastroso incendio di Edimburgo: nel 1824 le fiamme distrussero tutti gli edifici tra questa zona e Parliament Square, segnando profondamente la storia urbana della città.

Toddrick’s Wynd

Toddrick’s Wynd è uno dei vicoli storici della Old Town, documentato già nel XV secolo. Come molti wynds di Edimburgo, si tratta di passaggi stretti che collegavano le arterie principali del centro medievale e spesso diventavano scenari di vita quotidiana, traffici e passaggi strategici.

La tradizione storica collega questo luogo agli eventi del 1567 legati alla morte di Lord Darnley. In quel periodo, Maria Stuarda stava rientrando dopo una visita a Kirk o’ Field, dove il re era alloggiato. Nelle stesse ore, James Hepburn, conte di Bothwell e i suoi uomini erano coinvolti nell’organizzazione dell’attentato che portò all’esplosione della casa e alla morte di Darnley. Le cronache dell’epoca e le ricostruzioni successive inseriscono l’area del Royal Mile all’interno di questi spostamenti e dinamiche complessive della congiura.

Nel XVII secolo il wynd risulta inoltre menzionato come uno dei limiti di pattugliamento della guardia cittadina, segno della sua importanza all’interno della rete urbana della Old Town.

Oggi, come gran parte dei vicoli del Royal Mile, conserva soprattutto un valore storico. Mentre nelle immediate vicinanze si trovano pub e locali che riprendono la tradizione della zona come punto di passaggio e socialità. L’area è ricca di opzioni per una pausa gastronomica: te ne parlo nelle nostre mini guide su dove mangiare ad Edimburgo e nell’articolo dedicato ai Pub storici di Edimburgo.

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Royal Mile di Edimburgo – Trunk’s close, foto di Michael Docherty

Trunk’s Close

L’origine del nome di Trunk’s Close non è del tutto certa e viene generalmente ricondotta a possibili varianti familiari o a denominazioni commerciali legate ai proprietari della zona tra XV e XVI secolo. Come molti closes della Old Town, la sua storia è frammentata e ricostruita attraverso documenti parziali.

Secondo alcune ricostruzioni locali, l’area fu abitata da famiglie influenti già in epoca tardo-medievale e mantenne un ruolo residenziale anche nei secoli successivi. Probabilmente deve il suo nome alla famiglia Turing, che possedeva una proprietà su questo sito tra il 1478 e il 1529.

Un dato più solido riguarda l’Ottocento: il close risulta collegato alla diffusione culturale della città, in particolare alla prima edizione della rivista Edinburgh Review pubblicata nel 1802, che contribuì a rendere Edimburgo un centro intellettuale di rilievo in Europa.

In diverse fonti viene inoltre citata la presenza di figure legate all’ambiente educativo e militare britannico, che vissero nella zona durante il periodo di formazione e carriera, contribuendo alla stratificazione sociale tipica della Old Town. Pare che anche Lord Heathfield, che in seguito divenne l’eroe dell’assedio di Gibilterra, visse qui mentre frequentava la scuola.

Se stai organizzando il tuo viaggio nella capitale scozzese potrebbe interessarti la nostra guida completa di Edimburgo, ricchissima di informazioni utili.

Moubray House, John Knox's House - Royal Mile Edimburgo
Moubray House di fianco al Trunk’s close e John Knox’s House di fronte

John Knox’s House

Altra tappa imperdibile lungo il Royal Mile di Edimburgo è John Knox’s House, una casa del XV secolo tradizionalmente associata al celebre predicatore della Riforma scozzese, John Knox. Sebbene il suo nome sia da sempre associato alla casa, in realtà, sembra che egli abbia vissuto a Warriston Close, dove una targa indica il sito approssimativo della sua residenza.

L’edificio, costruito a partire dal 1490, conserva una splendida galleria in legno e un soffitto dipinto a mano. In origine appartenne a Walter Reidpath, poi passò a John Arres e infine a sua figlia Mariota Arres nel 1556.

Qui visse anche James Mossman, gioielliere e orafo di Maria, regina degli scozzesi, insieme alla moglie. Le loro iniziali sono ancora visibili sulla facciata esterna. Mossman fu estremamente leale a Maria e fece parte degli “uomini della regina”, che presero il Castello di Edimburgo nel tentativo di riportarla sul trono dopo la sua abdicazione a favore del figlio, Giacomo VI.

Quando il castello si arrese nel 1573, Mossman fu accusato di contraffazione e giustiziato in modo brutale. In seguito, Giacomo VI assegnò la casa a James Carmichael. Nel corso dei secoli l’edificio subì numerosi interventi: le incisioni visibili oggi risalgono al restauro del 1850. Oggi la casa è un museo, di proprietà della Chiesa di Scozia e gestito dallo Storytelling Centre, situato proprio accanto.

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Moubray House e John Knox’s House – foto di Glenn McNaughton

Perché questa casa è collegata a Knox?

La casa è legata a uno dei periodi più turbolenti della storia scozzese, la Scottish Reformation, che portò alla guerra civile e all’abdicazione di Mary, Queen of Scots. Sebbene John Knox vi soggiornò solo per un breve periodo prima della sua morte nel 1572, il suo nome fu determinante per salvarla dalla demolizione nel 1840.

Accanto all’edificio si trova Moubray House, la costruzioni medievale più antica e originale sopravvissuto su Royal Mile. Il suo proprietario, Robert Moubray, possedeva anche la casa di Warriston Close, dove Knox soggiornò nel 1560.

Moubray House e john knox house
the netherbow wellhead, edimburgo

Moubray House

Questa casa è una delle più antiche di Edimburgo e fu costruita da Robert Moubray nel 1477. Qui vissero il pittore George Jamesone e anche Daniel Defoe, lo scrittore di Robinson Crusoe.

Nel XVIII secolo l’edificio ospitava una taverna e fino al 1822, il negozio sulla strada era la sede dell’editore e libraio Archibald Constable, proprietario dello Scots Magazine e Edinburgh Review. Moubray House si trova sul lato nord di High Street, tra Trunk’s Close e John Knox House, vicino al sito di Netherbow Port, che fino al 1764 era la porta principale di Edimburgo, poi demolita.

Sul marciapiede di fronte alla proprietà, sopravvive il Netherbow wellhead, uno dei pozzi che precedentemente fornivano acqua per la Città Vecchia. Il palazzo è uno dei pochi sopravvissuti al rogo ordinato da Enrico VIII d’Inghilterra nel 1544.

paisley close - Royal Mile di Edimburgo

Paisley Close

35 persone morirono nelle prime ore del 24 dicembre del 1861, quando un palazzo di cinque piani dai supporti in legno marci, collassò su se stesso.

Nella tentativo di soccorrere le persone intrappolate, gli operai sentirono il ripetuto grido di aiuto del giovane Joseph McIver che si salvò senza riportare gravi ferite.

Quando costruirono un nuovo edificio sul sito di Paisley Close, incorporarono la scultura di Joseph sopra l’ingresso, insieme alle parole sue parole: “Heave awa’ chaps, I’m no’ dead yet“.

Carrubber's Close, royal mile edimburgo
Carrubber's Close
Carrubber's Close

Carrubber’s Close – la nascita dalla Chiesa episcopale scozzese

Come già anticipato, i closes del Royal Mile di Edimburgo prendono spesso il nome dal loro residente più importante. Carrubber’s Close deve il suo nome a William de Carriber, un ricco mercante, armatore e magistrato che visse qui intorno al 1450. La sua abitazione, situata ai piedi del close, era conosciuta come Clam-shell Land.

La storia di questo vicolo è strettamente legata alla nascita della Chiesa episcopale scozzese. Dopo la deposizione del re cattolico Giacomo VII durante la Glorious Revolution del 1688, la Scozia entrò in un periodo di forte tensione religiosa. La Chiesa di Scozia abolì i vescovi, segnando una netta rottura con la tradizione precedente.

Nel 1689, Alexander Rose, vescovo di Edimburgo, fu costretto a lasciare la cattedrale di St Giles insieme ai suoi fedeli e trovò rifugio in un magazzino di lana proprio a Carrubber’s Close. Questo evento segnò simbolicamente l’inizio della Chiesa episcopale scozzese: quel magazzino divenne in seguito la Old Saint Paul’s Church.

A differenza della Chiesa presbiteriana, fedele alla nuova monarchia protestante, gli episcopali rimasero giacobiti, sostenitori della dinastia Stuart. Molti membri della congregazione di Old Saint Paul’s parteciparono attivamente alle rivolte giacobite del 1715 e del 1745.

Durante l’insurrezione del 1745, un membro della comunità portò a Edimburgo la notizia della vittoria di Bonnie Prince Charlie a Prestonpans, contribuendo alla chiusura delle porte della città all’esercito governativo di Sir John Cope. Altri sostenitori stamparono le banconote del principe, mentre alcune donne della congregazione presero parte agli eventi organizzati a Holyroodhouse.

Nel XVIII secolo, Carrubber’s Close continuò a essere un luogo significativo: Alexander Seabury, futuro primo vescovo episcopale degli Stati Uniti, prestò servizio proprio a Old Saint Paul’s nel 1752 durante i suoi studi a Edimburgo. Tornò poi in Scozia nel 1784 per essere consacrato.

Nel XIX secolo nacque la Carrubber’s Close Mission, fondata nel 1858 dal reverendo James Gall per aiutare la popolazione più povera della zona, in particolare i bambini. La missione si riuniva inizialmente in un vecchio teatro, noto come Whitefield Chapel, dove aveva predicato anche l’evangelista George Whitefield.

L’area del Royal Mile, in quel periodo, versava in condizioni molto difficili, e la missione divenne presto un punto di riferimento per persone di tutte le età. Tuttavia, l’edificio era in pessime condizioni e venne demolito nel 1873, lasciando temporaneamente la comunità senza una sede stabile.

Durante il grande risveglio evangelico del 1859, Carrubber’s Mission acquisì grande notorietà, attirando anche la visita del predicatore americano Dwight L. Moody. Fu proprio grazie al suo sostegno e a quello di altri benefattori che vennero raccolti i fondi per costruire una nuova sede.

Nel 1883 fu posta la prima pietra dell’edificio attuale, al numero 65 di High Street. Nelle fondamenta venne inserito un barattolo contenente una Bibbia, documenti sulla storia della missione, monete e giornali dell’epoca: una vera e propria capsula del tempo.

L’attività della missione proseguì per oltre un secolo, lasciando un segno profondo nella storia sociale e religiosa della Old Town di Edimburgo.

chalmer's close, royal mile di edimburgo
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Chalmer’s Close

Uno dei numerosi closes che si aprono lungo il Royal Mile, Chalmers Close deve il suo nome a Patrick Chalmers, mercante e capitano delle Trained Bands cittadine. In epoca medievale e moderna queste strette viuzze erano cortili privati e spazi residenziali condivisi, spesso abitati da famiglie di artigiani e commercianti.

In questa zona visse anche il nonno di Lord Jeffrey, figura legata alla vita culturale e giuridica scozzese dell’Ottocento. Come molti closes della Old Town, anche questo riflette la stratificazione sociale dell’Edimburgo storica, con abitazioni che si sviluppavano in altezza e spazi estremamente densi.

Un dettaglio spesso confuso riguarda la vicina storia della Trinity College Kirk: la chiesa medievale fu smantellata nel 1848 per far spazio alla stazione di Waverley. Le pietre vennero numerate e conservate con l’idea di un futuro recupero. In seguito, parte della struttura venne ricomposta nell’area di Jeffrey Street, poco distante dal Royal Mile, dando vita alla cosiddetta “Trinity Apse”, oggi ancora visibile come testimonianza del progetto di ricostruzione ottocentesco.

La ricostruzione della Trinity College Church è uno degli esempi più interessanti di “trasferimento architettonico” a Edimburgo, dove un edificio storico è stato smontato e ricostruito pietra per pietra in una nuova posizione.

childhood museum - old town edimburgo

Museum of Childhood

Il Royal Mile di Edimburgo è ricco di attrazioni di ogni genere, tra cui ovviamente non mancano i musei. Se passi da queste parti non perdere una visita al famoso Museum Childhood, dove potrai scoprire l’infanzia attraverso i secoli e guardare giocattoli provenienti da diverse parti del mondo.

Tra le esposizioni si trovano bambole, trenini, giochi in legno, libri scolastici e materiali che documentano anche aspetti meno leggeri dell’infanzia del passato, offrendo uno sguardo realistico su come è cambiato il concetto di crescita e istruzione.

È considerato il primo museo al mondo interamente dedicato all’infanzia, aperto nel 1955, e rappresenta una tappa particolarmente interessante anche per gli adulti, grazie al forte valore nostalgico delle collezioni.

L’ingresso è gratuito, ma è consigliabile verificare lo stato di apertura prima della visita, perché negli ultimi anni il museo è stato interessato da periodi di chiusura per lavori di rinnovamento. Può comunque rappresentare una tappa utile in caso di maltempo durante la visita alla Old Town. Ti racconto tante altre cose da fare gratis a Edimburgo in questo articolo dedicato.

royal mile di edimburgo

Hyndford’s Close

Hyndford’s Close si apre lungo il Royal Mile di Edimburgo e deve il suo nome alla famiglia Carmichael, conti di Hyndford, che possedevano qui una residenza nel XVII secolo. Oggi il close conduce a un tranquillo cortile con un piccolo giardino privato, un angolo inaspettatamente silenzioso nel cuore della Old Town.

Tra i personaggi legati a questo luogo si ricorda Daniel Rutherford, medico e chimico scozzese noto per aver identificato l’azoto nel 1772. Era nonno materno di Sir Walter Scott, che da bambino veniva qui a fargli visita.

Un’altra figura importante associata a questo close è Jane Maxwell, duchessa di Gordon, una delle donne più influenti della società scozzese del XVIII secolo. Fu una grande sostenitrice del poeta Robert Burns, autore di Auld Lang Syne, il celebre canto intonato in tutto il mondo la notte di Capodanno.

Nata a metà del XVIII secolo a Dumfries & Galloway, Jane Maxwell si trasferì a Edimburgo insieme alla madre e alle sorelle per completare la sua educazione e fare il suo ingresso nell’alta società, diventando presto una figura centrale nella vita culturale della città.

tweeddale court - royal mile di edimburgo

Tweedale Court

Tweeddale Court è uno dei cortili più affascinanti del Royal Mile di Edimburgo, perfetto per chi vuole scoprire un lato più autentico e meno turistico della città.

Parte del fascino del Royal Mile sta proprio nell’esplorare il labirinto di closes e wynds che sembrano rimasti sospesi nel tempo. Tweeddale Court è uno dei più suggestivi: il suo ingresso si trova di fronte allo Scottish Storytelling Centre, poco prima del pub World’s End.

Attraversando lo stretto passaggio e superando alcuni cancelli, si accede a un cortile raccolto, dominato dalla Tweeddale House, un edificio che nel corso dei secoli è stato più volte modificato e adattato.

All’interno si conservano i resti di una porta scolpita risalente al 1576, con le iniziali attribuite a Neil Lang e a sua moglie Elizabeth Danielstoune. Lang ricopriva il ruolo di Keeper of the Signet, una delle più alte cariche legali della Scozia. Come molti uomini facoltosi dell’epoca, scelse di costruire la propria residenza all’interno di un close, lontano dal caos della High Street.

Tweedale court, il royal mile di Edimburgo
Tweedale court

Perchè si chiama Tweedale Court e un omicidio ancora irrisolto

Il nome attuale risale al 1670, quando la proprietà fu acquistata dal marchese di Tweeddale, importante consigliere di Carlo II. Si ritiene che anche Daniel Defoe abbia soggiornato in questa zona durante i suoi viaggi in Scozia, anche se non esistono prove definitive.

Nel XVIII secolo la casa entrò in declino, tanto che gli architetti John e Robert Adam ne suggerirono la demolizione. Fortunatamente, l’edificio fu risparmiato.

Nel 1806 Tweeddale Court fu teatro di uno dei casi più misteriosi di Edimburgo. La sera del 13 novembre, una bambina trovò il corpo senza vita di William Begbie, disteso in una pozza di sangue con un coltello nel petto.

Begbie avrebbe dovuto consegnare un pacchetto contenente una somma molto elevata (circa 4.000 sterline) a una banca di Leith. Mesi dopo, gran parte del denaro fu ritrovata nascosta in un muro nei pressi di Drummond Place, ma l’omicidio non fu mai risolto.

All’inizio del XIX secolo, la Tweeddale House fu acquistata dagli stampatori Oliver & Boyd, il cui nome è ancora visibile sull’ingresso principale. Nel cortile si notano anche alcune caratteristiche architettoniche interessanti: il grande muro in pietra sul lato ovest potrebbe essere un residuo del cosiddetto King’s Wall, che in epoca medievale segnava il confine della città.

Ti parlo di Tweedale Court anche nell’articolo dedicato ai luoghi di Outlander a Edimburgo leggilo se sei un fan della serie tv!

"the world's end close"

World’s End Close

Una porta difensiva orientale, nota come Netherbow Port, sorgeva una volta sul Royal Mile, separando la Old Town dal Canongate. Il Canongate stesso era un Burgh separato fino al 1865, quando fu ceduto a Edimburgo.

L’area all’interno della porta di Netherbow divenne nota come “Fine del mondo”. Per quanto riguardava i cittadini di Edimburgo era il luogo in cui il loro mondo finiva! Il profilo del Netherbow Port è segnato sulla strada fuori dal pub World’s End.

Dopo la demolizione del porto di Netherbow nel 1764, sopravvisse ben poco dell’edificio; recuperarono solamente la Campana del Netherbow e la placca del Porto che si possono vedere nelle vicinanze di Netherbow.

Ti parlo nel dettaglio della storia del World’s End in questo articolo dedicato ad uno dei nostri pub storici preferiti del Royal Mile di Edimburgo. Tienilo presente anche se cerchi un posto dove mangiare durante la tua esplorazione della capitale.

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St Mary Street

Alcune cronache raccontano che nel 1513 Giacomo IV di Scozia lasciò Edimburgo passando per St Mary’s Wynd, diretto verso la tragica battaglia di Flodden, dove avrebbe perso la vita.

Altri episodi storici legati a questa zona riguardano James Hepburn, conte di Bothwell, terzo marito di Mary Queen of Scots. Secondo le fonti, Bothwell si recò qui nel 1562 per punire il conte di Arran, accusato di scandali familiari, e nuovamente nel 1567, quando fuggì da St Mary’s Wynd dopo essere stato coinvolto nell’omicidio di Lord Darnley, secondo marito della regina.

Nel XIX secolo, quest’area della Old Town conobbe un forte degrado. Mentre le classi più agiate si trasferivano nella New Town, il centro storico si impoveriva sempre di più, fino a diventare, intorno al 1850, una delle zone più sovraffollate e insalubri d’Europa.

Per migliorare le condizioni igieniche e urbanistiche della città, venne approvato l’Edinburgh Improvement Act del 1867. In seguito a questo intervento, St Mary’s Wynd fu demolito e al suo posto venne creata l’attuale St Mary Street, una strada più ampia e moderna.

Il nome deriva da una cappella e da un convento dedicati a Santa Maria, distrutti alla fine del XVI secolo. Oggi la strada conduce fino a Cowgate, dove è ancora possibile vedere alcuni resti del Flodden Wall, l’antica cinta muraria costruita dopo la battaglia del 1513 per proteggere Edimburgo.

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Old Tolbooth wynd

Cosa vedere nel Royal Mile di Edimburgo: Canongate e Holyrood

Il Canongate si trova verso la fine del Royal Mile sulla “coda” della roccia del castello. Preparati perché sarà molto ricca: c’è tanto da vedere in questa zona!

Anticamente nella zona si trovava una ricca riserva di caccia. Si dice che re David I fosse a caccia qui vicino e separato dai suoi compagni, vide un cervo nella nebbia. Il cervo spaventò il cavallo, gettandolo a terra.

Mentre l’animale si avvicinava, il Re istintivamente allungò le mani per proteggersi. A questo punto, si dice, che una croce sia apparsa miracolosamente tra le sue corna, salvandolo.

Quella notte in un sogno fu comandato al re di costruire una casa santa sul luogo in cui si era verificato questo miracolo; quell’edificio fondato nel 1128, era Holyrood Abbey. Ti racconto la leggenda in questo articolo.

holyrood Abbey - old town edimburgo
Le rovine di Holyrood Abbey

Perchè si chiama Canongate?

Si dice che il nome “Canongate” derivi da “Canons” e “gaet” ovvero strada di passaggio dei canonici dell’Abbazia.

Molti anni dopo, quando le condizioni nella Old Town divennero sempre più antigieniche e affollate, le famiglie più ricche si spostarono verso Canongate, che continuò a esistere come un borgo distinto e separato fino al 1865, quando fu ceduto a Edimburgo. Ecco cosa non perdere mentre procedi lungo il Canongate.

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Chessel’s Court

Chessell’s Court

In origine queste case rappresentavano un eccellente esempio di appartamenti signorili. Furono costruite nel 1748 da Wright e Archibald Chessel. Ristrutturati nel 1963, questi edifici della Old Town offrono oggi una vista aperta sulla corte dalla strada principale, attraverso un elegante porticato.

Oltre all’interesse architettonico, il luogo potrebbe aver avuto un ruolo anche nella storia letteraria. Alcuni sostengono infatti che il romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde” di Robert Louis Stevenson sia stato ispirato da un furto avvenuto proprio qui.

William Brodie, come ti ho raccontato, conduceva una doppia vita tra alta società e criminalità. Fu infine catturato proprio in seguito a una retata in un ufficio delle accise a Chessell’s Court.

old playhouse close, edimburgo
old playhouse close

Old Playhouse close

Questo close lungo il Royal Mile di Edimburgo conduceva al primo teatro e sala pubblica della città, il Canongate Theatre.

La prima pietra del teatro fu posata nel 1746 da John Ryan. Tra il 1747 e il 1786 qui si tennero numerose esibizioni di attori e cantanti famosi, tra cui la rappresentazione della tragedia Douglas del reverendo John Home, che debuttò nel 1756.

Tuttavia, la Chiesa di Scozia si oppose al teatro e lo stesso Home fu costretto a dimettersi dal ministero. Il teatro venne infine chiuso nel 1786. Lo scrittore, chirurgo e poeta scozzese Tobias Smollett (1721–1771) visse qui mentre lavorava al suo ultimo romanzo, The Expedition of Humphry Clinker.

Il Royal Mile, a un primo sguardo, può sembrare solo una breve passeggiata nel centro storico di Edimburgo, ma se vuoi davvero scoprire tutto ciò che nasconde, ti accorgerai che serve tempo per percorrerlo con attenzione.

Dietro ogni angolo si nasconde qualcosa e, ovunque tu guardi, è difficile non fermarsi a osservare, fotografare e lasciarsi sorprendere da dettagli inaspettati.

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morocco land 2

Morocco Land / Mid Common close

Lungo il famoso Royal Mile di Edimburgo, una strana figura con turbante osserva i passanti dalla facciata del civico 265–267 di Canongate. È nota come Morocco’s Land Effigy e la sua presenza è intrecciata con il ricco passato della città.

L’edificio da cui sporge è un palazzo di quattro piani con timpano centrale e abbaini, restaurato a metà del XX secolo, ma l’effigie risale probabilmente alla fine del XVII o all’inizio del XVIII secolo.

L’origine della statuetta è legata alla storia di Andrew Gray, un giovane condannato a morte nella metà del XVII secolo. Gray riuscì a fuggire in Marocco, dove fu ridotto in schiavitù, ma cambiò le sue sorti guadagnandosi il favore dell’imperatore.

Dopo aver accumulato una notevole ricchezza, tornò a Edimburgo, dove si dice che abbia guarito dalla peste la figlia del sindaco. Andrew si innamorò della giovane e la sposò. Vissero proprio nella casa dove oggi si trova l’effigie, che secondo la tradizione rappresenterebbe l’imperatore del Marocco.

Tra i locali questo luogo è noto come “Morocco Land”. Onestamente, pur essendo passati qui diverse volte, non l’avevamo mai notata. Si trova proprio accanto alla Edinburgh School of English.

bibleland, royal mile edimburgo
st john's street

Bibleland

Questo tratto del Royal Mile di Edimburgo è conosciuto anche come Shoemaker’s Land, ovvero “terra dei calzolai”, perché qui un tempo si concentravano le attività artigianali legate a questo mestiere. Ma quante storie nasconde questo miglio reale scozzese? A volte basta davvero alzare lo sguardo per scoprirne una nuova.

La facciata dell’edificio, originariamente costruito dai Cordiner nel 1677, è stata restaurata mantenendo intatte le caratteristiche sopra l’ingresso: un cartiglio con una testa grottesca e il coltello da calzolaio, simbolo della famiglia.

Il libro scolpito riporta un’iscrizione ispirata al Salmo 133 di Davide, da cui deriva il nome “Bibleland”. L’abbiamo notato quasi per caso, passeggiando alla ricerca di angoli meno conosciuti. Se stai organizzando il tuo viaggio nella capitale scozzese potrebbe interessarti la nostra guida completa su Edimburgo.

Gibb’s close

La storia di William Burke e William Hare è ben nota agli abitanti di Edimburgo. Nel 1820 questa coppia di assassini uccise diverse vittime sprovvedute e vendette i loro corpi al dottor Robert Knox, dell’Università di Edimburgo.

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Gibb’s close oggi ospita un negozio

Knox utilizzava i corpi per le dissezioni degli studenti di anatomia. All’epoca la richiesta superava di gran lunga la disponibilità e si facevano poche domande sulla provenienza dei cadaveri.

Gibb’s Close, oggi sede di un negozio, fu anche il luogo dell’omicidio della giovane prostituta Mary Patterson.

Si ritiene che Burke e Hare abbiano ucciso almeno 16 persone per questo commercio nefasto, sebbene il totale effettivo probabilmente è molto più alto.

Una volta catturati, Hare accusò Burke in cambio della libertà. Burke fu impiccato pubblicamente a Lawnmarket nel 1829 davanti a una folla immensa. Il suo corpo venne esposto al pubblico e la sua pelle utilizzata per realizzare diversi oggetti: una fine macabra, coerente con una vita segnata da violenza e atrocità.

Ti parlo di questa coppia di assassini, legata anche allo storico pub The White Hart Inn, in questo articolo dedicato ai locali da non perdere a Edimburgo.

st johns pend - da canongate a holyrood


St John’s Cross

Una croce sulla carreggiata segna il sito della croce originale di St John, che si trovava al confine tra Edimburgo e il Burgh di Canongate. Si ritiene che l’antico Ordine di San Giovanni possedesse terreni e proprietà nelle vicinanze durante il Medioevo.

In fondo alla strada si trova St John’s Pend (costruito nel 1768), che conduce a St John Street. Si crede che i Cavalieri di San Giovanni abitassero proprio in questo distretto. Oggi la croce originale si trova all’interno dell’area di fronte al Canongate Kirk. I gradini della croce erano un tradizionale punto d’incontro per dignitari e commercianti, oltre che luogo per la lettura di proclami pubblici.

Questo punto segnava un confine amministrativo importante tra la città di Edimburgo e il burgh indipendente di Canongate, sottolineando come in passato queste aree fossero separate.

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Old Moray House

Costruita nel 1628 per Mary Dowager, Contessa di Home, figlia di Lord Darnley, Moray House è una delle residenze più impressionanti del Canongate. L’imponente porta d’ingresso è affiancata da due obelischi torreggianti e l’edificio ospita un bellissimo giardino terrazzato.

La figlia di Maria, Margherita (futura Contessa di Moray), ereditò la proprietà nel 1643. La casa rimase alla famiglia fino alla metà del XIX secolo. La dimora originale di Lady Home si trova in un edificio a est di Old Moray House; sopra la finestra centrale sono ancora visibili le sue insegne.

Old Moray House rimase quindi di proprietà della famiglia nobiliare fino alla metà del XIX secolo e oggi rappresenta uno degli edifici più antichi dell’Università di Edimburgo.

Carlo I d’Inghilterra visitò la casa, che ospitò anche il matrimonio del figlio del Marchese di Argyll. Una storia racconta che un suo acerrimo rivale, passando davanti alla residenza mentre veniva condotto al processo, vedendo i festeggiamenti sputò sul marchese dal balcone.

Si narra inoltre che Old Moray House fu anche residenza di Oliver Cromwell durante la sua permanenza a Edimburgo, quando cercò di convincere l’Assemblea del Kirk a smettere di sostenere Carlo II d’Inghilterra.

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Acheson House

Praticamente a due passi da Bakehouse Close, noto ai fan di Outlander come Carfax Close, si erge questo edificio del XVII secolo. Acheson House fu costruita nel 1633 per Sir Archibald Acheson, ministro del governo per re Carlo I.

A quel tempo il Canongate era la zona residenziale preferita dalla nobiltà, perché più vicina al Palazzo di Holyroodhouse e meno affollata rispetto a High Street o Lawnmarket. Acheson fece costruire la sua casa isolata dalla strada principale, con accesso da quello che oggi è Bakehouse Close e un ingresso principale nascosto dietro un cortile murato. È presente anche un giardino sul lato sud dell’edificio, che garantiva ulteriore spazio e privacy agli occupanti.

Sopra una delle porte si trovava lo stemma di famiglia, scolpito nella pietra con un galletto, una tromba e il monogramma delle iniziali di Acheson e di sua moglie Margaret Hamilton. Oltre alle cucine e alle camere sul lato sud, la casa disponeva di due grandi sale di ricevimento, una al piano terra e una al primo piano.

Chiaramente si trattava di una residenza di città che rifletteva il potere e lo status del proprietario, uno dei principali ministri del re. Tuttavia, Archibald Acheson non poté godersi a lungo la sua nuova dimora, poiché morì l’anno successivo al completamento.

Suo figlio ereditò l’edificio, ma lo vendette a un ricco commerciante di Edimburgo, Patrick Wood. Nel corso dei due secoli successivi passò di mano più volte, spesso per saldare debiti, e la grande casa venne progressivamente suddivisa in appartamenti.

galletto sopra la porta, Cock and Trumpet

I molti passaggi di proprietà

A partire dal periodo vittoriano, Acheson House – come gran parte del centro storico – divenne sovraffollata e sempre più fatiscente. Un censimento del 1851 registra 323 persone che vivevano negli edifici attorno a Bakehouse Close, segno evidente del drastico declino rispetto all’epoca di Acheson.

Nel 1830 Acheson House attirò anche l’attenzione di James McLevy, le cui memorie la citano come “Cock and Trumpet”, dal vecchio stemma della famiglia Acheson inciso sulla porta.

Già nel 1924 il consiglio comunale aveva acquistato Acheson House nell’ambito di un piano di risanamento del Canongate. L’Old Edinburgh Club e la Cockburn Association promossero una campagna per salvarla dalla demolizione, attirando l’attenzione del 4° Marchese di Bute, che nel 1935 acquistò l’edificio e ne avviò il restauro.

L’iscrizione sopra l’ingresso su Canongate recita: “O Lord in thee is all my traist”, mentre la porta sottostante proviene da un edificio demolito ad Anchor Close. Sul lato est del close si può ancora intravedere parte della facciata originale, dietro il muro del cortile.

Gli esterni furono conservati, mentre gli interni vennero riportati alla configurazione originaria, con soffitti decorati in gesso. Il soffitto della stanza principale al primo piano è il più elaborato, con rose araldiche, cardi, fiori di campo e il monogramma del Marchese di Bute.

Inizialmente si pensò di utilizzare l’edificio come residenza ufficiale del Segretario di Stato per la Scozia, ma negli anni ’50 divenne lo Scottish Craft Centre, dedicato all’arte contemporanea. Nel 1991 Acheson House tornò di proprietà del Comune di Edimburgo e, dal 2011, parte del piano terra è stata integrata nel Museum of Edinburgh.

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Canongate Tolbooth e The People’s Story Museum

Il Tolbooth fu costruito nel 1591 per Sir Lewis Bellenden, impiegato giudiziario del borgo, le cui iniziali sono ancora visibili sull’arco di Tolbooth Wynd.

Nel corso degli anni servì come edificio municipale, tribunale e prigione per il Burgh di Canongate, oltre ad essere utilizzato per numerosi altri scopi. L’edificio è facilmente riconoscibile per la sua caratteristica torre con orologio sporgente aggiunto nel 1820, uno degli elementi architettonici più iconici del Canongate

Oggi questo splendido edificio lungo il Royal Mile di Edimburgo ospita il The People’s Story Museum, che racconta la storia della gente comune della città, dalla fine del Settecento ai giorni nostri. È un’attrazione molto curata, con ingresso gratuito. Ti parlo meglio della sua storia in una delle nostre mini guide su cosa fare gratis a Edimburgo.

Tieni a mente i nomi dei vari musei e delle attrazioni al chiuso che hai trovato in questo articolo: possono tornarti davvero utili in una giornata di pioggia e, prima o poi, capiterà. Fortunatamente Edimburgo offre sempre alternative interessanti e non ci si annoia mai.

museum of edinburgh

The Museum of Edinburgh e Huntly House

Il Museo di Edimburgo si trova all’interno della Huntly House, nota anche come “Speaking House” per via delle iscrizioni latine presenti sulla facciata. In totale si contano cinque motti: quattro risalenti al XVI secolo e uno più recente, aggiunto durante l’ultimo restauro nel 1932.

Huntly House è una tipica abitazione del Canongate del XVI secolo, riconoscibile per i tripli timpani sui piani inferiori e per i livelli superiori intonacati con struttura a graticcio. Il suo nome deriva probabilmente da George Gordon, 1º Marchese di Huntly, che soggiornò qui brevemente nel 1636.

Il Museum of Edinburgh ripercorre la storia della città dalla preistoria fino ai giorni nostri e rappresenta una tappa interessante per comprendere l’evoluzione di Edimburgo attraverso i secoli. Tra i reperti più importanti conservati al suo interno si trova una copia del National Covenant 1638, firmato a Greyfriars Kirk dai sostenitori della fede presbiteriana, un documento fondamentale per la storia religiosa e politica della Scozia.

Non mancano oggetti più curiosi e popolari, come il collare e la ciotola di Greyfriars Bobby, il famoso cane simbolo di fedeltà che per anni vegliò sulla tomba del suo padrone.

Tra gli oggetti più curiosi esposti ci sono anche la chiave della città di Edimburgo, strumenti musicali tradizionali e ricostruzioni di ambienti domestici del passato, che aiutano a comprendere la vita quotidiana degli abitanti nel corso dei secoli.

Il museo è suddiviso in più edifici storici collegati tra loro, rendendo la visita ancora più interessante dal punto di vista architettonico. L’ingresso è gratuito ed è una tappa perfetta se vuoi aggiungere un momento culturale al tuo itinerario lungo il Royal Mile di Edimburgo senza appesantire troppo la giornata.

da canongate a holyrood - museum of edinburgh
Museum of Edimburgo e sullo sfondo Acheson House

Backhouse Close

Per gli appassionati di Outlander una tappa da non perdere lungo il Royal Mile di Edimburgo è indubbiamente Backhouse Close. Proprio in questo luogo hanno girato le scene della stamperia di Alexander Malcom.

Claire riesce a rintracciare Jamie e dopo anni di lontananza, torna nel passato e attraversa questo close impazziente di rivederlo. Che emozione trovarsi esattamente qui: mi è sembrato quasi di rivedere tutta la scena.

Backhouse Close si trova attaccato al Museo di Edimburgo, impossibile perderlo! Vuoi scoprire di più sui pittoreschi e misteriosi close di Edimburgo? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

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Il close di Outlander

Canongate Kirk

Passeggiando lungo il Royal Mile di Edimburgo noterai subito la caratteristica porticina rossa di questo kirk, uno degli edifici religiosi più particolari della zona.

Una targa sopra l’ingresso principale ne racconta le origini: “In 1688 King James VII ordained that the mortification of Thos Moodie granted in 1649 to build a church should be applied to the erection of this structure”.

Progettato da James Smith e completato nel 1690, il Canongate Kirk è un interessante esempio di architettura ecclesiastica scozzese del XVII secolo e merita una visita, anche solo per osservare i dettagli esterni.

Nel corso degli anni è stato sottoposto a diversi restauri e oggi conserva elementi di grande interesse, tra cui un pregiato organo Frobenius, ancora utilizzato. Sulla sommità dell’edificio si nota una croce affiancata da corna di cervo, un chiaro riferimento alla leggenda di David I of Scotland e alla fondazione di Holyrood.

Davanti alla chiesa si trova anche la statua del poeta Robert Fergusson, nato a Edimburgo e morto a soli 24 anni, figura chiave per comprendere l’influenza culturale della città nel XVIII secolo. Accanto alla chiesa si trova anche il Canongate Kirkyard.

canongate kirk, facciata chiesa
canongate kirk, statua

Canongate Kirkyard

Il cimitero di Canongate è l’ultima dimora di molte figure importanti della storia scozzese e una targa all’ingresso ne elenca i nomi più illustri. Tra tutte, la tomba più famosa è probabilmente quella di Adam Smith, situata sul lato sinistro del cimitero, dietro l’edificio del Canongate Tolbooth.

Anche il più grande poeta scozzese, Robert Burns, è legato a questo luogo. Burns fu profondamente influenzato dal poeta Robert Fergusson, la cui vita ebbe un tragico epilogo: morì a soli 24 anni dopo una caduta che gli causò gravi danni alla testa, trascorrendo gli ultimi giorni proprio a Edimburgo.

Quando Burns visitò la città nel 1787, rimase così colpito dalla sua storia che pagò personalmente la realizzazione della lapide sulla sua tomba nel Canongate Kirkyard. L’iscrizione recita: “No sculptured marble here, nor pompous lay, No storied urn, nor animated bust; This simple stone directs pale Scotia’s way To pour her sorrows o’er her poet’s dust.”

clarinda's edimburgo
clarinda's tea room

Robert Burns e Agnes McLehose (Clarinda)

Durante il suo soggiorno a Edimburgo, Burns si innamorò di Agnes McLehose. Il sentimento era ricambiato, ma Agnes era sposata e la morale del tempo imponeva grande discrezione.

I due intrattennero una fitta corrispondenza utilizzando pseudonimi: Clarinda per lei e Sylvander per lui. Molte delle poesie e canzoni di Burns sono dedicate a questa relazione intensa e impossibile, tra cui “Ae Fond Kiss”, considerata una delle più belle e malinconiche canzoni d’amore mai scritte.

Agnes sopravvisse a Burns di 35 anni e morì nel 1841. Fu sepolta proprio nel cimitero di Canongate, dove una semplice targa murale riporta ancora oggi il nome “Clarinda”.

Una pausa da Clarinda’s Tea Room

Lungo il Royal Mile di Edimburgo trovi anche una piccola tea room che porta il nome di Clarinda, proprio in omaggio a questa storia.

Il locale è raccolto e molto curato, con un’atmosfera che ricorda quella di una casa d’altri tempi. Se hai bisogno di una pausa lungo il Miglio Reale, è un posto perfetto dove fermarti.

C’è una buona scelta di dolci fatti in casa, scones, tè pomeridiano e anche piatti salati, inclusa la classica colazione scozzese. Noi ci siamo fermati qui più di una volta e l’impressione è sempre la stessa: semplice, accogliente e autentico.

dunbar's close garden
Dunbar’s Close Garden

Dunbar’s Close

Lo scrittore di Edimburgo, David Dunbar possedeva case popolari su entrambi i lati questo close nel 1773 ecco il perché di questo nome.

La cantina di ostriche della signora Love era nelle vicinanze e nel 1786 ha ospitato persino Robert Burns, che apprezzò molto il vino, le donne e le canzoni! Nascosto dentro il close, oggi c’è un giardino, che richiama lo stile del XVII secolo, donato alla Città di Edimburgo dal Mushroom Trust nel 1978.

💡 Consiglio: Se vuoi scattare la foto perfetta senza la folla del Royal Mile, entra nel Dunbar’s Close. È un giardino nascosto in stile XVII secolo che sembra un’oasi di pace medievale. È gratuito, poco conosciuto e perfetto per una pausa rigenerante lontano dal caos turistico.

panmure close
Panmure Close
poppy scotland, poppy appeal
Comissioned Image take by Eamonn McGoldrick

Panmure Close

Un tempo conosciuto come McKell’s Close, cambiò nome quando nel 1691 fu costruita una casa per il giacobita James Maule, 4º conte di Panmure.

In seguito vide passare illustri residenti, come la contessa di Aberdeen e Adam Smith, padre dell’economia moderna e autore de “La ricchezza delle nazioni“, che trascorse qui dodici anni della sua vita, fino alla morte nel 1790.

Panmure Close è oggi una proprietà privata, ma è possibile accedere alla casa passando da Little Lochend Close.

Sai perché ci sono questi papaveri sulle grate? Perché tra il 1932 e il 1965 la fabbrica di papaveri di Lady Haig si trovava proprio qui. L’11 novembre si celebra il Remembrance Day, una giornata dedicata alla commemorazione dei caduti di guerra, molto sentita in tutta la Gran Bretagna.

Si ricorda la fine della Prima guerra mondiale e, in Scozia, questa ricorrenza è legata al Poppy Appeal, una raccolta fondi che ha come simbolo il papavero rosso. Nei giorni che precedono l’11 novembre, i papaveri compaiono ovunque: vengono proiettati sulle facciate degli edifici, trasformati in gioielli, dipinti su oggetti e riprodotti in milioni di spille. Il ricavato viene devoluto in beneficenza all’associazione Poppy Appeal, storicamente legata alla Scozia.

Nel 1921, il generale Haig, di origini scozzesi, notò alcune vedove francesi vendere papaveri di seta. Colpito dall’idea, ne ordinò un milione da distribuire in tutto il Regno Unito, con l’obiettivo di raccogliere fondi per i veterani di guerra.

Visto il grande successo, aprì una prima fabbrica a Richmond, ma la domanda – soprattutto in Scozia – era così alta che nel 1926 sua moglie decise di aprire una nuova fabbrica proprio a Edimburgo, dedicata esclusivamente alla produzione scozzese.

Questa fabbrica è ancora attiva oggi e produce ogni anno quasi 2 milioni di papaveri rossi, contribuendo a sostenere veterani e famiglie.

I papaveri prodotti in Inghilterra sono diversi da quelli scozzesi: questi ultimi seguono ancora il modello ideato da Lady Haig nel 1926, con 4 petali e senza foglia, mentre quelli prodotti a Richmond hanno 2 petali e una foglia.

old town edimburgo
Reid’s Court

Reid’s Court e Canongate Manse

Nel XVII secolo era la residenza dell’avvocato Lord Sir John Nisbet, oltre che dei conti di Haddington e dei conti di Aberdeen. Nonostante tali illustri predecessori, questo luogo prende il nome dal birraio e magistrato Andrew Reid, che visse qui intorno al 1770.

Nel tempo l’area ha mantenuto una forte connessione con la vita religiosa e culturale del Canongate: la vicina Canongate Manse è, infatti, storicamente legata alla chiesa locale ed è stata abitazione di diversi ministri della Church of Scotland.

Oggi Reid’s Court è un angolo tranquillo e poco conosciuto del Royal Mile di Edimburgo, ma conserva ancora l’atmosfera della vecchia città, lontano dal flusso principale dei visitatori.

Campbell’s Close

Negli anni precedenti si chiamava Rae’s Close; il nome attuale deriva dal magistrato e commerciante della Canongate, George Campbell, che possedeva un palazzo sul lato nord nel 1682.

Nel XVIII secolo il close ospitò figure di rilievo come Arthur Ross, arcivescovo di St Andrews, e il XIII e XIV conte di Morton, a testimonianza dell’importanza che questa zona ebbe in passato. Oggi Campbell’s Close conduce a Calton Road ed è uno dei tanti passaggi che collegano il Royal Mile alle zone sottostanti: percorrerlo ti permette di intuire com’era strutturata la città nei secoli passati, fatta di collegamenti nascosti e livelli sovrapposti.

Poco più avanti, c’è il famoso locale Clarinda’s da non perdere se vuoi assaggiare uno degli scones più buoni in città.

campbell's close - edimburgo

Golfer’s Land

Una lapide su un edificio moderno della Canongate ricorda la posizione di un palazzo del XVII secolo. Questo luogo apparteneva al calzolaio John Paterson, noto anche per essere un abile giocatore di golf. Qui puoi vedere qualche scatto, non ho foto di queste targhe!

Secondo la tradizione, il Duca di York (futuro re James VII of Scotland) lo scelse come compagno per una partita importante. Dopo la vittoria, Paterson fu ricompensato generosamente e riuscì a finanziare la costruzione della sua casa, conosciuta appunto come Golfer’s Land.

Questo episodio è spesso citato come uno dei primi esempi documentati di “scommesse” nel golf, uno sport profondamente legato alla cultura scozzese.

Uno stemma in bronzo sopra la placca è riprodotto anche su una pietra incastonata nell’edificio. Si trova sul muro del ristorante Kilderkin, proprio all’angolo della strada: ci siamo passati davanti non so quante volte senza mai accorgercene!

Uno stemma di bronzo sopra la placca è riprodotto su una pietra incastonata nel primo edificio. Si trova sul muro del ristorante Kilderkin, ad angolo della strada, ci siamo passati davanti non so quante volte senza mai prestarle troppa attenzione.

golfers land

Queensberry House

Lungo il Royal Mile di Edimburgo si trova Queensberry House, costruita intorno al 1667 e oggi inglobata nel complesso del Parlamento scozzese, come si intuisce dal filo spinato che la circonda.

L’edificio era la residenza di James Douglas, una figura centrale nella politica scozzese dell’epoca e tra i principali sostenitori del Atto dell’Unione del 1707. Attorno a questa casa ruota anche una delle storie più macabre di Edimburgo. Si racconta che il figlio del duca, il Conte di Drumlanrig, affetto da gravi disturbi mentali, riuscì a fuggire dalla stanza in cui era rinchiuso proprio il giorno della firma del trattato.

Al ritorno della famiglia, la scena che si presentò fu agghiacciante: secondo la leggenda, il giovane avrebbe ucciso e arrostito un servo in cucina.

Non esistono prove storiche certe a sostegno di questo racconto, ma la storia è diventata parte del folklore cittadino e contribuisce alla fama di Queensberry House come uno dei luoghi più luoghi più infestati di Edimburgo.

Te ne parlo in modo più approfondito nell’articolo dedicato ai luoghi infestati della città, insieme a tante altre storie macabre.

queenberry house - royal mile di edimburgo
Queensberry house

Il Parlamento Scozzese

Amalo o odialo, ma non ti lascerà indifferente! Il Parlamento scozzese, opera dell’architetto catalano Enric Miralles (morto prima che fosse completato), è costato una cifra esorbitante ed è ancora oggi uno degli edifici più controversi di Edimburgo.

La costruzione iniziò nel giugno 1999 e, dopo diversi ritardi e un aumento enorme dei costi (si passò da un budget iniziale di circa 40 milioni di sterline a oltre 400 milioni), l’edificio venne completato nel 2004 e inaugurato ufficialmente alla presenza della Regina Elisabetta II.

Il progetto di Miralles voleva creare un edificio “radicato nel paesaggio scozzese”, tanto che molte forme architettoniche richiamano elementi naturali: tetti che ricordano barche capovolte, dettagli ispirati alle foglie e materiali che richiamano la pietra e il legno delle Highlands.

Nonostante le critiche iniziali (soprattutto per l’aspetto e i costi), oggi è considerato uno degli edifici più rappresentativi della Scozia moderna.

È possibile visitarlo gratuitamente quando il Parlamento non è in sessione, partecipare a tour guidati oppure assistere ai dibattiti pubblici, un’esperienza interessante per comprendere da vicino la politica scozzese. All’interno si trovano la Debating Chamber, la Garden Lobby e diverse sale utilizzate dai membri del Parlamento.

Ospita anche mostre temporanee e spazi espositivi dedicati alla storia e al funzionamento del Parlamento.

da canongate a holyrood - royal mile edimburgo
Il Parlamento Scozzese

White Horse Close – una gemma nascosta nel Royal Mile di Edimburgo

Fai un passo indietro nel tempo mentre cammini lungo il Royal Mile di Edimburgo, entrando nell’incantevole White Horse Close, uno dei close più suggestivi della Old Town. Nel XVI secolo era il sito dei Royal Mews e in seguito divenne noto come Davidson’s Close e Laurence Ord’s Close.

Il pittoresco White Horse Close ha preso questo nome quando Ord ricostruì il palazzo e decise di chiamare la locanda White Horse Inn, in onore del cavallo bianco di Mary, Queen of Scots.

Nel 1639, il White Horse Inn fu la scena dello “Stoppit Stravaig”. In un periodo di forti tensioni religiose, molti scozzesi erano in aperta ribellione contro Carlo I d’Inghilterra. Un gruppo di nobili si era radunato nella locanda prima di mettersi in viaggio per negoziare con il re.

I ministri presbiteriani vennero a conoscenza del viaggio e incitarono una folla di cittadini ad assediare la locanda per impedire al gruppo di partire. Solo il Marchese di Montrose riuscì a unirsi al re.

white horse close - canongate - old town edimburgo
white horse close

Inquilini famosi

Nel 1745 la locanda fungeva da quartier generale per gli ufficiali giacobiti, mentre Carlo Edorado Stuart, noto come Bonnie Prince Charlie, risiedeva a Holyroodhouse. Anche il close ospitò nel tempo diversi residenti illustri: John Paterson, nominato vescovo di Edimburgo nel 1679, visse in un palazzo lì vicino, mentre William Dick, fondatore della Royal School of Veterinary Studies nel 1823, nacque proprio qui.

Un residente particolarmente interessante era Ned Holt, un noto showman dell’epoca vittoriana a Edimburgo. Dopo aver abbandonato il suo apprendistato come fornaio, intraprese la carriera teatrale e gestiva un piccolo negozio nel Netherbow, oltre a una sorta di stand fieristico a Grassmarket.

Qui la gente poteva pagare per assistere a spettacoli curiosi e insoliti o per vedere lo “scheletro vivente” o una mummia di oltre 1.000 anni. Oggi è ricordato soprattutto per i suoi schizzi sulla vita di strada di Edimburgo, molti dei quali sono esposti nel Museum of Edinburgh.

Come gran parte della Old Town, anche White Horse Close subì un forte declino durante il periodo vittoriano. Negli anni ’50 il consiglio comunale avviò un programma di sgombero delle baraccopoli nella zona di Canongate, ma White Horse Close riuscì a salvarsi. Te ne parlo anche nell’articolo dedicato a Edimburgo e i suoi close.

white horse close - old town edimburgo

The Girth Cross

Il sito di questa croce ora distrutta, si trova a ovest di Holyrood Palace. Questa croce segnava il limite occidentale del “più grande santuario in Scozia e l’ultimo a scomparire“. Questa è una delle tre croci costruite lungo Canongate, le altre due sono St. John’s Cross e la Canongate Mercat Cross.

Il Girth Cross era un luogo per i proclami pubblici, le attività civili e commerciali, nonché per le esecuzioni. Una delle esecuzioni più famose che ebbe luogo qui fu quella di Lady Warriston, nel luglio del 1600.

Condannata per l’omicidio di suo marito, John Kincaid di Warriston, la sfortunata fu decapitata dalla “Fanciulla” un tipo di ghigliottina che all’epoca era usata in Scozia.

Questo dispositivo, in mostra al National Museum of Scotland ha causato oltre 150 vittime tra cui, Regent James Douglas, 4º conte di Morton.

abbey strand
abbey strand segni sul terreno

Abbey Strand – The Sanctuary

A meno di 100 metri da The Girth Cross, si trova Abbey Strand, nella parte finale del Royal Mile di Edimburgo, proprio prima dei cancelli d’ingresso al Palace of Holyroodhouse. Il confine di Abbey Strand è segnato da un trio di borchie in ottone a forma di “S” incastonate nella carreggiata.

Una volta attraversata questa linea, ancora oggi esiste un diritto mai formalmente revocato: quello di chiedere l’immunità dall’arresto, poiché ci si trova all’interno di un antico santuario. Dietro queste porte si trovano le rovine dell’abbazia di Holyrood, che, come molte chiese medievali, offriva protezione ai fuggitivi all’interno dei suoi terreni.

Coloro che chiedevano asilo erano principalmente debitori, persone che non erano in grado di pagare i propri debiti, scherzosamente chiamati dai locali “Abbey Lairds”. Fino al 1880 questo reato era considerato così grave da essere punito con il carcere. Tra i residenti più famosi ci furono anche il deposto re Charles X di Francia e lo scrittore Thomas De Quincey.

L’ammissione al Santuario

Per essere accolti nel santuario era necessario presentare una domanda formale e pagare una tassa. Una volta accettati, delle lettere di protezione permettevano ai richiedenti di vivere liberi dalla minaccia di arresto all’interno dell’area.

Di conseguenza, nacquero locande e altri edifici per offrire cibo e alloggio a chi viveva qui. Alcuni di questi edifici sono ancora visibili lungo Abbey Strand.

La legge scozzese non permetteva procedimenti legali di domenica, quindi i richiedenti asilo potevano lasciare il santuario e muoversi liberamente per 24 ore senza il rischio di essere arrestati. Nel 1880 la legge cambiò: i debitori non potevano più essere incarcerati e, di conseguenza, il santuario perse la sua funzione e venne chiuso.

Abbiamo girato in lungo e in largo senza riuscire a vedere nemmeno una delle tre placche di ottone… faremo un altro tentativo la prossima volta! Nel frattempo, la nostra amica Vale che è stata più fortunata di noi ci ha passato la foto di una delle placche che ha trovato.

the queen's gallery - guida edimburgo
il santuario si trova a sinistra della Queen’s gallery

The Queen’s Gallery

A destra di Abbey Strand si trova la Queen’s Gallery, inaugurata nel 2002 da Elisabetta II in occasione del suo Giubileo d’oro. La Galleria fa parte del complesso del Palazzo di Holyroodhouse ed è utilizzata per esporre opere provenienti dalla Royal Collection, una delle collezioni d’arte più importanti al mondo che include dipinti di artisti come Rembrandt, Rubens e Canaletto.

Le mostre cambiano regolarmente e includono dipinti, mobili, manoscritti, gioielli e oggetti storici legati alla monarchia britannica, molti dei quali raramente esposti al pubblico. Questo rende la visita sempre diversa e interessante anche per chi è già stato a Edimburgo.

La Queen’s Gallery è stata realizzata riconvertendo l’ex chiesa di Holyrood Free Church, distrutta durante la Seconda guerra mondiale, e rappresenta oggi uno spazio espositivo moderno perfettamente integrato con il contesto storico del Royal Mile.

Se hai tempo, vale la pena inserirla nella visita, soprattutto se ti interessa approfondire la storia della famiglia reale e vedere da vicino oggetti unici della collezione reale. A differenza di altre attrazioni del Royal Mile, l’ingresso è a pagamento, ma spesso è incluso nei biglietti combinati con il Palazzo di Holyroodhouse.

pannello araldico
queen mary bath house

Heraldic Panel e Queen Mary Bath House

Sul muro di fronte allo storico Scotland Sanctuary Information and Bookshop vedrai questo colorato pannello araldico, un dettaglio che spesso passa inosservato lungo il Royal Mile di Edimburgo. Originariamente si trovava sopra l’ingresso del gatehouse proprio in questa posizione, e la sigla “IR5” si riferisce a James V of Scotland (King James the Fifth).

Si trova lungo il muro: ho ritagliato una foto per cercare di farlo vederlo meglio! Siamo quasi giunti alla fine della nostra esplorazione del ricchissimo Royal Mile di Edimburgo… che ne pensi fino a qui?

La Queen Mary Bath House è una piccola struttura a torretta risalente alla fine del XVI secolo, situata nei pressi del Palazzo di Holyroodhouse. Si pensa che questo fosse il luogo in cui Mary, Queen of Scots facesse il bagno nel vino bianco dolce, una curiosità che ha contribuito ad alimentarne il fascino nel tempo.

Tuttavia, è più probabile che questo edificio, un tempo collegato al muro che circondava il King’s Privy Garden, fosse in realtà un padiglione o una casa estiva, oppure – secondo alcune ipotesi – il più antico padiglione di tennis sopravvissuto al mondo.

holyroodpalace - old town edimburgo

Holyrood Palace

Il Palazzo di Holyroodhouse è la residenza ufficiale della famiglia reale in Scozia e richiama in parte gli stili e l’architettura francese, probabilmente perché Maria Stuarda volle ricreare un ambiente che le ricordasse la sua amata Francia.

Questo edificio, che segna la fine del Royal Mile di Edimburgo, si trova all’estremità opposta rispetto al Castello di Edimburgo ed è una delle attrazioni più importanti della città. Le origini di Holyroodhouse sono legate alla fondazione dell’abbazia agostiniana nel 1128 da parte del re David I (di cui ti ho accennato poco fa).

Nel XVI secolo, re Giacomo IV trasformò il complesso in un palazzo reale, mentre il suo successore, James V, apportò ulteriori ampliamenti e miglioramenti. Questo sfarzoso edificio deve gran parte della sua fama a Maria Stuarda, che lo abitò per sei anni, dal 1561 al 1567.

Proprio in una delle stanze di Holyrood Palace, nel 1566, fu assassinato con 56 pugnalate David Rizzio, segretario personale della regina e, secondo alcune voci, suo amante. L’omicidio fu compiuto da un gruppo di cospiratori, tra cui il marito della regina, Lord Darnley. Ancora oggi una targa in ottone segna il punto in cui si troverebbero le macchie di sangue sul pavimento.

La visita al Palazzo di Holyroodhouse segue un percorso interno con audioguida e permette di esplorare gli appartamenti reali, le stanze storiche e le rovine dell’abbazia di Holyrood, uno dei luoghi più suggestivi della zona.

I giardini, invece, sono aperti al pubblico solo in determinati periodi dell’anno, generalmente nei mesi estivi, mentre in inverno possono essere chiusi per manutenzione.

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Holyrood Abbey

Proprio accanto al palazzo spiccano le imponenti rovine di Holyrood Abbey, un’abbazia fondata dai monaci agostiniani nel 1128 per volere di re David I di Scozia. Per secoli l’abbazia fu teatro di eventi importanti, tra cui incoronazioni e cerimonie reali.

Il suo nome deriva da “rood”, un’antica parola inglese che indicava la croce su cui fu crocifisso Gesù: “Holyrood” significa infatti “santa croce”.

Una leggenda narra che nel 1127, mentre re David I stava cacciando nei boschi a est di Edimburgo, fu sorpreso da un cervo e cadde da cavallo. Si racconta che il re si salvò grazie alla miracolosa apparizione di una croce luminosa che scendeva dal cielo, impedendo all’animale di incornarlo.

Secondo un’altra versione, più realistica, David riuscì a salvarsi grazie a un riflesso del sole a forma di croce apparso tra le corna del cervo, proprio mentre cercava di afferrarle per difendersi. Fatto sta che l’anno successivo, nel 1128, David I fondò l’Abbazia di Holyrood nello stesso luogo dell’incidente, come segno di ringraziamento per aver avuto salva la vita.

Dell’edificio originale oggi rimangono il portale, una delle due torri d’ingresso e parte della navata, con resti di antiche pietre tombali che testimoniano la lunga storia del sito. Passando sotto una delle grandi finestre si accede ai giardini, che completano questo angolo suggestivo ai piedi del Palazzo di Holyroodhouse.

viste sul royal mile di edimburgo

La fine del Royal Mile

Quando si arriva alle porte del Palazzo di Holyroodhouse, termina la passeggiata lungo Royal Mile di Edimburgo, la strada più famosa della capitale scozzese, ma la Old Town non finisce perchè si estende fino a Grassmarket, Greyfriars Kirkyard, George square e il parco più grande di Edimburgo: The Meadows.

All’interno di Holyrood Park, si trovano Arthur’s Seat, un vulcano estinto 350 milioni di anni fa e Salisbury Crags. Questi luoghi non fanno parte del Royal Mile ma è impossibile non notarli mentre si innalzano ai piedi di Abbey Strand.

Se ti è piaciuto condividi l’articolo e dicci cosa ne pensi. Hai mai fatto una passeggiata a piedi alla scoperta del Royal Mile di Edimburgo? Cosa ha attirato maggiormente la tua attenzione? Scrivici nei commenti e se vuoi raccontaci la tua esperienza.

the wee pub close, edimburgo

Le origini del Royal Mile di Edimburgo

Il cambiamento di quello che era diventato “The Burgh of Eiden” nel 1128 si deve a Re David I, che concesse i diritti commerciali e iniziò a impostare High Street, che allora era indicata come Via Regis – la Via del Re. È possibile che il nome Royal Mile derivi proprio da questo.

Costruirono grandi edifici in legno, intitolati ai proprietari terrieri e gli spazi vuoti tra gli edifici presero il nome di close. I close avevano grandi giardini che ospitavano il bestiame e oggi sono una delle gemme imperdibili di Edimburgo. Pare che il nome Close derivi dalla parola francese “clos” che significa cortile chiuso, molte vecchie parole scozzese riflettono il legame culturale e commerciale che c’era tra Scozia. e Francia.

Nel 1544 durante il periodo chiamato Rough Wooing, gli inglesi distrussero la città e bruciarono le case. Enrico VIII d’Inghilterra ordinò la distruzione di Edimburgo per forzare gli scozzesi a permettere le nozze tra suo figlio e la piccola Mary, Queen of Scots.

Nel 1591 le case erano per lo più fatte di pietra, ma le condizioni di sovraffollamento stavano diventando sempre più antigieniche, sebbene all’interno del Canongate la nobiltà vivesse in grandi palazzi con splendidi giardini.

Cosa accadde nel 1645

Nel 1645 le cose andarono di male in peggio con 70.000 persone che vivevano nel Royal Mile.

Alcuni edifici erano molto alti e anche trecento persone potevano vivere in un solo blocco. Spesso in dieci condividevano una stanza singola, pensata per una sola persona! Fu solo alla fine del XVIII secolo che organizzarono la pulizia delle strade.

Lord Provost William Chambers nel 1865 iniziò a cambiare tutto e due anni dopo iniziarono i primi restauri. Chambers costruì nuovi appartamenti su Blackfriars Street e St Mary’s Street. Il vecchio West Bow fu demolito e Cockburn Street attraversò un labirinto di edifici unendosi alla stazione ferroviaria.

Patrick Geddes nel 1880 eseguì altri lavori, rimodellando la sezione di Canongate e altre parti della città. Progettò cortili e giardini che ricordavano l’aspetto del Royal Mile 500 anni prima di oggi.

the vennel edimburgo
The Vennel – foto di Glenn McNaughton

Dove si trova la Old Town

Costruirono i primi edifici di Edimburgo accanto al Castello per avere una rapida protezione in caso di attacco. Nel tempo, tuttavia, le case si sono gradualmente estese lungo il crinale ad est del castello, scendendo ripidamente verso Victoria street fino allo spiazzo di Grassmarket.

Il muro difensivo, noto come Flodden wall risale al 1560 e si sviluppa attorno alla Old Town di Edimburgo: puoi ammirarne una porzione passando nella famosa scalinata nota come The Vennel.

Gli scozzesi sotto re Giacomo IV subirono una disastrosa sconfitta a Flodden Field nel Northumberland e a questa seguirono forti preoccupazioni per un’invasione inglese. Il muro è durato per circa 200 anni ed è stato importante nel definire i confini della città.

La Old Town si estende nei lati a sud di Royal Mile e raccoglie la maggior parte dei punti di interesse dalla città. Prima dello sviluppo della New Town, la città vecchia era sovraffollata e potè continuare a espandersi solo in altezza. I caseggiati di cinque o sei piani che ne derivarono furono i primi grattacieli dell’epoca che hanno impressionato i visitatori, come il famoso scrittore Daniel Defoe.

Si stima che nel corso del XVIII secolo la popolazione della Old Town fosse cresciuta fino a circa 70/80.000 persone. Il sovra affollamento ha dato origine a condizioni antigieniche e spazi angusti per i suoi residenti.

Di conseguenza al sovraffollamento i Padri della Città decisero di organizzare un concorso per progettare una New Town sui terreni agricoli a nord della Old Town. Vinse il giovane James Craig che creò la magnifica New Town georgiana di oggi.

cos'è il royal mile, edimburgo
St John’s Pend – foto di Glenn McNaughton‎

Il vocabolario del Royal Mile

Facciamo un pò di chiarezza sui termini che ricorrono più spesso quando si parla del Royal Mile di Edimburgo:

  • Close: uno vicolo chiuso che spesso porta all’ingresso di un appartamento, dove a volte c’era un cancello tenuto chiuso durante la notte
  • Court: un cortile aperto circondato ai lati da edifici
  • Land: un terreno con appartamenti in affitto
  • Pend: un termine architettonico scozzese che si riferisce a un passaggio che attraversa un edificio, una sorta di arco per il passaggio delle persone. Il pend si differenzia dal vennel e dal close perché spesso ha delle stanze direttamente sopra di esso, mentre i vennel e i close per lo più non sono coperti
  • Vennel: un passaggio aperto tra i frontoni di due edifici che a differenza del close, non porta verso un vicolo chiuso
  • Wynd: una corsia stretta tra le case, abbastanza grande da permettere il passaggio di un carro e un cavallo. Sembra prendere il suo nome dal modo in cui il vento ci si infila in mezzo. Il wynd indica una svolta rispetto alla strada principale, senza che ci sia una curva e che collega strade ad altezze diverse.

Vale davvero la pena visitare il Royal Mile di Edimburgo?

Il Royal Mile di Edimburgo non è solo la strada più famosa della città, ma un vero e proprio viaggio nella storia scozzese. Dall’imponente Castello fino al Palazzo di Holyroodhouse, ogni metro racconta qualcosa: vicoli nascosti, edifici storici, leggende oscure e dettagli che spesso sfuggono a uno sguardo distratto.

Se ti limiti a percorrerlo velocemente, vedrai solo una parte di quello che ha da offrire. Ma se ti fermi, osservi e ti lasci guidare tra i suoi close e le sue storie, scoprirai un lato molto più autentico di Edimburgo.

Il consiglio è semplice: prenditi tempo. Esplora senza fretta, alza lo sguardo e lasciati sorprendere. Perché è proprio nei dettagli che il Royal Mile rivela il suo fascino più vero.

Se stai organizzando il tuo viaggio, salva questa guida completa sul Royal Mile: ti aiuterà a non perdere nessuno dei suoi angoli più interessanti.

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NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e Ivan Balducci 2017-2026 o concesse in uso dai legittimi proprietari. Vietato ogni uso.

Fonti consultate per scrivere gli articoli: Royal Mile.com, Best of Edinburgh, ewh, Whikipedia, all about Edinburgh

Si ringrazia il nostro amico e fotografo Glenn McNaughton per alcuni scatti. Vietato ogni uso

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Ale Carini

Ciao sono Ale, psicologa, esperta di scrittura SEO e blogger appassionata di Scozia e viaggi on the road in giro per il mondo. Racconto di emozioni e aiuto i viaggiatori fai da te a creare il loro road trip perfetto.

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2 comments

ANTONELLA MAIOCCHI 21 Gennaio 2020 - 14:32

quanto mi piace questo tuo itinerario! bello dettagliato e pieno di curiosità, cosa che io adoro!! Sono rimasta molto colpita da quelle povere donne accusate di stregoneria che per dimostrare la loro innocenza dovevano comunque morire annegate…
Adesso mi vado subito a leggere la seconda parte!!

Reply
Ale di 50sfumaturediviaggio
Ale Carini 21 Gennaio 2020 - 18:20

Mi fa piacere che tu l’abbia trovato interessante, è una zona di Edimburgo che letteralmente adoro! È incredibile che lungo questa via ci sia così tanto da vedere e scoprire :-)

Reply

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