Il Castello di Edimburgo è uno dei luoghi fortificati più antichi d’Europa, con una lunga storia come residenza reale, guarnigione militare, prigione e luogo di difesa. Salendo sulla collina del castello, percorrerai le orme di soldati, re, regine e persino di qualche pirata.
Oggi, anche se alcune parti sono ancora a uso militare, il castello di Edimburgo è una delle principali attrazioni turistiche della Scozia, richiamando centinaia di visitatori ogni anno. È una vera cittadella, ricca di cose da vedere e da fare, con viste mozzafiato sulla città e secoli di storia da esplorare. Lo abbiamo visitato con sole, nebbia e neve: il suo fascino ci sorprende ogni volta.
Il famoso Royal Mile, che collega il castello di Edimburgo al Palazzo di Holyrood, la residenza ufficiale dei reali scozzesi, è un percorso ricco di storia e leggende. Si dice che la sua posizione, spesso avvolta da nuvole o nebbia, abbia ispirato J.K. Rowling nella creazione del castello di Hogwarts – per saperne di più, consulta la sezione sui luoghi di Harry Potter a Edimburgo..
In questa guida troverai un breve accenno all’intricata storia del castello di Edimburgo, informazioni su cosa vedere, come visitarlo e i costi dei biglietti. Usa la legenda qui di seguito per passare direttamente alla sezione che ti interessa.
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Storia del castello di Edimburgo
Il sito dove sorge il castello di Edimburgo sembra essere abitato sin dall’età del bronzo, anche se le strutture visibili oggi risalgono al XVI secolo. Le prime notizie su Edinburgh Castle arrivano dal poema del VII secolo The Gododdin, che menziona un forte chiamato “Din Eydin”. Gli storici ritengono che si tratti dello stesso castello di Edimburgo, poiché il nome gaelico della città, Dùn Èideann, è molto simile.
La posizione strategica del castello di Edimburgo era evidente: sorge sulla cima di Castle Rock, una roccia basaltica di origine vulcanica alta 120 metri sul livello del mare, risalente a circa 340 milioni di anni fa. Questo terreno roccioso rendeva l’accesso difficile, proteggendo il castello su tre lati con falesie alte circa 80 metri e lasciando un’unica via d’ingresso a est.
La collocazione del castello ha giocato un ruolo centrale nella storia di Edimburgo. Nel corso dei secoli, il castello di Edimburgo ha subito numerosi assedi. Durante le Guerre d’Indipendenza scozzesi passò di mano più volte e Robert the Bruce lo rase al suolo nel 1314 per impedirne la conquista da parte degli inglesi. Tuttavia, nel 1335, l’esercito inglese lo riprese e iniziò a ricostruirlo. Nel 1341, un piccolo gruppo di scozzesi guidati da Sir William Douglas, travestiti da mercanti, riuscì a riconquistarlo.
Le difese del castello di Edimburgo si sono evolute nel tempo. Mons Meg, uno dei più grandi cannoni medievali mai costruiti, fu donato a re Giacomo II nel 1457. La Half Moon Battery, costruita dopo l’assedio di Lang del 1573, rimase armata per 200 anni con i cannoni di bronzo conosciuti come le Sette Sorelle.




La residenza reale della monarchia scozzese
Il Castello di Edimburgo ospitò re e regine per molti secoli, diventando il luogo in cui nacquero, vissero e morirono. La regina Margherita morì qui nel 1093: la cappella costruita in suo onore dal figlio, re Davide I, è l’edificio più antico del castello e di tutta Edimburgo. Santa Margherita di Scozia fu poi sepolta a Dunfermline e la sua tomba rimase meta di pellegrinaggi per molti anni.
Durante il regno degli Stuart, vennero aggiunti nuovi edifici e ammodernamenti, rendendo il castello di Edimburgo più confortevole come residenza reale, anche se la fortezza continuava a essere utilizzata come rifugio in tempo di guerra, vista la presenza dell’Holyrood Palace come residenza ufficiale.
Il figlio di Robert the Bruce, Davide II di Scozia, costruì un’imponente torre, la Torre di Davide, alta circa 25 metri, con vista a 360 gradi per individuare eventuali invasori via terra o mare. I resti della torre si trovano oggi sotto terra, poiché venne bombardata e quasi distrutta durante l’assedio di Lang. Al suo posto fu costruita la Half Moon Battery.
Un episodio curioso e strategico avvenne nel 1941, quando i gioielli della corona scozzese furono prelevati dalla sala della corona e nascosti nelle profondità della Torre di Davide per proteggerli dagli invasori. Giacomo I di Scozia aggiunse poi un’altra torre con un salone per banchetti, sostituendo quella originaria.
Nel 1440 si verificò uno degli episodi più efferati legati alla storia del castello: la Cena Nera. In quell’occasione Giacomo II di Scozia e la sua corte, ospitarono a cena i due giovani eredi del clan Douglas. Durante la cena al segnale dato dalla testa di un toro servita su un vassoio, i due ospiti furono decapitati.
The Great Hall, completata nel 1511 per re Giacomo IV, ospitava grandi banchetti e cerimonie di Stato. Purtroppo il re ebbe poco tempo per godersi la sua nuova residenza perché morì nella battaglia di Flodden (1513) contro le forze inglesi guidate da re Enrico VIII d’Inghilterra.
Sopra la porta del Palazzo Reale si vedono ancora le iniziali dorate MAH, che ricordano Mary Queen of Scots e il suo secondo marito Henry Stewart, Lord Darnley. Qui Maria diede alla luce Giacomo VI nel 1566, che divenne re di Scozia all’età di 13 mesi e unì le corone di Scozia e Inghilterra nel 1603 (ne parleremo nel dettaglio tra poco).




Il periodo militare e le difese del castello
Dopo l’Unione delle Corone del 1603, il Castello di Edimburgo venne raramente visitato dal monarca regnante, ma acquisì un ruolo strategico come base militare a partire dal 1650.
Edinburgh Castle mantenne la sua funzione militare durante la Guerra civile di Cromwell e le Rivolte Giacobite, periodi in cui le difese furono rafforzate. Vennero costruite nuove batterie di cannoni, come la Dury’s Battery, e nuove caserme, tra cui The Queen Anne Building, per ospitare soldati e ufficiali.
Circa 600 soldati furono alloggiati nella Caserma Nuova, costruita durante le guerre napoleoniche contro la Francia, ancora oggi utilizzata dai militari. I reggimenti avevano spesso una mascotte, tipicamente cani, alcuni dei quali riposano nel celebre cimitero dei cani del castello.
Non tutti quelli che visitarono il castello hanno apprezzato il loro soggiorno. La vita dei prigionieri, infatti, era molto dura. Essendo una formidabile roccaforte, il castello di Edimburgo era la prigione più sicura della Scozia. Tra il 1757 e il 1814 le cripte ospitarono centinaia di prigionieri di guerra.
Nel 1819, Sir Walter Scott ritrovò i gioielli della Corona, custoditi da più di 100 anni, e convinse il futuro Giorgio IV ad aprire il castello al pubblico per esporli. Nei decenni successivi furono ampliate le zone visitabili, pur rimanendo sotto la gestione delle forze armate fino al 1905.
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Visitare il castello di Edimburgo: guida completa e cosa vedere
Visitare il Castello di Edimburgo significa immergersi in secoli di storia, tra residenze reali, torri di avvistamento, cannoni, prigioni e musei che raccontano le gesta della Scozia e dei suoi eroi. Questa guida completa ti accompagnerà tra le attrazioni principali, i luoghi meno conosciuti e le curiosità che rendono il castello unico al mondo.
Dai panorami spettacolari sulla città alle sale che custodiscono i gioielli della corona, passando per i cannoni storici e le prigioni di guerra, ogni angolo del castello ha una storia da raccontare. Troverai informazioni pratiche, curiosità storiche e consigli utili per organizzare la tua visita al meglio, così da vivere un’esperienza completa e indimenticabile.
Il Castello di Edimburgo non è solo un monumento: è un vero e proprio viaggio nel tempo, dove le pietre e le mura sembrano ancora respirare la vita dei re, delle regine e dei soldati che l’hanno abitato. Preparati a scoprire ogni segreto e a lasciarti sorprendere dalla bellezza e dalla storia che permeano ogni suo angolo.
Ti mostreremo i punti più significativi da non perdere e scoprirai come ripercorrere le stradine acciottolate del castello ti trasporterà in un altro luogo.
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L’ingresso e le prime strutture del castello di Edimburgo
Esplanade e porta d’ingresso
Attraversando la spianata (Esplanade) che conduce al castello di Edimburgo, si entra in una delle zone più cariche di storia. Tra il 1563 e il 1722 qui furono bruciate sul rogo più di 200 streghe, un dettaglio che mostra quanto il castello abbia avuto un ruolo cruciale nella storia scozzese.
L’ingresso originario era protetto da due porte: la porta dell’Esplanade, sopra il ponte levatoio, e una barriera interna. Successivamente fu costruita una terza porta, la Portcullis Gate, a rafforzare le difese.
All’ingresso spiccano due statue: quella di Robert the Bruce e quella di William Wallace, simboli della resistenza scozzese. Prima di raggiungere Portcullis Gate, noterai una targa commemorativa dedicata a Sir William Kirkcaldy, comandante che difese il castello per la regina Mary dal 1568 al 1573, morendo per la causa in cui credeva.
Sopra la Portcullis Gate si trova la Torre di Argyle (Argyle Tower), così chiamata perché vi fu rinchiuso il conte di Argyle, Archibald Campbell, prima della sua esecuzione. Vicino alla scalinata Lang Stairs c’è un’altra targa che ricorda Thomas Randolph, Conte di Moray, un illustre soldato e diplomatico, che riconquistò il castello nel 1313 dopo 20 anni di occupazione inglese.
Poco più avanti si possono ammirare le batterie di cannoni di Argyle e Mills Mount, con una vista panoramica sulla New Town. A nord della torre si trovano edifici militari del XVIII secolo, tra cui la Casa del Governatore e gli alloggi militari, oggi convertiti in musei visitabili.


Foog’s gate e The Fore Well: storia e strategia
Foog’s Gate fu costruita intorno al 1580, dopo l’assedio di Lang, come ulteriore sistema di difesa contro gli invasori. L’origine del nome rimane incerta: probabilmente è legata alla nebbia o alle nuvole basse che spesso avvolgono il castello di Edimburgo.
Questa porta dà accesso all’Upper Ward, la parte più alta del castello, e ospita un grande serbatoio che serviva come riserva d’acqua per la guarnigione.
Accanto, si trova The Fore Well, profondo circa 34 metri, che era la principale fonte d’acqua del castello. Durante l’assalto del 1314, Robert the Bruce bloccò questo pozzo mentre gli scozzesi difendevano la fortezza, dimostrando quanto fosse strategica la gestione delle risorse idriche.




Il cuore reale del castello di Edimburgo: palazzi e simboli della monarchia
I gioielli della corona – Crown Room
Gli Honours of Scotland, esposti nella Crown Room del castello di Edimburgo, sono i gioielli della Corona più antichi della Gran Bretagna. Realizzati in oro, argento e gemme preziose, la corona, lo scettro e la spada hanno un valore storico e simbolico inestimabile.
La corona fu realizzata per Giacomo V, che la indossò per la prima volta all’incoronazione di Mary de Guise nel 1540. Mary, Regina di Scozia, fu la prima a essere incoronata con corona, scettro e spada insieme, nel 1543 al castello di Stirling. Lo scettro potrebbe essere stato un dono papale a Giacomo IV.
I gioielli della corona scozzese hanno avuto un passato turbolento: furono rimossi dal castello e nascosti tra il 1651 e il 1660 per sfuggire all’esercito di Oliver Cromwell. Nel 1707, con l’Atto di Unione tra Scozia e Inghilterra, furono sigillati in una cassa custodita con cura. Qui ti racconto la storia dei gioielli della corona e la loro misteriosa scomparsa.
Nel 1818, Sir Walter Scott riscoprì gli Honours of Scotland, insieme a una misteriosa bacchetta d’argento, convincendo le autorità a esporli al pubblico. Oggi si trovano al primo piano del Palazzo Reale all’interno del castello.
La Stone of Destiny (pietra dell’incoronazione), esposta fino a poco tempo fa al castello, è stata trasferita al Perth Museum nel 2024. Una riproduzione in scala reale è visibile allo Scone Palace.
Nella Crown Room è vietato scattare fotografie, anche senza flash, e la sorveglianza è molto rigorosa, a tutela di questi tesori storici.







The Royal Palace e The Birth Room of James VI
Re e regine vissero nel comfort e nello splendore del Palazzo Reale durante il periodo in cui il castello di Edimburgo fungeva da residenza reale per la famiglia Stuart. Soffitti decorati, enormi caminetti e pareti rivestite in legno circondavano gli ambienti principali, testimoniando il lusso e l’importanza storica del luogo.
La Crown Square prese forma nel tempo, completata da re Giacomo IV agli inizi del 1500. Tra queste mura si svolsero eventi chiave della storia scozzese: qui morì la regina Mary de Guise nel 1560, ultima paladina dell’Auld Alliance con la Francia e sostenitrice della fede cattolica contro la Riforma protestante.
La parte più famosa del palazzo è la Birth Room of James VI, la stanza in cui Maria Stuarda diede alla luce Giacomo VI nel 1566. La camera è rivestita di pannelli in legno e ospita anche un pezzo dell’albero spinoso della Regina Maria, prelevato nel 1849 dal castello di Lochleven, dove Mary fu imprigionata e costretta ad abdicare in favore del neonato Giacomo.
Mary e suo marito Lord Darnley vivevano a Holyrood quando iniziarono a circolare voci secondo cui il padre del bambino fosse David Rizzio, il suo segretario privato, assassinato poco dopo a Holyrood. Darnley era il principale sospettato del crimine. Inoltre Maria era cattolica e il paese era ormai protestante: a causa di queste tensioni politiche e religiose, Mary si rifugiò al castello di Edimburgo per partorire in sicurezza.
Il travaglio fu difficile e si dice che un amico della regina tentò di usare la magia per trasferire i dolori del parto a un servo. Pare anche che Mary chiese di farsi portare la testa della Regina Margherita, una reliquia sacra, per avere supporto durante il travaglio.
Giacomo VI ebbe una vita straordinaria: incoronato re di Scozia a 13 mesi, divenne il primo monarca a governare sia Scozia che Inghilterra nel 1603. Dopo il trasferimento a Londra, il Palazzo Reale del castello di Edimburgo venne progressivamente trascurato. L’ultimo monarca a soggiornarvi fu Carlo I, che dormì qui il 17 giugno 1633, la notte prima della sua incoronazione scozzese.

The Queen’s Embroideries – i ricami di Maria Stuarda
Nell’anticamera degli Appartamenti Reali del castello di Edimburgo sono esposte le repliche di una serie di ricami realizzati da Maria Stuarda durante il suo esilio in Inghilterra: 37 immagini ricamate, ognuna con una storia unica da raccontare.
Maria li creò mentre era agli arresti domiciliari, collaborando con la nobildonna Bess di Hardwick, moglie del suo carceriere. Tra le due nacque un’improbabile amicizia, interrotta quando Maria venne trasferita in una nuova residenza nel 1585. Sua cugina, la regina inglese Elisabetta I, ne ordinò l’esecuzione due anni dopo.
I ricami originali furono realizzati dopo che Maria fu costretta ad abdicare al trono scozzese. Durante la loro creazione, alcuni dei suoi sostenitori furono imprigionati nel castello di Edimburgo durante l’assedio di Lang; la loro resa segnò la fine delle speranze di Maria di riconquistare la corona scozzese.
Le repliche attuali sono opera della Scuola degli Antichi Mestieri: 33 volontari hanno dedicato oltre 7.000 ore al progetto per 3 anni, utilizzando esclusivamente materiali, strumenti e tecniche autentiche per riprodurre fedelmente i ricami originali.




St. Margaret’s Chapel: la cappella più antica di Edimburgo
St. Margaret’s Chapel è l’edificio più antico della città e l’unica parte originale ancora presente all’interno del castello di Edimburgo. Costruita intorno al 1130 sul punto più alto di Castle Rock per volere di David I, fu dedicata a sua madre, la Regina Margaret.
Margaret, moglie di Malcolm III, ebbe un ruolo fondamentale nella storia della Scozia e della città di Dunfermline. Canonizzata da Papa Innocenzo IV nel 1250, la sua tomba divenne meta di numerosi pellegrinaggi nei secoli, con molti fedeli che attribuirono miracoli e guarigioni alla sua intercessione.
Nel 1500 la cappella venne utilizzata come deposito di polvere da sparo e successivamente dotata di volte a prova di bomba. Le sue origini furono riscoperte solo nel 1845 da Sir Daniel Wilson, riportando alla luce la storia dimenticata della cappella.
Gli archi decorati sono originali, mentre altri elementi, come le vetrate colorate, sono più recenti. Fiori freschi sono sempre esposti grazie alla cura del St Margaret’s Chapel Guild, i cui membri condividono il nome della Santa e risiedono in Scozia.
La cappella si trova a sinistra attraversando Foog’s Gate, subito dopo il Whiskey and Finest Food Shop, rendendola facilmente visitabile durante il percorso nell’Upper Ward.





The Great Hall: banchetti, Parlamento e curiosità
The Great Hall è una delle meraviglie della Scozia medievale e si trova nel cuore del castello di Edimburgo. Completata nel 1511 per re Giacomo IV, vanta un tetto in legno tra i più splendidi della Gran Bretagna: travi gigantesche poggiano su pietre scolpite con teste e simboli, tra cui il cardo scozzese.
La sala ospitava suntuosi banchetti e importanti eventi di Stato. Purtroppo, Giacomo IV ebbe poco tempo per goderne: morì nella disastrosa battaglia di Flodden nel 1513, combattendo le forze del re Enrico VIII d’Inghilterra, suo cognato.
Una piccola finestrella sopra il caminetto permetteva ai sovrani di osservare la sala senza entrarvi. Si narra che Mary Stuarda cenò qui poco dopo il suo ritorno dalla Francia, prima di trasferirsi definitivamente a Holyrood Palace.
Sulle pareti sono esposti il dipinto di Ensign Ewart, armi e armature delle Armerie Reali, insieme a pezzi storici come la temuta ascia Lochaber. La chiave del Castello di Edimburgo è un’altra attrazione da non perdere.
Nel Cinquecento, la sala ospitava il Parlamento scozzese. Si narra che sopra il lato destro del camino ci fosse un piccolo foro, noto come Laird’s Lug o Lord’s Ear, attraverso cui il sovrano poteva ascoltare le riunioni senza essere visto. Quando Mary Stuarda si trasferì a Holyrood, questo strumento di controllo venne abbandonato, e si dice che sia stato richiesto di murarlo anche durante la visita di Gorbachev nel 1984. Che sia realmente esistito quindi?
Durante l’occupazione di Oliver Cromwell nel 1650, la sala fu trasformata in caserma e successivamente in ospedale militare, fino all’abbandono da parte delle truppe nel 1886. Oggi, riportata al suo splendore medievale, la sala espone armi e armature storiche, come la temuta ascia Lochaber, e non è raro vedere al suo interno figuranti in abiti d’epoca.


Difese e strutture militari del castello di Edimburgo
One O’Clock Gun: il cannone dell’una
Non perdere lo spettacolo dello One O’Clock Gun se visiti il castello di Edimburgo. Ancora oggi, il cannone spara un colpo all’una esatta ogni giorno, tranne la domenica, il Venerdì Santo e il giorno di Natale. Questa tradizione nacque nel 1861, quando John Hewat portò l’idea da Parigi: le navi nel porto avevano bisogno di un segnale preciso per sincronizzare gli orologi di bordo.
Inizialmente venne installata una Time Ball sul Nelson Monument a Calton Hill: una grande palla che scendeva lungo un’asta per indicare l’ora. Tuttavia, con maltempo o scarsa visibilità, il sistema non era affidabile, e per questo si passò a un segnale acustico, il famoso colpo di cannone.
Vederlo in azione è un’esperienza davvero emozionante e suggestiva: è stata una delle prime attrazioni che abbiamo visto durante la nostra visita al castello e ci ha lasciato un ricordo indimenticabile della storia e delle tradizioni scozzesi.


Mons Meg: il cannone d’assedio storico
Mons Meg era considerata una delle tecnologie militari più avanzate del suo tempo. Donato a re Giacomo II nel 1457, questo enorme cannone d’assedio da sei tonnellate poteva lanciare pietre di 150 kg fino a 3,2 km. Il suo nome deriva dalla città belga dove fu costruito.
Nel 1460, Giacomo II fece trasportare Mons Meg per 80 km all’assedio del castello di Roxburgh. Lo spostamento era arduo: nessuna squadra di buoi riusciva a percorrere più di 5 km al giorno. Il re, sfortunatamente, morì poco dopo a causa dell’esplosione di un altro dei suoi cannoni.
Re Giacomo IV riutilizzò Mons Meg in diversi assedi, tra cui quelli al castello di Dumbarton e al castello di Norham, mentre Giacomo V lo impiegò ancora prima del suo ritiro intorno al 1550.
Nel 1558, per celebrare il matrimonio di Mary, Regina di Scozia, Mons Meg lanciò una pietra di cannone sulla città, che atterrò nell’area oggi occupata dal Royal Botanic Garden. La canna del cannone esplose nel 1681, ponendo fine alla sua carriera militare.
Dopo 75 anni trascorsi nella Tower of London, Mons Meg fece ritorno al castello di Edimburgo nel 1829, grazie all’intervento di Sir Walter Scott. Cavalleria e fanteria lo scortarono da Leith Docks fino a Castle Rock, dove oggi si trova, vicino alla Cappella di St Margaret.





Half Moon Battery e Dury Battery: torri e cannoni
La Half Moon Battery un tempo scaricava palle di cannone sui nemici che tentavano di avvicinarsi al castello di Edimburgo, oggi contribuisce a rendere unico il profilo della fortezza. Originariamente difesa dalle Sette Sorelle, cannoni di bronzo fusi nel castello per Giacomo IV intorno al 1500, i cannoni attuali risalgono invece al 1810, fabbricati durante le guerre napoleoniche.
La batteria fu costruita sopra e attorno alle rovine dell’imponente Torre di David, iniziata nel 1367 da re Davide II, crollata durante l’assedio di Lang del 1571–73.
La Dury Battery prende il nome dal capitano Theodore Dury, ingegnere militare scozzese, che la realizzò dopo la rivolta giacobita del 1708. Nel 1757 i cannoni furono rimossi e la batteria trasformata in un cortile utilizzato per le esercitazioni dei prigionieri di guerra. In quest’area si trovano ancora oggi la Military Prison e la Prison of War, testimoni della storia militare del castello.




Le prigioni del castello di Edimburgo
Prisons of War e Military Prison: vita e storia dei prigionieri
Le Prisons of War e la Military Prison si trovano sotto la Great Hall del castello di Edimburgo e furono progettate sin dall’inizio come prigioni. La loro costruzione potrebbe essere collegata alla ristrutturazione del Tolbooth di Edimburgo come prigione per criminali comuni nel 1481.
L’accesso avveniva tramite uno stretto passaggio noto come Devil’s Elbow o “Gomito del Diavolo”, con ripidi gradini in pietra. Ogni cella aveva una piccola fessura per la ventilazione e una latrina. Nel XVII secolo le prigioni erano sovraffollate a causa dei numerosi prigionieri politici e delle rivolte giacobite.
Nel corso dei secoli le volte sotterranee hanno svolto differenti funzioni: carceri, magazzini, panifici e persino deposito di armi. Tra il 1757 e il 1814 furono adibite a prigioni di guerra, mentre la Gran Bretagna combatteva per espandere il suo impero, durante la Guerra dei Sette Anni con la Francia e con lo scoppio della Guerra d’Indipendenza americana nel 1775.
La maggior parte dei prigionieri erano marinai, alcuni anche scozzesi emigrati in Nord America, come John Paul Jones, considerato il “padre della marina americana”. Furono molto utilizzate anche durante le guerre rivoluzionarie francesi e napoleoniche.
La Military Prison serviva a incarcerare i soldati delle guarnigioni locali, tenuti in isolamento in celle singole. Gli ambienti offrono oggi una suggestiva testimonianza della vita dei prigionieri.
La sezione Prisons of War, aperta nel 1842, accoglieva prigionieri stranieri provenienti da conflitti tra XVIII e XIX secolo. Ogni cella disponeva di camino, finestra per la ventilazione, bagno rudimentale e piccolo cortile per esercizi. Lo spazio a disposizione era minimo, con uomini che dormivano in amache, ma c’era attenzione all’igiene, con saponi e biancheria pulita per prevenire malattie.










I prigionieri più famosi e i loro graffiti
I primi prigionieri risalgono addirittura al 1355. Tra il primo fu Thomas III de Gray, cavaliere inglese che durante la prigionia iniziò a scrivere una cronaca storica dell’Inghilterra. Un altro nome noto è William Mackintosh, leader della rivolta giacobita del 1715, che trascorse qui gli ultimi vent’anni della sua vita come prigioniero nel Castello di Edimburgo.
Nel corso dei secoli, il castello ospitò anche pirati provenienti dai Caraibi. Nel 1720, ventuno membri dell’equipaggio del famoso Black Bart furono catturati al largo di Argyll: giunti in Scozia per ritirarsi, la maggior parte di loro venne invece imprigionata e impiccata.
Con la Guerra dei Sette Anni, il numero di prigionieri aumentò rapidamente. Nel 1759 se ne contavano già 362, molti dei quali corsari francesi. Alcuni detenuti realizzarono persino un dettagliato modello di nave, commissionato dal Duca di Atholl.
I prigionieri provenivano da tutta Europa e oltre: Francia, America, Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Italia, Danimarca e Polonia. La maggior parte erano marinai, inclusi molti americani catturati durante la Guerra d’Indipendenza americana. Una delle prime raffigurazioni della bandiera a stelle e strisce è ancora visibile incisa su una porta.
Tra le storie più insolite, si ricorda quella del prigioniero più giovane: un bambino di appena 5 anni, catturato durante la battaglia di Trafalgar nel 1805. Nel 1811, invece, quarantanove prigionieri riuscirono a fuggire attraverso un varco nelle difese, segnando uno degli episodi più clamorosi nella storia delle prigioni del castello.
All’interno delle celle si trovavano anche due prigioni a fossa, utilizzate come punizione per i detenuti più problematici e soprannominate “buchi neri”. Ancora oggi sono visibili delle vecchie porte in legno incise dai prigionieri con nomi, disegni e simboli davvero toccanti: navi, forche, figure umane e la celebre bandiera americana.
Tra i segni si possono riconoscere navi, la forca da boia con un corpo che pende, una rappresentazione delle ‘Stelle e Strisce’ e altro ancora. Sulle porte sono anche incisi i nomi dei prigionieri e dei membri dell’equipaggio delle varie navi.
Le pareti intonacate della prigione mostrano i graffiti risalenti al periodo in cui era una prigione di guerra. Tra questi anche una raffigurazione di una nave a tre alberi. Altri segni indicano i giorni di detenzione.

Luoghi particolari e meno conosciuti
Il cimitero dei cani: storie di fedeltà
Questo piccolo luogo solitario è la mia parte preferita del castello. Ripenso spesso agli amici a 4 zampe che ho perso nel corso degli anni e, forse, proprio per questo ha su di me un effetto così particolare. Rendere omaggio alla loro vita e lealtà, è un gesto che mi riempie il cuore.
Il cimitero dei cani del castello di Edimburgo è uno degli angoli più suggestivi e meno conosciuti della fortezza. Si tratta di un piccolo spazio nascosto, dedicato ai fedeli compagni dei soldati che vissero e servirono all’interno del castello.
L’accesso non è consentito, ma è possibile osservarlo dall’alto affacciandosi dalle mura. Il cimitero è in uso dal 1837, anno dell’ascesa al trono della regina Vittoria, periodo in cui si diffuse una maggiore attenzione e affetto verso gli animali domestici.
Questo luogo riflette proprio quel cambiamento culturale: rendere omaggio alla fedeltà e alla lealtà dei cani, in un contesto dove tradizionalmente gli spazi di sepoltura erano riservati a militari e nobili. Non è escluso che lo stesso sentimento che rese celebre la storia di Greyfriars Bobby abbia contribuito alla nascita di questo cimitero.
Oggi ospita circa venti lapidi. Molte iscrizioni si sono consumate nel tempo, ma la più antica leggibile risale al 1881 ed è dedicata a Jess, mascotte del reggimento Black Watch (42nd Royal Highlanders). La più recente commemora Winkle, morto nel 1980, “caro e fedele amico di Lady Gow e del governatore”. Tra le tombe si trovano anche nomi come Don, Major, Flora, Sheena e Yum Yum e altri piccoli eroi.
Il cimitero si trova sotto la Argyle Battery, a est di Mons Meg e della Cappella di St Margaret, ed è visibile da uno dei punti panoramici più alti del castello.


Queen Anne Building e la statua di Douglas Haig
Il Queen Anne Building, costruito intorno al 1710 dopo le rivolte giacobite, fu progettato come caserma per ufficiali e artiglieri del castello di Edimburgo. In precedenza, in quest’area sorgeva l’armeria reale ed è qui che venne inizialmente collocato Mons Meg, il celebre cannone d’assedio.
Nella piazza antistante si trova la statua di Douglas Haig, uno dei comandanti militari più discussi della storia britannica. Nato a Edimburgo nel 1861, intraprese la carriera militare dopo la formazione al Royal Military College di Sandhurst e partecipò a diversi conflitti, tra cui la guerra in Sud Africa.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Haig divenne comandante in capo del British Expeditionary Force. Il suo nome è legato soprattutto alla battaglia della Somme (1916), una delle offensive più sanguinose del conflitto, con centinaia di migliaia di vittime tra eserciti britannico, francese e tedesco. Le sue strategie gli valsero il controverso soprannome di “Macellaio della Somme”.
Dopo la guerra, Haig contribuì alla fondazione della Royal British Legion e dell’Haig Fund, legati alla commemorazione dei caduti, simbolicamente rappresentati dai papaveri rossi (poppies). Morì nel 1928 e fu sepolto nell’Abbazia di Dryburgh, vicino alla tomba di Sir Walter Scott.
Nel 1917 fu nominato Cavaliere dell’Ordine del Cardo, diventando Sir Douglas Haig. La sua statua, situata all’interno del castello, ricorda una figura complessa e ancora oggi oggetto di dibattito storico.



Musei da visitare al Castello di Edimburgo
National War Museum: collezioni militari e lettere storiche
All’interno del castello di Edimburgo si trovano diversi musei importanti, tra cui il National War Museum, lo Scottish National War Memorial e i musei dei reggimenti.
L’edificio che oggi ospita il museo fu costruito nel 1753 come deposito di ordigni e attrezzature militari. Solo nel 1897 venne convertito in ospedale militare (Garrison Hospital), con circa 60 posti letto, utilizzato anche durante la Prima Guerra Mondiale per ospitare prigionieri di guerra tedeschi.
Oggi il National War Museum racconta la storia militare della Scozia attraverso una vasta collezione di oggetti: lettere provenienti dalle campagne all’estero, armi tradizionali come gli spadoni delle Highlands e persino equipaggiamenti per la guerra chimica.
La collezione include anche manufatti utilizzati dalle forze scozzesi nel corso dei secoli, dipinti celebri come The Thin Red Line di Robert Gibb e una biblioteca di ricerca dedicata alla storia militare.
L’edificio stesso, progettato dall’ingegnere William Skinner – noto anche per aver progettato Fort George, una delle principali fortezze delle Highlands – era originariamente uno dei due principali magazzini di artiglieria del castello.



Scottish National War Memorial: onore e memoria dei caduti
Lo Scottish National War Memorial racconta il contributo della Scozia nei conflti attraverso una ricca collezione di oggetti storici, testimonianze e simboli legati alla memoria dei caduti.
Il memoriale commemora coloro che persero la vita durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, oltre ai conflitti successivi al 1945. Fu realizzato con il contributo di alcuni tra i migliori artisti e artigiani scozzesi, che trasformarono questo spazio in un luogo altamente simbolico e carico di significato.
All’interno si trovano anche gli albi d’onore che riportano i nomi dei soldati scozzesi e dei civili morti in guerra. Sculture e vetrate raffigurano scene toccanti legate soprattutto alla Prima Guerra Mondiale, mentre altri elementi decorativi rappresentano valori come il coraggio, la pace, la giustizia e la resilienza. Particolare è anche la presenza di figure animali simboliche, utilizzate per rappresentare vizi e virtù umane.
Lo Scottish National War Memorial si trova nella Crown Square, nel cuore del castello di Edimburgo, ed è accessibile gratuitamente ai visitatori. L’edificio occupa quella che un tempo era la caserma nord, completamente ristrutturata e inaugurata nel 1927.





I musei del reggimento: eroi, bandiere e cimeli
I musei del reggimento raccontano la storia dei reggimenti scozzesi e dei loro eroi, offrendo uno sguardo sulle imprese militari e sulle tradizioni delle forze armate locali. Tra i manufatti più importanti esposti c’è la bandiera catturata da Ensign Ewart ai francesi durante la battaglia di Waterloo, simbolo di coraggio e abilità militare.
Le Royal Scots Dragoon Guards, il reggimento scozzese più antico dell’esercito britannico, furono creati nel XVII secolo per supportare re Carlo II nella lotta contro i Covenanters. La loro prima battaglia ebbe luogo a Rullion Green, sulle Pentland Hills, vicino a Edimburgo.
Il museo espone anche l’aquila e lo stendardo francese catturati a Waterloo, collegando la storia del reggimento a episodi di grande rilievo internazionale. Ensign Ewart, l’eroe protagonista, ha lasciato il suo nome anche a un pub lungo il Royal Mile.
The Royal Scots Museum si trova in cima alla collina, poco prima di Foog’s Gate.
The Royal Scots Dragoon Guards Museum è situato di fronte.


Eventi al castello di Edimburgo
Il castello di Edimburgo non è solo un luogo storico: ospita anche eventi spettacolari che trasformano le sue mura in scenari unici.
Castle of Light: luci e proiezioni natalizie
Durante le festività natalizie, il castello si illumina con il Castle of Light, uno spettacolo di proiezioni unico che racconta la sua storia attraverso mille luci. Le mura e gli edifici si animano, creando un’atmosfera magica e suggestiva. Avremmo tanto voluto vederlo, ma purtroppo quando siamo stati a Edimburgo per Natale, l’evento si era già concluso.
Royal Edinburgh Military Tattoo: spettacolo di cornamuse e kilt
Il grande piazzale dell’Esplanade ospita ogni anno il celebre Royal Edinburgh Military Tattoo, uno spettacolo che celebra le forze armate scozzesi. Il termine “tattoo” deriva dal segnale di tamburo o tromba usato per richiamare i soldati ai loro alloggi.
L’evento ha origini modeste: nel 1949 fu ispirato dallo spettacolo Something about a Soldier al Ross Bandstand vicino a Princes Street Gardens. Il tenente colonnello George Malcome ne fu il primo produttore ufficiale, con l’obiettivo di mostrare il contributo dell’esercito al Festival Internazionale di Edimburgo.
Quello che era iniziato come un modesto evento oggi è uno spettacolo di fama mondiale, seguito dal vivo da oltre 200.000 persone e in TV da più di 100 milioni. Musica, danze, kilt e cornamuse creano un’esperienza travolgente, culminando in un tributo solenne a chi ha perso la vita in combattimento.
Se non puoi partecipare dal vivo, l’evento viene trasmesso anche in TV, garantendo emozioni intense a chiunque lo segua.

Costi, orari e biglietti per visitare il castello di Edimburgo
🕐 Orari di apertura
La visita al castello di Edimburgo merita almeno mezza giornata per poter esplorare con calma tutto quello che c’è da vedere, dai palazzi reali alle fortificazioni e ai musei.
Il castello è aperto tutti i giorni dalle 09:30 con orari variabili in base alla stagione:
- 1 aprile – 30 settembre: dalle 09:30 alle 18:00
- 1 ottobre – 31 marzo: dalle 09:30 alle 17:00
- Chiusure: 25 e 26 dicembre
- 1 gennaio: apertura ridotta dalle 11:00 alle 17:00
🎟️ Prezzi dei biglietti (indicativi)
l’acquisto dei biglietti online è più economico rispetto alla cassa, ma ricorda che prezzi e orari possono cambiare in base alla stagione e alle politiche del sito ufficiale. Verifica sempre prima di prenotare.
- Adulti: £21.50/26
- Bambini: £13
- Bambini sotto i 5 anni: gratis
- Concession (over 60 e disoccupati): £17
- Audio Guida in italiano: £+3.50
- gratis con Explorer Pass
🎫 Tipi di biglietti:
Il Biglietto standard permette l’ingresso al castello in una fascia oraria specifica, ma la visita non ha limiti di tempo una volta entrati. Puoi acquistare qui il biglietto per il castello di Edimburgo che comprende anche una visita guidata in Italiano
Il Flexi Ticket, costa circa £35/38 ed è valido per un ingresso al Castello di Edimburgo in qualsiasi giorno entro 7 giorni dalla data selezionata al momento dell’acquisto, senza prenotare uno slot fisso né una fascia oraria durante il periodo di validità. I tour guidati costano £ 27/30 a persona per adulto e devono essere prenotati in anticipo.
Il Royal Edinburgh Ticket è utile se pensi di visitare più attrazioni reali e include l’ingresso al castello di Edimburgo, al Palazzo di Holyroodhouse e al Royal Yacht Britannia, oltre all’uso degli autobus turistici Hop‑on Hop‑off per 48 ore. Il costo si aggira attorno a £90.
📌 Consigli pratici
- Prenota i biglietti online con anticipo perché il castello è una delle attrazioni più richieste di Edimburgo e spesso i posti si esauriscono.
- L’ingresso è a tempo (slot), ma non c’è limite al tempo di permanenza nella fortezza.
- Portati le cuffie se usi l’audioguida scaricabile sul cellulare, la connessione mobile può essere limitata dentro il castello
Fonti storiche consultate per scrivere l’articolo: World History Encyclopedia; Wikipedia, Edinburgh Castle; Chris Tabraham, The Prisons of War in Edinburgh Castle, Historic Environment Scotland
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