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Edimburgo e Lothian

La cattedrale di St Giles a Edimburgo: cosa vedere e perchè visitarla

by Ale Carini 11 Dicembre 2020
by Ale Carini Published: 11 Dicembre 2020Updated: 10 Maggio 2025 30 minuti read
4,6K

Andiamo a scoprire la cattedrale di St Giles e la meravigliosa Thistle Chapel, la cappella del cardo. Puoi salvare questo articolo e tenerlo aperto come guida interattiva (e gratuita) mentre visiti la cattedrale di Edimburgo. Alla fine trovi gli orari di apertura e tutte le informazioni per visitarla.

St Giles Cathedral o High Kirk di Edimburgo si trova al centro del Royal Mile. E’ un bellissimo edificio in stile gotico, inconfondibile nello skyline della capitale scozzese. Quando Re David I fondò St Giles nel 1124, il legame tra Roma e la chiesa scozzese si stava facendo più stretto.

Successivamente, David I fondò anche l’Abbazia di Holyrood, concedendo all’abate il permesso di costruire delle case lungo il crinale verso St Giles’ e dando così origine al borgo di Canongate, formando quello che oggi chiamiamo Royal Mile.

Queste immense cattedrali ricche di bellezza mi rimandano sempre una sensazione di qualcosa di sospeso tra la terra e il cielo. Quando entro sento nell’aria gli echi della vita e dei secoli passati.

L’atmosfera che si respira a St Giles Cathedral è profonda, ma allo stesso tempo serena, una sensazione difficile da descrivere. L’ultima volta che ci sono stata, i raggi del sole penetravano l’oscurità, filtrando dalle vetrate colorate, proiettando caleidoscopi di luce su pilastri e archi di pietra, donando a questo luogo sacro un’atmosfera unica.

Nonostante il nome, Saint Giles non è una cattedrale, ma una delle numerose ex cattedrali della Chiesa di Scozia. Come la Cattedrale di Glasgow o quella di Dunblane, che hanno mantenuto il loro titolo nonostante abbiano perso questo status.

St Giles è stata una cattedrale solo per due brevi periodi storici: dal 1635 al 1638 e dal 1661 al 1689, quando dei vescovi prestarono servizio nella Chiesa scozzese, grazie all’appoggio della Corona. Prima della Riforma, la città di Edimburgo non aveva una cattedrale perché era compresa nell’arcidiocesi di Saint Andrews.

la cattedrale di St giles - edimburgo
la cattedrale di St giles edimburgo
st giles' - john knox statua
st giles edimburgo

Cosa troverai in questo articolo

  • L’interno della Cattedrale di St Giles
  • La Cappella del Cardo – The Thistle Chapel
  • Cosa non perdere visitando la cattedrale di St Giles a Edimburgo
  • Dr Elsie Inglis Memorial
  • Saint Giles: Navata Nord e cappelle
  • Corridoi e transetti – Saint Giles Cathedral
  • Le splendide vetrate della cattedrale di St Giles
  • I memoriali a Saint Giles Cathedral
  • Il coro e l’Organo Rieger
  • I corridoi del coro e le cappelle
  • Bandiere e araldica alla cattedrale di Edimburgo
  • The National Covenant
  • La cattedrale di St Giles – facciata esterna
    • Le statue che decorano l’esterno
  • La torre e il campanile di St Giles
  • La cattedrale di St Giles: accenni storici
    • Le incursioni e la ricostruzione
    • Preston Ailse
  • Saint Giles Cathedral e i tumulti protestati
    • John Knox e i suoi sermoni infuocati
  • La cattedrale di St Giles diventa protestante
    • Re Carlo I tenta di imporre il culto anglicano
  • L’arrivo di Bonnie Prince Charlie
    • Le ristrutturazioni finali della cattedrale di St Giles
  • St Giles e le spoglie della regina Elisabetta
  • Informazioni per visitare la cattedrale di St Giles
    • Orari di apertura
  • Tour e Biglietti per Edimburgo

L’interno della Cattedrale di St Giles

Entrando a Saint Giles si percepisce immediatamente un senso di pace e il silenzio che pervade ogni angolo, conduce attraverso giochi di luce alla scoperta di tutti i suoi segreti. Il soffitto è realizzato in colori e materiali diversi, che testimoniano i tanti elementi che compongono la chiesa.

Uno degli elementi che più saltano all’occhio all’interno della cattedrale di Saint Giles sono le straordinarie vetrate, che proiettano nel tempio una luce calda e accogliente. Una delle più belle secondo me è quella dedicata ai santi: St Columba, St Andrews, St Margarte, St Chutebert, St Giles e King David I.

Nella navata centrale non passa inosservata la statua di John Knox, leader della riforma scozzese, predicatore e primo pastore protestante della cattedrale. A prima vista, entrando a St Giles, trovi tutti gli elementi che ti aspetteresti di trovare in una chiesa scozzese, ma quello che sorprende sono le proporzioni tra i diversi elementi.

La navata e il presbiterio sono all’incirca della stessa lunghezza, perciò il transetto e la torre si trovano al centro della chiesa, invece che verso l’estremità orientale. Gli elementi creano una forma rettangolare abbastanza ampia e differente dal solito.

Sebbene la forma e la grande scala di Saint Giles rimandino una sensazione di spazio, le numerose file di colonne e il livello inferiore della volta sopra il transetto, spezzano l’interno, limitando le viste e dando un senso di aree separate ma interconnesse.

Thistle Chapel - st giles edinburgh
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Thistle Chapel edimburgo
Thistle Chapel - st giles
Thistle Chapel sti giles

La Cappella del Cardo – The Thistle Chapel

La Cappella del Cardo o The Thistle Chapel, venne istituita nel 1911 e si trova all’angolo sud-est di St Giles. Divenne la casa dei Cavalieri del Cardo, un ordine cavalleresco associato alla Scozia, che risale al 1687.

Per entrare nella Thistle Chapel ci sono due ingressi: uno esterno, tramite una porta sul lato Est di St Giles, uno interno passando per la navata Sud del coro.

Ma perché scegliere il cardo per questa cappella? Come ti ho già raccontato, il cardo è un simbolo scozzese, un emblema di questa Nazione. Non sorprende dunque che sia stato scelto questo nome, così tanto evocativo per la Scozia.

Robert Lorimer, commemorato con una targa all’interno di St Giles, progettò la cappella del cardo in stile neo-gotico, rinomata per le intricate sculture in legno di animali e fiori e per lo straordinario soffitto in foglia d’oro, che la rendono una delle gemme nascoste di Edimburgo.

Quando entri nella Thistle Chapel sarai circondato da intricate sculture, dove vedrai anche il famoso angelo che suona la cornamusa. Ci sono sedici sedie, una per ogni Cavaliere dell’Ordine, una per il sovrano e due sedie reali. La cappella contiene molti dettagli, sia religiosi che araldici, in gran parte scozzesi.

Descrive la meraviglia di questa cappella è impossibile, perché i giochi di luce, le vetrate e l’opulenza dei particolari, tolgono veramente il fiato! Lungo i lati della cappella si trovano gli stalli dei Cavalieri, ricoperti da baldacchini scolpiti con simboli araldici e le creste dei Cavalieri al di sopra. Il più ricco è riservato a quello del sovrano.

Alla fondazione dell’Ordine del Cardo nel 1687, Giacomo VII ordinò che l’Abbazia di Holyrood fosse allestita come cappella per i Cavalieri, ma l’anno successivo una folla ne distrusse l’interno. Successivamente, i cavalieri del cardo non ebbero una loro cappella da oltre 200 anni.

Nel 1906 Ronald Leslie-Melville, donarono 24.000 sterline e Edoardo VII ordinò che fosse costruita una nuova cappella per L’ordine del cardo a Saint Giles.

L’Ordine è composto solo da sedici membri, donne e uomini scozzesi che hanno compiuto atti di servizio o di lavoro significativi. Il Re è l’unico che può eleggere un nuovo membro e solo quando un altro muore. Far parte dell’Ordine del Cardo è una delle maggiori onorificenze a cui si possa ambire.

Il santo patrono dell’Ordine dei Cavalieri del Cardo è Saint Andrews e i membri dell’ordine si incontrano qui ogni anno, nel giorno dedicato al Santo e tutti presenziano al Servizio dell’Ordine del Cardo.

burns window plaque
vetrate
finestra di robert burns

Cosa non perdere visitando la cattedrale di St Giles a Edimburgo

Sono molte le cose interessanti a cui prestare attenzione, quando visiti l’interno di St Giles Cathedral e molti cercheremo di vederli all’intero di questa guida, ma tra le cose più importanti da non perdere, ti segnalo:

  • La finestra dedicata a Robert Burns
  • La statua di John Knox
  • La finestra dedicata a St Andrews
  • Cutty Stool, il famoso banchetto lanciato durante una funzione
  • L’angolo degli scrittori – Writer’s Corner
  • L’organo Rieger
  • La copia del National Covenant
  • La cappella del Cardo
  • Dr Elsie Inglis Memorial
  • Le navate e le splendide cappelle
  • I tanti memoriali e corridoi
  • I dettagli nascosti
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rieger organ 2

Dr Elsie Inglis Memorial

La dottoressa Elsie Inglis (1864-1917), fu una pioniera per la sua epoca: una donna medico-chirurgo, convinta sostenitrice del movimento per il voto alle donne. Quando nel 1914 fu dichiarata guerra alla Germania aveva quasi cinquant’anni, ma si precipitò al War Office per offrire i suoi servizi.

Le risposero di andare a casa e stare ferma, tuttavia, imperterrita, Elsie fondò lo Scottish Women’s Hospitals for Home and Foreign Service, istituendo unità interamente femminili in Francia e Serbia.

Appassionata sostenitrice della causa serba, fu internata e poi rimandata a casa quando la Serbia fu invasa. Fondò così una nuova unità ospedaliera in Russia, ma a quel punto era già malata terminale. Morì il 26 novembre 1917, il giorno dopo il suo ritorno a Newcastle. Il suo corpo fu esposto a St Giles, dove era stata membro della congregazione, con la bara coperta con la Union Jack e la bandiera serba.

Al suo affollato funerale parteciparono importanti rappresentanti serbi e fu sepolta al Dean Cemetery di Edimburgo. Nel 1920, la sua organizzazione Scottish Women’s Hospitals chiese di erigere un monumento in suo onore nella cattedrale.

Fu progettato dall’architetto Sir Frank Mears e dallo scultore Pilkington Jackson, che lo scolpì da un unico blocco di pietra rosa, estratta in Francia e montata su una base di ardesia. Ispirata alla scultura del XII secolo, mostra tre alti angeli che portano i simboli di Fede, Speranza e Carità. Fu svelata nella navata della Santa Croce nel 1921 dall’eminente medico donna, la dottoressa Mary Scharlieb, che aveva conosciuto la dottoressa Inglis.

la cattedrale di st giles

Saint Giles: Navata Nord e cappelle

The Albany Aisle è costituito da due campate sotto un soffitto in pietra a crociera. La parete nord della navata laterale contiene una cavità tombale.

Le volte del soffitto sono sostenute da un pilastro a fascio, che sostiene un capitello e un abaco ottagonale su cui si trovano gli stemmi dei donatori della navata: Robert Stewart, Duca di Albany e Archibald Douglas.

A est ci sono due pietre di colore chiaro, che si trovano sotto il memoriale della campagna egiziana dei Black Watch, che segnano il sito della porta normanna. Il portale, rimosso alla fine del XVIII secolo, era l’unico elemento presente della chiesa romanica.

L’arco a sesto acuto della porta delle scale incornicia il monumento ai caduti della Seconda Guerra di Boera del Secondo Battaglione dei Royal Scots Fusiliers. A est c’è un’acquasantiera incassata.

In passato c’erano due cappelle a Nord delle due campate, ma solo St Eloi sopravvive. Il suo soffitto ha una volta a botte e nella parete spicca un capitello romanico della chiesa originale, scoperto durante lo sgombero delle macerie nel 1880.

Gli effetti del restauro del 1826 iniziati da William Burn si notano parecchio nella navata Sud della cattedrale. Le navate attuali hanno sostituito l’originale navata sud e le cinque cappelle di John Primrose, John Skuyer e John of Perth del 1387.

Nel 1513, Alexander Lauder di Blyth commissionò una navata, di cui sopravvive solo The Holy Blood Aisle – il sacro Sangue, che prende il nome dalla Confraternita del Sacro Sangue. Un’elaborata nicchia tombale tardo gotica occupa la parete sud della navata.

st eloi aisle - cattedrale edimburgo
St Eloi Aisle
the holy blood aisle
The Holy Blood Aisle

Corridoi e transetti – Saint Giles Cathedral

I pilastri del transetto probabilmente sono la parte più antica dell’attuale chiesa e risalgono al 1400. All’estremità occidentale di St John’s Chapel (1395) c’era una scala a chiocciola, che durante il restauro Burn ricollocò nello spesso muro, tra St Eloi Aisle e il transetto nord.

Inizialmente il transetto sud si estendeva solo fino alla linea delle navate meridionali e venne ampliato gradualmente, man mano che venivano aggiunti Preston Ailse, Chepman Ailse e Holy Blood Aisle.

The Moray Aisle ha una vetrata dedicata alle scene della vita di David e nello stesso corridoio c’è un rilievo in bronzo dedicato a Robert Louis Stevenson.

Holy Blood Aisle ospita una vetrata dedicata all’assassinio del conte di Moray: la parte superiore rappresenta l’assassinio del conte mentre la parte inferiore, John Knox che predica il servizio funebre. Un’iscrizione tratta dall’apocalisse recita “Beati i morti che muoiono nel Signore“.


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le favolose vetrate della cattedrale di St Giles

Le splendide vetrate della cattedrale di St Giles

St Giles è rinomata per le sue bellissime vetrate colorate, alcune delle quali risalgono alla fine del 1800. La cattedrale nasconde una miriade di dettagli architettonici, oggetti, memoriali e statue uno più bello dell’altro e ogni volta che torno a visitarla, mi accorgo di quanti particolari scopro, che non avevo notato la volta precedente.

Nel 1860, il presbiterianesimo scozzese aveva cambiato atteggiamento verso il vetro colorato e secondo William Chambers era essenziale inserire nuove vetrate per restaurare St Giles. Ce ne sono di meravigliose, come quella dedicata ai Santi di cui ti accennavo all’inizio di questo articolo.

L’azienda di James Ballantine e Ballantine & Son ha prodotto alcune delle splendide vetrate che adornano St Giles, come: il figliol prodigo, la parabola delle vergini sagge e sciocche, la parabola dei talenti e la vetrata di Preston Aisle, raffigurante San Paolo.

Un’altra splendida finestra è quella di Holy Blood Aisle, che raffigura l’assassinio e il funerale di Regent Moray. Questa è l’unica finestra della chiesa che raffigura eventi della storia scozzese.

Molti si lamentavano del fatto che a Edimburgo mancasse un memoriale importante dedicato a Robert Burns, così nel 1985 istallarono sopra l’ingresso della cattedrale di Saint Giles, una finestra di vetro colorato dedicata al Bardo scozzese.

La finestra celebra i temi principali del lavoro del poeta: natura, umanità e amore. Il traforo più in alto, contiene una rappresentazione del sole che sboccia “come una rosa rossa rossa“.

robert louis stevenson
Robert Louis Stevenson – foto del nostro amico scozzese Michael Docherty
cattedrale edimburgo - saint giles - saint giles cathedral
St Giles Edinburgh

I memoriali a Saint Giles Cathedral

Sono oltre 100 i memoriali ospitati nella cattedrale di St Giles, che onorano la memoria di illustri scozzesi e soldati caduti e la maggior parte risale al XIX secolo. Ne elencherò solo alcuni perché descriverli tutti in solo articolo sarebbe impossibile.

Nel periodo medievale, il pavimento era fatto con pietre commemorative e ottoni, gradualmente cancellati dopo la Riforma. L’installazione dei monumenti commemorativi è stata una componente importante dei piani di William Chambers per rendere Saint Giles “l’Abbazia di Westminster in Scozia“.

Gli incavi delle tombe medievali sopravvivono nella navata Preston, del Sacro Sangue, Albany e nella navata Nord del coro; accanto a questi si trovano frammenti di pietre commemorative. Un monumento a Regent Moray si trova nella navata del Sacro Sangue mentre una lapide commemora John Stewart, 4° conte di Atholl, sepolto nella navata di Chepman nel 1579.

cattedrale di st egidio edimburgo - saint giles cathedral

La maggior parte dei memoriali installati tra il restauro di Burn e quello successivo, si trovano nel transetto Nord.

Tra questi spicca un’enorme targa sormontata da un’urna per commemorare George Lorimer, eroe dell’incendio del Theatre Royal. William Chambers, commissionò una targa per Walter Chepman, che si trova in Chepman Aisle. Lo stesso Chambers è ricordato da una grande targa in una cornice di marmo rosso nella Chambers Aisle.

Il primo memoriale installato dopo il restauro delle Camere è una targa in ottone dedicata a Dean James Hannay, il chierico che lesse il libro di preghiere di Carlo I nel 1637, che scatenò una rivolta. C’è anche un monumento a Jenny Geddes che lanciò uno sgabello a Hannay.

I più grandi monumenti commemorativi del periodo vittoriano sono quello di James Graham, primo marchese di Montrose nella navata Chepman e del suo rivale Archibald Campbell, primo marchese di Argyll, nella navata di St Eloi; entrambi a grandezza naturale, in alabastro e marmo.

st giles edimburgo
st giles organo East Sanctuary 2

Il coro e l’Organo Rieger

L’organo Rieger, all’interno della cattedrale di St Giles, è stato costruito nel 1992 con una cassa distintiva in quercia austriaca, disegnata da Douglas Laird. Se vuoi vederlo si trova nel transetto sud.

L’attuale organo ha mantenuto solo alcuni dettagli dello strumento precedente, che risaliva al 1940; inoltre i sette tubi più bassi del vecchio organo sono montati sul retro della cassa e i tubi metallici fanno parte della facciata.

Il coro è definito come “il più bel pezzo di architettura della chiesa parrocchiale tardo medievale in Scozia“. Costruito inizialmente come vestibolo della chiesa, era unico in Scozia. Verso la metà del XV secolo aggiunsero due campate all’estremità orientale e alzarono la sezione centrale per creare un lucernario sotto un soffitto a volta in pietra.

Uno dei due pilastri aggiunti è noto come “Pilastro del Re” in quanto il suo capitello reca lo stemma di Giacomo III, Giacomo II, Maria di Guelders e della Francia. L’altro pilastro è noto come “Pilastro della città” perché il capitello porta lo stemma di William Preston di Gorton, James Kennedy, vescovo di St Andrews; Nicholas Otterbourne, vicario di Edimburgo e della città di Edimburgo sulla sua parete sud.

The Preston Aisle - st giles edimburgo - saint giles cathedral
The Preston Aisle

I corridoi del coro e le cappelle

Chambers Aisle è una cappella creata da MacGibbon e Ross come memoriale di William Chambers.

Preston Aisle, prende il nome da William Preston di Gorton, che ha donato l’osso del braccio di Saint Giles alla chiesa (ti racconto tutti i dettagli nella storia di Saint Giles).

Chepman Aisle, si trova vicino a Preston Aisle. Il soffitto della navata è una volta a botte a sesto acuto e il motivo centrale raffigura un angelo che porta le braccia di Chepman infilzate con quelle della sua prima moglie, Mariota Kerkettill. Walter Chepman era un mercante, un notaio e funzionario statale che prestò servizio alla corte scozzese durante i regni di Giacomo IV e Giacomo V.

In collaborazione con Androw Myllar, fondò la prima macchina da stampa scozzese nel 1508. Chepman era un importante patrono della cattedrale di St Giles e quando morì nel 1532, fu sepolto nella cappella che aveva istituito conosciuta come The Chepman Aisle.

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Chepman Aisle
The Chambers Aisle - st giles
Chambers Aisle

Bandiere e araldica alla cattedrale di Edimburgo

Camminando lungo le navate e i vari meandri di St Gile’s, avrai sicuramente notato molte bandiere e simboli araldici.

Alzando gli occhi puoi vedere i colori del reggimento che furono appesi nella navata Moray. Gli stendardi degli attuali Cavalieri del Cardo sono appesi invece nella navata Preston, vicino all’ingresso della Cappella del Cardo.

Lo stendardo di Douglas Haig si trova nella Chambers Aisle. Un grande pannello di legno che mostra lo stemma di Giorgio II, è appeso al muro della torre sopra all’estremità occidentale del coro. Risale al 1736 ed è stato dipinto da Roderick Chalmers.

All’interno della Cattedrale di St. GIles vedrai anche l’unicorno, l’animale simbolo della Scozia, che ovviamente non poteva mancare in questo luogo, così ricco di simbolismi e richiami. Nella foto qui sotto ne hai uno splendido esempio!

lo stemma di re giorgio II - saint giles - saint giles cathedral
the national covenant

The National Covenant

Esposto in un pannello di legno, c’è una copia del famoso documento noto come The National Covenant, un manifesto elaborato nel 1638 da quelli che si opposero ai cambiamenti che Charles I aveva intenzione di introdurre nella Chiesa di Scozia.

Fu scritto da Alexander Henderson, che l’anno seguente sarebbe diventato uno dei ministri di St Giles e Archibald Johnston di Wariston, un avvocato membro della congregazione. Inizia con la confessione di fede firmata nel 1581 dal padre del re, Giacomo VI e continua con una lunga lista di vecchi atti del Parlamento che colpiscono la chiesa scozzese.

Mentre tutti giurano fedeltà al re, i firmatari del National Covenant hanno sottolineato la loro determinazione a difendere ciò che per loro era “la vera religione”. L’atto fu firmato nella vicina chiesa di Greyfriars e vennero fatte delle copie di pergamena che circolarono in tutto il paese, in modo che altre persone potessero aggiungere le loro firme. Lo scontro tra il re e i Covenanters portò alle guerre dei vescovi del 1639 e del 1640.

Varie copie originali del National Covenant sono sopravvissute, nei registri nazionali della Scozia e altrove. Questo, firmato da persone illustri come il Marchese di Montrose e i Conti di Rothes e Cassilis, è stato inviato a Linlithgow e dato al Laird di Dundas. Rimase tra i beni dei suoi discendenti fino al 1924, quando venne acquistato da Andrew Baxentino & Sons, librai di Edimburgo.

In seguito, Alexander Wallace W.S., uno degli anziani di St Giles’ lo acquistò, mettendolo in una semplice cornice di quercia con un cardo scolpito in ogni angolo e lo portò alla Cattedrale il 31 maggio 1926.

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La cattedrale di St Giles – facciata esterna

L’esterno della chiesa, ad eccezione della torre, risale quasi interamente al restauro di William Burn del 1829-33. Prima di tutto questo lavoro, St Giles aveva un aspetto unico e complesso, come risultato dei numerosi ampliamenti della chiesa.

Burn ha rivestito l’esterno dell’edificio con un bugnato di arenaria grigia proveniente dal Fife e ha collaborato con Robert Reid, l’architetto dei nuovi edifici in Parliament Square, per far si che gli esterni dei loro edifici si completassero a vicenda. William Burn modificò il profilo della chiesa: ampliò i transetti, creò un lucernario nella navata, aggiunse nuovi portali nel fronte ovest e replicò la cresta a cuspide per tutto il parapetto.

Ci sono due porte di accesso alla Cattedrale di St Giles: la Porta Ovest che ora è l’ingresso principale e la Porta Est, oggi raramente utilizzata. Sopra la porta est c’è una statua di Sant’Andrews, il santo patrono della Scozia.

Il portale a ovest risale al restauro vittoriano ed è fiancheggiato da nicchie contenenti piccole statue di monarchi scozzesi e uomini di chiesa, opera di John Rhind, che ha scolpito anche il rilievo di Saint Giles nel timpano, ritratto con un capriolo che aveva salvato da una freccia mortale con la sua mano.

I portici perduti di St Giles risalgono alla fine del XV secolo e furono eguagliati solo da quelli di St John’s Kirk a Perth e St Michael’s Kirk a Linlithgow come i più grandiosi portici a due piani delle chiese medievali scozzesi. I portici di St Giles possedevano un arco d’ingresso sotto una finestra a bovindo, che Burn replicò in una nuova porta a ovest del Moray Aisle.

la statue di St giles
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st giles edimburgo

Le statue che decorano l’esterno

Tra le statue che si possono ammirare all’esterno della cattedrale di St Giles abbiamo quella di William Forbes, primo vescovo di Edimburgo, sepolto in questa cattedrale e Alexander Henderson, un ministro presbiteriano, nominato decano della cappella reale di Holyrood quando re Carlo visitò la Scozia nel 1641, sepolto a Greyfriar’s.

Non manca un omaggio a Re Giacomo I, divenuto re alla morte del padre nel 1406, ma incoronato a Scone Palace solo nel 1423, dopo 17 anni di prigionia a Londra. Mentre era in prigione, suo zio Robert di Albany governava la Scozia ed era felice che Giacomo fosse rinchiuso. Quando alla fine James I fu rilasciato, iniziò a restaurare la monarchia e confiscò le terre dei nobili ribelli, compresi i duchi di Albany.

Altra statua degna di nota quella di Re Giacomo VI di Scozia e I d’Inghilterra. Figlio di Maria Stuarda e Henry Darnley, Giacomo nacque nel Castello di Edimburgo nel 1566 e divenne re di Scozia all’età di tredici mesi. Nel 1603, divenne anche re d’Inghilterra e Irlanda e regnò su tutte e tre per 22 anni. Con 57 anni e 246 giorni, il suo regno in Scozia fu il più lungo di qualsiasi altro re precedente. Il Re morì nel 1625 all’età di 58 anni e fu sepolto nell’Abbazia di Westminster.

Ti segnalo anche la statua di Re Robert The Bruce, diventato re di Scozia il 25 marzo del 1306. Nella battaglia di Bannockburn, guidò gli scozzesi e sconfisse gli inglesi di re Edoardo II. Per confermare una monarchia scozzese indipendente nel 1320 fu inviata una lettera a Papa Giovanni XXII nella quale si dichiarava che Robert the Bruce era il legittimo monarca scozzese.

Questa lettera, nota come “Dichiarazione di Arbroath” affermava l’antichità del popolo scozzese e della sua monarchia. Nel 1324, Robert ricevette il riconoscimento papale come re di una Scozia indipendente. Morì il 7 giugno del 1329 e venne sepolto nell’abbazia di Dunfermline, mentre il suo cuore riposa nell’abbazia di Melrose.

Gavin Douglas nacque nel 1474 a Tantallon Castle. Era un vescovo scozzese nominato prevosto di St. Giles intorno al 1501, poeta della corte reale e traduttore. Douglas è famoso per la sua traduzione dell’Eneide di Virgilio in scozzese.

Ultima statua da notare è quella di John Knox, nominato ministro di St. Giles nel 1560. John Knox era considerato il più grande riformatore nella storia della Scozia, morì il 24 novembre 1572 a Edimburgo. Il suo epitaffio recita: “Qui giace un uomo che nella sua vita non ha mai temuto la faccia dell’uomo, che è stato spesso minacciato con il pugnale, ma che tuttavia ha concluso i suoi giorni in pace e onore“.

cattedrale di st giles

La torre e il campanile di St Giles

La torre è stata costruita tra il 1486 e il 1655. Il piano superiore della torre ha grappoli di tre aperture su ciascun lato e fino al 1911 c’era un quadrante di orologio in seguito rimosso.

Il campanile della cattedrale di St Giles (1460-67) è uno dei monumenti più famosi e caratteristici di Edimburgo ed è uno degli unici due campanili medievali sopravvissuti in Scozia; l’altro si trova al King’s College di Aberdeen. John Hume lo definì “un sereno ricordo delle aspirazioni imperiali dei defunti monarchi Stewart“.

Fino al 1821, c’era un altro campanile della corona, a St Michael Church a Linlithgow. Il campanile di St Giles è unico tra quelli della corona medievale, perché composto da otto contrafforti: quattro che spuntano dagli angoli e quattro dal centro di ciascun lato della torre.

La cattedrale di St Giles: accenni storici

St Giles è uno degli edifici parrocchiali medievali più importanti della Scozia. La prima St Giles era un piccolo edificio romanico, di cui rimangono solo dei frammenti. Re Alessandro I (morto quello stesso anno) e Re Davide I, figli di re Malcolm e Santa Margherita, fondarono St Giles nel 1124 sulle fondamenta della preesistente St Cuthbert’s Church.

Secondo la leggenda, Sant’Egidio era un eremita greco del VII secolo che viveva nelle foreste vicino a Nîmes, nel sud della Francia e il suo unico compagno era un cervo addomesticato. Un giorno mentre il re dei Visigoti cacciava, sparò al cervo, solo per vederlo protetto tra le braccia di Giles, ferito alla mano dalla sua freccia.

Il re rimase impressionato dal sant’uomo, tanto che tornò molte volte a fargli visita e alla fine, lo persuase a diventare l’abate di un monastero che aveva fondato per lui. Giles divenne il santo patrono dei lebbrosi, delle madri che allattano e degli zoppi. Molte chiese sono dedicate a questo Santo come quella di Elgin, nel nord della Scozia, forse perché la lebbra era un terribile flagello.

Una variante della leggenda racconta che Saint Giles diede la sua ricchezza ai poveri e alla fine si stabilì nella Francia rurale, dove visse una vita semplice di solitudine.

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Le incursioni e la ricostruzione

Nel 1320 gli scozzesi firmarono la dichiarazione di Arbroath: una lettera al Papa che affermava l’indipendenza della Scozia dall’Inghilterra. Due anni dopo, re Edoardo II d’Inghilterra, inviò un esercito a Nord con l’intenzione di causare danni e St Giles, che all’epoca era una piccola chiesa romanica, che fu gravemente danneggiata da un incendio come gran parte di Edimburgo.

A St Giles si tenne una riunione segreta dell’Auld Alliance tra Scozia e Francia nel 1384, dove si pianificò un’incursione in Inghilterra. L’anno successivo re Riccardo II d’Inghilterra inviò un grande esercito per distruggere la cattedrale di St Giles e altre chiese scozzesi.

Gran parte dell’edificio è sopravvissuto, ma i segni neri delle fiamme sui pilastri restarono visibili fino al XIX secolo. Restaurarono ed eressero le cappelle laterali a Saint Giles solo nel 1390, grazie all’aiuto dei mercanti di Edimburgo e di membri di spicco della comunità come il Duca di Albany.

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Preston Ailse

Nel 1455 dopo che Sir William Preston lasciò in eredità alla chiesa alcune reliquie di St Giles – un osso del braccio e un anello di diamanti – costruirono nella chiesa un’altra navata in sua memoria, nota come Preston Ailse.

Le reliquie sono scomparse e nessuno seppe mai se fossero autentiche, ma lo stemma di Preston scolpito con le teste di tre unicorni si trova ancora nel corridoio. Sembra che nel 2002 alcuni operai trovarono un osso di un braccio nascosto in un soppalco sopra la navata della Santa Croce, una delle parti più antiche dell’edificio ma ancora non è certo a chi appartenesse

Nel XVI secolo nella tua chiesa c’erano circa 50 altari laterali, oltre all’altare maggiore dedicato a Sant’Egidio. Le autorità cittadine fecero una petizione affinché Saint Giles diventasse una collegiata, uno status prestigioso che poteva essere conferito solo dal Papa. Dopo il fallimento delle prime petizioni lo ottennero nel 1466 grazie a Papa Paolo II.

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Saint Giles Cathedral e i tumulti protestati

Il protestantesimo cominciava a prendere sempre più piede in Scozia nel 1558. Una notte rubarono dalla Chiesa una statua di St Giles e la gettarono nel Nor’ Loch di Edimburgo, un putrido specchio d’acqua che un tempo riempiva i giardini di Princes Street.

I protestanti interruppero anche la tradizionale parata del giorno di St Giles, rubarono dalla chiesa immagini della Vergine, di San Francesco e della Trinità.

Le idee luterane circolavano nel paese del 1520, ma re Giacomo V si rifiutò di rompere con Roma e sostenne la tradizionale alleanza della Scozia con la Francia. Quando morì nel 1542, il trono passò alla figlia Mary, che aveva sei giorni di vita.

La vedova, Mary de Guise esercitò una notevole influenza e divenne reggente nel 1554. Mary de Guise offrì l’Abbazia di Holyrood come luogo di culto per coloro che desideravano rimanere nella fede cattolica romana, mentre St Giles avrebbe servito i protestanti di Edimburgo

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John Knox e i suoi sermoni infuocati

John Knox era un predicatore scozzese che si convertì al protestantesimo nel 1540 e fuggì all’estero in esilio. A Ginevra conobbe il riformatore francese Giovanni Calvino. Al suo ritorno in Scozia, Knox marciò con un esercito di seguaci fino a St Giles, dove tenne un infervorato sermone nel 1559.

La settimana successiva lo elessero ministro e spogliarono l’edificio delle sue decorazioni cattoliche: rimossero le vetrate colorate e fusero l’argento della vecchia chiesa per venderlo e raccogliere fondi per la ristrutturazione.

Knox nei suoi sermoni infuocati attaccava sia la Chiesa che Mary de Guise, sostenendo la necessità di un cambiamento. La Scozia era diventata un campo di battaglia, che si concluse con la morte di Mary de Guise il 12 giugno 1560. Il 6 luglio i francesi e gli inglesi firmarono il Trattato di Edimburgo, concordando che tutte le truppe straniere dovessero lasciare la Scozia.

high kirk di edimburgo
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La cattedrale di St Giles diventa protestante

Il parlamento scozzese abolì l’autorità del Papa nel 1560 e decretò la Scozia un paese protestante, anche se la sua regina Mary, Queen of Scots, era cattolica. La cattedrale di St Giles dopo 400 anni non è più una chiesa cattolica.

Quando Mary, Queen of Scots, tornò dalla Francia per prendere il suo trono in Scozia, Knox la ammonì in diverse occasioni per la sua fede cattolica. Annunciarono a St Giles il suo secondo e terzo matrimonio e inchiodarono fuori dalla porta della chiesa, l’accusa che collegava il suo terzo marito Bothwell, all’omicidio di Lord Darnley.

Nel 1567 quando Mary, regina di Scozia fu deposta, gli successe il figlio neonato Giacomo VI e Saint Giles Cathedral divenne un punto focale della guerra mariana. Il reggente Moray, era uno dei principali oppositori di Mary e dopo il suo assassinio nel 1570 venne sepolto all’interno della chiesa. John Knox tenne il sermone e c’è anche una vetrata che ricorda questo evento.

Knox servì come ministro di St Giles fino al 1572. Durante questi anni difficili, usarono alcune parti della chiesa per scopi insoliti, tra cui un negozio per la Fanciulla (la ghigliottina) e una prigione per prostitute e puttane.

Il ruolo della chiesa nella Riforma scozzese e nella ribellione dei Covenanters le ha valso il titolo di “Chiesa Madre del Presbiterianesimo Mondiale“.

jenny geddes, cattedrale di st giles

Re Carlo I tenta di imporre il culto anglicano

Scozia e l’Inghilterra dopo l’Unione delle Corone del 1603, condividono lo stesso monarca, sebbene i due paesi avessero ancora legislature separate. Nel 1637, re Carlo I tentò di allineare la chiesa presbiteriana scozzese, alla chiesa inglese anglicana.

L’opposizione scozzese arriva al culmine quando Carlo I tentò di imporre un nuovo libro di preghiere a St Giles, elevandola a stato di cattedrale. Una donna del posto, Jenny Geddes raccolse il suo sgabello e lo lanciò al predicatore, dando inizio a una rivolta.

I principali avversari di Carlo I in Scozia, si incontrarono a Greyfriars Kirk di Edimburgo, per firmare il National Covenant nel 1638. Una copia di questo documento si trova in mostra a St Giles.

I Covenanters chiedevano il mantenimento delle libertà religiose e dell’indipendenza della chiesa scozzese. Durante le successive Guerre dei Tre Regni, imprigionarono Sir John Gordon di Haddo in una stanza di Saint Giles, che divenne nota come Haddo’s Hole.

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L’arrivo di Bonnie Prince Charlie

Nel 1700 istallarono delle campane musicali nella guglia della chiesa.

Quando fu emanato l’Atto di Unione tra Scozia e Inghilterra, secondo la tradizione, le campane di Saint Giles suonarono le note di “perché dovrei essere così triste il giorno del mio matrimonio” catturando l’umore generale della popolazione. I ricordi dei Covenanters erano ancora profondi e la garanzia dell’autonomia della Chiesa di Scozia era una delle condizioni primarie per l’Unione.

La causa giacobita raccolse slancio in tutta la Scozia, specialmente nelle Highlands e nel 1745 annunciarono a St Giles l’arrivo di Bonnie Prince Charlie a Edimburgo.

I magistrati si riunirono nella chiesa per ricevere il messaggio che gli ordinava di arrendersi alla città. I sostenitori di Bonnie Prince Charlie, si sono allineati lungo il Royal Mile per vederlo mentre andava a istituire una corte giacobita a Holyrood Palace.

Dal 1758 al 1800, Hugh Blair, una figura di spicco dell’Illuminismo scozzese e moderato religioso, servì come ministro dell’High Kirk. I suoi sermoni erano famosi in tutta la Gran Bretagna e attrassero nella chiesa anche Robert Burns e Samuel Johnson.

Le ristrutturazioni finali della cattedrale di St Giles

Dopo la riforma la cattedrale di St Giles era suddivisa in quattro chiese separate: una stanza di riunione per l’Assemblea generale della Chiesa di Scozia, un ufficio di polizia e una casa dei vigili del fuoco. Nel 1872 appariva ormai in rovina.

Esternamente si vedeva poco della chiesa, perché avevano costruito il Vecchio e il Nuovo Tolbooth e una serie di negozi sul lato nord della Chiesa. Tra il 1807 e il 1833 ripulirono Saint Giles dagli edifici circostanti e la dotarono di un nuovo esterno. Rimossero la maggior parte delle cappelle aggiunte nei secoli precedenti e semplificarono lo spazio interno.

William Chambers ristrutturò la cattedrale e finalmente sparirono dai pilastri i danni secolari dell’incendio, causati dall’incursione inglese del 1385. Intonacò di fresco le le pareti e rifece i pavimenti con piastrelle decorate.

St Giles e le spoglie della regina Elisabetta

Come sicuramente già saprai l’8 settembre del 2022, la regina Elisabetta è morta in Scozia, nel suo amato castello di Balmoral. Come previsto dell’operazione unicorno, la salma delle sovrana è stata trasportata nella cattedrale di St. Giles dopo una processione lungo il Royal Mile.

Il feretro della Regina è stato esposto all’intero della cattedrale di St Giles per dar modo ai suoi sudditi di darle l’ultimo saluto, prima di essere riportato in Inghilterra per i solenni funerali di Stato.

Milioni di persone provenienti da tutto il Regno Unito e dal mondo intero, sono arrivate in Scozia o in Inghilterra per rendere omaggio a questa sovrana, che ha saputo unito generazioni. Seguirla nel suo ultimo viaggio è stato veramente molto emozionante.

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Informazioni per visitare la cattedrale di St Giles

La cattedrale di Sant’Egidio si trova a Parliament Square e si raggiunge facilmente a piedi, ma se alloggi fuori dal centro di Edimburgo, puoi tranquillamente utilizzare un autobus per spostarti.

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Della torre dell’orologio di Saint Giles, puoi godere di viste panoramiche spettacolari sul centro storico di Edimburgo e inoltre, salendo sul tetto puoi scoprire gli antichi interni in legno. Il tour è per 4 persone e costa £5. Mentre sei quassù osserva il tetto, circondato da angeli, che tengono vari strumenti musicali e uno di loro suona la cornamusa!

Se vuoi puoi aggiungere l’audio guida con l’aggiunta di £3.

Orari di apertura

St Giles può essere visitata gratuitamente, anche se è gradita una donazione simbolica di £6 e se non erro ultimamente è stato aggiunto un piccolo contributo come pass fotografico. Audio guida con qr code in lingua inglese e tedesca, da acquistare al desk al costo di 5,50£.

La cattedrale di Sant Egidio è aperta nei seguenti giorni e orari:

  • Da maggio a settembre:
  • lunedì – venerdì 10:00 – 18:00.
  • Sabato: 9:00 – 17:00.
  • Domenica: 13:00 – 17:00.
  • Da ottobre ad aprile:
  • Da lunedì a sabato: 9:00 – 17:00.
  • Domenica: 13:00 – 16:30.

Tour guidati gratuiti della durata di circa 45 minuti sono disponibili, previa prenotazione, alle 10.30 e alle 14.30. Se ti è piaciuto condividi l’articolo e dicci cosa ne pensi. Hai già visitato la cattedrale di St Giles a Edimburgo? Scrivici nei commenti e se vuoi raccontaci la tua esperienza.

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