La cattedrale di St Giles di Edimburgo è uno dei luoghi simbolo della città, situata lungo il Royal Mile, nel cuore del centro storico. In questa guida scopri cosa vedere a St Giles dall’interno alle attrazioni principali, inclusa la meravigliosa Thistle Chapel, la celebre Cappella del Cardo.
Puoi salvare questo articolo e usarlo come guida pratica (e gratuita) durante la visita: alla fine trovi anche gli orari di apertura e tutte le informazioni utili.
St Giles Cathedral, conosciuta anche come High Kirk of Edinburgh, è un magnifico edificio in stile gotico, inconfondibile nello skyline della capitale scozzese. La sua fondazione risale al 1124, quando re David I promosse la costruzione della chiesa, in un periodo in cui il legame tra Roma e la Chiesa scozzese si stava rafforzando.
Successivamente, lo stesso David I fondò anche l’Abbazia di Holyrood, concedendo all’abate il permesso di costruire abitazioni lungo il crinale che collega l’abbazia alla cattedrale di St Giles: nacque così il borgo di Canongate, dando origine a quello che oggi conosciamo come Royal Mile.
Queste immense cattedrali, così ricche di storia e bellezza, mi trasmettono sempre una sensazione sospesa tra la terra e il cielo. Quando entro, ho l’impressione di percepire gli echi della vita e dei secoli passati.
L’atmosfera che si respira nella cattedrale di St Giles è profonda ma allo stesso tempo serena, una sensazione difficile da descrivere. L’ultima volta che l’ho visitata, i raggi del sole penetravano l’oscurità filtrando dalle vetrate colorate, proiettando caleidoscopi di luce su pilastri e archi in pietra donando a questo luogo sacro un’atmosfera unica.
Nonostante il nome, la cattedrale di St Giles non è una vera cattedrale, ma una delle numerose ex cattedrali della Chiesa di Scozia. Come la Cattedrale di Glasgow o quella di Dunblane, ha mantenuto il titolo per tradizione, pur non avendo più questo status.
La chiesa fu infatti cattedrale solo per due brevi periodi storici, dal 1635 al 1638 e dal 1661 al 1689, quando la presenza dei vescovi nella Chiesa scozzese fu sostenuta dalla Corona. Prima della Riforma protestante, Edimburgo non aveva una propria cattedrale, essendo parte dell’arcidiocesi di St Andrews.





La Cappella del Cardo – The Thistle Chapel
La Cappella del Cardo, nota anche come The Thistle Chapel, si trova all’angolo sud-est di St Giles Cathedral ed è stata istituita nel 1911. È la sede dei Cavalieri del Cardo, l’ordine cavalleresco più prestigioso della Scozia, fondato nel 1687.
Per visitare la Thistle Chapel ci sono due ingressi: uno esterno, sul lato Est di St Giles, e uno interno, attraverso la navata sud del coro.
Ma perché scegliere il cardo? Questo simbolo è da sempre legato alla Scozia e alla sua identità nazionale. Non sorprende quindi che sia stato scelto come emblema per la cappella, evocando la storia e il prestigio della nazione.
Progettata dall’architetto Robert Lorimer, commemorato con una targa all’interno di St Giles, la cappella è in stile neo-gotico e colpisce per le intricate sculture in legno di animali e fiori e per il soffitto in foglia d’oro, che ne fanno una delle gemme nascoste di Edimburgo. All’interno, il famoso angelo che suona la cornamusa accoglie i visitatori. Ci sono sedici sedie, una per ogni Cavaliere dell’Ordine, una per il sovrano e due sedie reali.
La cappella è ricca di dettagli religiosi e araldici, in gran parte scozzesi, e ammirare gli stalli con i baldacchini scolpiti e le creste dei cavalieri è un’esperienza che lascia senza fiato. Il più ricco è riservato al sovrano.
La storia dell’Ordine del Cardo è affascinante: alla sua fondazione, Giacomo VII volle allestire l’Abbazia di Holyrood come cappella per i cavalieri, ma l’anno successivo una folla ne distrusse l’interno. I cavalieri non ebbero una loro cappella per oltre 200 anni, fino a quando, nel 1906, Ronald Leslie-Melville donò 24.000 sterline e Edoardo VII ordinò la costruzione della nuova cappella per l’ordine del cardo a St Giles.
Oggi l’Ordine del Cardo è composto da sedici membri, uomini e donne scozzesi che si sono distinti per servizio o meriti significativi. Solo il Re può eleggere un nuovo membro, e solo alla morte di un altro. Essere nominati cavalieri del Cardo è una delle più alte onorificenze scozzesi a cui si possa ambire.
Il santo patrono dell’Ordine dei Cavalieri del Cardo è Saint Andrews, e i membri si riuniscono ogni anno nella Thistle Chapel per celebrare il Servizio dell’Ordine del Cardo, un momento di grande cerimoniale e storia che conferisce alla cappella un fascino unico e solenne.



Cosa vedere nella cattedrale di St Giles
Visitare St Giles Cathedral significa immergersi in secoli di storia e arte. Ci sono molti dettagli e tesori da scoprire all’interno, e questa guida ti aiuterà a non perdere nulla. Tra le principali attrazioni da vedere ti segnalo:
- La finestra dedicata a Robert Burns – un omaggio al poeta nazionale scozzese, ricca di colori e simboli legati alla sua vita
- La statua di John Knox – leader della Riforma scozzese, un punto centrale per chi ama la storia religiosa della Scozia
- La finestra dedicata a St Andrews – raffigura scene legate al patrono della Scozia
- Il Cutty Stool – il famoso banchetto lanciato durante le funzioni, simbolo di giustizia e disciplina ecclesiastica
- L’angolo degli scrittori (Writer’s Corner) – qui molti autori hanno trovato ispirazione, un piccolo angolo ricco di fascino letterario
- L’organo Rieger – maestoso e imponente, spesso protagonista dei concerti
- La copia del National Covenant – documento storico fondamentale per la Scozia del XVII secolo
- La cappella del Cardo (Thistle Chapel) – gioiello artistico della cattedrale, dedicato all’Ordine del Cardo, con dettagli scolpiti straordinari e di cui abbiamo già parlato nel dettaglio
- Le navate e le cappelle laterali – ognuna con la sua storia e i suoi memoriali
- I memoriali e corridoi – tappe obbligate per chi vuole capire la vita della comunità scozzese attraverso i secoli
- I dettagli nascosti – occhi aperti sui piccoli particolari: simboli, stemmi e decorazioni che spesso passano inosservati
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L’interno della Cattedrale di St Giles (St Giles Cathedral)
Entrando a St Giles Cathedral o Saint Giles si percepisce subito un senso di pace. Il silenzio che pervade ogni angolo, unito ai giochi di luce, guida il visitatore alla scoperta dei suoi segreti. Il soffitto è realizzato con materiali e colori differenti, testimoniando la stratificazione storica e artistica della cattedrale.
Tra gli elementi più impressionanti all’interno della cattedrale di Edimburgo spiccano le vetrate colorate, che diffondono una luce calda e accogliente. Tra le mie preferite c’è quella dedicata ai santi: St Columba, St Andrews, St Margareta, St Cuthbert, St Giles e King David I, un vero spettacolo per gli occhi.
Nella navata centrale si nota immediatamente la statua di John Knox, leader della Riforma scozzese e primo pastore protestante della chiesa. Entrando a St Giles, si ritrovano tutti gli elementi tipici di una chiesa scozzese, ma ciò che sorprende sono le proporzioni tra navata, presbiterio e transetto.
La navata e il presbiterio hanno lunghezze simili, collocando transetto e torre al centro della chiesa, piuttosto che verso l’estremità orientale. Questo crea una forma rettangolare ampia e inusuale rispetto alle chiese tradizionali.
Nonostante la sensazione di grande spazio, le numerose file di colonne e il livello inferiore della volta sopra il transetto suddividono visivamente l’interno, creando aree separate ma interconnesse, che invitano a esplorare ogni angolo della cattedrale.



Le splendide vetrate della cattedrale di St Giles
La St Giles Cathedral è famosa per le sue splendide vetrate colorate, alcune delle quali risalgono alla fine del XIX secolo. La cattedrale nasconde una miriade di dettagli architettonici, statue e memoriali: ogni visita rivela particolari che sfuggono a un’occhiata precedente, rendendo ogni esperienza unica.
Nel 1860 il presbiterianesimo scozzese cambiò atteggiamento verso il vetro colorato, e secondo lo storico William Chambers era essenziale aggiungere nuove vetrate per restaurare St Giles. Tra le più significative ci sono quelle dedicate ai santi: St Columba, St Andrews, St Margarte, St Chutebert, St Giles e King David I.
Le vetrate furono realizzate principalmente dall’azienda James Ballantine & Son, che produsse opere come: il figliol prodigo, la parabola delle vergini sagge e sciocche, la parabola dei talenti e la vetrata di Preston Aisle, con raffigurazioni di San Paolo.
Un’altra vetrata notevole è quella di Holy Blood Aisle, che rappresenta l’assassinio e il funerale di Regent Moray, l’unica finestra della cattedrale dedicata a eventi storici scozzesi.
Infine, nel 1985 fu installata sopra l’ingresso principale una vetrata in onore di Robert Burns, il poeta nazionale scozzese. La finestra celebra i temi centrali della sua opera — natura, umanità e amore — e nella parte più alta si trova una rappresentazione del sole che sboccia “come una rosa rossa rossa”.
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Il coro e l’organo Rieger di St Giles Cathedral
All’interno della cattedrale di St Giles, l’organo Rieger è un elemento imponente e affascinante. Costruito nel 1992 con una cassa in quercia austriaca progettata da Douglas Laird, si trova nel transetto sud ed è visibile a chiunque voglia ammirarlo da vicino. L’attuale organo ha conservato solo alcuni dettagli dello strumento precedente, risalente al 1940: i sette tubi più bassi sono montati sul retro della cassa, mentre i tubi metallici contribuiscono alla facciata decorativa.
Il coro di St Giles è considerato “il più bel pezzo di architettura della chiesa parrocchiale tardo medievale in Scozia”. Originariamente costruito come vestibolo della chiesa, era un elemento unico nel suo genere in Scozia. A metà del XV secolo furono aggiunte due campate all’estremità orientale e la sezione centrale fu elevata per creare un lucernario sotto un elegante soffitto a volta in pietra.
Tra i dettagli più affascinanti, i due pilastri aggiunti meritano attenzione: il Pilastro del Re, il cui capitello reca gli stemmi di Giacomo III, Giacomo II, Maria di Guelders e della Francia; e il Pilastro della Città, con lo stemma di William Preston di Gorton, James Kennedy (vescovo di St Andrews) e Nicholas Otterbourne, vicario di Edimburgo, che guarda verso la parete sud della città.
Il mix tra architettura, storia e arte rende il coro e l’organo Rieger una delle attrazioni più interessanti della St Giles Cathedral, sia per gli appassionati di musica sacra che per chi ama scoprire i dettagli medievali della capitale scozzese.

Navata Nord e cappelle laterali della cattedrale di St Giles
La navata nord della cattedrale di St Giles ospita alcune delle cappelle laterali più interessanti, tra cui The Albany Aisle, costituito da due campate sotto un elegante soffitto in pietra a crociera. La parete nord contiene anche una cavità tombale, mentre le volte sono sostenute da un pilastro a fascio con capitello e abaco ottagonale che reca gli stemmi dei donatori della navata: Robert Stewart, Duca di Albany e Archibald Douglas.
A est, due pietre chiare – sotto il memoriale della campagna egiziana dei Black Watch – segnano il sito della porta normanna, rimossa alla fine del XVIII secolo: era l’unico elemento rimasto della chiesa romanica. L’arco a sesto acuto della porta delle scale incornicia il monumento ai caduti della Seconda Guerra di Boera, Secondo Battaglione dei Royal Scots Fusiliers, mentre poco più a est si trova un’acquasantiera incassata.
In passato, due cappelle si trovavano a nord delle campate, ma oggi sopravvive solo St Eloi, con un soffitto a volta a botte e un capitello romanico originale, scoperto durante lo sgombero delle macerie nel 1880.
Gli interventi di restauro iniziati nel 1826 da William Burn sono evidenti soprattutto nella navata sud della cattedrale, che sostituì l’originale navata sud e le cinque cappelle commissionate nel 1387 da John Primrose, John Skuyer e John of Perth.
Nel 1513, Alexander Lauder di Blyth commissionò una navata di cui oggi sopravvive solo The Holy Blood Aisle, dedicata alla Confraternita del Sacro Sangue. La navata custodisce un’elaborata nicchia tombale tardo-gotica che occupa la parete sud, un dettaglio che attira sempre l’attenzione dei visitatori della cattedrale di St Giles.
La navata Nord e i corridoi del coro riflettono secoli di storia scozzese e di restauri della cattedrale avvenuti nel corso del tempo.


Corridoi e transetti della cattedrale di St Giles
I pilastri del transetto di St Giles Cathedral rappresentano probabilmente la parte più antica dell’attuale chiesa e risalgono al 1400. All’estremità occidentale di St John’s Chapel (1395) si trovava una scala a chiocciola che, durante il restauro di William Burn, venne ricollocata all’interno dello spesso muro tra St Eloi Aisle e il transetto nord.
Originariamente il transetto sud si estendeva solo fino alla linea delle navate meridionali e fu ampliato gradualmente con l’aggiunta di Preston Aisle, Chepman Aisle e Holy Blood Aisle, creando un percorso articolato tra cappelle e corridoi.
All’interno di questi corridoi, The Moray Aisle ospita una vetrata dedicata agli episodi della vita di Re David I, mentre nello stesso corridoio si trova un rilievo in bronzo dedicato a Robert Louis Stevenson, un richiamo alla letteratura scozzese.
La Holy Blood Aisle custodisce una vetrata che raffigura l’assassinio del conte di Moray: nella parte superiore si vede il momento dell’attentato, mentre in quella inferiore John Knox predica durante il servizio funebre. L’iscrizione, tratta dall’Apocalisse, recita: “Beati i morti che muoiono nel Signore”, un dettaglio che conferisce al corridoio un’atmosfera solenne e riflessiva.

I corridoi del coro e le altre cappelle della cattedrale di St Giles
All’interno del coro di St Giles Cathedral, diversi corridoi conducono alle cappelle laterali, ciascuna con una storia unica e dettagli architettonici affascinanti.
Chambers Aisle è una cappella creata da MacGibbon e Ross come memoriale a William Chambers, uno dei principali architetti scozzesi del XIX secolo.
Preston Aisle prende il nome da William Preston di Gorton, che donò alla chiesa un reliquiario contenente l’osso del braccio di Saint Giles. Questo gesto ha un significato simbolico profondo nella storia della cattedrale (ti racconto tutti i dettagli nella sezione dedicata alla storia di Saint Giles).
Chepman Aisle si trova vicino a Preston Aisle ed è caratterizzata da un soffitto a volta a botte con sesto acuto. Il motivo centrale raffigura un angelo che porta le braccia di Walter Chepman, infilzate con quelle della sua prima moglie, Mariota Kerkettill. Chepman era mercante, notaio e funzionario di corte durante i regni di Giacomo IV e Giacomo V, oltre a essere un importante patrono della cattedrale.
In collaborazione con Androw Myllar, Chepman fondò la prima macchina da stampa scozzese nel 1508, consolidando il suo ruolo nella cultura e nella storia di Edimburgo. Alla sua morte, nel 1532, fu sepolto nella cappella che aveva istituito, oggi conosciuta come The Chepman Aisle.


I memoriali a Saint Giles Cathedral
La cattedrale di St Giles ospita oltre 100 memoriali che rendono omaggio a illustri scozzesi, soldati caduti e figure storiche. La maggior parte risale al XIX secolo, mentre i resti medievali sopravvivono sotto forma di pietre commemorative e incavi nel pavimento. Ne vederemo solo alcuni perché descriverli tutti in solo articolo sarebbe impossibile.
Durante il periodo medievale, il pavimento era costituito da pietre e inserti in ottone, gradualmente cancellati dopo la Riforma scozzese. L’installazione dei monumenti fu parte integrante del piano di William Chambers per fare di Saint Giles una sorta di “Abbazia di Westminster in Scozia“.
Alcuni esempi significativi:
- Navata Preston, Sacro Sangue, Albany e navata Nord del coro: incavi delle tombe medievali e frammenti di pietre commemorative.
- Navata del Sacro Sangue: monumento a Regent Moray.
- Chepman Aisle: lapide a John Stewart, 4° conte di Atholl (1579).
- Transetto Nord: molti memoriali installati tra il restauro di Burn e quello successivo, tra cui una targa con urna dedicata a George Lorimer, eroe dell’incendio del Theatre Royal.
William Chambers stesso è commemorato da una grande targa in marmo rosso nella Chambers Aisle, mentre per Walter Chepman fu commissionata una targa nella cappella omonima.
Il primo memoriale post-restauro è una targa in ottone dedicata a Dean James Hannay, il chierico coinvolto nella lettura del Libro di Preghiere di Carlo I nel 1637, evento che scatenò una rivolta. Accanto, un monumento ricorda Jenny Geddes, famosa per aver lanciato uno sgabello a Hannay durante la controversia.
I più imponenti memoriali vittoriani sono: James Graham, primo marchese di Montrose, nella navata Chepman e il suo rivale Archibald Campbell, primo marchese di Argyll, nella navata di St Eloi. Entrambi i monumenti sono a grandezza naturale, realizzati in alabastro e marmo, e catturano l’attenzione dei visitatori per la loro maestosità e i dettagli scolpiti.



Dr Elsie Inglis Memorial
Il Dr Elsie Inglis Memorial nella cattedrale di St Giles celebra la vita di una figura straordinaria della Scozia moderna. Elsie Inglis (1864-1917) fu una pioniera: donna medico-chirurgo e convinta sostenitrice del movimento per il voto alle donne.
Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale nel 1914, Elsie, quasi cinquantenne, si presentò al War Office offrendo i suoi servizi, ma le venne risposto di tornare a casa. Nonostante il rifiuto, fondò lo Scottish Women’s Hospitals for Home and Foreign Service, creando unità ospedaliere interamente femminili in Francia e Serbia.
Durante la guerra, Elsie fu internata in Serbia e poi rimandata a casa. Fondò un’altra unità ospedaliera in Russia, ma ormai era gravemente malata. Morì il 26 novembre 1917, il giorno dopo il suo ritorno a Newcastle. Il suo corpo fu esposto nella cattedrale di St Giles, dove era membro della congregazione, con la bara coperta dalla Union Jack e dalla bandiera serba. Il funerale, molto partecipato, vide la presenza di importanti rappresentanti serbi, e Elsie fu sepolta al Dean Cemetery di Edimburgo.
Nel 1920, la sua organizzazione chiese di erigere un monumento in suo onore nella cattedrale. Il memoriale fu progettato dall’architetto Sir Frank Mears e scolpito da Pilkington Jackson da un unico blocco di pietra rosa francese, montata su base di ardesia. La scultura, ispirata all’arte del XII secolo, raffigura tre alti angeli che portano i simboli di Fede, Speranza e Carità.
Il memoriale fu svelato nel 1921 nella navata della Santa Croce da Mary Scharlieb, eminente medico donna e conoscente di Elsie Inglis, consolidando il tributo a una donna che ha cambiato la storia della medicina e dei diritti delle donne in Scozia.


Bandiere e araldica alla cattedrale di Edimburgo
Percorrendo le navate e i corridoi della cattedrale di St Giles, noterai numerose bandiere e simboli araldici che raccontano la storia scozzese.
Alzando lo sguardo, si possono ammirare i colori dei reggimenti appesi nella navata Moray. Gli stendardi degli attuali Cavalieri del Cardo si trovano nella navata Preston, vicino all’ingresso della Cappella del Cardo.
Nella Chambers Aisle è esposto lo stendardo di Douglas Haig, mentre un grande pannello in legno con lo stemma di Giorgio II, dipinto da Roderick Chalmers nel 1736, è appeso al muro della torre sopra l’estremità occidentale del coro.
Non poteva mancare unicorno, l’animale simbolo della Scozia presente in diversi punti della cattedrale. Questo animale rafforza il legame tra la cattedrale di St Giles e la tradizione scozzese, rendendo la visita ancora più suggestiva.


The National Covenant
All’interno della cattedrale di St Giles è esposto un pannello in legno che custodisce una copia del celebre documento storico noto come The National Covenant. Questo manifesto, redatto nel 1638 da coloro che si opponevano ai cambiamenti religiosi voluti da Carlo I, segnò un momento cruciale nella storia della Chiesa di Scozia.
Il documento fu scritto da Alexander Henderson, futuro ministro di St Giles, e da Archibald Johnston di Wariston, avvocato e membro della congregazione. Inizia con la confessione di fede firmata nel 1581 dal padre del re, Giacomo VI, e prosegue con un lungo elenco di atti parlamentari che difendevano la Chiesa scozzese.
Pur giurando fedeltà al re, i firmatari del National Covenant sottolinearono la loro determinazione a proteggere quella che consideravano “la vera religione”. La firma del documento avvenne nella vicina chiesa di Greyfriars, e copie in pergamena circolarono in tutta la Scozia, permettendo ad altri di aggiungere le proprie firme. Questo scontro tra il re e i Covenanters portò alle Guerre dei Vescovi del 1639-1640.
Diverse copie originali del National Covenant sono sopravvissute, conservate nei registri nazionali della Scozia e altrove. La copia esposta a St Giles, firmata da figure illustri come il Marchese di Montrose e i conti di Rothes e Cassilis, fu custodita a Linlithgow e passò ai discendenti del Laird di Dundas fino al 1924, quando fu acquistata da Andrew Baxentino & Sons, librai di Edimburgo.
Nel 1926, Alexander Wallace W.S., anziano della congregazione di St Giles, la collocò nella cattedrale di St Giles in una cornice semplice di quercia, decorata con un cardo scolpito in ogni angolo, dove può essere ammirata ancora oggi.

La cattedrale di St Giles all’esterno
L’esterno della cattedrale di St Giles, ad eccezione della torre, risale quasi interamente al restauro di William Burn tra il 1829 e il 1833. Prima di questo intervento, St Giles aveva un aspetto complesso e unico, frutto dei numerosi ampliamenti avvenuti nei secoli.
Burn rivestì l’edificio con un bugnato in arenaria grigia proveniente dal Fife e collaborò con Robert Reid, architetto dei nuovi edifici in Parliament Square, per creare un armonioso dialogo tra le facciate delle costruzioni circostanti. Modificò il profilo della chiesa ampliando i transetti, creando un lucernario nella navata, aggiungendo nuovi portali sul fronte ovest e replicando le creste a cuspide lungo tutto il parapetto.
La cattedrale ha due ingressi principali: la Porta Ovest, oggi utilizzata come ingresso principale, e la Porta Est, raramente aperta. Sopra quest’ultima si trova una statua di Sant’Andrews, il santo patrono della Scozia.
Il portale a ovest risale al restauro vittoriano ed è fiancheggiato da nicchie contenenti piccole statue di monarchi scozzesi e uomini di chiesa, scolpite da John Rhind. Nello stesso timpano, Rhind scolpì Saint Giles con un capriolo, che il santo aveva salvato da una freccia mortale con la sua mano.
I portici medievali originali di St Giles risalgono alla fine del XV secolo e, insieme a quelli di St John’s Kirk a Perth e St Michael’s Kirk a Linlithgow, erano tra i più grandiosi portici a due piani delle chiese scozzesi. Essi includevano un arco d’ingresso sotto una finestra a bovindo, che Burn replicò nella nuova porta a ovest del Moray Aisle.



La facciata e le statue
All’esterno della cattedrale di St Giles si possono ammirare numerose statue che rendono omaggio a figure chiave della storia scozzese, tra religione, monarchia e cultura.
Tra queste spicca William Forbes, primo vescovo di Edimburgo, sepolto proprio nella cattedrale, e Alexander Henderson, ministro presbiteriano e figura centrale nella storia religiosa scozzese, nominato decano della Cappella Reale di Holyrood durante la visita di re Carlo I nel 1641 e sepolto nella vicina Greyfriars.
Non manca un tributo a Re Giacomo I di Scozia, che salì al trono nel 1406 ma fu incoronato solo nel 1423 a Scone Palace, dopo una lunga prigionia a Londra. Durante la sua assenza, lo zio Robert di Albany governò la Scozia; una volta liberato, Giacomo I ristabilì l’autorità reale, confiscando le terre ai nobili ribelli, inclusi i duchi di Albany.
Tra le statue più significative trovi anche Giacomo VI di Scozia e I d’Inghilterra, figlio di Maria Stuarda, nato al Castello di Edimburgo nel 1566 e re già a tredici mesi. Nel 1603 unificò le corone di Scozia, Inghilterra e Irlanda, regnando per oltre vent’anni. Il suo lungo regno in Scozia rimane uno dei più duraturi della storia. Morì nel 1625 all’età di 58 anni e fu sepolto nell’Abbazia di Westminster.
Di grande importanza è anche la statua di Robert the Bruce, re di Scozia dal 1306 e protagonista della vittoria nella battaglia di Bannockburn contro gli inglesi di Edoardo II. A lui è legata la Dichiarazione di Arbroath del 1320, documento fondamentale che affermava l’indipendenza scozzese e la legittimità della sua monarchia.
Nel 1324, Robert ricevette il riconoscimento papale come re di una Scozia indipendente. Morì il 7 giugno del 1329 e venne sepolto nell’abbazia di Dunfermline, mentre il suo cuore riposa nell’abbazia di Melrose.
Tra le figure religiose e culturali si distingue Gavin Douglas nato a Tantallon Castle, vescovo scozzese e prevosto di St Giles nel XVI secolo. Poeta della corte reale e traduttore divenne noto per la traduzione dell’Eneide di Virgilio in lingua scozzese.
Infine, è impossibile non notare la statua di John Knox, nominato ministro della cattedrale di St Giles nel 1560 e considerato il principale riformatore della Scozia. Il suo epitaffio lo descrive come un uomo che non temeva alcun potere terreno, simbolo della forza e della determinazione della Riforma scozzese. “Qui giace un uomo che nella sua vita non ha mai temuto la faccia dell’uomo, che è stato spesso minacciato con il pugnale, ma che tuttavia ha concluso i suoi giorni in pace e onore“.

La torre e il campanile a corona di St Giles
La torre della cattedrale di St Giles fu costruita tra il 1486 e il 1655 e rappresenta uno degli elementi più riconoscibili dello skyline di Edimburgo. Il piano superiore è caratterizzato da gruppi di tre aperture su ciascun lato; fino al 1911 ospitava anche un quadrante di orologio, successivamente rimosso.
Il celebre campanile a corona, realizzato tra il 1460 e il 1467, è uno dei simboli più iconici della città e uno dei soli due campanili medievali sopravvissuti in Scozia; l’altro si trova al King’s College di Aberdeen. Lo storico John Hume lo descrisse come “un sereno ricordo delle aspirazioni imperiali dei defunti monarchi Stewart”.
Fino al 1821 esisteva un secondo campanile a corona, situato presso St Michael’s Church a Linlithgow, oggi non più esistente nella sua forma originaria.
Ciò che rende unico il campanile della cattedrale di St Giles è la sua struttura: è composto da otto contrafforti, quattro posizionati agli angoli e quattro al centro di ciascun lato della torre, creando la caratteristica forma a corona che lo distingue da qualsiasi altro esempio medievale.
La storia della cattedrale di St Giles
La cattedrale di St Giles è uno degli edifici religiosi medievali più importanti della Scozia. Le sue origini risalgono al XII secolo, quando fu fondata nel 1124 dai re Alessandro I e Davide I, figli di Malcolm III e Santa Margherita, sulle fondamenta di una precedente chiesa dedicata a St Cuthbert.
La prima struttura era un semplice edificio romanico, di cui oggi restano solo pochi frammenti, ma nel corso dei secoli la chiesa è stata ampliata e trasformata fino ad assumere l’aspetto attuale.
Secondo la tradizione, la cattedrale è dedicata a Sant’Egidio (Saint Giles), un eremita greco del VII secolo che viveva nei boschi vicino a Nîmes, nel sud della Francia. La leggenda racconta che il suo unico compagno fosse un cervo addomesticato. Un giorno, mentre il re dei Visigoti era a caccia, colpì l’animale con una freccia; il cervo trovò rifugio tra le braccia di Giles, che rimase ferito alla mano nel tentativo di proteggerlo.
Colpito dalla sua compassione, il re iniziò a fargli visita sempre più spesso, fino a convincerlo a diventare abate di un monastero costruito in suo onore. Da allora, Saint Giles è considerato il santo patrono dei lebbrosi, delle madri che allattano e delle persone con disabilità.
La devozione verso questo santo si diffuse ampiamente in Europa medievale e molte chiese gli furono dedicate, anche in Scozia, come quella di Elgin. Una diffusione legata probabilmente anche alla presenza della lebbra, una delle malattie più temute dell’epoca.
Una variante della leggenda racconta che Saint Giles donò tutte le sue ricchezze ai poveri, scegliendo poi di vivere in solitudine nella campagna francese, dedicandosi a una vita semplice e spirituale.

Origini, incursioni e ricostruzioni medievali
Nel 1320 gli scozzesi firmarono la dichiarazione di Arbroath, una lettera inviata al Papa per rivendicare l’indipendenza della Scozia dall’Inghilterra. In questo clima di tensione, nel 1322 re Edoardo II d’Inghilterra inviò un esercito verso nord con l’obiettivo di devastare il territorio: durante queste incursioni, anche St Giles, allora una piccola chiesa romanica, fu gravemente danneggiata da un incendio che colpì gran parte di Edimburgo.
Nel 1384 la cattedrale di St Giles fu teatro di una riunione segreta dell’Auld Alliance tra Scozia e Francia, durante la quale venne pianificata un’incursione contro l’Inghilterra. La risposta non tardò ad arrivare: l’anno successivo, nel 1385, re Riccardo II d’Inghilterra guidò una spedizione militare che portò alla distruzione di numerosi edifici religiosi scozzesi, inclusa St Giles.
Nonostante i danni subiti, gran parte della struttura sopravvisse. I segni degli incendi rimasero visibili sui pilastri per secoli, fino ai restauri del XIX secolo. La ricostruzione iniziò già alla fine del Trecento: intorno al 1390 furono restaurate e ampliate diverse parti dell’edificio, con l’aggiunta delle cappelle laterali, grazie al contributo dei mercanti di Edimburgo e di figure influenti come il Duca di Albany.

Preston Ailse
Nel 1455, Sir William Preston lasciò in eredità alla chiesa alcune presunte reliquie di Saint Giles – un osso del braccio e un anello di diamanti. In suo onore, all’interno della cattedrale di St Giles venne costruita una nuova navata, oggi conosciuta come Preston Aisle come ti ho già accennato.
Le reliquie sono andate perdute e la loro autenticità non è mai stata confermata. Tuttavia, lo stemma di Preston, raffigurante tre teste di unicorno, è ancora visibile lungo la navata. Una scoperta curiosa risale al 2002, quando alcuni operai trovarono un osso di braccio nascosto in un soppalco sopra la navata della Santa Croce, una delle parti più antiche dell’edificio: ancora oggi non è possibile stabilire con certezza a chi appartenesse.
Nel XVI secolo, la cattedrale di St Giles ospitava circa cinquanta altari laterali, oltre all’altare maggiore dedicato a Sant’Egidio. Questo testimonia l’importanza religiosa del luogo prima della Riforma. Proprio per il suo prestigio, le autorità cittadine presentarono una petizione affinché la chiesa venisse elevata a collegiata, uno status che poteva essere concesso solo dal Papa. Dopo alcuni tentativi falliti, il riconoscimento arrivò nel 1466 grazie a Papa Paolo II.


Saint Giles Cathedral e i tumulti protestati
Nel 1558 il protestantesimo iniziò a diffondersi con sempre maggiore forza in Scozia, portando tensioni anche all’interno della cattedrale di St Giles. In una notte simbolica, una statua di Saint Giles venne rubata dalla chiesa e gettata nel Nor’ Loch di Edimburgo, un lago stagnante che un tempo occupava l’area degli attuali Princes Street Gardens.
I disordini continuarono: i protestanti interruppero la tradizionale processione dedicata al santo e rimossero dalla chiesa diverse immagini sacre, tra cui quelle della Vergine, di San Francesco e della Trinità, segnando una rottura sempre più netta con il culto cattolico.
Le idee della Riforma circolavano in Scozia già dal 1520, ma re Giacomo V si oppose alla rottura con Roma, mantenendo salda l’alleanza con la Francia cattolica. Alla sua morte, nel 1542, il trono passò alla figlia Maria Stuarda, che aveva appena sei giorni.
Per questo motivo, Mary de Guise assunse un ruolo centrale nel governo del paese, diventando reggente nel 1554. Nel tentativo di gestire le tensioni religiose, concesse l’Abbazia di Holyrood come luogo di culto per i cattolici, mentre la cattedrale di St Giles divenne il principale punto di riferimento per i protestanti di Edimburgo.

John Knox e i suoi sermoni infuocati
John Knox, figura centrale della Riforma scozzese, si convertì al protestantesimo intorno al 1540 e fu costretto a fuggire all’estero durante i periodi di persecuzione. A Ginevra entrò in contatto con il riformatore Giovanni Calvino, esperienza che influenzò profondamente il suo pensiero religioso.
Al suo ritorno in Scozia, nel 1559, Knox guidò un gruppo di sostenitori fino alla cattedrale di St Giles, dove pronunciò un sermone destinato a segnare una svolta nella storia religiosa del paese. Pochi giorni dopo venne nominato ministro della chiesa e iniziò una radicale trasformazione dell’edificio: le decorazioni cattoliche furono rimosse, le vetrate distrutte e gli oggetti in argento fusi per finanziare i lavori di rinnovamento.
Attraverso i suoi sermoni, Knox attaccò apertamente sia la Chiesa cattolica sia la reggente Mary de Guise, sostenendo con forza la necessità di una riforma religiosa. La Scozia si trovò così al centro di un conflitto che sfociò in una vera e propria crisi politica e militare.
La situazione si concluse nel 1560 con la morte di Mary de Guise e la firma del Trattato di Edimburgo, il 6 luglio dello stesso anno, con cui francesi e inglesi concordarono il ritiro delle truppe straniere dal territorio scozzese, segnando un passaggio decisivo verso l’affermazione del protestantesimo.


La cattedrale di St Giles diventa protestante
Nel 1560 il Parlamento scozzese abolì l’autorità del Papa, dichiarando ufficialmente la Scozia un paese protestante. Con questo cambiamento, la cattedrale di St Giles, dopo oltre quattro secoli, cessò di essere una chiesa cattolica e divenne il principale centro del culto riformato a Edimburgo.
Quando Maria Stuarda (Mary, Queen of Scots) tornò dalla Francia per reclamare il trono, trovò un paese profondamente cambiato. John Knox la ammonì più volte per la sua fede cattolica, mentre a St Giles vennero annunciati il suo secondo e terzo matrimonio. Proprio sulla porta della chiesa fu affissa anche l’accusa che collegava il suo terzo marito, il conte di Bothwell, all’omicidio di Lord Darnley.
Nel 1567 Maria fu costretta ad abdicare e le succedette il figlio neonato, Giacomo VI. In questi anni, la cattedrale di St Giles divenne un punto centrale durante la cosiddetta guerra mariana. Il reggente Moray, tra i principali oppositori della regina, venne assassinato nel 1570 e sepolto all’interno della chiesa; John Knox tenne il sermone funebre, oggi ricordato anche da una vetrata commemorativa.
Knox rimase ministro di St Giles fino al 1572. Durante questo periodo turbolento, alcune parti dell’edificio furono utilizzate anche per scopi insoliti: tra questi, un deposito per “la Fanciulla” (una forma di ghigliottina scozzese) e una prigione destinata alle prostitute.
Il ruolo centrale della cattedrale di St Giles nella Riforma scozzese e nelle successive rivolte dei Covenanters le valse il titolo di “Chiesa Madre del Presbiterianesimo mondiale”.

Re Carlo I tenta di imporre il culto anglicano
Dopo l’Unione delle Corone del 1603, Scozia e Inghilterra condividevano lo stesso sovrano, pur mantenendo parlamenti separati. In questo contesto, nel 1637 re Carlo I tentò di uniformare la Chiesa presbiteriana scozzese al modello anglicano inglese.
Il momento di rottura avvenne nel 1637 proprio nella cattedrale di St Giles, quando il re cercò di imporre un nuovo libro di preghiere e di rafforzare il ruolo episcopale, elevando la chiesa allo status di cattedrale anglicana. Durante una funzione, una donna del popolo, Jenny Geddes, lanciò uno sgabello contro il predicatore, dando simbolicamente inizio a una rivolta che si diffuse rapidamente in tutta la Scozia.
L’opposizione a Carlo I si consolidò l’anno successivo: nel 1638, i suoi principali avversari si riunirono a Greyfriars Kirk, a Edimburgo, per firmare il National Covenant, un documento che difendeva l’indipendenza della Chiesa scozzese e le libertà religiose. Una copia di questo importante testo è oggi conservata proprio nella cattedrale di St Giles.
I Covenanters chiedevano il mantenimento delle libertà religiose e dell’indipendenza della chiesa scozzese. Durante le successive Guerre dei Tre Regni, la chiesa continuò a svolgere un ruolo centrale anche negli eventi politici: Sir John Gordon di Haddo fu imprigionato in una stanza dell’edificio, passata alla storia con il nome di Haddo’s Hole.

L’arrivo di Bonnie Prince Charlie
All’inizio del XVIII secolo, nella guglia della cattedrale di St Giles furono istallate delle campane musicali. Quando fu emanato l’Atto di Unione tra Scozia e Inghilterra, secondo la tradizione, le campane suonarono le note di “Why Should I Be So Sad on My Wedding Day” (perché dovrei essere così triste il giorno del mio matrimonio), riflettendo l’umore diffuso della popolazione: i ricordi dei Covenanters erano ancora vivi e la garanzia dell’autonomia della Chiesa di Scozia era una condizione fondamentale per l’Unione.
La causa giacobita trovò forte sostegno in Scozia, soprattutto nelle Highlands. Nel 1745, la cattedrale di St Giles fu il luogo in cui fu annunciato l’arrivo di Bonnie Prince Charlie a Edimburgo. I magistrati della città si riunirono in chiesa per ricevere l’ordine di arrendersi, mentre i sostenitori del Principe si schierarono lungo il Royal Mile per assistere al suo ingresso e alla successiva istituzione di una corte giacobita a Holyrood Palace.
Dal 1758 al 1800, Hugh Blair, figura di spicco dell’Illuminismo scozzese e ministro moderato, guidò la congregazione dell’High Kirk. I suoi sermoni, celebri in tutta la Gran Bretagna, attirarono nella cattedrale di St Giles personalità come Robert Burns e Samuel Johnson.
Le ristrutturazioni finali della cattedrale di St Giles
Dopo la Riforma, la cattedrale di St Giles era stata suddivisa in quattro chiese separate e utilizzata anche come spazio per l’Assemblea generale della Chiesa di Scozia, uffici di polizia e una casa dei vigili del fuoco. Già nel 1872, l’edificio versava in uno stato di degrado.
Esternamente, la chiesa era quasi nascosta: il Vecchio e il Nuovo Tolbooth e una serie di negozi sul lato nord ne ostruivano la vista. Tra il 1807 e il 1833, gli edifici circostanti furono rimossi e la cattedrale ricevette un nuovo aspetto esterno. La maggior parte delle cappelle aggiunte nei secoli precedenti venne eliminata e lo spazio interno semplificato.
William Chambers guidò la ristrutturazione finale della cattedrale di St Giles, cancellando i danni secolari provocati dall’incendio del 1385 durante l’incursione inglese. Le pareti furono intonacate a fresco e i pavimenti rifatti con piastrelle decorate, restituendo all’edificio la sua imponenza originaria.
St Giles e le spoglie della regina Elisabetta
L’8 settembre 2022, la regina Elisabetta II è morta nel suo amato castello di Balmoral, in Scozia. Come previsto dall’Operazione Unicorno, la salma della sovrana è stata trasportata alla cattedrale di St Giles lungo il Royal Mile, dove è stata allestita una cerimonia pubblica.
Il feretro è rimasto esposto all’interno della cattedrale, permettendo ai cittadini e ai visitatori di rendere omaggio all’ultimo saluto, prima che venisse riportato in Inghilterra per i solenni funerali di Stato.
Milioni di persone, provenienti da tutto il Regno Unito e dal resto del mondo, hanno partecipato al tributo, testimoniando il legame duraturo tra la sovrana e le generazioni che ha guidato. Seguirla nel suo ultimo viaggio è stato veramente molto emozionante.

Informazioni per visitare la cattedrale di St Giles
La cattedrale di St Giles si trova nel cuore della Old Town di Edimburgo, lungo la celebre Royal Mile, la strada storica che collega il Castello di Edimburgo al Palazzo di Holyroodhouse.
Grazie alla sua posizione centrale, visitare St Giles significa non solo esplorare la storia religiosa della Scozia, ma anche immergersi nel cuore pulsante della città: vicoli medievali, cortili nascosti e scorci iconici rendono la visita ancora più suggestiva. La cattedrale si affaccia su Parliament Square, a pochi passi da attrazioni come il Real Mary King’s Close e il Museo di Edimburgo.
Dalla torre dell’orologio di St Giles si gode di vedute panoramiche spettacolari sul centro storico. Salendo sul tetto, puoi ammirare gli antichi interni in legno e gli angeli scolpiti, molti dei quali suonano strumenti musicali, incluso uno che impugna la cornamusa.
Il tour della torre è valido per 4 persone e costa £5. È possibile aggiungere l’audio guida con un supplemento di £3, per arricchire ulteriormente l’esperienza di visita.
St Giles di raggiunge facilmente a piedi, ma se il tuo alloggio si trova fuori dal centro di Edimburgo, la puoi raggiungere facilmente anche con i mezzi. Clicca qui per scoprire come muoversi ad Edimburgo con i mezzi pubblici.
Orari di apertura
La cattedrale di St Giles è aperta tutto l’anno durante la maggior parte dei giorni, anche se può chiudere in caso di funzioni religiose o eventi speciali
Gli orari standard di apertura al pubblico sono:
- Lunedì – Venerdì: 10:00 – 18:00
- Sabato: 09:00 – 17:00
- Domenica: 13:00 – 17:00.
Questi orari sono indicativi e possono variare in occasioni di servizi liturgici o celebrazioni religiose; ti consiglio di controllare il sito ufficiale prima della visita per eventuali modifiche
L’ingresso alla cattedrale di St Giles è gratuito, ma è gradita una donazione per sostenere la manutenzione e le attività della chiesa. Sulla pagina ufficiale viene suggerita una donazione attorno a £10, ma resta libera secondo le possibilità del visitatore.
È disponibile una audio guida via QR code da attivare sul proprio smartphone. Puoi acquistarla al desk della cattedrale al costo di circa £5,50, con contenuti in inglese e tedesco
Tour guidati gratuiti della durata di circa 45 minuti sono disponibili, previa prenotazione, alle 10.30 e alle 14.30. Se hai visitato la cattedrale di St Giles a Edimburgo o stai pianificando un viaggio, scrivici nei commenti la tua esperienza. Condividi l’articolo con chi ama Scozia e architettura storica!
