Tartan e clan della Scozia sono due elementi profondamente legati all’identità culturale del Paese, ma il loro rapporto è spesso frainteso. Perché sono così importanti per la Scozia e per i suoi abitanti? E soprattutto: che legame esiste davvero tra i clan scozzesi e i diversi motivi tartan?
Molti pensano che ogni clan abbia sempre avuto il proprio tartan distintivo, ma la realtà storica è più complessa e affascinante. In questo articolo andremo a scoprire la storia di una delle tradizioni più iconiche delle Highlands, tra simboli, evoluzione storica e significati ancora oggi molto presenti nella vita culturale scozzese.
Il tartan è un tipico tessuto scozzese utilizzato per la realizzazione del kilt tradizionale e, ancora oggi, ogni clan è associato a uno o più motivi distintivi che lo rappresentano. Se hai già visitato la Scozia, probabilmente avrai notato quanto questo elemento sia ancora vivo nella cultura quotidiana, tra abiti tradizionali, eventi e souvenir.
Il tartan è sempre legato a un clan? No, il tartan non è sempre legato a un clan. Oltre ai tartan dei clan, esistono molte altre categorie, tra cui: tartan di distretto (legati a territori), tartan militari, tartan commemorativi o moderni e tartan associati a istituzioni o famiglie non appartenenti ai clan. Questo significa che il tartan è un simbolo più ampio della cultura scozzese e non esclusivamente legato ai clan.
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Cos’è il tartan scozzese
Il tartan è un tessuto tradizionale scozzese caratterizzato da un particolare disegno geometrico realizzato in lana, tipico delle Highlands.
Il motivo si ottiene intrecciando fili di diversi colori secondo uno schema preciso e ripetitivo, uguale sia nell’ordito che nella trama. Questo schema prende il nome di sett, ovvero il pattern che definisce la sequenza dei colori e delle linee. L’armatura del telaio utilizzata per la tessitura del tartan è detta saia.
I blocchi di colore si ripetono in senso verticale e orizzontale, creando una griglia di quadrati e linee che, sovrapponendosi, genera nuove tonalità percepite dall’occhio come miscele dei colori originali.
L’origine della parola Tartan
La parola tartan sembra derivare dal francese “tiretaine”, mentre in gaelico scozzese il termine corrispondente è breacan, che indica proprio un motivo a quadri o variegato.

Il termine viene introdotto in Scozia probabilmente tra il XVI e il XVII secolo, in un periodo in cui il Paese manteneva forti legami culturali e dinastici con la Francia.
Le origini del tartan sono molto antiche e legate alle Highlands scozzesi, anche se non è possibile stabilire con precisione quando sia iniziata la tessitura di questo tipo di motivo.
Tuttavia, già tra XVI e XVII secolo il tartan diventa sempre più diffuso, fino ad assumere un valore identitario.
La più antica testimonianza conosciuta di tessuto simile al tartan in Scozia è il cosiddetto Falkirk tartan, dal nome della località in cui è stato ritrovato. Questo frammento, noto anche come “plaid del pastore”, risalirebbe al 325 d.C.
Questo non significa che sia il primo tartan della storia in senso assoluto: motivi a quadri simili sono stati rinvenuti anche in altre culture antiche, ma senza un collegamento diretto con la tradizione scozzese. Recenti scavi in Mongolia, infatti, rivelano che i caucasici indossavano abiti a forma di tartan che risalgono a oltre 5000 anni fa!
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Il tartan e il kilt scozzese
Il kilt scozzese è uno degli elementi più riconoscibili della tradizione delle Highlands ed è realizzato proprio in tessuto tartan.
Si tratta di un indumento avvolto attorno alla vita, completato da accessori tradizionali come lo sporran, una spilla decorativa e il sgian dubh, il piccolo coltello che viene solitamente inserito nella calza.
In origine, il kilt non aveva la forma che conosciamo oggi. La versione più antica era il cosiddetto féileadh mòr, un grande pezzo di tessuto lungo anche circa cinque metri. Questo veniva avvolto attorno al corpo: la parte inferiore fungeva da gonna, mentre la parte superiore veniva drappeggiata sulla spalla e fissata con una spilla.
Questo tipo di abbigliamento era pratico per la vita nelle Highlands, perché permetteva libertà di movimento e adattamento alle condizioni climatiche. Nel corso del tempo, il grande kilt si è evoluto nella versione moderna, più strutturata e facile da indossare, diventando l’abito tradizionale scozzese che conosciamo oggi.
La sua diffusione aumentò anche grazie ai reggimenti delle Highlands dell’esercito britannico, che contribuirono a consolidarne l’immagine come simbolo identitario scozzese.
Se ti interessa approfondire, ti ho raccontato l’evoluzione del kilt scozzese e la sua storia in un precedente articolo dedicato a uno dei simboli più iconici della Scozia, famoso quanto la cornamusa, il whisky e l’unicorno.

Origine e storia del tartan in Scozia
Fino alla metà del XIX secolo, i tartan delle Highlands non erano generalmente associati a specifici clan scozzesi, ma piuttosto a territori e aree geografiche.
In questo periodo, il tartan veniva utilizzato soprattutto come elemento distintivo regionale: chi viveva in una determinata zona tendeva a indossare tessuti prodotti localmente, con colori e motivi influenzati dalle risorse naturali disponibili. I coloranti derivavano infatti da piante, muschi e bacche, e questo contribuiva a creare variazioni cromatiche tipiche delle diverse aree.
In alcune testimonianze storiche, come nello scritto del 1703 “A Description of the Western Islands of Scotland” di Martin Martin, viene descritto come il tartan fosse usato per distinguere gli abitanti delle diverse regioni scozzesi, più che le singole famiglie.
L’idea di associare un tartan specifico a ciascun clan è quindi una tradizione successiva, che si sviluppa in modo più strutturato tra la fine del XVIII e soprattutto nel XIX secolo, anche grazie alla riscoperta romantica della cultura scozzese.
Con il tempo, i clan iniziarono a utilizzare tartan riconoscibili come simbolo identitario, ma questa codificazione non era originaria del sistema dei clan: si trattò piuttosto di una costruzione culturale successiva, che consolidò il legame tra famiglia e pattern tessile.

L’evoluzione del tartan
Il tartan, in origine, veniva indossato principalmente come elemento pratico e anche come segno di appartenenza locale o sociale. In molte aree delle Highlands, i motivi e i colori erano legati alle disponibilità dei materiali e ai coloranti naturali del territorio.
In alcuni casi, il capo del clan (chief) poteva autorizzare o riconoscere determinati motivi come rappresentativi del proprio gruppo, ma non esisteva un sistema rigido e universalmente codificato come quello che si svilupperà in seguito.
Tra il XVI e il XVIII secolo, il tartan diventa sempre più diffuso nelle Highlands e viene utilizzato come parte dell’abbigliamento quotidiano. Gli Highlanders, in particolare, indossavano tessuti dai colori anche molto vivaci, che potevano riflettere status sociale e possibilità economiche.
Durante il periodo delle ribellioni giacobite del XVIII secolo, il tartan assume un valore sempre più simbolico e identitario. In questo contesto, l’abbigliamento tradizionale delle Highlands diventa anche un elemento politico e culturale.
Gli Highlanders che parlavano gaelico, indossavano un tartan di tonalità luminose e sfumate, per mostrare la loro ricchezza e lo status. Le tonalità dei tartan di questo periodo erano spesso molto ricche e contrastate, con combinazioni di giallo, verde, rosso, blu e viola. In alcuni casi era comune indossare più elementi in tartan contemporaneamente.
Nelle Lowlands, invece, il tartan era meno diffuso e veniva utilizzato in modo più sobrio, spesso in combinazioni cromatiche più semplici.
Dopo la sconfitta giacobita nella Battaglia di Culloden del 1746, il tartan, come simbolo dell’indipendenza scozzese, subisce una forte repressione. Con il Dress Act, parte dell’Act of Proscription, venne vietato l’uso dell’abbigliamento tradizionale delle Highlands, compreso il kilt, come misura per indebolire la cultura dei clan. La fine delle ribellioni giacobite ha segnato anche la fine del sistema dei clan in Scozia.
Il sistema dei clan entrò così in una fase di profonda trasformazione e declino. Tuttavia, la cultura del tartan non scomparve: nel tempo venne progressivamente rivalutata fino a diventare uno dei simboli più riconoscibili dell’identità scozzese.

I registri ufficiali del tartan scozzese
Oggi i tartan sono catalogati e registrati attraverso organismi ufficiali che ne documentano varianti, origini e utilizzi.
Il principale riferimento è lo Scottish Register of Tartans, l’ente nazionale ufficiale che raccoglie e registra i diversi disegni di tartan riconosciuti. Qui vengono inseriti non solo i tartan associati ai clan scozzesi, ma anche quelli legati a famiglie, città, organizzazioni, eventi e persino aziende o istituzioni come il tartan della Famiglia Reale britannica.

Accanto a questo registro esistono altre raccolte e archivi, come lo Scottish Tartans Authority e il Clan Tartan Centre di Edimburgo, che contribuiscono alla documentazione e allo studio dei motivi tradizionali.
Attualmente esistono migliaia di varianti di tartan registrate: il numero supera le 7.000 tipologie, considerando sia quelli storici sia le nuove creazioni contemporanee.
È importante però distinguere tra registrazione moderna e origine storica: molti tartan oggi associati ai clan sono stati standardizzati o definiti in epoca relativamente recente, soprattutto tra XVIII e XIX secolo, quando si consolidò l’interesse per la cultura scozzese tradizionale.
Il tartan della famiglia reale britannica
All’interno del sistema dei tartan scozzesi esistono alcuni motivi particolarmente noti e simbolici, tra cui il Royal Stewart, spesso considerato il tartan associato alla famiglia reale britannica.
Questo tartan è oggi uno dei più riconoscibili al mondo e viene spesso utilizzato anche al di fuori del contesto strettamente dinastico. Nel tempo, infatti, è diventato un motivo diffuso nella cultura popolare, con una forte valenza simbolica legata alla Scozia e alla monarchia.
La famiglia reale britannica non è legata a un solo tartan: oltre al Royal Stewart, esistono varianti come il Balmoral tartan, utilizzato in ambito privato e associato alla residenza reale in Scozia.
Come accade per molte tradizioni scozzesi, anche in questo caso esistono racconti e interpretazioni popolari che si sono intrecciati con la storia. Alcune di queste narrazioni riguardano “diritti simbolici” di utilizzo del tartan o concessioni legate alla sua diffusione, ma non sempre trovano riscontro in fonti storiche ufficiali. È quindi importante distinguere tra documentazione storica e tradizione orale.

Il principe Carlo Edoardo Stuart e il legame con l’Italia
Una delle figure più spesso citate nelle narrazioni legate al mondo dei clan è il principe Carlo Edoardo Stuart, figlio di Giacomo II, protagonista delle ribellioni giacobite e della sconfitta nella Battaglia di Culloden.
Dopo la disfatta, il principe visse in esilio in varie parti d’Europa, si rifugiò in Vaticano e morì a Roma il 31 gennaio 1788, all’età di 68 anni, a causa di un ictus. Secondo le fonti storiche, fu inizialmente sepolto nella Cattedrale di San Pietro a Frascati, dove il fratello Enrico Benedetto Stuart ricopriva il ruolo di vescovo.
Nel 1807, dopo la morte di Enrico, i resti di Carlo Edoardo furono trasferiti nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dove vennero deposti nella cripta accanto ai membri della sua famiglia. Il cuore, secondo la tradizione, rimase invece a Frascati, conservato in un’urna all’interno di un monumento commemorativo.
La leggenda del Royal Stewart e l’onore agli italiani
Ma perché noi italiani possiamo indossare il Royal Stewart Tartan? Una tradizione popolare racconta che, prima della morte, Carlo Edoardo Stuart avrebbe concesso simbolicamente agli italiani il diritto di indossare il Royal Stewart tartan.
Questa narrazione fa parte del patrimonio folklorico legato ai giacobiti e alla figura del principe, ma non è supportata da documentazione storica ufficiale.
Si tratta quindi di una storia tramandata nel tempo, che contribuisce al fascino romantico del tartan scozzese e al suo legame con l’Europa, ma che va letta come tradizione narrativa più che come fatto storico verificato.

Cosa sono i clan scozzesi
I clan scozzesi hanno sempre rappresentato un elemento fondamentale dell’identità delle Highlands, offrendo nel tempo un forte senso di appartenenza e unità tra le persone.
La parola clan deriva dal gaelico e significa “discendenza” o “famiglia”, indicando originariamente un gruppo di persone legate da vincoli di sangue o da alleanze sociali. Nel tempo, il concetto si è ampliato fino a includere anche i cosiddetti septs, ovvero famiglie associate che non appartenevano direttamente alla linea principale, ma che riconoscevano l’autorità del clan.
La storia dei clan è lunga e complessa e, secondo le tradizioni, le loro origini risalirebbero almeno al IX secolo. Alcuni clan, come il clan MacGregor, rivendicano discendenze molto antiche, legate anche alle prime dinastie scozzesi e al regno dei Pitti – arrivando a re Kenneth MacAlpin che fondò il regno di Alba.
Nel corso dei secoli, i clan si sono sviluppati come vere e proprie unità sociali e territoriali, spesso legate a specifiche aree geografiche delle Highlands. Ogni clan era guidato da un capo, riconosciuto come figura centrale sia dal punto di vista politico che sociale. Hanno avuto una storia lunga e sanguinosa e, probabilmente, non si sono mai estinti, perchè hanno sempre fatto sentire uniti i loro membri.
I clan scozzesi sono strutturati ancora oggi in modo ufficiale: i capi riconosciuti sono registrati presso il tribunale del Lord Lyon King of Arms, l’autorità araldica della Scozia responsabile della regolamentazione di stemmi, insegne e simboli. Questo sistema garantisce il riconoscimento formale dei clan e della loro rappresentanza.
Molti di questi territori storici erano caratterizzati dalla presenza di castelli ancestrali o case padronali, alcune delle quali sono ancora oggi proprietà o residenze degli attuali capi clan. Per chi fosse interessato ad approfondire la distribuzione e la storia dei clan scozzesi, esistono mappe interattive dedicate che permettono di esplorare i diversi clan e le loro origini territoriali – le trovi disponibili su sito scottish-clan.
Storia dei clan scozzesi
La nascita del sistema dei Clan in Scozia si deve probabilmente a Santa Margherita, moglie di Malcolm III, che lo convinse ad adottare un sistema feudale grazie al quale la terra veniva concessa ai singoli individui e tramandata ai discendenti.

In questo periodo, la gestione delle terre venne progressivamente organizzata attraverso concessioni ai capi locali, che a loro volta amministravano e proteggevano il territorio e le persone sotto la loro influenza.
Era la prima volta che accadeva una cosa simile in Scozie e questo diede origine alla divisione territoriale dei vari Clan.
Questo sistema si consolidò nelle Highlands e rimase alla base della struttura sociale per molti secoli, fino al 1746.
Il declino dopo Culloden
Il sistema dei clan iniziò a entrare in crisi durante le ribellioni giacobite del XVIII secolo, culminate nella sconfitta nella Battaglia di Culloden del 1746.
Dopo questo evento, il governo britannico introdusse una serie di misure restrittive note come Act of Proscription, che includevano il Dress Act. Queste leggi limitarono fortemente l’uso delle armi, del kilt e delle tradizioni culturali delle Highlands inclusa la loro musica.
L’obiettivo era indebolire il sistema dei clan e ridurre il potere dei capi tradizionali. Molti clan persero progressivamente la loro autonomia e vennero integrati nel sistema politico britannico.
Tra XVIII e XIX secolo, inoltre, si verificò un fenomeno migratorio importante, noto come Highland Clearances, che portò molti abitanti delle Highlands a emigrare verso il Nord America e altre destinazioni. Uno dei più grandi clan sopravvissuti a tutto quetso fu il Clan Cameron, che è anche uno dei più antichi della Scozia.
Il Dress Act che vietava l’uso del kilt fu abrogata nel 1782; inoltre la visita di re Giorgio IV in Scozia nel 1822 suscitò un rinnovato interesse in tutte le cose scozzesi.
Struttura e organizzazione dei clan scozzesi
I clan scozzesi oggi
Nonostante il declino del sistema tradizionale, i clan scozzesi non sono scomparsi. Oggi rappresentano soprattutto un elemento culturale e identitario, mantenuto vivo da associazioni, eventi e discendenti in tutto il mondo.

È proprio tra la fine del XVIII e soprattutto nel XIX secolo che si consolida l’associazione tra clan e tartan specifici. In precedenza, infatti, i tartan erano generalmente legati a territori o distretti piuttosto che a singole famiglie. L’interesse crescente per la storia e le tradizioni scozzesi ha contribuito a rafforzare e fissare questa connessione, che è diventata parte dell’immaginario moderno della Scozia.
Alcuni clan hanno radici molto antiche e sono legati a eventi fondamentali della storia scozzese. Il Clan Elliot, ad esempio, è ricordato per la sua fedeltà a Robert the Bruce, mentre il Clan Robertson combatté al suo fianco nella battaglia di Bannockburn.
Simboli, stemmi e motti dei clan
Ogni clan è identificato da una serie di simboli distintivi che ne rappresentano l’identità e la storia.
Indossare lo stemma di un clan è considerato un segno di appartenenza e lealtà verso il proprio capo. Lo stemma (crest) racchiude simbolicamente la storia del clan e viene spesso accompagnato da un motto o da un antico grido di guerra.
Il cimiero del Clan MacLeod, ad esempio, è un toro e il motto è “Hold Fast” (“tieni duro”). Il cimiero del Clan Fraser è una testa di cervo e il motto è “Je suis prest” (“sono pronto”), espressione diventata molto nota anche nella cultura popolare. Ti ricorda percaso un’espressione che hai sentito in alcune puntate Outlander per caso?
Un altro elemento tradizionale è il clan badge, un distintivo composto da un ramo di pianta specifica associata al clan. Questo viene indossato sul bonnet, il caratteristico berretto scozzese. Tradizionalmente gli uomini lo portano sul retro o accanto al cimiero, mentre le donne lo applicano in posizione diversa, spesso sulla spalla o come elemento decorativo.

Struttura e organizzazione del Clan
I vari clan si spartivano le Highlands, e nel corso della storia alcuni capi divennero particolarmente influenti su territori specifici. Tra gli esempi più noti ci sono i MacDonald, legati alle isole occidentali, e i MacLeod, storicamente associati all’isola di Skye.
In origine, il termine clan indicava principalmente i discendenti di una stessa famiglia: la stirpe diretta di un capo e tutte le sue diramazioni. Con il tempo, però, il significato si è ampliato fino a comprendere anche altre famiglie collegate, che riconoscevano l’autorità di un unico capo, il quale esercitava un potere sociale e territoriale molto forte, simile a quello di un sovrano locale.
L’appartenenza a un clan era tradizionalmente legata al cognome, che seguiva la linea paterna: i figli assumevano il cognome del padre e venivano quindi associati al suo clan. Oggi, tuttavia, è sempre più comune anche il riconoscimento di legami attraverso il lato materno, con la possibilità di rivendicare appartenenze multiple o complementari.
Il capo del clan (Clan Chief), spesso chiamato anche Laird o Lord, governava il territorio sotto la sua influenza. Le terre appartenevano formalmente al capo e i membri del clan le utilizzavano in cambio di lealtà e supporto, anche in ambito militare.

In passato, la successione non era sempre automatica: il Laird poteva designare un successore, chiamato tanist (dal gaelico tànaiste, “secondo”). Nel tempo, il sistema divenne sempre più ereditario, anche se in molti casi il clan manteneva un ruolo di approvazione o riconoscimento della nuova guida.
All’interno del sistema dei Clan non esisteva una struttura gerarchica rigida tra i membri: ogni appartenente era considerato un uomo libero. I clan erano entità autonome, spesso in competizione tra loro, ma anche capaci di alleanze strategiche. Le relazioni tra clan potevano essere cooperative o conflittuali, e la storia delle Highlands è segnata da numerosi scontri, talvolta molto violenti.
La cultura gaelica si sviluppò e si conservò proprio all’interno di questo sistema, grazie anche all’isolamento geografico delle Highlands, caratterizzate da territori difficili da attraversare. Questa condizione contribuì a mantenere a lungo l’autonomia dei clan e a preservarne tradizioni, lingua e identità.
Usanze dei Clan scozzesi
I clan scozzesi, ancora oggi, mantengono vive alcune tradizioni attraverso raduni ed eventi che coinvolgono membri e discendenti provenienti da tutto il mondo. Questi incontri hanno lo scopo di rafforzare i legami culturali e identitari legati alla storia delle Highlands.
Una delle manifestazioni più significative degli ultimi anni si è svolta a Edimburgo nel giugno 2009, durante il programma Homecoming Scotland. In quell’occasione, i clan scozzesi si sono riuniti per celebrare anche il 250° anniversario della nascita di Robert Burns, poeta nazionale della Scozia. L’evento è stato ufficialmente inaugurato da Sua Altezza Reale il principe Carlo.

Tradizione e appartenenza ai clan
Storicamente, il capo del clan aveva la possibilità di riconoscere nuovi membri anche al di fuori della linea familiare, attraverso forme di alleanza o adozione simbolica. Allo stesso tempo, deteneva anche il potere di escludere membri dal clan, inclusi familiari stretti, in determinate circostanze.
Oggi il concetto di appartenenza è più simbolico: chi porta il cognome associato a un clan è generalmente considerato parte di esso. Inoltre, è possibile rivendicare un legame con un clan anche attraverso linee familiari non dirette o tramite riconoscimento culturale, a discrezione del capo del clan stesso.
Sul sito History Scotland trovi una bellissima mappa interattiva con tutti i clan scozzesi. Basta cliccare su quello che ti interessa e avrai la sua storia e tante informazioni.

L’eredità dei clan nella Scozia di oggi
Ancora oggi, camminando per le strade della Scozia, è possibile imbattersi in eventi, raduni o celebrazioni in cui il tartan del proprio clan viene indossato con orgoglio. Queste manifestazioni mantengono vivo un senso di appartenenza che affonda le radici in secoli di storia.
E’ suggestivo osservare questi fieri scozzesi indossare il kilt del proprio clan. Hanno una fascino particolare e riportano, per un attimo, indietro nel tempo a momenti importanti della storia, pieni di orgoglio, lotte e resistenza.
Il legame tra clan, tartan e identità culturale continua a esercitare un forte fascino, riportando simbolicamente a un passato fatto di tradizioni, territorio e orgoglio collettivo. Se questo racconto ti ha appasisonato, puoi approfondire un’altro simbolo identitario nell’articolo: cornamusa scozzese e la sua storia.
Il significato dei tartan e dei clan scozzesi oggi
Il tartan è un motivo tessile, mentre i clan scozzesi sono gruppi familiari e sociali. Oggi i tartan sono spesso associati ai clan, ma in origine erano legati a territori e regioni.
I tartan e clan della Scozia rappresentano molto più di una tradizione folkloristica: sono un sistema culturale complesso che ha attraversato secoli di storia, trasformandosi da struttura sociale e territoriale a simbolo identitario riconosciuto in tutto il mondo.
Dalle Highlands medievali fino alle rielaborazioni ottocentesche, il legame tra clan e tartan si è evoluto nel tempo, passando da un utilizzo pratico e regionale a una codificazione più simbolica, legata alla memoria storica e all’identità scozzese.
Eventi storici come la Battaglia di Culloden del 1746 hanno segnato profondamente questo percorso, contribuendo al declino del sistema clanico tradizionale e alla successiva trasformazione del tartan in elemento culturale e rappresentativo della Scozia.
Oggi i clan non sono più strutture politiche o militari, ma restano vivi attraverso associazioni, raduni e tradizioni condivise. Il tartan continua a essere indossato con orgoglio durante cerimonie, eventi e celebrazioni, mantenendo un forte legame con le origini delle Highlands.
Visitare la Scozia significa anche entrare in contatto con questa eredità: tra castelli, paesaggi e incontri culturali, è ancora possibile percepire il valore profondo di queste tradizioni, che continuano a raccontare la storia di un popolo e della sua identità.
N.B. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e di Ivan Balducci ©2017-2026. Vietato ogni uso.

8 comments
Ho lavorato per quasi vent’anni in un’azienda la cui casa madre era scozzese e durante tutte le celebrazioni o eventi internazionali tutti i manager scozzesi si presentavano indossando il kilt. Il mio amministratore delegato un giorno riprese uno perchè aveva usato un tartan diverso da quello del suo clan di appartenenza. Ne era nata una discussione che per fortuna si è risolta in nulla, ma al momento c’era stata un po’ di frizione che non eravamo riusciti a comprendere fino in fondo.
Capisco benissimo, l’appartenzna ai Clan è veramente molto sentita in Scozia, specialmente con tutto quello che è accaduto durante le rivolete e con i divieti che ne sono seguiti. Sarà stato molto strano trovarsi nel bel mezzo di una situazione come questa. A questo punto sono davvero molto curiosa, posso chiederti che azienda era?
Bellissimo il tuo articolo sul tartan e sul clan. Adesso il tartan è molto fashion e se ne vedono diverse interpretazioni, spero che le famiglie storiche non si offendano….gli Highlanders con la loro forza e la loro integrità mi hanno sempre affascinato e deve essere stato bellissimo incontrarli al raduno di Edimburgo
Sono meravigliosi e mi emoziono sempre tanto quando mi capita di vederli! E quanta storia si nasconde dietro il loro abito tradizionale!
Molto interessante la storia del colore del tessuto legato ad un clan. Non avevo mai pensato che da righe e colori differenti dipendessero discendenze con amori e odi. Mi ha fatto piacere leggere il tuo articolo.
Grazie mille! Ogni volta mi stupisco di quanto ci sia da apprendere e imparare, anche partendo da piccole cose, che all’apparenza sembrano non avere troppo significato
Buongiorno, c’è una mappa, come quella all’inizio, con i vari colori di tartan, che indichi anche il relativo clan? Grazie
Ciao, purtroppo non abbiamo ancora creato una mappa interattiva da inserire nell’articolo. Mi sembra di ricordare però che su Amazon c’era in vendita una mappa: “Collins Clans and Tartans Map of Scotland: Over 170 Arms, Official Insignia, Crests and Tartans of Scottish Clan” prova a dare un’occhiata, magari è ancora disponibile