L’isola di Hoy è solitaria, selvaggia e bellissima, offre scenari mozzafiato ed è un paradiso per gli amanti del trekking e della natura. Come saprai già siamo innamorati delle Isole Orcadi e questa estate siamo ritornati per girarle più a fondo e con calma.
Hoy è la seconda più grande isola dell’arcipelago delle Orcadi e il suo paesaggio è diverso rispetto a tutte le altre: più brulla, più selvaggia e forse per certi versi ancora più suggestiva.
“Hoy” deriva dall’antico norvegese “Haey” e significa “Isola alta”, in effetti, quest’isola è la più alta delle Orcadi. L’isola di Hoy si estende per 92 Km quadrati: un susseguirsi di arenaria rossa scolpita dal vento e dal mare, scogliere vertiginose, colline, brughiere e valli deserte che sanno di muschio, erica e torba.
Hoy si trova a sud dell’isola di Mainland ed è collegata da una strada rialzata a un’isola più piccola, South Wall. I paesaggi sono più selvaggi e tenebrosi del resto delle isole Orcadi ma egualmente suggestivi.




Cosa troverai in questo articolo
Accenni al passato di Hoy
Nella vallata di Rackwick si trova l’unica tomba preistorica con camera scavata nella roccia della Gran Bretagna, Dwarfie Stone: un isolato blocco di arenaria rossa lungo circa 8,5 metri che risale al 3000 avanti Cristo. I vichinghi usarono le baie riparate di Hoy e South Walls come rifugi per le loro lunghe navi e Longhope divenne un punto d’incontro dei convogli baltici durante le guerre napoleoniche.
Entrambe le guerre mondiali hanno avuto un enorme impatto sulle Isole Orcadi, lasciando un’eredità fatta di tante strutture militari, che non vedrai in altre parti nel Regno Unito. Nel 1914 Scapa Flow divenne la base più importante della Royal Navy. Nel 1942, durante la II guerra mondiale, la base navale di Lyness ospitava migliaia di persone tra militari e civili.
La cittadina forniva alloggi, strutture ricreative e aiuti a tanti uomini e donne che erano d’istanza a Hoy durante i conflitti. Quest’isola scura ha avuto un ruolo importante nella II guerra mondiale e la sua eredità continua a lasciare un’impressione duratura sull’isola. Oggi questa base navale è diventata un museo di cui parleremo tra poco.
Scopri di più sulle remote isole Orcadi nella nostra sezione dedicata.


Isola di Hoy cosa vedere
Hoy offre molto più di un’eco della guerra da scoprire. Questa è un’isola fatta di silenzio, paesaggi spettacolari, spiagge dai colori caraibici, natura selvaggia, luoghi isolati e persi nel tempo, furia del vento e tanta suggestione.
Sull’isola vivono meno di 500 persone e non è raro che passando con l’auto, oppure a piedi, si riceva un saluto e un sorriso. Non c’è criminalità né polizia sull’isola e i bambini possono giocare liberamente ovunque. L’inquinamento è pressapoco inesistente e il mare tra i più puri e cristallini.
L’isola è più aspra in alcuni punti a nord, in contrastro con colline cariche di erica e cotton bugs più a sud. Hoy offre scenari molto diversi all’interno della stessa isola, è l’unica dell’arcipelago delle Orcadi ad avere degli alberi e spesso offre climi differenti. Quando c’è il sole a Rackwick, probabilmente piove a Langhope.
Venire qui è come catapultarsi in un tempo e in uno spazio differenti da tutto il resto del mondo. Abbiamo percorso strade solitarie, senza incontrare anima viva per chilometri, accompagnati soltanto dalle nuvole che coloravano il cielo.






Il museo di Scapa Flow
Appena scesi dal traghetto ci siamo ritrovati a Lyness dove non c’è molto da vedere, se non i resti di quello che la guerra ha lasciato dietro di sé. Durante la II guerra Mondiale, Lyness era la sede della principale base della flotta britannica stanziata a Scapa Flow e, ancora oggi, i segni del suo passato sono evidenti.
Come fantasmi galleggianti su Ore bay e Mill bay, vedrai resti di ponti bombardati, case diroccate e vecchie fabbriche ormai in disuso che rendono l’atmosfera desolante ma suggestiva. Appena sbarcato ti sembrerà di essere approdato in un altro luogo e in un altro tempo, tanto è particolare quest’angolo dell’isola.
Da non perdere una visita a Scapa Flow Visitor Center and Museum, che ospita una ricca collezione di cimeli di guerra. Dopo cinque anni di chiusura per restauro, il museo ha riaperto le porte ai visitatori ed è molto interessante visitarlo.
Visitandolo scoprirai la storia di come l’arrivo di migliaia di persone, abbiano influenzato la vita degli abitanti delle Orcadi e molti altri fatti storici interessanti. Il museo ospita più di 250 artefatti e diverse mostre interattive e ha vinto il prestigioso premio di Artfund. L’ingresso è libero ma è gradita una donazione.
Negli archivi abbiamo trovato alcune foto e documenti sulla costruzione delle Churchill barriers e della cappella italiana sull’isola di Lamb Holm. Mi sono emozionata nel vedere questi scatti in bianco e nero che hanno dato una forma e dei volti alle storie che ho letto così tante volte. Presto un articolo interamente dedicato a questa gemma nascosta.

Hackness Martello Tower and battery
Le Martello Towers iniziarono ad apparire lungo la costa dell’Inghilterra intorno al 1805 come difesa contro l’invasione dal mare, in particolare da parte di Napoleone. La batteria di Hackness e la Martello Tower furono costruite intorno al 1813-14, al culmine delle guerre napoleoniche e proprio per questo non vennero mai attaccate, dato che le ostilità finirono nel 1815.
Le navi da guerra francesi e americane stavano provocando il caos lungo le tratte commerciali britanniche e scandinave dirette a nord, attraverso il Pentland Firth. Il commercio baltico era importante per la Gran Bretagna, non solo per vendere i suoi prodotti, ma anche perché la supremazia britannica in mare, dipendeva dai commerci navali di legname e canapa dai paesi del nord.
Nel 1866 a causa di un’invasione francese, la batteria di Hackness e le due Martello Tower di Hoy furono modificate con l’aggiunta di nuove pistole ma, anche questa volta nessuna delle due venne attaccata.
Usarono le pistole delle torri solo nel 1892, quando un centinaio di uomini della Orkney Volunteer Artillery trascorsero una giornata ad Hoy per delle esercitazioni militari. Durante le due guerre mondiali, la batteria di Hackness e le due torri erano un avanposto, mentre gli eventi più straordinari si svolsero a Scapa Flow.
Le Martello Towers sull’isola di Hoy sono due delle uniche tre torri che sopravvivono in Scozia. E’ possibile entrare nella torre che ospita un piccolo museo e una terrazza panoranica con viste strepitose sul paesaggio circostante. Il costo del biglietto è £ 7.50, gratis con Explorer pass.
Martello Tower è aperta dal 1 aprile al 30 settembre da lunedì a giovedì e l’accesso è consentito solo con visita guidata. Chiusa il resto dell’anno.
Qualche curiosità in più
Le Martello Towers prendono il nome da Mortella Point in Corsica, dove nel 1794 due piccoli cannoni montati dai francesi su una torre di muratura circolare, sferrarono un attacco contro due navi da guerra britanniche con una potenza di fuoco combinata di 106 pistole. Questo attacco impressionò così tanto gli inglesi, che quando Napoleone minacciò di invaderli nel 1803, furono costruite oltre 100 torri simili lungo la costa meridionale dell’Inghilterra.
Hackness tower a sud e Crockness tower a nord, furono costruite un decennio dopo. A parte una torre a guardia del porto di Leith a Edimburgo, sono le uniche costruite in Scozia. Le torri sono alte 10 metri e hanno una circonferenza di 47 metri, con una parete molto più spessa sul lato verso il mare.
Hackness Martello tower comprendeva tre piani. Come una Tower House medievale, l’ingresso si trovava a livello del primo piano, che si raggiungeva attraverso una scala di legno che portava direttamente nella stanza della caserma. Ciò permetteva di avere abbastanza spazio e ospitare letti per 14 uomini.
Il comandante dormiva in un cubicolo privato. Sul pavimento sottostante c’era una riserva di polvere da sparo, cibo e una cisterna d’acqua. Sopra di loro le armi per difendere la costa.


Rackwick bay – isola di Hoy
Incastonata tra le colline di Hoy spicca la bellissima baia di Rackwick, considera una delle spiagge più remote e belle delle isole Orcadi. Rackwick bay è delimitata da alte scogliere di arenaria che toccano i 200 metri e ripide colline di erica, una spiaggia di sabbia colorata da grandi massi levigati dal tempo.
La spiaggia è di un colore quasi rosato, dato dall’arenaria rossa che circonda la baia e il clima, proprio per la sua posizione, è unico in questo luogo remoto e lontano da tutto.
Il paesaggio qui buca lo sguardo e rapisce il cuore. Rackwick significa “Wreckage Bay”, nel vecchio linguaggio norreno dei primi coloni vichinghi. Il nome riflette il terribile destino sofferto da molte navi mentre tentavano di attraversare il Pentland Firth.
Sulle colline che si affacciano verso la baia vedrai una serie di piccoli cottage in pietra, che sono i resti di un vecchio villaggio crofting risalente a più di 300 anni fa. A due passi dalla baia resiste al passare degli anni il solitario Rackwick bothy: un piccolo rifugio in pietra circondato da un muro a secco, descritto più volte da Amy Liptrot nel suo romanzo: “Outrun, nelle isole estreme“.
In questo rifugio ci si può riparare e persino dormire, come ti racconterò alla fine di questo articolo. Se sei diretto da queste parti, sappi che vicino all’area parcheggio trovi dei servizi pubblici ma nessun punto di ristoro. Organizzati per bene e porta con te acqua e qualcosa di mangiare per ogni evenienza.





Rackwick nella poesia
Let no tongue idly whisper here
George Mackay Brown
Between those strong red cliffs,
Under that great mild sky
Lies Orkney’s last enchantment,
The hidden valley of light
Sweetness from the clouds pouring
Songs from the surging sea
Fenceless fields, Fishermen with ploughs and old heroes
Endlessly sleepingin
Rackwick’s compassionate hills.
George Mackay Brown, poeta originario delle Orcadi, descrive questo luogo come l’ultimo incanto delle Orcadi, la valle nascosta della luce. Quando splende il sole è difficile immaginare il perchè di queste parole ma, quando il cielo cambia all’improvviso e diventa minaccioso, le sue parole prendono forma.
E’ il luogo ideale per raccogliere i pensieri, isolarsi del resto del mondo ed entrare in contatto profondo con se stessi e la maestosità della natura che ti circonda da ogni lato.



Old Man of Hoy – il luogo più famoso dell’isola di Hoy
Una volta raggiunta la baya di Rackwick segui il cartello sulla destra che indica la direzione per raggiungere Old Man of Hoy. Ti aspetta un trekking costiero spettacolare lungo circa 10 Km, tra salite, panorami mozzafiato, immense distese di erica e scogliere vertiginose.
L’Old Man of Hoy è il faraglione più alto del Regno Unito e svetta nell’Oceano con i suoi 137 metri d’arenaria rossa. Vederlo apparire toglie il fiato! Ormai è separato dalla costa per l’effetto erosivo delle onde dell’oceano e del vento. Guarda il nostro video su You Tube e iscriviti al canale per supportarci.
In origine era caratterzzato da un arco con due gambe, abbattute da una tempesta. E’ uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita, prima che collassi in mare! La cima è erosa da una grossa crepa e gli studiosi dicono che “il vecchio uomo” già zoppo, non resisterà ancora a lungo.
Ivan mi ha chiesto di sposarlo proprio davanti a questo spettacolo mozzafiato: non dimenticherò mai l’Old Man of Hoy e quest’isola resterà per sempre impressa nella mia memoria. Dai un’occhiata al nostro reel.

Le scogliere di St John’s Head
Proprio a due passi da qui, proseguendo verso nord svetta il promontorio di St John’s Head, le scogliere più alte del Regno Unito: ben 335 metri di pura adrenalina e bellezza. Solo il trekking che porta all’Old Man of Hoy e a queste scogliere vale un viaggio sull’isola di Hoy!
Tra l’altro non potevamo essere più fortunati data la strepitosa giornata di sole che abbiamo trovato. Purtroppo c’era vento, quindi non abbiamo potuto far volare il nostro drone, ma siamo ugualmente riusciti a fare delle foto strepitose. Sui bordi di queste ripidissime scogliere non è raro avvistare qualche puffin in primavera/estate.
Ti racconto tutto il trekking, passo dopo passo in questo articolo: Old Man of Hoy, trekking spettacolare alle Isole Orcadi.
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Betty Corrigal’s grave: The Lady of Hoy
La piccola tomba di Betty Corrigal si trova sperduta in mezzo alla brughiera, vicino ad un laghetto noto come Water of Hoy. Per arrivarci segui la B9047, lascia l’auto nel piccolo spiazzo a lato strada e segui la passerella di legno che conduce alla tomba.
Betty era una giovane donna di Hoy morta tragicamente. Viveva tutta sola al Greengairs cottage e un giorno conobbe un marinaio che la sedusse per poi ripartire, lasciandola disperata e incinta.
Betty viveva nella vergogna e così tentò di uccidersi gettandosi in mare ma venne tratta in salvo. La giovane provò nuovamente a togliersi la vita, questa volta impiccandosi e ci riuscì. Nel 1770 il suicidio era un grave peccato e i Lairds di Hoy & Melsetter non vollero immischiarsi in questa triste storia, così Betty fu sepolta fuori dai confini della parrocchia, senza una lapide e dimenticata da tutti.
Nel 1933 due operai che stavano tagliano la torba, trovarono la sua cassa di legno, priva di contrassegno. Aprirono la cassa credendo di aver trovato uno scrigno pieno d’oro, invece scoprirono il corpo di Betty, perfettamente conservato dalla torba.

La leggenda della signora di Hoy
La leggenda narra che la corda con cui Betty si impiccò era ancora accanto a lei,u e si dissolse in polvere a contatto con l’aria. Il corpo era così ben conservato che intervenne la polizia di Kirkwall, ma archiviarono il caso e la salma venne riseppellita nello stesso punto.
La vecchia signora di Hoy continuò a riposare qui fino al 1941 quando un gruppo di soldati in cerca di torba, scavarono il terreno e trovarono la cassa. Così la storia di Betty iniziò a girare fra i militari che disseppellirono il corpo più volte. Questa crudeltà finì quando alcuni ufficiali decisero di spostare il corpo e proteggerlo con una lastra di cemento anche se c’era alcun nome.
Fu grazie al reverendo americano Kenwood Bryant, che si trovava a Hoy che le cose cambiarono. Nel 1949 Betty ebbe la sua prima messa e issarono una croce e una recinzione a proteggere la sua bara. Nel 1976 venne aggiunta la piccola lapide bianca che si vede oggi.


Cantick Head Lighthouse
Come saprai noi due siamo grandi appassionati di fari e non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di vedere questa meraviglia. Quando siamo arrivati a Cantick Head numerosi uccelli svolazzavano attorno alla sua cima, il sole splendeva alto e nell’aria c’era una leggera brezza.
Da questi parti non è raro avvistare qualche foca o balena e persino squali e delfini. Il panorama attorno al faro attira molti visitatori, perchè le viste sul mare sono tra le migliori delle Orcadi. Il paesaggio è incorniciato dalle sagome di Flotta, Switha, South Ronaldsay, Swona, Stroma, dal profilo lontano di Duncansby Head e della costa settentrionale della Scozia.
La piccola penisola di South Wall, è affacciata su una posizione strategica e forma l’ingresso meridionale della grande baia di Scapa Flow. Nel 1858 i commissari tecnici della Northern Light proposero di erigere un faro in questo punto, proprio per questo motivo.
Leggi anche i 20 fari più belli della Scozia da vedere in viaggio.

La realizzazione del faro
Il progetto e la sua realizzazione fuono seguiti da Thomas e David Stevenson, due ingegneri appartenenti alla famiglia più famosa di costruttori di fari scozzesi. David Stevenson costruì circa 30 fari durante il suo mandato come ingegnere alla Northern Lighthouse Board e David ha progettato dei fari persino in Giappone e anche un metodo per proteggerli dai terremoti.
Thomas Stevenson, padre dell’autore Robert Louis Stevenson, si unì all’azienda di famiglia nel 1838, inventando un nuovo sistema d’illuminazione per i fari e lo “Stevenson Screen”. La penisola offre un paesaggio straordinario con una ricchezza di siti e monumenti ben conservati.
La luce della lanterna della torre, alta 22 metri, brillò per la prima volta nel 1858, lanciando un fascio di luce visibile fino a ben 33 Km di distanza. Vicino alla torre ci sono una serie di cottages bianchi, che un tempo fungevano da abitazione per i guardiani del faro e le loro famiglie. Nel 1991, il faro venne automatizzato e i cottages trasformati in case vacanza (ti racconto di più tra poco).




Hoy Kirk Heritage Centre
Dopo cena dato che il buio faticava ad arrivare siamo andati a fare un giro in macchina e siamo arrivati davanti a questo vecchio Kirk. La porta era aperta e così siamo entrati a curiosare.
Hoy Kirk si trova all’estremità nord dell’isola di Hoy e fu costruito nel 1892. L’edificio di oggi mantiene gran parte del suo carattere originale con le sue vecchie lampade a gas e un bel pulpito in legno, intagliato con dei pannelli che precedono la costruzione della chiesa. Alcuni credevano che fossero stati realizzati da alcuni relitti dall’armata spagnola.
La croce di legno sopra il pulpito fu realizzata utilizzando i soldi della dogana e dalle accise locali, a eccezione del legno che venne preso dalla nave HMS Vanguard, fatta saltare in aria sui suoi ormeggi a Scapa Flow nel 1917.
Al suo interno la sedia del direttore del coro – precentor’s chair – da cui si dirigeva il canto nella chiesa dove non c’erano organi o altri strumenti musicali. Erano i membir della congregazione a cantare. Per intonare la nota iniziale si utilizzava un diapason.
La comunità ha raccolto il patrimonio locale attraverso fotografie, documenti, libri, film, interviste e ritagli di giornale. Oltre a una collezione permanente, Hoy Kirk ospita spesso mostre ed eventi. Al suo interno trovi anche una sezione dedicata a Old Man of Hoy, pannelli informativi relativi alla Dwarfie Stone, al tempo su Hoy, alla botanica, ai naufraghi e alle mostre di archeologia di Hoy.
I filmati girati dagli abitanti di Hoy danno un’idea del carattere della parrocchia e la comunità continua ad aggiungere sempre qualcosa alla sua collezione.




Longhope lifeboat museum
Il 17 marzo 1969, durante la notte, il battello di salvataggio in servizio a Longhope si lanciò nel mezzo di una spaventosa tempesta per soccorrere la nave liberiana “Irene”. La furia del mare scaraventò Irene a riva e tutto l’equipaggio si salvò, ma gli uomini a bordo del Lifeboat invece scomparvero in mare. Qualche giorno dopo venno ritrovati i cadaverdi di 7 uomini, mentre l’ultimo è tutt’ora disperso.
Sono passati 50 anni ma questa tragedia è ancora viva nella memoria degli abitanti di Hoy che tengono molto a questo piccolo museo. Purtroppo lo abbiamo trovato chiuso, ma ci siamo affacciati dalla sua piccola finestra per dare uno sguardo all’interno.
Longhope lifeboat museum si trova sull’isola di South Wall, su una specie di piccola palafitta in mare e la sua posizione è davvero molto suggestiva. Il museo fu inaugurato nel 2002 e tra le altre cose ospita anche un battello originale di inizio ‘900, il Lifeboat “Thomas McCunn”, perfettamente conservato, dove si può persino salire a bordo.



Royal Naval Cemetery
In questo cimitero di Lyness riposano oltre 600 uomini che hanno dato la vita nella I e II guerra mondiale. E’ un luogo toccante e un promemoria del passato bellicoso delle Orcadi.
I marinai iniziarono a seppellire i loro compagni a Lyness nel 1915 e il cimitero rimase in uso fino al 1946. The Imperial War Graves Commission fece erigere una croce del sacrificio nel 1925, in granito grigio Aberdeen. L’iscrizione attorno alla base della croce recita: “their name liveth for evere more“, ovvero “Il loro nome vivrà per sempre”.
Il 30 maggio 1916 la Grand Fleet lasciò Scapa Flow per combattere la battaglia di Jutland, l’unico scontro tra le principali flotte delle marine britanniche e tedesche in entrambe le guerre mondiali. Molte navi da guerra britanniche e tedesche vennero danneggiate e persero la vita 6.000 marinai della Royal Navy e 2.500 tedeschi, mentre altri soffrivano per ustioni e ferite gravi.
La maggior parte dei morti del Commonwealth scomparve insieme alle navi o venne sepolta in mare, ma la HMS Barham e Malaya tornarono a Scapa con morti e feriti a bordo, 38 dei quali riposano in questo cimitero. La sera del 5 giugno 1916, l’incrociatore blindato HMS Hampshire colpì una mina tedesca al largo di Marwick Head e affondò in 15 minuti. Quasi 650 uomini persero la vita: 160 corpi sono stati recuperati dal mare e oggi sono sepolti qui.
La maggior parte delle tombe ospitate dal Royal Naval Cemetery sono di ufficiali e membri delle forze di terra perse da H.M.S. “Hampshire”, “Vanguard”, “Narborough” e “Opal”. Qui riposano anche 26 uomini della H.M.S. “Royal Oak”, affondata a Scapa Flow da un U-boat tedesca il 14 ottobre del 1939. Alcune delle persone sepolte qui sono tutt’ora non identificate.
Il cimitero ospita uomini di oltre 160 navi diverse: militari australiani, canadesi, indiani, neozelandesi e norvegesi e tombe di 18 tedeschi.





Osmundwall Cemetery
Questo cimitero si trova su un pendio che domina la baia sottostante: il paesaggio che lo circonda è davvero incantevole. E’ delimitato da un muro di cinta lastricato in pietra che racchiude il cimitero e circonda il mausoleo.
Al suo interno restano alcune lapidi di inizio XVIII secolo e altri monumenti di interesse come: la lastra tombale rotta accanto al muro del mausoleo, scolpita con teschio e ossa incrociate e un obelisco in pietra arenaria, che commemora l’equipaggio della St Leicestershire di Grimbsy che affondò il 28 gennaio 1938.
Ci sono numerose lapidi di coloro che morirono durante le guerre mondiali, un memoriale di Reginald Blomfield dedicato ai marinai morti durante la prima guerra mondiale e un alto crocifisso in granito con iscrizione.
Tra tutti spicca la statua in bronzo di Ian Scott, eretta dalle vedove e dalle madri, in memoria del disastro della scialuppa di salvataggio di Longhope. Questo memoriale fu innaugurato dalla regina Elisabetta, the Queen Mother, nell’agosto del 1970. Al di sotto riecheggia una scritta: “Greater love hath no man than this, that he lay down his life for his fellowmen“.





Moodie Burial place
All’interno di questo ampio spazio verde spicca un mausoleo del XVII secolo noto come Moodie Burial place. Con stupore ci siamo accorti che la piccola porta di legno che celava l’ingresso era aperta e così siamo entrati. La famiglia Moodie è una delle più antiche delle Orcadi e si ritiene che discendano direttamente da Maddad, nipote di re Duncan di Scozia, ucciso da Macbeth nel 1040 e Margaret, figlia di re Hakon delle Orcadi.
I Moodies furono i principali proprietari terrieri di Hoy dalla fine del XVI secolo, fino all’inizio del XIX secolo. Vissero a Snelsetter e poi a Melsetter. Nel 1591 William Mudie ottenne delle terre da re Giacomo VI, dando inizio ad una dinastia che durò su Hoy per molti anni.
A quanto pare, era una tradizione della famiglia Moodie non seppellire i loro morti, ma metterli sulle lastre di pietra all’interno del mausoleo, dove sarebbero stati mummificati dall’aria salata che soffiava. Sedici corpi giacevano qui finchè l’usanza non fu interrotta dalla sorella del capitano James Moodie, che a causa del dolore per l’assenza dei suoi fratelli, decise di rimuoverli e seppellirli.
Il mausoleo venne eretto usando le pietre della chiesa medievale di San Colm. E’ molto esposto alle intemperie ed è caratterizzato da un portale a tutto sesto, alcuni rosoni e un’iscrizione latina sulla cavità “soli Deo laus honor et gloria“. Ci sono vari pannelli araldici con degli stemmi nella muratura, erosi dalle intemperie ma, un “fleur de lis” e le iniziali FM e MS si vedono ancora. Dovrebbero riferirsi alle iniziali di Francis Moodie e di sua moglie Margaret Stewart di Graemsay.
L’interno è molto spoglio e davvero tanto fatiscente e sporco. Sul pavimento lastricato appoggiano due lastre tombali e l’iscrizione: “Here Lyest James Robson”.



Le baie di Hoy
Anche se Rackwick bay è sicuramente la baia più famosa e suggestiva dell’isola di Hoy, non mancheranno altri scorci da cartolina durante il tuo on the road.
Prenditi il tuo tempo per girare l’isola di Hoy con calma, per fermarti a sentire la sabbia sotto i piedi, per fare il bagno in un giorno strepitoso di sole come questo, quando l’acqua è calda, fuori ci sono 26 gradi e non soffia nemmeno il vento. Questi luoghi remoti e lontani da tutto, regalano grandi emozioni se hai voglia di staccare la spina, buttare l’orologio e immergerti in quello che ti possono regalare.
Davanti al suggestivo Osmundwall Cemetery si apre una splendida baia dai colori caraibici. Una spiagga di sabbia bianca e sottile, incorniciata da un paesaggio da cartolina. Il litorale conduce fino al piccolo cottege bianco, noto come beach gallery, che si intravede anche dalla spiaggia.
Percorrendo la B9047, incontrerai diverse baie pittoresche come Rysa bay e Pegal bay, tristemente famose per gli allevamenti intensivi di ostriche e salmone. Da queste parti non è raro avvisatare qualche foca o altro animale marino. Qui ti dico di più su dove vedere gli animali in Scozia.






Lyrawa bay e la strepitosa Creekland bay
Poco più a nord, viaggiando con la macchina si intravede la suggestiva Lyrawa bay: il colpo d’occhio è spettacolare. Ti confesso che avremmo voluto tanto fermarci anche qui per trovare un sentiero ed esplorarla con calma, ma l’accesso dalla strada non sembrava troppo agibile. Peccato, perchè i colori dell’acqua, i riflessi del sole e le sensazioni che ci ha regalato, erano molto accattivanti.
Prosegui passando Chalmer Hope, fino a bay of Quoys, dove si trova il Quoyness Greenhill Broch. Fermati ad assaporare la magia della baia di Creekland, trovata per caso, sbagliando strada. Questa spiaggia è qualcosa di indescrivibile: selvaggia, lontana da tutto, immersa nel verde e nel silenzio.
Dal lato opposto della strada i resti della vecchia Hoy Old Parish Church con annesso un piccolo ciitero. Qui di fronte l’isola di Graemsay con il suo piccolo faro bianco.
La strada rialzata che collega Hoy all’isoletta di South Walls venne costruita durante la II Guerra Mondiale, lungo una lingua di terra chiamata “The Ayre”. Questo causeway è molto suggestivo da percorrere e su ogni lato sarai circondato dall’Oceano e piccolissime baie.

Dormire in un ostello o un rifugio a Hoy
Non ci sono molti accomodamenti sull’isola di Hoy e pochi decidono di fermarsi sull’isola più di un giorno. Peccato perchè questo luogo remoto è incredibilmente affascinante e vale la pena scoprirlo. Se decidi di fermarti per la notte ti suggerisco di organizzarti per tempo e prenotare l’alloggio, così da assicurarti un tetto sopra la testa.
Per i più avventurosi c’è Rackwick bothy ma, devi veramente avere un gran senso di adattamento. Niente servizi igienici e solo un prato dove piazzare una tenda per dormire guardando le stelle. Dentro al rifugio c’è posto per riparasi delle intemperie, un tavolo, acqua potabile e qualche oggetto utile. La vista è mozzafiato ma l’alloggio è oltremodo spartano anche se completamente gratuito e a due passi dalla baia.
Se vuoi solo un appoggio per la notte e non hai particolari pretese puoi optare per Rackwick Hostel molto rinomato tra ciclisti e camminatori. La struttura dispone di due stanze che possono ospitare circa 8 persone.




Dormire in un faro sull’isola di Hoy
Se cerchi invece qualcosa di più romantico puoi optare per Cantick Head Lighthouse che si trova sull’isola di South Wall. Dato che abbiamo festeggiato a Hoy il nostro decimo anniversario, avevamo pensato che dormire in un faro sarebbe stato perfetto.
Purtroppo però da alcuni anni a questa parte, hanno cambiato le politiche di prenotazione e bisogna restare almeno per 3 notti. Noi ci siamo fermati 2 notti sull’isola di Hoy, quindi abbiamo dovuto rinunciare. Le foto che vedi sono di una nostra iscritta, Roberta Brintazzoli che ci ha dormito qualche anno fa.
Siamo ovviamente andati a vedere il faro e per quanto fosse incredibilmente bello, una volta vista la strada per arrivarci, siamo stati felici di non essere riusciti a prenotare.
Per raggiungerlo si attraversa una single track minuscola, piena di enormi buche molto pericolse per le gomme dell’auto e non facile da percorre nemmeno in pieno giorno. Se decidi di dormire qui noleggia un fuoristrada e parti preparato.




Isola di Hoy dormire in hotel
Ultima opzione ma non per importanza dormire in un hotel con servizio ristorante. Lo Stromabank Hotel si trova a South Wall, la piccola isola a sud di Hoy. E’ qui che abbiamo alloggiato durante la nostra permanenza e non potevamo trovare sistemazione migliore. L’hotel è immerso nel silenzio e lo sguardo corre fino al blu del mare.
Stromabank hotel è piccolino ma accogliente e ci si sente subito a casa da queste parti. E’ gestito da una coppia che sa essere discreta ma allo stesso tempo è presente e disponibile ad aiutarti in tutto quello di cui hai bisogno. La nostra stanza era pulita, con un bel bagno caldo, un letto grande molto comodo, ambiente caldo e un bel lucernario con vista.
Una base perfetta per esplorare ogni angolo di Hoy con calma e senza fretta. Tranquillo se devi fare benzina, trovi una pompa sempre in questa parte dell’isola.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!

Altri posti dove dormire sull’isola di Hoy
Navigando il sito di Visit Scotland e Visit Orkney ho scoperto qualche altra struttura che offre accomodamenti sull’isola di Hoy. Cliffgate Rackwick, un cottege in affitto aperto tutto l’anno (affittabile per 3 giorni o 7 giorni). Per informazioni contattare lo 01856-771231 o scrivere a info@cliffgate.co.uk
Hoy Hotel, si trova lungo la strada principale dell’isola ma attualmente è chiuso per manutenzione e non si conosce una data di riapertura. Un’altro Hotel nei pressi di Lyness è il Royal Hotel, ma passandoci davanti abbiamo avuto l’impressione che anche questo fosse chiuso.
- The Steading cottage a Longhope
- Burnhouse cottage, prenotabile su Air b&b
- Old Hall cottage, sempre nei pressi di Longhope




Dove mangiare sull’isola di Hoy
Inutile dire che lo Stromabank Hotel è anche uno dei pochi posti dove si può mangiare qualcosa sull’isola di Hoy. La cena è stata deliziosa: un main course tra i più ricchi e gustosi di questo viaggio, con un ricchissimo contorno di verdure.
La colazione non è stata da meno: cucinata al momento e bella calda. Unica nota dolente l’haggis che per i miei gusti era un pochino troppo secco. Ci hanno inviato il menù per mail, per assicurarsi di avere sempre quello che volevamo mangiare per cena e lo stesso hanno fatto per la colazione. Un servizio davvero impeccabile, non c’è che dire.
Al centro visitatori dello Scapa Flow Museum c’è una caffetteria che serve qualche snacks e dolcetto. Aperto solo in estate e per poche ore al giorno.
Emily’s ice cream è una piccola casa colorata che offre caffè, dolcetti, piatti con formaggio delle Orcadi e salmone affumicato. Si trova a due passi da Mill Bay, lungo la strada che da Lyness porta a Rackwick bay.
Il cartello appeso fuori dalla porta dice che è aperto da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 17.00 da maggio ad agosto. Da settembre ad aprile è aperto solo venerdì e sabato dalle 11.00 alle 16.00. La domenica è sempre chiuso, sia in estate che in inverno. Purtroppo alle 16.30 lo abbiamo trovato già chiuso, quindi niente golosità per noi stavolta.
Se hai bisogno di fare benzina o acquistare qualcosa, ti suggerisco di andare nei pressi di Longhope Lifeboat Station, dove trovi il negozio di John M Groat & Sons. Abbiamo trovato praticamente tutto quello di cui avevamo bisogno.


Come raggiungere l’isola di Hoy
Prima di arrivare sull’isola di Hoy, dovrai raggiungere il Mainland delle Orcadi. Scegliendo il traghetto gestito da Northlink Ferries, potrai godere di viste strepitose su una delle più famose attrazioni dell’Isola, Old Man of Hoy. La traversata è più lunga, ma ti garantisco che ne vale la pena. Leggi anche come arrivare alle Isole Orcadi e come muoversi tra un’isola e l’altra.
Il nostro consiglio spassionato per visitare Hoy è quello noleggiare un’auto e portarla con te sull’isola, perchè girarla con i mezzi pubblici o a piedi, non è così semplice come può sembrare. Inoltre ci sono due o tre posti molto remoti e splendidi che rischi di non riuscire a raggiungere se non puoi muoverti in autonomia.
L’isola di Hoy si raggiunge in traghetto dal Mainland delle Orcadi. Il ferry è gestito dalla compagnia Orkney Ferries, che opera corse giornaliere dall’isola principale. La frequenza dei traghetti è maggiore nei mesi estivi, mentre in inverno le tratte si riducono, tuttavia, ti suggerisco di prenotare per tempo perchè i ferry sono piccolini e i posti auto limitati.
Puoi raggiungere Hoy in due modi:
- imbarcandoti con l’auto a Houton e in circa 30 minuti arriverai a Lyness, che si trova lungo la costa sud-orientale dell’isola.
- dal porto di Stromness, da dove parte un traghetto più piccolo che trasporta solo passeggeri, che attracca a Moaness.
Pare che in estate sia attivo un servizio di minibus che fa la spola fra il punto d’attracco a Lyness e la baia di Rackwick. A noi però non sembra di averlo visto passare così spesso.
