Oggi ti propongo un’escursione in barca davvero speciale: quella che porta a Inchcolm Abbey, una solitaria abbazia medievale che sorge su una piccola isola nel Firth of Forth, la suggestiva Inchcolm Island.
Questa minuscola isola è considerata una delle più affascinanti del Firth of Forth ed è spesso soprannominata la Iona dell’Est. Per raggiungerla navigherai tra scogli, natura e colonie di simpatiche foche, passando sotto i tre giganteschi ponti di ferro che attraversano il fiordo, oggi patrimonio UNESCO.
Dopotutto, è difficile immaginare un viaggio in Scozia senza mettere piede almeno su un’isola. E la cosa sorprendente è che questa piccola meraviglia si trova a pochissima distanza da Edimburgo. Basta raggiungere South Queensferry, il pittoresco villaggio affacciato sul Firth da cui partono le barche.
Se stai già pensando di andarci, non preoccuparti: alla fine dell’articolo troverai tutte le informazioni pratiche su come arrivare, traghetti e tour organizzati.
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Cosa vedere e cosa fare a Inchcolm Island e Inchcolm Abbey
Inchcolm Abbey è una delle abbazie medievali meglio conservate della Scozia, fondata nel 1123 dai monaci agostiniani. Chiostri, sala capitolare e refettorio sono ancora chiaramente riconoscibili, permettendo di immaginare la vita dei monaci che abitavano l’isola secoli fa.
L’abbazia e i suoi giardini sono piacevoli da esplorare e, per chi desidera una vista ampia sull’isola e sul Firth of Forth, è possibile salire in cima alla torre. Ma Inchcolm Island non ospita solo l’abbazia: vi si trovano anche fortificazioni militari moderne, piccole spiagge e ampie aree verdi.
Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l’isola ebbe un ruolo strategico come parte delle “Fortezze del Forth” a protezione della base navale di Rosyth e del Forth Bridge. Nel 1916-17 fu scavato un tunnel sotto la collina all’estremità orientale per collegare una batteria di cannoni; il tunnel è oggi visitabile. Resti di altre postazioni militari sono ancora visibili lungo l’isola.
Inchcolm Island combina storia, natura e panorami spettacolari. Passeggiando tra i prati e le spiagge si possono osservare foche, gabbiani, fulmari e pulcinelle di mare. Il tempo a disposizione sull’isola è limitato (circa un’ora e mezza), quindi è bene organizzarsi, pur concedendosi qualche minuto per assaporare l’atmosfera unica di questo luogo sospeso tra storia, cultura e natura.
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La Chiesa monastica
La chiesa monastica di Inchcolm Abbey è la parte del complesso che oggi appare più in rovina. L’intero sito è curato da Historic Scotland, che si occupa della conservazione di molti dei principali monumenti storici del paese.
Curiosamente, sull’isola si trovano anche strutture molto più recenti. La sala macchine costruita durante la Prima guerra mondiale venne riadattata negli anni ’30 e oggi ospita il piccolo centro visitatori dell’abbazia.
Sopra l’ingresso dell’abbazia si può ancora leggere un’iscrizione medievale scolpita nella pietra: “Stet domus haec donec fluctus formica marinos ebibat, et totum testudo perambulet orbem.” Ovvero: “Possa questa casa resistere finché una formica non prosciugherà il mare e una tartaruga non avrà camminato intorno al mondo.”
Passeggiando tra i resti di Inchcolm Abbey e lungo il chiostro si riesce ancora a immaginare la vita monastica in questo luogo remoto, rimasto sorprendentemente intatto per secoli.
All’interno dell’abbazia si conserva anche un raro affresco medievale: un dipinto murale del XIII secolo che raffigura un corteo funebre, una testimonianza piuttosto insolita nell’arte religiosa scozzese.
Queste sono solo alcune delle meraviglie che potrai vedere una volta sbarcato su Inchcolm Island. E se avrai anche la fortuna di trovare una giornata di sole, il fascino dell’isola sarà ancora più evidente.


Dentro gli stretti corridoi di Inchcolm Abbey
Nel 1609 vennero aggiunti al complesso nuovi edifici, tra cui una torre fortificata di quattro piani con parapetto. Una stretta scala nel muro est del chiostro conduce a una piccola stanza sopra la sala capitolare, dotata di camino, probabilmente usata dai canonici per riscaldarsi nei mesi freddi.
In passato, sulle pareti erano visibili frammenti di scrittura gotica, oggi purtroppo scomparsi. Passeggiando tra le stanze e i corridoi stretti, si percepisce la vita quotidiana dei monaci che abitavano l’abbazia.
Una scala a chiocciola porta al tetto, da cui si gode di un panorama ampio sul Firth of Forth. Qui l’esperienza diventa più intima: mentre nell’H2 hai una visione generale dell’isola e delle sue attrazioni, questo H3 racconta i dettagli nascosti e le curiosità architettoniche di Inchcolm Abbey.
Dopo la visita dell’abbazia, chi desidera può scoprire i resti delle fortificazioni della Prima e Seconda Guerra Mondiale o passeggiare sulle spiagge dell’isola, approfondendo i dettagli che rendono Inchcolm un luogo unico.
Continua a leggere: tra poco vedremo come raggiungere l’isola e scopriremo anche l’interessante storia di Inchcolm Abbey e della sua fondazione.




Come arrivare a Inchcolm Abbey su Inchcolm Island
Per raggiungere Inchcolm Abbey dovrai prendere un traghetto che parte dalla banchina del piccolo villaggio di South Queensferry, affacciato sul Firth of Forth.
Per arrivare a South Queensferry hai tre opzioni:
- noleggiare un’auto è la soluzione più semplice se stai viaggiando on the road in Scozia. Dal centro di Edimburgo occorrono circa 30 minuti di guida.
- prendere il treno: da Edinburgh Waverley Railway Station puoi prendere un treno in direzione Dalmeny railway station. Dalla stazione, con una piacevole passeggiata nel bosco di circa 15–20 minuti, arriverai direttamente nel villaggio e alla zona degli imbarchi di Hawes Pier.
- Prendere l’autobus: Diversi autobus collegano Edimburgo a South Queensferry. Una volta arrivato nel villaggio, ti basteranno circa 10 minuti di passeggiata lungo la caratteristica High Street per raggiungere la banchina da cui partono le barche per Inchcolm Island.
Se stai pensando di visitare la Scozia senza auto, nel blog trovi anche una guida completa su come viaggiare in Scozia con i mezzi pubblici, con informazioni su treni, autobus e collegamenti tra le principali destinazioni.
Se decidi di arrivare qui in treno, durante il viaggio potrai anche intravedere uno dei simboli della Scozia: il celebre Forth Bridge, lo spettacolare ponte ferroviario in acciaio dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO. Da South Queensferry la vista su questo gigante di ferro è davvero impressionante, soprattutto mentre ti imbarchi per raggiungere l’isola.

Gita in barca verso Inchcolm Abbey: compagnie, biglietti e costi per raggiungere Inchcolm Island
Seguendo il percorso che ti ho mostrato, arriverai all’Hawes Pier a South Queensferry, da dove partono le escursioni in barca verso Inchcolm Island, alla scoperta di Inchcolm Abbey. La traversata dura circa 25-30 minuti, a seconda delle condizioni del mare e del tipo di tour scelto.
Attualmente ci sono due servizi di traghetto e una compagnia di yacht charter che effettuano viaggi verso l’isola di Inchcolm:
- Maid of the Forth: parte dall’Hawes Pier a South Queensferry e opera generalmente da Pasqua fino alla fine di ottobre.
- Forth Belle: parte anch’essa dall’Hawes Pier, con escursioni stagionali tra Pasqua e fine ottobre.
- Edinburgh Boat Charters: organizza tour privati in barca durante tutto l’anno con partenza dal porto di Port Edgar Marina.
Noi saliremo a bordo della Maid of the Forth. La compagnia mette a disposizione diverse possibilità di crociera: alcune si limitano a navigare intorno all’isola, mentre altre permettono di sbarcare e visitare Inchcolm Island e la sua abbazia.
Il consiglio è di scegliere questa seconda opzione: costa un po’ di più, ma ti permetterà di esplorare davvero l’isola e visitare Inchcolm Abbey, rendendo l’escursione molto più completa. Nei mesi estivi e nei fine settimana è consigliabile prenotare il biglietto in anticipo, perché i posti sulle barche non sono molti e le escursioni verso Inchcolm Island sono piuttosto popolari.
Il costo del biglietto della Maid of the Forth, che comprende anche l’ingresso a Inchcolm Abbey, si aggira intorno alle £18/22 a seconda della stagione. Non dovrai invece pagare l’ingresso all’abbazia se possiedi l’Explorer Pass di Historic Environment Scotland.
Una volta arrivato su Inchcolm Island avrai a disposizione all’incirca 1 ora e 30 minuti per visitare l’isola e l’abbazia. Se, come noi, ami prenderti il tuo tempo e fermarti spesso a fotografare, potresti avere la sensazione che il tempo non sia moltissimo. Ma al momento questo è l’unico modo per visitare Inchcolm Abbey: quindi vale comunque la pena approfittarne.
Durante la traversata nel Firth of Forth potrai avvistare grandi colonie di gabbiani e fulmari e, con un po’ di fortuna, anche qualche pulcinella di mare. Non sono rari neppure gli incontri con le foche, che spesso riposano al sole sopra le grandi boe – puoi vederlo nel video che ci ha inviato la nostra amica Laura Bertazzini.
Un piccolo consiglio: se ami la fotografia, cerca di sederti sul lato esterno della barca durante la traversata nel Firth of Forth. In navigazione potrai fotografare da vicino il celebre Forth Bridge e, con un po’ di fortuna, anche le foche che riposano sugli isolotti del fiordo.
Se viaggi in Scozia con i bambini, questa piccola escursione in barca può essere un’esperienza molto divertente anche per loro. Un solo avvertimento: se hai la fobia dei gabbiani, questa gita in barca probabilmente non fa per te.





Dalla stazione di Dalmany alla banchina di South Queensferry: il tragitto di andata a piedi
Questa è la strada da seguire una volta arrivato alla stazione dei treni di Dalmeny railway station per raggiungere la banchina dei traghetti a South Queensferry.
Durante il percorso passerai sotto al celebre Forth Bridge e camminerai tra gli alberi lungo un sentiero immerso nel verde. Se capiti qui nella stagione giusta, potresti persino trovare qualche lampone selvatico lungo il cammino.
Quando esci dalla stazione di Dalmeny, accanto al ponte sotto cui passano le auto noterai un cartello marrone che indica l’imbarco dei traghetti. Segui la direzione della freccia ed entra nel sentiero che attraversa un piccolo bosco.
Da qui il percorso è semplice: ti basterà seguire le indicazioni lungo il cammino e in pochi minuti arriverai alla banchina da cui partono le barche per Inchcolm Island.




Dalla banchina di South Queensferry alla stazione di Dalmeny: tragitto di ritorno
Dopo aver esplorato Inchcolm Island e visitato Inchcolm Abbey, si torna al battello che ti riporterà a South Queensferry. Una volta rientrato alla banchina degli imbarchi, dovrai semplicemente percorrere a ritroso il sentiero nel bosco per tornare alla stazione ferroviaria di Dalmeny railway station.
Le foto del tragitto di andata e ritorno nel bosco sono di Laura Bertazzini, che viaggia spesso in Scozia utilizzando i mezzi pubblici. Noi invece ci muoviamo per lo più in auto e, per raggiungere South Queensferry, abbiamo scelto proprio questa soluzione.
Anche il video girato nel Firth of Forth è stato realizzato da Laura e montato da me. Quando due persone che amano così tanto la Scozia si incontrano, nasce quasi sempre qualcosa di bello.


Accenni alla storia antica di Inchcolm Island
Inchcolm Island, dal gaelico scozzese Innis Choluim, significa “isola di Columba”. L’isola è lunga circa 800 metri e ospita le rovine di Inchcolm Abbey, una delle abbazie medievali meglio conservate di tutta la Scozia.
Si ritiene che già nel 567 San Columba, il celebre monaco missionario irlandese, abbia visitato l’isola, che prese il suo nome nel XII secolo. Inchcolm è conosciuta come la “Iona dell’Est” per i suoi legami con i monaci di San Columba.
San Columba, prima di morire, incontrò anche St Mungo, il leggendario fondatore di Glasgow, una figura affascinante da scoprire.
Proprio come Iona, si pensa che Inchcolm Island fosse un tempo un’importante isola sacra, destinata anche a ospitare sepolture di grande prestigio. Nel piccolo museo presso il centro visitatori è conservata una rara pietra tombale a “schiena d’asino” dell’XI secolo, tipica dell’epoca vichinga.
L’isola di Inchcolm viene citata perfino nel Macbeth di William Shakespeare: qui, secondo alcune interpretazioni, si fa riferimento al pagamento ai danesi per permettere di seppellire i morti sull’isola. In Scozia, la pratica di seppellire i defunti sulle isole era piuttosto comune e serviva anche a proteggere i corpi dai cani e dai lupi selvaggi.


Al tempo di Alessandro I
Al tempo di Alessandro I di Scozia, l’isola di Inchcolm Island era anche dimora di eremiti. Alcune fonti suggeriscono che nel XII secolo un eremita salvò la vita a Alessandro I, rimasto sull’isola dopo una tempesta nel 1123.
Il re avrebbe voluto ringraziare stabilendo un monastero sull’isola, ma morì prima di poterlo realizzare. Suo fratello, David I, invitò allora i canonici agostiniani a fondare un monastero con priore sull’isola, che in seguito ottenne il titolo di abbazia.
Inchcolm Abbey fu fondata da David I nel 1235 come monastero.
Un piccolo aneddoto curioso riguarda il canale che separa l’isola dalla terraferma, Mortimer’s Deep: si pensa che prenda il nome da alcuni monaci che, invece di trasportare il corpo di Sir Alan Mortimer sull’isola, gettarono la sua bara in mare.


Inchcolm durante le guerre d’indipendenza scozzesi
Come le isole vicine, anche Inchcolm Island fu ripetutamente attaccata dai predoni inglesi nel XIV secolo, durante le guerre di indipendenza scozzesi. L’isola si trovava lungo le rotte di qualsiasi nave di rifornimento o attacco, rendendola strategica.
Nel 1335 un raid inglese rubò i tesori dell’abbazia e una statua di San Columba. La nave, secondo la leggenda, fu quasi distrutta da Inchkeith Island e dovette attraccare a Kinghorn. I marinai religiosi interpretarono l’accaduto come l’ira di Columba, restituendo statue e tesori.
Nel 1384 un’altra incursione inglese tentò di incendiare l’abbazia, ma un forte vento spense le fiamme in tempo. L’isola passò anche sotto il controllo degli inglesi e dei francesi, prima di essere abbandonata e diventare terra di pirati. Le mura antiche racchiudono così storie di saccheggi, resistenze e leggende.
Peccato che, quando si fa l’escursione, il tempo sia sempre limitato. Passeggiare lentamente, scoprire ogni angolo e godersi l’atmosfera senza fretta diventa impossibile, e non riesco mai a rilassarmi del tutto sapendo di dover tenere d’occhio l’orologio.

La storia di Inchcolm Abbey fino al 1800
Nel XVI secolo l’isola subì ulteriori depredazioni da parte degli inglesi. Nel 1547 il conte di Angus tentò di riconquistare Inchcolm Island, ormai nelle mani degli inglesi, attaccando con cinque navi. Il comandante inglese John Luttrell abbandonò l’isola e distrusse le fortificazioni costruite fino a quel momento.
Inchcolm Island fu utilizzata anche come prigione. Tra i prigionieri vi furono l’arcivescovo Patrick Graham di St Andrews e Euphemia, madre di Alessandro, Signore delle Isole. Grazie alla sua posizione isolata, gli edifici religiosi di Inchcolm Island sono arrivati fino a noi in condizioni migliori rispetto a molte abbazie sulla terraferma, perché non potevano essere facilmente distrutti durante le ondate di riforma.
Nel corso del XVI secolo l’isola divenne proprietà di Sir James Stewart, il cui nipote divenne terzo Conte di Moray. Da qui deriva il titolo di Lord St Colme.
Una curiosità affascinante: nel 1880 fu scoperto uno scheletro murato all’interno di una delle mura dell’abbazia… e lo scheletro era in piedi. Un dettaglio inquietante che aggiunge mistero a queste antiche mura.

Inchcolm Island durante le guerre mondiali
Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, Inchcolm Island faceva parte delle difese del Firth of Forth. L’isola era il quartier generale strategico, grazie alla sua posizione e ai sistemi antisommergibile e anti-barca installati per proteggere la base navale di Rosyth, il Forth Bridge e la città di Edinburgh.
Le difese avevano lo scopo di proteggere l’ancoraggio navale tra Inchcolm e il Forth Rail Bridge. Nel 1916-17, quando la Grande Flotta fu spostata da Scapa Flow nelle Isole Orcadi al Firth of Forth, le difese sull’isola furono ulteriormente rafforzate. In quell’occasione fu costruito un tunnel sotto la collina all’estremità orientale dell’isola, per collegare una nuova batteria di cannoni situata sul lato protetto.
Nel 1939, durante la Seconda Guerra Mondiale, l’isola fu nuovamente militarizzata e il boom antisommergibile e anti-barca fu riposizionato. Molti resti di entrambe le guerre, dai tunnel alle postazioni di artiglieria, sono ancora oggi visibili su Inchcolm Island, testimoni silenziosi del suo ruolo strategico.

Dove mangiare e dove dormire a South Queensferry
Dopo la gita a Inchcolm Abbey, a South Queensferry avrai sicuramente un po’ di fame. Se non hai fretta di tornare alla stazione dei treni, il villaggio offre diverse opzioni interessanti, dalle bakery artigianali ai ristoranti con vista sul Firth of Forth.
Colazioni, snack e dolci:
- Dune Bakery – Pasticcini freschi, croissant, pane artigianale e caffè: una gemma locale sulla High Street, perfetta per una pausa dolce o un caffè veloce.
- Manna House Bakery & Patisserie – Dolci, torte e pasticcini, ideale per un tè caldo accompagnato da una vista rilassante.
- The Little Bakery – Colazioni, brunch e dolci fatti in casa, in un locale accogliente e tranquillo.
- Biker’s Cove e Honey Pot Creative Cafe – Piccoli caffè indipendenti per uno spuntino veloce o un caffè speciale.
Pranzi e cene:
- The Railbridge Bistro – Panini, piatti semplici, dolcetti e ottimo tè caldo, con belle foto dei ponti sul Forth.
- Orocco Pier – Cena con vista sui ponti del Firth of Forth, uno dei nostri locali preferiti.
- Down the Hatch – Brunch o pranzo leggero vicino al porto di Port Edgar Marina.
- Rogue Bros The Boat House – Cucina locale all-day, ambiente moderno e informale.
- Thirty Knots – Piatti di stagione sulla High Street, ottimo per un pasto rilassato.
- Scotts Bar & Restaurant – Fish & chips e piatti classici britannici al porto.
- The Hawes Inn – Locanda storica con cucina scozzese tradizionale.
- The Ferry Tap – Birreria/ristorante informale sulla High Street, perfetta per un pasto veloce.
Dormire a South Queensferry:
- Innkeeper’s Lodge – Situato proprio sotto il ponte, con camere confortevoli e ottima colazione. Ma ci sono molte altre strutture in zona – Verifica qui alloggi disponibili in zona e prezzi aggiornati.
Se invece non prevedi di fermarti a dormire, ti basterà tornare alla stazione ferroviaria per riprendere il treno o l’autobus.

Perchè arrivare fino a South Queensferry?
South Queensferry non è solo il punto di partenza per l’escursione a Inchcolm Abbey, ma è anche un villaggio che merita una visita. Questo piccolo borgo ai piedi del Firth of Forth è uno dei nostri posti del cuore in Scozia, con scorci pittoreschi e locali accoglienti dove fermarsi a mangiare o a bere qualcosa.
La vera meraviglia sono i tre fantastici ponti che attraversano il Firth: patrimonio mondiale dell’Umanità, ognuno con la sua storia e il suo fascino.
- Forth Bridge – dal classico colore rosso e simbolo dell’ingegneria vittoriana.
- Forth Road Bridge – ancora oggi in uso per il traffico automobilistico.
- Queensferry Crossing – inaugurato il 30 agosto 2017, moderno e imponente.
Fermarsi qui significa non solo gustare ottimi piatti e dolci locali, ma anche ammirare questi ponti da prospettive diverse, passeggiare lungo il porto e respirare l’atmosfera di un villaggio che ha saputo mantenere tutto il fascino storico e naturale del Firth of Forth.
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NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e Ivan Balducci 2017 – 2026 o concesse in uso dai legittimi proprietari. Vietato ogni uso.
Ringrazio Laura Bertazzini per le foto.

2 comments
Ho fatto lo stesso tour e mi sono anche fermata nello stesso locale nei pressi del ponte! :) un ricordo bellissimo
Davvero??!! :-) che bello! grazie