Ci sono dei simboli della Scozia che immediatamente richiamano alla mente questa nazione, sono intrisi di usanze, storia, leggende e particolarità. Scopriremo le icone più famose e i simboli indiscussi di questa terra, che la rappresentano e la rendono unica il tutto mondo.
Non stiamo parlando solo di kilt, whisky e cornamusa, ma di quei simboli che esprimono lo spirito di questa terra, la storia di un popolo fiero e di una nazione, avvolta nel mito e nelle leggende, che arrivano fino ai giorni nostri. Ogni simbolo, ogni icona cela un significato e ha qualcosa da raccontare.
Facciamo un giochino, se ti dico Scozia a te che cosa viene in mente? Commenta qui sotto e faccelo sapere!

Cosa troverai in questo articolo
L’erica – il leggendario fiore di Scozia
Probabilmente negli anni questo fiore è diventato famoso tanto quanto il cardo. L’erica scozzese o Heather – invade le valli dalla Scozia e attorno alla sua indiscussa bellezza, aleggiano tante leggende. Nel corso dei secoli è stata usata per costruire oggetti, tetti di vecchie crofthouse e persino materassi per i letti.
L’erica è famosa per le sue proprietà benefiche ed è utilizzata anche per particolari tipi di miele aromatizzato e birre dalle storie leggendarie. Hai mai assaggiato qualcosa a base di erica? Facci sapere qui sotto se ti è piaciuto oppure no.
Avrai visto sterminate distese di erica colorare le valli, le colline delle Highlands e tanti luoghi isolati della Scozia. Esistono vari colori di questa pianta: il più conosciuto è quello viola, mentre il più raro è quello bianco, legato alla leggenda di Malvina.
Ti racconto di più nell’articolo dedicato all’erica, il leggendario fiore di Scozia.

Il cardo, simbolo della nazione
Il cardo è sicuramente uno dei simboli più rappresentativi della Scozia e la sua storia iniza al tempo di Alessandro III. Era presente sulle monete d’argento messe in circolzione da Giacomo III nel 1470 e nel tempo divenne l’emblema dell’Ordine del Cardo e comparve persino nello stemma reale.
All’interno della cattedrale di St Giles si trova la Cappella del Cardo – The Thistle Chapel, dove ancora oggi si riuniscono i membri di questo ordine cavalleresco, composto da membri eletti direttamente dal re per grandi meriti.
Perchè il popolo scozzese ha scelto il cardo come simbolo della propria nazione? Ci sono diverse teorie su come il cardo sia diventato un’icona scozzese e la spiegazione più diffusa riguarda uno scontro tra scozzesi e vichinghi, probabilmente la battaglia di Largs, avvenuta nel 1263.
Si dice che mentre i nemici si preparavano ad attaccare nella notte un campo scozzese, si tolsero le scarpe per non farsi sentire e prenderli alla sprovvista ma, non sapevano che c’erano tanti cardi nel campo. I vichinghi calpestando le spine dei cardi, urlarono così forte che le loro grida fecero eco in tutto il campo, svegliando gli scozzesi che vinsero la battaglia e sbaragliarono i vichinghi.
Per questo motivo, ancora oggi, si usa l’espressione cardo “protettore” perchè questo fiore così bello e ispido, ha salvato la vita degli scozzesi e venne così adottato come simbolo della Scozia. Trovi immagini che ritraggono il cardo sparse un pò per tutta la Scozia.

La cornamusa
Non è raro sentire per le strade della Scozia risuonare l’eco di una cornamusa che fa volare la mente lontano. La cornamusa è indubbiamente uno dei simboli della Scozia, tra i più famosi oserei dire.
Pare che le origini dello strumento nazionale scozzese risalgano all’antico Medio Oriente e che la cornamusa sia arrivata in Gran Bretagna solo nel 43 dopo Cristo ma, sono controverse le opinioni in merito a questo argomento.
In Scozia i primi riferimenti scritti ad una cornamusa risalgono al XV secolo. La cornamusa è così fortemente legata alla Scozia anche perchè era considerata uno strumento di guerra, usato per guidare gli uomini in battaglia, caircarli e sostenere le truppe.
Il suono della cornamusa scozzese è diventato sinonimo di forza, coraggio ed eroismo e per questo è una parte integrante della loro cultura. Ti racconto di più nell’articolo la cornamusa scozzese e la sua storia.

Kilt e tartan
Sicuramente ti sarai chiesto almeno una volta se è vero che gli scozzesi non indossano nulla sotto al kilt, vero? Il kilt tradizionale è uno dei simboli più famosi della Scozia: un orgoglio nazionale indossato con fierezza.
Il kilt scozzese, un tempo era ben diverso da quello che vediamo indossare oggi a personaggi più o meno famosi come Gerard Butler. In passato era una specie di plaid lungo che si legava intorno alla vita e anche molto macchinoso da indossare. Solo con il passare dei secoli cambiò forma e si modificò anche il modo di indossarlo.
Per realizzare il kilt si usa un particolare tessuto di lana chiamato tartan costituito da tante bande orizzontali e verticali, di vari colori, che si intrecciano formando dei quadrati. All’inizio i motivi e i colori diversi, identificavano persone di classi sociali diverse. Successivamente, i colori dei vari tartan vennero associati a determinati clan ed è così ancora oggi.
Oggi è usato in occasioni speciali come cerimonie, matrimoni o celebrazioni particolari.

Unicorno, l’animale nazionale
L’unicorno è l’animale nazionale della Scozia e lo si trova rappresentato in moltissimi luoghi. Questo animale mitologico, racchiude in sé alcune delle caratterische che sono così care al popolo scozzese, quali: dignità, innocenza e purezza, ecco perchè è stato scelto come simbolo della Scozia.
Secondo la leggenda il loro corno è in grado di purificare l’acqua avvelenata ed ha immense proprietà curative. L’unicorno è quasi impossibile da catturare e da domare e va d’accordo solo con i puri di cuore. Secondo il folklore celtico questo animale rappresenta proprio la forza e il grande desiderio del popolo scozzese di essere libero.
Viene spesso rappresentato in catene, proprio perchè sarebbe impossibile domare la sua forza vitale e prorompente. Ti racconto di più nell’articolo in evidenza.

Il viadotto di Glenfinnan
questo storico viadotto è diventato icona della Scozia, dopo che milioni di persone si sono appassionati ai film della saga di Harry Potter. Da allora i punti panoramici che si trovano nei pressi del Glenfinnan viaduct sono letteralmente presi d’assalto dai turisti, che vogliono veder passare il treno a vapore più famoso di tutti i tempi.
La bellazza di questo luogo è struggente e surreale, quando poi c’è un filo di nebbia diventa ancora più suggestivo. E’ facile volare con la fantasia mentre si aspetta il passaggio della locomotiva, che attraversa uno dei tratti ferroviari tra i più belli del mondo. Un viaggio lungo un sogno alla scoperta di locations scozzesi mozzafiato.
Il viadotto di Glenfinnan è lungo 380 metri, alto 30 e adornato da 21 archi, ognuno dei quali misura 15 metri. Questa meraviglia architettonica attraversa il fiume Finnan alla testa di Loch Shiel ed è un’icona che caratterizza il paesaggio.
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Haggis e Black pudding
Se hai letto di cosa è fatto e hai deciso di non assaggiarlo, fatti coraggio e provalo! Abbandona il pregiudizio e lasciati tentare da un sapore totalmente diverso da quello che ti potresti aspettare. Se cucinato come si deve, l’haggis è una delizia e non sa affatto di animale come si potrebbe pensare.
L’haggis è un insaccato a base di interiora di pecora: cuore, fegato e polmoni sono macinati con cipolla, grasso di rognone, farina d’avena, sale e tante spezie. Secondo la tradizione il ripieno viene insaccato nello stomaco della pecora e poi bollito per circa tre ore.
Di solito l’haggis è servito con patate e rape e il tocco finale è una gustosa salsa a base di whisky. Questo piatto scozzese è diventato popolare grazie al poeta Robert Burns e, proprio in suo onore, il 25 gennaio si celebra la Burns Night. Durante questa cena, dove si leggono poesie e si danza, l’haggis è il protagonista indiscusso e viene servito con una sorta di rituale che lo rende, a nostro avviso, un altro simbolo della Scozia.
Se non hai familiarità con la cucina tradizionale scozzese, il sanguinaccio (Black Pudding) potrebbe ricadere nella stessa categoria dell’haggis. In altre parole forse ti starai chiedendo come fanno gli scozzesi a mangiarlo! Dammi retta e provalo perché è buonissimo!
Il black pudding è composto da sangue di maiale, grasso di maiale o carne di vitello e un cereale, solitamente farina d’avena o farina d’orzo. Lo trovi servito proticamente ovunque in Scozia ed è un’altra icona facilmente riconducibile a questa terra.

Il Saltaire, la bandiera nazionale scozzese
il nome dato alla bandiera nazionale della Scozia è Saltaire, un termine araldico che indica una croce a forma di X.
La bandiera nazionale della Scozia è caratterizzata da un croce decussata bianca su sfondo blu, che rappresenta la croce del martirio di Sant’Andrea, conosciuta anche con il nome di Croce di Sant’Andrea, il santo patrono della Scozia.
E’ storta e non dritta come la croce di Cristo, perchè St Andrews per rispetto non volle essere martirizzato su una croce uguale a quella del Santissimo. La bandiera scozzese è considerata una delle bandiere più antiche del mondo ed è anche la più antica bandiera ancora in uso.
Secondo la leggenda, re Angus II, la notte prima della battaglia del 832 d.C., pregò Sant’Andrea di concedergli la vittoria contro gli Angli. Il giorno seguente il re e il suo esercito videro una croce bianca tra le nuvole, in mezzo al cielo. Questo simbolo venne considerato un segno divino di benevolenza e gli scozzesi vinsero lo scontro. Ricolmo gratitudine, Angus dichiarò Sant’Andrea il santo patrono della Scozia.
E la Croce di Sant’Andrea divenne così la bandiera nazionale della Scozia ed è uno dei simboli più antichi di questa Nazione.

Il leone rampante
Esiste anche un’altra bandiera che simboleggia la Scozia: il leone rampante, chiamato anche Royal Standard of Scotland (stendardo reale della Scozia). Questa è la bandiera che storicamente usavano re e regine della Scozia.
Probabilmente questa bandiera era in uso già nel XII secolo durante il regno di Guglielmo I, detto Guglielmo il Leone.
L’uso del leone rampante è limitato da una legge del Parlamento scozzese del 1672 ed è riservato al sovrano scozzese. E’ di proprietà della regina e solo poche persone sono autorizzate a usarlo. La puoi vedere esposta sulle residenze reali in Scozia come il Holyrood Palace a Edimburgo e il Castello di Balmoral, quando la regina non vi risiede ed è anche usata da alcuni funzionari che rappresentano la Scozia all’estero.
La prima volta che l’abbiamo vista sventolare in aria, in effetti, eravamo proprio a Balmoral.

Il Golf, lo sport nazionale
Questa tradizione dura da secoli in Scozia e non esiste luogo migliore al mondo per giocare a golf, se non il paese dove è stato inventato. Non è caso la Scozia è conosciuta come la Patria del golf. Gli appassionati di golf possono scegliere tra 550 campi in cui giocare: links, campi erbosi e persino immersi nella brughiera.
La prima traccia dell’esistenza del golf in Scozia risale al XV secolo, quando questo gioco era conosciuto come “gowf”. Nel 1457, il golf fu vietato dal parlamento perchè era visto come una distrazione dall’addestramento militare e il divieto fu abrogato nel 1502. Persino re Giacomo King IV acquistò un set di mazze da golf nello stesso anno e il re non era l’unico appassionato!
Il campo da golf più antico esistente al mondo è l’Old Links a Musselburgh e la storia dice che persino Mary, regina degli scozzesi giocasse qui nel 1567. Nel 1764 il Links di St Andrews, il famoso Old Course, fu ridotto da 22 a 18 buche, dando origine allo standard che ancora oggi viene applicato nei campi da golf.
In Scozia si giocano alcuni dei tornei più prestigiosi al mondo, lo sapevi?

Le Highland Cows
Chiunque visiti la Scozia ci chiede sempre dove vedere le famose mucche capellone. Le “Hairy Coo” sono originarie della Scozia e hanno una simpatica frangia lunga inconfondibile, che le fa stare calde in inverno e protegge i loro occhi dalle mosche.
Le Highland cows sono animali mansueti, infatti, mi è capitato più volte di avvicinarmi per scattare qualche foto, senza vederle muoversi di un passo. Sono così socievoli che qualcuno le ha scelte come animale domestico, lo sapevi? La Scozia è piena di animali tutti da scoprire e sono uno più carino dell’altro.
Puoi trovarle un pò ovunque in Scozia e nel sito di Visit Scotland trovi un elenco dettagliato di tutti i luoghi dove è più facile avvistarle, dagli un’occhiata.

Il Whisky, l’oro di Scozia
Whisky e Scozia vanno a braccetto come due innamorati. Non si può pensare alla Scozia senza nominare il suo oro d’orato che tanti amano. In Scozia il whisky è una cosa seria e la sua distillazione si perde indietro nei secoli, fino a quando lo si produceva illegalmente.
La distillazione del whisky è una tecnica particolare, legata ad una serie di processi intrinsecamente connessi tra di loro, che rendono questo prodotto, unico nel suo genere. Il whisky è una delle icone più rappresentative della Scozia. Partecipando al master proposto da Whisky Club Italia, abbiamo appreso tanto su questa bevanda nazionale e siamo solo al primo livello.
Lo Scotch Whisky Act del 1988 definisce le caratteristiche che un vero scotch whisky deve avere. I processi di produzione e fermentazione devono avvenire tassativamente in Scozia. La stagionatura deve avvenire in botti di rovere per almeno 3 anni e la distillazione deve essere fatta con una precisa gradazione alcolica e senza aggiunta di altri ingredienti se non acqua, il caramello.
Che tu sia un amente del whisky o meno, sicuramente vorrai visitare almeno una distilleria, per entrare di più nella cultura che caratterizza questo luogo. La maggior parte delle distillerie le trovi concentrate nella zona del Moray Firth, ma non temere non farai fatica a trovarle anche in altre zone dalla Scozia.


Irn – Bru – l’altra bevanda nazionale
un’altra bevanda che simboleggia la Scozia è senza ombra di dubbio la Irn-bru, molto meno famosa del whisky ma estremamente amata dagli scozzesi. Se fai un giro in un qualsiasi supermercato, vedrai interi scaffali riempiti da queste bottiglie dal color anancio fosforescente.
Irn-Bru è una bevanda analcolica gassata spesso descritta come “l’altra bevanda nazionale scozzese” dopo il whisky. Fu introdotta nel 1901 ed è prodotta a Westfield dalla A.G. Barr di Glasgow. E’ venduta in tutto il mondo e si trova ovunque ci sia una comunità di persone scozzesi. Il marchio ha anche un suo tartan, lo sapevi?
Mi dispiace ammatterlo ma non riesco proprio a berla perchè mi ricorda troppo una specie di sciroppo per la tosse. Ha un retrogusto che sa di chimico. Non picchiatemi ma, non fa davvero per me.

Il mostro di Loch Ness
Uno dei simboli che più spesso si associa alla Scozia è senza ombra di dubbio quello del mostro di Loch Ness, che si aggira nella profondità dal lago vicino al castello di Urqhuart. Nessie, come è affettusamente chiamato attira curiosi e scettici da molti secoli.
La leggenda del mostro di Loch Ness iniza nel lontano 565 d.C., quando Columba che era in viaggio per visitare un re dei Pitti si fermò lungo le rive del lago di Loch Ness. Vide una grossa bestia marina che stava per attaccare un uomo, salvato da Columba che invocando il nome di Dio, ordinò al mostro di fermarsi. La strana bestia obbedì e l’uomo tratto in salvo.
Sono innumerevoli gli avvistamenti di Nessie e da anni si dibatte sulla sua reale esistenza, anche se si ritiene che il mostro, altro non fosse che un’anguilla gigante.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!
