Non si può dire Scozia senza pensare a un Highlander in kilt che suona la cornamusa scozzese. La musica tradizionale scozzese, stridente e coinvolgente, ti entra nel sangue e nelle orecchie senza andarsene più! Riecheggia per le strade, davanti ai castelli, sulle acque dei laghi ed esce dalle porte aperte dei pub, riversandosi nelle strade dei villaggi e delle città.
La cornamusa scozzese, conosciuta come Great Highland Bagpipe, è uno degli strumenti musicali più famosi al mondo e uno dei simboli più riconoscibili della Scozia. In questo articolo scoprirai la sua storia, le origini, il ruolo nelle battaglie degli Highlander e il motivo per cui è diventata parte integrante della cultura scozzese.
Tra gli strumenti suonati dagli scozzesi, la cornamusa è indubbiamente il più caratteristico e particolare. La musica della cornamusa riesce a farti sentire a casa, invita a ballare, ma può essere anche struggente e malinconica, come il vento che si abbatte sulle scogliere del nord e spazza via le brughiere. È maestosa e imponente, suggestiva e accattivante. Tocca il cuore in modo dolce ma allo stesso tempo indelebile.
La Great Highland Bagpipe non è la sola cornamusa originaria della Scozia, ma sicuramente è una delle più conosciute e quella che viene in mente per prima quando si pensa alla cornamusa scozzese.
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Cos’è la Cornamusa?
La cornamusa è uno strumento popolare a fiato ad ancia noto nella forma attuale fin dal Medioevo. È costituita da una sacca di pelle di pecora alla quale sono collegati una canna corta o un soffietto per l’insufflazione dell’aria e una o più canne sonore ad ancia semplice o doppia. Uno dei tubi è munito di fori digitali e serve per eseguire la melodia (chanter); gli altri sono a intonazione fissa e fungono da accompagnamento o bordone.
È diffusa tuttora in molte regioni d’Europa, dalla Romania all’Irlanda e soprattutto nelle isole britanniche, dove ha avuto un peso notevole nella musica popolare e militare ed è considerata, specie in Scozia (con il nome di bagpipe), uno strumento nazionale. In Italia è diffusa sopratutto in Calabria, Abruzzo, Ciociaria e Sicilia e si identifica spesso con la zampogna.
Vocabolario Treccani
La più famosa delle cornamuse è quella scozzese, conosciuta come Great Highland Bagpipe. Grazie al suo suono potente e inconfondibile è diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della Scozia. Ancora oggi viene utilizzata nelle pipe bands, durante cerimonie ufficiali, eventi pubblici e celebrazioni tradizionali.
In questo articolo ti racconto la storia e l’origine della cornamusa scozzese, il suo utilizzo nelle battaglie degli Highlander, le leggende che la circondano e alcune curiosità su uno degli strumenti musicali più celebri della Scozia.

Storia della cornamusa scozzese
La cornamusa scozzese così come la conosciamo oggi si sviluppò gradualmente nel corso dei secoli. Sebbene i primi riferimenti alla cornamusa in Scozia risalgano al Medioevo, lo strumento subì diverse evoluzioni fino a trasformarsi nell’attuale Great Highland Bagpipe, la possente cornamusa scozzese divenuta simbolo del Paese.
La Great Highland Bagpipe, in gaelico scozzese phìob mhòr (“grande cornamusa”), è la più celebre tra le cornamuse scozzesi. Nel corso degli anni è stata utilizzata nelle forze armate britanniche e dalle pipe bands di tutto il mondo. Sebbene venga associata principalmente alla Scozia, strumenti simili erano presenti anche in altre regioni europee già nel XIII secolo.
Il primo testo che menziona la cornamusa in Scozia risale al 1396 ed è un resoconto della battaglia di North Inch of Perth, nota anche come Battle of the Clans.
I primi riferimenti alla cornamusa
I primi riferimenti alla cornamusa in Scozia risalgono al XV secolo e si ritrovano soprattutto in ambito militare. È in questo contesto che la Great Highland Bagpipe si affermò progressivamente nei reggimenti scozzesi dell’esercito britannico, acquisendo nel tempo la notorietà internazionale di cui gode ancora oggi.
Mentre molte tradizioni legate alla cornamusa in altre regioni europee subirono un forte declino tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, la cornamusa scozzese continuò a essere utilizzata sia in ambito militare sia nelle celebrazioni civili, contribuendo a rafforzare il suo ruolo di simbolo nazionale della Scozia.
Anche se oggi la Great Highland Bagpipe è conosciuta soprattutto per il suo ruolo nelle bande militari e nelle pipe bands civili, viene utilizzata anche per eseguire un raffinato repertorio solista chiamato pìobaireachd (o pibroch), considerato la forma più tradizionale della musica per cornamusa scozzese.
Sebbene esistano diverse teorie sull’arrivo della cornamusa in Scozia, le prove storiche sono piuttosto limitate prima del XV secolo. Alcune tradizioni locali sostengono che strumenti simili fossero già presenti durante la battaglia di Bannockburn del 1314. Un clan scozzese afferma infatti di possedere resti di antiche canne riconducibili a quel periodo, ma la veridicità di questa testimonianza non è mai stata dimostrata con certezza.
La Cornamusa scozzese in battaglia
La prima menzione della cornamusa come strumento di guerra risale al 1549, durante la battaglia di Pinkie. In quel periodo i suonatori di cornamusa sostituirono progressivamente i trombettieri, accompagnando gli Highlander sul campo di battaglia e contribuendo a mantenere alto il morale delle truppe.
Secondo la tradizione, il suono potente e penetrante della cornamusa riusciva a emergere nel caos degli scontri e a essere udito a grande distanza, rendendola particolarmente efficace come strumento di comunicazione e incoraggiamento.

Per la sua capacità di ispirare i combattenti, la cornamusa fu strettamente associata ai clan delle Highlands e alle rivolte giacobite del XVIII secolo.
Dopo la sconfitta di Bonnie Prince Charlie nella nella battaglia di Culloden del 1746, il governo britannico tentò di reprimere la cultura delle Highlands attraverso una serie di provvedimenti che limitarono l’uso delle armi e dell’abbigliamento tradizionale, come il kilt. In quel periodo la cornamusa venne spesso associata alla ribellione e all’identità degli Highlander.
Un atto del Parlamento, che ha vietato di trasportare armi, come quelle degli suonatori di cornamusa e di indossare i kilts. Era considerato un reato penale, non rispettare questa regola.
Le restrizioni furono abolite nel 1785 e, negli anni successivi, l’espansione dell’Impero Britannico contribuì a diffondere la fama della Great Highland Bagpipe ben oltre i confini della Scozia. I reggimenti scozzesi dell’esercito britannico portarono infatti la cornamusa in numerose parti del mondo, trasformandola progressivamente in uno dei simboli più riconoscibili della Scozia.
Spesso i reggimenti delle Highlands, soprannominati “Diavoli in gonnella“, erano guidati da un suonatore di cornamusa. Disarmato ma sempre in prima linea, il piper accompagnava i soldati nei momenti più difficili della battaglia oltre le “mandibole della morte”, diventando una figura simbolica del coraggio e della tradizione militare scozzese.
Se sei curioso di scoprire gli altri simboli della Scozia, puoi leggere il nostro approfondimento dedicato al cardo scozzese.

Leggende e storie sulla cornamusa scozzese
Ci sono molte antiche storie e leggende sulla cornamusa scozzese, tramandate attraverso i canti e la tradizione orale, le cui origini si sono in gran parte perdute nel tempo.
Le prime testimonianze scritte più consistenti risalgono al 1396, grazie ad alcuni documenti relativi alle perdite della battaglia di North Inch a Perth che citano le warpipes (cornamuse da guerra). Questi riferimenti rappresentano una delle più antiche testimonianze dell’utilizzo della cornamusa in Scozia.
Una delle prime descrizioni riconducibili alla Great Highland Bagpipe compare invece in una poesia del 1598, nella quale vengono citati diversi tipi di cornamusa, comprese quelle delle Highlands.

Dopo la battaglia di Culloden
Nel 1746, dopo la sconfitta dei giacobiti nella battaglia di Culloden, il governo di re Giorgio II tentò di assimilare le Highlands al resto della Gran Bretagna, indebolendo la cultura gaelica e il sistema dei clan scozzesi e dei loro tartan tradizionali.
Sebbene il Dress Act vietasse elementi tradizionali dell’abbigliamento delle Highlands, come il kilt, gli storici discutono ancora sull’esistenza di un vero e proprio divieto scritto relativo alla cornamusa. In ogni caso, la perdita di potere dei clan e la forte emigrazione dalle Highlands contribuirono al declino di molte tradizioni legate alla cultura gaelica.
Con il tempo, tuttavia, gli Highlander tornarono a essere considerati ottimi soldati e numerosi reggimenti vennero reclutati nelle Highlands durante la seconda metà del XVIII secolo. Le testimonianze dell’epoca confermano che la cornamusa continuò ad accompagnare la vita militare scozzese anche negli anni successivi a Culloden.
L’abbandono della cornamusa scozzese in battaglia
Sebbene questa pratica si fosse dimostrata efficace per molti anni, venne progressivamente abbandonata durante la Prima Guerra Mondiale a causa dell’elevato numero di vittime tra i suonatori di cornamusa.

Questa usanza fu ripresa dalla 51ª Divisione delle Highlands durante l’assalto alle linee nemiche nella Seconda battaglia di El Alamein, il 23 ottobre 1942.
Ogni compagnia era guidata da un suonatore di cornamusa che, continuando a suonare durante l’avanzata, permetteva alle altre unità di identificare facilmente i soldati appartenenti ai reggimenti delle Highlands.
Nonostante il successo dell’attacco, morirono numerosi pipers e le cornamuse non furono più impiegate in prima linea per il resto della guerra.
Un altro episodio celebre riguarda i Calgary Highlanders, che utilizzarono i propri pipers durante il primo combattimento dell’unità in Normandia, nel luglio del 1944.
Uno degli ultimi impieghi militari più famosi della cornamusa scozzese avvenne durante l’emergenza di Aden nel 1967. In quell’occasione il 1° Battaglione degli Argyll and Sutherland Highlanders, guidato dal colonnello Colin Mitchell, rientrò nel distretto di Crater accompagnato dai suonatori di cornamusa del reggimento. La marcia dei pipers lungo le strade della città divenne uno degli episodi più celebri della storia moderna della cornamusa militare scozzese.
Da quel momento la cornamusa continuò a essere utilizzata nelle cerimonie e nelle parate militari, ma il suo impiego diretto in combattimento divenne sempre più raro.

Come è composta una cornamusa
Com’è fatta una cornamusa scozzese? Questo iconico strumento musicale è composto da una sacca tradizionalmente realizzata in pelle di montone, collegata a un insufflatore e a diverse canne sonore. Il suonatore soffia nell’insufflatore per riempire la sacca d’aria che, una volta raggiunta la giusta pressione, permette allo strumento di produrre il suo caratteristico suono continuo.
La presenza della sacca consente infatti di alimentare più canne contemporaneamente e di mantenere il suono costante anche mentre il musicista inspira.
La pressione viene controllata bilanciando l’aria immessa attraverso l’insufflatore e quella che fuoriesce dal chanter, la canna melodica utilizzata per eseguire le note. Questo controllo avviene grazie alla pressione esercitata dall’avambraccio sulla sacca.
La cornamusa scozzese è dotata anche di tre bordoni (drones), che producono note fisse di accompagnamento e contribuiscono a creare il caratteristico suono profondo e armonioso dello strumento.
I bordoni, il chanter e l’insufflatore sono collegati alla sacca tramite gli stock, elementi in legno fissati saldamente per garantire una perfetta tenuta d’aria. Il chanter, o canna del canto, permette al musicista di eseguire la melodia e dispone generalmente di un’estensione di un’ottava completa più una nota inferiore.
In origine le varie parti della cornamusa venivano realizzate con legni locali come agrifoglio, laburno e bosso. Con il tempo si diffusero anche essenze più pregiate provenienti da altre parti del mondo, tra cui l’ebano e il legno nero africano.
Oggi vengono utilizzati anche materiali sintetici, particolarmente apprezzati dalle pipe bands per la loro resistenza e per la maggiore uniformità del suono. Le decorazioni possono essere realizzate in corno, nichel, argento, acciaio inossidabile o materiali moderni che riproducono l’aspetto dell’avorio.
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National Piping Center
Molti musei e castelli scozzesi raccontano storie affascinanti legate alla cornamusa e ai suoi suonatori, spesso esponendo strumenti storici e preziose collezioni. Se vuoi approfondire la storia di questo iconico strumento musicale, non perdere una visita al National Piping Center di Glasgow.
Qui potrai esplorare oltre 300 anni di storia della cornamusa scozzese e scoprire il ruolo che ha avuto nella cultura, nella musica e nelle tradizioni del Paese. Non c’è luogo migliore per conoscere da vicino uno dei simboli più riconoscibili della Scozia.
Il National Piping Centre è considerato un centro di eccellenza nazionale e internazionale per la cornamusa scozzese e ospita numerosi manufatti provenienti dalle collezioni dei National Museums Scotland. Il costo del biglietto è di circa £5.
L’esposizione è tra le più autorevoli al mondo nel suo genere. Tra i pezzi più interessanti si possono ammirare l’Iain Dall MacKay Chanter, considerato il più antico chanter sopravvissuto della Great Highland Bagpipe, e alcuni oggetti legati al celebre poeta scozzese Robert Burns.
Oltre al museo, il National Piping Centre è anche un importante centro dedicato all’insegnamento, alla ricerca e alla diffusione della musica per cornamusa. Se ti fermerai qualche giorno a Glasgow, potresti persino partecipare a una lezione introduttiva o assistere a una delle attività organizzate dal centro.
Prima della visita ti consiglio comunque di verificare sul sito ufficiale eventuali aggiornamenti relativi a orari di apertura, visite guidate, costi e modalità di accesso.


Le melodie della cornamusa scozzese
La musica della cornamusa scozzese ha profonde radici nella cultura gaelica e si divide principalmente in due grandi tradizioni: il Ceòl Mòr e il Ceòl Beag. In gaelico scozzese questi termini significano rispettivamente “grande musica” e “piccola musica”.
Il Ceòl Mòr comprende il pìobaireachd (o pibroch), considerato la forma più classica e solenne della musica per cornamusa. Si tratta di composizioni lente e complesse, spesso associate alle grandi famiglie delle Highlands, alle battaglie e agli eventi più importanti della storia scozzese.
Il Ceòl Beag, invece, raccoglie le melodie più vivaci e popolari: marce, reel, jig, strathspey e arie tradizionali che ancora oggi accompagnano danze, parate e celebrazioni in tutta la Scozia.
La parola gaelica pìobaireachd significa letteralmente “musica per cornamusa”. Un brano di Ceòl Mòr inizia generalmente con un tema principale chiamato urlar (“fondamento”), sul quale vengono costruite variazioni sempre più elaborate prima del ritorno alla melodia iniziale.
Lo stile Ceòl Mòr si sviluppò progressivamente nel corso dei secoli e si affermò come forma musicale distinta intorno al XVII secolo.
Rispetto a molti altri strumenti musicali, la Great Highland Bagpipe presenta alcune particolarità tecniche: dispone di una gamma limitata a nove note, non consente grandi variazioni di volume e produce un suono continuo grazie al costante flusso d’aria proveniente dalla sacca. Sono proprio queste caratteristiche a renderne il timbro immediatamente riconoscibile e unico al mondo.

Gli abbellimenti
Uno degli aspetti più particolari della cornamusa scozzese è il modo in cui vengono eseguite le note e gli abbellimenti musicali.
A differenza di molti altri strumenti a fiato, il suono della Great Highland Bagpipe è continuo e non può essere interrotto facilmente dal musicista. Per questo motivo i suonatori utilizzano particolari combinazioni di note rapidissime, chiamate abbellimenti (grace notes), che permettono di separare le note della melodia e di dare maggiore espressività alla musica.
Esistono abbellimenti semplici, composti da una sola nota rapida, e altri più complessi che combinano più movimenti delle dita. Alcuni di questi elementi tecnici sono diventati così caratteristici da essere riconoscibili anche da chi non conosce la musica per cornamusa.
Le note di grazia più utilizzate sono Sol, Re e Mi, spesso eseguite in rapida successione per creare particolari effetti ritmici e mettere in risalto alcune parti della melodia.
Poiché la cornamusa produce un flusso sonoro continuo e offre poche possibilità di variare il volume, gran parte dell’espressività musicale deriva proprio dall’uso degli abbellimenti, dal fraseggio e dalla durata delle singole note.
La capacità di eseguire correttamente questi passaggi distingue i musicisti più esperti e contribuisce a creare quel suono unico che rende immediatamente riconoscibile la cornamusa scozzese.
La Great Highland Bagpipe viene utilizzata sia come strumento solista sia all’interno delle pipe bands. Una delle posizioni più prestigiose è quella del Piper to the Sovereign, il suonatore di cornamusa ufficiale del sovrano britannico, una tradizione che risale all’epoca della regina Vittoria.

Impressioni ed emozioni sulla cornamusa scozzese
Se trascorrerai un po’ di tempo in Scozia, ti capiterà spesso di ascoltare musica toe-tapping, quel genere di melodie coinvolgenti che ti fanno muovere il piede a tempo quasi senza accorgertene. Potresti assistere a una danza popolare, ascoltare una melodia cantata in gaelico o sentire il suono inconfondibile di una cornamusa riecheggiare tra le strade di un villaggio.
La musica tradizionale scozzese è ancora profondamente radicata nella cultura locale. Sentirai i tamburi risuonare durante le parate, le cornamuse riempire l’aria e le note dei violini uscire dai pub fino a riversarsi nelle strade. È un’atmosfera coinvolgente che spesso invita a battere il tempo con i piedi o persino a lasciarsi trascinare in una danza.
Il suono della cornamusa è unico: può trasmettere malinconia, nostalgia, orgoglio oppure energia e gioia nel giro di poche note.

Viaggiando in Scozia ti capiterà probabilmente di assistere a una parata, a un Highland Games, a un concerto o a uno dei numerosi festival musicali che si svolgono durante l’anno. Spesso sentirai arrivare i suonatori prima ancora di vederli. Il suono potente della cornamusa riesce infatti a propagarsi a grande distanza ed è una presenza costante durante molte celebrazioni scozzesi.
La musica della cornamusa ha profonde radici nella cultura gaelica e si divide principalmente in due grandi tradizioni: il Ceòl Mòr (“grande musica”), caratterizzato da composizioni più complesse e solenni, e il Ceòl Beag (“piccola musica”), che comprende marce, reel, jig e altre melodie popolari.
Personalmente la musica della cornamusa mi mette sempre allegria e mi trasmette energia. Appena la sento, i miei piedi iniziano a muoversi a ritmo e faccio fatica a restare ferma.
Se vuoi scoprire questo genere musicale, ti consiglio di ascoltare alcuni brani famosi che utilizzano la cornamusa scozzese:
- Skye Boat Song, celebre anche come sigla della serie TV Outlander;
- Caledonia
- Sunshine of Leith dei Proclaimers, presente anche nell’omonimo film;
- Auld Lang Syne
- Flower of Scotland
Questi sono solo alcuni esempi della ricca tradizione musicale scozzese. Se vuoi approfondire l’argomento, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato alla musica scozzese dove trovi un mix di vecchi pezzi storici e nuovi gruppi emergenti, che stanno trasportando le sonorità della Scozia in giro per il mondo.


Le origini della cornamusa scozzese
L’origine della cornamusa scozzese è ancora oggi oggetto di dibattito tra storici e studiosi. Il termine “cornamusa” identifica infatti una vasta famiglia di strumenti a fiato diffusi in molte parti del mondo e caratterizzati da forme, materiali e sonorità differenti.
Come le cornamuse siano arrivate in Scozia è un po’ un mistero.
I primi strumenti riconducibili alle moderne cornamuse comparvero probabilmente nel bacino del Mediterraneo oltre 2000 anni fa. Le prime rappresentazioni di strumenti simili risalgono all’antichità classica e alcune fonti suggeriscono che già Greci e Romani conoscessero strumenti a fiato dotati di ance e sistemi per mantenere un flusso d’aria continuo. Partendo dal Mediterraneo la cornamusa si è diffusa in tutta Europa, in Asia e del Nord Africa, in forme differenti e con diversi stili e tecniche.
Alcuni studiosi ritengono che le origini della cornamusa possano risalire all’antico Egitto e che strumenti simili siano giunti in Scozia attraverso le Legioni Romane, quando erano ancora composti da semplici canne dotate di ance e privi della caratteristica sacca.
Altri storici sostengono invece che la cornamusa sia arrivata in Scozia via mare, attraverso i contatti con l’Irlanda e le altre regioni del mondo celtico.
Tra le varie teorie, quella dell’origine egizia è certamente una delle più affascinanti. Già nel V secolo a.C. si trovano riferimenti ai cosiddetti “suonatori di cornamusa di Tebe”, musicisti che utilizzavano strumenti composti da canne e sacche in pelle animale.
Alcuni secoli più tardi anche l’imperatore romano Nerone viene spesso associato a uno strumento simile alla cornamusa. Lo storico romano Svetonio racconta infatti che Nerone suonasse la tibia utricularis, uno strumento a fiato dotato di una sacca per l’aria che molti studiosi considerano un antenato della moderna cornamusa.

Le cornamuse nel mondo
Sebbene oggi la cornamusa sia associata soprattutto alla Scozia, strumenti appartenenti alla stessa famiglia sono presenti in molte parti del mondo.
Nel corso dei secoli diverse popolazioni hanno sviluppato versioni proprie della cornamusa, adattandola alle tradizioni musicali locali. In Irlanda troviamo le uilleann pipes, considerate tra le cornamuse più complesse e raffinate; in Spagna è famosa la gaita gallega, particolarmente diffusa in Galizia; in Francia la tradizione è ancora viva soprattutto in Bretagna, mentre in Italia sopravvive la zampogna, ancora oggi utilizzata durante le festività natalizie in molte regioni del centro e del sud.
Nonostante le differenze nei materiali, nelle dimensioni e nel suono, la maggior parte delle cornamuse condivide gli stessi elementi fondamentali: una sacca che funge da riserva d’aria, una canna melodica per eseguire la musica e uno o più bordoni che producono le note di accompagnamento.
Sono davvero molte le teorie sull’arrivo della cornamusa in Scozia. Ciò che è certo è che gli scozzesi hanno saputo trasformare questo strumento, adattandolo alla propria cultura fino a renderlo uno dei simboli più riconoscibili della nazione.
Oggi il suono della Great Highland Bagpipe è conosciuto in tutto il mondo e continua a essere uno degli elementi più caratteristici dell’identità scozzese.
FAQ – Cornamusa scozzese
La cornamusa è nata in Scozia?
No, probabilmente la cornamusa non è nata in Scozia. Le sue origini sono ancora oggetto di dibattito: alcuni studiosi la fanno risalire all’antico Egitto e al mondo romano, mentre altri ritengono che sia arrivata in Scozia attraverso l’Irlanda. Ciò che è certo è che gli scozzesi hanno sviluppato la Great Highland Bagpipe, la versione più famosa e riconoscibile della cornamusa nel mondo.
Come si chiama la cornamusa scozzese?
La cornamusa scozzese tradizionale si chiama Great Highland Bagpipe. È il modello più conosciuto e rappresenta uno dei simboli nazionali della Scozia. Ancora oggi viene utilizzata durante parate, Highland Games, cerimonie ufficiali e celebrazioni tradizionali.
Qual è la differenza tra cornamusa e zampogna?
La zampogna è una particolare tipologia di cornamusa diffusa soprattutto nell’Italia centro-meridionale. Tutte le zampogne appartengono alla famiglia delle cornamuse, ma differiscono dalla Great Highland Bagpipe per struttura, accordatura, tecnica esecutiva e sonorità. La cornamusa scozzese produce un suono più potente ed è tradizionalmente associata alle pipe bands e alle cerimonie scozzesi.
Perché la cornamusa è il simbolo della Scozia?
La cornamusa è diventata uno dei simboli della Scozia grazie al suo stretto legame con la cultura delle Highlands, i clan scozzesi e i reggimenti militari. Nel corso dei secoli la Great Highland Bagpipe ha accompagnato battaglie, celebrazioni e tradizioni popolari, fino a diventare uno degli elementi più riconoscibili dell’identità scozzese nel mondo.
Come si dice cornamusa in inglese?
In inglese la cornamusa si chiama bagpipe. Quando ci si riferisce alla tradizionale cornamusa scozzese, il nome corretto è Great Highland Bagpipe, lo strumento simbolo della Scozia conosciuto in tutto il mondo.
Foto copertina lumix2004

2 comments
Storia delle Launeddas
Le origini delle Launeddas
Non si ha una data certa però si è certi che le Launeddas erano già presenti nella preistoria. L’antichità delle Launeddas sarebbe stata già evidenziata in epoca nuragica con il celebre bronzetto itifallico. Rinvenuto ad Ittiri, provincia di Sassari, questo bronzetto raffigurerebbe un suonatore di launeddas intento a dar voce al suo strumento.
Molto interessante il suo commento, non avevo mai approfondito la storia delle Launeddas.