A soli 40 minuti di auto da Edinburgh, Linlithgow è una delle gite più interessanti da fare nei dintorni della capitale scozzese. Il borgo è famoso soprattutto per il suggestivo Linlithgow Palace, luogo di nascita di Mary, Queen of Scots.
Linlithgow Palace fu anche il luogo di nascita di Giacomo V di Scozia ed è probabilmente uno degli edifici reali tardo-medievali meglio conservati della Nazione. Le origini di Linlithgow si perdono nella notte dei tempi. Sebbene esistano prove di primi insediamenti intorno al lago, su isole artificiali chiamate crannog, è probabile che lo sviluppo della città sia avvenuto proprio intorno alla residenza reale.
Per i sovrani scozzesi Linlithgow Palace era un vero e proprio “luogo di piacere”, un rifugio lontano dalla vita di corte. La sua posizione era perfetta per spezzare il viaggio tra il castello di Edimburgo e quello di Stirling. Oggi Linlithgow si raggiunge in auto in meno di un’ora, ma nel Medioevo erano necessari diversi giorni di viaggio in carrozza.
Se vuoi scoprire la storia della Scozia o visitare alcune delle location di Outlander, non puoi perdere l’antico borgo reale di Linlithgow. Nella serie Outlander il palazzo appare come la famigerata prigione di Wentworth, dove Black Jack Randall rinchiude e tortura Jamie Fraser.
Continua a leggere: andremo alla scoperta del borgo reale, della splendida chiesa di St Michael e del palazzo. Troverai anche una guida ai luoghi di Outlander e diversi episodi della sua storia. Usa la legenda qui sotto per andare direttamente alla sezione che ti interessa.
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La leggenda del segugio nero e l’origine del nome Linlithgow
Il nome Linlithgow deriva probabilmente dall’inglese antico “lynn llaith cau” (place by the loch in the damp hollow), che significa “luogo in riva al lago nella conca umida”. In origine il nome indicava proprio il lago, mentre la città era conosciuta semplicemente come Lithgow.
Secondo una tradizione popolare, però, il nome è collegato anche al gaelico “liath-chù”, che significa “segugio nero”. Nello stemma del borgo è infatti raffigurato il celebre Black Bitch di Linlithgow: un cane nero incatenato a una quercia su una piccola isola nel lago.

Una leggenda racconta che questo segugio fosse un levriero nero che ogni giorno nuotava dalla città fino all’isola dove il suo padrone, condannato a morte, era stato imprigionato. L’animale gli portava del cibo per impedirgli di morire di fame.
Quando il gesto di fedeltà fu scoperto, il levriero andò incontro a una fine terribile: venne incatenato a un albero su un’altra isola, lontano dal suo padrone, e lasciato morire lentamente.
Quando ho scoperto la storia che si nasconde dietro lo stemma di Linlithgow mi si è stretto il cuore – sai quando sono legata alla nostra Papaya, anche se ora non c’è più. Gli abitanti della città, colpiti dalla lealtà e dal coraggio dell’animale, decisero di farne il simbolo del borgo.
Ancora oggi a Linlithgow c’è un pub che ricorda questa leggenda: il The Black Bitch Tavern, considerato uno dei locali più antichi della città.

Cosa vedere a Linlithgow Palace
L’interno di Linlithgow Palace oggi è in rovina e privo di tetto, ma resta comunque imponente e affascinante. Passeggiando tra le sue mura è facile immaginare come doveva apparire in passato: un palazzo ricco di colori, statue e decorazioni, animato dalla vita di corte, da feste e ricevimenti reali.
I quattro lati del grande cortile interno furono costruiti in momenti diversi della storia, da sovrani differenti, e raccontano l’evoluzione del palazzo nel corso dei secoli.
La parte più antica di Linlithgow Palace è l’East Range, dove si trova la vecchia porta d’accesso fatta costruire da Giacomo I di Scozia intorno al 1420. Sopra l’ingresso si aprono tre nicchie a baldacchino sormontate da angeli che reggono dei cartigli. In origine ospitavano tre figure simboliche che rappresentavano i pilastri del regno: il Clero, i Signori e i Comuni.
La sezione più recente del palazzo è invece il North Range, ricostruito da Giacomo VI e I nel 1607 dopo il crollo dell’edificio precedente. All’epoca Linlithgow Palace era una residenza reale imponente, con ben quattordici camere da letto e numerosi ambienti destinati alla vita di corte.
Tra le stanze più interessanti da esplorare a Linlithgow Palace ci sono la Great Hall, la splendida fontana del cortile e gli appartamenti reali.

The Great Hall – Linlithgow Palace
Una tortuosa scala a chiocciola conduce alla Great Hall di Linlithgow Palace, oggi è spoglia e senza arredi, ma un tempo era il cuore della vita di corte. Qui si tenevano banchetti, ricevimenti e feste sfarzose. La sala aveva un grande soffitto con travi di legno a vista, pareti decorate con arazzi e intonaci dipinti ed era così ampia da poter ospitare fino a trecento persone.
La Great Hall è una delle parti medievali meglio conservate del palazzo ed è considerata una delle sale più impressionanti della Gran Bretagna. Qui si trova anche uno dei caminetti più grandi tra tutti i castelli della Scozia.
Immagina lunghi tavoli di legno illuminati dal fuoco del camino, musicisti che suonano dalla galleria sopra la cucina e il re seduto nel posto d’onore, vicino alla fonte di luce e di calore della sala.
La Great Hall fu costruita da James I of Scotland dopo il grande incendio del 1424 e rimase in uso per oltre tre secoli. Oltre ai banchetti e alle celebrazioni di corte, ospitò anche una riunione del parlamento scozzese.
Proseguendo nell’esplorazione degli interni del palazzo si raggiungono la cappella e un piccolo museo che espone oggetti legati alla storia di Linlithgow. Sembra che la prima residenza reale non avesse una cappella privata: la messa per il re veniva celebrata nella chiesa adiacente, che nel 1302 era conosciuta come “King’s Great Chapel”.
Questa consuetudine continuò fino alla Pasqua del 1490, quando compare il primo riferimento alla cappella interna del palazzo, dove Giacomo IV di Scozia ricevette il sacramento.

La fontana del cortile – Linlithgow Palace
Al centro del cortile interno di Linlithgow Palace si trova la grande fontana, un vero messaggio politico scolpito da James V of Scotland per Enrico VIII d’Inghilterra e per i nobili ribelli: la corona imperiale in cima, con i suoi archi chiusi, dichiara con chiarezza l’indipendenza della Scozia e la supremazia del re, soggetto solo a Dio.
Gli animali araldici enfatizzano il potere reale: il leone rappresenta il re scozzese, gli unicorni incatenati portano le armi scozzesi, mentre il cervo alato regge le armi di Scozia e Francia, ricordando l’unione matrimoniale con Madeleine de Valois, figlia di Francesco I.
Sotto la corona, il volto del sole sprigiona l’acqua della fontana, simbolo di generosità divina e regale, che sembra scendere sul cortile come un dono per chi vi si affaccia.
Al livello inferiore, otto figure scolpite raccontano la cultura e la passione di James V, anche se solo tre sono originali: la sirena, emblema dell’eloquenza; un percussionista, che celebra la musica; e una figura con un rotolo, simbolo della letteratura e della scrittura. Passeggiando davanti alla fontana, si percepisce l’orgoglio di un re che volle affermare non solo la sua autorità, ma anche il ruolo della Scozia come terra di arte e mecenatismo.

Gli appartamenti reali
Gli appartamenti reali, allestiti da Giacomo IV, conservano poco degli arredi originali, andati persi durante uno degli ultimi incendi a palazzo. Eppure, passeggiando tra le stanze, è facile immaginare lo sfarzo che doveva caratterizzare la vita dei sovrani.
Giacomo IV creò un set di camere private per il re e per la regina, affacciate sul suggestivo lago di Linlithgow: il re abitava al primo piano, mentre gli appartamenti della regina occupavano l’ultimo. Proprio in queste stanze nacquero Mary, Regina di Scozia, e suo padre Giacomo V.
Si racconta che la camera da letto avesse tre porte comunicanti, ampie finestre senza grate e focolari per riscaldare l’ambiente, mentre ogni lato dell’appartamento era affiancato da sale delle udienze o anticamere. Gli intagli decorativi un tempo erano raffinati e delicati, ma purtroppo oggi non sono più visibili.
Dopo la nascita di Mary, Mary of Guise rimase a Linlithgow solo per un breve periodo: non voleva accettare l’idea che sua figlia potesse sposare il futuro Edoardo VI d’Inghilterra. Con un abile gioco di strategie politiche, si trasferì a Stirling, che divenne la loro dimora per quattro anni, fino a quando Mary, a soli cinque anni, salpò per la Francia destinata a diventare regina di Scozia e Francia.

Informazioni per visitare Linlithgow Palace: orari e prezzi
Linlithgow Palace si trova nel West Lothian, a circa 24 km da Edimburgo. È circondato dal Linlithgow Peel e da un lago che ospita uccelli selvatici e regala scorci da cartolina.
Il borgo di Linlithgow si visita facilmente in mezza giornata. In circa due o tre ore puoi esplorare il suggestivo Linlithgow Palace, entrare nella storica St Michael’s Parish Church e fare una passeggiata lungo il lago nel parco conosciuto come The Peel.
Se hai più tempo, fermati anche nei pub storici della High Street o percorri con calma il sentiero che circonda il lago per goderti le viste sul palazzo e sulla città.
Linlithgow Palace è aperto tutto l’anno:
- 1 aprile – 30 settembre: 9:30 – 17:30
- 1 ottobre – 31 marzo: 10:00 – 16:00
- Chiuso: 25 e 26 dicembre, 1 e 2 gennaio
Il biglietto d’ingresso per adulti costa circa £10. Il palazzo è gestito da Historic Scotland, che amministra centinaia di altri castelli storici in Scozia. Considera l’idea di acquistare Explore Pass per risparmiare se questo non sarà il solo luogo storico che visiterai durante il tuo viaggio in Scozia!

La storia di Linlithgow Palace e del Royal Burgh
Alla fine del XIII secolo, Edoardo I d’Inghilterra cercava di consolidare la sua autorità sulla Scozia. Nel 1298 si accampò a Burgh Muir, pronto a sconfiggere William Wallace nella battaglia di Falkirk. Durante il soggiorno, il re alloggiò in un capanno da caccia situato nella zona e fece costruire The Peel, una palizzata in legno fortificata che si trovava dove oggi c’è il parco di Linlithgow.
The Peel servì come base militare temporanea per proteggere e rifornire le truppe in transito tra il Castello di Edimburgo e quello di Stirling. La costruzione richiese il lavoro di uomini e donne locali, che scavavano i fossati per pochi penny al giorno.
Nel settembre 1313, William Bunnock, un mercante di fieno, riconquistò Linlithgow per la Scozia. Approfittando della sua attività commerciale, aprì il cancello e fermò il carro in modo che nessuno potesse richiuderlo, permettendo a otto compatrioti nascosti sotto il fieno di uscire e catturare il forte per re Robert the Bruce.
Dopo la sconfitta inglese a Bannockburn nel 1314, gli inglesi, guidati da Edoardo II, abbandonarono definitivamente Linlithgow. Gli scozzesi rimossero The Peel e iniziarono a restaurare il maniero reale. Tuttavia, nel 1337, l’esercito di Edoardo III attaccò la città, dando fuoco a Linlithgow, che all’epoca era costruita principalmente in legno, provocando danni devastanti.

Linlithgow diventa Royal Burgh e le leggende del palazzo
Nel 1349 la peste raggiunse la Scozia, uccidendo un terzo della popolazione di Edimburgo. Per proteggersi, il re, il parlamento e la corte si rifugiarono a Linlithgow, dove vennero istallate forche in tutti i porti del borgo per impedire l’ingresso ai portatori di malattia.
Nel 1389 Re Roberto II conferì a Linlithgow la carta reale, trasformandola in Royal Burgh e aumentandone l’importanza strategica e commerciale. Oltre 600 anni più tardi, la regina Elisabetta II visitò il borgo e firmò un proclama per rievocare la concessione dello status reale, ricordando così secoli di storia.
Nonostante gli incendi del 1411 e del 1424 distrussero gran parte della città, il borgo continuò a prosperare. Nel 1424 Giacomo I, tornato dall’esilio in Inghilterra, iniziò la costruzione del nuovo palazzo, che sarebbe stato modificato dai successivi sovrani. Giacomo V lo offrì alla sua seconda moglie, Mary de Guise, madre di Mary Stuart, e da allora il palazzo è al centro di leggende: si dice che lo spettro di Mary de Guise ancora si aggiri tra le stanze e i corridoi.
Anche Giacomo IV ebbe un incontro soprannaturale: un fantasma nella chiesa di St Michael lo avrebbe avvertito di non partecipare alla battaglia di Flodden, nella quale il re perse la vita. Secondo il folklore, la moglie Margaret Tudor attendeva disperatamente il ritorno del sovrano dalla torre conosciuta come Queen Margaret’s Bower.
Oggi, visitando Linlithgow Palace, si può salire fino alla torretta e godere di panorami mozzafiato sul lago e sulle campagne circostanti. Quando noi ci siamo stati in inverno, la luce riflessa sull’acqua e il silenzio avvolgente del borgo creavano un’atmosfera che sembrava sospesa nel tempo, perfetta per immaginare i fantasmi della storia che hanno camminato qui prima di noi.
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Linlithgow Palace: da Giacomo V a Mary, Queen of Scots
Immagina Linlithgow Palace nel 1512: i colori delle pareti, i giochi di luce tra le torri e l’eco dei passi nelle sale ancora in costruzione. In questo contesto nacque Giacomo V, figlio di Margaret Tudor, che avrebbe ereditato il trono a soli 17 mesi, dopo la morte di Giacomo IV.
Il giovane re, volle lasciare il segno sul palazzo: aggiunse la porta esterna e fece scolpire l’elaborata fontana del cortile, con statue e angeli che sorreggono nastri intricati. Il custode James Hamilton di Finnart curò personalmente la pietra della facciata sud, scolpendo figure che ancora oggi raccontano l’importanza del re e della Scozia.
A Linlithgow nacque anche Mary, Queen of Scots, l’8 dicembre 1542. La sua vita iniziò tra le mura di un palazzo ricco di storia e di tensioni politiche: aveva appena sei giorni quando suo padre morì a Falkland Palace, e lei divenne Regina di Scozia. Mary regnò fino a luglio 1567, quando fu costretta ad abdicare, ma durante la sua vita soggiornò più volte nel palazzo respirando l’eco dei fasti e dei drammi della corte scozzese.
Anche le vicende più oscure toccarono il palazzo: durante la prigionia di Mary in Inghilterra, il fratellastro James Stewart governò al suo posto, fino a quando non venne assassinato nel 1570 da James Hamilton. Una targa sulla vecchia Sheriff Court ricorda questo evento, lasciando intravedere il lato più pericoloso e intrigante della storia scozzese, tra intrighi, potere e le mura silenziose di Linlithgow.

Oliver Cromwell e Bonnie Prince Charlie
Dopo la morte di Mary, Queen of Scots, suo figlio Giacomo VI salì al trono di Scozia e, con l’Unione delle Corone, divenne anche Giacomo I d’Inghilterra. Nel 1603 lasciò Linlithgow per Londra, portando con sé la corte: il palazzo, un tempo cuore pulsante del potere scozzese, iniziò così il suo lento declino. L’ultimo sovrano regnante a soggiornarvi fu Carlo I, che vi trascorse una sola notte nel 1633.
Nel 1650, le truppe di Oliver Cromwell sconfissero gli scozzesi a Dunbar ed entrarono a Linlithgow, prendendo possesso del palazzo ormai vulnerabile.
Nel 1745, Carlo Edoardo Stuart, il leggendario Bonnie Prince Charlie, attraversò la città con il suo esercito in marcia verso Edimburgo. Visitò il palazzo ma non vi pernottò. La leggenda vuole che la fontana del cortile sgorgasse vino in suo onore. Solo un anno dopo, però, la disfatta alla battaglia di Culloden costrinse il principe a fuggire verso l’isola di Skye.
Nel frattempo, il duca di Cumberland, detto “il macellaio”, occupò il palazzo con 10.000 soldati per una sola notte del 1746: i fuochi da campo non furono spenti correttamente e gli arredi andarono in cenere: da quel momento, Linlithgow Palace rimase in rovina.
Anche il poeta Robert Burns visitò Linlithgow nel 1787, andando a trovare un amico che gestiva una fabbrica di tessuti, ma non restò particolarmente impressionato dallo splendore ormai perduto del palazzo.

St Michael’s Parish Church – cosa vedere a Linlithgow
“St. Michael is kind to strangers” – ovvero “San Michele è gentile con gli estranei” – recita il motto dell’antico borgo reale di Linlithgow. San Michele è il santo patrono della città e continua a vegliare sui suoi abitanti. Lungo la High Street puoi notare una statua del santo che regge lo stemma del borgo, un simbolo che lega storia e identità locale.
La prima menzione della “grande chiesa di Linlithgow” risale a uno statuto del 1138, quando il re David I la donò alla Cattedrale di Saint Andrews. David de Bernham, vescovo di Saint Andrews, la consacrò nel maggio del 1242. Questo antico kirk è stato per secoli un luogo di culto e un monumento storico di grande rilievo in Scozia.
Nel 1301, re Edoardo I d’Inghilterra, noto come “Il martello degli scozzesi“, requisì la chiesa per usarla come magazzino della sua guarnigione, stipando provviste per la palizzata fortificata o “The Peel”. Dopo la vittoria scozzese a Bannockburn e la riconquista delle fortificazioni di Linlithgow, St Michael’s fu restaurata.
Il grande incendio del 1424 però causò danni ingenti sia alla chiesa che al palazzo adiacente. Nel secolo successivo, la ristrutturazione fu finanziata con proventi dalle multe e dalle tasse su birra e cuoio. Tutti i re degli Stewart, da Giacomo I a Giacomo V, contribuirono al “Kirk Werk” di St Michael’s. Nel 1540 fu concesso un nuovo statuto reale e il diritto di nominare un prevosto cittadino, Henry Forrest di Magdalenes.
In quel periodo i rapporti tra Scozia e Fiandre erano molto stretti: mercanti, pellegrini e nobili viaggiavano spesso tra i due paesi. La storia della famiglia di Anselm Adornes ne è un esempio: il cavaliere fiammingo era profondamente legato alla Scozia medievale. Il suo cuore tornò a Bruges, nella cappella di Adornes Domain, mentre il suo corpo fu sepolto nei pressi di questa chiesa, con una targa che lo commemora. Puoi leggere di più su questa vicenda nell’articolo Adornes Domain: la Scozia segreta a Bruges.
I restauri successivi trasformarono la navata e i transetti, poi il presbiterio e l’abside. All’esterno, venti nicchie furono arricchite da sculture di santi e ciascuna delle otto campate fu abbellita con un altare. La solida torre quadrata era coronata da una magnifica corona di pietra, sormontata da una banderuola recante l’emblema preferito del re Giacomo III.

Un luogo di culto popolare tra i reali
Nell’aprile del 1513 il tetto in quercia di St Michael’s venne rinnovato, decorato con lo stemma di George Crichton, vicario di San Michele e in seguito vescovo di Dunkeld. Fu aggiunto anche un nuovo organo, realizzato dall’artigiano e musicista francese Gilyem. Il legname necessario fu prelevato dal Blackness castle e trasportato al palazzo, mentre le finestre dell’oratorio della regina, con vista sul lago, vennero ridisegnate.
Questo capolavoro architettonico era molto apprezzato dai monarchi scozzesi: James IV vi pregò prima della battaglia di Flodden, Bonnie Prince Charlie lo visitò in una fresca mattina di settembre, e secoli più tardi, nel 1995, la Regina Elisabetta II e il Principe Filippo vi si fermarono durante la loro visita ufficiale. Maria, Regina di Scozia, pare sia stata battezzata proprio in questa chiesa, anche se la fonte battesimale originale purtroppo non è più conservata.
Nel 1559 i protestanti arrivarono con l’intento di eliminare ogni traccia della religione cattolica: l’acquasantiera, le statue e diversi altari furono distrutti, lasciando un segno indelebile nella storia e nell’aspetto della chiesa.

Il periodo protestante di St Michael
Il primo ministro protestante di St Michael’s fu Patrick Kinloquy, sotto la cui guida la chiesa ricevette nuove gallerie e un pulpito in pietra sul lato nord del presbiterio. Nel 1620 una parte dell’edificio fu adibita a deposito di legna, mentre nel 1645, quando studenti e professori fuggirono a Linlithgow dalla capitale colpita dalla peste, St Michael’s divenne per un breve periodo sede provvisoria dell’Università di Edimburgo.
Nel 1646 le truppe di Oliver Cromwell occuparono Linlithgow e St Michael’s fu inglobata nelle difese della città: cavalli stanziati nella navata e soldati alloggiati all’interno causarono danni ingenti. Quando l’esercito lasciò la città, la chiesa versava in uno stato di rovina e richiedeva urgenti riparazioni di tetto e finestre.
Passeggiando tra le navate oggi, si percepisce ancora l’eco di quel periodo tumultuoso: gli spazi ampi e austeri raccontano una storia di resistenza e trasformazione che ti fa sentire quasi parte di quel passato.
Durante il XVIII secolo il ministro sorvegliava rigorosamente la vita morale della comunità, imponendo multe per qualsiasi violazione delle regole della chiesa. C’era persino lo “sgabello del pentimento”, su cui ogni trasgressore doveva sedersi davanti a tutti per espiare pubblicamente peccati come ubriachezza, adulterio o lavorare e lavare i panni nel giorno del Signore.
Sedersi su quello sgabello dove essere stata un’esperienza terribile, e oggi guardando quel piccolo gradino mi vengono i brividi pensando a quante storie di punizione abbia assistito. I sermoni erano lunghi e intensi, spesso duravano fino a quattro ore, creando un’atmosfera di devozione quasi soffocante.

I crolli e le ricostruzioni di St Michael
La torre occidentale di St Michael aveva una caratteristica guglia a corona in pietra, simile a quella della cattedrale di St Giles a Edimburgo, ma una tempesta nel 1768 la danneggiò seriamente. In seguito la rimossero e la Fonderia delle Tre Campane a Whitechapel la rifuse.
Nel 1808 emerse un altro problema: le vecchie travi del soffitto erano marce e il tetto stava per crollare. Qualche anno più tardi rimossero il soffitto “Crichton” del ‘500 e lo sostituirono con uno in gesso, perché il rovere non era più disponibile a causa della guerra napoleonica in corso.
Nel 1820 la corona di pietra della torre rischiava di crollare: troppo pesante e instabile, fu demolita nonostante le proteste, e rimossa l’anno successivo. Camminando oggi sotto la torre, è facile immaginare quanto il passaggio del tempo e le tempeste abbiano reso fragile questa costruzione millenaria.
Per dare nuova vita alla chiesa, aggiunsero alla splendida finestra centrale dell’abside delle vetrate colorate in memoria di Charles Wyville Thomson, esploratore oceanico morto nel 1882. Nel 1964, una controversa corona sostitutiva in alluminio, opera dell’architetto Sir Basil Spence, sostituì quella originale e rappresenta la corona di spine di Cristo, un richiamo simbolico alla resilienza della chiesa attraverso i secoli.
All’inizio del XIX secolo St Michael’s era diventata un luogo più triste e austero: i tempi erano duri, e per proteggere i defunti dalla pratica, purtroppo comune, di disseppellire corpi da vendere ai docenti di anatomia, collocarono un’enorme gabbia di metallo su una tomba. Nel 1823 fu costruita una capanna di sentinella con guardiano notturno, a testimonianza di quanto la sopravvivenza e la sicurezza del luogo fossero diventate priorità.

Informazioni per visitare St Michael’s Parish Curch
St Michael’s Parish Church è stata utilizzata come location per le riprese del film The Outlaw King, comparendo nelle scene del matrimonio di Robert the Bruce e nel funerale di suo padre. Se ti appassiona la Scozia nei film, puoi seguire le tracce delle location cinematografiche durante il tuo viaggio; trovi diversi spunti nel nostro articolo dedicato.
St Michael’s si trova nel cuore del borgo di Linlithgow, lungo la High Street. È facilmente raggiungibile a piedi dal parcheggio principale del palazzo o dalla stazione ferroviaria, distante circa 10 minuti a piedi.
La chiesa è aperta al pubblico nei seguenti orari:
- Estate: 10:30 – 16:00
- Da ottobre ad aprile: 10:30 – 13:00
Nota: verifica sempre giorni e orari, che possono subire variazioni per eventi speciali, matrimoni o funerali.
Da non peredere al suo interno:
- La navata centrale e le sue campate decorate
- Le vetrate commemorative, tra cui quella di Charles Wyville Thomson
- La targa dedicata ad Anselm Adornes e la connessione con la Scozia medievale
- I dettagli legati ai re scozzesi e alla storia protestante della chiesa
Visitare St Michael’s permette di immergersi non solo nella storia, ma anche nell’atmosfera dei luoghi reali che hanno ispirato il cinema storico scozzese.

Cos’altro vedere nel borgo di Linlithgow
Molti edifici storici del borgo fiancheggiano la High Street. Sul lato sud si trovano ancora diversi wynds e close storici, simili a quelli che incontrerai a Edimburgo, piccoli vicoli che conservano l’atmosfera medievale della città.
Al centro del Royal Burgh di Linlithgow, in asse con il palazzo, c’è il Cross Well. Un tempo sede del Mercat Cross, era il fulcro del mercato settimanale e il luogo dove venivano letti proclami e celebrati eventi pubblici. Oggi domina ancora il cuore della comunità insieme al tradizionale Burgh Halls del XVII secolo. L’attuale pozzo fu realizzato nel 1807 da Robert Gray, uno scalpellino che, nonostante avesse un solo braccio, completò l’opera con precisione e dedizione, sostituendo il precedente pozzo del 1628.
A nord del Cross Well si trova la Town House, risalente al 1668, costruita per sostituire la Tolbooth demolita dall’esercito di Oliver Cromwell nel 1650. L’interno originale fu in gran parte modificato in un progetto di ammodernamento del 1962. Nel lontano giugno 1622, il Tolbooth ospitò prigioniere famose, Katherine Rannald di Kilpunt e sua figlia Barbara Home, accusate di stregoneria, racconti che ancora oggi rendono la visita più suggestiva.
Una curiosità moderna: pare che la prima pompa di benzina in Scozia comparve proprio a Linlithgow nel 1919, e una targa sul High Street lo ricorda.


Annet House – cosa vedere a Linlithgow
Linlithgow Museum, fino a qualche tempo, era ospitato ad Annet House, una storica casa di tre piani situata lungo la High Street, costruita intorno al 1787 come dimora di George Bartholomew, commerciante e decano della corporazione di Linlithgow.
Nel corso degli anni, Annet House ha avuto molte vite: residenza privata, questura cittadina e quartier generale della Protezione Civile durante la guerra. Dopo il conflitto, fu acquistata dalla comunità per diventare centro comunitario, poi biblioteca e sede degli uffici del Consiglio distrettuale del West Lothian.
Dal 1992 al 2019, Annet House ospitò il museo cittadino gestito dal Linlithgow Heritage Trust. Il giardino sul retro, stretto e lungo, conserva la suddivisione medievale dei terreni in fasce o riggs. Disposto su quattro livelli, comprende anche una ghiacciaia, e dal livello più alto si gode di splendide viste sulla città, sul palazzo reale e sul lago. Qui si trova anche una statua restaurata di Mary, Queen of Scots, a testimoniare il legame della città con la sua regina più famosa.
Il museo racconta la storia di Linlithgow attraverso una ricca collezione di oggetti, fotografie e materiali d’archivio. Oggi, purtroppo, il museo non si trova più ad Annet House (acquistata da un privato), ma è stato trasferito nella Tam Dalyell House, al 93 High Street. Peccato non averlo trovato aperto quando si trovava ancora presso Annet House: un vero rimpianto per chi come noi ama immergersi nella storia della città che visita.


Kirkgate
l Kirkgate conduce dalla Croce fino al palazzo di Linlithgow. Mentre cammini, osserva il muro alla tua destra: una serie di targhe racconta la linea di successione dai tempi di Mary, Regina di Scozia fino a Elisabetta II.
Superato il Burgh Halls, davanti a te appariranno la St Michael’s Parish Church e, poco oltre, il maestoso palazzo con il suo parco, ancora oggi chiamato “The Peel”.
L’ingresso principale del palazzo, costruito da re Giacomo V intorno al 1533, conduceva al recinto esterno che proteggeva l’edificio. Sopra l’arco si possono ancora vedere incisi i quattro ordini cavallereschi di cui il re faceva parte: l’Ordine della Giarrettiera, l’Ordine del Cardo, l’Ordine del Toson d’Oro e l’Ordine di San Michele.
Camminare lungo il Kirkgate ti permette di percepire la continuità storica della città e immaginare i cortei reali che un tempo attraversavano questa strada verso il palazzo.
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Il lago di Linlithgow
Linlithgow sorge sulle sponde dello splendido Linlithgow Loch, un lago che regala alcune delle viste più belle sul Linlithgow Palace e sulla St Michael’s Parish Church.
La distesa di parco sotto il palazzo, oggi nota come “The Peel”, offre un percorso circolare di circa 3,5 km, famoso per la ricchezza di uccelli acquatici, flora e fauna locale, e per le viste spettacolari sul palazzo di Linlithgow, sulla chiesa di St Michael e sull’intero borgo.
Se ami camminare, ci sono diversi Heritage trail intorno al lago che permettono di scoprire il borgo da prospettive diverse. L’ultima volta che abbiamo percorso questo sentiero era dicembre: l’erba era completamente ammantata di neve fresca e il paesaggio sembrava uscito da un dipinto invernale.
C’erano pochissime persone e quasi tutte le panchine erano vuote, gelate dal freddo della notte precedente. Devo ammettere che, persa a contemplare il lago, ho anche fatto un bel scivolone nella neve!


Location di Outlander a Linlithgow Palace
Alcune scene della prigione di Wentworth sono state girate nel piano inferiore di Linlithgow Palace e nel parco sottostante, noto come The Peel, mentre il resto delle riprese si è svolto negli studi vicino a Glasgow.
Il primo luogo che ha ospitato gli attori è il tunnel all’ingresso del cortile: qui si trova la porta della prigione di Wentworth. In questa scena, Claire cerca di convincere Sir Fletcher, il carceriere, a farle vedere Jamie. Al suo rifiuto, Claire lascia la prigione e sviene, sorretta da Murtagh.
Proseguendo attraverso il tunnel e oltrepassando la biglietteria, si accede al grande cortile. Sulla destra si trova un lungo corridoio che conduce a una tortuosa scala a chiocciola: è proprio quella che Claire scende mentre tenta di sfuggire alle giubbe rosse e liberare Jamie.
Alla fine del percorso, Claire raggiunge la prigione e chiama Jamie Fraser. La scena gioca sul doppio senso: uno scherza dicendo “sono io il tuo Jamie” e l’altro la invita a controllare il piano inferiore, dove sono rinchiusi “quelli per cui l’impiccagione è troppo poco”. Queste due stanze si trovano nella stessa area del palazzo.
Le scene più cruente, in cui Black Jack Randall tortura Jamie, sono state girate negli studi, così come la sequenza finale con le Highland cows. Visitare Linlithgow Palace permette però di camminare nei luoghi dove Claire e Jamie hanno preso vita sullo schermo, rendendo l’esperienza del tour ancora più suggestiva.


I fantasmi di Linlithgow
Anche Linlithgow ha la sua buona dose di fantasmi. Il borgo ha assistito a eventi tragici, e alcune anime, morte in circostanze drammatiche, sembrano condannate a vagare nell’oscurità senza pace.
Il più famoso spettro è James Stewart, conte di Moray, fratellastro illegittimo di Mary, Regina di Scozia. Suo figlio venne assassinato in High Street nel gennaio del 1570, e il punto dell’uccisione è ancora segnato da una targa sul lato del vecchio tribunale cittadino.
Tra gli stretti wynds che fiancheggiano Annet House, si racconta di altre apparizioni, tra cui il pifferaio fantasma morto di difterite a Dogwell Wynd, le cui note lamentose sembrano ancora echeggiare tra le case.
Una delle storie più macabre riguarda George Raittche, un fabbro la cui testa mozzata si dice appaia di tanto in tanto. Perse la testa cercando di uccidere con un piccone un vecchio cavallo. Quando l’attrezzo penetrò il cranio del cavallo, questi gettò indietro la testa, strappando il piccone dalle mani del fabbro, che si conficcò sotto il suo mento strappandogli la testa e spingendola oltre le mura della città. Non fu mai ritrovata!
Il fantasma di re James IV
Nell’estate del 1513, re Giacomo IV si inginocchiò nella chiesa di St Michael per chiedere aiuto a Dio prima della sua campagna nel Nord dell’Inghilterra. Aprendo gli occhi, vide una figura apparire davanti alla finestra di St Katherine’s Aisle, che lo avvertiva di non procedere con quella follia di guerra. Lo spettro scomparve, ma Giacomo ignorò l’avvertimento e morì pochi mesi dopo nella battaglia di Flodden.
Anche Sir Walter Scott racconta di questa apparizione nel suo poema epico Marmion:
But while I marked what next befell
I seemed as I were dreaming
Stepped from the glass a ghostly sight
In azure crown, with cinture white:
His forehead bald, his head was bare,
Down hung at lenght his yellow hair..

Dove mangiare a Linlithgow
Se vuoi fare una pausa durante la visita a Linlithgow, ci sono alcuni locali storici e caratteristici da considerare: Burgh Halls, The Four Marys e The Black Bitch.
The Four Marys risale al 1500 e probabilmente era una residenza privata. Prende il nome dalle quattro dame di compagnia di Mary, Regina di Scozia: Mary Seaton, Mary Beaton, Mary Fleming e Mary Livingston, che l’accompagnarono in Francia da ragazza e rimasero al suo fianco per tutta la vita. L’atmosfera del pub è suggestiva e accogliente, con un grande caminetto scoppiettante nella sala principale.
All’interno si conservano numerosi oggetti legati alla sfortunata regina: ritratti, lettere, un pezzo di tenda e frammenti di abiti del XVI secolo, tra cui un giubbotto di piume di cigno che si dice le appartenesse.
Una curiosità locale: David Waldie, nato nel 1813 in questo edificio, scoprì il cloroformio; all’esterno del pub c’è una targa che ne ricorda la memoria.

Black Bitch Tavern
Se cerchi un pub locale dal fascino autentico a Linlithgow, Black Bitch Tavern è il posto giusto. Puoi rilassarti nella tranquilla atmosfera del lounge bar o sorseggiare una pinta nel bar principale.
Situato nel porto occidentale di Linlithgow, un tempo frequentato da mercanti itineranti e mandriani di bestiame in viaggio, il pub conserva un legame forte con la storia della città.
The Black Bitch Tavern è il più antico di Linlithgow e il suo nome deriva dalla leggenda di un levriero nero, famoso per la lealtà dimostrata verso il suo padrone: nuotava ogni giorno fino all’isola del suo padrone condannato a morte per portargli cibo, finché non venne imprigionato su un’altra isola e morì.
Il levriero è diventato simbolo di coraggio e fedeltà, e da allora gli abitanti del borgo sono orgogliosi di essere conosciuti come i “Black Bitches”. Persino figure note come l’ex Primo Ministro Alex Salmond vengono citate come famosi rappresentanti di questa tradizione locale.
Come raggiungere il borgo di Linlithgow
Il modo più comodo per raggiungere Linlithgow da Edimburgo o Glasgow è noleggiare un’auto: puoi usare il nostro buono sconto per risparmiare il 10% sul costo del noleggio. Questo borgo, natale di Mary, Regina di Scozia, è perfetto per una gita di un giorno vicino Edimburgo.
Se preferisci i mezzi pubblici, il treno è l’opzione più veloce e comoda. Linlithgow ha una stazione ferroviaria ben collegata: da Edimburgo Waverley ci vogliono circa 20 minuti, da Glasgow Queen Street circa 30 minuti. L’autobus impiegherà un pò di tempo quindi se vuoi muoverti in Scozia con i pezzi pubblici l’opzione più conveniente per raggiungere il borgo reale è il treno.
Per chi vuole abbinare la visita a Linlithgow Palace alle location di Outlander, sono disponibili diversi tour organizzati:
- Tour delle locations di Outlander
- L’esperienza di Outlander
- The Outlander experience – Linlithgow e palazzi tour da Edimburgo
- Tour disponibili per visitare il palazzo di Linlithgow
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Cosa vedere nei dintorni di Linlithgow
Se stai organizzando un itinerario nei dintorni di Edimburgo, il borgo di Linlithgow può essere facilmente abbinato ad altre tappe interessanti.
A pochi chilometri si trova il suggestivo Culross, uno dei villaggi meglio conservati della Scozia e spesso utilizzato come location per la serie Outlander. Un’altra visita interessante è il Blackness Castle, una fortezza affacciata sul Firth of Forth che compare in diverse scene della stessa serie.
NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e Ivan Balducci 2017-2026 o concesse in uso dai legittimi proprietari. Vietato ogni uso.
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