Il Castello di Edimburgo è uno dei luoghi fortificati più antichi d’Europa con una lunga e ricca storia come residenza reale, guarnigione militare, prigione e fortezza. Quando salirai sulla collina del castello ripercorrerai le orme di soldati, re, regine e persino di qualche pirata.
Anche se alcune parti rimangono a uso militare, il castello di Edimburgo oggi è un’attrazione turistica di fama mondiale e attira centinaia di visitatori ogni anno. E’ una vera e proprio cittadella, ricca di cose da fare e offre viste incantevoli sulla città, oltre a ospitare secoli di storia. Lo abbiamo visto con sole, nebbia e neve e dobbiamo confessare che il suo fascino ci sorprende ogni volta.
Il famoso Royal Mile, collega il Castello di Edimburgo a Holyrood Palace, la residenza ufficiale dei reali in Scozia. Si dice che la sua posizione così solitaria e seducente, spesso avvolta da nuvole o nebbia, abbia ispirato J.K. Rowling mentre dava vita al castello di Hogwarts – ti racconto di più nei luoghi di Harry Potter a Edimburgo.
Iniziamo con un breve accenno all’intricata storia del castello e poi ci concentreremo su cosa vedere al castello di Edimburgo. Troverai anche informazioni utili su come visitarlo e i costi. Usa pure la legenda qui di seguito per passare alla sezione dell’articolo che più ti interessa.
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Cosa troverai in questo articolo
Accenni alla storia del castello di Edimburgo
Il sito dove sorge il castello di Edimburgo pare sia abitato sin dall’età del bronzo, anche se quello che si vede oggi risale al XVI secolo. Non esistono notizie certe su Edinburgh castle, fino a quando un certo forte chiamato “Din Eydin” venne citato nel poema “The Gododdin” del VII secolo. Gli storici ritengono che si tratti dello stesso castello di Edimburgo, poiché il nome gaelico della città “Dùn Èideann” è molto simile.
Il vantaggio strategico del Castello di Edimburgo era chiaro a tutti, data la sua posizione sulla cima di Castle Rock, una roccia basaltica di origine vulcanica che risale a circa 340 milioni di anni fa, che si eleva a 120 metri sul livello del mare.
Questa posizione è stata fondamentale per tutti gli avvenimenti storici che si sono susseguiti nei secoli nella città di Edimburgo. Il castello è protetto da alcune falesie scoscese alte circa 80 metri su tre lati e questo significa che c’è un’unica via di accesso a Est.
Oltre a custodire grandi momenti della storia, il castello ha subito numerosi assedi nel corso dei secoli e durante le Guerre d’Indipendenza passò di mano più volte. Robert the Bruce lo rase al suolo nel 1314, per evitare che gli inglesi lo potessero prendere. Tuttavia nel 1335, l’esercito inglese ne riprese il controllo e iniziò a ricostruirlo. Fu nel 1341 che un piccolo gruppo armato di scozzesi travestiti da mercanti, guidati da Sir William Douglas, riconquistarono il castello.
Le difese del castello di Edimburgo si sono evolute nel corso di centinaia di anni. Mons Meg, uno dei più grandi cannoni medievali mai realizzati, fu donato a re Giacomo II nel 1457. La Half Moon Battery, costruita all’indomani dell’assedio di Lang del 1573, fu armata per 200 anni da cannoni di bronzo conosciuti come le Sette Sorelle .




Una residenza reale
Il Castello di Edimburgo ospitò re e regine per molti secoli, che qui nacquero, vissero e morirono. La regina Margherita morì qui nel 1093 e la cappella costruita in suo onore dal figlio, re Davide I, è l’edificio più antico del castello e di tutta Edimburgo. Santa Margherita di Scozia venne poi sepolta a Dunfermline e la sua tomba per anni fu meta di pellegrinaggi.
Durane il regno degli Stuart vennero aggiunti edifici e ammodernamenti al castello per renderlo una residenza confortevole, anche se venne usato più come fortezza militare e rifugio in tempo di guerra, data la presenza dell’Holyrood Palace come residenza.
Il figlio di Robert the Bruce, Davide II di Scozia aggiunse un’imponente torre al castello di Edimburgo. La Torre di Davide un tempo era alta circa 25 metri e offriva una vista a 360 gradi, utile per scovare gli invasori via mare o via terra. I resti della torre si trovano sotto terra, poiché venne bombardata e quasi distrutta durante l’assedio di Lang. Di conseguenza venne costruita la Half Moon Battery.
La cosa più interessante è che nel 1941 i gioielli della corona scozzese furono prelevati dalla sala della corona e sepolti nelle profondità della Torre di David per evitare che gli invasori se ne impossessassero. Giacomo I di Scozia, aggiunse in seguito un’altra torre che conteneva un salone per i banchetti, che prese il posto della Torre di Davide.
Nel 1440 si verificò uno degli episodi più efferati legati alla storia del castello: la Cena Nera. In quell’occasione Giacomo II di Scozia e la sua corte, ospitarono a cena i due giovani eredi del clan Douglas. Durante la cena al segnale dato dalla testa di un toro servita su un vassoio, i due sfortunati ospiti vennero decapitati.
The Great Hall, completata nel 1511 per re Giacomo IV, ospitava grandi banchetti e eventi di Stato. Purtroppo il re ebbe poco tempo per godersi la sua nuova residenza, perché morì nella battaglia di Flodden nel 1513, combattendo le forze inglesi inviate da suo cognato, re Enrico VIII d’Inghilterra.
Sopra la porta del Palazzo Reale si vedono ancora le iniziali dorate MAH – che stanno per Mary Queen of Scots e il suo secondo marito Henry Stewart, Lord Darnley. Maria diede alla luce Giacomo VI nel Palazzo Reale nel 1566, divenuto re di Scozia all’età di 13 mesi, che unì le corone di Scozia e Inghilterra nel 1603 (ne parleremo nel dettaglio tra poco).




Il periodo militare
Dopo l’Unione delle Corone del 1603, il Castello di Edimburgo venne raramente visitato dal monarca regnante, ma divenne un’importante base militare a partire dal 1650.
Il castello di Edimburgo mantenne il suo ruolo militare sia durante la Guerra civile di Cromwell che durante le Rivolte Giacobite, periodo in cui le sue difese furono potenziate. Vennero aggiunte nuove batterie di cannoni come la “Dury’s Battery” e nuove caserme come “The Queen Anne Building” per ospitare soldati e ufficiali.
Circa 600 soldati furono ospitati nella Caserma Nuova, costruita durante le guerre napoleoniche con la Francia, che ancora oggi è usata dai militari. I reggimenti avevano spesso una mascotte, spesso dei cani, alcuni dei quali riposano nel cimitero dei cani.
Non tutti quelli che visitarono il castello hanno apprezzato il loro soggiorno. La vita dei prigionieri, infatti, era molto dura. Essendo una formidabile roccaforte, il castello era la prigione più sicura della Scozia e tra il 1757 e il 1814 le cripte ospitarono centinaia di prigionieri di guerra.
Fu Sir Walter Scott nel 1819 a ritrovare i gioielli della Corona dopo più di 100 anni e a convincere il futuro Giorgio IV ad aprire il castello al pubblico per esporli. Nei decenni successivi furono ampliate le zone visitabili, rimanendo comunque sotto l’esclusiva amministrazione delle forze armate fino al 1905.
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Visitare il castello di Edimburgo: guida completa e cosa vedere
Esplanade e porta d’ingresso
Attraversata la spianata che conduce al castello, dove vennero bruciate sul rogo più di 200 streghe tra il 1563 e il 1722, si arriva all’ingresso di Edinburgh Castle. In origine c’erano due porte che proteggevano l’ingresso: la porta dell’Esplanade sopra il ponte levatoio e una barriera interna. Successivamente fu costruita un’ulteriore porta: Portcullis Gate.
Due statue spiccano all’ingresso: quella di Robert the Bruce e quella di William Wallace. Prima di arrivare a Portcullis Gate vedrai una targa commemorativa dedicata a Sir William Kirkcaldy, uno dei migliori soldati del suo tempo, che tenne il castello per la regina Mary dal 1568 al 1573, morendo per la causa in cui credeva.
Sopra Porticullis Gate c’è la torre di Argyle (Argyle Tower) così chiamata perché vi fu rinchiuso il conte di Argyle, Archibald Campbell, prima di essere giustiziato. Vicino alla scalinata, Lang stairs, c’è un’altra targa che commemora invece Thomas Randolph Conte di Moray, un illustre soldato e diplomatico che riconquistò il castello di Edimburgo nel 1313 dopo che era stato per 20 anni nelle mani degli inglesi.
Un po’ più avanti puoi osservare le batterie di cannoni di Argyle e Mills Mount e godere di una vista panoramica mozzafiato sulla New Town. A nord della torre ci sono gli edifici militari costruiti nel XVIII secolo, tra cui la Casa del Governatore e gli alloggi militari, oggi convertiti in musei.






Foog’s gate e The Fore Well
Questa Porta fu costruita dopo l’assedio di Lang intorno al 1580: un’ulteriore difesa contro gli invasori. Nessuno sa con esattezza perché si chiami così, forse ha a che fare con la nebbia o con le nuvole basse che spesso si depositano sul Castello.
Foog’s Gate dà accesso all’Upper Ward, la parte più alta del Castello di Edimburgo e ospita un grande serbatoio d’acqua che fungeva da riserva d’acqua. The Fore Well, profondo circa 34 metri, era la principale fonte d’acqua del castello, bloccato da Robert the Bruce durante l’attacco del 1314 mentre gli scozzesi tenevano il castello.




I gioielli della corona – Crown room
Gli Honours of Scotland, esposti nella Crown Room, sono i più antichi gioielli della Corona della Gran Bretagna. Realizzati in oro, argento e gemme preziose, la corona, lo scettro e la spada hanno un valore inestimabile e sono oggetti di immenso significato.
La corona fu realizzata per Giacomo V, che la indossò per la prima volta all’incoronazione della regina Mary de Guise nel 1540. Mary, Regina di Scozia, fu la prima a essere incoronata con corona, scettro e spada insieme, nel 1543 al castello di Stirling. Lo scettro potrebbe essere stato un dono papale a Giacomo IV.
I gioielli della corona hanno avuto un passato turbolento. Furono rimossi dal castello e nascosti nel 1651–60 per tenerli lontani dall’esercito di Oliver Cromwell. Nel 1707, in seguito all’Atto di Unione tra Inghilterra e Scozia, furono rinchiusi in una cassa e sigillati. Qui ti racconto la storia dei gioielli della corona e la loro misteriosa scomparsa.
Nel 1818, Sir Walter Scott, il famoso romanziere, riscoprì gli Honours of Scotland, insieme a una misteriosa bacchetta d’argento. Gli Honours of Scotland e la mostra dedicata si trovano al primo piano del Palazzo Reale, di cui ti parlerò a breve.
La Stone of Destiny (o pietra dell’incoronazione) esposta fino a poco tempo fa presso il Castello di Edimburgo, è stata spostata al Perth Museum nel 2024. In questo articolo ti racconto di più sulla storia travagliata della Stone of Destiny, di cui puoi vedere una riproduzione in scala reale allo Scone Palace.
In questa stanza è vietato (purtroppo) scattare foto, anche senza flash e c’è una sorveglianza molto accurata.







The Royal Palace e The Birth Room of James VI
Re e regine hanno vissuto nel comfort e nello splendore del Palazzo Reale nel periodo in cui il castello venne usato come residenza reale dalla famiglia Stuart. Soffitti decorati, enormi caminetti e pareti rivestite di legno, circondavano il luogo di splendore.
Crown Square prese forma nel tempo, con re Giacomo IV che completò il quadrilatero agli inizi del 1500. Alcuni momenti chiave della storia della Scozia hanno avuto luogo tra le mura di questo palazzo dove morì la regina Mary de Guise nel 1560, che fu l’ultima paladina dell’Auld Alliance con la Francia e paladina della fede cattolica contro la Riforma protestante.
Forse la parte più interessante è la camera rivestita con pannelli di legno in cui Maria Stuarda diede alla luce Giacomo VI nel 1566. Questa stanza ospita anche un pezzo dell’albero spinoso della Regina Maria, prelevato nel 1849 dal castello di Lochleven, dove Mary, Regina di Scozia, fu imprigionata e costretta ad abdicare alla corona in favore del figlio neonato Giacomo.
Mary e suo marito Lord Darnley vivevano a Holyrood quando iniziarono a circolare voci secondo cui il padre del bambino fosse David Rizzio, il suo segretario privato che poco dopo venne assassinato a Holyrood. Darnley era il principale sospettato del crimine. Come se non bastasse Maria era cattolica e il paese era ormai protestante, così per partorire in sicurezza si diresse al castello di Edimburgo.
Il travaglio fu difficile e si dice che un amico della regina tentò di usare la magia per trasferire i dolori del parto a un servo. Pare anche che Mary chiese di farsi portare la testa della Regina Margherita, una reliquia sacra, per avere aiuto durante il travaglio.
Giacomo VI ebbe una vita straordinaria. Incoronato re di Scozia a soli 13 mesi, divenne il primo monarca sia di Scozia che d’Inghilterra nel 1603. Lasciato il castello di Edimburgo per Londra, il palazzo venne trascurato. Re Carlo I fu l’ultimo monarca a soggiornare nel palazzo del Castello di Edimburgo. Dormì qui il 17 giugno 1633, la notte prima della sua incoronazione scozzese.

The Queen’s Embroideries – i ricami della Regina
Nell’anticamera degli Appartamenti Reali sono esposte delle repliche di una serie di ricami realizzati da Maria Stuarda durante il suo esilio in Inghilterra: 37 immagini ricamate, ognuna con una storia da raccontare.
Mary ha cucito i ricami mentre era agli arresti domiciliari. L’opera venne realizzata insieme alla nobildonna Bess di Hardwick, moglie del carceriere della regina. Le due donne strinsero un’improbabile amicizia prima che Maria venisse trasferita in una nuova sistemazione nel 1585. Sua cugina, la regina inglese Elisabetta, ne ordinò l’esecuzione due anni dopo.
I ricami originali furono cuciti dopo che i nemici di Maria la costrinsero ad abdicare al trono e a fuggire dalla Scozia. Proprio mentre lavorava, i suoi sostenitori furono imprigionati nel castello di Edimburgo durante l’assedio di Lang. La loro resa segnò la fine effettiva delle speranze di Maria di riconquistare la corona scozzese.
Le repliche esposte sono state realizzati dalla Scuola degli Antichi Mestieri: 33 volontari hanno trascorso più di 7.000 ore lavorando al progetto per 3 anni, usando solo materiali, strumenti e tecniche autentici.




St. Margaret’s Chapel
L’edificio più antico di Edimburgo e l’unica parte originale rimasta all’interno del Castello di Edimburgo è St. Margaret’s Chapel, costruita intorno al 1130 sul punto più alto di Castle Rock per volere di David I in onore di sua madre, la Regina Margaret.
Margaret, moglie di Malcolm III, fece moltissimo per la Scozia e la città di Dunfermline. Venne canonizzata da Papa Innocenzo IV nel 1250 e molti fedeli si recarono in pellegrinaggio sulla sua tomba nei secoli, per chiudere miracoli e guarigioni.
Nel 1500 la cappella fu utilizzata come deposito per la polvere da sparo e in seguito, venne dotata di volte a prova di bomba. Le sue origini furono dimenticate e riscoperte solo nel 1845 da Sir Daniel Wilson.
Gli archi decorati sono originali, mentre altri elementi come le vetrate colorate sono più recenti. I fiori freschi sono sempre in mostra, grazie alla cura del St Margaret’s Chapel Guild: tutti i suoi membri condividono il nome della Santa e vivono in Scozia.
Attraversando Foog’s Gate, la Cappella si trova sulla sinistra, appena dopo il Whiskey and Finest Food Shop.





The Great Hall
Questa sala è una meraviglia della Scozia medievale. Fu completata nel 1511 per il re Giacomo IV e si trova nel cuore del Castello di Edimburgo. Il suo tetto in legno è uno dei più splendidi della Gran Bretagna: travi giganti poggiano su pietre scolpite con teste e simboli come il cardo.
Nella Sala Grande si svolgevano suntuosi banchetti e eventi di Stato, ma Giacomo IV ebbe poco tempo per godersi la sua nuova aggiunta al castello perché venne ucciso nella disastrosa battaglia di Flodden nel 1513, combattendo le forze del re Enrico VIII d’Inghilterra, suo cognato.
In alto, alla desta del caminetto, c’è una piccola finestrella dalla quale i sovrani potevano osservare le persone presenti nella sala senza doverci entrare. Pare che Mary Stuart cenò nella grande sala del Castello di Edimburgo, poco dopo essere arrivata in Scozia dalla Francia e prima di trasferirsi definitivamente ad Holyrood Palace.
Il dipinto di Ensign Ewart si trova sulla parete di fondo insieme alle armi e alle armature prestate delle Armerie Reali. Infine non perdere la chiave del Castello di Edimburgo!
Nel Cinquecento in questa sala si riuniva il Parlamento scozzese e pare che nasconda un segreto: un piccolo foro sopra il lato destro del camino, noto come Laird’s Lug o Lord’s Ear attraverso cui il sovrano poteva ascoltare le riunioni senza essere visto.
Si narra che Quando Maria Stuarda si trasferì a Holyroodhouse, rinunciò anche a questo piccolo strumento di controllo, permettendo al Parlamento di cospirare contro di lei. Il foro veniva utilizzato per le intercettazioni e si dice che quando Gorbachev arrivò al castello nel 1984 la sua squadra di sicurezza insistette affinché fosse murato. Che sia realmente esistito quindi?
L’esercito di Oliver Cromwell conquistò il castello nel 1650 e iniziò una ristrutturazione militare dello spazio, trasformando la Sala Grande in una caserma. In seguito servì come ospedale militare, finché le truppe non abbandonarono la struttura nel 1886.
Riportata al suo splendore medievale, la Sala Grande oggi espone armi e armature che alludono al suo passato militare. Tra le spade e gli scudi ci sono armi ad asta dalla forma strana, come la temuta ascia Lochaber. Non è raro vedere dei figuranti in suntosi abiti, aggirarsi per questa sala del castello.


One O’Clock Gun
Se visiti il castello di Edimburgo, non perdere lo spettacolo dello One o’clock Gun, che ancora oggi spara un colpo di cannone all’una esatta ogni giorno tranne la domenica, il venerdì Santo e il giorno di Natale. Questa usanza nacque nel 1861 quando John Hewat portò l’idea a Edimburgo da Parigi. Le navi nel porto avevano bisogno di un chiaro segnale per regolare gli orologi di bordo.
Inizialmente era stata installata una “Time Ball” sul Nelson Monument a Calton Hill, dove una grande palla veniva lasciata cadere lungo un’asta, ma in caso di mal tempo e/o poca visibilità era impossibile da utilizzare. Ecco perché si decise di passare a un sistema “acustico” invece che visivo.
E’ stata una delle prime cose che ho visto durante la nostra visita al castello: davvero emozionante!


Mons Meg
Mons Meg una volta era considerato una tecnologia militare all’avanguardia. Donato al re Giacomo II nel 1457, il cannone d’assedio da sei tonnellate poteva sparare una pietra da 150 Kg fino a 3,2 Km. Prende il nome dalla città belga in cui è stato creato.
Nel 1460, Giacomo II fece trasportare Mons Meg per 80 Km all’assedio del castello di Roxburgh. Non si trattava di un compito da poco: nemmeno una squadra di buoi riusciva a spostarlo per più di 5 km al giorno. Ma lì, lo sfortunato re venne ucciso dall’esplosione di un altro dei suoi cannoni!
Re Giacomo IV rimise in azione Mons Meg, prima per attaccare il castello di Dumbarton e poi il castello di Norham. Concluse i suoi giorni di combattimento nella marina di Re Giacomo V, ritirandosi intorno al 1550.
Quando Mary, Regina di Scozia si sposò nel 1558, Mons Meg lanciò una pietra di cannone sulla città per festeggiare: atterrò in quello che oggi è il Royal Botanic Garden. La sua canna esplose nel 1681, mettendo fine alla sua carriera.
Dopo 75 anni passati in Inghilterra alla London Tower, Mons Meg fece un glorioso ritorno al castello di Edimburgo nel 1829, grazie alla mediazione di Sir Walter Scott. Cavalleria e fanteria lo scortarono da Leith Docks fino a Castle Rock. Mons Meg si trova fuori dalla Cappella di St Margaret.





Half moon battery e Dury battery
Una volta la Half Moon Battery faceva piovere palle di cannoni sui nemici che si avvicinavano al castello, oggi invece conferisce a Edinburgh castle il suo profilo unico. Le Sette Sorelle – cannoni di bronzo fusi nel castello per Giacomo IV intorno al 1500 – originariamente difendevano la Half Moon Battery. I cannoni di oggi sono stati fabbricati nel 1810 durante le guerre napoleoniche.
La batteria è stata costruita sopra e attorno alle rovine dell’enorme Torre medievale di David, iniziata nel 1367 da re Davide II, crollata durante l’assedio di Lang del 1571–73.
Dury battery prende il nome dal capitano Theodore Dury, ingegnere militare della Scozia, che la costruì dopo la rivolta giacobita del 1708. Nel 1757 i cannoni furono rimossi e la batteria fu trasformata in un cortile per le esercitazioni dei prigionieri di guerra. In questo cortile si trovano anche the Military Prison e the Prison of War.




Prisons of War e Military Prison: le prigioni del castello di Edimburgo
Due volte sotto la Great Hall, furono progettate sin dall’inizio per fungere da prigioni e la loro creazione potrebbe essere collegata alla ristrutturazione del Tolbooth di Edimburgo come prigione per i criminali comuni, avvenuta nel 1481.
Le volte della prigione erano accessibili tramite uno stretto passaggio, noto come Devil’s Elbow o “Gomito del Diavolo” scendendo ripidi gradini di pietra. Ognuna aveva una stretta fessura per la ventilazione e una latrina. Nel XVII secolo erano sovraffollate perché c’erano tanti prigionieri politici e le rivolte giacobite, non fecero altro che aumentarne il numero.
Queste volte sotterranee hanno svolto differenti funzioni negli anni: carceri, magazzini, panifici e persino deposito di armi. Tra il 1757 e il 1814 le cavernose volte sotto la grande sala del Castello di Edimburgo furono utilizzate come prigioni di guerra, mentre la Gran Bretagna combatteva per espandere il suo impero.
Furono usate non molto tempo dopo l’inizio della Guerra dei Sette Anni con la Francia e nuovamente quando scoppiò la Guerra d’Indipendenza americana nel 1775. La maggior parte delle persone catturate erano marinai, alcuni anche scozzesi emigrati in Nord America, come John Paul Jones, ricordato come il “padre della marina americana”. Furono molto utilizzate anche durante le guerre rivoluzionarie francesi e napoleoniche.
La prigione militare – Military Prison – venne costruita per incarcerare i soldati delle guarnigioni locali, tenuti in isolamento in una delle dozzine di celle. L’atmosfera è alquanto suggestiva e gli ambienti danno un’idea reale della vita dei prigionieri di un tempo.
The Prisons of War aperta nel 1842 ospitava prigionieri stranieri provenienti da una serie di conflitti avvenuti tra il XVIII e il XIX secolo. Ogni volta aveva un camino che riscaldava l’ambiente e una bella finestra per la ventilazione. C’era anche una specie di bagno e un piccolo cortile per gli esercizi.
Lo spazio a disposizione per ogni uomo era leggermente inferiore rispetto a quello richiesto e gli uomini dormivano in delle amache. Si faceva attenzione all’igiene per evitare la diffusione di malattie e c’erano saponi e biancheria puliti.










I prigionieri
I primi prigionieri risalgono addirittura al 1355. Forse il primo fu Thomas III de Gray, un cavaliere inglese che iniziò a scrivere la storia dell’Inghilterra dal 1272 al 1362. Un altro prigioniero fu il brigadiere William Mackintosh, uno dei leader della rivolta giacobita del 1715, che trascorse i suoi ultimi 20 anni come prigioniero nel Castello di Edimburgo.
Alcuni pirati provenienti dai Caraibi furono catturati, imprigionati e poi impiccati nelle cripte, prima che diventassero una prigione di guerra. Ventuno membri dell’equipaggio dei Black Bart furono catturati al largo di Argyll nel 1720. Erano venuti in Scozia per ritirarsi, invece, la maggior parte di loro venne impiccata.
Arrivarono poi i corsari francesi, catturati nel 1758 subito dopo la Guerra dei Sette Anni. Durante la Guerra dei sette anni il numero di prigionieri di guerra aumentò, tanto che nel 1759 ce n’erano 362. Alcuni di essi crearono uno splendido modello di nave commissionato dal Duca di Atholl.
I prigionieri di guerra provenivano da Francia, America, Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Italia, Danimarca e Polonia. La maggior parte erano marinai, molti dei quali americani che combatterono nella Guerra d’Indipendenza. Una delle prime raffigurazioni della bandiera a stelle e strisce è incisa su una porta.
Il prigioniero più piccolo fu un bambino di 5 anni catturato nella battaglia di Trafalgar, nel 1805. Nel 1811 quarantanove prigionieri fuggirono attraverso un varco nelle difese e col tempo la prigione no venne più utilizzata.
C’erano anche due prigioni a fossa, probabilmente usate come celle di punizione per i prigionieri problematici che i soldati britannici chiamavano con disprezzo “buchi neri”. All’interno delle prigioni sono esposte delle vecchie porte di legno dove i prigionieri nel corso degli anni hanno intagliato scritte e disegni, davvero toccanti.
Tra i segni si possono riconoscere navi, la forca da boia con un corpo che pende, una rappresentazione delle ‘Stelle e Strisce’ e altro ancora. Sulle porte sono anche incisi i nomi dei prigionieri e dei membri dell’equipaggio delle varie navi.
Le pareti intonacate della prigione mostrano i graffiti risalenti al periodo in cui era una prigione di guerra. Tra questi anche una raffigurazione di una nave a tre alberi. Altri segni indicano i giorni di detenzione.
- informazioni sulle prigioni tratte da: The Prisons of War in Edinburgh Castle di Chris Tabraham

Il cimitero dei cani
Questo piccolo luogo solitario e suggestivo è stata la mia parte preferita del castello. Non posso fare a meno di pensare a tutti gli amici a 4 zampe che ho perso negli anni e per questo, il cimitero dei cani del castello di Edimburgo ha su di me un effetto particolare. Rendere omaggio alla loro vita, fedeltà e lealtà è un gesto che mi apre il cuore.
L’accesso all’ultima dimora dei fedeli compagni dei soldati è vietato, ma si vede bene affacciandosi dalle mura del castello. E’ in uso sin dal 1837, anno che segna l’ascesa della regina Vittoria al trono britannico e il suo regno fu caratterizzato da diverse caratteristiche tra cui l’apprezzamento per gli animali domestici e da compagnia.
Lo stesso apprezzamento per gli animali che ha portato alla ribalta la storia di Greyfriars Bobby potrebbe aver portato anche alla creazione di questo cimitero, soprattutto perché i luoghi di sepoltura nei castelli erano spesso considerati esclusivi del personale militare e dei nobili.
Questo piccolo cimitero ospita circa 20 lapidi. Molte delle incisioni si sono consumate nel tempo, ma l’iscrizione visibile più antica risale al 1881, una dedica a Jess, animale domestico della banda dei Black Watch 42nd Royal Highlanders. La lapide più giovane commemora Winkle, morto nel 1980 “caro e fedele amico di Lady Gow e del governatore”. Qui riposano anche Don, Major, Flora, Sheena, Yum Yum e molti altri piccoli eroi.
The dog cimitery può essere visto dalla cima del Castello di Edimburgo, giù dalla sporgenza dell’Argyle Battery a est di Mons Meg e della Cappella di Santa Margherita.


Queen Anne Building e la statua di Douglas Haig
Questo edificio fu costruito intorno al 1710 dopo la rivolta giacobita. La sua funzione principale era quella di caserma per gli ufficiali e gli artiglieri del castello. Qui un tempo sorgeva l’armeria reale e fu il primo luogo dove venne collocato Mons Meg.
Douglas Haig nacque a Edimburgo il 19 giugno 1861, figlio di un famoso distillatore di whisky. Morì nel 1928 e fu sepolto nell’Abbazia di Dryburgh vicino alla tomba di famiglia di Sir Walter Scott. Haig fondò la Royal British Legion e l’Haig Fund, che produce i famosi Poppies (i papaveri rossi a sostegno delle famiglie dei militari morti in battaglia).
Douglas nel 1884 fu arruolato nel Royal Military College di Sandhurst. Nel 1899 andò in Sud Africa per prestare servizio in guerra. Divenne l’ufficiale più giovane a ricoprire il grado di maggiore nell’esercito britannico ed era responsabile dell’addestramento della cavalleria indiana. Nel 1910 prese il comando del 1° corpo d’armata del British Expeditionary Force e qualche anno dopo divenne comandante in capo.
Dopo una lunga e sanguinosa battaglia, durata diversi mesi pose fine all’offensiva della Somme. Si stima che in quel periodo l’esercito britannico subì oltre 400.000 vittime, quello francese 200.000 e quello tedesco circa 500.000. A causa delle sue azioni, che non ebbero alcun riguardo per le vite umane, Haig fu soprannominato “Il macellaio delle Somme”.
Nel 1917 fu nominato Cavaliere dell’Ordine del Cardo, diventando Sir Douglas Haig. La sua statua si trova nella piazza antistante l’ospedale all’interno del Castello di Edimburgo.



National War Museum and Hospital
All’interno del castello di Edimburgo si trovano quattro importanti musei: National War Museum, Scottish National War Memorial e Regimental Museums.
Gli edifici dell’ospedale furono costruiti nel 1753 come due depositi di ordigni per armi e equipaggiamento militare. Furono convertiti nel Garrison Hospital solo nel 1897 con 60 posti letto che ospitava i prigionieri di guerra tedeschi durante la prima guerra mondiale..
Il National War Museum ospita lettere provenienti da campagne straniere, spadoni delle Highlands e tute per la guerra chimica. L’ampia collezione vanta anche manufatti utilizzati dalle forze scozzesi nel corso dei secoli, dipinti come “la sottile linea rossa” di Robert Gibb’s e persino una biblioteca di ricerca.
Il magazzino degli ordigni era uno dei due magazzini per armi e attrezzature militari. Costruito su progetto dell’ingegnere William Skinner, creatore di Fort George, la fortezza della guarnigione delle Highlands scozzesi. Questo magazzino di artiglieria ora ospita il Museo Militare.



Scottish National War Memorial
racconta la storia della Scozia in guerra con molti oggetti del passato che testimoniano grandi storie di battaglie vinte e perdute. Il memoriale, commemora coloro che morirono durante le guerre mondiali e nei conflitti sin dal 1945 e fu realizzato da alcuni dei migliori artisti e artigiani scozzesi.
In mostra anche diversi albi d’onore di soldati scozzesi e civili, vittime delle guerre. Sculture e vetrate raffigurano scene commoventi della Prima Guerra Mondiale, altre simboleggiano il coraggio, la pace, la giustizia e la sopravvivenza dello spirito. Le figure di animali, invece, raffigurano vizi e virtù.
Lo Scottish National War Memorial sorge a Crown Square ed è aperto al pubblico gratuitamente. Fu modificata l’ex caserma nord per creare questo capolavoro, inaugurato nel 1927.





I musei del reggimento
i musei del reggimento come suggerisce il nome, raccontano la storia dei reggimenti scozzesi e dei loro eroi. Il manufatto più importante in mostra è la bandiera presa da Ensign Ewart ai francesi nella battaglia di Waterloo.
Le Royal Scots Dragoon Guards sono il reggimento scozzese più antico dell’esercito britannico, creato per aiutare re Carlo II a combattere i Covenanters, nel XVII secolo. La loro prima battaglia fu a Rullion Green sulle Pentland Hills, vicino a Edimburgo.
Nel museo sono in mostra l’aquila e lo stendardo francese, catturati nella battaglia di Waterloo da Ensign Ewart, proprio quello stesso eroe a cui è dedicato un pub lungo il Royal Mile.
The Royal Scots Museum si trova in cima alla collina poco prima del Foog’s Gate, mentre The Royal Scots Dragoon Guards Museum è di fronte.


Eventi al castello di Edimburgo
Durante le festività natalizie, il Castello di Edimburgo si trasforma in un tripudio di luci unico nel suo genere, dando vita allo spettacolare Castle of Light. Mille luci sono proiettate sulle mura del castello e sugli edifici, raccontano la sua storia in un modo magico.
Osserva le pareti trasformarsi e lasciati incantare da proiezioni mozzafiato. Avremmo tanto voluto vederlo con i nostri occhi, ma purtroppo quando siamo stati a Edimburgo per Natale, l’evento era già passato.
Il grande piazzale davanti al castello di Edimburgo, noto come Esplanade, ospita lo strepitoso evento di fama mondiale conosciuto come Royal Edinburgh Military Tattoo. Il nome richiama un segnale di tamburo o tromba che richiamava i soldati ai loro alloggi.
Il tattoo è iniziato quasi settant’anni fa e ha umili origini. È stato ispirato da un spettacolo chiamato “Something about a Solder” che ha avuto luogo al Ross Bandstand nei pressi di Princes Street Gardens nel 1949. Il tenente colonnello George Malcome è stato il primo produttore del The Edinburgh Military Tattoo e mirava a dare vita al contributo dell’esercito al Festival Internazionale di Edimburgo.
Quello che era iniziato come un modesto evento oggi è uno spettacolo senza precedenti, visto da oltre 200.000 persone dal vivo e seguito in TV da oltre 100 milioni di persone nel mondo. Come suggerisce il nome, l’evento è incentrato sulle forze armate scozzesi, ma ha molto a che fare anche con kilt e cornamuse.
E’ uno spettacolo travolgente di musica e danze e culmina con un riconoscimento solenne a chi ha perso la vita in combattimento. Se non hai modo di vederla del vivo, è trasmesso anche in TV e le emozioni non mancheranno.

Costi, orari e biglietti per visitare il castello di Edimburgo
Ci sono molte cose da fare e vedere al castello di Edimburgo, infatti, ti suggerisco di dedicare alla sua visita almeno mezza giornata, per gustare ogni più piccolo angolo. Il castello di Edimburgo è aperto nei seguenti giorni e orari:
- 1 aprile – 30 settembre: 9.30 – 18.00
- 1 ottobre – 31 marzo: 9.30 – 17.00
- Chiuso 25/26 dicembre. Il 1 gennaio è aperto solo dalle 11 alle 17
II prezzo del biglietto standard è il seguente:
- Adulti: 19.50£
- Bambini: 11.40£
- Bambini sotto i 5 anni: gratis
- Concession (over 60 e disoccupati): 15.50£
- Audio Guida in italiano: +3.50£
- gratis con Explorer Pass
Puoi acquistare qui il biglietto per il castello di Edimburgo che comprende anche una visita guidata in Italiano Se pensi di visitare più di un’attrazione reale di Edimburgo, ti suggerisco il Royal Edinburgh Ticket che da accesso al Castello di Edimburgo + Palazzo di Holyroodhouse + Royal Yacht Britannia e comprende inoltre un biglietto valido 48 ore per i tre itinerari dell’autobus turistico di Edimburgo.
Il Flexi Ticket, costa 29.50£ ed è valido per un ingresso al Castello di Edimburgo per un periodo di 7 giorni, con arrivo in qualsiasi giorno e in qualsiasi fascia oraria durante il periodo di validità. Scegliendo una data di inizio, il tuo biglietto sarà valido per una visita entro 7 giorni dalla data selezionata. I tour guidati costano 23 £ a persona per adulto e devono essere prenotati in anticipo.
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