Il cardo scozzese è il simbolo e l’emblema di questa Nazione: del resto cosa potrebbe rappresentare al meglio le aspre terre di Scozia se non un fiore dall’aspetto rude e determinato, ma allo stesso tempo bello e appassionante?
The Thistle of Scotland è famoso e conosciuto tanto quanto altri simboli nazionali scozzesi come il kilt, la cornamusa e il whisky. La Scozia ospita più di una varietà di cardo, perché questo fiore riesce a crescere praticamente ovunque! Sembra abbia una sorta di ciuffo e personalmente lo trovo molto grazioso da vedere.
Dove è più facile vedere il cardo scozzese? In verità il cardo è presente un pò ovunque: altipiani, isole e pianure. Non è raro vederlo ai lati della strada, nei terreni acidi ed torbosi oppure in cima alle montagne. Non farai troppa fatica a trovarlo, puoi credermi.
Il cardo non ha nemici naturali perché le spine lo coprono e lo proteggono come gli aculei di un porcospino. Fai attenzione se lo incontri durante qualche trekking: punge molto e quando si infila nei pantaloni o si impiglia in qualche maglia il suo bruciore si sente subito!
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!

Perché il cardo è diventato il simbolo della Scozia: la leggenda del cardo protettore
Come ha fatto il cardo a diventare l’emblema della Scozia? Ci sono diverse storie che cercano di spiegarne il perché anche se nessuno lo sa con certezza. La leggenda più conosciuta risale al regno di Alessandro III e agli eventi legati alla battaglia di Largs del 1263.
La Scozia per centinaia di anni ha fatto parte del Regno di Norvegia. Nel 1263, re Alessandro III voleva riacquistare le Isole Occidentali e il Kintyre dal re norvegese Haakon IV. Questo bastò a risvegliare l’interesse Normanno verso la Scozia.
Nell’estate del 1263 re Haakon di Norvegia partì con una grande flotta verso la costa di Alba, ma feroci tempeste hanno costretto alcune navi sulla spiaggia di Largs nell’Ayrshire. La leggenda narra che durante l’invasione, i Normanni cercarono di sorprendere i guerrieri scozzesi che si erano addormentati.
Per spostarsi più furtivamente al buio, ignari del pericolo, si tolsero gli stivali e lungo la strada arrivarono su un terreno coperto di cardi. Uno degli uomini di Haakon ne calpestò uno e il suo grido di dolore risvegliò gli scozzesi che si difesero e sconfissero i normanni nella battaglia di Largs, salvando la Scozia dall’invasione.
Il ruolo giocato dal cardo in questo scontro è stato riconosciuto e così fu scelto come emblema nazionale della Scozia. The Thistle of Scotland è noto anche come “Il Cardo Protettore” proprio in virtù di quanto accadde quella notte.

La versione danese della storia
Un’altra versione di questa storia pare risalga al XI secolo. A quanto pare riguarda dei danesi che tentarono di attaccare un castello scozzese.
I danesi cercarono di avvicinarsi al castello il più silenziosamente possibile e quindi si tolsero le scarpe, ma quello che sembrava un fossato sotto la coltre della notte, si rivelò ben presto qualcosa di diverso. Quando i soldati attaccati dagli scozzesi, saltarono nel fossato per attraversare a nuoto, si resero conto che il fossato era pieno di cardi, non di acqua! Saltare a piedi nudi in un lago di cardi portò i danesi a ritirarsi dal dolore.
Che siano stati i vichinghi o i danesi a tentare di attaccare i membri di un clan scozzese o un castello, il risultato rimane lo stesso. Gli aggressori fuggirono nel dolore e gli scozzesi vinsero.

Il cardo scozzese nella poesia – The Thistle of Scotland
Uno dei simboli più presenti nella poesia è sicuramente il cardo che ha ispirato l’ode all’amore romantico di Rabbie Burns – “A Red, Red Rose“.
The Thistle of Scotland ha ispirato anche una delle poesie più belle della letteratura: “A Drunk Man Looks at the Thistle” di Hugh MacDiarmid. Un poema epico in cui Hugh riflette su tutto: dallo stato in cui vessa la nazione, ai misteri dell’universo, fino alla meraviglia del whisky. Per i più curiosi a questo link trovate la poesia completa.
Il matrimonio del 1503 tra re Giacomo IV di Scozia e la principessa Margaret Tudor d’Inghilterra, dicono abbia ispirato il poema “The Thistle and The Rose“, scritto dal poeta scozzese William Dunbar. Il Cardo rappresentava il re e la rosa, la principessa.
Resta connesso con noi su Instagram, Facebook, Pinterest e Trip Advisor – per contenuti esclusivi, consigli pratici e tips di viaggio. Se i nostri contenuti ti sono stati utili e vuoi supportarci, puoi offrirci un caffè su Ko-fi o prenotare usando i nostri link affiliati per aiutarci a continuare a creare guide pratiche e ispirazioni per i viaggiatori.
The Flower of Scotland: il cardo scozzese nelle canzoni
Il cardo scozzese è presente in numerose canzoni, ma forse una delle più famose è “The flower of Scotland“, considerata da molti l’inno nazionale non ufficiale della Scozia.
The flower of Scotland è anche conosciuta come: “Flouer O Scotland” o “Flùr Na H-Alba“, in gaelico scozzese.
Ci sono altre canzoni che sono state considerate negli anni come inno nazionale non ufficiale della Scozia, come: Scots wha hae o Scotland the brave. Tuttavia the Flower of Scotland è la canzone più emblematica e quella che è maggiormente riconosciuta dal popolo scozzese.
Roy Williamson del popolare gurppo The Corries, ha scritto il testo della canzone. La musica è antica e l’ha composta Peter Dodds McCormick.
Il testo di The flower of Scotland si riferisce alla vittoria degli scozzesi guidati da Robert the Bruce nella battaglia di Bannockburn nel 1314.
O flower of scotland
When will we see
Your like again,
That fought and died for
Your wee bit hill and glen
And stood against him
Proud edward’s army,
And sent him homeward
Tae think again.The hills are bare now
And autumn leaves lie thick and still
O’er land that is lost now
Which those so dearly held
That stood against him
Proud edward’s army
And sent him homeward
Tae think again.Those days are past now
The Flower of Scotland – testo
And in the past they must remain
But we can still rise now
And be the nation again
That stood against him
Proud edward’s army
And sent him homeward,
Tae think again.

Il simbolo del cardo e i suoi usi
Il cardo compare per la prima volta come simbolo reale della Scozia nel 1470 quando re Giacomo III, lo fece stampare su delle monete d’argento.
Il cardo è un simbolo importante nell’araldica scozzese da più di 500 anni. Rappresenta una delle più alte onorificenze che il paese possa assegnare a qualcuno. Dal cardo infatti, discende l’Ordine del Cardo, pari per rango all’Ordine della Giarrettiera ma con competenza sul solo territorio scozzese.
Ogni nazione ha il suo simbolo e il cardo è quello della Scozia, riprodotto praticamente ovunque, fiero e imperituro proprio come questa terra.
L’ordine del cardo
L’Ordine del Cardo risale al 1540 quando re Giacomo V, fondò per sé stesso e altri dodici cavalieri “The Most Ancient and Most Noble Order of the Thistle“. Il nome scelto sembra proprio un chiaro richiamo a Cristo e ai suoi dodici apostoli.
Giacomo V venne onorato da suo zio, re Enrico VIII d’Inghilterra con l’ordine della Giarrettiera, con l’Ordine del Toson d’oro e dal sovrano di Francia con l’ordine di San Michele. Tuttavia era imbarazzato di non possedere una sua onorificenza con cui ricambiare gli onori ricevuti dagli altri monarchi e per questo diede vita a all’ordine del cardo.
Il sovrano mise le armi e i distintivi di tutti gli ordini di cui faceva parte sul cancello del suo palazzo reale a Linlithgow.
Tuttavia non c’è una presenza certa dell’Ordine del cardo fino al XV secolo. L’Ordine del cardo che oggi conosciamo fu fondato nel 1687 da re Giacomo VII di Scozia, che affermò di voler far rivivere l’uso di questo antico ordine onorifico scozzese.


Il distintivo d’onore
Il distintivo comune indossato dai cavalieri dell’Ordine del Cardo è una croce sormontata da una stella a quattro punte d’argento. Al centro del distintivo c’è un cardo vero e proprio ricamato sul petto sinistro.
Sul distintivo spicca un cerchio verde, bordato con lettere d’oro, che contiene il motto: “Nemo me impune lacessit” ovvero “Nessuno mi provoca restando impunito”, più comunemente tradotto in scozzese come “Wha daurs meddle wi me” che sta per “al centro c’è il cardo”.

Caratteristiche e abiti cerimoniali dell’Ordine del cardo
Per le occasioni solenni i cavalieri dell’ordine del Cardo indossano un vestito elaborato composto da diversi elementi distintivi.
Un mantello verde, rivestito di taffettà bianco e legato con nappe verdi e oro, viene indossato sopra un abito oppure un’uniforme militare. La stella dell’ordine è cucita sulla spalla sinistra.
I membri indossano anche un cappello di velluto nero e piume bianche con una lunga piuma di airone nero nel mezzo.
Tra i simboli distintivi c’è una fascia verde scuro indossata su tutto il corpo. Lo stemma principale è in oro e raffigura Sant’Andrea che indossa un abito verde e un cappotto viola e tiene in mano una croce bianca (detta saltaire).
La stella non è altro che una croce di Sant’Andrea con al centro il motto e le insegne dell’Ordine.

La Cappella del Cardo
La cappella del Cardo si trova nei pressi della famosa cattedrale di St Giles a Edimburgo. Ogni membro dell’Ordine, incluso il sovrano, ha uno stallo nella cappella sopra il quale si trovano le sue insegne araldiche.
È proprio nella Cappella del Cardo che si riuniscono ancora oggi i cavalieri dell’ordine del cardo e questo è il luogo dove Sua Maestà il Re, investe i nuovi membri, solo dopo che uno dei precedenti non è più in vita.
Solo il Re (o la Regina) può investire qualcuno dell’Ordine del Cardo, che è un’onoreficenza seconda soltamente a quella del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera. Le nomine sono un dono personale del Re, un riconoscimento per meriti importanti a uomini e donne.
Un tempo le donne erano escluse dall’ordine, ma la regina Elisabetta II concesse loro l’ammissione nel 1987.
Al momento i membri dell’Ordine del Cardo non sono più dodici come al tempo di Giacomo V, ma sedici e ci sono due cavalieri e due dame extra: il principe Filippo, duca di Edimburgo; la principessa Anne, figlia della regina Elisabetta II; il principe William, oggi Principe del Galles e Camilla Rosemary Shand, la moglie di Re Carlo.
Carlo, il figlio della regina Elisabetta II, fu ammesso nel 1997, ma oggi non fa più parte dei cavalieri extra, perchè essendo diventato Re, presiede l’Ordine del Cardo.

Il cardo rappresenta il popolo scozzese
Il cardo rappresenza il popolo scozzese che è generoso e di natura accogliente. È gentile, sempre pronto ad aiutare e si diverte a far divertire gli altri. Il cardo attira le farfalle come gli scozzesi i viaggiatori.
Proprio come gli scozzesi, il cardo selvatico è duro e resistente e nemmeno lo sferzante clima scozzese riesce a piegarlo. Il popolo scozzese ha affrontato molte volte soprusi e invasioni, sfidando le probabilità e restando la meravigliosa nazione che è oggi.
Il cardo è un fiore orgoglioso, alto ed elegante, con la sua bellissima corona viola che gli dà quel senso di nobiltà. Il popolo scozzese è noto per essere molto orgoglioso, non si abbatte e va a testa alta anche quando sa che probabilmente verrà sconfitto. Gli scozzesi sono orgogliosi essere scozzesi.
Possiamo dire quindi che Il cardo rappresenta perfettamente il popolo scozzese perchè proprio come loro è accogliente, è duro e resiliente, è orgoglioso e bello.

Altri usi del cardo scozzese
Guardati intorno mentre sei in Scozia perchè vedrai l’emblema del cardo apparire un pò ovunque. E’ presente nella fascia della squadra internazionale di rugby e delle squadre di calcio locali, nei loghi delle principali aziende, sulle uniformi dei poliziotti e in tante importanti organizzazioni.
Vedrai il cardo scozzese su molti loghi, sulla carta intestata e anche nelle pubblicità, per indicare che le origini degli articoli sono veramente scozzesi.
Esiste un tartan del Fiore di Scozia, creato nei primi anni ’90 per onorare Roy Williamson. Il disegno si basa sull’impostazione e sul filo del tartan di Gunn, indossato da Roy Williamson, usando i colori tradizionali del XVIII secolo, da Lichen Green e Lochan Blue.
Questo particolare tartan non ha alcuna affiliazione con i Clan o le famiglie, quindi tutti lo possono indossare.
Se la storia e le leggende ti incuriosiscono, leggi anche:
- Il Kilt e la sua storia
- L’erica scozzese – il leggendario fiore di Scozia
- l’unicorno e la Scozia
- i simboli della Scozia
N.B. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e di Ivan Balducci ©2017-2026. Vietato ogni uso.

6 comments
Non conoscevo questa curiosità scozzese, il cardo selvatico è molto presente anche nella mia terra e ne conosco bene le sue proprietà depurative e disintossicanti per il fegato ma non immaginavo che fosse emblema araldico della Scozia. Interessante anche la loro leggenda. Adoro le leggende nordiche ?
Sai che cresce anche qui dalle mie parti?? Ma è davvero sottovalutato, peccato perché è davvero bello! Concordo con te sulle leggende ??
Non conoscevo questa curiosità scozzese, il cardo selvatico è molto presente anche nella mia terra e ne conosco bene le sue proprietà depurative e disintossicanti per il fegato ma non immaginavo che fosse emblema araldico della Scozia. Interessante anche la loro leggenda. Adoro le leggende nordiche ?
Sai che cresce anche qui dalle mie parti?? Ma è davvero sottovalutato, peccato perché è davvero bello! Concordo con te sulle leggende ??