Skara Brae si trova accanto alla baia di Skaill, sulla costa occidentale del Mainland delle Orcadi, ed è uno dei siti archeologici più straordinari della Scozia. Dal 1999 fa parte del patrimonio mondiale UNESCO “Heart of Neolithic Orkney”.
Questo villaggio neolitico delle Orcadi era già abitato prima della costruzione di Stonehenge e delle piramidi di Giza. Riesci a immaginare il fascino di un luogo così antico?
Facciamo un salto indietro nel tempo di oltre 5.000 anni per esplorare Skara Brae, l’insediamento neolitico meglio conservato dell’Europa settentrionale. Un luogo ricco di storia e mistero, affacciato su una baia spettacolare dell’isola di Mainland.
Passeggiare tra i resti delle antiche case in pietra, osservare gli arredi ancora visibili e immaginare la vita quotidiana dei suoi abitanti è una delle esperienze più suggestive da fare alle Orcadi.





Come si è originato il villaggio neolitico di Skara Brae
Quest’anno siamo tornati alle Isole Orcadi e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di visitare nuovamente Skara Brae.
Uscito dal visitor center, troverai una replica della casa neolitica numero 7 ricostruita per i visitatori sulla base di quelle originali rinvenute durante gli scavi. Fermati a esplorarla: è il modo migliore per capire come nacque questo straordinario insediamento neolitico.
Chi ha costruito il villaggio ha creato inizialmente un grosso mucchio di rifiuti, detti “midden”: una sorta di compost fatto di terra e argilla pieno di scarti domestici come ossa di animali, lische di pesce, conchiglie e avanzi di cibo. I costruttori di Skara Brae stratificarono le case sulla terra per un maggiore supporto, riempiendo lo spazio tra le pareti e la terra con i middens per l’isolamento naturale.
All’interno del midden scavarono il posto per 10 abitazioni e i passaggi per collegarle, poi tutto venne ricoperto con sassi e pietre. Il villaggio appariva allo sguardo come un tumulo basso, interrotto a tratti dalla superficie dei tetti delle case, oggi scomparsi. Per chi osservava il paesaggio da lontano, Skara Brae doveva risultare quasi invisibile, perfettamente integrato nel terreno circostante.
Perché decisero di scavare proprio qui per creare delle abitazioni? Probabilmente perché la zona era ideale per procacciarsi il cibo e tenere d’occhio eventuali invasori. Inoltre il midden, avrebbe protetto il villaggio dal freddo e dai forti venti che sferzano incessanti su queste isole.
Il nome Skara Brae deriva dagli antichi termini “Skerrabra” o “Styerrabrae”, che indicavano un tumulo sepolto dalla sabbia e dal terreno: proprio ciò che ha contribuito alla straordinaria conservazione del sito fino ai giorni nostri.



Le case di Skara Brae
Entrando nel sito archeologico abbiamo visto gli scavi immersi tra il verde del prato, il cielo azzurro e baia sabbiosa. Qui vivevano le loro vite agricoltori, cacciatori e pescatori di un’antica civiltà.
Il villaggio di Skara Brae fu abitato per più di 600 anni. Le abitazioni che restano hanno tutte un mobilio fatto in pietra composto da un focolare centrale, abbozzi di credenze e due letti. Le case preistoriche contengono ancora diversi oggetti ben conservati, questo perché sono rimaste sepolte per secoli prima di essere ritrovate.
Tutte le case “sembrano” identiche, nessuna spicca rispetto alle altre, ma alcune sono differenti. Alcune abitazioni erano più grandi, altre presentavano particolari dettagli costruttivi e una di esse sembra essere stata utilizzata come laboratorio.
Si possono vedere anche i resti di alcune mensole, nicchie e rientranze dove probabilmente gli abitanti del villaggio stipavano cibo e oggetti vari. Noterai anche contenitori rettangolari in pietra (box stone), la cui funzione è ancora oggetto di studio. Alcuni archeologi ritengono che potessero essere utilizzati per conservare cibo, attrezzi o materiali destinati alla pesca.
Per dormire sui duri letti di pietra, li riempivano di erba e erica. L’ambiente era molto buio vista l’assenza di finestre, ma caldo e fumoso grazie al focolare sempre acceso.
A differenza del sito archeologico di Jarshof nelle isole Shetland, a Skara Brae non è possibile entrare nelle abitazioni. Un percorso sopraelevato e circolare permette però di osservare l’intero villaggio dall’alto e coglierne perfettamente la struttura.
Alla fine dell’articolo trovi anche il nostro video girato a Skara Brae, con immagini del villaggio neolitico e della splendida baia di Skaill.




Come erano costruite le abitazioni di Skara Brae
In media le case del villaggio misuravano 40 m² e avevano al centro un grande focolare, necessario per cucinare e riscaldarsi. Data l’asenza di alberi sulle isole Orcadi, gli abitanti usarono il legname trasportato dal mare e, secondo alcune ipotesi, anche grandi ossa di balena per sostenere le coperture dei tetti delle loro case interrate, aggiungendo qualche zolla erbosa.
Il legno era una risorsa rara e preziosa alle Orcadi, motivo per cui gran parte delle strutture e degli arredi venne realizzata in pietra. Era presente anche un sofisticato sistema di drenaggio che permetteva l’esistenza di una grezza forma di bagno in ogni abitazione. Considerando il clima delle Isole Orcadi in inverno, un’idea brillante per gli abitanti del villaggio.
Ogni abitazione possedeva inoltre una sorta di mobilio incorporato nella struttura stessa: letti, scaffali, contenitori e una caratteristica credenza in pietra posta di fronte all’ingresso, probabilmente utilizzata per esporre gli oggetti più importanti della famiglia.
Si entrava nelle case tramite una piccola porta bassa che si chiudeva con una lastra di pietra. Ogni casa era collegata alle altre tramite degli stretti passaggi coperti alti circa un metro e rivestiti di pietra.
Non era necessario uscire all’aperto per spostarsi all’interno del villaggio, un grande vantaggio durante i lunghi inverni delle Orcadi. I passaggi bassi contribuivano inoltre a trattenere il calore e a proteggere gli abitanti dal vento. C’era un solo un ingresso per entrare e all’occorrenza veniva chiuso con una lastra di pietra o di legno che fungeva da porta. Per entrare chiunque avrebbe dovuto inginocchiarsi.
Durante gli scavi sono stati individuati alloggiamenti che potrebbero aver ospitato una barra di legno o di osso utilizzata per bloccare gli accessi e tenere al sicuro gli abitanti.


Il laboratorio, la casa più antica e altre curiosità
Come ti accennavo prima, tutte le case di Skara Brae sembrano identiche ma, osservandole con attenzione, alcune si differenziano dalle altre. Una di queste è l’abitazione numero 8: qui non sono presenti i classici letti e mobili in pietra che caratterizzano le altre case del villaggio, ma soltanto delle nicchie ricavate nelle pareti.
Durante gli scavi effettuati nel 1920 furono rinvenuti sul pavimento frammenti di pietra, selce e ossa lavorate. Per questo motivo gli archeologi ritengono che l’edificio potesse essere utilizzato come una sorta di laboratorio dove venivano realizzati piccoli utensili, aghi in osso e altri strumenti indispensabili per la vita quotidiana degli abitanti del villaggio.
Sono stati ritrovati anche misteriosi oggetti in pietra il cui utilizzo non è ancora del tutto chiaro. Alcuni richiesero un notevole lavoro di intaglio e dovevano avere un’importanza particolare per la comunità. Una teoria suggerisce che uno di questi oggetti potesse essere utilizzato durante le riunioni per conferire il diritto di parola a chi lo teneva in mano. Altri studiosi ipotizzano invece una funzione simbolica o rituale. La verità? Probabilmente non la conosceremo mai.
Anche la casa numero 7 è diversa dalle altre. A differenza delle altre abitazioni del villaggio, fu costruita direttamente sulla sabbia e non sopra strutture precedenti. Questo ha portato alcuni ricercatori a ipotizzare che possa essere una delle abitazioni più antiche di Skara Brae.
La casa numero 7, di cui puoi visitare la ricostruzione all’esterno del visitor centre, si trova in una posizione più isolata rispetto alle altre e dispone di un passaggio privato ad uso esclusivo. Durante gli scavi furono rinvenuti i resti di due donne sepolte all’interno di una tomba in pietra collocata sotto uno dei letti.

La sepoltura è precedente alla costruzione dell’abitazione e questo ha portato alcuni studiosi a pensare che i corpi fossero stati coinvolti in una sorta di rituale. Forse questa abitazione aveva un significato speciale per gli abitanti del villaggio? La porta della casa numero 7 era inoltre l’unica che poteva essere sprangata soltanto dall’esterno. Cosa accadeva al suo interno? Perché questa abitazione era diversa dalle altre? Sono domande che continuano ad alimentare il fascino e il mistero di Skara Brae.
Un’altra curiosità riguarda la casa numero 5, dove sono stati individuati particolari spazi di stoccaggio ricavati nelle pareti del muro. Uno di questi si trova nascosto dietro una cassettiera in pietra e non era immediatamente visibile. A cosa serviva questo scomparto segreto? Gli archeologi non hanno ancora una risposta definitiva.
Gli incavi più accessibili probabilmente contenevano oggetti di uso quotidiano come recipienti e ceramiche, mentre altri potevano sostenere lampade alimentate con oli ricavati da animali marini. Sono piccoli dettagli che ci permettono di immaginare la vita quotidiana di una comunità vissuta qui oltre cinque millenni fa.



Chi erano gli abitanti di Skara Brae
Gli abitanti di Skara Brae, come ti ho accennato in precedenza, erano agricoltori, allevatori e pescatori. Coltivavano la terra, allevavano bestiame e pecore e sfruttavano le risorse offerte dal mare per procurarsi il cibo necessario alla sopravvivenza.
Tra gli abitanti del villaggio vi erano anche abili artigiani e costruttori, capaci non solo di realizzare le abitazioni, ma anche numerosi oggetti oggi esposti nel centro visitatori. Realizzavano utensili, aghi, dadi da gioco, gioielli e ornamenti utilizzando ossa, pietra e altri materiali disponibili sull’arcipelago.
Le case di Skara Brae offrivano una notevole protezione dal clima delle Orcadi. Grazie alla loro struttura semi-interrata e all’isolamento fornito dai middens, gli abitanti riuscivano a trattenere il calore e a difendersi dai forti venti che ancora oggi caratterizzano queste isole.
L’archeoastronomo Euan Mackie ha ipotizzato che Skara Brae potesse ospitare una comunità di astronomi e saggi. La teoria si basa soprattutto su alcune sfere di pietra incise ritrovate nel villaggio, decorate con motivi geometrici particolarmente elaborati. Si tratta però di un’ipotesi che non ha trovato conferme definitive e la maggior parte degli studiosi ritiene che Skara Brae fosse principalmente una comunità agricola e pastorale.



Si stima che nel villaggio vivessero tra le 50 e le 100 persone. La loro alimentazione comprendeva carne, pesce, uccelli marini, bacche e altri prodotti raccolti in natura. Durante gli scavi sono state rinvenute anche tracce di nocciole, mele selvatiche e gusci d’uovo appartenenti a diverse specie di uccelli.
Quando Skara Brae venne costruita il paesaggio era molto diverso da quello che osserviamo oggi. Il villaggio si trovava più lontano dalla costa, era circondato da terreni fertili e nelle vicinanze erano presenti specchi d’acqua dolce che fornivano risorse preziose alla comunità. Il clima era meno rigido e c’erano animali al pascolo.
La conformazione della costa e del territorio è cambiata profondamente nel corso dei millenni. È impressionante osservare quanti reperti si siano conservati fino ai giorni nostri e immaginare la vita quotidiana delle persone che hanno abitato questo luogo oltre 5.000 anni fa.

L’abbandono e il ritrovamento del villggio neolitico di Skara Brae
Il filmato introduttivo che puoi vedere al Visitor Center racconta che il villaggio di Skara Brae fu abbandonato attorno al 2200 a.C., quando i suoi abitanti si spostarono altrove.
Le cause esatte dell’abbandono non sono ancora del tutto chiare. Alcuni studiosi ritengono che l’erosione costiera, le tempeste di sabbia, i cambiamenti climatici e il progressivo impoverimento dei terreni agricoli possano aver reso la vita sempre più difficile per gli abitanti del villaggio. Quel che è certo è che Skara Brae venne gradualmente sepolta dalla sabbia e scomparve dalla vista per migliaia di anni.
Il sito, sommerso da sedimenti che lo celavano all’occhio umano, è stato riscoperto dopo una forte tempesta che nel 1850 lo fece riemergere dalla sabbie del tempo.
Fu così che William Watt, Laird di Skaill House e proprietario di quelle terre, scoprì Skara Brae e si attivò per avviare i primi lavori, contattando l’antiquario George Petrie. Nei decenni successivi Petrie documentò numerosi reperti tra cui perle, utensili in pietra e ornamenti, contribuendo a far conoscere l’importanza archeologica del sito.
Non sono state trovate vere e proprie armi, ma soprattutto strumenti utilizzati nella vita quotidiana, nell’artigianato e nella caccia.

Nonostante questa eccezionale scoperta gli studi subirono diverse interruzioni e il sito rimase in parte esposto alle intemperie per anni. Dopo una nuova violenta tempesta che danneggiò l’area, nel 1925 venne costruito un muro di protezione tra Skara Brae e il mare. I lavori permisero di riportare alla luce ulteriori edifici oltre a quelli già individuati.
Fu in seguito l’archeologo Vere Gordon Childe dell’Università di Edimburgo a dirigere gli scavi sistematici che resero Skara Brae uno dei siti archeologici più importanti della Scozia.
Inizialmente si riteneva che il villaggio risalisse all’Età del Ferro ma le analisi al radiocarbonio effettuate negli anni Settanta dimostrarono che era molto più antico del previsto. Skara Brae venne infatti datata al tardo Neolitico, tra il 3100 e il 2500 a.C.
Skara Brae rivide la luce dopo circa 5.000 anni.



Emozioni e panorami mozzafiato a Skara Brae
Posso dire che camminare attorno a questo sito archeologico a cielo aperto, con il vento delle Orcadi sul viso e il rumore delle onde in sottofondo, è stata un’emozione difficile da descrivere.
La prima volta che abbiamo visitato Skara Brae era maggio, mentre quest’anno siamo tornati ad agosto. In entrambe le occasioni abbiamo avuto la fortuna di trovare una splendida giornata di sole. Il contrasto tra il verde brillante dei prati, la sabbia chiara della baia di Skaill e il blu intenso del mare rende questo luogo ancora più suggestivo.
Ti consiglio di dedicare almeno un paio d’ore alla visita per esplorare con calma sia Skara Brae che Skaill House. Noi siamo rimasti più a lungo, concedendoci anche una passeggiata lungo la spiaggia per ammirare il paesaggio e assaporare tutta la tranquillità di questo angolo delle Orcadi.
Dopo aver visitato il villaggio neolitico ci siamo diretti a Skaill House e infine ci siamo fermati al centro visitatori prima di riprendere il nostro viaggio. Se ami la storia, i grandi spazi aperti e i luoghi capaci di raccontare il passato, Skara Brae è una tappa che difficilmente dimenticherai.
Se cerchi ispirazione per organizzare il tuo viaggio in Scozia, ti consiglio di iscriverti al nostro gruppo Facebook “Scozia on the road“. Qui troverai tante informazioni utili sulle principali attrazioni da visitare, come viaggiare con i mezzi pubblici o noleggiare una macchina: una guida ai castelli, pass turistici e consigli su itinerari; insomma tutto quello di cui hai bisogno per pianificare il tuo viaggio perfetto!




Informazioni per visitare il villaggio neolitico di Skara Brae
Skara Brae è uno dei siti archeologici più visitati delle Isole Orcadi e una delle attrazioni più famose della Scozia. Se prevedi di visitarlo in alta stagione ti consiglio di prenotare con anticipo, soprattutto nei mesi estivi, per assicurarti l’ingresso.
Ricorda che la prenotazione è consigliata anche se possiedi un Explorer Pass o altri pass turistici validi per visitare la Scozia, poiché l’accesso al sito può essere contingentato nei periodi di maggiore affluenza.
Il villaggio neolitico delle Orcadi è gestito da Historic Environment Scotland. Dal 1 aprile al 31 ottobre il biglietto include anche l’ingresso alla vicina Skaill House.
Il costo del biglietto varia in base alla stagione di visita e alla modalità di acquisto. Di norma è leggermente più conveniente acquistarlo online. Attualmente il prezzo per un adulto in alta stagione è di £16 se acquistato in loco oppure £14 online.

Skara Brae generalmente è aperta nei seguenti giorni e orari
- 1 Aprile / 30 Settembre 9:30 – 17:30
- 1 Ottobre / 31 Marzo 10 – 16
- chiuso 25/26 dicembre – 1/2 gennaio
⚠️ Prezzi, orari e modalità di accesso possono cambiare nel corso dell’anno. Prima della partenza ti consiglio sempre di verificare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale di Historic Environment Scotland.
Skaill House di norma rispetta gli stessi orari del sito neolitico: puoi verificare le aperture aggiornate cliccando il link in evidenza qui sopra.
Stai organizzando il tuo viaggio? Scopri di più sulle remote isole Orcadi nella nostra sezione dedicata del nostro blog ricca di consigli, itinerari e luoghi da non perdere.

Skaill House
Accanto al villaggio neolitico di Skara Brae si trova Skaill House, una delle dimore storiche più interessanti delle Isole Orcadi. L’edificio risale al XVII secolo ed è legato alla famiglia Watt, proprietaria delle terre sulle quali venne scoperto il celebre sito archeologico.
Inizialmente era una semplice villa costruita per il vescovo George Graham che ottenne le terre dal Conte delle Orcadi. Il figlio di Graham divenne Laird e così la tenuta passò di generazione in generazione.
Nel corso dei secoli la residenza è stata ampliata e modificata dai suoi proprietari, assumendo l’aspetto elegante che conserva ancora oggi. Aperta al pubblico dal 1997, permette di visitare numerose stanze arredate, scoprire oggetti d’epoca e conoscere la storia delle famiglie che hanno vissuto qui.
Nei dintorni della tenuta sono stati rinvenuti anche alcuni tumuli funerari dell’Età del Bronzo, a testimonianza di quanto questa zona delle Orcadi sia ricca di storia.
Skaill House è inoltre circondata da leggende e racconti di fantasmi che contribuiscono ad accrescerne il fascino. Nella nostra guida dedicata a Skaill House, la residenza più bella delle Orcadi trovi curiosità e dettagli anche su scheletri nascosti e altre storie agghiaccianti.
Per gli appassionati di falconeria, durante la bella stagione vengono spesso organizzate anche dimostrazioni e attività dedicate ai rapaci.
FAQ – per visitare Skara Brae
Quanto tempo serve per visitare Skara Brae?
Per visitare Skara Brae con calma ti consiglio di dedicare almeno 1-2 ore. Se vuoi esplorare anche la vicina Skaill House e fermarti ad ammirare la baia di Skaill, considera almeno mezza giornata.
Perché Skara Brae è famosa?
Skara Brae è considerato uno degli insediamenti neolitici meglio conservati d’Europa. Il villaggio era già abitato prima della costruzione di Stonehenge e delle piramidi di Giza e conserva ancora oggi abitazioni, arredi in pietra e dettagli della vita quotidiana di oltre 5.000 anni fa.
Skara Brae fa parte del patrimonio UNESCO?
Sì. Dal 1999 Skara Brae fa parte del sito UNESCO Heart of Neolithic Orkney, insieme ad altri importanti monumenti preistorici delle Orcadi come il Ring of Brodgar, le Standing Stones of Stenness e Maeshowe.
Quanto costa visitare Skara Brae?
Il costo del biglietto varia in base alla stagione e alla modalità di acquisto. In alta stagione il prezzo per un adulto è attualmente di circa £16 se acquistato in loco oppure £14 online. Ti consiglio comunque di verificare sempre prezzi e disponibilità sul sito ufficiale prima della visita.
Vale la pena visitare Skara Brae?
Assolutamente sì. Oltre al suo straordinario valore storico e archeologico, Skara Brae si trova in una posizione spettacolare affacciata sulla baia di Skaill. È una delle attrazioni più affascinanti delle Isole Orcadi e una tappa imperdibile per chi ama la storia, l’archeologia e i paesaggi della Scozia.

Cosa vedere nei dintorni di Skara Brae
Dopo aver visitato Skara Brae, ti consiglio di dedicare del tempo anche agli altri luoghi straordinari che rendono unico questo arcipelago. Tra siti neolitici, villaggi affacciati sul mare, scogliere e isole remote, alle Orcadi non mancano certo le cose da vedere.
Se stai progettando il tuo viaggio ecco qualche suggerimento che potrebbe interessarti:
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Hai mai visitato Skara Brae? Conoscevi questo straordinario villaggio neolitico delle Orcadi?

Tour per le Orcadi
Se preferisci visitare le Orcadi con un tour organizzato oppure hai poco tempo a disposizione, esistono diverse escursioni che includono Skara Brae e gli altri luoghi più famosi dell’arcipelago
Tour di 1 giorno da John O’Groat: Un itinerario che tocca alcuni dei luoghi simbolo delle Orcadi, tra cui le Churchill Barriers, Kirkwall, Stromness, Skara Brae, Ring of Brodgar, Standing Stones of Stenness e la Italian Chapel. Una soluzione interessante se vuoi avere un primo assaggio dell’arcipelago.
Crociera lungo la costa da John O’Groat: Un’esperienza panoramica attraverso il Pentland Firth con viste sulle scogliere di Duncansby Head, i Duncansby Stacks, l’isola di Stroma e numerose colonie di uccelli marini. In estate è possibile avvistare anche pulcinelle di mare, foche e talvolta balene.
Tour di 5 giorni Orcadi e costa settentrionale con partenza da Edimburgo: Un viaggio più completo che combina le Orcadi con alcune delle località più spettacolari delle Highlands scozzesi, tra castelli, laghi, siti archeologici e paesaggi iconici.
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32 comments
L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.
Grazie ??
Luogo veramente molto particolare, non immaginavo che potessero esservi a quella latitudine insediamenti risalenti a periodi tanto remoti. E poi la casa infestata, e la possibilità di visitare un luogo dove i falchi vengono addestrati alla caccia… molto bello!
ciao Valeria, assolutamente unico! E’ stato incredibile passaggiare attraverso tanta bellezza. Un’emozione indimenticabile :-)
Bellissimo ed assolutamente suggestivo … passeggiare tra quegli scavi a cielo aperto è stato incredibile ed emozionante!
Hai mai visto le trasmissioni di Neil Oliver sulle isole britanniche e la loro storia antica? Io le conosco ormai a memoria e mi appassionai di Scara Brae proprio grazie a lui. Vorrei tornare alle Orcadi in inverno per godermi quel luogo in un momento quasi magico.
Ne ho viste solamente alcune. Io vorrei tornare alle Orcadi in inverno per andare a caccia dell’aurora boreale! Sarebbe un magnifico incontro ? lungamente atteso
Bello questo luogo. E se ha colpito me che ne ho solo letto, capisco quanto possa avere colpito voi che l’avete vissuto in prima persona. Mi è piaciuto tutto quello che avete raccontato, ma la cosa che amo di più sono le storie di fantasmi perchè la dicono lunga sul modo di affrontare la vita e il mistero dei popoli.
Adoriamo anche noi le storie e le leggende, proprio per questo motivo ?
Adoro questi luoghi ricchi di storia! Fanno pensare e riflettere su quanto tempo è passato e su come si è evoluta la civiltà!
Ciao! piacciono tantissimo anche a noi! Impressiona vedere come si sopravviveva qui 5000 anni fa, contro ogni comodità e clima veramente ostico!
Sono stata in Scozia diverse volte ma non mi stanca mai. Anzi ormai non ci torno da oltre due o tre anni e ne sento la mancanza: dei paesaggi, del clima, del cibo – insomma di tutto!
Purtroppo però ho un rimpianto: non sono mai stata alle orcadi per mancanza di tempo, anche se una volta, arrivati fino a John O’ Groats, abbiamo pensato di fregarcene del programma di viaggio e di prendere il traghetto. Ma poi il mare mosso ce lo ha impedito… Almeno ho un’ottima scusa per tornare ;)
Ciao Silvia, ti capisco bene … credo che non ci stancheranno mai anzi, dopo un pò di tempo che manchiamo, inizia a farsi forte il richiamo di tornare a vederle nuovamente! Felice di averti dato una buona scusa per tornare :-)
È incredibile e affascinante vedere come siano giunti a noi certi intrecci storici che hanno accomunato popoli diversi. Ti sembrerà strano ma vedere quei reperti mi ha fatto pensare ai villaggi nuragici che ci sono in Sardegna, con quei muretti a secco che tanto ricordano anche quelli irlandesi. Secondo me anticamente questi popoli avevano molto in comune e sicuramente vi erano contatti tra le varie etnie più di quanto possiamo immaginare. Mi piace pensare che infondo ciò che ci hanno lasciato sia proprio la testimonianza di un mondo senza barriere culturali.
Ciao Sylvie mi piace tantissimo il tuo commento e devo ammettere che leggerlo, mi ha fatta riflettere! Un interessante punto di vista, sul nostro passato.
Grazie cara mi fa piacere. È da parecchio che mi faccio certe domande soprattutto nel vedere così tante affinità tra i reperti megalitici trovati nella mia terra e nel resto del Nord Europa. Pensa che anche qui in Danimarca ho trovato delle costruzioni molto simili. Non può essere un caso
Davvero Sylvie, grazie a te! Ci saranno ancora moltissime cose da scoprire che non conosciamo e molto da imparare da chi ha creato così tanta meraviglia, secoli prima della nostra nascita.
Certo che trovarsi catapultati in un’epoca così lontana deve essere davvero affascinante. Le costruzioni sono praticamente nascoste nella terra per offrire protezione e calore, che bella idea. Certo l’idea di tutti quegli scheletri ritrovati e dei possibili fantasmi mi intimorisce un po’. Ma se sono amichevoli allora nessun problema ;)
Un luogo ricco di storia e di mistero… davvero da scoprire. E poi è immerso in una natura meravigliosa!
in effetti Skara Brae è immerso in una particolare magia. Per non parlare della baia che lo racchiude che sembra uscita dal pennello di un pittore!
Che posto particolare, 5000 anni fa, pazzesco a pensarci. Deve essere realmente emozionante passeggiare fra le rovine e pensare al loro modo di vivere. Pensa che bello deve essere d inverno, con le luci verdi dell aurora.
Assolutamente si. Pensare a come si sopravviveva in condizioni climatiche avverse è incredibilmente affascinante
Oddio, la Scozia… ogni volta che leggo un tuo articolo, mi fai venire una voglia pazzesca di tornarci. E questo villaggio dell’età della pietra è davvero affascinante, complimenti per averlo scoperto e grazie di averne scritto.
Ciao Francesca, ha quanto ho capito anche tu ami la Scozia ? Grazie mille … e confesso, sto già pensando al prossimo viaggio ??
Mi fai sempre scoprire qualcosa di nuovo e ogni volta è sempre più interessante. Bellissimo questo villaggio dove la storia si fonde con la natura.
Ciao Silvia …. grazie mille, davvero ???
Wow ma che meraviglia! Continua a dire che mi piacerebbe moltissimo visitare la Scozia on the road e con questo articolo me ne sono convinta ancora di più! Non lo conoscevo, ma sembra davvero un luogo magico!
Ciao Veronica, la Scozia è veramente bellissima e fatta in libertà … on the road lo è ancora si più !!!
Che bello mi hai ricordato la mia visita a questo luogo millenario e suggestivo anni e anni fa..noi però non abbiamo avuto la fortuna di trovare un sole così!!
Ci sei stata! Che bello!!! Ho amato l’energia che si respira in questo luogo magico!! E si, devo dire che il tempo è stato fantastico ???
Very nice shots!!!
I liked that place! Very good to my bucket list! :)
thank you very much! it’s my pleasure :-)