Dunnottar Castle è uno dei castelli più spettacolari della Scozia, arroccato su uno sperone roccioso alto circa 50 metri a picco sul Mare del Nord, vicino a Stonehaven. Affacciato sulle scogliere di Tornyhive Bay, appare all’improvviso lungo la costa in tutta la sua bellezza selvaggia.
A differenza di altri castelli scozzesi costruiti in posizioni strategiche, come Stirling o Edimburgo, Dunnottar sembra quasi irraggiungibile. Un sottile istmo lo collega alla terraferma, rendendolo in passato una delle fortezze più inespugnabili da conquistare.
Questa suggestiva rovina fu la dimora dei Conti Marischal, una delle famiglie più potenti della Scozia, e custodisce una storia lunga secoli, fatta di assedi, leggende e segreti legati persino ai gioielli della corona scozzese.
Dunnottar si trova a pochi chilometri dal pittoresco villaggio di Stonehaven, punto di partenza per una delle passeggiate costiere più belle dell’Aberdeenshire, con viste spettacolari sul Mare del Nord.
Il nome originale in gaelico scozzese, “Dùn Fhoithear”, significa “forte su un pendio della collina”: una definizione che descrive perfettamente questo luogo tanto affascinante quanto selvaggio.

Perché visitare Dunnottar Castle
Visitare Dunnottar Castle significa trovarsi davanti a uno dei paesaggi più iconici della Scozia. La sua posizione su una scogliera a picco sul mare, isolata e selvaggia, lo rende diverso da qualsiasi altro castello scozzese.
Non è solo la vista a renderlo speciale, ma l’atmosfera che si respira: tra rovine battute dal vento, onde che si infrangono sulle rocce e una storia fatta di assedi, prigionieri e leggende, Dunnottar riesce a trasmettere un senso di potenza e mistero difficile da spiegare a parole.
È uno di quei luoghi che non si visitano soltanto, ma si vivono, passo dopo passo lungo il sentiero che lo collega alla terraferma.
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Le vie d’accesso a Dunnottar Castle – the pends
In passato, l’unica via d’accesso a Dunnottar Castle dalla terraferma era uno stretto sentiero in pendenza chiamato Fiddlehead, che si snodava lungo la roccia. Proprio per la sua vulnerabilità, venne successivamente eliminato per rendere il castello ancora più difficile da espugnare.
Al suo posto fu creata una nuova via d’accesso scavata direttamente nella roccia: un percorso tortuoso, ricco di curve e angoli ciechi, progettato per rallentare gli invasori ed esporli agli attacchi degli arcieri appostati lungo il cammino.
Esisteva anche un secondo ingresso, molto più nascosto, che attraversava un torrente roccioso fino a una grotta marina sul lato nord delle scogliere. Da qui, un ripido sentiero conduceva alla sommità, dove si trovava una porta secondaria ben fortificata.
Percorrendo questo sentiero sembra quasi di scendere fino al centro della terra! Il sentiero, reso più agevole dalla presenza di gradini, scende fino al livello della scogliera per poi risalire verso il castello, regalando scorci spettacolari sul Mare del Nord.
È un percorso breve ma suggestivo, in cui ogni passo avvicina a uno dei panorami più iconici della Scozia.



Consigli per visitare Dunnottar Castle (prima volta)
Visitare Dunnottar Castle per la prima volta può essere un’esperienza molto diversa a seconda delle condizioni meteo e dell’orario di arrivo. Il castello, infatti, è completamente esposto al vento e alle intemperie, e in caso di maltempo può essere chiuso per motivi di sicurezza.
Dopo due tentativi andati a vuoto, sono riuscita a visitarlo solo al terzo: la prima volta era avvolto da una fitta nebbia, mentre la seconda siamo arrivati troppo tardi, poco prima della chiusura. Quando finalmente il cielo si è aperto, Dunnottar Castle si è mostrato in tutta la sua bellezza, con luce limpida e colori incredibili.
Per goderti al meglio la visita, ti consiglio di:
- controllare sempre il meteo prima di partire, soprattutto vento e pioggia
- arrivare con anticipo rispetto all’orario di chiusura
- indossare scarpe comode, perché il sentiero è in discesa e poi in salita
- dedicare almeno 2 – 3 ore alla visita, per esplorare con calma tutto il sito
Una volta arrivato a Dunnottar Castle, ti troverai davanti a un ampio prato costellato di edifici, alcuni ancora ben riconoscibili, altri ormai ridotti a rovine. Tutto si sviluppa attorno a una grande corte centrale, che lascia intuire le dimensioni imponenti della roccaforte originaria.
In realtà, non sappiamo se queste costruzioni sparse abbiano mai costituito un castello vero e proprio. E’ più probabile che siano state parte di una cittadella fortificata, teatro di molte vicende importanti della storia scozzese.


Dunnottar Castle nei film
Il fascino selvaggio di Dunnottar Castle non è passato inosservato al cinema. Le sue scogliere a picco sul mare e l’atmosfera drammatica lo rendono una location perfetta per film storici e racconti più oscuri.
Il castello ha ispirato Franco Zeffirelli per il suo Amleto (1990), con Mel Gibson e Glenn Close, contribuendo a creare alcune delle ambientazioni più suggestive del film. Le sue atmosfere più cupe si ritrovano anche in Victor Frankenstein, con Daniel Radcliffe e James McAvoy, dove il paesaggio richiama scenari inquietanti e drammatici.
Anche il mondo dell’animazione ha subito il fascino di Dunnottar: nel 2012 gli artisti della Pixar Animation Studios visitarono il castello durante la lavorazione di Brave. Colpiti dalla sua posizione scenografica, decisero di modificare il il castello di famiglia di Merida – DunBroch, spostandolo da un lago a un avamposto sul mare.
Non sorprende quindi che Dunnottar venga spesso associato a immagini epiche e cinematografiche: visitarlo dal vivo dà davvero la sensazione di trovarsi dentro un film. Se vai a caccia di location potrebbe interessarti anche la nostra guida ai film girati in Scozia.




Cosa vedere a Dunnottar castle
Visitare Dunnottar Castle significa esplorare un complesso di rovine affacciato su una delle coste più spettacolari della Scozia. Più che un singolo castello, ti troverai davanti a una vera e propria cittadella fortificata, costruita e ampliata nel corso dei secoli.
Poco distante dal cancello principale si trova Benholm’s Lodging, un edificio del XVI secolo sviluppato su cinque piani e in parte scavato nella roccia, che comprendeva anche una prigione con ambienti residenziali sovrastanti.
Superato l’ingresso, il percorso rivela subito la natura difensiva del castello: un sistema di accessi studiato nei minimi dettagli, con aperture per le armi e passaggi che costringono a cambi di direzione improvvisi. Il camminamento piega bruscamente a sinistra e prosegue attraverso cunicoli sotterranei, conducendo verso il cuore della fortezza, nei pressi del mastio.
Una volta entrato potrai muoverti liberamente tra edifici, cortili e resti di strutture che raccontano la vita quotidiana all’interno della fortezza: dalle aree residenziali agli spazi difensivi. I resti del castello sono distribuiti su un’ampia area e comprendono undici edifici costruiti tra il XIII e il XVII secolo, sviluppati in diverse fasi e organizzati attorno a una grande corte centrale.
L’edificio dominante è il mastio (The Keep), costruito intorno al 1390, affiancato da strutture come magazzini, fucina e scuderie aggiunte nel corso del XVI secolo. Poco più avanti, verso il centro dell’altopiano, si trova Waterton’s Lodging, una residenza separata risalente alla fine del Cinquecento.
La fase più tarda dello sviluppo del castello è rappresentata dal Quadrangle, costruito tra il 1580 e il 1650, così esteso che in altri contesti verrebbe considerato un palazzo autonomo.
Tra gli altri edifici da non perdere ci sono la cappella del XVII secolo e il Whigs’ Vault, utilizzato come prigione nel XVIII secolo.
Esplorando le rovine bombardate, è facile immaginare la vita in questo luogo secoli fa. Le rovine del castello resistendo alle intemperie da secoli, restando ancora in piedi e sono ricche di fascino e mistero. Se ami i tramonti dalle scogliere qui nei vedrai di magnifici.
Visitare Dunnottar Castle è anche un’esperienza molto personale: tra silenzi, vento e viste sul mare, ogni angolo racconta qualcosa.


The Keep – Il mastio
Il mastio (The Keep) è l’edificio più imponente di Dunnottar Castle e rappresentava il cuore della vita all’interno della fortezza. Costruito intorno al 1390, era alto circa 15 metri e si sviluppava su più livelli, con un seminterrato coperto da una volta in pietra, tre piani principali e un sottotetto.
Gli ambienti erano organizzati in modo funzionale: la grande sala veniva utilizzata per cerimonie, incontri e attività amministrative, mentre una camera privata era riservata al signore del castello. I piani superiori ospitavano invece le camere da letto.
Accanto al mastio si trovano alcune strutture di servizio fondamentali, tra cui un magazzino e una fucina con un grande camino, utilizzata per la lavorazione del ferro. Poco più in basso, lungo il lato meridionale del promontorio, si sviluppava l’area delle stalle, necessarie per ospitare i cavalli del conte.
Ancora oggi, osservando le mura del mastio, sono visibili i segni dei bombardamenti subiti durante gli assedi del XVII secolo, testimonianza delle vicende militari che hanno segnato Dunnottar Castle.

Waterton’s Lodging (Priest’s House)
Nelle vicinanze del mastio si trova Waterton’s Lodging, conosciuta anche come Priest’s House. Si tratta di una residenza indipendente costruita alla fine del XVI secolo, probabilmente per William Keith, figlio del 4° conte Marischal.
L’edificio presenta una struttura più raccolta rispetto al mastio, con ingresso e cucina al piano terra e ambienti privati al piano superiore. Una caratteristica distintiva è la scala a chiocciola sporgente sul lato nord.
Il nome deriva da Thomas Forbes di Waterton, assistente del 7° conte, e testimonia l’evoluzione del complesso verso spazi più residenziali e meno strettamente difensivi.


The Quadrangle
Il Quadrangle occupa una posizione strategica all’interno di Dunnottar Castle, scelta per offrire viste spettacolari sulla costa. Questo edificio rappresenta una delle fasi più estese dello sviluppo del castello e forniva sistemazioni confortevoli e funzionali, sostituendo alcune stanze originarie del mastio.
È composto da tre ali principali disposte intorno a un quadrilatero centrale. Qui si trovavano cucine, panetteria e birreria, necessarie per gestire la vita quotidiana di una residenza nobiliare. La disposizione e il design, lungo e basso, ricordano gli edifici inglesi contemporanei, in netto contrasto con la tradizione scozzese ancora prevalente nel XVI secolo.
Al centro del quadrilatero si estende uno spiazzo erboso che ospita una grande cisterna circolare, utilizzata come principale riserva d’acqua del castello. I visitatori possono passeggiare attorno all’area centrale e immaginare l’attività quotidiana che un tempo animava questi spazi.


West Range e Silver House
All’interno del Quadrangle, il lato ovest è occupato dalla West Range (Ala Ovest), composta da sette alloggi identici disposti lungo il versante occidentale. Ogni stanza si apriva verso il quadrilatero centrale e disponeva di finestre e caminetti. Sopra gli alloggi si sviluppava una lunga galleria di circa 37 metri, oggi priva del tetto, che un tempo presentava un elaborato soffitto in quercia e ospitava una tavoletta romana proveniente dal Muro Antonino.
La galleria era accessibile anche dalla Silver House, situata a sud del Quadrangle. Questa struttura incorporava un’ampia scalinata e serviva da collegamento tra i due piani della West Range. Alcune fonti suggeriscono che la Silver House potesse contenere una camera blindata per oggetti di valore: forse ospitò temporaneamente gli Honors of Scotland?
Passeggiando in questa area del castello, è possibile immaginare la vita quotidiana dei residenti e osservare come architettura e difesa si integrassero, con stanze funzionali affacciate sul quadrilatero e spazi di passaggio strategici come la galleria e la Silver House.


North Range
La North Range si affaccia sul lato settentrionale del Quadrangle e include diversi ambienti chiave della vita nel castello. A ovest si trova la Drawing Room, caratterizzata da un elegante soffitto in quercia e da un camino con iscrizione commemorativa, che ricorda il ruolo degli abitanti del castello nel salvare gli Honors of Scotland nel XVII secolo.
Sopra il camino, una scultura in pietra rende omaggio a George Ogilvy, sua moglie Elizabeth Douglas e Anne Lindsay, figure fondamentali nella protezione dei gioielli della corona. Il soffitto, ristrutturato negli anni ’20, è rivestito in pino dell’Oregon e decorato con le iniziali dorate di George Ogilvy e Anne Lindsay, e dei sovrani dell’epoca, Giorgio V e la regina Mary.
Il seminterrato della North Range ospitava cucine, negozi, una sala da pranzo e una grande camera, mentre al piano terra si trova il Water Gate, accesso alla postierla sulle scogliere settentrionali.


Marishal Suite e l’ala Est
Il Quadrangle fu completato con l’aggiunta di camere private per il Conte e la sua consorte. L’ala Est ospita la Countess Suite, costruita intorno al 1600 da George, V conte Marischal, e situata al piano superiore. Questi appartamenti comprendevano ambienti riservati e confortevoli, destinati alla residenza del conte e della moglie.
Nell’ala Nord-Est si trovano gli appartamenti del conte e la cosiddetta “camera da letto del re”, dove soggiornò Carlo II. In questa stanza si trova una pietra scolpita con lo stemma del VII conte e della moglie, datata 1645. Al di sotto di questi ambienti si trova la Whigs’ Vault, una cantina dove furono rinchiusi i Covenanters nel 1685.
La vicina Marischal Suite fu costruita successivamente da William, VII conte Marischal, intorno al 1640, probabilmente per la sua seconda moglie, Margaret Ogilvy. La suite comprende una camera principale e una stanza da letto con alti camini e viste panoramiche sul mare.
Alcune fonti suggeriscono che la costruzione della suite riflettesse tensioni all’interno della famiglia e la necessità di garantire spazi privati distinti per il conte e la contessa, in linea con le consuetudini nobiliari dell’epoca.
Si narra (anche se non ci sono fonti certe a confermarlo) che Margaret Ogilvy, tradisse il marito con Sir Alexander Strachan di Thornton con cui in seguito fuggì, portandosi via gran parte delle ricchezze di famiglia.


The Whigs’ Vault e i prigionieri
Sotto la Marischal Suite si trova la Whigs’ Vault, una cantina originariamente costruita come deposito e struttura difensiva, dotata di passanti per i cannoni che proteggevano il castello dal mare.
Nel 1685, durante il periodo noto come The Killing Time, la Whigs’ Vault venne utilizzata come prigione per i Covenanters, prigionieri politici che si opponevano alle imposizioni religiose della corona.
In quell’anno, 167 uomini e donne che si rifiutarono di accettare il nuovo libro di preghiere e riconoscere la supremazia del re nelle questioni spirituali, furono rinchiusi in questo spazio umido e angusto per cinque settimane, molti dei quali subirono torture, deportazioni o persero la vita, mentre altri giurarono fedeltà per salvarsi.
Nonostante il mastio fosse in rovina e la Grande Sala ormai distrutta, il castello veniva impiegato come caserma e centro di controllo durante i tumulti religiosi, dimostrando la sua funzione strategica e difensiva anche in periodi di crisi. Un memoriale ai Covenanters si trova oggi nel cimitero della Dunnottar Parish Church, alla periferia di Stonehaven.
Sempre nell’area del castello era presente una thief hole, una piccola cella destinata ai condannati per reati minori. Quelli abbastanza fortunati da finire qui restavano solo pochi giorni, sufficiente a scoraggiare ulteriori trasgressioni e mantenere l’ordine locale.




La Cappella di Dunnottar Castle
La Cappella di Dunnottar Castle è l’edificio più antico sopravvissuto all’interno del castello, con origini che risalgono almeno al 1276. È famosa per essere stata teatro di un episodio leggendario durante il quale William Wallace rinchiuse i soldati inglesi al suo interno e appiccò il fuoco, distruggendo gran parte della struttura originale. Le rovine visibili oggi derivano dalla ricostruzione effettuata successivamente dalla famiglia Marischal.
Passeggiando tra i resti della navata, è possibile immaginare la vita e le tensioni di un castello medievale, mentre la vicinanza tra cappella, scuderie e altri edifici suggerisce la complessità del complesso. Tra la cappella e le scuderie si trova un piccolo recinto che un tempo era utilizzato per seppellire i defunti; oggi resta solo una lapide di un bambino deceduto nel 1685.
La cappella fa parte di un itinerario più ampio che include altri edifici storici, un salotto restaurato nella fascia nord del Quadrangle e le cantine, offrendo ai visitatori una visione completa della vita all’interno di Dunnottar Castle. L’orientamento è facilitato da cartelli esplicativi lungo il percorso, che aiutano a comprendere la funzione di ciascun ambiente e a muoversi con facilità tra le rovine.

The Lion’s Den e la leggenda
La zona conosciuta come The Lion’s Den prende il nome da un leone che, secondo le fonti storiche, il Conte Marischal avrebbe tenuto al castello. Non era un animale domestico nel senso moderno del termine, ma certamente un simbolo di potere, prestigio e ricchezza, visibile anche nello stemma della famiglia.
La leggenda racconta che il leone ebbe una vita breve perché il suo ruggito impediva alla contessa di dormire serenamente. Immaginare la scena, tra il vento che sbatte sulle scogliere e il ruggito dell’animale, conferisce a questo luogo un fascino inquietante, quasi teatrale.
Alcuni racconti popolari aggiungono che la contessa, stanca di questa convivenza, abbandonò il marito per fuggire con un amante. Non possiamo confermare la veridicità di questi episodi, ma il folklore li ha conservati, rendendo la storia del castello ancora più vivida e intrigante.
Passeggiando nella zona, non si può fare a meno di sentire il brivido della storia che respira tra le mura, immaginando la vita straordinaria — e talvolta bizzarra — dei conti Marischal.
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I fantasmi di Dunnottar Castle
Dunnottar Castle è avvolto da leggende e misteriose presenze. La più famosa è “The Lady in a Green Plaid”, spesso vista nei pressi della panetteria, alla ricerca di un bambino scomparso. La sua figura si sposta fino alla birreria, per poi scomparire tra le rovine. Secondo il folklore, questo bambino potrebbe essere uno dei Pitti convertiti al cristianesimo nel V secolo.
Altri spiriti raccontati dai visitatori includono un cane da caccia e un alto uomo scandinavo, che sembra osservare il mare in attesa di qualcuno. In alcune parti del castello, si dice di percepire strani rumori, come passi o sussurri, anche quando apparentemente non c’è nessuno.
Esplorando Dunnottar, ti imbatterai in angoli nascosti, porte dimenticate e piccoli cancelli che conducono a stanze in rovina. Sii paziente e curioso: dietro ogni angolo si può nascondere un dettaglio affascinante, pronto a raccontare la storia di questo luogo.
Se ti interessano altre storie di presenze misteriose, puoi leggere il nostro approfondimento su castelli infestati e leggende della Scozia.



La storia travagliata del castello di Dunnottar
Come accennato in precedenza, il nome Dunnottar deriva dal gaelico scozzese “Dùn Fhoithear”, che significa “forte sul pendio della collina”. Il termine dùn indica infatti una fortezza o un luogo di difesa, a conferma dell’importanza strategica di questo sito fin dall’antichità.
Il promontorio roccioso su cui sorge il castello ha origini antichissime: si è formato circa 440 milioni di anni fa ed è composto da un conglomerato di roccia rossa e massi, conosciuto come “Pudding Stone”, estremamente resistente agli agenti atmosferici.
Questo luogo era abitato già in epoca dei Pitti, tra il 5000 a.C. e il 700 d.C. Le evidenze archeologiche, supportate dalla datazione al carbonio, indicano la presenza di un insediamento poco a nord dell’attuale castello, considerato una delle più antiche fortificazioni della zona, risalente almeno al III secolo.
Secondo la tradizione, San Ninian, uno dei primi missionari cristiani in Scozia, fondò qui un luogo di culto nel IV secolo, segnando l’inizio della lunga storia religiosa del sito.
Nel IX secolo Dunnottar fu teatro di scontri violenti: proprio qui Re Donald II di Scozia trovò la morte durante un attacco dei Vichinghi, che per lungo tempo saccheggiarono e distrussero le strutture presenti sul promontorio.
Nel 1276, sullo stesso luogo dove sorgeva il precedente edificio religioso, venne costruita e consacrata una nuova chiesa in pietra in stile normanno, per volontà di William Wishart, vescovo di St Andrews. Questo segnò una nuova fase per Dunnottar, che da semplice sito fortificato iniziò a evolversi in una struttura più complessa e organizzata.


Dunnottar castle nel periodo delle guerre d’indipendenza
Nel 1296, Edoardo I d’Inghilterra invase la Scozia, dando inizio a una lunga serie di conflitti conosciuti come le Guerre d’Indipendenza scozzesi, che si protrassero per circa sessant’anni.
Nel 1297, le forze scozzesi guidate da William Wallace riuscirono a riconquistare Dunnottar. Durante l’assedio, la guarnigione inglese si rifugiò all’interno della chiesa, ma Wallace ordinò di incendiare l’edificio, distruggendo il castello e uccidendo i soldati al suo interno.
Questo episodio, tra i più duri della storia del castello, riflette la violenza e la determinazione che caratterizzarono le lotte per l’indipendenza della Scozia.
Secondo la leggenda, Wallace e i suoi uomini riuscirono a entrare a Dunnottar attraverso una grotta segreta accessibile dal mare, sorprendendo la guarnigione inglese dall’interno. Non esistono prove certe di questo passaggio, ma il racconto contribuisce ad alimentare il fascino e il mistero che ancora oggi avvolgono il castello.



La famiglia Keith
A partire dal XIV secolo, Dunnottar Castle divenne la sede della famiglia Keith, una delle più potenti della Scozia. Nel 1455, Giacomo II conferì a Sir William Keith il titolo di I conte Marischal, mentre nel 1531 Giacomo V assegnò ufficialmente il castello alla famiglia.
I conti Marischal ricoprivano un ruolo di grande prestigio: erano custodi degli Honours of Scotland (i gioielli della corona) e avevano il compito di proteggere il sovrano durante le sedute del parlamento.
Fu proprio Sir William Keith a trasformare Dunnottar, avviando la costruzione della Tower House, i cui resti sono ancora visibili oggi. Questo tipo di struttura, tipico della Scozia, rappresentava un equilibrio tra residenza nobiliare e fortezza difensiva.
Consapevoli della posizione strategica del promontorio, i Keith sostituirono le precedenti fortificazioni in legno con solide costruzioni in pietra. Intorno al castello sorsero progressivamente alloggi, stalle, magazzini e caserme, trasformando Dunnottar in una vera e propria cittadella fortificata. La chiesa originaria all’interno del complesso venne convertita in cappella privata, mentre nuova chiesa fu costruita nei pressi di Stonehaven.
In questo periodo, la Scozia era ancora segnata dai conflitti con l’Inghilterra. La vittoria scozzese nella battaglia di Bannockburn del 1314, guidata da Robert the Bruce, segnò un momento decisivo nel consolidamento del potere scozzese e contribuì a rafforzare il ruolo strategico di castelli come Dunnottar nel controllo del territorio.

Mary, regina di Scozia
Dunnottar Castle ospitò figure di grande rilievo, tra cui Maria Stuarda, Regina di Scozia. La prima visita risale al 1562, quando fu costretta ad assistere all’esecuzione di colui che aveva tentato di rapirla per obbligarla a sposarlo. Tornò poi nel settembre del 1564, soggiornando al castello per due notti.
Anche Giacomo VI di Scozia si fermò a Dunnottar nel 1580, confermando l’importanza strategica e politica della fortezza in quel periodo.
Tra il 1580 e il 1650, i conti Marischal trasformarono progressivamente Dunnottar da roccaforte austera a residenza signorile, costruendo nuovi edifici attorno al Quadrangle e creando alcuni degli alloggi più lussuosi della Scozia, pur mantenendo intatte le imponenti difese naturali del promontorio.
Il castello fu anche teatro di momenti significativi per la famiglia Keith: qui nacque Lady Agnes Keith nel 1540 e qui morì George Keith, V conte Marischal, nel 1623.
Per oltre un secolo, Dunnottar Castle rimase al centro di intrighi politici e vicende legate alla nobiltà scozzese, consolidando il suo ruolo nella storia del Paese.

Dunnottar Castle e i gioielli della corona scozzese
Nel XVII secolo, Dunnottar Castle divenne una delle fortezze più importanti del Regno di Scozia. I Keith, Conti Marischal, ricoprivano un ruolo di grande prestigio: erano custodi degli Honours of Scotland, i gioielli della corona scozzese, e sovrintendevano alle cerimonie di corte.
Questo fu il periodo di massimo splendore del castello, ma anche uno dei più drammatici della sua storia.

Nel 1651, l’esercito di Oliver Cromwell assediò Dunnottar. Il castello resistette per otto mesi sotto il fuoco dei cannoni, mentre al suo interno erano custoditi i gioielli della corona e le carte private di Carlo II.
Prima della resa, venne organizzato un piano audace per salvarli. Secondo il racconto più diffuso, il reverendo Grainger, della vicina parrocchia di Kinneff, orchestrò la fuga degli Honours of Scotland. Sua moglie, Christine Grainger, riuscì a entrare nel castello sfruttando la propria condizione (era incinta) e la conoscenza con la moglie del governatore Ogilvy.
Overton era troppo ingenuo e permise a Christine Granger di entrare all’interno del forte assediato. Una volta all’interno, nascose la corona sotto le sue vesti e il globo e lo scettro in un fuso, riuscendo a portarli fuori senza destare sospetti. I gioielli e i documenti reali vennero poi nascosti sotto il pavimento della chiesa di Kinneff, dove rimasero fino alla Restaurazione della monarchia nel 1660.
Oggi gli Honours of Scotland sono esposti nella Crown Room del Castello di Edimburgo, ma la loro fuga da Dunnottar resta uno degli episodi più affascinanti della storia scozzese.
Esistono tuttavia diverse versioni di questa vicenda: alcune raccontano che i gioielli furono calati dalle mura del castello e recuperati da una serva. Qualunque sia la verità, questo episodio contribuisce ad alimentare il fascino e il mistero che circondano Dunnottar Castle.


La rovina, le prigioni, i Covenanters e gli ultimi anni
Nel 1685, Dunnottar Castle divenne tristemente noto come luogo di prigionia per i Covenanters, oppositori religiosi che rifiutavano di riconoscere l’autorità del re in ambito ecclesiastico. Nelle Whigs’ Vault, le anguste cantine del castello, furono rinchiusi 167 prigionieri arrestate durante il regno di Carlo II — uomini e donne — in condizioni estremamente dure.
Arrestati durante le tensioni religiose e la ribellione del conte di Argyll contro Giacomo VII, molti di loro morirono a causa delle condizioni disumane, altri cedettero giurando fedeltà, mentre alcuni tentarono la fuga pagando con la deportazione o la vita. Da allora, queste cantine sono rimaste uno dei luoghi più cupi e simbolici di Dunnottar.
Pochi decenni dopo, il castello andò incontro al suo declino definitivo. Nel 1715, George Keith, X e ultimo conte Marischal, fu condannato per tradimento dopo aver partecipato alla rivolta giacobita. I suoi beni vennero confiscati dal governo e, non avendo eredi, con la sua morte si estinse anche il titolo.
Dunnottar Castle fu quindi venduto alla York Buildings Company, che lo spogliò completamente: pavimenti, soffitti e arredi vennero rimossi, lasciando solo un guscio vuoto esposto agli elementi. Nulla restava della magnificenza del forte, solo un flebile eco!
Solo nel 1925 il castello venne salvato dalla rovina grazie all’acquisto da parte della famiglia Pearson. Lady Cowdray, I viscontessa, avviò un importante programma di restauro e rese Dunnottar accessibile al pubblico, permettendo di preservare uno dei luoghi più iconici della Scozia.
Come arrivare a Dunnottar Castle (da Stonehaven e Aberdeen)
Dunnottar Castle si trova lungo una strada secondaria, a circa 1,5 km da Stonehaven. Dal parcheggio principale parte un sentiero panoramico che scende lungo le scogliere per poi risalire fino al castello. Per raggiungerlo è necessario affrontare oltre 200 gradini, ma il percorso è parte integrante dell’esperienza.
In auto
Puoi arrivare comodamente in macchina e parcheggiare nell’area dedicata poco distante dall’inizio del sentiero. Da qui, in pochi minuti a piedi, raggiungerai l’accesso al castello.
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In treno
Dunnottar Castle è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Le principali città scozzesi, come Edimburgo e Aberdeen, sono collegate alla stazione di Stonehaven, la più vicina al castello. Da qui puoi proseguire a piedi con una passeggiata panoramica di circa 30 minuti.
In autobus
Da Aberdeen, le linee X7 e 107 fermano lungo la A92, a breve distanza dal parcheggio del castello. 👉 Per orari e dettagli aggiornati puoi consultare il sito di Stagecoach.
Se stai valutando di spostarti senza auto, leggi anche la guida su come viaggiare con i mezzi pubblici in Scozia.

Il sentiero da Stonehaven a Dunnottar Castle
Se hai tempo, puoi raggiungere Dunnottar Castle con una splendida passeggiata panoramica partendo dal porto di Stonehaven. Il sentiero sale inizialmente lungo le scogliere, ma una volta raggiunta la sommità prosegue quasi in piano fino al castello.
Il percorso richiede circa 30–40 minuti a tratta, a seconda del passo e delle soste lungo il cammino.
Lungo la strada incontrerai lo Stonehaven War Memorial, un monumento ai caduti situato sulla Black Hill e progettato dall’architetto John Ellis. Da qui si aprono alcune delle viste più spettacolari della zona, che rendono difficile non fermarsi più volte lungo il percorso.
Proseguendo, puoi scegliere se continuare sul sentiero principale erboso oppure scendere verso la spiaggia e raggiungere il castello dal basso, per una prospettiva ancora più scenografica. Una volta varcato l’ingresso, la sensazione è quella di entrare in un luogo sospeso nel tempo, dove il paesaggio e le rovine si fondono in modo unico.
👉 Se vuoi approfondire questa passeggiata, ne parliamo nell’articolo dedicato a Stonehaven: quando le Highlands incontrano il mare del Nord.

Orari e Tariffe per visitare Dunnottar castle
Dunnottar Castle è una proprietà privata gestita da Historical Houses e non è incluso nei principali pass turistici scozzesi. Il costo del biglietto è di circa £10.50 per gli adulti (tariffe soggette a variazioni).
Di norma non è necessario prenotare in anticipo, ma nei periodi di maggiore affluenza può essere consigliato. Il castello può essere chiuso in caso di maltempo, soprattutto per vento forte. È sempre consigliato verificare orari e aggiornamenti sui canali ufficiali prima della visita.
Dunnotar castle è aperto tutto l’anno nei seguenti orari:
- 19 Gennaio – 1 Febbraio: 10 – 15
- 2 Febbraio – 31 Marzo: 10 – 17.00
- Aprile – 30 Settembre: 9 – 18
- 1 – 30 Ottobre: 10 – 17.00
- 31 Ottobre – 29 Gennaio: 10 – 15
- Chiuso 18/25/ 26 Dicembre – 1/2 Gennaio
Se preferisci non guidare, puoi partecipare a tour organizzati che includono Dunnottar Castle insieme ad altre tappe come Crathes castle, Dundee e i villaggi lungo il Firth of Forth come South Queensferry. 👉 Clicca qui per maggiori informazioni.
A circa 5 minuti di auto si trova la riserva naturale di RSPB Scotland Fowlsheugh, un luogo perfetto per osservare uccelli marini e, nella stagione giusta, anche i caratteristici puffin.
👉 Se cerchi altre idee, visita la nostra sezione dedicata ai castelli in Scozia per organizzare al meglio il tuo itinerario on the road.
NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e Ivan Balducci 2017 – 2026 o concesse in uso dai legittimi proprietari. Vietato ogni uso.

6 comments
L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.
Grazie :-)
Complimenti per il vostro racconto e le foto super che mi fanno venire voglia di partire subito per la Scozia!
Ciao Monica ? grazie !!! Sarebbe un viaggio magico ?
Mamma mia, che emozione pazzesca! Ricordo bene la camminata per arrivarci, dal centro di Stonehaven <3 indimenticabile <3
Bella vero la strada lungo il Sentiero che da Stonehaven porta fino al Dunnottar? ? Indimenticabile direi ??