St Ninian’s Isle è una piccola isola tidale collegata con la costa del Mainland delle isole Shetland dal più esteso tombolo attivo nel Regno Unito, lungo 500 metri. Il tombolo è conosciuto localmente come “ayre” una parola che deriva dall’antico norreno che può essere tradotta come “banco di ghiaia”.
L’isola di St Ninian’s è ormai disabitata e la spiaggia è nascosta sulla costa occidentale del sud del Mainland con viste sull’isola di Foula, che domina l’orizzonte Atlantico. L’ultima famiglia a vivere sull’isola si trasferì nel 1796. Henry Leask, il capofamiglia, si sposò due volte e aveva ben tredici figli.
Siamo affascinati delle isole di marea perché sono luoghi fuori dal tempo e trasmettono un’energia incredibile. Ne abbiamo visitate alcune in Scozia come: Cramond Island, raggiungibile in circa un’ora da Edimburgo e Brought of Birsay, che si trova nel Mainland delle Isole Orcadi.
Durante l’estate il tombolo si trova al di sopra del livello del mare e rende l’isola accessibile a chiunque desideri visitarla. Se arrivi in una giornata di sole strepitosa come questa, sarai invaso da un’energia pazzesca! Sento ancora sulla pelle il calore del sole, le carezze del vento, il suono delle onde e la sabbia soffice che si infila tra le dita dei piedi.
Durante l’inverno, invece, la forte azione delle onde porta via gran parte della sabbia dalla spiaggia, il tombolo si assottiglia, fino ad essere quasi sommerso. St Ninian’s Isle copre un’area di circa 72 ettari e l’insediamento abitato più vicino è Bigton.
Scopri le spiagge più belle delle Shetland – tutte da scoprire durante il tuo viaggio.


Cosa troverai in questo articolo
Perchè visitare St Ninian’s Isle
Ci sono pochi posti sul pianeta belli come l’isola di St Ninian’s in una giornata di sole! Quest’isola è un luogo fuori dal mondo, selvaggio e incontaminato. Qui ti aspettano distese di sabbia bianchissima fatta per lo più di conchiglie, un mare dai colori caraibici che lambisce il tombolo da ambo i lati, spiagge meravigliose, pace e un immenso senso di libertà.
Arrivare è come entrare dentro un dipinto impressionista che lentamente prende vita. Molte specie di uccelli tra cui i puffin, fulmari e gabbiani vivono sull’isola e altre speci vengono per riprodursi. E’ un paradiso a livello naturalistico e per gli amanti del birdwatching.
La mattina che siamo partiti per andare a visitarla c’era una nebbia fittissima, tanto che per strada non si vedeva. Lentamente, più chilometri percorrevamo più il cielo sopra di noi cambiava e quando siamo arrivati abbiamo trovato un sole meraviglioso che ha innondato di luce e mille riflessi tutto il paesaggio.
Abbiamo trascorso delle ore bellissime a St Ninian’s e fatto uno splendido pic-nic con vista sull’Oceano che difficilmente dimenticherò. Un pranzetto con vista niente male, che ne pensi? C’era una pace quasi surreale tutto intorno a noi ed eravamo circondati da un’infinita bellezza.
Dai uno sguardo alle storie in evidenza su instagram perché ti abbiamo portato qui insieme a noi.





Il tombolo di sabbia più grande del Regno Unito e le spiagge più belle di tutta la Scozia
Il tombolo di St Ninian’s Isle si è formato grazie all’azione delle onde che infrangendosi simultaneamente lungo la sua lunghezza, hanno dando origine a spiagge ampie e simmetriche.
Si è formato quando il livello del mare si è alzato dopo l’ultima era glaciale, ma le forze che lo hanno creato continuano a lavorare, proprio per questo è il più grande tombolo di sabbia attivo della Gran Bretagna. Mentre sei qui e cammini verso l’isola ti sembrerà quasi incredibile, mettere in piedi su qualcosa che esiste da così tanto tempo!
In inverno la sabbia si perde dal centro e si accumula alle estremità, mentre in estate accade il contrario. Durante la bassa marea il tombolo di St Ninian’s Isle può diventare largo fino a 70 metri, ma durante le maree della primavera, il centro può addirittura venire sommerso.
Presta attenzione durante la tua visita e consulta sempre l’indice delle maree disponibile su Tideschart.
Nelle Isole del Nord i tomboli sono solitamente formati da ghiaia, ciottoli o massi. Il tombolo di St Ninian è fatto di sabbia, anche se il nucleo sottostante pare sia composto di ghiaia. La sabbia soffiata, intrappolata dall’erba, forma delle dune a entrambe le estremità. Il lavoro incessante della natura ha creato qualcosa di spettacolare a St Ninian’s isle.
Esplorando l’isola, con un pizzico di fortuna, potrai vedere delle foche tra le insenature a Selchie Geo o i fulmari che si librano nelle correnti termiche. Lo spettacolo è gratis da queste parti e i tuoi occhi si riempiranno di bellezza mentre ammiri le spiagge di St Ninian’s che sono considerate tra le più belle di tutta la Scozia!





St Ninian’s Isle Circular – trekking alla scoperta dell’isola
Una volta arrivato a St Ninian’s Isle puoi fare un piccolo trekking che richiederà circa 3 ore, noto come St Ninian’s isle circular. Si tratta di un sentiero ad anello di circa 6 Km che ti permetterà di esplorare tutta l’isola.
In alternativa o se hai poco tempo, puoi decidere di farne solamente una parte: a te la scelta. Il percorso non è particolarmente lungo, ma ci sono diversi saliscendi. Ammira il tombolo a due lati, lambito dal mare, che collega l’isola dall’alto perché è veramente mozzafiato!
St Ninian’s isle circular è una passeggiata costiera imperdibile alle Shetland. Mentre cammini puoi ammirare scogliere torreggianti popolate da uccelli marini, faraglioni e isolotti rocciosi, basse colline di erica e scorci da cartolina. Vedrai anche tante pecore al pascolo che appartengono alla Bigton Farm, protagonista della serie di documentari della BBC “This Farming Life”.
I mesi migliori per intraprendere questo percorso vanno da giugno a settembre, perché il clima tende a essere migliore. Puoi portare il tuo amico a quattro zampe con te, tenuto al guinzaglio e lasciarlo libero in alcuni punti. Occhio perché ci sono scogliere e punti scoscesi a cui prestare attenzione.
Prima di iniziare il trekking dai uno sguardo allo Scottish Outdoor Access Code: contiene tutto ciò che devi sapere per accedere ai luoghi all’aperto della Scozia. Come sai il passaggio è libero, ma ci sono delle regolare da rispettare.


L’antica cappella di St Ninian’s isle e i primi panorami
Il percorso inizia con una salita sabbiosa che risale il ripido pendio dalla spiaggia. Troverai l’antico sito della Cappella girando a destra una volta arrivato in cima al pendio, ma fai attenzione alle tante e profonde tane dei conigli che si troveranno sotto ai tuoi piedi.
Le rovine della cappella sono circondate da una piccola recinzione per tenere lontane le pecore. La chiesa fu utilizzata fino ai primi anni del 1700, poi si riempì di sabbia trasportata dal vento, ma il cimitero continuò a essere utilizzato per le sepolture fino al 1840 circa.
Dalla Cappella procedi verso sud e inizia un percorso in senso orario intorno all’isola. Un tempo a St Ninian’s isle prosperava una cittadina rurale, ma ogni casa fu demolita dopo che la gente se ne andò e oggi non rimane traccia degli edifici. Grandi distese di prati coprono i luoghi dove un tempo venivano coltivati i campi.
L’estremità meridionale dell’isola ospita decine di scogli e isole come: Coar Holm, Inns Holm e High Herbi Clett. Più a ovest spunta Hich Holm e Sweyn Holm, un grande ammasso roccioso separato da uno stretto canale dall’isola principale.
Fai attenzione e stai lontano dalla sommità delle profonde insenature (geos), che tagliano bruscamente il terreno! Il tratto più a nord fino a Loose Head è facile da raggiungere: le scogliere qui sono alte, ma se torni indietro passando per Coll Field, il dislivello diminuisce.



Il punto più a nord e il ritorno alla spiaggia
Se arriverai fino a Loose Head vedrai che c’è un punto trigonometrico sulla cima con viste sulla costa delle Shetland fino a Burra e al versante Ovest. Questo è un posto ideale per fare un picnic, infatti, se splende il sole, vedrai brillare di rosso intenso le scogliere vicino a Westerwick, che si trovano a circa 20 Km di distanza.
A circa 5 Km a nord di Loose Head c’è l’isola di South Havra, oggi disabitata ma che un tempo ospitava una popolazione di circa 50 persone. Non c’era un ruscello su cui costruire un piccolo mulino ad acqua per macinare il grano, ma al suo posto c’era l’unico mulino a vento conosciuto delle Shetland e le sue rovine sono ancora visibili.
Inizia a tornare indietro, ammira la bellezza del villaggio di Bigton e Ireland (si questi villaggio porta proprio il nome dell’Irlanda!) e scendi di nuovo il pendio di sabbia fino all’ayre e mentre cammini non dimenticare di cercare i sottili ciottoli di scisto fillite.
Ricorda che qui ci troviamo sulla costa atlantica delle Shetland, esposta ai venti e alla furia delle correnti: gran parte del paesaggio è spettacolare e la costa è molto scoscesa. Come gran parte del Sud del Mainland, questa zona giace su un letto di Old Red Sandstone e molte delle rocce risalgono a 730-580 milioni di anni fa.


Haar Sauna: esperienze da fare a St Ninian’s Isle
Accanto alla famosa spiaggia di St Ninian’s Isle trovi una sauna all’aperto: non è di una bellezza pazzesca? La sauna (ne abbiamo viste due in verità a poca distanza l’una dall’altra) è installata all’interno di un ex furgone per cavalli e si trova accanto alle sabbie bianche di St Ninian’s Ayre.
Si possono prenotare sessioni private per 60 sterline o di gruppo a prezzo più contenuto. Gli orari e i giorni disponibili non sono tantissimi, ma in estate c’è più scelta anche a livello di orari. Sul sito ufficiale di Haar Sauna trovi tutte le informazioni.
Haar Sauna ti offre la possibilità di provare la terapia caldo-freddo combinando un profondo vapore caldo con un tuffo nel gelido Oceano Atlantico. Le saune all’aperto sono diffuse in gran parte della Scandinavia e in Finlandia e sono una tradizione così preziosa, che nel 2020 sono diventate “patrimonio culturale immateriale dell’umanità” Unesco.
Hannah Mary Goodlad, cresciuta nelle isole Shetland e suo marito Callum Scott, hanno avuto l’idea di aprire Haar Sauna. Hanno ridipinto con le proprie mani il caratteristico rimorchio verde e lo hanno arredato con legname sostenibile, un mix di legno rosso e pioppo provenienti dalle foreste della Scozia e una stufa per sauna a legna.
Inizialmente hanno portato la sauna mobile a Aberdeen Beach (ne abbiamo vista una anche li infatti) e poi in varie parti della Scozia: Cairngorms, Glentanner Estate e il fiume Tay. Sono stati i primi ad introdurre la sauna mobile in Scozia e poi ne hanno viste spuntare molte altre in tutto il paese e lungo le coste.
Uno degli ostacoli che hanno reso la cultura della sauna all’aperto più lenta in Scozia è legato alla questione della proprietà terriera. I coniugi hanno risolto il problema collaborando con le sorelle Budge, che possiedono la terra agricola adiacente all’isola di St Ninian’s.
Come arrivare a St Ninian’s Isle:
Da Lerwick segui la A970 verso sud in direzione Bigton. Una volta arrivato qui non ti resta che seguire i cartelli che indicano la spiaggia, passando per l’imponente Bigton Farm.
Parcheggia proprio accanto alla spiaggia e in un battito di ciglia ti troverai sul tombolo di sabbia da cui potrai raggiungere l’isola con una piacevolissima passeggiata.
C’è un servizio di autobus limitato che porta al villaggio di Bigton, ma ti suggeriamo di noleggiare una macchia per visitare le Shetland, perché ti permetterà di raggiungere luoghi remoti molto più facilmente. Qui trovi il nostro codice sconto del 10% per noleggiare un’auto in Scozia.
Potrebbe interessarti anche la nostra guida su come organizzare un viaggio alle Isole Shetland

Il tesoro dell’isola di St Ninian – curiosità sull’isola tidale
L’isola di St Ninian’s ha dei collegamenti religiosi, tuttavia, la storia dell’isola è molto più antica della Cristianità, infatti sono state ritrovate all’interno delle mura della cappella delle tombe risalenti al neolitico.
Alla fine del tombolo si vedono le rovine di una cappella del XII secolo, ma si sono tracce di una cappella ancora più antica di epoca pre-norrena. Qui sono stati ritrovati sepolcri cristiani e pre-cristiani che confermano l’utilizzo del sito già prima del Cristianesimo.
Nel 1958 alcuni scavi hanno portato alla luce quello che oggi è conosciuto come St Ninian’s Isle Treasure o St Ninian’s Hoard. Il tesoro era nascosto sotto una lastra in pietra della chiesa, segnata da una croce e custodito in una scatola di legno. Si pensa sia stato sepolto per nasconderlo ai Vichinghi.
Il Tesoro di St Ninian’s Isle fu scoperto da uno scolaretto locale, Douglas Coutts. Il ragazzo stava aiutando gli archeologi, guidati da un professore O’Dell dell’Università di Aberdeen. Era il primo giorno delle vacanze e il suo primo giorno sul sito e fu mandato in un angolo, lontano dall’importante lavoro dei “veri archeologi”. Gli fu data una cazzuola e lui si mise al lavoro. Fu con grande stupore di tutti che fece questa grande scoperta.
Le ciotole in argento, i gioielli e gli altri pezzi rinvenuti risalgono all’800 dopo Cristo. Il tesoro oggi si trova al Museo Nazionale di Scozia a Edimburgo, ma puoi vederne una replica allo Shetland Museum.
I naufragi intorno a St Ninian’s isle – Fatti curiosi
L’isola di St Ninian’s e le baie circostanti sono state testimoni di diversi naufragi di relitti avvenuti tra le acque. I documenti dell’archivio di Lerwick riportano notizie di una ventina di relitti, ma senza dubbio ce ne sono stati molti altri di cui non resta alcuna traccia. Il primo naufragio pare risalga al 1050 dopo Cristo.
Prima di raccontare la triste storia di queste navi è bene ricordare cosa stava accadeva in quel periodo. Alla fine del XVIII secolo, il contrabbando da parte dei commercianti locali era un fattore importante nell’economia delle Shetland e riguardava per lo più il legno, che all’epoca aveva un dazio doganale vicino al 50%.
All’inizio del XIX secolo i dazi iniziarono ad alzarsi anche su tea, tabacco e gin. Le merci di contrabbando venivano portate in aree periferiche come Fair Isle e Foula, dove i mercanti poi le avrebbero portate sul Mainland. Quando la situazione divenne più pericolosa, furono assoldate delle barche da pesca locali per compiere queste azioni fraudolente in mare aperto.
Fu intorno al 1820 che il commercio illegale raggiunse il suo apice prima di crollare rapidamente. Le ragioni sono diverse ma prime tra tutte erano legate al pessimo stato dell’economia locale e alla fine delle guerre napoleoniche, che videro un aumento del personale di marina impiegato a porre fine al contrabbando che stava prosciugando la corona.
C’era anche whisky, relativamente economico proveniente dalla Scozia, dove erano state ridotte le accise, quindi i commercianti si interessavano di altro.

Il naufragio della famosa Gesina
Persino i tribunali furono coinvolti nel naufragio della famosa Gesina detta “sugar ship”, avvenuto il 9 marzo 1863 che andò in secca attorno all’isola di St Ninian’s per fortuna senza perdita di vite umane. Il carico composto era composto per lo più di zucchero, pentole di ferro e bottiglie di champagne.
E’ stato saccheggiato di tutto dalla Gesina, persino gran parte dei suoi arredi! Il capitano tentò invano di recuperare la merce, così si avvalse dell’aiuto delle autorità per individuare e arrestare i responsabili. Gran parte del carico venne recuperata in seguito, ma nessuno venne processato e il resto della merce fu venduto all’asta insieme allo scafo.

La storia dell’Atlas e del capitano Dolling
Eppure quanto accaduto alla Gesina impallidisce se lo mettiamo a confronto col naufragio dell’Atlas, avvenuto nel 1807. La nave era diretta in Giamaica, trasportando un carico di zucchero e fucili Black Bess, ma il giorno di Natale fu colta da un uragano che spezzò gli alberi e il timone.
Andò alla deriva per due giorni e poi trovò miracolosamente la via per Bigton Bay dove gettò l’ancora. Il Capitano Dolling scese a terra per cercare aiuto a Bigton House, dove incontrò James Strong, che lavorava per Robert Bruce. L’uomo si rifiutò di aiutarlo adducendo la scusa che Strong era solo un servitore e non aveva il potere di costringere la gente del posto a offrire aiuto e protezione per il carico.
Il capitano si recò quindi a Lerwick in cerca di aiuto. Dopo averla ispezionata, le autorità decisero che la nave non era idonea alla navigazione e vollero spostarla in un porto più sicuro. Questa scelta ne causò il naufragio, perché il timone temporaneo frettolosamente riparato si spezzò.
Tornato da Lerwick dove il capitano si era nuovamente recato per cercare supporto, scoprì che nel frattempo la sua nave era stata completamente saccheggiata. Il capitano accusò Strong di aver orchestrato il furto, mentre Strong accusò Dolling di calunnie.
Questo teatrino proseguì per un pò ma alla fine ciò che restava del carico viene messo all’asta e indovinate un pò chi si accaparrò il tutto per circa 6 sterline? Proprio James Strong! Che il capitano avesse dunque ragione?

Il naufragio dell’Earl Spencer
Nel 1822 segna il naufragio dello sfortunato Earl Spencer, una scialuppa dipinta di nero e giallo come la maggior parte delle navi di contrabbando ancora attive in quel tempo sempre più pericoloso, pesantemente armato con 14 cannoni. Era una nave nota alle spie che il governo britannico aveva piazzato nei porti di tutta Europa e solcava i mari sotto la guida del capitano William Aylsebury, conosciuto come Long Will.
Dopo essere stato braccato a lungo, l’Earl Spencer fu catturato nel 1821 dalla nave governativa Earl Moira, che commise il fatale errore di avvicinarsi da sola alla Earl Spencer e così venne colpita da una potente raffica di colpi di moschetto lanciata dai marinai nascosti sulla nave di contrabbando.
L’equipaggio e il comandante riuscirono a scappare e la Earl Spencer tornò sana e salva a Flushing. Dopo qualche tempo Long Will decise di cedere il comando a Stephen Marsh che si mise in mare carico di tea, tabacco e alcolici scadenti. Ancora una volta si aprì la caccia e l’Earl Spencer venne rintracciato mentre si dirigeva verso le Shetland.

Il recupero del bottino perduto
Sfuggita a molte catture, la nave si ancorò nella baia di San Ninian’s durante una tempesta che la colpì nella notte del 7 febbraio 1822. In molti si misero a osservarla e il capitano Marsh, consapevole del pericolo, decise di alzare le vele il mattino seguente ignaro che la nave stava già trascinando l’ancora.
Questo era chiedere troppo e così con un potente schianto, la nave si incagliò a Shingley Geo. Sapendo che a causa delle forti onde si sarebbe rotta completamente, un coraggioso membro dell’equipaggio riuscì con una corda a salire sulle rocce sottostanti, dove ha legato la nave giusto in tempo per salvare l’equipaggio.
Bloccati a St Ninian’s mentre la tempesta infuriava, senza riparo e con il tombolo completamente coperto dalla furia della tempesta, non poterono fare altro che guardare, mentre la nave si spezzava e il loro prezioso carico cominciò a riversarsi a riva.
Fu così che un marinaio decise di sfidare le onde e farsi strada, finché un potente frangente si sollevò e scagliò il suo corpo ormai senza vita sulle rocce. Alla fine la tempesta si calmò, il tombolo riapparve e l’equipaggio rimasto scese per reclamare il corpo del compagno caduto.
Nel frattempo la gente del posto invase le coste per reclamare il bottino, in particolare il gin che galleggiava nelle botti sopra le onde. Alcuni furono furbi e nascosero la fortuna trovata, prima che gli agenti del governo venissero a reclamare il carico. Altri quella notte si diedero all’ubriachezza e una triste morte colpì anche un abitante di Bigton.
La mattina seguente il capitano Marsh chiese il permesso di seppellire il marinaio morto nella cappella in rovina di St Ninian’s. Dopo un servizio solenne, lui e il resto dell’equipaggio si diressero verso Sumburgh sperando di poter ancora scappare, ma gli agenti governativi li catturarono. Finsero di essere innocenti, affermando di provenire da un’altra nave naufragata chiamata “the Three Friends” ma fu tutto inutile.
Una volta catturati scoprirono che non avevano nulla, né il resto del carico, né i soldi. La gente del luogo cercò per due anni in tutta St Ninian’s una cassa d’argento perduta durante il naufragio, ma non trovarono mai nulla. All’improvviso, in una mattina di giugno una goletta arrivò nella baia e gettò l’ancora e poco dopo scese una piccola imbarcazione che procedeva velocemente verso la riva.
Una donna vide tutta la scena e presto si rese conto di cosa stava succedendo. Chiamò dei pescatori in aiuto, ma per quando arrivarono tutto si era già compiuto. Arrampicandosi verso il Kirkyard trovarono la tomba del marinaio morto dell’Earl Spencer aperta e al suo interno c’era un’impronta come di una cassa carica d’argento. Il capitano Marsh era tornato per recuperare il suo bottino.
L’ultimo relitto nella zona si registrò nel 1902. The Levisa, carica di carbone proveniente da Brema, naufragò a Havra a causa del maltempo e molti uomini morirono. La nave era così imponente che i ponti rimasero visibili sulla riva per anni.
La informazioni sulle storie dei relitti sono state tratte da In Depth
