In questo articolo scopriremo come si festeggia il Natale in Scozia tra usanze e tradizioni che perdurano da secoli. Il Natale in Scozia ha avuto una storia travagliata, infatti, i festeggiamenti legati al Natale sono stati vietati per più di 400 anni.
Le tradizioni natalizie scozzesi sono una ricca miscela di costumi antichi e pratiche moderne. Influenzate dai rituali pagani e credenze cristiane, queste celebrazioni danno vita a qualcosa di unico. Dal fascino delle decorazioni a tema tartan, alle vivaci feste di Hogmanay, ogni aspetto del Natale in Scozia riflette un profondo senso di eredità e di comunità.
Unisciti a noi mentre esploriamo la magia delle usanze natalizie in Scozia, dove ogni celebrazione racconta una storia di resilienza e identità culturale. Immergiamoci nell’incantevole mondo delle tradizioni festive scozzesi, perché trascorrere il Natale in Scozia è un’esperienza magica e suggestiva, del tutto particolare e ricca di sorprese.
“Nollaig Chridheil” a tutti quanti voi, ovvero Buon Natale!
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Cosa troverai in questo articolo
Come nasce la tradizione del Natale in Scozia
Per capire l’origine della tradizione del Natale in Scozia dobbiamo tornare indietro al tempo dei Celti pagani, che festeggiavano il Solstizio d’inverno, il giorno più breve, freddo e buio dell’anno.
Le festività servivano in parte per illuminare le buie giornate invernali ma anche per placare gli dei e consentire al sole di ritornare.

Tanto Folklore arriva delle Isole Orcadi, dalle Shetland e dai loro abitanti Norreni. Questi racconti hanno viaggiato nel tempo, attraverso molte generazioni e sono vivi ancora oggi.
I vichinghi iniziarono a razziare la Scozia alla fine del 700 d.C.
Più tardi vi si stabilirono portando il loro modo precristiano di celebrare il solstizio d’inverno, che chiamarono Jöl.
La parola Jöl, divenne Yule in Scozia, anche se non tutti sono d’accordo sul fatto che Yule derivi dalla parola Norvegese JÖL.
Yule, ovvero il Natale, si celebrava per almeno 12 giorni e si ritiene fosse un modo per onorare gli antenati nel periodo più buio del calendario.
Più di mille anni dopo, alcune tradizioni festive scozzesi fanno ancora riferimento ai Vichinghi e a Yule. Non è chiaro cosa sia successo nei confini e nelle pianure della Scozia in questo periodo dell’anno, ma queste sono tradizioni che arrivano dal Nord.
Con l’istituzione del cattolicesimo romano in Scozia nel V e VI secolo, le tradizioni pagane del solstizio d’inverno, si sono mescolate con le tradizioni cristiane.
Il Natale in Scozia prima della riforma
Prima della Riforma scozzese del 1560, il Natale in Scozia era conosciuto come Yule e celebrato in modo simile al resto dell’Europa. Tradizionalmente, Yule si riferisce non solo al giorno di Natale, ma alla stagione festiva a esso associata, che inizia prima del giorno di Natale e continua fino a dopo il nuovo anno.
Nel 1560 la Scozia si separò dalla Chiesa cattolica e questa spaccatura, provocò un cambiamento nel pensiero religioso. Qualsiasi attività vista come stravagante o come celebrazione di ideali superstiziosi, era pesantemente disapprovata e questo includeva anche la celebrazione di Yule (del Natale).
Il sentimento anti-cattolico era molto forte in Scozia in questi anni. John Knox, il leader del movimento presbiteriano, bandì la celebrazione del Natale nel 1580. Intese la festa come creata dalla Chiesa cattolica e la scoraggiò, favorendo invece la continuazione di Hogmanay, come un momento per celebrare nuova vita.

L’abolizione del Natale in Scozia
Anche se le celebrazioni del Natale furono abolite, ci sono molti racconti su persone che hanno continuato a festeggiare il Natale in Scozia, rischiando multe o pene detentive.
Nel 1583, per esempio, il Kirk di Glasgow della Cattedrale di San Mungo, ordinò la scomunica di coloro che celebravano Yule, mentre in altre parti della Scozia, persino intonare un canto natalizio era considerato un grave crimine.
Questo clima alla fine portò all’atto del Parlamento scozzese del 1640, che abolì ufficialmente il Natale – “Yule”.
Il divieto di festeggiare il Natale ha avuto inizio nel XVI secolo e anche Oliver Cromwell contribuì a questo processo, portando al bando del Natale nel 1647. Tale divieto restò in vigore ufficialmente fino alla morte di Cromwell, ovvero per 16 anni, m questo non significa che tutto tornò come prima.
E’ vero che il divieto di festeggiare il Natale in Scozia fu abrogato nel 1712, ma la Chiesa presbiteriana continuò a disapprovare le celebrazioni festive e quando il resto del Regno Unito ha reintrodotto le celebrazioni natalizie, la Scozia ha preferito continuare con il divieto per motivi Religiosi.
La Chiesa presbiteriana, la più diffusa in Scozia, ha continuato a scoraggiare la celebrazione di questa ricorrenza, riservando pene piuttosto severe a tutti coloro che provavano a ribellarsi al divieto. Per questo motivo i festeggiamenti del Natale in Scozia sono rimasti fuorilegge per oltre 400 anni.
Che ci crediate oppure no, il giorno di Natale divenne un giorno festivo solo nel 1958 e il Boxing Day (ovvero il 26 dicembre) nel 1974. La gente era abituata a lavorare il giorno di Natale, che a tutti gli effetti era diventato un giorno come un altro.

Conseguenze dell’abrogazione del Natale in Scozia
L’abrogazione del Natale ha fatto si che gli scozzesi si focalizzassero sui festeggiamenti di Capodanno, conosciuto come “Hogmanay“. Con il passare del tempo Hogmanay è diventato il grande e eccitante festival che tutti conosciamo oggi. “Non possiamo avere il Natale, avremmo il capodanno!”.
Sembra che molte usanze siano traslate dal Natale al Capodanno, questo per evitare punizioni e divieti. Questa foto l’abbiamo scattata durante il nostro ultimo viaggio, era il 28 dicembre e Edimburgo si stava già preparando per la grande festa di Hogmanay: palco e spettacolo già pronti a ridosso del castello.
Dopo secoli di cambiamenti sociali, religiosi e politici, oggi il Natale in Scozia è diventato una celebrazione davvero unica.
Qual’è stato il risultato di questo ritardo culturale nel celebrare il Natale?
Alcuni ritengono che questo prolungato divieto possa aver causato un mancato sviluppo di tradizioni natalizie proprie degli scozzesi. La maggior parte delle usanze natalizie sembrano, infatti, risalire al XIX secolo e in parte sono state prese in prestito dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti.
Altri, invece, sostengono che pensare questo sia sbagliato. Molte usanze, sia vecchie che nuove, sono sopravvissute al divieto e al periodo post-riformista e sono riemerse anche se dopo 400 anni. Tu che cosa ne pensi? Andiamo a vederle più nel dettaglio.

Tradizioni natalizie scozzesi
Il Natale degli scozzesi oggi è un evento mondano, fatto di occasioni per mangiare, bere e stare con gli amici. I festeggiamenti del Natale durano un mese, se non di più e si anticipano ogni anno. Lo spirito natalizio è nell’aria già all’inizio novembre, per cui se ami questo periodo dell’anno, ti suggerisco prima o poi di pianificare un viaggio in Scozia per godertelo a pieno.
I negozi iniziano a proporre i primi saldi, le strade si costellano di luminarie e i primi mercatini natalizi, iniziano ad addobbare e colorare le strade, impregnando l’aria di festa e di profumi dolci.
Prima di iniziare a elencare le varie tradizioni scozzesi, facciamo una precisazione importante: le tradizioni in Scozia sono legate a una diversità geografica e presentano delle differenze. Nelle Lowlands sono state influenzate dagli inglesi, nelle Highlands dai vichinghi e nelle Ebridi dagli irlandesi.
Tutta questa diversità si sovrappone e sopravvive ancora oggi, quindi teniamo a mente mentre leggiamo l’articolo. È possibile che non tutte queste tradizioni siano presenti in ogni area geografica della Scozia e che siano vissute e sentite in modo differente.
La tradizione dell’albero di Natale

l’albero di Natale, ovviamente significativo per questa festa, nei tempi antichi era di ginepro e vischio e decorava le case degli altopiani.
La sua presenza era un segno del tanto ricercato verde, che gli scozzesi agognavano durante i lunghi mesi invernali.
Il colore verde cambia di significato a seconda delle regioni però, è sempre associato al soprannaturale (fate e folletti).
Il soprannaturale appartiene alla Natura quindi è rappresentato dal verde.
Le case erano decorate con la vegetazione: nell’entroterra, più che altro i sempreverdi, ma sulla costa, potevano essere usate anche le alghe.
Bruciare dei rami dell’albero di sorbo
Bruciare dei Rowan Twigs è una tradizione scozzese molto amata, nota per le sue proprietà protettive e mistiche. Si ritiene che l’albero di Rowan allontani gli spiriti maligni e ripristini l’armonia tra famiglie e vicini. Durante il Natale, bruciare i rami di Rowan aiuta a eliminare l’energia negativa e risolvere i conflitti persistenti. Storicamente, l’albero di Rowan era considerato per le sue qualità protettive e simboleggiava la sicurezza per alcuni clan scozzesi come i Malcolms e i MacLachlans.
I rami dell’albero di Rowan erano appesi anche sopra gli architravi e le mura della casa, per proteggersi contro i “Good Folk”, che si diceva fossero attivi in questo periodo dell’anno e pronti a causare problemi a chiunque non avesse preso le dovute precauzioni. Quale modo migliore di conoscere il Natale in Scozia se non attraverso le sue più antiche tradizioni?

Decorare la casa con agrifoglio e edera
Holly e Ivy (agrifoglio e edera) sono decorazioni iconiche nelle case scozzesi durante il Natale e sono immersi nel simbolismo celtico. L’agrifoglio rappresenta la protezione dal male, mentre l’edera simboleggia la resistenza e la vita eterna.
Le famiglie scozzesi usano queste piante per decorare porte, finestre e mensole, aggiungendo un tocco di natura al loro arredamento festivo. Spesso vi abbinato dei nastri tartan, mescolano Holly e Ivy perfettamente nell’eredità scozzese e nella bellezza naturale di questa stagione.
Durante il Natale in Scozia, le case sono ben decorate con accenti a tema tartan, che rappresentano l’eredità e l’identità culturale. Tra le decorazioni natalizie scozzesi più tradizionali, ci sono ghirlande piene di erica e ornamenti ispirati a cardo. Predominano le tonalità rosse, verdi e bianche che danno calore e celebrano la tradizione scozzese.
Nelle case puoi trovare calze a tema tartan, addobbi con kilt e cornamuse negli alberi di Natale e tante altre cose graziose.
Cuocere il pane di Yule
Cuocere il pane Yule è un’usanza scozzese tradizionale che affonda le radici nelle isole Shetland e nelle Orcadi. Una volta, serviva per celebrare il solstizio d’inverno, ma dopo la legge del 1640 cuocere il pane di Yule fu vietato in Scozia per quasi quattro secoli.
Ciò nonostante, questa tradizione è sopravvissuta e continua ancora oggi come simbolo di unione familiare durante il Natale. Il pane di Yule fatto con semi di cumino, ha una forma simile al “bannock” e sembra una corda intrecciata disposta in un cerchio che rappresenta il sole e “the Sacred Three”.
C’è tanto folklore e molta simbologia dietro questa tradizione e non tutte le informazioni che ho raccolto sono congruenti. La pagnotta rotonda rappresenterebbe il sole, i semi di cumino, invece, hanno diversi significati.

Spesso si aggiungevano degli oggetti all’impasto e si usavano anche per creare ciondoli d’amore.
In passato il pane di Yule era lasciato sotto ai letti dei neonati. Si pensava che in questo modo gli spiriti, costretti a contare i semi, non riuscissero a portare via i bambini.
Un’antica tradizione era quella di cuocere un pane di Yule per ogni membro della famiglia. Chiunque avesse trovato un ciondolo nel suo pane, avrebbe ricevuto buona fortuna per il resto dell’anno.
Questo pane non si mangia subito ma va conservato per mangiarlo il giorno di Natale. Se il pane si spezza è considerato segno di sfortuna per l’anno a venire, se invece si mantiene intatto se ne può conservare un pezzetto come portafortuna.
Si usa lasciare una candela nel mezzo del cerchio del pane, facendola bruciare per tutta la notte. Ai fornai, nel periodo del divieto, era chiesto di denunciare e segnalare chiunque chiedesse ancora di cuocere il pane di Yule. Se siete curiosi sugli ingredienti e la preparazione di questo pane, potete dare uno sguardo a questo link.

Scottish Christmas Monster
Probabilmente avrai già sentito parlare di “Krampus”, una bestia simile a una capra, che terrorizza i bambini birichini quando arriva il Natale. Il demone è famoso perché picchia i bambini cattivi con rami e bastoncini e li trascina persino all’inferno o li mangia a volte! Il Krampus non è l’unica creatura che terrorizza i bambini durante le festività.
Si narra che sull’isola di Islay si racconti la storia di “Crom Dubh Na Nollaig” o “the Dark Crooked One of Christmas” una creatura spesso rappresentata come un mostro simile a una capra con enormi corna, denti aguzzi e occhi luminosi.
I bambini con questa storia vengono messi guardia delle conseguenze di un cattivo comportamento durante il Natale. Secondo la leggenda, le urla del camino avvisano del suo arrivo, sebbene spesso questi rumori non siano altro che il vento invernale che soffia impetuoso.
Questa tradizione di mostri natalizi scozzesi, sebbene oggi è per lo più dimenticata, una volta era una parte importante dei riti festivi. Sebbene la celebrazione di Crom Dubh sia sbiadita, la Scozia continua ad abbracciare vecchie usanze che aggiungono quel tocco di fascino in più al Natale.

Scartare un Christmas crackers
Altra usanza scozzese è quella nota come “Christmas crackers”. Niente che si mangia, tutt’altro!
Questi crackers hanno l’aspetto di una grossa caramella, all’interno della quale si nasconde un regalino. Si aprono tirandoli alle estremità e fanno un piccolo botto, dovuto al cracker snap ovvero al “bastoncino di carta” che si trova al suo interno.
Di solito si mettono in tavola, ne avete mai aperto uno? Noi no purtroppo, perchè come vi abbiamo già detto, non abbiamo trovato posto per mangiare a Natale l’anno scorso!
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L’usanza della divinazione
La divinazione era un’usanza molto popolare un tempo. Gli scozzesi si rivolgevano spesso alla divinazione per predire il futuro. Il Natale non ha fatto eccezione (specialmente durante il periodo del divieto)! Durante lo Yuletide, i giovani ragazzi si pungevano i pollici con i bordi taglienti delle foglie di agrifoglio e ogni goccia di sangue che usciva, rappresentava un anno di vita.
Il giorno della vigilia di Natale, una persona ancora single, incrinava un uovo e faceva cadere il suo contenuto in una tazza. La forma del bianco d’uovo che si creava dopo la rottura, determinava la professione del possibile innamorato.
L’uovo poi si mescolava in una torta. Se la torta si rompeva durante la cottura, la persona avrebbe avuto sfortuna nell’anno a venire. Altra usanza era quella di spazzare le ceneri del camino e leggerle, come un indovino legge le foglie di tea.
Molti scozzesi piantavano davanti alla loro casa uno dei quattro alberi sacri (Rowan, nocciolo, betulla bianca o frassino) oppure ne portavano un rametto appuntato al petto, per tenere lontani gli spiriti maligni.
Il 21 dicembre, nel giorno del solstizio, la famiglia si riuniva per spegnere il fuoco che poi era riacceso per marcare il ritorno della luce e la fine dell’anno. Era considerata la peggiore delle sfortune far spegnere il fuoco! Dopotutto, conosciamo le superstizioni prevalenti delle Highlands di un tempo.

Intonare canti di Natale della tradizione scozzese
La tradizione dei Christmas Carols è molto sentita in Scozia durante le festività natalizie. Dai classici canti come “Auld Lang Syne” ai tradizionali brani scozzesi, queste canzoni rendono vivo lo spirito del Natale. Molti canti scozzesi sono intonati in gaelico, aggiungendo un tocco culturale unico alle celebrazioni del Natale.
Le comunità si riuniscono spesso per cantare nelle chiese, nei mercati o persino nel quartiere, dove le melodie creano un senso di calore e gioia. Il ruolo della musica nelle celebrazioni natalizie scozzesi non può essere sopravvalutato, poiché trascende le generazioni e avvicina le famiglie.
Qui trovi un approfondimento sulla musica tradizionale scozzese.

Posizionare candele alla finestra
Nei paesi scandinavi la sera prima del giorno di Santa Lucia (13 dicembre), si usava spegnere tutti i fuochi della casa, che venivano riaccesi la mattina del 13, dalla figlia più piccola. La giovane con indosso una coroncina con delle candele accese, andava a svegliare i famigliari uno per uno, accendendo le loro candele.
In Scozia la candela si metteva sul black bannock, una sorta di torta alla frutta compressa e pesantissima, che si faceva ad ottobre. Il black bannock, insieme al whisky e al carbone (o torba), si portava come augurio nelle case dei vicini durante il “First Footin”.
La sera dell’ultimo dell’anno (prima era il 6 gennaio, come da calendario celtico, poi è diventato il 31 dicembre), tutti lasciavano le luci accese e le porte delle casa aperte, così che i vicini potessero andare di casa in casa, portando i 3 doni e stando svegli fino al mattino.
Accendere una candela alla finestra è anche un modo per dare il benvenuto a uno sconosciuto nella notte. Onorando la visita di uno straniero nella notte, si onora la Sacra Famiglia, che ha cercato rifugio la notte della nascita di Cristo.

Scambiarsi le Christmas cards
Altra tradizione legata al Natale in Scozia è quella delle Christmas cards, un’usanza sia inglese che scozzese. Riguarda lo scambio/spedizione di lunghi biglietti di auguri, con un resoconto sull’anno appena passato e buoni auspici per l’anno che verrà. Più che bigliettini sono vere e proprie lettere!
Anche tu lo fai? A me piace tanto questa tradizione, che la mia famiglia coltiva da quando sono bambina!
Sembra che l’idea del biglietto per scambiarsi i migliori auguri per un nuovo anno, venne promossa a Edimburgo dallo stampatore e editore di Leith, Charles Drummond nel 1841. Le carte specificamente destinate ad un “Buon Natale” sono state inventate dall’inglese Sir Henry Coleun paio di anni dopo.
Intrattenimento e spettacoli
Per quanto riguarda l’intrattenimento, c’era una vecchia pratica dell’800 ormai abbandonata, che merita di essere raccontata perché è curiosa. Circa un mese prima delle vacanze, era nominato un membro della famiglia che si occupa delle festività natalizie.
In passato questo individuo era chiamato “The Abbot of Unreason” ed era responsabile dell’intrattenimento e della festa. Prima che un atto del Parlamento li bandisse, supervisionavano le attività in famiglie numerose, nei tribunali e in città.

Usanze degli agricoltori
Gli agricoltori a volte andavano nella stalla la vigilia di Natale, per leggere un capitolo della Bibbia al loro bestiame e ai cavalli, per proteggerli dal male per l’anno a venire. Agli animali inoltre si offiva una colazione speciale a Natale e i proprietari di bestiame li nutrivano con le proprie mani il mattino di Yule.
A Uist la mattina del Natale, era tradizione che gli anziani chiedessero ai più giovani di andare con le loro barche lontano dalla riva. Doveva fare esattamente 707 colpi di remo, prima di lanciare le reti nell’acqua per pescare.
II pesci catturati in questa occasione erano dati ai poveri o agli anziani, come omaggio a San Pietro, re dei pescatori.
The first footing
ovvero “Il primo passo o primo visitatore” era una tradizione legata al Natale in Scozia, che poi si legò sempre più al Capodanno.
Come ti ho già anticipato, era usanza che la prima persona a visitare una casa nell’anno nuovo, non arrivasse mai a mani vuote, ma portasse con se tre doni: bannock, whisky e torba (o carbone). Dopo che il Natale fu abolito, questa usanza slittò al capodanno ed è in auge ancora oggi.
Christmas Jumper day
Come si festeggia il Natale in Scozia? Infine va nominato il #ChristmasJumperDay: un bel giorno di dicembre le persone si fanno bersaglio delle prese in giro di amici e colleghi, andando al lavoro indossando capi imbarazzanti a chiaro tema natalizio.
Abbiamo visto diverse persone indossare maglioni come questi durante il periodo natalizio, sia nei ristoranti che in alcuni negozi. Trovo che l’idea sia super simpatica!

Christmas pudding
Un’altra tradizione legata al Natale in Scozia ci è stata raccontata a Callander house e riguarda il Christmas pudding.
Questo dolce deve essere mescolato da tutti i membri della famiglia, guardando fuori dalla finestra, per 3 volte in senso orario (o antiorario, non ricordo esattamente) dopo di che, si può esprimere un desiderio. Presto ti saprò dire se il mio si è avverato.
Stando alle informazioni raccolte sembrerebbe che indipendentemente dagli effetti che la riforma ha avuto sul Natale, le tradizioni esistono ancora in Scozia.
Alcune sono cambiate, altre sono differenti da regione a regione, altre ancora potrebbero sembrare un pò particolari ma rimangono comunque nei ricordi degli scozzesi in tutto il mondo. Abbracciarne solo alcune o adattarle alla propria visione della tradizione scozzese del Natale, farà in modo che non scompaiano mai veramente.
Qui ti racconto tutti sui mercatini e il Natale a Glasgow ed Edimburgo, dacci uno sguardo se l’argomento ti interessa.
Se ti è piaciuto condividi l’articolo e dicci cosa ne pensi. Conoscevi la tradizione del Natale in Scozia? Scrivici nei commenti e se vuoi raccontaci la tua esperienza.
Ps. Se conosci qualche altra tradizione o, se alcune delle informazioni che abbiamo raccolto, sono inesatte, ti preghiamo di segnalarcelo, commentando qui sotto, oppure mandandoci una mail a scoziaontheroad@gmail.com – Grazie.
NB. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e Ivan Balducci 2017-2025 o concesse in uso dai legittimi proprietari. Vietato ogni uso.
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8 comments
L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.
Mille grazie :-)
Woow! Che lavoro di ricerca! Complimenti per la vostra grande passione per la Scozia.
Molto interessante!
Ciao Gina, grazie!! C’è stata davvro tanta ricerca dietro ed ho chiesto qualche chiarimento anche ad alcuni amici scozzesi, per imparare qualcosa di più. Ci piacerebbe approfondire di più, abbiamo trovato qualche libro molto interessante … se lo trovo :-)
Quante notizie interessanti … e poi quel pane delizioso?: grazie mille e tanti auguri!
Grazie! :-) Tanti cari auguri di Buone Feste a te e alle persone che ti sono care !
Sono una patita del Natale e delle sue diverse interpretazioni nel mondo. Devo ammettere che mi hai aperto gli occhi su tradizioni a me sconosciute, soprattutto per quanto riguarda il pane delizioso. Complimenti per le tue ricerche e per il modo scorrevole di trasporle.
Grazie Annalisa, apprezzo davvero molto le tue parole. Sono sempre tanto curiosa sulle tradizioni e le culture e mi piace tantissimo approfondire e scorprire cose che prima non sapevo!