La Stone of Scone, conosciuta anche come pietra del destino (Stone of Destiny), è uno dei simboli più potenti della storia scozzese. Si tratta di un blocco di arenaria rossa utilizzato per secoli durante le incoronazioni dei sovrani: non solo dei re di Scozia, ma anche dei re del regno di Dalriada prima di loro.
Il suo nome richiama immediatamente destino, potere e legittimità, elementi che per secoli si sono intrecciati attorno a questa pietra. La Stone of Scone misura circa 66 × 42 × 27 cm e pesa circa 152 kg. Sulla superficie è incisa una croce, mentre ai lati sono presenti due anelli di ferro, probabilmente utilizzati per il trasporto.
Per secoli la pietra fu custodita presso l’Abbazia di Scone, vicino a Perth, luogo simbolico delle incoronazioni scozzesi. Tutto cambiò nel 1296, quando re Edoardo I d’Inghilterra la portò a Londra come bottino di guerra, trasformandola in un simbolo del dominio inglese sulla Scozia.
Da quel momento la Stone of Scone venne collocata sotto la Sedia dell’Incoronazione nell’Abbazia di Westminster, dove rimase per oltre 700 anni. Qui furono incoronati i sovrani d’Inghilterra e, successivamente, quelli del Regno Unito.
Nel 1950 la pietra fu protagonista di un clamoroso furto da parte di studenti scozzesi, evento che contribuì ad accrescere il suo valore simbolico. Solo nel 1996 venne ufficialmente restituita alla Scozia.
Dopo essere stata esposta per anni al Castello di Edimburgo, oggi la Stone of Scone si trova al Perth Museum, dove è protagonista di una moderna esposizione dedicata alla sua storia. Una sua copia esatta si trova sulla collina di Moot Hill a Scone Palace.
La Stone of Scone è stata fisicamente portata a Westminster Abbey per l’incoronazione di Elisabetta II nel 1953 e, più recentemente, per quella di Carlo III nel 2023, dove è stata collocata accanto alla Coronation Chair. In entrambe le cerimonie la pietra non è stata posizionata sotto il sovrano come nella tradizione storica: nel 1953, pur essendo presente, non ha svolto il ruolo rituale di emettere il segnale del vero re, mentre nel 2023, per motivi di sicurezza e conservazione, è rimasta simbolicamente parte del rito senza partecipare al gesto originale.

Stone of Scone: origini e significato della pietra del destino
L’origine della Stone of Scone, conosciuta anche come pietra del destino, si perde tra storia e leggenda. Ancora oggi non esiste una versione univoca sulle sue origini e il confine tra realtà e mito rimane sottile, contribuendo ad alimentare il fascino che circonda questa antica reliquia.
Secondo una delle tradizioni più antiche, la storia della pietra affonda le sue radici addirittura nella Bibbia. Si racconta che il patriarca Giacobbe, figlio di Isacco, durante il suo viaggio verso Haran si fermò a riposare nei pressi di Luz, utilizzando una pietra come cuscino – il cuscino di Giacobbe.
Durante la notte ebbe una visione: una scala che dalla terra saliva fino al cielo, lungo la quale gli angeli salivano e scendevano. In quel sogno Dio gli promise protezione e la terra su cui si trovava.
Al risveglio, Giacobbe consacrò quella pietra ungendola con olio e chiamò quel luogo Betel, ovvero “Casa di Dio”. Secondo questa tradizione, quella stessa pietra sarebbe diventata la cosiddetta Pietra dell’Alleanza (Genesi 28, 10-22).
Accanto al racconto biblico, esistono numerose leggende che collegano la Stone of Scone a un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo e l’Europa. Secondo la tradizione, la pietra sarebbe partita dalla Terra Santa per poi passare attraverso l’Egitto, la Sicilia, la Spagna e infine l’Irlanda.
Da qui sarebbe stata portata in Scozia da Fergus Mór mac Eirc, re del regno di Dalriada, e collocata a Dunadd, antico centro reale. In seguito, nel IX secolo, Kenneth MacAlpin avrebbe trasferito la pietra a Scone, destinandola alle incoronazioni dei re scozzesi.
Ancora oggi non esistono prove storiche definitive che confermino queste versioni, ma queste storie hanno contribuito a trasformare la Stone of Scone in un simbolo carico di significati religiosi, politici e identitari.
Da Betel fino alla Scozia, la storia della Stone of Scone si intreccia con leggende di faraoni, esili e viaggi epici. Se il racconto biblico ci collega al cuscino di Giacobbe, le tradizioni successive tracciano il percorso della pietra attraverso il Mediterraneo e le isole britanniche, fino a diventare il simbolo sacro delle incoronazioni scozzesi.

Come la pietra del destino arrivò in Scozia
Nessuno sa con certezza come la Stone of Scone sia arrivata in Scozia, ma le leggende raccontano un viaggio che attraversa secoli e continenti, intrecciando mito e storia.
Secondo la tradizione, la pietra ebbe origine in Palestina e, dopo il saccheggio del Tempio di Gerusalemme, venne trasportata in Egitto, dove divenne nota come la pietra del faraone. Si narra che circa 1.400 anni prima di Cristo un faraone ebbe una figlia, Scota, che sposò Ghídel Glas. Esiliata dall’Egitto, Scota si stabilì nella Spagna nord-occidentale, portando con sé la pietra come prezioso tesoro.
I suoi discendenti, noti come gli Scoti, conquistarono poi l’Irlanda e, infine, quando migrarono verso le terre che oggi conosciamo come Scozia, portarono con loro il blocco di arenaria di 152 kg, conosciuto anche come Jacob’s Pillow Stone. Questa pietra sarebbe la stessa venerata come An Lia Fàil, uno dei quattro grandi tesori dell’Irlanda, usata per incoronare i re.
Secondo la tradizione, la pietra fu benedetta da San Patrizio e, durante le sue missioni, utilizzata da San Columba come altare itinerante. Quando iniziarono le incursioni vichinghe, la Stone of Scone fu trasferita all’Abbazia di Scone nel Perthshire, diventando il simbolo delle incoronazioni scozzesi.
Le leggende attribuiscono alla pietra proprietà quasi magiche: An Lia Fàil, “la grande pietra del fato o del destino”, emetterebbe un suono quando vi si siede un vero re e si dice che conferisca prosperità e longevità a chi viene incoronato su di essa.
Le prime tracce della Stone of Scone tra mito e storia
Le prime menzioni leggendarie della Stone of Scone in Scozia risalgono al VI secolo d.C., quando il sovrano Murtag MacErc consegnò la pietra a suo fratello Fergus, incoronato re del regno di Dalriada. Secondo la tradizione, Fergus fu il primo sovrano a essere incoronato sulla pietra del destino, segnando l’inizio della linea reale scozzese e ponendo le basi per la futura Scozia.
Nel 846 d.C., il re Kenneth I MacAlpin trasferì la pietra a Scone, affidandola ai monaci agostiniani dell’abbazia. Da quel momento in poi, la pietra venne utilizzata per l’incoronazione di tutti i successivi re di Scozia, guadagnandosi il nome che ancora oggi la identifica: Stone of Scone.
Oltre a Scone, la pietra fu collocata in luoghi simbolici come Iona, Dunadd e Dunstaffnage, testimonianza del suo ruolo sacro e politico. La tradizione vuole che San Columba l’abbia usata come altare itinerante durante le sue missioni, e che il materiale e l’aspetto della pietra possano variare nelle descrizioni: alcuni parlano di marmo bianco, altri di basalto nero, collegandola al leggendario cuscino di Giacobbe.
Nel corso dei secoli, la pietra ha avuto diversi nomi, riflettendo le culture e le lingue che l’hanno venerata:
- Saxum Fatale (in latino)
- An Lia Fàil (in gaelico irlandese)
- Pietra dell’Incoronazione
- Stone of Scone o Stone of Destiny, il nome con cui è conosciuta oggi.

Leggende e misteri della Stone of Scone
Il primo sovrano a unire le terre che oggi conosciamo come Scozia fu Kenneth I MacAlpin (c. 810–858), re di Dal Riata e dei Pitti. Prima della sua ascesa, la Scozia era divisa in più regni: il Dal Riata, che comprendeva parti dell’Irlanda del Nord e dell’odierna regione scozzese di Argyll & Bute, e i regni dei Pitti, un popolo dalle tradizioni antiche e misteriose.
Secondo la tradizione leggendaria, dopo una sconfitta subita dai Vichinghi nel 839, Kenneth riuscì a unire i regni dei Pitti e dei Dalriada, diventando il primo sovrano della Scozia unificata.
La leggenda narra che, durante un banchetto a Scone, Kenneth avrebbe intrappolato i nobili pitti sotto le panche approfittando della loro ingordigia. Mentre erano intrappolati in qualche strano congegno furono tutti massacrati e questo gli permise di consolidare il suo potere.
Questo episodio, noto come la “strage dei Pitti”, è considerato più una narrazione mitica che un fatto storico documentato.
Ciò che è certo è che Kenneth MacAlpin fu incoronato a Scone come re della Scozia, e secondo la tradizione utilizzò la Stone of Scone per legittimare la sua incoronazione, trasformando la pietra in un simbolo di potere e continuità dinastica. Da allora, la pietra è rimasta al centro di riti e leggende, alimentando il fascino che ancora oggi la circonda.
La sedia di Edorado
Nel 1296 Edoardo I d’Inghilterra, noto come “il martello degli scozzesi”, invase la Scozia e sottrasse al paese molti dei suoi simboli nazionali. Tra questi, la Stone of Scone, che fu portata all’Abbazia di Westminster come bottino di guerra.
Per incorporare la pietra nella cerimonia delle incoronazioni, la posero in una sedia di legno appositamente costruita, conosciuta come la Coronation Chair o “sedia di re Edoardo”, che divenne il sedile tradizionale su cui venivano incoronati quasi tutti i sovrani inglesi.
Nel 1297, Edoardo I commissionò al Maestro Walter, pittore di corte, la decorazione della sedia con motivi di uccelli, fogliame e animali su sfondo dorato, mentre sullo schienale fu dipinta la figura di un re con i piedi poggiati su un leone. Sotto il sedile è presente una piattaforma con una cavità destinata a contenere la Stone of Scone.

Nel XVI secolo furono aggiunti quattro leoni dorati a fare da gambe alla sedia, sostituiti nel 1727. Oggi sopravvivono solo tracce della vernice originale e la sedia mostra evidenti segni di danneggiamento e graffiti.
Dall’incoronazione di Edoardo II nel 1308, quasi tutti i monarchi inglesi sono stati incoronati su questa sedia. Fanno eccezione Edoardo V e VIII, la regina Maria I (incoronata dal Papa) e Maria II, incoronata come monarca congiunta insieme a suo marito William III.
Con il trattato di Northampton nel 1328, re Edward III dell’Inghilterra accettò di restituire la Stone of Scone agli scozzesi, ma la folla presente all’Abbazia impedì che la pietra fosse effettivamente rimossa.
La pietra rimase a Westminster fino al 1996, quando fu restituita ufficialmente alla Scozia. Tuttavia, è stata trasportata a Westminster Abbey per le incoronazioni moderne: nel 1953 per Elisabetta II e nel 2023 per Carlo III, dove è stata collocata accanto alla Coronation Chair. In entrambe le cerimonie, la Stone of Scone non è stata posizionata sotto il sovrano come nella tradizione storica, rimanendo parte del rito in modo simbolico e senza svolgere il ruolo rituale originale.

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Il furto della pietra del destino e il suo ritorno in Scozia
Il 25 dicembre 1950, un gruppo di nazionalisti scozzesi trafugò la Stone of Scone dall’Abbazia di Westminster. Durante il furto, la pietra si ruppe in due parti e il pezzo più grande fu portato in Scozia. I responsabili riuscirono a eludere i controlli di frontiera e scomparvero senza lasciare tracce.
Il governo britannico avviò una ricerca estesa per recuperare l’altra parte della pietra, senza successo. L’11 aprile 1951, la pietra fu lasciata sull’altare dell’Abbazia di Arbroath, sotto la custodia della Chiesa di Scozia, scelta come luogo simbolico perché lì, nel 1320, era stata firmata la dichiarazione di Arbroath, a ribadire il diritto degli scozzesi alla libertà.
La polizia di Londra, informata del ritrovamento, recuperò la pietra del destino e la riportò a Westminster. Nel corso degli anni circolarono voci secondo cui esisterebbero delle copie della Stone of Scone e che la pietra sottratta non fosse quella originale, custodita in un luogo segreto noto a pochi.
Nel 1996, il governo britannico restituì ufficialmente la Stone of Destiny al popolo scozzese, trasferendola al Castello di Edimburgo, suscitando un certo disappunto tra gli abitanti di Perth. La pietra fu restaurata da Robert Gray, scalpellino di Glasgow, riportandola alle condizioni originarie.

La Stone of Scone è autentica? Teorie e dubbi sulla pietra
John Balliol fu l’ultimo re scozzese a essere incoronato sulla Stone of Scone nel 1292, prima che Edoardo I la portasse via in Inghilterra. Tuttavia, la vera identità della pietra trafugata da Edoardo è stata a lungo oggetto di dibattito.
Una teoria sostiene che i monaci dell’Abbazia di Scone abbiano nascosto la vera pietra nel fiume Tay o che la seppelirono a Dunsinane Hill, facendo sì che le truppe di Edoardo portassero via solo una copia. Altri racconti indicano che Robert the Bruce possa averla spostata a Dunstaffnage, Iona o Skye, mentre alcuni insistono sul fatto che fosse sepolta sulla collina di Dunsinnan, sopra Scone, e che il segreto della sua posizione sia stato tramandato da padre in figlio per generazioni.
Robert Gray, lo scalpellino che riparò la pietra nel 1996, dichiarò che negli anni ’30 aveva realizzato numerose copie della Pietra del Destino e non era del tutto sicuro che quella restituita a Londra fosse l’originale. Nessuno sa con certezza se queste voci siano vere o solo un’altra leggenda legata alla pietra.
La leggenda racconta anche origini più mitiche: c’è chi sostiene che il re Edoardo abbia preso davvero il cuscino di Giacobbe, sul quale il patriarca biblico posò la testa mentre sognava gli angeli ascendere al cielo. Altri ancora affermano che la pietra sia un frammento di stella cadente o un blocco di basalto nero con proprietà soprannaturali.

Moot Hill e l’Abbazia di Scone: il luogo delle incoronazioni
La cappella di Scone si erge su Moot Hill, e di fronte ad essa si trova una riproduzione della Stone of Scone, simbolo nazionale scozzese. Il blocco poggia su due montanti, formando una sorta di panchina di pietra.
Nel Medioevo, questo era il sito della grande Scone Abbey, abbazia agostiniana di cui oggi restano solo frammenti architettonici. La presenza della pietra del destino in questo luogo spiega l’importanza storica di Scone e il ruolo centrale della collina nelle incoronazioni scozzesi.
Moot Hill era l’antico luogo d’incoronazione dei re di Scozia. La collina si trova davanti a Scone Palace ed è coronata da una piccola cappella presbiteriana, costruita nel 1804 in stile gotico. Al suo interno è conservato un monumento in alabastro dedicato a David Murray, primo visconte Stormont, e funge da mausoleo per la famiglia Murray, conti di Mansfield.
Secondo la tradizione, la collina sarebbe stata creata accumulando zolle di terra portate dai nobili che assistevano alle incoronazioni, come segno di accettazione del sovrano. Tuttavia, è più probabile che si trattasse del sito di un antico castello. La pietra del destino aveva un ruolo simbolico fondamentale: nessun re scozzese poteva regnare legalmente senza essere incoronato sulla Stone of Scone a Scone.

L’incoronazione di Robert the Bruce
Una delle incoronazioni più memorabili nella storia scozzese avvenne a Scone con Robert the Bruce nel 1306. Dopo aver ucciso il rivale John Comyn, Bruce fu scomunicato dal Papa e aveva bisogno di legittimare rapidamente la sua rivendicazione al trono di Scozia. Si recò quindi a Scone per essere incoronato re.
Secondo la tradizione, il conte di Buchan avrebbe dovuto posare la corona sulla testa di Robert, ma sembra che né Buchan né la corona fossero presenti a Scone. Probabilmente fu la contessa di Buchan, sorella di Bruce, a incoronarlo usando un cerchietto d’oro al posto della corona ufficiale.
Va ricordato che la prima incoronazione registrata a Scone fu quella di Kenneth MacAlpin, considerato il primo re della Scozia unificata. Kenneth utilizzò la Stone of Scone per legittimare il suo potere, stabilendo una tradizione che sarebbe continuata per secoli con tutti i sovrani scozzesi.
L’incoronazione di re Carlo III sulla Stone of Scone
La Stone of Scone, conferma Historic Environment Scotland, è stata trasferita dal Castello di Edimburgo all’Abbazia di Westminster per la cerimonia di incoronazione di Carlo III, per poi essere immediatamente restituita in Scozia.
La Scozia ha accettato di “prestare” questo simbolo di identità e autonomia nazionale, nonostante le tensioni politiche degli ultimi anni anche a causa della Brexit. La pietra, pur essendo presente alla cerimonia, non ha svolto il tradizionale ruolo rituale di segnalare il vero re quando il sovrano si siede sulla Coronation Chair, perché nelle incoronazioni moderne non viene collocata stabilmente sotto il monarca.
Dopo la morte della Regina Elisabetta II, Carlo fu proclamato re per garantire la continuità del governo. La cerimonia di incoronazione si è svolta successivamente, in una data ufficiale designata appositamente per il rito.
Pur potendo scegliere un nome regale diverso, Carlo ha mantenuto il suo nome di battesimo, diventando Carlo III. Questo nome ha radici nella tradizione scozzese, collegandosi alla dinastia degli Stuart, piuttosto che agli Hannover da cui discende Elisabetta. Che Carlo abbia tenuto questo nome per rispetto alla Scozia e mantenere il Regno unito?
Alcune fonti consultate per scrivere l’articolo:
