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La gola del Furlo: natura, storia e bellezza del Canyon delle Marche

by Ale Carini 5 Dicembre 2023
by Ale Carini Published: 7 Marzo 2019Updated: 5 Dicembre 2023 15 minuti read
6,4K

La gola del furlo o Passo del furlo, è una delle attrazioni da non perdere nelle Marche. Si trova tra il monte Pietralata e il monte Paganuccio, in provincia di Pesaro Urbino e si è creata grazie alla forza erosiva del fiume Candigliano.

Qui ti aspettano strapiombi e splendidi giochi di luce sull’acqua, sentieri circodanti da straordinari scenari e il tempo sembra essersi fermato a quando Mussolini, transitò lungo queste strade.

Nel 2001 è stata istituita la Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, un ambiente incontaminato, popolato dall’aquila reale e dal falco pellegrino. Qui abitano molte speci come: il gufo reale, il picchio muraiolo e la rondine montana. Al Furlo vivono lupi, caprioli, daini e cinghiali.

La vegetazione che ricopre le cime del massiccio è costituita in prevalenza da querceti con roverella, carpino nero, orniello, acero, sorbo.

La Riserva Naturale State Gola del Furlo è un autentico paradiso, attraversato dal fiume Candigliano, che si insinua tra le pareti rocciose della Gola, dove la magnificenza del paesaggio si unisce a una ricchezza naturalistica senza eguali.

La Gola del Furlo è un dei luoghi perfetti per ammirare il foliage nelle Marche: sei ami l’autunno e i suoi colori, non puoi perderlo!

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la bellezza della Gola del Furlo
Indice dell'articolo
  • Come visitare la Gola del Furlo
  • Passeggia lungo la strada consolare Flaminia
  • Visita la galleria lunga – cosa fare alla Gola del Furlo
  • Scopri la galleria piccola
  • Ammira la grotta del grano
  • Affacciati a ammirare la diga
  • Rilassati al Parco la Golena
  • Scendi fino al chiavicotto
  • Scopri il centro visite e il Museo del Territorio
  • Le Epigrafi e la mutatio “ad intercisa”
  • Come si è formata la Gola del Furlo
  • Il Furlo nelle vicende storiche
    • Gli anni delle guerre mondiali
  • Cosa vedere vicino alla Gola del Furlo
    • Abbazia di San Vincenzo al Furlo
    • Il Castello di Pietralata
    • Escursione in kayak alle Marmitte dei Giganti
  • Gola del Furlo dove si trova e come arrivare

Come visitare la Gola del Furlo

Quanto tempo occorre per visitare la gola del Furlo? Per visitare questa zona, mezza giornata è più che sufficiente, a meno che tu non voglia percorrere qualche sentiero o visitare anche le zone limitrofe, in questo caso ti servirà più tempo.

In estate sconsigliamo di venire qui durante le ore più calde, perchè potrebbe essere molto più impegnativo. Se non puoi fare diversamente, ricorda di portare con te una protezione solare, un cappello e una borraccia con acqua fresca da tenere sempre a disposizione.

Il modo migliore per scoprire il Passo del Furlo è passeggiando o facendo trekking. Questa è una zona da gustare a piedi, con calma e senza fretta, per scoprire i suoi segreti.

Continua a leggere, ti racconto cosa vedere alla gola del Furlo e cosa fare nelle immediate vicinanze, per completare la tua escursione in questa zona delle Marche. Inoltre se ami il tartufo, ti suggerisco una sosta ad Acqualagna per pranzo, per guastare qualche piatto delizioso.

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la gola del Furlo e le sue particolarità

Passeggia lungo la strada consolare Flaminia

Una delle cose da fare alla Gola del Furlo è passeggiare lungo la strada consolare Flaminia. La via Flaminia, che in questo punto attraversa la gola del Furlo, fu realizzata attorno al 220 a.C. per volere di Gaio Flaminio, come collegamento tra Roma e Ariminum (Rimini).  

La strada, risaliva la vallata del Tevere fino agli Appennini dove, attraverso il passo della Scheggia, discendeva sul versante adriatico lungo la valle del Metauro, fino a Fanum Fortunae (Fano) da cui proseguiva per Pisaurum (Pesaro) per giungere fino a Rimini con un percorso lungo la costa.

Il tratto dell’antica via valicava qui l’Appennino, nell’impervia strettoia tra i monti Pietralata e Paganuccio, a sinistra del fiume Candigliano, in un percorso già frequentato in epoca preromana. Si respira la storia da queste parti, come in pochi altri posti.

Passa un pò di tempo a percorrere l’antica via Flamina e scopri tutte le vicende storiche, che si sono susseguite in questo luogo, trafficato sin da tempi lontanissimi.

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L’antica galleria lunga del Furlo

Visita la galleria lunga – cosa fare alla Gola del Furlo

La Via Flaminia comprende una galleria lunga e un piccola. Perchè si chiama Gola del Furlo? Gli antichi chiamaromo la via lunga “petra pertusa” o “forulus” da cui il nome di galleria del Furlo.

Vespasiano nel 77 d.C. la fece scavare nel suo punto più stretto, per consentire l’attraversamento degli Appennini, dal versante tirrenico a quello adriatico.

La nostra guida Guazzaroni Tatiana, ci ha raccontato che queste gallerie sono state scavate a mano con gli scalpelli. La roccia veniva prima bagnata con l’aceto, per renderla più lavorabile e poi scaldata. Se ti avvicini abbastanza alla roccia, toccala e guarda i segni bene, vedrai ancora tanti segni di scalpello, che hanno creato questo capolavoro, secoli fa.

Quanto è lunga la galleria del Furlo? E’ lunga 38,30 metri, larga al massimo 5,47 m e alta ben 5,95 metri.

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Scopri la galleria piccola

Vicino alla gallaria lunga, c’è la galleria piccola, lunga 8 metri, forse scavata dagli Umbri o dagli Etruschi. La piccola galleria si presenta disomogenea e considerate le ridotte dimensioni, appena idonea al passaggio di un carro alla volta.

Molti elementi fanno pensare che essa fosse dovuta ad un intervento di emergenza, al pari del muro di terrazzamento che si trova li vicino, che ne rafforza la struttura a rischio, situata sul margine del dirupo in frana.

Quando l’abbiamo visitata l’area era chiusa per lavori di ristrutturazione, ma abbiamo potuto sbirciare e fare ugualmente qualche foto per renderci conto lo stesso della sua bellezza.

Se ti avvicinerai abbastanza vederai i solchi nel terreno che indicano il passaggio sia in andata che al ritorno. Probabilmente c’era una via unica di percorrenza che conduceva in questo luogo.

I muri di sostruzione ancora oggi ben visibili, anche se in parte sommersi dall’acqua del moderno lago artificiale, sostenevano la carreggiata nei punti critici e raggiungevano qui, un’altezza eccezionale di circa 20 metri.

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cosa vedere alla gola del Furlo

Ammira la grotta del grano

Terminata la visita guidata, che ci ha permesso di conoscere la storia e tanti aneddoti legati a questo luogo, ci siamo fermati ancora per continuare ad esplorare la zona e abbiamo scoperto la “Grotta del grano”. Un grande riparo naturale, legato all’attività di transumanza dei pastori verso i passi appenninici, che testimonia come la zona fosse già frequentata fin dall’età preistorica.

Scavi archeologici riportarono alla luce un deposito antropozoico. I materiali rinvenuti erano per la maggior parte frammenti di ciotole, tazze, olle.

Il nome della grotta deriva dal rinvenimento avvenuto nell’Ottocento di una ricca provvista di grano e di altri cereali carbonizzati, attribuibile al periodo immediatamente successivo alla guerra greco-gotica, quando in questa zona, si verificò un incendio ad opera dei Longobardi.

Vitige, re dei Goti, aveva fatto costruire sulla Flaminia, a controllo della strada, il cosiddetto castello gotico che si ergeva tra la galleria di Vespasiano (che ne costituiva la porta orientale) e la Grotta del Grano, comprendente al suo interno case e baracche per i militari e le loro famiglie.

La fortezza in questo strategico punto di transito, fu oggetto di lunga contesa e venne conquistata più volte, ora dai bizantini ora dai goti. In fine i Longobardi in marcia verso Roma nel 571 d.C. distrussero definitivamente il castello con il fuoco.

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cosa fare alla gola del Furlo: scopri le dighe

Affacciati a ammirare la diga

Questa imponente diga fu realizzata nel 1922. È del tipo ad arco di gravità, alta 59 metri con uno sviluppo del coronamento di 50 metri ed è una tra le più famose e spettacolari del centro Italia.

Si resta impressionati della sua incredibile maestosità e i riflessi dell’acqua colpita dai raggi del sole, sono quasi accecanti in alcune ore del giorno.

Un vero peccato che non fosse aperta nel momento della nostra visita, perchè sappiamo da alcuni amici che quando l’acqua scorre, lo scenario diventa ancota più pittoresco e accattivamente.

Se ti piace l’Italia e vuoi vederla ogni giorno per 365 giorni, puoi acquistare il calendario Istadarium 2021, dove trovi anche un nostro scatto selezionato, proprio di questo luogo.

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passo del furlo - gola del furlo immagini
cosa fare alla Gola del Furlo: affacciati e scopri la magia

Rilassati al Parco la Golena

La Golena, è un grande parco pubblico adagiato ai piedi dei monti Paganuccio e Pietralata, nella gola del Furlo. È il luogo ideal per rilassarsi, prendere un pò di sole, fare una passeggiata lungo le rive del fiume Candigliano o fare un bel pic nic.

Il giorno che eravamo qui, c’erano anche gli stand enogastronomici che servivano il famoso tartufo di Acqualagna, famoso in questa zona delle Marche. Se non sei attrazzato per un pranzo fai da te, ci sono anche alcuni bar per comprare qualcosa.

Visita la nostra sezione Marche se stai organizzando un viaggio da queste parti. Trovi itinerari, borghi, curiosità, luoghi sacri e tanti spunti per arricchire la tua avventura

gola del furlo, il chiavicotto

Scendi fino al chiavicotto

ancora poco conosciuto, il chiavicotto, fu costruito per il deflusso della acque che dalla montagna sgorgavano verso la valle, situata a 100 metri più ad est, rispetto alla galleria di Vespasiano.

Specie rare floristiche protette vivono in questa riserva, come la Moehringia papulosa, particolarmente rara e nidi di acquile.

Il fiume divide in due quello che una volta era un unico massiccio, per milioni di anni solcato dal Candigliano, che ha lasciato una profonda spaccatura sul suo percorso. È anche per questo motivo che i monti racchiudono una sorprendente varietà di elementi interessanti.

La Gola è formata da un enorme parete di calcare spaccata in due, per erosione da parte delle acque, tra il Monte Paganuccio e il Monte Pietralata.

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cosa fare alla gola del Furlo nelle Marche

Scopri il centro visite e il Museo del Territorio

ll Centro Visite ospita il Museo del Territorio Lorenzo Mannozzi-Torini ad ingresso gratuito. Il Museo è costituito da due sezioni: quella geologica – paleontologica e quella faunistica e da una sezione dedicata al lavoro dell’uomo nelle cave.

Il museo è aperto dal venerdì alla domenica dalle 9.30 – 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00.

Ci sono quasi 52 km di sentieri distribuiti sul Monte Paganuccio e sul Monte Pietralata per godere delle eccellenze naturalistiche e dei panorami mozzafiato, che solo la Gola del Furlo può regalare. Al Centro Visite puoi reperire tutto il materiale informativo di cui hai bisogno e scegliere il percorso più adatto alle tue esigenze.

Disponibile in vendita anche la Cartina Escursionistica e i Quaderni del Furlo che sono libri di approfondimento archeologico e naturalistico. Tutti i sentieri sono percorribili gratuitamente e senza bisogno di alcuna prenotazione.

A questo link puoi scaricare la carta escursionistica della riserva naturale gola del Furlo e scaricare anche mappe e sentieri adatti ai bambini.

Le Epigrafi e la mutatio “ad intercisa”

Fai attenzione a non perdere nessun dettaglio e nessuno dei cartelli informativi che trovi lungo la strada. L’iscrizione CIL XI 6106 incisa sopra l’ingresso orientale della galleria, gemella di quella sull’altro ingresso, commemora la costruzione della galleria per volere dell’imperatore Vespasiano.

Una seconda iscrizione CIL XI 6107 apposta all’ingresso occidentale nel 246 d.C. per volere di Aurelio Munaziano, celebra la vittoria dell’imperatore Filippo l’Arabo contro il brigantaggio della zona.

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Alcuni briganti si erano stanziati al di là del fiume, sul monte Paganuccio e per cacciarli l’imperatore inviò alcuni militari della flotta, insediando in questo lato della galleria una stazione di polizia con 20 soldati. 

L’epigrafe rimase qui fino al 1886 quando l’ANAS decise di rimuoverla ed è ora conservata presso il Museo Oliveriano di Pesaro.

Con l’inizio della crisi dell’Impero romano e con la guerra guerra greco-gotica e la successiva discesa dei Longobardi, la Flaminia perse il suo valore commerciale e percorsa da truppe di militari e da briganti, divenne un punto di transito strategico molto ambito.

La piccola chiesa di Santa Maria che si trova all’uscita est della galleria, è stata costruita alla fine del ‘400 sulle rovine di un precedente edificio, coprendo parte del primo e più antico tracciato stradale della Flaminia.

In corrispondenza dell’attuale agglomerato del Furlo, si ritiene che fosse ubicata la mutatio di Intercisa, ossia un punto di sosta lungo la strada consolare utilizzato dai viandanti per cambiare cavallo e per rifocillarsi.

Il suo significato letterale “rocce tagliate” deriva dai tagli praticati sul fianco del monte per ricavare la strada. Il nuovo nome “Petra Pertusa” e cioè “roccia perforata” sono evidenti richiami alla galleria fatta da Vespasiano.

Come si è formata la Gola del Furlo

La Gola del Furlo è il risultato di un processo di antecedenza: la Gola è stata incisa dal corso d’acqua, contemporaneamente al sollevamento della dorsale appenninica, grazie alla presenza di fratture e faglie.

Il complesso montuoso che avvolge la gola del Furlo è formato da calcari di origine sedimentaria, appartenenti alla cosiddetta successione Umbro-marchigiana, che risale ad un periodo che va da 240 e 15 milioni di anni fa.

Le formazioni rocciose del Giurassico, che affiorano nella Gola del Furlo e nel Bosso, sono ricche di ammoniti, molluschi cefalopodi a conchiglia ritorta che erano molto diffusi nei mari del Mesozoico. La Gola del Furlo è uno dei giacimenti più ricchi e famosi d’Europa.

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Il Furlo nelle vicende storiche

Il popolo italico che per primo comprese l’importanza della viabilità nell’economia fu quello etrusco, che costruì la strada di collegamento tra Roma e Rimini, l’attuale Flaminia, chiamata così due secoli più tardi dal console Flaminio, che la fece lastricare. La conquista del Furlo da parte dei Romani, avvenne senza difficoltà nel 295 a.C., dopo aver sbaragliato la confederazione italica a Sentino (Sassoferrato).

Il luogo divenne un passo molto transitato e Flavio Vespasiano, fece scavare una nuova galleria (tuttora aperta al traffico e che abbiamo percorso sia a piedi che in auto), i cui lavori terminarono nel 76 dopo Cristo.

La zona fu poi sede di conquista e battaglia tra Goti e Bizantini, che a turno la conquistarono e dominarono. Nel 1234, con la conquista di Urbino da parte di Buonconte da Montefeltro, il Furlo entrò a far parte del territorio dei Montefeltro e restò nelle tenebre.

L’avvento dei Della Rovere non migliorò la situazione e il Furlo pullulava di banditi. Solo nel 1631 come il Ducato d’Urbino, fu incorporato nello Stato Pontificio. Le condizioni di difficoltà per la caduta di massi, l’incuria e la presenza di malviventi, non si attenuarono e nel 1771, le poste pontificie si videro costrette ad evitare la gola.

Fu solo nel 1797 che i francesi portarono al Furlo il vento della rivoluzione e pensarono di bonificare la gola insediandovi un comando militare. Il 17 settembre 1860 il Furlo passò ai Savoia e il 17 marzo 1861 entrò a far parte del regno d’Italia. Nel 1863 il passo fu liberato dalla presenza dei banditi e reso sicuro.

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Gli anni delle guerre mondiali

La prima guerra mondiale non lo coinvolse ma l’area suscitò interesse per i collegamenti tra Roma e il fronte, soprattutto dopo l’avvento delle automobili. E fu proprio l’automobile che fece conoscere ai dirigenti dell’U.N.E.S. di Milano, il Furlo e li convinse dell’alta possibilità di guadagno con le acque del Candigliano.

Nel 1922 vi passò Mussolini, le cui soste lo portarono a contatto con l’albergatore Candiracci. Nel 1936 la milizia forestale volle immortalare l’immagine del Duce attraverso il famoso profilo nella montagna.

La guardia forestale negli anni trenta riprodusse il profilo del duce grazie ad un’opera di scavi e muretti, sul crinale del monte Pietralata e durante la II guerra mondiale un gruppo di partigiani distrusse l’opera.

Oggi il profilo del duce è ancora parzialmente riconoscibile, anche se noi non siamo riusciti a distinguerlo.

Durante la seconda guerra mondiale il Furlo visse momenti di tensione ma non fu teatro di feroci scontri. Gli anni settanta furono invece anni devastanti, soprattutto per il paesaggio rovinato dall’attività delle cave. Negli anni ottanta sono state costruite due nuove gallerie di 3391 metri. Da allora sono queste gallarie che assorbono il traffico della Flaminia, restituendo la gola alla gioia dei suoi estimatori.

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cosa vedere vicino alla Gola del Furlo: Abbazia di San Vincenzo al Furlo

Cosa vedere vicino alla Gola del Furlo

Abbazia di San Vincenzo al Furlo

L’abbazia di San Vincenzo al Furlo è ciò che resta di un’antica Abbazia del secolo VIII. Fu eretta sui resti di un tempio pagano che prosperò grazie alle offerte dei viandanti. L’Abbazia assunse la stessa funzione esercitata dal tempio, cioè riscuotere le offerte fatte a Dio per l’attraversamento del Furlo.

Nel 1011 San Romualdo eresse il monastero di Petra Pertusa, riportando i monaci a costumi più morigerati. Egli convinse i più bisognosi di penitenza a ritirarsi e costruirsi celle dentro la Gola del Furlo, nutrendosi solo di acqua, pane ed erbe.

Nel contempo fece costruire il piccolo eremo di San Ubaldo, che aveva il compito di proteggere i viandanti dai briganti e altri pericoli. L’Abbazia divenne sempre più ricca e potente e grazie alle offerte, il tempio divenne maestoso.

Ti racconto tutto su questo piccolo gioiello delle Marche in questo articolo Abbazia di San Vincenzo al Furlo un tesoro delle Marche.

Il Castello di Pietralata

Prima di lasciare definitivamente il Furlo, puoi approfittare della vicinanza per visitare il Castello di Pietralata che si trova sul versante meridionale del Monte di Pietralata.

Si tratta di un’antica costruzione risalente al XI secolo, composta dalle rovine ben conservate del grande muro di cinta, la chiesa della SS. Trinità ancora consacrata, le rovine dell’insediamento centrale adiacente detto maschio e una Casa Canonica collegata alla chiesetta da un particolare passaggio sospeso.

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Escursione in kayak alle Marmitte dei Giganti

Hai mai sentito parlare delle Marmitte dei Giganti di Fossombrone? Il Canyon del Metauro è uno dei luoghi delle Marche che vale davvero la pena di visitare.

Puoi fare un’escursione in canoa o in kayak e avventurarti nel meraviglioso Canyon guardandolo da una prospettiva veramente insolita. È molto che ne sentiamo parlare e ci piacerebbe molto partecipare prima o poi e fare una nuova esperienza!

Gola del Furlo dove si trova e come arrivare

La Gola del Furlo si trova lungo l’antico tracciato della Via Flaminia tra Fermignano e Acqualagna nella provincia di Pesaro-Urbino.

Per arrivare alla Gola del Furlo da Ancona prendere l’autostrada A14 in direzione Bologna ed uscire a Fano. Dal casello autostradale proseguire lungo la strada provinciale Fano-Grosseto in direzione Fossombrone.

Superata Fossombrone proseguire per Roma e prendere l’uscita Furlo-Calmazzo. Proseguire lungo la strada Flaminia per circa 6 km (si attraversa in auto la Gola del Furlo); in alternativa prendere l’uscita Furlo (dopo la galleria di circa 3,5 km) e proseguire sulla Strada Flaminia seguendo le indicazioni per Furlo per circa 1,5 km.

Se ti è piaciuto condividi l’articolo e dicci cosa ne pensi. Hai mai visitato la Gola del Furlo? Cosa ti ha colpito di più? Scrivici nei commenti e se vuoi raccontaci la tua esperienza.


Abbiamo visitato la Gola del Furlo come Ambassador per #destinazionemarche. Grazie a Regione Marche e alla Fondazione Marche Cultura.

N.B. Tutte le foto sono di proprietà di Ale Carini e di Ivan Balducci ©2017-2026. Vietato ogni uso.

**fonti consultate per scrivere l’articolo: Acqualagna – Riserva del furlo

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Ale Carini

Ciao sono Ale, psicologa, esperta di scrittura SEO e blogger appassionata di Scozia e viaggi on the road in giro per il mondo. Racconto di emozioni e aiuto i viaggiatori fai da te a creare il loro road trip perfetto.

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10 comments

Annalisa 2 Aprile 2019 - 15:37

Gallerie scavate con lo scalpello, che durano millenni. Le nostre, con tutti gli studi e la tecnologia in aiuto, crollano dopo due settimane. Cosa lasceremo noi ai posteri del nostro passaggio? Nulla. Ma per fortuna queste opere continueranno a vivere anche dopo di noi. Meravigliosi posti, assolutamente da visitare. Spero che nella riserva si possa portare il proprio cane !

Reply
Ale di 50sfumaturediviaggio
Ale Carini 3 Aprile 2019 - 12:40

Per quello che ho visto si, c’erano parecchie persone a passeggio con i loro cani, tenuti a guinzaglio. Purtroppo hai ragione, oggi si ha paura ad uscire di casa, per timore che qualcosa ti croli addosso all’improvviso.

Reply
Raffi 4 Aprile 2019 - 08:25

Con questo post mi hai fatto scoprire luoghi che altrimenti non avrei mai conosciuto. In effetti non avevo mai pensato al fatto che la Flaminia non si esaurisce nei dintorni di Roma città e prosegue verso luoghi lontani attraversando l’Italia. Il percorso per arrivare alla Gola del Furlo e ai luoghi intorno è davvero interessante. Grazie delle suggestioni. Mi è venuta voglia di organizzare un viaggio da quelle parti per fare mille mila foto.

Reply
Ale di 50sfumaturediviaggio
Ale Carini 5 Aprile 2019 - 11:29

Se passi dalle nostre parti Raffi, mi piacerebbe tantissimo offrirti un caffè! Così finalmente ci conosciamo di persona :-)

Reply
Noemi Ginosa 16 Aprile 2019 - 23:15

Non conoscevo affatto questo meraviglioso posto! Ci voglio andare assolutamente.. la casetta dell’enel (anche se dell’enel) è troppo carina così incastrata. Amo la chiesa e il castello.. per non parlare di quell’acqua limpida azzurra :)

Reply
Ale di 50sfumaturediviaggio
Ale Carini 17 Aprile 2019 - 17:17

Questa riserva naturale è veramente bellissima e pittoresca! Una volta il zona, dopo una bella passeggiata non dimenticare di assaggiare il tartufo, che è buonissimo da queste parti :-)

Reply
FEDERICA PETRILLI 30 Aprile 2019 - 12:36

Ammetto di non esserci mai stata! Mi ha colpito il modo in cui le gallerie sono state create: tanto pazzesco quanto affascinante.

Reply
Ale di 50sfumaturediviaggio
Ale Carini 30 Aprile 2019 - 12:44

Pur vivendo nelle Marche è stata la prima volta anche per noi! Devo dire che è stata una bellissima esperienza e la nostra guida, ci ha aiutati veramente a scorprire quanta bellezza nasconde questo luogo!

Reply
MARTINA BRESSAN 22 Luglio 2019 - 11:58

Sarò da queste parti ad inizio settembre e devo convincere mio marito a fare una tappa qui.
Bellissima riserva naturale! Mi piacciono i posti dove storia e natura si incontrano. Sapere che la conquista del Furlo da parte dei Romani, avvenne già nel 295 a.C. e che si può ancora percorrere una galleria fatta costruire da Vespasiano, mi ha messo i brividi!

Reply
Ale di 50sfumaturediviaggio
Ale Carini 22 Luglio 2019 - 12:00

Ciao Martina, si convincilo! La visita non vi porterà via più di 2 o 3 ore e poi potete approfittare per fermarvi in zona e assaggiare qualche piatto a base di tartufo! Acqualagna è famosa per i suoi tartufi e sarete vicinissimi praticamente.

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