In questo itinerario di Nathaniel Hawthorne a Salem ti accompagno alla scoperta dei luoghi che hanno ispirato uno degli autori americani più amati. Salem non è soltanto la città dei processi alle streghe, ma è un luogo dove le storie sembrano respirare insieme al mare.
Per lo scrittore Nathaniel Hawthorne, Salem fu molto più che una semplice patria. Tra le sue vie è cresciuto, si è perso, ha ricevuto conforto, si è innamorato e ogni angolo della città, conserva un’eco delle sue riflessioni più profonde.
Passeggiare per le vie di Salem, significa entrare in un mondo invisibile dove le vecchie case sembrano riprodurre la sua voce, come le pagine consumate dal tempo. Salem è come un eco pieno di ricordi ricordi che continuano a esistere in chi li sa ascoltare.
In questa guida ti accompagnerò nei luoghi che hanno segnato la vita di Hawthorne e incendiato la sua immaginazione, dagli spazi dell’infanzia fino ai luoghi in cui la sua voce ha preso forma. Un piccolo viaggio dentro una città reale che, sotto pelle, resta sempre un po’ magica.
Potrebbe interessarti anche la nostra guida completa per visitare Salem che tocca i luoghi più iconici e anche l’altra faccia della città, quella che solitamente passa inosservata.



Cosa troverai in questo articolo
Il sito originale della casa di nascita di Nathaniel Hawthorne
Una piccola casa colorata, modesta e raccolta, in cui nacque Nathaniel Hawthorne nel 1804. Oggi fa parte del complesso museale della House of the Seven Gables, ma il suo spirito originario aleggia ancora qui, lungo Union Street, dove un tempo sorgeva. La casa sembra trattenere ancora la flebile voce di quel bambino che avrebbe dato al gotico americano un tono inconfondibile.
Prima di raggiungere la dimora vera e propria, fermati nel punto dove iniziò la storia. Su questo tratto di Union Street ti aspetta un pannello storico, fatto solo di una targa blu, posto in un piccolo spazio verde, che custodisce la posizione esatta dell’abitazione originale. Il cartello è un frammento di memoria nel mezzo della città e ricorda lo spostamento, mostrando anche un’immagine d’epoca dell’edificio.
La casa di nascita non si trova più qui perché nel 1958, fu smontata e trasferita nel complesso museale, sotto la supervisione di Abbott Lowell Cummings. Uno spostamento insolito, realizzato con la cura che si riserva solo agli oggetti che custodiscono una storia troppo preziosa per essere lasciata al caso.
L’abitazione era una piccola casa di due piani e mezzo, costruita intorno al 1745 per il fabbro Jonathan Phelps. Nel 1772 passò nelle mani di Daniel Hathorne, suo genero, figura molto popolare durante la Guerra d’Indipendenza per le imprese compiute al comando della nave corsara Fair American.
È proprio qui che nacque suo figlio, Nathaniel Hathorne Senior, padre dello scrittore. Capitano di lungo corso, navigò verso porti lontani, finché il mare non lo reclamò, quando il piccolo Nathaniel aveva solo tre anni.
Rimasta senza mezzi, la famiglia si trasferì poco distante, nella casa dei Manning a Herbert Street. Il trasferimento, quell’assenza improvvisa, il vuoto paterno che si allarga come una marea, riaffiorano più volte nei racconti, nei personaggi e nelle malinconie narrative di Nathaniel.
Non lontano dal cartello si trova la statua di Nathaniel Hawthorne, scolpita da Bela Lyon Pratt. Lo ritrae seduto su una roccia che sembra velata di alghe e sale, con un ceppo d’albero alle sue spalle. Il gesto, assorto e leggermente inclinato, evoca il legame tra lo scrittore, il mare e la città che lo ha visto nascere. Un piccolo ancoraggio emotivo tra storia e paesaggio, ideale per ritrovare l’eco di una vita che continua a risuonare nelle sue pagine.
La discendenza marittima degli Hathorne lasciò un’impronta profonda in Nathaniel. Il mondo del porto, la vita dei naviganti, il ritmo delle maree ricorrono nelle sue opere e nelle sue lettere, ricche di termini nautici, immagini di villaggi costieri e di storie di uomini che partono senza fare ritorno, e di donne che imparano a vivere in solitudine.


The House of the Seven Gables: nei luoghi di Nathaniel Hawthorne a Salem
Qui la realtà e l’immaginazione di Nathaniel si intrecciano come dei rampicanti. La dimora che ispirò il romanzo omonimo è un dedalo di stanze che raccontano mille storie.
The House of the Seven Gables è una delle dimore storiche più iconiche di Salem. Si staglia poco fuori dal centro storico, affacciata sul mare come un vecchio vascello che non smette mai di raccontare storie. I suoi abbaini appuntiti, il giardino che sembra respirare con le maree e il suo stile georgiano la rendono immediatamente riconoscibile.
Costruita nel 1668 per il Capitano John Turner I, è una casa che ha cambiato forma più volte, come se nei secoli avesse cercato di capire quale volto le si addicesse davvero. Dopo fortune e rovesci, passaggi di proprietà e modifiche architettoniche, oggi è una delle più grandi case a graticcio del Nord America e la più antica casa in legno della regione.
Dopo il successo del libro, la casa venne ristrutturata per recuperare il suo antico profilo con sette abbaini, quasi a piegarsi alla forza del romanzo che l’aveva immortalata.
Ed è proprio qui, tra questi corridoi inclini a trattenere sussurri e nelle finestre che guardano l’Atlantico, che entra in scena Nathaniel Hawthorne. Per vedere come ogni stanza di questa casa, richiami con forza il suo romanzo, leggi il nostro articolo interamente dedicato a The House of the Seven Gables. Visitare questa casa oggi, è come ripercorrere le pagine del suo romanzo più famoso.

Hawthorne e la Casa dei Sette Abbaini
La connessione tra Hawthorne e la dimora è fatta di affetti, visite familiari e piccole scintille narrative. Quando Samuel Ingersoll acquistò la casa, nel 1782, nessuno immaginava che sarebbe diventata un punto centrale dell’immaginazione di un futuro scrittore. Alla morte di Ingersoll, la figlia Susanna ereditò la villa. Hawthorne, suo cugino, la andava spesso a trovare, e restava affascinato da quella sorta di casa-mondo che sembrava contenere più storie di quante ne potesse raccontare.
Fu proprio Susanna a ispirare Hawthorne ad ambientare qui il suo secondo romanzo, The House of the Seven Gables (1851), trasformando la dimora in un vero e proprio personaggio. L’autore non si limitò a usarla come scenografia: vi innestò elementi familiari, storici e quasi mitici, inclusi echi della sua genealogia più scomoda.
Hawthorne era infatti il pronipote del giudice John Hathorne, uno dei magistrati coinvolti nei processi alle streghe: un’ombra che sentì spesso pesare sulla sua spalla. Non sorprende che nel romanzo inserisca il tema della “maledizione”, ispirata alle parole attribuite a Sarah Good, lanciate come un dardo contro chi la giudicava.
Per prendere le distanze dal suo antenato, Nathaniel decise di modificare il proprio cognome da Hathorne a Hawthorne, aggiungendo una sola lettera: un gesto che pesava come una rottura. Una lettera inserita come una vela, per cambiare rotta e liberarsi dall’ombra genealogica di cui non voleva essere erede.



Hawthorne Birthplace – tappa essenziale nell’itinerario di Nathaniel Hawthorne a Salem
Dal 1958 il complesso The House of the Seven Gables, accoglie anche la casa natale dello scrittore, trasferita qui dal 27 di Union Street, a completare un piccolo universo dedicato alla memoria letteraria di Hawthorne.
Davanti all’ingresso si erge un olmo molto antico, un “albero testimone” che osserva silenzioso il tempo e delle generazioni. Anche lui fa parte del racconto: una presenza che ha visto partire e tornare famiglie, ha osservato i passi dei Manning, degli Hathorne e poi dei visitatori che ancora oggi cercano tracce dello scrittore.
Hawthorne Birthplace House conserva scritti, mobili e oggetti che ripercorrono la vita e le opere del celebre scrittore. Visitarla è come fare un viaggio indietro nel tempo, per osservare da vicino ciò che diede vita alle sue opere, anche se altri oggetti sono esposti a The House of the Seven Gables.
Nella camera da letto di questa dimora color ruggine nacque Nathaniel Hawthorne nel 1804. Per approfondire, puoi leggere il nostro articolo dedicato a Nathaniel Hawthorne birthdayplace.

Custom House – i passi quotidiani di Nathaniel Hawthorne
Tra le vie storiche di Salem, spicca la Custom House, costruita nel 1819 come ufficio doganale per la gestione delle tasse sulle merci importate. A prima vista, potrebbe sembrare solo un edificio amministrativo, ma per Nathaniel Hawthorne rappresenta molto di più: qui lavorò per un periodo come ispettore del porto, esperienza che lasciò un segno indelebile nella sua vita e nella sua scrittura.
La Custom House è strettamente legata a Hawthorne perché ne diventa il palcoscenico nella prefazione de La lettera scarlatta. Lì, tra archivi, registri e timbri ufficiali, Hawthorne osservava le persone, annotava piccoli dettagli della vita cittadina e rifletteva sul ruolo della storia e della memoria. La routine burocratica si mescolava con la sua fantasia, trasformando l’ufficio in un osservatorio privilegiato della società di Salem.
Il legame tra lo scrittore e la Custom House va oltre l’esperienza lavorativa. Figlio di una famiglia legata al porto e al commercio marittimo, Hawthorne conosceva già le dinamiche della città, ma l’ufficio gli offrì l’occasione di confrontarsi con i documenti ufficiali, le storie dei mercanti e le curiosità dei viaggiatori. Molti dei suoi racconti brevi, così come le osservazioni sulle vite quotidiane dei cittadini di Salem, traggono ispirazione da questo contesto, tra registri doganali e stanze dai soffitti alti.
Oggi la Custom House conserva ancora il fascino della sua epoca. Le stanze spaziose, le finestre che si affacciano sul porto e gli arredi originali, riportano alla mente la figura di Hawthorne mentre compila registri e riflette sul passato della città. Visitare questo edificio significa entrare in contatto con la storia concreta di Salem e con la mente dello scrittore, che trasformava ogni dettaglio quotidiano in materiale letterario.
Tra le curiosità, c’è il fatto che la prefazione scritta da Hawthorne non fu solo un’introduzione al romanzo: rappresenta un vero e proprio racconto autobiografico, in cui l’autore riflette sulla sua carriera, sulla sua famiglia e sulle “ombre” della città che tanto lo avevano influenzato. Passeggiare per la Custom House oggi permette di leggere con gli occhi del tempo, come se ogni registro, ogni scrivania e ogni finestra raccontassero una piccola storia, pronta a essere trasformata in letteratura.
Per chi visita Salem, la Custom House non è soltanto un museo: è un’esperienza immersiva nel mondo di Hawthorne, un luogo dove il confine tra realtà storica e immaginazione letteraria diventa quasi impercettibile, e dove si può respirare l’atmosfera che ispirò uno dei romanzi più celebri della letteratura americana.
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Salem Common e la città vissuta dallo scrittore
Il Salem Common è il grande parco cittadino nel cuore di Salem, un luogo che oggi offre un oasi di relax a pochi passi dalle vie più trafficate. E’ stato utilizzato anche per il famoso film Disney, Hocus Pocus, ma ai tempi di Nathaniel Hawthorne era un punto di incontro per la comunità.
Hawthorne lo conosceva bene perchè è cresciuto nelle vicinanze e frequentava la scuola pubblica che i trovava vicino al Salem Common.
Più adulto, continuava a passare di qui camminando verso le case dei parenti, i luoghi di lavoro o per incontrare la famiglia. Osservando la vita muoversi nel parco tra feste, parate e cittadini che passeggiavano. Questi scorci di vita gli fornivano del materiale che alimentò la sua attenzione per i dettagli psicologici e i comportamenti umani, così presenti nei suoi racconti.
Nelle vicinanze si trova anche la St. Peter’s Episcopal Church, dove sua madre e altri parenti erano attivi nella comunità religiosa. Sebbene non sia un luogo centrale per la vita dello scrittore, rappresenta un piccolo tassello del contesto familiare e spirituale che lo circondava durante l’infanzia.

Old Burying Point Cemetery – la memoria della famiglia Hathorne
Old Burying Point Cemetery, noto anche come Charter Street Cemetery, è il più antico cimitero di Salem, fondato intorno al 1637. Situato nel cuore della città, accanto al Salem Witch Trials Memorial, custodisce tombe di figure storiche di grande rilievo, tra cui membri della famiglia Hathorne, antenati di Nathaniel.
Tra queste spicca la tomba del giudice John Hathorne, magistrato coinvolto nei processi alle streghe del 1692, la cui ombra morale e storica influenzò profondamente lo scrittore.
Hawthorne conosceva bene questo luogo e la consapevolezza della sua pesante discendenza lo accompagnò per tutta la vita, alimentando nei suoi romanzi i temi della colpa, dell’eredità e della memoria. Passeggiare tra le tombe inclinate e i nomi scolpiti nella pietra significa percepire la continuità tra storia reale e letteraria.
Oggi il cimitero è accessibile su Charter Street, dietro il Peabody Essex Museum. Tra le tombe più note anche John Hathorne, Bartholomew Gedney e altri magistrati coinvolti nei processi alle streghe.

Grimshawe House – una presenza inquieta nell’itinerario di Nathaniel Hawthorne a Salem
Passeggiando nel Charter Street Historic District, noterai una grande casa all’angolo del Old Burying Point Cemetery. Costruita intorno al 1770 in stile federale, Grimshawe House un tempo era abitata dalla famiglia Peabody: il dottor Nathaniel, sua moglie Elizabeth e le loro tre figlie – tra cui Sophia Peabody.
Cosa centra questo luogo ormai abbandonato con l’itinerario di Nathaniel Hawthorne a Salem?Nathaniel frequentava Grimshawe House quando corteggiava Sophia, che in seguito divenne sua moglie.
La casa e la sua atmosfera lasciarono un’impronta sulla fantasia dello scrittore, tanto da ispirare il racconto Doctor Grimshawe’s Secret: A Romance, scritto nel 1861 – pubblicato dal figlio dopo la morte del padre. La narrazione riflette l’ambientazione cupa e della dimora e si soffera su uno strano medico con uno studio polveroso, invaso dai ragni. Chissà cosa pensava Nathaniel del padre di Sophia.
In alcune pagine, Hawthorne sottolinea il contrasto tra la casa e il vicino cimitero, suggerendo come quest’ultimo amplifichi la solennità e la malinconia della zona. Ancora oggi, passando davanti a Grimshawe House, è facile immaginare l’ispirazione che la dimora offriva all’autore: un luogo dove realtà e immaginazione si incontrano tra muri antichi, ombre e memorie familiari.
Consigli per completare il tuo itinerario di Nathaniel Hawthorne a Salem
Per completare in bellezza il tuo itinerario di Nathaniel Hawthorne a Salem ti suggerisco di aspettare il tramonto alla House of the Seven Gables, per respirre la sua atmosfera più bella.
Magari puoi portare con te La Lettera Scarlatta o La Casa dei Sette Abbaini e rileggere qualche pagina di questi romanzi, proprio lì, dove sono nati per vivere pienamente ogni istante e immaginare ciò che lo stesso autore stava creando
Molte tappe dei luoghi di Nathaniel Hawthorne sono facilmente raggiungibili a piedi, perchè Salem si esplora come un romanzo, breve ma intenso.
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Destination Salem, che ringraziamo per averci concesso di visitare i luoghi più belli e caratteristici della città. Ringraziamo inoltre i manager delle attrazioni che ci hanno permesso di scattare foto e video per la realizzazione delle nostre guide di viaggio
