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Stati UnitiMassachusetts

The House of the Seven Gables: storia e misteri della casa che ispirò Hawthorne

by Ale Carini 18 Ottobre 2025
by Ale Carini Published: 18 Ottobre 2025Updated: 8 Novembre 2025 34 minuti read
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Una delle attrazioni imperdibili di Salem (Massachusetts) è certamente la Casa dei Sette Abbaini – The House of Seven Gables, resa famosa dall’omonimo romanzo di Nathaniel Hawthorne, che scrisse anche “La lettera scarlatta”, un’opera magistrale più volte riadatta per il cinema.

Questa antica dimora si trova poco fuori dal centro storico di Salem ed è facilmente riconoscibile grazie al suo giardino che affaccia sul mare, i suoi sette abbaini e un inconfondibile stile georgiano. Oggi, The House of Seven Gables è una delle più grandi case a graticcio del Nord America, ancora situata sulle sue fondamenta originali ed è la più vecchia casa in legno della regione.

La sua storia fu travagliata e non ebbe sempre questo aspetto, ma cambiò architettura più volte nel corso dei secoli. Fu dopo il successo del romanzo di Hawthorne, che l’ultimo acquirente decise di ristrutturarla e riportarla al suo antico splendore. Alla fine di questo articolo trovi un’approfondimento sull’interessante storia di questa dimora.

L’area che circonda The House of the Seven Gables, è nota come Lower Derby Street, ed è caratterizzata da case in legno, molte delle quali risalgono al XIX secolo o epoche precedenti. In origine, queste abitazioni erano occupate da lavoratori del settore marittimo.

Con il declino della navigazione commerciale e l’ascesa della manifattura nel primo Ottocento, il quartiere si trasformò in una zona popolata da operai immigrati e dalle loro famiglie. Fu proprio per queste comunità, che nel 1908, venne fondata la House of the Seven Gables Settlement Association, che tutt’oggi continua a offrire servizi soprattutto a immigrati e lavoratori della zona.

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The House of the seven gables: ingresso
The House of the Seven Gables: ingresso
The House of the seven gables

Cosa troverai in questo articolo

  • The House of the Seven Gables: guida completa su cosa vedere nella dimora più famosa di Salem
    • Kitchen room e The Cent Shop – The House of the Seven Gables
    • Parlor Hall (Salotto)
    • The Great Chamber (Phoebe’s Room)
    • Accounting Room
    • Dining Room (Sala da pranzo e scalinata segreta)
    • The Garret (Clifford’s Room)
    • Attic Chamber (soffitta)
    • Approfondimento sulla scalinata segreta
    • Le collezioni e gli oggetti di The House of the Seven Gables
  • Retire Beckett House
  • Hooper-Hathaway House
  • La casa natale di Nathaniel Hawthorne
    • La camera da letto – Nathaniel Hawthorne birthplace
    • La cucina – Nathaniel Hawthorne birthplace
    • Il soggiorno e gli spazi familiari – Nathaniel Hawthorne birthplace
    • The House of the Seven Gables e Nathaniel Hawthorne
  • Counting House
  • The Colonial Revival Seaside Gardens
  • The House of the Seven Gables: accenni storici
    • Dai Turner agli Ingersoll
    • Gli Uptons e l’apertura al pubblico
    • Caroline Emmerton e i restauri del 1900
    • I legami con la stregoneria
  • Informazioni per visitare The House of the Seven Gables

The House of the Seven Gables: guida completa su cosa vedere nella dimora più famosa di Salem

The House of the Seven Gables è costituita da diversi edifici e uno splendido giardino sul mare, visitabile durante il tour. Gli interni della “Casa dei Sette Abbaini” sono meravigliosi e riflettono il desiderio di Caroline Emmerton di preservare la casa, così come sarebbe apparsa intorno al 1840, ovvero all’epoca descritta nel romanzo di Nathaniel Hawthorne.

L’intento di Caroline era di rendere diverse stanze della casa, come le aveva descritte Hawthorne. Per ottenere questo effetto, mantenne i rivestimenti in legno in stile georgiano presenti nella casa nel 1840 e di arredare gli ambienti con un mix di mobili antichi, coerenti con l’epoca.

Sono pochi gli elementi originali del Seicento ancora visibili, come: la soffitta del 1668 e qualche elemento strutturale in legno a vista nei piani inferiori, come travi o montanti lasciati esposti per mostrare la costruzione originale.

Il tetto, ricoperto di scandole di legno, ha una pendenza di 50 gradi e presenta sette abbaini (gables), tre dei quali furono ricostruiti in seguito.

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Kitchen room e Penny Shop – The House of the Seven Gables

Kitchen room e The Cent Shop – The House of the Seven Gables

La cucina coloniale conserva elementi originali come il grande camino per cucinare, con il focolare e gli attrezzi di ferro appesi. In questa stanza potrai vedere diverse pentole di rame, vari utensili da cucina e strumenti tipici del 1600.

Nella stanza acconto, una ricostruzione di un negozio del XIX secolo ispirato al romanzo di Howthorne, noto come The Cent Shop.

Originariamente, la cucina era inglobata nella Dining Room: lo stesso camino veniva usato per cucinare. Successivamente, in epoca Ingersoll e poi con la Emmerton, fu creato uno spazio separato chiamato kitchen chamber o service area.

Nei precedenti restauri si è cercato di ricreare lo spazio di una cucina coloniale, ma molti elementi sono andati perduti o sono stati modificati. Originariamente questa era una stanza di servizio che nel corso del tempo è stata adibita a diversi scopi.

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Parlor Hall (Salotto)

Questa è una delle stanze più elaborate di The House of the Seven Gables, decorata in stile georgiano. In molti tour è indicata come la stanza che evoca “Hepzibah’s room” del famoso romanzo.

Il muro del camino con i suoi pannelli decorativi rappresenta un raffinato esempio di stile georgiano della Nuova Inghilterra ed è un insieme armonico di elementi dall’architettura classica, reinterpretati secondo il gusto coloniale dell’epoca. Le due porte ad arco ai lati del camino, sono rifinite con modanature bolection e chiavi di volta scolpite

Gli archi delle porte sono costruiti con pannelli sagomati a forma di fetta di torta – un tocco davvero di classe. La porta a sinistra del camino è finta, mentre quella a destra, conduce a un elegante armadio a muro con un motivo a conchiglia nella parte superiore e delle mensole curve.

Quest’armadio ha mantenuto la vernice originale blu di Prussia (lapislazzuli) con rifiniture dorate, anche se con il tempo il colore si è scurito. Era pensato per funzionare come un “drinks cabinet” (mobile per liquori) piuttosto che come un mobile per porcellane, ed era senza dubbio un simbolo di prestigio per il proprietario della casa.

Questo mobile è uno dei dettagli più ricchi della stanza, che la nostra guida non ha mancato di farci notare e racconta moltissimo sullo stile di vita e le priorità dell’élite coloniale.

Sopra il pianoforte in mogano e palissandro, spicca un ritratto di Nathaniel Hawthorne dipinto nel 1840 da Charles Osgood, mentre il divano sotto alla finestra, è lo stesso che Hawthorne utilizzava mentre scriveva La lettera scarlatta. La scacchiera (o per essere più precisi il tavoliere da dama, checkerboard) apparteneva a personalmente allo scrittore.

Great Chamber, Phoebe’s Room, la casa dei sette abbaini
The House of the Seven Gables
The House of the Seven Gables
The House of the Seven Gables – i dettagli a vista delle antiche travi rivestite

The Great Chamber (Phoebe’s Room)

Appena varcata la soglia di questa stanza, l’occhio è subito attirato dallo splendido letto a baldacchino con drappeggi e tendaggi decorativi, simbolo di prestigio e comfort nella abitazioni del tempo. Questo letto in legno massiccio e intagli è una riproduzione fedele di un letto inglese del XVIII secolo, con materassi in lana grezza e piume, e un cuscino a cilindro.

Le tende del letto sono una riproduzione esatta di quelle originali, conservate al Peabody Essex Museum di Salem, realizzate in cotone e lino, rifinite con seta italiana, databili tra il 1730 e il 1750.

Tra gli altri oggetti in mostra in questa stanza ritroviamo: mobili in stile coloniale, decorazioni murali con carta da parati con motivi floreali, specchi con cornici dorati e quadri d’epoca raffiguranti paesaggi o scene di vita quotidiana e oggetti personali come orologi da tavolo, vasi e candelabri che aggiungono un tocco di personalità alla stanza.

The Great Room dal 1910 è stata interpretata come la stanza di Phoebe Pyncheon del romanzo. Dalle foto degli archivi si nota che la carta da parati è cambiata, ma gli allestimenti sono stati pensati per evocare l’immagine romantica che molti visitatori si aspettano dall’opera di Hawthorne.

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Accounting Room

Questa è un piccola stanza rettangolare, un tempo utilizzata come ufficio amminitrativo e per tenere la contabilità della famiglia Turner, una delle più influenti di Salem. In questa stanza venivano gestiti i conti e le transazioni commerciali legate alle attività marittime e mercantili delle famiglia.

Si trova al secondo piano prprio per offire uno sguardo sulla vita economica e sociale dell’epoca coloniale. Al suo interno si possono ammirare mobili d’epoca come scrivanie e sedie utilizzate per la gestione di conti e comunicazioni, documento e registri con tanto di riproduzioni di libri contabili e lettere commerciali dell’epoca e alcuni oggetti decorativi come quadri e ceramiche che riflettono l’influenza del commercio marittimo nella cultura locale.

Questi oggetti non solo arricchiscono l’esperienza di visita, ma offrono un’importante testimonianza della prosperità e influenza della famiglia Turner nella New England dell’epoca coloniale.

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dining room, the house of the seven gables, la scalinata segreta
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dining room, the house of the seven gables, la scalinata segreta dietro alla porta

Dining Room (Sala da pranzo e scalinata segreta)

Questa stanza è parte del nucleo originale della casa del 1668. Il soffitto è basso e la stanza ha grandi finestre laterali, rimaste dell’originaria costruzione, per illuminare naturalmente la stanza in un’epoca pre-elettricità.

I muri sono dipinti con colore “verdigris” (una sfumatura verde‑antico molto vivace per l’epoca, molto usato nel XIX secolo). Era la stanza più ampia della casa e veniva usata per ricevere gli ospiti e per le attività familiari. Qui si trovano mobili d’epoca come poltrone, tavoli e credenze, molti dei quali sono originali o fedeli riproduzioni. Appesi alle pareti anche alcuni ritratti dei membri della famiglia Turner e di altri residenti storici.

Presenta un grande camino che dicono sia spesso acceso durante le visite invernali a The House of Seven Gables, creando un’atmosfera calda e autentica. Mobili in stile Hepplewhite e sedie Chippendale, appartenute a Susanna Ingersoll, sono esposti come parte del mobilio storico di questa stanza.

Il ritratto sopra la cassettiera raffigura una giovane Susannah Ingersoll, cugina di secondo grado di Nathaniel Hawthorne e quarta proprietaria della casa.

Il dettaglio più interessante di questa sala è ciò che si nasconde dietro a un pannello dipinto della sala da pranzo proprio accanto al camino: una “scalinata segreta” che sale verso l’attico/the garret.

Questa scala è stata aggiunta nel restauro del 1910, non è originale ma sicuramente è evocativa – continua a leggere, tra poco ti racconto di più.

the garrett, visitare la casa dei sette abbaini, la scalinata segreta
the garrett, visitare la casa dei sette abbaini, la scalinata segreta

The Garret (Clifford’s Room)

In cima alla scala segreta che parte dalla Dining Room (Sala da pranzo) ci siamo ritrovati in quella che sarebbe stata la soffitta di Clifford Pyncheon descritta nel famoso romanzo The House of the Seven Gables.

Clifford è l’anziano fratello quasi infermo di Hepzibah, che viene a vivere nella casa dopo essere stato rilasciato dal carcere, dove stava scontando una pena per il presunto omicidio dello zio.

Questa stanza è stata allestita per evocare il “garret” del romanzo, ovvero la stanza di Clifford. Durante il restauro del 1910 è stata aggiunta una scala segreta, dei mobili e un comò, per farla sembrare un ambiente abitato.

Qui si trova anche un ritratto di Horace Connolly Ingersoll, uno dei pochi documenti visivi degli Ingersoll che vivevano nella Casa dei Sette Abbaini

Attic Chamber, the house of the seven gables
Attic Chamber, the house of the seven gables
Attic Chamber, the house of the seven gables
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Attic Chamber (soffitta)

Lasciata la stanza di Clifford e la scala segreta, siamo arrivati nella soffitta, che conserva ancora parti della struttura portante del frontone più a ovest della casa del 1668.

La soffitta rialzata – Attic Chamber – è uno degli spazi più antichi della casa. Ci sono travi originali molto vecchie con dei graffi, mattoni appartenenti allo storico camino e altri oggetti. Si dice che qui dormisse Joan Sullivan, una serva gaelica al servizio del primo John Turner.

Si pensa che la soffitta non fosse utilizzata solo dai servi della casa come dormitorio, infatti qualcuno ipotizza che qui potrebbero aver dormito anche degli schiavi in fuga. Salem, era una tappa della Underground Railroad, quindi questa non è un’ipotesi del tutto da escludere, ma non ci sono prove effettive.

Nella Attic Chamber è in mostra anche un modello della casa dei sette abbaini, che si smonta in alcune parti. La nostra guida, lo ha usato per mostrarci come la casa è cambiata nel corso degli anni durante i vari rimaneggiamenti fatti dai proprietari successivi, con diversi abbaini che venivano aggiunti, rimossi e poi aggiunti nuovamente!

Sempre in questa antica parte di The House of the Seven Gables è presente un documento di indentura incorniciato che risale al periodo coloniale e veniva utilizzato per formalizzare i contratti di servitù a tempo determinato, noti come “indentured servitude”.

La parte superiore del documento è un po’ ondulata, perché veniva tagliata e data al servitore a contratto, come una sorta di ricevuta. Quando il periodo di servizio finiva, quella “ricevuta” doveva essere presentata e confrontata con il resto del documento per provare che l’impegno era stato completato.

La soffitta è forse la stanza storicamente più “intatta”. Non è arredata come spazio abitato, più che altro mostra l’architettura nuda e cruda della Turner‑Ingersoll Mansion: il tetto, le strutture in legno, i pavimenti in pino largo. Serve a dare l’idea della struttura originaria e dell’attico, prima che venissero fatte le ristrutturazioni decorative.

Nathaniel Hawthorne, come ben saprai, ebbe un forte legame con la casa anchee se non ci abitò mai e, in alcune stanze, si possono trovare manoscritti, lettere e riproduzioni del suo lavoro. La casa e la storia della famiglia hanno profondamente influenzato la sua scrittura.

La guida non mancherà di raccontarti aneddoti di vita familiari come storie di nascita, matrimoni o eventi tragici accaduti all’interno della casa.

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Approfondimento sulla scalinata segreta

Gran parte del camino originale del 1668 sopravvisse per due secoli, tuttavia, nel 1880 era obsoleto e gli Upton avevano bisogno solo di un piccolo camino per la loro stufa a carbone.
Il vecchio camino tra l’altro era diventato pericoloso: a volte crollavano dei pezzi di muratura e le correnti d’aria erano così forti che facevano uscire le fiamme in cucina.

Durante i lavori di demolizione, Henry Upton (proprietario dell’epoca) affermò di avere scoperto una scala segreta all’interno del camino centrale. Questa scala, attraverso 20 ripidi gradini porta fino a una piccola stanza chiamata “Clifford’s Chamber”, in onore di un personaggio del romanzo del 1851 di Nathaniel Hawthorne, La casa dai sette abbaini, ispirato proprio a questa dimora.

Nel corso del restauro del 1910 fatto da Caroline Emmerton con l’architetto Chandler, la scala segreta nel camino centrale (“secret staircase”) venne ricostruita “sulla base degli elementi originali” e fu resa accessibile durante il tour.

Assieme alla scala trovarono altri due oggetti: una “pine tree sixpence” (una moneta coloniale che ancora oggi è parte della collezione della dimora) e un vecchio libro religioso con l’iscrizione “Cuffy his book”, che probabilmente apparteneva ad uno schiavo o un servitore – ormai perduto.

La Emmerton dichiarò apertamente che la sua scala era una ricostruzione, ma speculò sulle possibili ragioni per cui l’originale sarebbe stata costruita. Concluse che la più probabile era che si trattasse di “un mezzo di fuga ai tempi della caccia alle streghe” e che John Turner II l’avesse costruita per proteggere le sue sorelle da future persecuzioni, dopo gli eventi del 1692.

Tuttavia, furono fatte anche altre ipotesi sul perché quella scala fosse stata costruita, come: per nascondersi durante attacchi dei nativi americani o per attività di contrabbando illecite. Fatto sta che le leggende su una scala segreta simile e un nascondiglio costruito nella casa del vicino Philip English — la cui moglie fu perseguitata per stregoneria — contribuirono a rafforzare la teoria della Emmerton.

Anche i parallelismi con il romanzo di Hawthorne erano suggestivi. Anche se nel libro non è mai menzionata una scala segreta, il capitolo XVI si concentra sulla scomparsa di Clifford dalla sua stanza nella soffitta, durante una scena tesa tra sua sorella Hepzibah e il cugino Jaffrey.

Forse Hawthorne era a conoscenza dell’esistenza della scala segreta e potrebbe essersi ispirato ad essa per scrivere quella parte del libro? Nessuno può rispondere a questa domanda, ma nel 2004 dopo il ritrovamento dei progetti di restauro dell’architetto Joseph Chandler si scoprì che la scala attuale non era originale. Da quel momento fu vista più come un omaggio al romanzo di Hawthorne che altro.

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Le collezioni e gli oggetti di The House of the Seven Gables

The House of the Seven Gables possiede anche una ricca collezione di libri, oggetti e materiali d’archivio che spaziano dalla fine del 1600 fino ai giorni nostri, che si concentra in particolare su:

  • le persone che hanno vissuto e lavorato qui
  • la storia degli edifici e dei terreni
  • la fondatrice Caroline Emmerton
  • la vita, la famiglia e l’opera di Nathaniel Hawthorne
  • la Settlement Association, fondata qui nel 1910 per sostenere le comunità di immigrati del quartiere

Tra gli oggetti più interessanti in mostra potrai vedere:

  • la scrivania di Nathaniel Hawthorne
  • alcuni ritratti di noti residenti della casa
  • una casa delle bambole costruita dagli studenti della falegnameria della Settlement Assocition negli anni ’50
  • un raro dipinto di Sophia Peabody (poi Hawthorne)
  • un misterioso orologio del XVIII secolo realizzato ad Antigua
Retire Beckett House, the house of the seven gables shop

Retire Beckett House

Retire Beckett House è l’edificio più antico del sito dove sorge The House of the Seven Gables. Fu costruita intorno al 1655 da John Beckett, il primo di una lunga stirpe di celebri costruttori navali di Salem. Il più noto tra questi fu Retire Beckett, al quale la casa deve il suo nome.

L’abitazione si trovava originariamente in Beckett Street (a meno di un chilometro dal terreno del museo). Caroline Emmerton fece trasferire la casa in Derby Street nel 1924 per salvarla dalla demolizione.

Anche se meno prolifico dei suoi predecessori, le navi costruite da Retire Beckett erano veri capolavori e spesso vennero riconosciute come le prime a compiere grandi imprese. Beckett costruì la sua prima nave, la Recovery, per raggiungere l’Arabia. La Cleopatra’s Barge fu considerata il primo yacht americano. La Margaret fu una delle prime navi a visitare il Giappone, mentre la Mount Vernon è diventata famosa per aver seminato una flotta francese ed è stata ritratta in numerosi dipinti del pittore marittimo Michele Felicé Corné.

Oggi Retire Beckett house ospita il negozio del museo. All’interno della dimora si possono osservare segni di “checking”, ovvero spaccature nel legno delle travi più antiche, che a un certo punto furono riempite con dell’intonaco. Nella stanza sul retro sono ancora visibili alcuni resti di pannellature del XVIII secolo e una credenza attorno a un camino restaurato.

cosa vedere a salem: the house of the seven gables
the house of the seven gables, giardini
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Hooper-Hathaway House

Hooper-Hathaway House è un edificio salvato grazie agli sforzi di Caroline Emmerton e dell’organizzazione Historic New England. La signorina Emmerton acquistò la casa nel 1911, quando era in procinto di essere demolita e fece trasferire l’edificio nella sua attuale posizione.

Sebbene la casa sia stata restaurata in stile Colonial Revival, conserva ancora numerosi elementi giacobiani, tra cui una trave sporgente esterna e trattamenti in gesso appositamente conservati nella grande sala.

I montanti e le travi nella grande sala sono un eccellente esempio di antiche e uniche decorazioni ancora oggetto di dibattito. Uno degli elementi più caratteristici della casa è rappresentato dalle nostalgiche finestre a riquadri romboidali, progettate e installate dopo il trasferimento della casa nel 1911.

Nathaniel Hawthorne birthpalace
Nathaniel Hawthorne birthpalace

La casa natale di Nathaniel Hawthorne

Nathaniel Hawthorne birthplace si trovava originariamente in Union Street. Fu acquistata dalla House of the Seven Gables Settlement Association e trasferita nel terreno del museo nel 1958, sotto la supervisione di Abbott Lowell Cummings, noto storico dell’architettura.

A differenza degli elementi georgiani di alto stile, presenti nella Casa dai Sette Abbaini, la casa natale di Hawthorne rappresenta un esempio modesto di questo stile architettonico. L’olmo che si trova davanti alla casa è molto antico e viene controllato regolarmente poiché è considerato un “albero testimone” della storia del luogo e lo sarà anche per il nostro racconto.

Questa casa è speciale perché il 4 luglio 1804 qui nacque Nathaniel Hawthorne, celebre romanziere americano, figlio di Elizabeth Clarke Manning e Nathaniel Hathorne.

La dimora fu edificata per il bisnonno dello scrittore, Jonathan Phelps, che era un fabbro. Anche il padre di Nathaniel nacque qui nel 1775 e sposò Elizabth in questa stessa casa nel 1801. I genitori erano cresciuti come vicini di casa e quando si sposarono i nonni paterni non ne furono troppo entusiasti, eppure furono una coppia forte e solida.

Quando la casa venne costruita era una residenza in stile georgiano, piuttosto elegante per l’epoca. Quando nacque Nathaniel, la famiglia era di classe media e la casa era affollata di parenti che vivevano con loro.

Hawthorne purtroppo non ci abitò a lungo, perchè dopo la morte del padre, Elizabeth Clarke Manning Hathorne tornò con i suoi tre figli nella casa dei genitori, una scelta abbastanza usuale per le vedove dell’epoca.

Nathaniel Hawthorne, era il discendente di una lunga stirpe di capitani di mare di Salem, ma questo onore portava con sé anche un prezzo da pagare, specie in termini di vite umane. Anche Nathaniel era stato inizialmente coinvolto nel mondo marittimo come funzionario al porto.

Il mondo marittimo da cui proveniva ebbe un forte impatto su di lui e lo si ritrova in molte delle sue opere (Wives of the Dead, The Village Uncle ecc) e anche nelle sue lettere personali, in cui fa spesso riferimento a termini nautici, alla vita dei marinai e ai villaggi costieri, ma anche a realtà dure di vedove costrette a sopravvivere da sole e bambini cresciuti senza un padre.

Quello che però il mare portò via a Nathaniel Hawthorne e che lasciò per sempre il segno, fu suo padre, morto a causa della febbre gialla durante un viaggio. Nathaniel aveva solo quattro anni quando la famiglia ricevette la triste notizia. Questa mancanza di radici, il trasferimento e l’essersi dovuto far strada da solo, emerge in più di un’occasione.

Nathaniel Hawthorne birthpalace, the house of the seven gables
Nathaniel Hawthorne birthpalace 14
Nathaniel Hawthorne birthpalace 15

La camera da letto – Nathaniel Hawthorne birthplace

La casa natale di Nathaniel è ricca di scritti, mobili e oggetti che ripercorrono la vita e le opere del noto scrittore. Visitarla è un come fare un viaggio indietro nel tempo, per guardare da vicino ciò che diede vita alla sue opere, anche se altri oggetti sono in mostra a The House of The Seven Gables.

In questa camera da letto nacque Nathaniel Hawthorne nel 1804.

All’inizio del XIX secolo, le camere da letto avevano molteplici funzioni: non erano usate solo per dormire, ma anche per ricevere amici e parenti, prendersi cura dei bambini e svolgere lavori domestici. Gran parte degli arredi poteva essere spostata facilmente per adattare lo spazio ai diversi utilizzi. Ad esempio, il letto estraibile poteva essere spinto completamente sotto il letto principale quando non serviva, lasciando così più spazio per le attività diurne.

I beni più preziosi nella camere da letto di quel periodo erano le tende da letto e i tessuti. Spesso i tendaggi in cotone stampato riproducevano scene pastorali francesi.

Le Toiles (tessuti stampati in cotone o lino con motivi figurativi raffiguranti scene pastorali, storiche o mitologiche) furono prodotte originariamente in Irlanda a metà del XVIII secolo e divennero rapidamente popolari in Francia e Gran Bretagna, comprese le colonie americane.

Nathaniel Hawthorne birthpalace, la casa dei sette abbaini a salem
Nathaniel Hawthorne birthpalace

La cucina – Nathaniel Hawthorne birthplace

Nel XVIII secolo, la cucina era il cuore della casa perchè qui le donne di famiglia, insieme ai domestici, preparavano il cibo, lavavano i vestiti e si occupavano di tante altre faccende. La famiglia si riuniva in cucina per i pasti e spesso restava anche dopo aver mangiato per leggere, cucire o riparare attrezzi.

Il grande paiolo sospeso, chiamato chowder, veniva usato per cucinare zuppe e stufati. Nel camino si accendevano fuochi di diverse intensità per cuocere correttamente i vari tipi di pietanze e i forni posteriori servivano per cuocere pane e dolci. Durante le calde estati, la cottura veniva spostata all’esterno, per evitare di surriscaldare troppo la casa.

I recipienti di peltro come tazze, piatti e posate, spesso chiamati “argento dei poveri”, erano molto utilizzati nelle case coloniali. Verso la fine del 1700 il peltro si iniziò ad usare solo nelle cucine, mentre nella sale da pranzo fece la sua comparsa la porcellana.

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Il soggiorno e gli spazi familiari – Nathaniel Hawthorne birthplace

In questi spazi di uso comune sono in mostra sedie e panche di legno, camini secondari più piccoli per riscaldare l’ambiente e alcuni pannelli raccontano la tragedia personale di Hawthorne, in particolare la morte del padre e il trasferimento forzato a casa degli zii materni.

Questi ambienti permettono di comprendere l’ambiente familiare e sociale in cui Nathaniel crebbe, semplice ma segnato da lutti, senzo di perdita di radici e un profondo legame con il mare.

Il tour della casa natale di Nathaniel Hawthorne è autoguidato, ma nei vari pannelli informativi sono disponibili molte informazioni sulla vita e le opere dello scrittore. Inoltre le guide presenti nella proprietà sono sempre disponibili a rispondere alla domande e alla curiosità dei visitatori.

Nathaniel Hawthorne birthpalace
Nathaniel Hawthorne birthpalace, the house of the seven gables

The House of the Seven Gables e Nathaniel Hawthorne

Fu Susanna a ispirare Hawthorne ad ambientare il suo romanzo del 1851, The House of Seven Gables, in questa magnifica casa. Hawthorne, pronipote del giudice John Hathorne, utilizzò alcuni dettagli chiave degli eventi reali per la sua storia, tra cui la “maledizione” scagliata da Sarah Good contro il reverendo Nicholas Noyes prima della sua esecuzione: “Io non sono una strega più di quanto tu sia un mago, e se mi togli la vita, Dio ti darà da bere il sangue“.

Nathaniel Hawthorne nutriva un particolare disprezzo per il suo antenato e, infatti, nel suo romanzo del 1851 “The House of the Seven Gables” il giudice Hathorne appare come l’antagonista del giudice Pyncheon.

Nel suo scritto, Hawthorne intreccia elementi storici e leggende locali, tra cui la figura di Matthew Maule, un uomo accusato di stregoneria durante i processi alle streghe di Salem del 1692. Maule venne ingiustamente condannato e giustiziato, ma prima di morire lanciò una maledizione sulla famiglia Pyncheon, che aveva usurpato la sua proprietà.

Questa maledizione aleggia sulla famiglia protagonista del suo romanzo, portando sventura e morte. La storia esplora temi di colpa ereditaria, vendetta e giustizia, con forti connotazioni di stregoneria e sovrannaturale.

Si ipotizza che Nathaniel abbia aggiunto la “w” al cognome della sua famiglia per prendere le distanze dalle malefatte del suo trisnonno. È possibile, tuttavia, che questo cambiamento sia stato il risultato di una moda del periodo, quando molte famiglie modificarono i loro nomi per riflettere l’ortografia inglese originale.

Potrebbe interessarti anche la nostra guida sulla The Witch House of Salem.

Counting House, the house of the seven gables esterni
Counting House, the house of the seven gables esterni
Counting House, the house of the seven gables esterni

Counting House

The Counting House, risale al 1830 circa, ed è un esempio tipico dei piccoli edifici situati nei pressi dei moli, un tempo affollati del porto di Salem. Le counting houses, come suggerisce il nome, erano i luoghi dove si svolgevano le attività legate al commercio marittimo: si tenevano i conti, si compravano e vendevano carichi e si scambiavano somme di denaro.

Questo edificio, è un raro esempio sopravvissuto, di uno dei tanti stabilimenti simili dell’epoca e riflette il ruolo predominante che Salem ricopriva nel XIX secolo come porto commerciale. Oggi, la Counting House è conosciuta come Kids Cove, dove i giovani visitatori e le loro famiglie possono scoprire la storia marittima di Salem attraverso attività pratiche e coinvolgenti.

Qui si trova una vera e propria mini‑nave da gioco, con timone, periscopio‑oblò verso l’orizzonte e vista diretta sull’acqua. I bambini possono farsi «capitani per un giorno», immaginando di salpare verso mondi lontani e di guidare un’imbarcazione come quelle che un tempo salpavano da Salem per il commercio internazionale.

the house of the seven gables, giardini
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The Colonial Revival Seaside Gardens

Ciò che rende questi giardini indimenticabili è il senso di intimità, il gioco di luci e ombre, e le viste sull’acqua. Le dimore scure del primo periodo coloniale, le ombre degli alberi, il luccichio dell’acqua e i vivaci colori floreali del giardino si mescolano per sorprendere e ammaliare chiunque!

Rinforzato da un muretto costruito alla fine del XVIII secolo dal Capitano Samuel Ingersoll (proprietario della casa dal 1782 al 1804), il prato affacciato sul mare è davvero un incanto, non trovi?

I giardini sul mare in stile Colonial Revival racchiudono quattro secoli di tradizione dei giardini nel New England. Le aiuole rialzate sono considerate l’elemento storicamente più significativo del sito e sono davvero belle da ammirare.

I letti fioriti a motivi geometrici furono progettati nel 1909 da Joseph Everett Chandler, l’architetto che collaborò con Caroline Emmerton al restauro della Casa dai Sette Abbaini.

Il giardino fu ideato in stile giacobino come un “oasi di bellezza” da condividere con i vicini. La signorina Emmerton teneva moltissimo alla cura del giardino e stabilì gli standard di manutenzione che sono seguiti ancora oggi. Passeggiare per questo piccolo angolo di perfetta quiete è stato davvero un privilegio!

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Sebbene alcune specie siano cambiate nel tempo, gli elementi strutturali e l’attenzione al dettaglio sono rimasti gli stessi. La potatura manuale e la coltivazione accurata hanno permesso di preservare uno dei luoghi più preziosi del New England.

Bocche di leone, salvia blu e altre specie compongono il disegno centrale, al quale in estate si aggiunge la camomilla bianca, mentre in autunno include crisantemi, begonie e lobelie.
Altre piante coloniali tradizionali come delphinium, coral bells, garofano dei poeti (sweet William) e timo, aggiungono un tocco di ulteriore colore.

Tra le cose che abbiamo amato di più di questo giardino sul mare, una è certamente il magnifico pergolato in glicine, una varietà introdotta negli Stati Uniti durante l’epoca del Commercio con la Cina nel XIX secolo. Viene potato in modo che il legno vecchio formi una grata nodosa intrecciata, attraverso la quale si può intravedere l’interno del giardino.

Altro dettaglio da ammirare è il traliccio delle rose, una replica in legno ispirata al giardino di Andrew Safford. I lillà hanno un ruolo centrale nell’atmosfera della Casa dai Sette Abbaini che rendono il paesaggio ancora più bucolico e incantato.

Le panchine del giardino, realizzate a Boston e simili a quelle che ornano i giardini della Casa Bianca, sono un elemento aggiunto negli anni ’20. Perché non approfittare della magica atmosfera e sedersi, ammirando il paesaggio circostante che sembra quasi fermo nel tempo.

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The House of the Seven Gables: accenni storici

La villa sul mare, conosciuta come La Casa dai Sette Abbaini fu costruita nel 1668 per il Capitano John Turner I, rappresentante di una delle più importanti famiglie marinare del New England. John Turner era il figlio di un calzolaio e mercante di cappelli inglese trasferitosi a Boston.

Dopo la morte del padre, sua madre si risposò con un ricco mercante di Salem, e questo diede a John l’opportunità di entrare nei circoli commerciali locali. L’intraprendenza di Turner e dei suoi discendenti nei settori della pesca, del commercio e delle attività mercantili, contribuì a definire l’economia del New England puritano e diede origine alla tradizione marittima della regione.

Tre generazioni di Turner vissero in questa dimora, aumentandone le dimensioni e incrementando anche la ricchezza di famiglia, fino a quando John Turner III perse tutto e la casa fu venduta a Samuel Ingersoll, nel 1782.

La parte originaria della dimora era su due livelli disposti attorno a un grande camino centrale. Questo tipo di costruzione era tipico delle abitazioni inglesi del periodo post-medievale. Il successo commerciale di Turner gli permise di costruire due ampliamenti prima della sua morte nel 1680, tra cui una grandiosa ala laterale con soffitti alti ed enormi finestre.

John Turner II e la sua famiglia modernizzarono l’arredamento della casa in stile georgiano aggiungendo alle pareti del salotto, della grande camera e della sala da pranzo un rivestimento in legno. Molte delle travi del XVII secolo vennero rivestite e tutto il lavoro fu dipinto con una tavolozza di colori all’epoca considerata molto moderna.

Oggi, questi miglioramenti sono considerati alcuni dei più raffinati esempi di rivestimenti georgiani in stile aristocratico.

Alla morte di John Turner II, il valore delle merci stivate nel suo magazzino fu stimato intorno a 1.000 sterline, una cifra che oggi corrisponderebbe a più di 3 milioni di dollari — la terza fortuna più grande di Salem in quel periodo.

Quando John morì nel 1742, la casa e il patrimonio familiare passarono a suo figlio, John Turner III, che apportò pochi cambiamenti all’abitazione paterna. Tuttavia, la sua gestione delle finanze di famiglia segnò una svolta negativa: nel corso di circa quarant’anni, John III riuscì a dissipare completamente la fortuna accumulata.

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Dettagli degli arredi – The House of the Seven Gables

Dai Turner agli Ingersoll

Il Capitano Samuel Ingersoll, ricco comandante di navi, acquistò la proprietà all’asta nel 1782. Samuel Ingersoll era un ex contadino di Danvers che si era trasferito a Salem e aveva saputo farsi strada come capitano di mare e commerciante nelle Indie Occidentali.

Anche nella vita privata Samuel Ingersoll ebbe successo, sposando Susannah Hathorne, figlia di Susannah Touzel e John Hathorne — fratello di Daniel Hathorne, nonno del celebre scrittore Nathaniel Hawthorne.

Susannah portava con sé la seconda dote più ricca di Salem, un elemento che compensava la sua fama di donna poco attraente. Si racconta che, al momento delle nozze, Samuel ottenne non solo una ingente fortuna, ma anche il prestigio del nome Hathorne. Nonostante la differenza sociale, il matrimonio fu solido e dalla coppia nacquero quattro figli: un maschio e tre femmine.

Ingersoll rimosse quattro degli abbaini per creare una casa in stile federale, dalla forma più squadrata e in linea con le mode dell’epoca. Nel luglio del 1804, durante il viaggio di ritorno dai Caraibi, il capitano Samuel Ingersoll contrasse il tifo e morì in mare. Poco dopo l’arrivo della nave nel porto di Salem, che venne immediatamente messa in quarantena, anche il suo unico figlio cadde vittima della stessa malattia.

Rimase così come unica figlia sopravvissuta Susannah, poiché le sue due sorelle erano morte entrambe prima di compiere dodici anni. Dopo la morte del padre, Susannah e sua madre continuarono a vivere nella villa fino al 6 dicembre 1811, quando, alla morte della madre, Susannah ereditò non solo la casa di famiglia ma anche un’ingente fortuna.

Se già per una donna dell’epoca era insolito possedere proprietà, Susannah aveva dimostrato di essere una figura fuori dal comune: nel 1805, era già diventata proprietaria terriera, ereditando i beni dei cugini deceduti. Questo la dipinge come una donna molto avanti per i suoi tempi, una vera imprenditrice attiva nel mercato immobiliare, indipendente e determinata.

Fu proprio attraverso Susannah che Nathaniel Hawthorne entrò in contatto con la casa destinata a ispirare il suo celebre romanzo gotico – The House of the Seven Gables. Al suo ritorno a Salem dopo la laurea, Nathaniel strinse una solida amicizia con la sua cugina di secondo grado — che affettuosamente soprannominò “La Duchessa.”

Vivendo a pochi isolati di distanza, Nathaniel la visitava spesso, ascoltando le storie che Susannah gli raccontava su come la casa apparisse prima della ristrutturazione effettuata da suo padre, quando lei aveva dieci anni. Fu probabilmente grazie a questi racconti che Hawthorne concepì The House of the Seven Gables, ispirandosi proprio alla dimora della sua cugina.

Susannah Ingersoll non si sposò mai, ma accolse nella sua vita diversi figli adottivi. L’ultimo fu Horace Conolly, un ragazzino che divenne come un figlio per lei. Alla sua morte, Susannah era la seconda donna più ricca di Salem e Horace ereditò sia la maestosa dimora e l’ingente patrimonio.

Seguendo la tradizione di chi l’aveva preceduto, Horace apportò modifiche architettoniche alla casa ma, sfortunatamente, dissipò l’intera eredità. Nel 1883 la casa cambiò così nuovamente proprietà, entrando nelle mani della famiglia Upton.

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Gli interni di The House of the Seven Gables

Gli Uptons e l’apertura al pubblico

Gli Uptons non si fermarono e nel 1888 iniziarono a rinnovare la casa: sostituirono il camino della parte più antica risalente al 1668 e fecero altre modifiche nel 1890. Ma fu soprattutto sotto la loro gestione che la casa si aprì al pubblico.

Convinti che la loro dimora fosse quella che Hawthorne aveva preso a modello per il celebre romanzo La casa dai sette abbaini, iniziarono a organizzare visite turistiche e per soli venticinque centesimi, i visitatori potevano esplorare le stanze descritte nel libro e ascoltare racconti legati alla storia e alla letteratura.

Henry Upton, capofamiglia e insegnante di musica e danza, aggiunse un tocco di eleganza all’atmosfera della casa componendo nel 1892 la “House of the Seven Gables Series”, una serie di musiche da ballo. Nel salotto di casa dava lezioni di danza, mentre sua figlia Ida Upton nota artista, dipinse una “Witch Cup” (Coppa della Strega), che vendette come souvenir alla fine delle visite.

Queste venivano esposte in una piccola vetrina, ricavata da un negozietto sul lato di Turner Street, che riproduceva la celebre “bottega di Hepzibah” del romanzo, attirando così visitatori e appassionati. Si dice che questo sia stato “il primo souvenir tipico al mondo”.

Così, la casa non fu solo un patrimonio architettonico e familiare, ma divenne anche un luogo vivo di cultura, arte e tradizione, capace di raccontare storie attraverso i suoi muri e di mantenere vivo il legame con il capolavoro di Hawthorne.

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Caroline Emmerton e i restauri del 1900

Gli Upton vendettero la dimora dopo essersi trasferiti nel quartiere di Salem Willows. Caroline Emmerton, filantropa e sostenitrice della conservazione del patrimonio storico, fondò la House of the Seven Gables Settlement Association per aiutare le famiglie di immigrati che si stabilirono a Salem all’inizio del XX secolo.

Ispirata dalla Hull House di Jane Addams, acquistò l’antica dimora dei Turner nel 1908 e collaborò con l’architetto Joseph Everett Chandler per restaurarne l’aspetto originale, o quantomeno quello percepito come tale. Chandler fu una figura centrale nel movimento per la conservazione storica del primo Novecento, e la sua filosofia influenzò il modo in cui la casa fu restaurata.

L’obiettivo della Emmerton era quello di preservare la casa per le generazioni future, offrire opportunità educative ai visitatori e utilizzare i proventi delle visite per finanziare i suoi programmi sociali. Grazie a Emmerton e Chandler, la villa Turner-Ingersoll, conosciuta popolarmente come La Casa dai Sette Abbaini, è sopravvissuta mantenendo molti dei suoi elementi architettonici originali che rappresentano quattro secoli di storia architettonica americana.

La Emmerton desiderava che l’esterno della dimora conservasse un aspetto post-medievale risalente circa al 1720, mentre gli interni avrebbero dovuto evocare gli anni 1840 — il periodo in cui è ambientata The House of the Seven Gables. L’obiettivo era far rivivere il romanzo e grazie allo stile ricco di dettagli descrittivi di Hawthorne, non fu poi così difficile ricreare l’atmosfera delle sue pagine.

Camminare attraverso le stanze della più antica e grande dimora in legno ancora esistente del New England è un’esperienza suggestiva, sia per gli amanti della letteratura americana che per chi è affascinato dalla storia, dall’architettura e della vita quotidiana del passato.

Grazie al loro lavoro e a quello di innumerevoli altri sostenitori nel corso degli anni, La Casa dai Sette Abbaini è giunta fino a noi con molte caratteristiche architettoniche uniche ancora intatte. La casa rappresenta l’eredità della ricchezza marittima di Salem, la fama di Nathaniel Hawthorne e il servizio alla comunità della Greater Salem.

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The House of the Seven Gables

I legami con la stregoneria

La Casa dei Sette Abbaini, rappresenta un’importante testimonianza della storia della città. Sebbene non sia stata direttamente coinvolta nei processi alle streghe, la sua connessione con la famiglia Turner e le testimonianze di eventi legati alla stregoneria nelle vicinanze, la rendono un punto di riferimento significativo per comprendere il contesto storico di Salem durante quel periodo.

Durante le indagini del 12 maggio 1692, Mary Warren accusò Ann Pudeator di stregoneria, dichiarando che il suo spettro aveva fatto cadere un giovane Turner da un albero di ciliegio, facendogli perdere i sensi. Questa testimonianza è riportata nei documenti ufficiali delle udienze del processo alle streghe di Salem e contribuì alla condanna di Ann Pudeator, giustiziata nel settembre del 1692.

Elizabeth Turner, sorella di John Turner (il costruttore della Casa dei Sette Abbaini), fu la prima moglie di Eleazer Gedney. Eleazer era un noto costruttore navale e il fratello di Bartholomew Gedney, uno dei giudici principali durante i processi alle streghe di Salem.

Questa connessione lega direttamente la casa dei Turner agli eventi del 1692. La casa di Eleazer, conosciuta come la Gedney House, è stata utilizzata come taverna durante i processi e la vedova Mary Gedney ha ricevuto un compenso per aver fornito rinfreschi a giurati e testimoni.

Anche Susanna Ingersoll, cugina di Nathaniel Hawthorne, si dice che fosse coinvolta in pratiche di guarigione erboristica e che la sua casa fosse un punto di riferimento per chi cercava rimedi naturali. Alcuni racconti suggeriscono che le sue attività fossero viste con sospetto da alcuni membri della comunità, richiamando l’atmosfera di paura e diffidenza che caratterizzò i processi alle streghe.

The House of the Seven Gables è anche un luogo ricco di leggende e storie di fantasmi. Secondo alcuni la casa sarebbe infestata da spiriti legati al passato oscuro della famiglia Pyncheon e alla maledizioni lanciate durante i processi alle streghe

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Informazioni per visitare The House of the Seven Gables

La casa dei sette abbaini è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Il costo del biglietto per accedere a The House of the Seven Gables va da 25/30 $ dollari a seconda del periodo dell’anno e degli eventi in programma.

Data la grande affluenza, specialmente nel mese di ottobre, ti suggeriamo di prenotare il biglietto per tempo e di rispettare l’orario di accesso scelto. Il tour guidato dura circa 45 minuti ma per visitare con calma tutto il resto della proprietà e godervi anche i giardini, vi suggerisco di considerare almeno un paio d’ore.

Durante il Natale o per eventi particolari come i “Behind Closed Doors” che si svolgono solitamente nel mese di settembre, vengono spesso organizzati dei tour tematici, dove sono accessibili delle stanze, che in altri periodi dell’anno sono chiuse: come l’ufficio del colonnello Pyncheon e la stanza con le signore che si preparano per il Natale.

Sapevi che per molto tempo non fu possibile celebrare il Natale nel Massachusetts coloniale? Un pò come in Scozia dopo la riforma protestante. La Corte Generale della Colonia della Baia del Massachusetts nel 1659, approvò una legge che vietava le celebrazioni natalizie e imponeva una multa a chiunque fosse sorpreso a osservare il giorno di Natale astenendosi dal lavoro, festeggiando o in qualsiasi altro modo.


Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Destination Salem – Si ringrazia inoltre la direzione di The House of The Seven Gables per averci permesso di fotografare gli interni per la realizzazione dei nostri articoli e guide di viaggio.

Fonti storiche – National Historic Landmark

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