Uno dei fari più particolari che abbiamo visto durante il nostro viaggio nel Maine è senza dubbio il Rockland Breakwater Lighthouse, che si erge maestoso all’estremità di un imponente molo in granito lungo circa un miglio, proteggendo il porto della città di Rockland dalle violente tempeste provenienti da nord-est.
Siamo arrivati qui dopo aver trascorso alcune ore a Owls Head Lighthouse e aver fatto il pieno di bellezza. Il frangiflutti di Rockland non è soltanto una struttura funzionale per riparare le imbarcazioni lungo la Penobscot Bay, ma è diventato nel tempo una vera e propria icona della costa del Maine.
Ogni anno migliaia di visitatori percorrono l’intera passeggiata sul molo per ammirare panorami mozzafiato, velieri e tipiche barche per la pesca delle aragoste, prima di raggiungere la loro meta finale: il faro.
Camminare su questo sentiero di blocchi di granito sovrapposti che si snoda sull’Oceano Atlantico è stata una delle esperienze più suggestive del nostro itinerario tra i fari del Maine: un percorso emozionante dal primo all’ultimo passo, avvolti da un’atmosfera surreale, spinti dal vento e accompagnati dal fragore delle onde.
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Cosa troverai in questo articolo
Rockland, la città delle fornaci
L’industria della calce prosperò per quasi due secoli lungo la costa centrale del Maine. Dopo l’estrazione, la pietra calcarea veniva riscaldata in apposite fornaci (kilns) e trasformata in calce, un materiale fondamentale per l’edilizia dell’epoca. L’attività raggiunse livelli così importanti che la comunità di East Thomaston, che contava ben 80 fornaci affacciate sul porto, venne ribattezzata Rockland verso la metà dell’Ottocento.
Accanto alla produzione della calce, si svilupparono anche i cantieri navali, la pesca, l’estrazione del granito, la raccolta del ghiaccio e il trasporto con i battelli a vapore. Tutte queste attività resero Rockland Harbor uno dei porti più attivi della costa del Maine, nonché un rifugio essenziale per le imbarcazioni durante tempeste e mareggiate.
Nel 1850 violente nor’easters — le tipiche tempeste atlantiche provenienti da nord-est — provocarono gravi danni alle strutture sul lungomare, alle attività commerciali e alle navi attraccate nel porto.
La mancanza di un vero frangiflutti impediva al porto di sviluppare appieno il proprio potenziale, sia come scalo commerciale sia come riparo sicuro per la navigazione costiera. Nonostante le petizioni dei cittadini e l’intervento di un senatore locale, il United States Congress approvò la costruzione del frangiflutti solo nel 1880.
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Il Breakwater: la nascita del molo di granito
Per agevolare la navigazione locale, nel 1827 fu collocata una piccola lanterna a Jameson Point, sul lato nord dell’ingresso al porto di Rockland. Un primo tentativo di protezione del porto risale al 1832, quando Jeremiah Berry costruì un rudimentale muro attraverso una parte dell’area portuale.
La realizzazione di un vero frangiflutti fu però rimandata per diversi decenni a causa degli elevati costi. Nel frattempo, i produttori di calce subirono danni anche molto gravi: le onde, sospinte dalle tempeste, si abbattevano violentemente sui capannoni delle fornaci, provocando allagamenti e, in alcuni casi, perfino incendi.
Tra il 1881 e il 1899 venne finalmente costruito l’imponente frangiflutti in granito, lungo quasi un miglio, con lo scopo di proteggere il porto e creare un rifugio sicuro per le navi durante le frequenti tempeste che colpiscono questa costa frastagliata del Maine. La Bodwell Granite Company impiegò circa 700.000 tonnellate di granito per l’opera, che superò i tre quarti di milione di dollari di spesa: un vero capolavoro di ingegneria costiera per l’epoca.
Con l’avanzare dei lavori, un piccolo segnale luminoso mobile veniva progressivamente spostato sempre più verso l’estremità del frangiflutti man mano che questo si allungava. Per diversi anni, Charles Ames svolse il ruolo di custode della luce per una paga di 25 dollari al mese e, in caso di nebbia, faceva anche risuonare un triangolo metallico come segnale acustico. Di solito raggiungeva la luce a piedi, ma quando il frangiflutti era coperto di ghiaccio remava partendo da Jameson Point.
Col tempo, però, lo stesso frangiflutti iniziò a rappresentare un pericolo per la navigazione, soprattutto a causa della fitta nebbia estiva e delle violente tempeste di neve in inverno. Fu così evidente che l’estremità esterna doveva essere segnalata in modo più efficace: il semplice segnale luminoso non era più sufficiente.



La costruzione di Rockland Breakwater Lighthouse
Nel giugno del 1900, il United States Congress stanziò 30.000 dollari per la costruzione di un faro e di un segnale acustico da nebbia all’estremità del frangiflutti. L’obiettivo era chiaro: salvaguardare le imbarcazioni ed evitare che venissero spinte contro la diga durante le violente bufere che colpiscono questo tratto di costa.
Nel punto in cui oggi sorge il faro, il frangiflutti raggiunge una profondità di circa 20 metri, una larghezza di 13 metri e una base imponente di ben 53 metri.
Nel 1902 venne finalmente eretta la struttura definitiva: una torre quadrata in mattoni rossi collegata alla fog-signal house, con annessa la casa del guardiano. La luce fu accesa per la prima volta il 30 ottobre 1902, segnando l’inizio ufficiale della storia operativa del faro.
La stazione era composta da:
- un’abitazione del custode di un piano e mezzo, con tetto a padiglione (gambrel) in legno
- un edificio adiacente in mattoni destinato al segnale da nebbia
- una torre quadrata in mattoni rossi alta circa 8 metri
All’interno della lanterna era installata una lente di Fresnel di quarto ordine rotante, con piano focale a 11 metri sopra il livello dell’alta marea. Il segnale da nebbia consisteva in una tromba Daboll di prima classe, uno degli apparati acustici più potenti dell’epoca. Sul lato nord del molo era inoltre presente una rimessa per le imbarcazioni di servizio.
Oggi la torre, alta circa 8 metri, ospita una moderna luce VRB-25, che lampeggia ogni cinque secondi ed è visibile fino a 17 miglia nautiche. Nelle giornate di nebbia, un segnale acustico accompagna la luce emettendo un fischio ogni 15 secondi. Il faro fu automatizzato intorno al 1964 e, nel 1998, la proprietà passò alla città di Rockland, che da allora ne cura il restauro con l’aiuto di volontari e associazioni locali.


Il primo custode del faro
Il primo custode fu Howard P. Robbins, veterano con 25 anni di servizio presso Mount Desert Rock Light, Blue Hill Bay Light e Baker Island Light. Dopo l’attivazione della stazione, il suo salario annuale fu aumentato da 500 a 540 dollari. Suo figlio, Clifford M. Robbins, venne nominato custode assistente nel novembre 1902.
Howard e Clifford Robbins si dimisero entrambi nel 1909. Molti anni dopo, Clifford ricordava così i durissimi inverni trascorsi sul molo: “Tre o quattro inverni così di seguito, e mi ero stancato di fare il custode del faro!”
Rockland Breakwater Lighthouse era una “stag station”, ovvero una stazione in cui le famiglie dei guardiani non risiedevano al faro. I lighthouse keepers vivevano sulla terraferma e raggiungevano il faro esclusivamente per i turni di servizio, spostandosi in genere in barca dal porto di Rockland, evitando così la lunga e faticosa traversata a piedi sul frangiflutti, soprattutto durante l’inverno.
Durante i periodi di servizio, i guardiani integravano la loro alimentazione pescando aragoste direttamente attorno al faro. Un episodio curioso è stato raccontato da un ex membro della United States Coast Guard, Warren Tommy Ayres, che prestò servizio al faro nel 1951: ricordava che l’ufficiale responsabile catturò un’aragosta di 27 libbre (oltre 12 kg) e che una chela era grande quanto una scarpa. Un’immagine che rende bene l’idea della ricchezza di queste acque… e della vita spartana sul frangiflutti.


Automazione, abbandono e rinascita di Rockland Breakwater Lighthouse
Nel 1965 il Rockland Breakwater Lighthouse venne automatizzato e i custodi furono definitivamente trasferiti altrove. In quella fase fu rimossa anche la lente Fresnel di quarto ordine, la cui ubicazione attuale resta tuttora sconosciuta. Poco dopo, la United States Coast Guard annunciò addirittura l’intenzione di demolire l’intera struttura, ritenuta ormai superflua.
La reazione dell’opinione pubblica fu immediata. Per evitare la distruzione del faro, il vicino Samoset Resort si assunse temporaneamente parte della manutenzione, dopo che la City of Rockland aveva inizialmente rifiutato la proprietà dell’edificio. Nel 1989 anche il resort rinunciò, ma nel frattempo maturò una nuova consapevolezza: il faro era troppo importante per essere perduto.
Attraverso il Maine Lights Program, il Consiglio comunale si fece avanti per ottenerne ufficialmente la gestione, con un obiettivo chiaro: proteggere e preservare la propria storia e rendere il faro accessibile a cittadini e visitatori. Oggi il Rockland Breakwater Lighthouse compare perfino sullo stemma e sulla carta intestata ufficiale della città, a dimostrazione del suo valore simbolico.
Il Maine Lighthouse Selection Committee approvò il trasferimento alla città e nacque così il gruppo Friends of the Rockland Breakwater Lighthouse, sezione della American Lighthouse Foundation. Nel 2001 venne firmato il contratto di gestione con il Comune e il gruppo avviò un importante lavoro di restauro interno ed esterno, riportando progressivamente il faro al suo antico splendore.
Nel 1999 la struttura fu completamente riverniciata da volontari, tra cui anche marinai del cacciatorpediniere della Marina statunitense U.S.S. Stump, in visita al porto. La vernice fu donata da un negozio locale della Sherwin-Williams, mentre i ristoranti della zona si occuparono di fornire i pasti ai volontari.
Nel 2003 furono installati una piattaforma galleggiante e una rampa di accesso, rendendo il faro più facilmente raggiungibile. Nello stesso anno la Environmental Projects Inc. si occupò della preparazione degli interni per il restauro definitivo. Sempre nel 2003, sul ponte del faro venne posizionata una grande panchina in mogano verniciata di bianco, oggi uno dei punti più amati dai visitatori per sedersi e godere del panorama sul mare.

Consigli per visitare Rockland Breakwater Lighthouse
L’accesso al Rockland Breakwater Lighthouse avviene dal Marie Reed Park, punto di partenza della lunga camminata panoramica sul frangiflutti. Il percorso si snoda su grandi blocchi di granito irregolari, che possono risultare scivolosi in caso di pioggia, umidità o mare mosso: è quindi essenziale prestare molta attenzione a dove si mettono i piedi.
La passeggiata regala viste spettacolari sull’Oceano Atlantico e sul porto di Rockland, con un’atmosfera che diventa sempre più selvaggia man mano che ci si avvicina al faro. La brezza marina aumenta progressivamente, rendendo l’esperienza ancora più suggestiva… ma anche più fredda, persino in estate.
⚠️ Importante: l’accesso al molo e al faro è sempre a proprio rischio, specialmente in presenza di vento forte, onde o temporali.

Cosa portare e come vestirsi
- Scarpe chiuse e con buona aderenza
- Felpa o giacca antivento, anche in estate
- Acqua e protezione solare nelle giornate più calde
- Macchina fotografica o smartphone: i panorami sono incredibili
Attualmente
- La torre non è visitabile internamente a causa di lavori di restauro
- Non ci sono servizi igienici al faro
- In estate sono presenti bagni temporanei presso il parco di partenza
Nonostante ciò, la camminata sul breakwater e i panorami sul mare rendono la visita imperdibile per chi segue il tour dei fari del Maine.


I punti migliori per fotografare il faro
- Direttamente dall’acqua
- Dai traghetti da Rockland a Vinalhaven e North Haven
- Dalle barche turistiche e dagli schooner in partenza da Rockland, Camden e Rockport
In passato il faro era aperto al pubblico nei weekend da fine maggio a metà ottobre, generalmente il sabato e la domenica. Prima di arrivare, è sempre consigliabile verificare eventuali aperture straordinarie o chiusure temporanee. Attualmente la torre non è aperta al pubblico per visite interne a causa di lavori di restauro.


Aneddoti, curiosità e “leggende” del Rockland Breakwater Lighthouse
Attorno al Rockland Breakwater Lighthouse non circolano vere e proprie leggende soprannaturali documentate, come accade per altri fari del Maine. Eppure, questo luogo è profondamente radicato nel cuore degli abitanti di Rockland e dei visitatori, grazie alla sua posizione unica e alla straordinaria passeggiata che conduce fino alla torre.
Uno degli aspetti che più sorprende chi lo visita per la prima volta è che la camminata sul molo è molto più lunga di quanto sembri: quasi un miglio sospesi tra cielo e mare. Ma ogni passo viene ripagato da luci, suoni e atmosfere sempre diverse, soprattutto al tramonto, quando il faro si tinge d’oro, e con l’alta marea, quando le onde si infrangono potenti contro i blocchi di granito.
La comunità locale ha sviluppato un legame profondo con questo faro, sostenendo nel tempo con entusiasmo i progetti di conservazione e restauro e trasmettendo alle nuove generazioni il valore storico, identitario e culturale di questo luogo iconico della costa del Maine. Un faro che non è solo un aiuto alla navigazione, ma un vero simbolo di appartenenza.


Rockland Breakwater Lighthouse, un faro che resta nel cuore
Il Rockland Breakwater Lighthouse non è solo uno dei fari più affascinanti del Maine, ma è un luogo capace di lasciare un segno profondo in chi lo visita. La lunga camminata sul molo di granito, sospesi tra cielo e oceano, il vento che accompagna ogni passo, il suono delle onde e l’arrivo davanti a quella casa-faro di mattoni rossi rendono l’esperienza intima, potente e indimenticabile.
Qui non si viene solo per scattare una fotografia, ma per vivere il mare in modo autentico, percependo la forza dell’Atlantico e la storia di una comunità che, per oltre un secolo, ha legato il proprio destino a questo sentinella di luce. Il legame tra il faro e la città di Rockland è ancora oggi fortissimo, fatto di cura, volontariato e orgoglio.
Se stai pianificando un viaggio sulla costa del Maine, inserire questa tappa nel tuo itinerario significa regalarti uno dei panorami più suggestivi del MidCoast, un’esperienza lenta, intensa e profondamente emozionale. Perché alcuni luoghi non si visitano soltanto: si portano a casa, dentro il cuore.
