Il Sex Machines Museum di Praga è indubbiamente il museo che non ti aspetti di visitare, eppure è sempre pieno di persone a tutte le ore del giorno. E’ curioso, per certi versi irriverente ma non è solo questo: racconta la storia dell’erotismo attraverso le epoche e mostra oggetti di piacere e “per alcuni” anche di tortura, legati alle varie “declinazioni” del sesso che si sono sviluppate nel corso dei secoli.
Praga è una città meravigliosa, questo è indiscusso, è ricca di storia, suntuosi palazzi, musei e paesaggi gotici da capogiro. Tra le tante alternative che offre ai suoi milioni di visitatori, ci sono anche i night club, gli shop di marjuana e i locali che servono assenzio. In questa vasta offerta non sorprende veder spuntare lungo le intricate via della città vecchia, un museo dedicato alle macchine del sesso.
Il Sex machines museum esprime in modo inequivocabile quanto la natura dell’uomo sia legata a doppio filo con la sessualità sin dagli albori della civiltà. Il sesso è potere, controllo, lascivia, erotismo e si intreccia con la politica, la religione, la cultura e ogni aspetto della vita umana.
Per alcuni è un argomento tabù, mentre per altri è un tema giocoso e parte naturale della vita. Del resto non è un caso che psicoanalisti, sociologi, letterati, poeti, artisti e storici di tutte le epoche, hanno spesso trattato temi che hanno ruotato attorno alla sessualità.
Ancora oggi la sessualità è un mezzo per mandare dei messaggi, far discutere e parlare.
NB: l’articolo contiene foto che potrebbero essere non adatte ai minori di 18 anni.





Cosa troverai in questo articolo
Cosa ti aspetta al Sex Machines Museum
Il museo delle macchine del sesso si sviluppa su tre piani e copre 600 metri quadrati di esposizione. Si trova al centro di Praga, all’interno di un edificio storico a pochi passi dall’Orologio Astronomico, in Via Melantrichova 18 e ospita più di 350 oggetti.
Il percorso museale, guida il visitatore lungo un sentiero di stupore e stimola allo stesso tempo ragionamento e curiosità, per approfondire uno dei temi più attuali di tutti i tempi: la sessualità.
Gli oggetti in mostra al sex machines museum provengono un pò da tutto il mondo e sono il frutto di un’accurata ricerca iniziata molti anni fa dal suo ideatore, l’italiano Oriano Bizzocchi, che non è nuovo in questo lavoro.
Il museo delle macchine del sesso di Praga offre uno spaccato sulle abitudini e dei vizi delle persone a cavallo delle varie epoche: macchine del sesso, lingerie ottocentesca, statue e figure erotiche, maschere e oggetti per il bondage, vibratori, oggetti per erotismo personale e/o di coppia e cimeli che provengono da famosi bordelli di Londra, Parigi e persino Firenze.
The sex machines museum offre l’opportunità per sbirciare dietro un velo e fa capire quanto il tema della sessualità sia centrale nella società e nella vita delle persone. Irriverente o no, non si può negare che attorno al sesso ruotano un milione di cose.
Non sorprende che il colore che pervade tutto il museo sia il rosso, declinato in tutte le sue sfumature: dal cremisi, allo scarlatto, dal ciliegia al rosso fuoco. Da sempre il colore rosso è legato alla sensualità e alla passione. Il logo del museo è una S maiuscola che ricorda la parola sex, le curve sinuose del corpo di una donna e anche l’abbraccio di due amanti.






Cosa trovi in mostra al Sex Machines Museum di Praga
Tra gli oggetti esposti troviamo delle scarpe erotiche del 1930 con una specie di fallo incorporato sulla parte anteriore “Gabriele D’Annunzio style” e una “scatola magica” per il voyeurismo usata nelle fiere di paese, dove all’interno si sdraiava una donna e altri pagavano per guardare da fuori.
Puoi vedere un paio di sandali indossati dalle prostituite dell’antica Grecia, che lasciavano sul terreno il messaggio “segui i miei passi” e un paio di zoccoli alla Chopine, un particolare tipo di calzatura usato dalle cortigiane veneziane nel 1500 per “elevarsi” e quindi per farsi notare rispetto alle normali dame di corte. In seguito questa calzatura venne adottata da molte prostitute per rendersi visibili lungo le strade pubbliche.
Trovi esposte anche delle scarpe medievali dette “a la poulaine” caratterizzate da una punta affusolata di grandi dimensioni che facilitava ai cavalieri l’introduzione della scarpa nella staffa. La staffa rappresentava l’organo femminile e la scarpa quello maschile.
In mostra ci sono varie tipi di macchine del sesso, oggetti di piacere più o meno espliciti, attrezzature per l’autoflagellazione, abiti di epoche diverse. Molti oggetti fanno riflettere su come l’uomo fin dall’antichità si sia cimentato nell’invenzione e nella costruzione di macchine per procurare piacere e/o per impedirlo: falli di gomma, piercing, cinture di castità sia femminili che maschili e vecchie macchine anti-masturbazione.
All’interno del museo c’è un sala dedicata al sadomaso e anche un piccolo cinema erotico, semi nascosto da un tendone, che proietta film dei primi del 900. Pare che i film in questione siano stati girati su richiesta di re Alfonso XIII e rispecchino i gusti della classe dirigenziale del tempo.
Non passa certamente inosservato il tavolo erotico, proveniente dall’Emilia Romagna, usato per bloccare il partner e eseguire dei giochini sadomaso. Altro pezzo in esposizione è il Berkley Horse, una macchina per pratiche sadomasochistiche inventata nel 1928 da Theresa Brekley, proveniente da un famoso bordello di Londra. Il cliente veniva legato e fustigato con rami di betulla o altri oggetti.
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Curiosità sull’esposizione al Sex Machines Museum
Sin dalla preistoria c’era interesse verso la sessualità, infatti poco dopo aver varcato l’ingresso si può vedere la riproduzione di un fallo ritrovato a Ulm in Germania, risalente a 28.000 anni fa. Parte della collezione è dedicata agli strumenti di piacere femminile, creati prima dell’avvento delle batterie elettriche.
Alcuni si attivavano con acqua calda, altri a manovella o grazie al vapore. Un tempo tali oggetti venivano usati per curare l’isteria. Lo sapevi? E’ curioso scoprire come siano cambiate le cose nel corso dei secoli. The sex machines museum espone anche il primo vibratore inventato nel 1734 in Francia con stantuffo a vapore, noto come “tremoussoir”.
Ci sono in mostra sedie coercitive per la dominazione, un trono con un buco nel centro per facilitare il sesso orale o pratiche legate alla coprofagia; un anello con allarme contro la masturbazione maschile, divani per sesso di gruppo usati nei bordelli e persino un teatrino di marionette a manovella sempre a tema sessuale.
Non passa inosservata la Siege d’amour, realizzata a Parigi nel 1890 per facilitare accoppiamenti multipli, e che fece il giro dei più famosi bordelli dell’epoca.
Tra gli oggetti esposti c’è anche un apparato erotico un pò “strambo” proveniente da una prigione femminile tedesca creato per placare gli animi delle detenute più irruente. Non era usato dalle guardie, ma dalle detenute stesse, che potevano disporne come meglio credevano.
Alle pareti non mancano foto storiche di prostitute, foto erotiche o di scene sadomaso, piercing e oggetti per provare piacere e/o dolore. Tra gli oggetti più curiosi ci sono anche alcuni bastoni da passeggio che all’occorrenza si potevano trasformare in oggetti per la masturbazione e “bizzarre” cyclette dall’utilizzo quanto mai esplicito.
Da notare anche un paio di sandali con olisbos: zoccoli giapponesi in legno usati durante la festa delle fertilità “Kanamara Matsuri”. La festa si svolge il 15 marzo di ogni anno a Komachi, a 400 Km da Tokyo, durante la quale il pene viene celebrato e riprodotto in mille modi, anche su cibo e dolci.
Trovi esposte anche fragranze orientali, profumi afrodisiaci e maschere erotiche giapponesi con un naso asportabile a forma di fallo, da appendere alle pareti e usare all’occorrenza.





Informazioni per la visita
Il museo delle macchine del sesso è aperto tutti i giorni dell’anno dalle 10.00 alle 23.00 e l’ingresso è vietato ai minori di 18 anni. L’ingresso costa 300 CZK, circa 10 euro.
Ogni sala del sex machines museum ha dei pannelli informativi disponibili in più lingue, compreso l’italiano, che spiegano il funzionamento dei vari oggetti in mostra. Abbiamo incontrato molte persone, sia coppie, che single della nostra età ma anche più grandi, durante la nostra visita.
Vale la pena visitarlo? Assolutamente si! Indubbiamente è un museo unico nel suo genere e presenta uno spaccato sullo sviluppo dell’erotismo e del sesso nel corso dei secoli, che fa riflettere. Molte cose sono cambiate nel tempo, mentre altre sono rimaste immutate, come i tabù che ancora oggi ruotano attorno a questi argomenti.
Articolo scritto in collaborazione con Sex Machines Museum – che ringraziamo per aver organizzato la nostra visita in modo impeccabile.
Abbiamo deciso di inserire solamente alcune fotografie – meno esplicite – per non urtare la sensibilità di nessuno.
