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Stati UnitiMassachusetts

Salem Witch Museum: storia, misteri e verità sui processi alle streghe di Salem

by Ale Carini 25 Ottobre 2025
by Ale Carini Published: 25 Ottobre 2025Updated: 8 Novembre 2025 28 minuti read
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A Salem, ogni pietra racconta una storia. Ma nessuna è come quella che si custodisce dietro le porte del Salem Witch Museum, una delle attrazioni più visitate del Massachusetts e un punto di partenza per chi vuole comprendere la vera storia delle streghe di Salem.

Salem Witch Museum (19 di Washington Square North, Salem – Massachusetts) è stato inaugurato nel 1972 e ogni anno attira migliaia di visitatori. Si trova all’interno di una ex chiesa storica ristrutturata, The Unitarian East Church, e di fronte al Salem Common, un grande parco cittadino risalente al 1600, usato in diverse produzioni cinematografiche, tra cui Hocus Pocus.

Scopriamo cosa si nasconde dietro alle spesse porte di questo storico Museo di Salem.

cosa vedere al salem witch museum, Facciata del Salem Witch Museum a Salem Massachusetts

Cosa troverai in questo articolo

  • Il reverendo Higginson e i processi alle streghe di Salem
  • La trasformazione della East Church in Salem Witch Museum
  • Cosa vedere al Salem Witch Museum oggi
  • La statua di Roger Conant davanti al Salem Witch Museum
  • Visitare il Salem Witch Museum: guida completa
    • I libri in mostra al Salem Witch Museum
    • The Malleus Maleficarum: il martello delle streghe
    • The Discoverie of Witchcraft: una voce fuori dal coro
    • Daemonologie: la caccia alle streghe con il sostegno della Corona
    • Un’eredità che attraversò l’oceano
    • Echi attraverso i secoli
  • La storia dietro ai processi alle streghe di Salem
    • Cosa accadde a Tituba
    • La storia di Dorothy Good, figlia di Sarah Good
    • Cosa portò a questo isterismo di massa e alle persecuzioni
    • La corte speciale di Oyer e Terminer e le prime condanne
    • La nuova corte e la fine dei processi alle streghe
    • Cosa avvenne dopo il 1700 – le vittime dei processi
  • Informazioni per visitare The Witch Museum a Salem
    • Considerazioni e approfondimenti

Il reverendo Higginson e i processi alle streghe di Salem

Nel 1692, il terreno dove oggi si trova The Salem Witch Museum e alcuni edifici adiacenti, apparteneva al reverendo John Higginson. Si ritiene che la sua casa fosse proprio vicino alla strada, approssimativamente dove si trova il museo al giorno d’oggi.

All’età di 76 anni, il reverendo Higginson era l’anziano ministro di Salem, assistito da Nicholas Noyes. John tentò di restare fuori dai processi per stregoneria, ma dopo che John Hathorne mandò in prigione Dorothy Good, di soli quattro anni, fu coinvolto nel suo interrogatorio. Si dice che il reverendo John, fosse preoccupato per il benessere della piccola. Come dargli torto?

Higginson fu presente anche all’interrogatorio di Mary Warren, nella prigione di Salem. Terminati i processi per stregoneria, scrisse l’introduzione al libro di Hale: “A Modest Enquiry into the Nature of Witchcraft” (Una modesta indagine sulla natura della stregoneria).

Nonostante il suo atteggiamento prudente nei confronti delle accuse di stregoneria, anche la famiglia del reverendo Higginson fu coinvolta nei fatti. Il 6 giugno fu emesso un mandato di arresto per sua figlia, Ann Dolliver.

Dieci anni prima, Ann aveva sposato un pescatore di Gloucester, William Dolliver, che però l’aveva abbandonata insieme ai loro tre figli. Ann tornò a Salem con i bambini per vivere con il padre e la matrigna. Triste e depressa, Ann avrebbe lottato contro la malinconia per il resto della sua vita.

Mary Walcott e Susanna Sheldon accusarono la signora Dolliver di stregoneria, concentrandosi in particolare su due bambole di cera che lei possedeva. Le accusatrici affermarono anche che Ann Dolliver desiderasse la morte di suo padre.

Quando Ann fu interrogata dai tre magistrati di Salem – Hathorne, Corwin e Gedney – ammise non solo di aver usato “contro-magia” con le sue bambole, ma anche di aver praticato la stregoneria “senza l’intento di fare del male a qualcuno” e confessò anche di aver trascorso una notte intera nei boschi.

Sebbene Dolliver sia stata incarcerata, non fu mai processata e tornò a vivere con suo padre nella casa situata presso il Salem Common.

salem witch museum
Salem Witch Museum illuminato per la notte

La trasformazione della East Church in Salem Witch Museum

La East Church di Salem fu fondata nel 1718, quando alcuni residenti lasciarono la First Church (la Chiesa Primaria) e costruirono un edificio di culto, dove celebrarono riti religiosi per oltre 125 anni.

Durante questo periodo, la chiesa attraversò una profonda trasformazione teologica passando da una dottrina puritana tradizionale, a una visione più liberale di tipo unitariano, dovuta in larga parte a William Bentley, pastore della congregazione dal 1783 al 1819.

Bentley non era noto solo come ministro, ma anche come giornalista, perché scriveva regolarmente per il Salem Gazette. Il suo impegno e la sua reputazione furono tali che Thomas Jefferson gli chiese di diventare primo presidente dell’Università della Virginia. Tuttavia, Bentley rifiutò l’offerta, per restare alla guida della East Church, dove rimase fino alla sua morte, avvenuta nel 1819.

La congregazione lasciò il vecchio edificio nel 1846, quando venne completata la nuova chiesa in stile neogotico, costruita di fronte al Salem Common. L’edificio, progettato dall’architetto Minard Lafever, in origine aveva due alte torri sulla facciata principale e altri elementi distintivi dell’architettura gotica, come alte e strette finestre, archi a sesto acuto e una merlatura lungo il tetto e in cima alle torri.

East Church si fuse con la Barton Square Church nel 1897 e fu ribattezzata Second Unitarian Church. Nel 1902, l’edificio subì gravi danni a causa di un incendio, ma venne restaurato e la congregazione continuò a celebrare qui i propri culti per tutta la prima metà del XX secolo.

Second Unitarian Church, fu chiusa nel 1956, in seguito alla fusione con The First Church, che riunì le due congregazioni quasi 250 anni dopo la loro separazione. L’edificio, non essendo più utilizzato come luogo di culto, fu convertito e ospitò inizialmente, il Salem Auto Museum and Americana Shops.

Tuttavia, un altro grave incendio nel 1969 causò danni significativi all’interno e distrusse gran parte delle collezioni del museo. A questo punto l’edificio venne nuovamente restaurato e gli interni furono ricostruiti per ospitare il Salem Witch Museum, che aprì nel 1972.

Oggi, The Salem Witch Museum si trova ancora qui. Dell’interno originale è rimasto ben poco, ma l’esterno è stato ben conservato nel tempo, ad eccezione delle torri, ora più basse rispetto al progetto originario.

Le case ai lati del Salem Witch Museum sono: the Abraham True House (1846) e the Captain Nathaniel Weston House (1837), che, insieme all’ex chiesa e a numerosi altri edifici storici della zona, oggi fanno parte del Salem Common Historic District, inserito nel National Register of Historic Places nel 1976.

salem witch museum

Cosa vedere al Salem Witch Museum oggi

Salem Witch Museum, al suo interno ospita un’esposizione ricca di oggetti, libri e documenti legati al processo alle streghe e alle pratiche di stregoneria, insieme a tante informazioni sui personaggi dell’epoca. Visitandolo, potrai comprendere meglio gli eventi che condussero alla terribile caccia alle streghe di Salem, uno degli eventi più bui e drammatici della storia americana.

Ci è piaciuto visitare questo museo? Abbiamo letto opinioni molto discordanti sul web, quindi vogliamo condividere anche la nostra. La ricostruzione storica degli eventi è senza dubbio interessante e permette di approfondire molto. I documenti e i vari libri in mostra, sono certamente degni di nota.

Se si vuole comprendere meglio ciò che portò ai processi di stregoneria, si possono raccogliere molte informazioni storiche e curiosità, visitando questo museo. Unico neo, il prezzo, che a nostro parere, è un pò eccessivo.

Considera, prima di decidere di visitarlo, che è necessaria una discreta conoscenza dell’inglese per poter comprendere la presentazione e le informazioni fornite durante la visita, disponibili principalmente in lingua inglese, anche se sono disponibili altre lingue su richiesta.

Se l’argomento ti interessa, leggi anche The Witch House – l’unico edificio ancora in piedi legato alla caccia alle streghe di Salem.

Statua di Roger Conant, fondatore di Salem, davanti al Witch Museum
witch museum 2
All’ingresso del Salem Witch Museum, la statua di Roger Conant osserva silenziosa la città che fondò nel 1626

La statua di Roger Conant davanti al Salem Witch Museum

Prima di entrare, noterai la statua di Roger Conant, fondatore della città di Salem, che si trova all’esterno del Salem Witch Museum. A causa del suo cappello, del mantello e della vicinanza al museo, Roger Conant viene spesso scambiato per un personaggio coinvolto nei processi alle streghe di Salem, ma non è così.

Roger Conant nacque il 9 aprile 1592 nel Devonshire, in Inghilterra. Suo padre era il mercante più importante della parrocchia di Clayton. Più tardi, Conant si trasferì con la sua famiglia nel Nuovo Mondo, probabilmente arrivando a Plymouth nel 1622. La Compagnia di Dorchester istituì un insediamento per la pesca a Cape Ann nell’inverno del 1623 (oggi Gloucester) e invitò Roger Conant a unirsi a loro come governatore nel 1625.

Dopo un anno di permanenza, Roger si convinse della necessità di un insediamento più duraturo e trovò un luogo ideale, proprio alla foce del fiume Naumkeag (oggi città di Salem). L’insediamento prosperò e crebbe grazie all’agricoltura e alla pesca.

Quando il governatore Endicott arrivò nel 1628, integrò Conant e i suoi uomini nel nuovo governo. Nel frattempo, la Compagnia di Dorchester era fallita e la regione divenne parte della Colonia della Baia del Massachusetts, sotto una nuova concessione dell’Inghilterra.

Conosciuti come gli “Old Planters” (i vecchi coloni), Roger Conant e i suoi seguaci diedero continuità al nuovo insediamento e possono essere considerati a tutti gli effetti i padri fondatori di Naumkeag, poi rinominata Salem (dal termine ebraico “Shalom”, che significa pace).

Dopo la morte di Roger Conant, la colonia attraversò il drammatico periodo dei processi alle streghe del 1692. Ma per capire la nascita di questa paura collettiva, bisogna tornare indietro di qualche secolo.

Potrebbe interessarti anche la nostra guida completa per visitare Salem

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Esperienza immersiva al Salem Witch Museum sulla caccia alle streghe di Salem

Visitare il Salem Witch Museum: guida completa

Prima di visitare il museo, lo staff ti accoglierà all’interno di una grande stanza buia per offrirti un’esperienza immersiva sugli eventi del 1692. Porta un golfino, perché l’aria condizionata è davvero molto forte dentro al Salem Witch Museum.

Attraverso tredici scenografie a grandezza naturale, scoprirai la rete di bugie e intrighi che caratterizzò la caccia alle streghe di Salem. Nel buio della sala, una voce fuori campo in lingua inglese ti guiderà passo dopo passo alla scoperta dell’intera vicenda, mentre le luci illumineranno le scene più importanti.

La presentazione del Salem Witch Museum raffigura eventi storici tragici, come: l’impiccagione di George Burroughs, una scena con una figura che ritrae il Diavolo in persona e la tortura di Giles Corey per schiacciamento. La proiezione durerà circa venti minuti.

Terminata questa esperienza, lo staff ti farà entrare all’interno del Salem Witch Museum, dove attraverso una serie di oggetti, libri e pannelli informativi, potrai esplorare il significato della parola “strega” e l’evoluzione della sua immagine nei secoli.

Questa esposizione si concentra sui processi alle streghe in Europa e sul contesto storico che portò agli eventi di Salem. Inoltre, analizza la nascita dello stereotipo della strega e il fenomeno delle cacce alle streghe nel corso dei secoli.

libri sulla stregoneria in mostra al Salem Witch Museum

I libri in mostra al Salem Witch Museum

Durante la nostra visita al Salem Witch Museum, abbiamo curiosato tra diversi libri interessanti, disposti ordinatamente all’interno di teche illuminate. Il nostro sguardo si è soffermato anche su un piccolo libro, pieno di istruzioni per creare talismani magici, pozioni e amuleti per curare la febbre o smascherare tradimenti.

“Witches: Evolving Perceptions — Les Secrets Merveilleux de la Magie Naturelle du Petit Albert” rappresenta perfettamente un’epoca in cui rimedi naturali, superstizione e magia popolare, si fondevano in qualcosa di pericoloso.

Altri testi più antichi e più oscuri — hanno gettato le basi per l’isteria che travolse Salem nel 1692. Molto prima che venisse pronunciata la prima accusa nella Colonia della Baia del Massachusetts, il terreno era già stato preparato da testi europei, che trasformarono la paura in teologia e il sospetto in legge.

I tre libri più influenti sulla stregoneria sono: The Malleus Maleficarum (il martello delle streghe), The Discoverie of Witchcraft e Daemonologie. A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare non sono grimori francesi, ma rappresentano il lato istituzionale della paura stessa e contribuirono a plasmare i sistemi legali e le credenze religiose degli eventi tragici che si svolsero a Salem.

Al The Witch Museum trovi in mostra anche un libro autografato da J.K. Rowling della saga di Harry Potter. Se ti interessa, non perdere tutti gli approfondimenti che abbiamo fatto sul maghetto più famoso di tutti i tempi.

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The Malleus Maleficarum: il martello delle streghe

Tradotto come Il Martello delle Streghe, il Malleus Maleficarum è probabilmente il libro più famigerato mai scritto sulla stregoneria. Pubblicato nel 1487 dall’inquisitore domenicano Heinrich Kramer, quest’opera è un manuale profondamente misogino, teologicamente rigoroso e carico di paura, concepito per identificare, perseguire e punire le streghe.

Sebbene non sia un testo del XVII secolo, il Malleus Maleficarum continuò a essere letto e ristampato fino al 1600, influenzando direttamente le cacce alle streghe avvenute in Europa e nelle prime colonie americane.

Il libro è suddiviso in tre sezioni: la prima sostiene l’esistenza delle streghe, la seconda descrive i loro “presunti” poteri e pratiche e la terza fornisce una guida su come processarle legalmente.

Ciò che rese The Malleus Maleficarum così influente, era la fusione tra religione e legge. Qui la stregoneria viene presentata come un’eresia e una cospirazione criminale, meritevole della condanna sia da parte della Chiesa che delle corti secolari.

Uno dei suoi elementi cruciali è il collegamento diretto che fa tra stregoneria e femminilità.
Kramer, afferma che le donne siano più inclini alla stregoneria a causa della loro “fede più debole” e della “lussuria carnale” — una convinzione che avrebbe avuto influenza tragica nelle successive cacce alle streghe, comprese quelle di Salem.

Sebbene alcuni ecclesiastici, inizialmente, respinsero il testo per i suoi toni estremi, divenne uno dei libri più popolari sulla demonologia, ristampato decine di volte entro l’inizio del XVII secolo. Le istruzioni e la paranoia che alimentava, contribuirono a gettare le basi dei quadri legali che sarebbero stati usati anche durante i processi.

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The Discoverie of Witchcraft: una voce fuori dal coro

Pubblicato nel 1584 dall’inglese Reginald Scot, questo testo fu uno dei primi libri a mettere in discussione la validità delle cacce alle streghe e persino l’esistenza stessa della stregoneria.

Scot, protestante e scettico, era profondamente turbato dalla persecuzione di queste presunte streghe, che per lo più erano donne povere, anziane o affette da malattie mentali. Nel suo libro sostiene che la credulità nella stregoneria è una forma di illusione religiosa e sociale, e che le cosiddette “streghe” erano spesso vittime di superstizione, ignoranza o malizia.

L’autore non nega l’esistenza del Diavolo, ma attacca l’idea che gli esseri umani potessero stipulare dei patti con lui. Si spinge persino ad accusare la Chiesa cattolica di aver inventato e alimentato l’isteria collettiva sulla stregoneria per scopi personali.

Non sorprende che The Discoverie of Witchcraft, venne condannato dalla Chiesa, e che Re Giacomo I (che in seguito avrebbe scritto Daemonologie) ordinò che tutte le copie venissero bruciate dopo la morte di Scot.

Eppure, nonostante i tentativi di sopprimerlo, il lavoro di Scot è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Col tempo divenne un riferimento per i pensatori dell’Illuminismo e contribuì a porre le basi per la fine delle cacce alle streghe in Inghilterra e nel New England.

Vale la pena notare che questo testo contiene una delle prime descrizioni in lingua inglese dei trucchi di prestigio, un dettaglio che ispirò i futuri illusionisti, ma che confuse molti lettori dell’epoca, che scambiarono quei passaggi per un’approvazione della magia stessa.

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Daemonologie: la caccia alle streghe con il sostegno della Corona

Nel 1597, il figlio di Maria Stuarda, Re Giacomo VI di Scozia (poi divenuto Giacomo I d’Inghilterra e Irlanda), pubblicò il testo noto come: Daemonologie, un trattato in forma di dialogo su stregoneria, demoni, negromanzia e possessione.

Giacomo I, nato nel castello di Edimburgo nel 1566, era colto e curioso, affascinato da arti e teologia e profondamente ossessionato dall’occulto. A differenza del tono scettico di Scot, il libro di Giacomo esprime una forte fede nell’esistenza delle streghe e nella minaccia concreta che rappresentavano per Stato e Chiesa.

Re Giacomo I, tra l’altro aveva un’esperienza diretta con i processi alle streghe, in particolare con i processi di North Berwick del 1590, durante i quali oltre settanta persone furono accusate di aver tentato di ucciderlo tramite la stregoneria.

Questi eventi, uniti alla sua convinzione su una cospirazione diabolica, costituirono l’impalcatura ideologica di questo trattato. Il testo si presenta come una conversazione tra due personaggi — Philomathes (l’amante della conoscenza) e Epistemon (il sapiente) — e affronta argomentazioni a favore della persecuzione delle streghe.

Il contenuto legittima la caccia alle streghe come una misura necessaria di difesa spirituale e politica. Ciò che lo rese particolarmente significativo, non fu solo il testo, ma anche l’autorevolezza del suo autore, portatore del peso della monarchia.

Il sostegno di Giacomo I, alla caccia alle streghe conferì nuova credibilità ai procedimenti giudiziari per stregoneria, sia in Gran Bretagna che nell’America coloniale. Daemonologie fu citato persino nei tribunali come giustificazione per perseguire penalmente le presunte streghe.

Quando Giacomo commissionò la Bibbia di Re Giacomo del 1611, le sue idee continuarono a influenzare la teologia protestante, specialmente nelle colonie puritane del New England.
I coloni puritani che, decenni dopo, avrebbero preso parte ai processi alle streghe di Salem, vivevano immersi in una cultura religiosa che accettava la demonologia non come metafora, ma come fatto spirituale concreto.

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Un’eredità che attraversò l’oceano

Sebbene questi tre testi oscuri siano stati scritti in Europa, il loro impatto oltrepassò l’Atlantico insieme ai primi coloni inglesi. Al momento dei processi alle streghe di Salem nel 1692, le basi teologiche e i procedimenti giudiziari tratti da questi scritti erano già profondamente radicati nella vita coloniale.

Gli abitanti di Salem vivevano in un mondo in cui credere nell’esistenza delle streghe non solo era normale, ma supportato da precedenti. Le donne potevano essere accusate sulla base di sogni, convulsioni o della morte di animali da fattoria. I bambini potevano testimoniare contro i vicini. I ministri predicavano sul pericolo dell’esercito di Satana nascosto tra la popolazione.

Sebbene nessuno di questi tre libri sia stato ufficialmente citato durante i processi di Salem, la loro impronta era ovunque: nelle paure, nelle convinzioni e nelle procedure giudiziarie del tempo.

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Echi attraverso i secoli

I processi alle streghe di Salem non nacquero dal nulla, come vedremo nel dettaglio tra poco.
Furono il frutto di secoli di paura, sospetto e dogma — spesso tracciati dalla penna di alcuni uomini di potere che avevano delle forti convinzioni.

Libri come The Malleus Maleficarum, The Discoverie of Witchcraft e Daemonologie non erano semplici testi, ma strumenti che alimentarono e legittimarono la persecuzione di chi veniva considerato “diverso”. Questo modo di fare ha ancora eco nella società contemporanea.

Questi scritti non influenzarono solo il diritto, ma plasmarono intere culture. Posero le basi per il modo in cui le comunità risposero alla crisi, alla diversità e al dissenso. Sebbene il panico del 1692 sia ormai lontano, i temi racchiusi in questi libri restano attuali e mostrano come la paura possa giustificare la crudeltà.

Al Salem Witch Museum, queste eredità sono raccontate attraverso racconti curati e approfondimenti storici. Tuttavia, la storia più profonda, che precede i processi, non inizia con le persone, ma tra le pagine di un libro e comprendere quelle pagine è essenziale per capire davvero Salem.

Nel piccolo giardino laterale al Salem Witch Museum, si trova un monumento dedicato alle vittime della stregoneria, dove queste idee si fanno più concrete. Una Bibbia in granito, giace accanto a un libro aperto, circondato da grosse catene di ferro e dai nomi incisi di coloro che morirono. La presenza della Bibbia riflette l’autorità religiosa sotto cui si svolsero i processi. La scrittura, usata per il conforto, fu in questo caso anche uno strumento di condanna.

Per chi desidera approfondire la Witchcraft Collection, Lost Book Project offre l’accesso a molte opere riprodotte fedelmente per i visitatori. Questo non per diffondere la superstizione, ma per educare, preservare, e per ricordarci che le idee, una volta scritte, durano a lungo nel tempo.

Hai mai visitato Salem o il suo Witch Museum? Raccontacelo nei commenti o scrivici la tua impressione!

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La storia dietro ai processi alle streghe di Salem

Nel gennaio del 1692, Betty Parris e Abigail Williams — rispettivamente la figlia e la nipote del reverendo Samuel Parris, ministro del villaggio di Salem — si ammalarono improvvisamente. Le bambine emettevano suoni strani e sconosciuti, si nascondevano sotto i mobili e si stringevano la testa con le mani. I loro sintomi erano allarmanti e sconvolgenti per i genitori e i vicini.

Quando né la preghiera né la medicina, riuscirono ad alleviare l’agonia delle bambine, i genitori si rivolsero all’unica spiegazione rimasta: le bambine erano vittime degli effetti della stregoneria.

Man mano che la notizia si diffondeva, altre persone iniziarono a manifestare gli stessi sintomi inquietanti. Gli “afflitti” dichiaravano che spiriti incorporei li accoltellavano, li soffocavano e li pungevano con spilli. Presto iniziarono a essere fatti dei nomi, mentre le persone colpite identificavano gli spettri che le tormentavano. Vicini, conoscenti e perfetti sconosciuti vennero accusati nelle deposizioni e negli interrogatori che seguirono.

Dopo che Betty Parris e Abigail Williams furono colpite da questa misteriosa malattia che non accennava a placarsi e prima che la situazione degenerasse, Tituba e John Indian (entrambi schiavi del reverendo Samuel Parris) prepararono una cosiddetta “witch cake”, seguendo le istruzioni della loro vicina di casa, la signora Mary Sibley.

La creazione di questa torta era un tentativo di contro-magia, pratica fortemente scoraggiata, ma comune nella Nuova Inghilterra puritana. Questo incantesimo prevedeva la combinazione dell’urina delle ragazze malate con farina di segale per creare una piccola torta. La torta veniva cotta sulla cenere calda e data da mangiare a un cane.

Si sperava che, se una strega era davvero responsabile della malattia, il dolore inflitto all’animale avrebbe colpito anche la strega, rivelandone così l’identità. Alla fine, però, questo tentativo di contro-magia si ritorse contro di loro. Betty Parris e Abigail Williams peggiorarono e altre persone nel villaggio si ammalarono.

Fu allora che le bambine iniziarono a vedere spettri invisibili e a fare i primi nomi: Tituba, la mendicante Sarah Good e l’inferma Sarah Osborne.

Curiosamente, Mary Sibley, la vicina che suggerì di preparare la torta, non fu mai accusata di stregoneria: fu solo rimproverata pubblicamente e costretta a comparire davanti alla comunità, mentre il reverendo Parris leggeva una dichiarazione di pentimento. Dopo quest’atto di contrizione, Mary Sibley poté riprendere la sua vita senza ulteriori sospetti, mentre Tituba fu arrestata e trascorse oltre un anno in prigione.

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Cosa accadde a Tituba

Tituba fu così una delle prime persone ad essere accusata di stregoneria durante i processi di Salem del 1692. Il reverendo Samuel Parris era arrivato a Salem nel 1688, insieme a sua moglie, tre figli, alla nipote e tre schiavi: Tituba, John Indian e un giovane ragazzo, che morì poco dopo l’arrivo della famiglia.

Nel 1692 Tituba, Sarah Good e Sarah Osborne furono accusate di aver fatto del male ai bambini malati e di essere delle streghe. Tituba era una schiava, e senza nessuno che la difendesse, divenne un facile capro espiatorio. Fu interrogata per la prima volta presso l’osteria di Ingersoll e poi in carcere. Sebbene inizialmente negasse ogni conoscenza di stregoneria, presto confessò sotto l’enorme pressione.

La povera donna raccontò che il tormento dei bambini era stato causato dagli spettri di Sarah Osborne, Sarah Good, di altre due donne che non conosceva e di un uomo. Raccontò di aver volato su una scopa insieme alla Osborne e alla Good per tormentare Ann Putnam Jr. Affermò inoltre di aver visto numerosi animali soprannaturali — un cane nero, un maiale nero, un uccello giallo, gatti, e persino un uccello con testa umana — tutti “famigli”, compagni delle streghe in forma animale. Disse di aver firmato il libro del Diavolo, dove aveva visto i segni di altre nove streghe.

Il processo di Tituba ebbe luogo solo nella primavera del 1693, dopo che le esecuzioni erano terminate e il panico si era placato. Anche se fu dichiarata innocente, il reverendo Parris si rifiutò di pagare le spese del suo carcere e Tituba fu liberata solo dopo essere stata venduta a un nuovo padrone che pagò il prezzo della sua prigionia. Dopo questa vendita, il nome di Tituba scompare dai documenti storici.

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La storia di Dorothy Good, figlia di Sarah Good

Forse la storia più devastante legata ai processi alle streghe di Salem è quella di Dorothy Good, la persona più giovane a essere arrestata e incarcerata nel 1692. Dorothy aveva quattro anni quando fu accusata di praticare la stregoneria e rinchiusa in una prigione umida e buia per quasi otto mesi.

In un primo momento fu incarcerata insieme a sua madre, Sarah Good, e alla sorellina neonata, ma presto perse la sorella a causa delle condizioni disumane della prigione, e poi la madre fu condannata a morte e giustiziata.

Segnata per sempre da questa esperienza traumatica, Dorothy portò per tutta la vita le cicatrici di quanto aveva subito, e il padre venne risarcito nel 1712. Dorothy Good divenne una donna inquieta, descritta come una vagabonda, che diede alla luce due figli senza che nessuno li riconoscesse come propri.

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Cosa portò a questo isterismo di massa e alle persecuzioni

Nel corso del 1692, circa 200 persone furono imprigionate con l’accusa di stregoneria: 14 donne e 5 uomini furono impiccati, un uomo fu torturato a morte, e almeno cinque persone morirono in prigione. Questa fu la più grande serie di processi per stregoneria mai avvenuta in Nord America, e rappresentò l’ultima grande ondata di panico collettivo nelle colonie inglesi.

Come già anticipato nell’articolo su cosa vedere a Salem, per comprendere gli eventi dei processi alle streghe, è necessario capire il contesto storico in cui si sono verificati.

La vita nella Colonia della Baia del Massachusetts nel XVII secolo era caratterizzata da una forte credenza nel diavolo, da una recente epidemia di vaiolo, e dalla costante minaccia di attacchi da parte delle tribù indigene e dei loro alleati francesi, oltre a dispute territoriali e di confine tra vicini.

Questi fattori da soli crearono un terreno fertile per la paura e la sospettosità. Tuttavia, queste ansie vennero aggravate da un conflitto interno crescente nel Villaggio di Salem, dall’aumento dell’inflazione e dalla revoca della Carta della Baia del Massachusetts nel 1684.

A molti, sembrava che l’ideale puritano della “Città sulla Collina” stesse svanendo: decenni di lavoro e sacrifici gettati al vento. Tanti iniziarono a chiedersi se le forze di Satana non stessero davvero operando sulla terra.

salem witch museum, la corte e le prime condanne per stregoneria

La corte speciale di Oyer e Terminer e le prime condanne

Quando nel maggio del 1692 arrivò una nuova carta reale, il numero crescente di accuse di stregoneria spinse il nuovo governatore William Phips a creare una corte speciale, la Corte di Oyer (per ascoltare) e Terminer (per decidere), incaricata di occuparsi di questi casi.

Essendo una corte speciale, istituita nel pieno di un crescente panico collettivo per la stregoneria, i magistrati fecero una serie di scelte procedurali insolite — la più pericolosa fu la decisione di accettare l’uso delle prove spettrali.

All’epoca, alcuni credevano che le streghe fossero in grado di proiettare una versione spettrale di sé stesse oltre il proprio corpo fisico, per tormentare vittime ignare.

La prima persona ad essere processata dalla Corte di Oyer e Terminer fu Bridget Bishop, che fu dichiarata colpevole e impiccata il 10 giugno. Diciotto persone, provenienti da tutti i ceti sociali, la seguirono al patibolo in tre giornate successive di esecuzioni.

Infine, una combinazione di fattori — tra cui numerose petizioni e lettere scritte dagli accusati, dai loro familiari e da ministri locali, oltre all’accusa rivolta anche a persone dei più alti livelli della società, inclusa la moglie dello stesso governatore — fece sì che il governatore Phips sciolse la Corte di Oyer e Terminer nell’ottobre del 1692.

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La nuova corte e la fine dei processi alle streghe

I processi ripresero nel gennaio del 1693, con una nuova corte nota come “the Supreme Court of Judicature“, la stessa che ancora oggi è in uso nello Stato del Massachusetts. Questa corte si distingueva dalla precedente perché non accettava più le testimonianze spettrali. Con l’esclusione di questa prova controversa, la maggior parte degli imputati fu dichiarata non colpevole e rilasciata.

Anche se alcune condanne — sia della vecchia che della nuova corte — rimasero, alla fine di gennaio il governatore Phips intervenne nuovamente concedendo grazia all’ultimo momento. Fu questo a decretare la fine dei processi alle streghe di Salem.

Con il passare degli anni, alcuni chiesero scusa per il proprio ruolo nei processi per stregoneria, e furono pagati anche dei risarcimenti a molte delle vittime e alle loro famiglie. Nel 1697, la Corte Generale del Massachusetts proclamò una giornata di digiuno e preghiera come atto di espiazione per gli errori commessi dalla colonia, inclusi i processi alle streghe.

In quel giorno, il giudice Samuel Sewall, insieme a dodici giurati, si fecero avanti per chiedere perdono per il loro coinvolgimento nei processi di Salem.

Gli altri magistrati, invece come Corwin e Hathorne tanto per fare un esempio, non ammisero mai che si fosse trattato di un grave errore giudiziario, morendo convinti di aver agito per il bene della colonia.

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Cosa avvenne dopo il 1700 – le vittime dei processi

Anche se nel 1711 la Corte Generale del Massachusetts approvò una risoluzione che revocava le condanne e restituiva i diritti civili a molte delle persone condannate durante i processi del 1692, sette individui non furono inclusi e, quindi, tecnicamente rimasero condannati per stregoneria.

Nel 1945 fu presentato un disegno di legge per riabilitare sei di questi nomi, promosso dai discendenti di Ann Pudeator, una delle donne giustiziate nel 1692. Dodici anni dopo, nel 1957, fu approvata una risoluzione che perdonava “Ann Pudeator e alcune altre persone”. Tuttavia, queste “altre persone” non furono mai nominate ufficialmente nei documenti della corte.

Cinque dei nomi mancanti furono finalmente aggiunti alla risoluzione del 2001, dichiarando formalmente innocenti: Bridget Bishop, Susannah Martin, Alice Parker, Margaret Scott e Wilmott Redd.

Purtroppo, il nome di Elizabeth Johnson Jr. non fu incluso nella risoluzione del 2001. Ispirati da una conferenza dello storico Richard Hite, un gruppo di studenti delle scuole medie di North Andover (Massachusetts) decise di impegnarsi per riabilitare anche quest’ultimo nome. Il caso fu finalmente risolto nell’estate del 2022.

salem witch museum, oggetti in mostra
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Informazioni per visitare The Witch Museum a Salem

Il Salem Witch Museum (19½ Washington Square North, Salem – Massachusetts) è aperto tutto l’anno. In genere l’orario è 10:00–17:00, e nei mesi di luglio e agosto si estende fino alle 19:00.

È chiuso nei giorni del Thanksgiving, del Christmas Day e del New Year’s Day, e in genere chiude per alcune settimane a gennaio per manutenzione. Il biglietto adulto costa $19.00; tariffe ridotte: senior (62+) $17.50, bambini (6-14) $16.00.

Se prevedi di visitarlo nelle ultime due settimane di settembre o durante ottobre, tieni presente che Salem può essere molto affollata: prenota online e scegli in anticipo la fascia oraria. In ottobre i biglietti spesso vanno in esaurimento e vengono messi in vendita alle 22:00 del giorno precedente.

Il museo richiede la puntualità: il biglietto non è rimborsato in caso di ritardo, poiché l’orario è bloccato. In ottobre The Witch Museum vende i biglietti solo online con orari a fascia, attraverso il loro sito web.

Se arrivi in auto in alta stagione, considera di arrivare in largo anticipo per il parcheggio e almeno il triplo del tempo per arrivare, perché la città dispone di circa 4.000 posti auto, ma i visitatori medi al giorno sono oltre 100.000.

Se arrivi con mezzi pubblici, sappi che il Salem Ferry, per i mesi di massimo afflusso di turisti mette a disposizione un’imbarcazione più grande, che può trasportare fino a 600 persone per volta. Mentre il treno Newburyport Rockport che parte dalla North Station di Boston effettua più corse nei fine settimana.

Se porti un passeggino, scegli il più piccolo che hai. Nel museo non sono ammessi oggetti ingombranti né valigie. Il negozio UPS Store a Salem può custodire un numero limitato di valigie, ma applica un costo ed è chiuso la domenica.

Il museo non è dog friendly e ammette solo animali da assistenza riconosciuti dall’Americans with Disabilities Act.

Infine, tieni presente che la presentazione principale viene offerta in italiano (oltre che in altre lingue) su richiesta: potrebbe essere utile richiederla al momento della prenotazione per vivere al meglio l’esperienza.

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Considerazioni e approfondimenti

Da psicologa, questi temi mi hanno sempre affascinato, sin dai tempi dell’università. Approfondendo le possibili cause di questi sintomi (all’epoca attribuiti erroneamente alla stregoneria o alla possessione) ho scoperto che alcune delle persone ‘afflitte’ probabilmente soffrivano di un disturbo da conversione, noto anche come disturbo neurologico funzionale.

Le persone sottoposte a un forte stress psicologico possono sviluppare questa condizione. I sintomi includono: cecità, allucinazioni, spasmi o tremori, e perdita temporanea della capacità di parlare. Se consideriamo le condizioni in cui vivevano le prime ragazze colpite — un ambiente domestico carico di tensioni e pressioni religiose — questo potrebbe spiegare il loro comportamento insolito.

Negli anni seguenti è stato anche suggerito che alcuni degli afflitti soffrissero di disturbo da stress post-traumatico (PTSD), poiché diversi di loro erano rifugiati delle guerre di frontiera contro le tribù Wabanaki e gli alleati francesi del nord e avevano assistito a violenze estreme da bambini.

Alcuni degli accusatori potrebbero aver simulato i sintomi — forse per ottenere attenzione o potere, per vendicarsi di chi ritenevano responsabile di torti subiti, oppure semplicemente perché erano giovani, suggestionabili e vittime di un tipico fenomeno di contagio emotivo o psicosi collettiva (effetto “mente di gruppo” o psicosi di massa).


Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Destination Salem, che ringraziamo per averci concesso di visitare i luoghi più belli e caratteristici della città. Ringraziamo inoltre i manager delle attrazioni che ci hanno permesso di scattare foto e video per realizzare i contenuti del nostro reportage.

Foto copertina Pascal Bernardon

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Ale Carini

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