The Witch House, è la casa del giudice Jonathan Corwin, coinvolto nei processi alle streghe di Salem in Massachusetts. Questa è una delle attrazioni più legate ai fatti oscuri del passato che hanno sconvolto la città e i suoi abitanti.
Questa dimora dalle pareti dipinte di nero è l’unica struttura ancora esistente a Salem ad avere un legame diretto con la vicenda delle streghe e collega elementi della vita quotidiana, agli eventi che scandiscono le linee temporali della storia.
Visitarla è come fare un passo indietro nel tempo e immergersi nella vita familiare, nell’architettura e negli arredi del XVII secolo, comprendendo più profondamente le persone coinvolte nei Processi alle Streghe e il patrimonio coloniale americano.
Nella nostra guida completa su The Witch House trovi informazioni sulle stanze visitabili, costi orari e un excursus sulla sua storia. Usa pure la guida qui sotto per leggere ciò che ti interessa di più.
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Cosa troverai in questo articolo
The Witch House of Salem: cosa vedere all’interno della casa
Al piano terra trovi un piccolo shop insieme alla biglietteria. Una volta entrato, sarai circondato da mobili e oggetti originali, risalenti all’epoca coloniale e particolari che spiegano il modo di vivere e le credenze del tempo.
Da un’introduzione storica, alle informazioni sul giudice Jonathan Corwin e la sua famiglia, dagli aneddoti che portarono ai processi alle streghe del 1692, fino a tante curiosità su educazione, religione e persino sulla “medicina dei cadaveri” – pratica molto in voga a quel tempo.
Tra gli oggetti interessanti in mostra, anche una teca con dentro una vecchia scarpa, proprio accanto a una porta. Perché? Adesso lo scopriremo insieme.
La magia popolare era molto comune tra gli antenati coloniali, tanto che pratiche magiche e rimedi erano parte integrante della vita quotidiana, radicate nei secoli e tramandate per migliaia di anni. Le testimonianze di accusatori e accusati durante i processi di stregoneria, sono piene di racconti di malefici, maledizioni, predizioni del futuro, contatti con gli spiriti e pratiche di contro-magia usate per proteggere sé stessi e la propria famiglia da tali forze.
I ministri puritani credevano che una strega fosse in grado di predire il futuro, provocare eventi e persino uccidere i propri nemici con l’aiuto del diavolo. Se una strega malediceva una persona, i coloni ritenevano ragionevole credere che la maledizione potesse influenzare la salute, la fortuna e le circostanze di vita di quella persona.
Le maledizioni erano considerate una minaccia reale, capaci di portare sventure altrettanto reali. Permettere a una strega di rimanere all’interno della comunità, significava, secondo la credenze dell’epoca, rischiare l’ira di Dio su tutti i membri.
Per secoli, le persone per proteggersi hanno nascosto degli oggetti sotto le pietre del focolare, sotto le assi del pavimento o all’interno delle pareti per portare benedizioni alla casa e proteggere i suoi abitanti dagli spiriti maligni.
Tra questi oggetti sono stati trovati ossa, croci, bambole, amuleti scritti e indumenti, ma l’oggetto più comune restano le scarpe. Gli esperti ritengono che le scarpe ben consumate, venissero utilizzate nella speranza di trasferire alla casa lo spirito protettivo della persona che le aveva indossate. Le scarpe venivano spesso collocate vicino alle porte o ai camini e si credeva, che in questo modo, lo spirito potesse camminare e sorvegliare la casa, tenendo lontani i pericoli.


La cucina e le superstizioni del tempo
Una delle sale più interessanti della Witch House of Salem è certamente la vecchia cucina coloniale con un grande camino centrale, ricolmo di utensili domestici e strumenti tipici di una cucina del XVII secolo. Nei pannelli informativi di questa stanza viene raccontata la vita quotidiana delle famiglie puritane dell’epoca.
Riesci ad immaginare come fosse diversa una tavola coloniale dalle nostre di oggi? La maggior parte delle persone mangiava con le dita e usava il pane per raccogliere il cibo. Usavano anche cucchiai e coltelli, ma le forchette erano piuttosto rare e venivano impiegate quasi esclusivamente per tenere ferma la carne mentre veniva tagliata.
La forchetta appesa al muro del Peabody Essex Museum si dice appartenesse a John Proctor, un’altra delle persone coinvolte nei processi alle streghe di Salem. I coloni meno fortunati vivevano con porzioni molto più modeste di carne e prodotti animali, e spesso si nutrivano di zucca o altri prodotti poveri.
La famiglia di Jonathan Corwin era abbastanza benestante da potersi permettere una dieta più ricca. Nel cortile della loro casa, infatti, sono state ritrovate ossa di animali giovani, a riprova del fatto che consumassero carni tenere e pregiate, spesso accompagnate da altri cibi sostanziosi.
C’era un grande timore per la malattie trasmesse dall’acqua, per cui anche i bambini bevevano spesso piccole quantità di birra leggera, considerata molto più sicura di qualsiasi alternativa non bollita e non fermentata. In alcuni casi persino i neonati ricevevano sostanze fermentate mescolate con farina, entro pochi minuti dalla nascita. Questa bevanda chiamata “pap” all’epoca era considerata una pratica comune.



The Hall – la sala principale
Questa era la stanza più utilizzata della The Witch House, dove si cucinava, si mangiava e si svolgevano le faccende domestiche e le attività quotidiane. L’ala posteriore – dove oggi si trova il negozio di souvenir – fungeva un tempo da cucina estiva, mentre in inverno the Hall diventava la cucina principale e la stanza più calda della casa.
Nel XVII secolo cucinavano i pasti su diversi piccoli fuochi accesi nel camino. Le donne di casa più prudenti inumidivano gli orli delle gonne e li annodavano per evitare di appiccare accidentalmente incendi, muovendosi vicino al focolare.
Nella parte posteriore del camino c’è un forno a cupola di mattoni, simile ad un alveare, che veniva utilizzato per la cottura del pane. I carboni venivano posti direttamente sui mattoni caldi, per riscaldare l’interno del forno, e poi rimossi con lunghe pale di legno. L’impasto del pane veniva quindi sistemato dentro e il colore accumulato ne permetteva la cottura.
Al tempo molti cibi erano associati a credenze e pratiche popolari, alcune delle quali sopravvivono ancora oggi. Nel XVII secolo uova, maiale, noci, cavoli e persino gli ossi a forchetta (wishbones) erano coinvolti in riti e superstizioni. Tuttavia, la maggior parte delle superstizioni e dei sospetti legati alla stregoneria, ruotavano attorno al latte a al burro.
Se una mucca smetteva di dare latte, si credeva che una strega lo stesse rubando durante la notte. Per scacciare la strega si bruciava un pezzo di torba fumante nella stalla. Se il burro non si rassodava, si pensava che fosse stregato e per rompere l’incantesimo si infilava un coltello rovente nella zangola, oppure si facevano dei riti per scacciare la strega.


The Parlor o sala di rappresentanza
Nel salotto o “stanza migliore” Elizabeth e Corwin conservavano i loro arredi più importanti e pregiati, nonchè gli oggetti più raffinati che meglio rappresentavano il loro alto status all’interno della comunità.
Ne è un esempio il tavolo a cavalletto che risale al Medioevo, realizzato con una singola tavola larga 24 pollici (circa 60 cm) e lunga 8 piedi (circa 2,5 metri). Gli alberi che producevano tavole più lunghe di questa, per legge, dovevano essere esportati in Inghilterra, dove venivano utilizzati per costruire navi per la Royal Navy. Possedere un mobile di questo tipo era un privilegio notevole.
In questa stanza della The Witch House si tenevano eventi sociali e cene. Inoltre, Corwin svolgeva qui la sua attività di magistrato, ascoltando casi di piccoli reati come quelli relativi al bestiame pubblico, furti con scasso e questioni legate a persone che “oltrepassavano la loro condizione sociale”. E’ probabile che alcune accuse di stregoneria siano state registrate proprio in questa stanza.

Master Bed Chamber – la camera da letto
Al piano superiore puoi vedere una ricostruzione di una camera da letto tipica dell’epoca, con letto a baldacchino, biancheria e oggetti personali. I letti erano solitamente adornati con tende di lino o cotone, in estate, e con tende di lana durante l’inverno. Le tende servivano a tenere lontani luce, polvere e correnti d’aria e, nella stagione fredda, aiutavano a trattenere il calore all’interno del letto.
Mantenersi caldi in inverno era una priorità sia per i ricchi che per poveri. Il calore proveniente dai piani inferiori e dai mattoni del camino, contribuiva a mantenere l’ambiente caldo. I fuochi venivano lasciati ardere lentamente, mentre i carboni venivano posti in uno scaldaletto in metallo, come quello appeso alla trave del camino, e passati rapidamente sotto gli strati di coperte per non bruciare il tessuto.
Anche la mia bisnonna mi ha raccontato di un oggetto simile usato nella case di campagna quando lei era piccola, che dalle nostre parti si chiamava “il prete”. Ne conosci uno simile anche tu? Le famiglie si accalcavano tutte insieme nei letti per conservare il calore e ai bambini piccoli venivano spesso cuciti i vestiti per assicurarsi che restassero coperti.
Ai piedi del letto a baldacchino spesso si trovava un “trundle bed” ovvero un lettino estraibile per i bambini più piccoli, che durante il giorno veniva fatto scorrere sotto il letto principale per risparmiare spazio. Non molte famiglie avevano stanze separate per i bambini.
Durante i periodo coloniale erano molto comuni i letti a corda. I materassi erano imbottiti di paglia o piume (per chi poteva permetterselo) ed erano sospesi su corde periodicamente tese con una chiave.
La porta accanto al camino è molto antica – probabilmente originaria della casa – e conduce a un corridoio che collega la stanza dei bambini a una scala a pioli che porta alla soffitta, spesso usata come camera da letto aggiuntiva, per i figli più grandi o per la servitù.

Children’s Bed Chamber
Quando Elizabeth sposò Jonathan Corwin, aveva già tre figli avuti con il precedente marito. I loro primi ritratti d’infanzia sono appesi alla parete della stanza. Sua figlia Margaret potrebbe aver vissuto proprio in questa stanza per un breve periodo, prima della sua morte, avvenuta nel 1676. Robert e Henry crebbero proprio in questa stanza, dove oggi sono in mostra gli oggetti per la tessitura.
Jonathan e Elizabeth ebbero dieci figli insieme, ma solo due sopravvissero fino all’età adulta, uno di questi era George, il cui ritratto si trova sopra la scrivania. Le malattie erano molto diffuse nelle colonie, come in Inghilterra e tutta Europa e il tasso di mortalità era di circa il 40% all’epoca. Vaiolo, febbre gialla e tubercolosi, erano le principali cause di morte.
I figli, secondo i puritani, nascevano con la macchia del peccato originale e la famiglia era incoraggiata ad assicurarsi che si comportassero bene e coltivassero un rapporto con Dio. Il gioco, i giocattoli, erano a tema biblico o morale e tutto il resto veniva scoraggiato. Le famiglie però, specie quelle benestanti, non erano poi così severe con i giochi, e spesso concedevano ai loro figli degli svaghi. Dai documenti delle spedizioni, sembrerebbe che i Corwin abbiano importato un barile pieno di giocattoli per i loro figli.

La stanza dei tessuti
Quando si pensa ai tessuti dell’epoca coloniale, che fossero: lana, lino, cotone importato, o seta, ci dobbiamo ricordare che si trattava di beni estremamente preziosi, molto di più di quanto non lo siano oggi. La produzione domestica richiedeva tempo, energia e grande pianificazione nelle faccende quotidiane. Per una famiglia il costo dei tessuti e degli articoli per cucire, poteva avere un impatto notevole sul bilancio domestico.
La famiglia Corwin importava una grande quantità di stoffe e materiale da cucito come tessuti, spilli, aghi e fili. In questa stanza sono esposti alcuni strumenti legati alla lavorazione dei tessuti:
- Flax carder e hatchel: strumenti usati per rimuovere la corteccia degli steli di lino con un processo chiamato “retting”
- la ruota per filare la lana e trasformare le fibre grezze in filato
- Yarn weasel, usato per misurare quantità uniformi di filato, era munito di un meccanismo che scattava quando si raggiungeva la lunghezza desiderata
- Niddy noddy, che serviva a tenere il filato ordinato e più facile da gestire
- il telaio usato per creare grandi pezzi di tessuto
Le donne benestanti che gestivano una grande casa, spesso pagavano tessitori itineranti (per lo più uomini) perché venissero a vivere da loro per alcune settimane per preparare l’ordito e intrecciare i fili secondo il motivo scelto dalla padrona di casa. Una volta impostato il lavoro, i tessitori si spostavano da un’altra cliente, lasciando che fossero i membri della famiglia o la servitù a completare la tessitura.
Secondo le testimonianze dell’epoca, sembrerebbe che questi telai potessero occupare anche metà dello spazio disponibile in casa. In dimore più grandi, come quella dei Corwin, probabilmente il telaio era posto nella soffitta sopra la stanza dove è in mostra oggi. Lo stesso luogo dove spesso veniva lavata la biancheria sporca.


Curiosità dell’epoca che puoi scoprire a The Witch House
Nell’America coloniale si dava grande importanza alla capacità di leggere e comprendere la parola di Dio. Nella prime comunità del Massachusetts, vennero istituite le cosiddette “dame schools” – scuole domestiche in cui ragazzi e ragazze imparavano a leggere e svolgere alcune attività.
I ragazzi appartenenti a questa famiglia e ritratti in questi quadri – Robert, Henry e George – erano incoraggiati a proseguire l’istruzione più formale, imparando a leggere e scrivere in greco, latino e inglese. Era normale che un ragazzo decidesse già a 13 anni o anche prima se continuare o meno con gli studi universitari, o se intraprendere un apprendistato per imparare un mestiere.
Le ragazze invece, non erano incentivate a imparare a scrivere, perché ci si aspettava che affinassero le loro abilità nelle arti decorative e nelle competenze sociali, imparando quello che sarebbe stato utile per gestire una casa e una famiglia. Nel 1629 a Salem fu istituita una scuola a pagamento per i ragazzi, che divenne gratuita nel 1637, per incoraggiare una maggiore partecipazione: ma i figli di famiglie meno abbienti potevano comunque scegliere di non frequentarla, perché le loro mani erano necessarie per aiutare nei campi o contribuire al sostegno delle famiglie.
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Informazioni per visitare The Witch House of Salem
In verità, la Casa della Strega non ha mai ospitato delle streghe, ma offre uno sguardo affascinante sulla vita quotidiana di una famiglia benestante nel New England del XVII secolo.
The Witch House è stata aperta al pubblico per la prima volta nel 1948. Oggi si può visitare nei seguenti giorni e orari al costo di circa 12 $ e sono disponibili sia visite guidate che autoguidate: 1 aprile – 14 novembre tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00. Chiusa: giorno del ringraziamento, vigilia di Natale e Natale, 30 e 31 Dicembre e altre festività federali.
La visita richiederà circa 30/45 minuti e il personale presente è sempre disponibile per rispondere a domande e curiosità sulla casa e sugli oggetti in mostra.
NB. Durante il mese di ottobre i biglietti vanno prenotati in anticipo e spesso sono disponibili solo per la stessa giornata a partire dalle ore 8:00 del mattino. L’ingresso, dato il grande afflusso di visitatori é vincolato all’orario scelto.
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Accenni alla storia della The Witch House of Salem
Nel 1675, Jonathan Corwin, erede di una delle più grandi fortune puritane conosciute nel New England, sposò Elizabeth Gibbs, una vedova estremamente ricca di Boston e nello stesso anno acquistò questa grande e maestosa dimora, nota come “The Witch House” o “Jonathan Corwin House”.
Il giudice Corwin era un ricco commerciante, nominato membro del consiglio municipale e rappresentante alla legislatura della colonia (Town Selectman and Representative) molto prima che l’isteria del 1692 iniziasse. Come membro della milizia prese decisioni che influenzarono la vita di centinaia di coloni, sia prima che dopo i processi alle streghe di Salem.
Diciassette anni dopo, Corwin e la sua famiglia presero parte alla più famosa caccia alle streghe della storia americana. Le accuse iniziarono nell’inverno del 1692, quando due giovani ragazze della famiglia del reverendo, iniziarono a mostrare dei comportamenti molto strani: abbaiavano, lanciavano legna ardente dal camino nella stanza, si contorcevano e in altri momenti sembravano colpite da una paralisi che durava per ore.
La famiglia Parris pregò e digiunò per cercare di alleviare le sofferenze delle ragazze e poi chiesero il parere del medico locale, che alle fine concluse che le giovani erano vittime di “una mano malvagia”. La popolazione di Salem voleva sapere chi avesse stregato le giovani e voluto tanta sventura per la famiglia del reverendo. Nel giro di poco tempo iniziarono le accuse e tre donne vennero indicate come responsabili: Tituba, Sarah Good e Sarah Osbourn.
Insieme al suo amico e collega John Hathorne, il giudice Corwin presiedette molti interrogatori sia degli imputati che dei loro accusatori, prima e durante i processi alle streghe di Salem. Il governatore William Phipps istituì un tribunale speciale per rispondere all’enorme numero di accuse. Questa corte chiamata Oyer and Terminer, autorizzava l’uso della controversa “prova spettrale” e processò molti casi da maggio ad ottobre 1692.
Nel settembre del 1692, Corwin ricevette una lettera dal Maggiore Robert Pike, in cui egli metteva in discussione l’uso di “prove spettrali” per condannare le persone per stregoneria. La lettera però non sembrò far cambiare idea a Corwin che continuò per la sua strada. Tuttavia, il disappunto del Maggiore era comprensibile, in quanto le “prove spettrali” non erano altro che visioni – si credeva, infatti, che lo spirito o lo spettro di una persona, potesse muoversi autonomamente dal corpo con l’aiuto del diavolo per tormentare i nemici.
Corwin di solito lasciava che Hathorne prendesse l’iniziativa durante gli interrogatori, ma i due erano entrambi implacabili nel cercare confessioni di stregoneria e fin dall’inizio, pensavano che tutti fossero colpevoli delle accuse. Corwin fu una figura di spicco nella ricerca e nell’interrogatorio dell’ex ministro del villaggio di Salem, il reverendo George Burroughs.
Come altri coinvolti nella ricerca alle “streghe”, anche Corwin aveva una connessione personale. Si pensava che uno dei suoi figli fosse afflitto all’inizio dell’epidemia di stregoneria. Inoltre, sua suocera, la signora Margaret Thacher, fu accusata di stregoneria da uno dei suoi servitori, anche se non venne mai arrestata: aiutata dal fatto che fosse una donna ricca e imparentata con uno dei giudici.
Corwin, nato a Salem nel 1640, era un mercante che acquistò The Witch House nel 1675. Negli anni prestò servizio come deputato al Tribunale generale e nel Consiglio di sicurezza. Oltre alla sua stretta amicizia con John Hathorne, erano anche cognati (la sorella di Corwin, Abigail, sposò il fratello di Hathorne, Eleazor).
Dopo i processi per stregoneria, Corwin prestò servizio presso la Corte Superiore e come giudice di successione. Non mostrò mai rimorso per le sue azioni del 1692 e morì nel 1718 all’età di 78 anni, molto ricco e rispettato. È sepolto nel cimitero di Broad Street a Salem.

Gli indigeni e Roger Williams
Secondo alcuni documenti, il terreno su cui oggi sorge l’edificio, faceva parte di quello che era considerato il “Naumkeag”, ossia il territorio originariamente abitato dagli indigeni locali, prima che i coloni inglesi vi si insediassero.
I coloni inglesi al loro arrivo trovarono delle strutture apparentemente vuote (il popolo di Naumkeag si spostava stagionalmente), e così se ne appropriarono, modificandole secondo il loro gusto e necessità.
La tradizione locale sostiene (anche se non ci sono prove documentali) che la proprietà su cui sorge The Witch House, nel 1630 ospitasse la casa di Roger Williams, pastore ad interim della chiesa di Salem nel 1634. Egli credeva che i nativi americani dovessero essere pagati per la loro terra e che la Chiesa e lo Stato dovessero essere separati.
Queste opinioni diverse, nuove e pericolose non andavano d”accordo con quelle dei leader puritani e per questo fu condannato per sedizione ed eresia. Williams fuggì a sud nel 1636 e fondò il Rhode Island.
Come hanno salvato The Witch House of Salem
Negli anni ’40, la città di Salem voleva allargare North Street, il che avrebbe richiesto la demolizione della vecchia Corwin House. Un gruppo di cittadini raccolse 42.000 dollari per salvare sia questa vecchia dimora che la vicina Bowditch House.
Entrambe le case furono spostate. La Casa della Strega si trova a circa 10 metri dalla sua posizione originale e Bowditch House è proprio lì accanto. Questa conservazione storica è stata l’inizio dell’Historic Salem Inc., fondato nel 1944.
Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Destination Salem, che ringraziamo per averci concesso di visitare i luoghi più belli e caratteristici della città. Ringraziamo inoltre i manager delle attrazioni che ci hanno permesso di scattare foto e video per realizzare i nostri contenuti.
